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problemi con il do grave


giancarlo58
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Ti consolo dicendo che non è una nota semplice da emettere..anzi!


1) la tamponatura del flauto deve essere perfettamente a chiusura ermetica. Per emettere il Do con facilità ...occorre che tutti i tamponi chiudano benissimo.


2) quando fai il Do..attento a non premere inavvertitamente anche il tasto del Re# (neppure sfiorarlo..altrimenti se si apre quel tasto..il Do non esce)


3) Cerca di stare morbido e rilassato con le labbra.


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Ti consolo dicendo che non è una nota semplice da emettere..anzi!

1) la tamponatura del flauto deve essere perfettamente a chiusura ermetica. Per emettere il Do con facilità ...occorre che tutti i tamponi chiudano benissimo.

2) quando fai il Do..attento a non premere inavvertitamente anche il tasto del Re# (neppure sfiorarlo..altrimenti se si apre quel tasto..il Do non esce)

3) Cerca di stare morbido e rilassato con le labbra.

Concordo con tutto questo, da dolcista dilettante aggiungerei che bisogna usare poco fiato, rilassare la carotide ed assicurarsi infine che lo Strumento sia molto ben pulito; non so se sui moderni flauti traversi funzioni allo stesso modo, ma sul dolce tenore il Do3 può riuscire solo così (in realtà questo vale per l'emissione di tutte le note più gravi del Mi3).

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non riesco nonostante tutti gli sforzi a emettere un suono gradevole

Come hanno già scritto, rilassatezza, insufflazione non forzata.

Alle volte è proprio quello il problema: troppa forza. :)

assicurarsi infine che lo Strumento sia molto ben pulito; non so se sui moderni flauti traversi funzioni allo stesso modo, ma sul dolce tenore il Do3 può riuscire solo così (in realtà questo vale per l'emissione di tutte le note più gravi del Mi3).

Il problema del flauto pulito credo possa circoscriversi - correggetemi se sbaglio - soprattutto al dolce, anche perché la cavità dove passa l'aria è più stretta e una gocciolona di saliva :ninja: può davvero ostruire. Parola di lama.

llama_tea.gif

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Il problema del flauto pulito credo possa circoscriversi - correggetemi se sbaglio - soprattutto al dolce, anche perché la cavità dove passa l'aria è più stretta e una gocciolona di saliva :ninja: può davvero ostruire. Parola di lama.

Quello della disgustosa moistura che si accumula è un problema tipico direi di tutti i Fiati (eccettuato l'organo, che però è un Aerofono ad insufflazione indiretta...), la pulizia è sempre fondamentale. Appena si può, smontare lo Strumento e pulirlo è necessario; io lo faccio anche tra un Pezzo e l'altro, perché sennò dal Fa3 in giù è un disastro e dal Re3 semplicemente non si suona.

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Ma no, il problema non sei tu, il problema secondo me è di respirazione, c'è chi ha i polmoni meno allenati di quelli di altri. Ti consiglio di andare da un bravo maestro di canto e prendi qualche Lezione, ho cominciato a farlo anch'io e già sono un po' migliorato.


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Quello della disgustosa moistura che si accumula è un problema tipico direi di tutti i Fiati (eccettuato l'organo, che però è un Aerofono ad insufflazione indiretta...), la pulizia è sempre fondamentale. Appena si può, smontare lo Strumento e pulirlo è necessario; io lo faccio anche tra un Pezzo e l'altro, perché sennò dal Fa3 in giù è un disastro e dal Re3 semplicemente non si suona.

Sì, è vero, ma in anni di strumentista a fiato non ho mai avuto grossi problemi in tal senso...

piuttosto, come si respira è fondamentale e purtroppo più ci si innervosisce più il suono ne risente in negativo.

Questa è la vera bestia nera per gli strumenti a fiato :ninja:, la qualità del suono è così intrinsecamente connessa con la persona, l'aria che respira, non è solo questione di tocco. E diciamocelo, è allo stesso tempo un cruccio e un vanto per chi si dedica ai fiati. :D

A Giancarlo voglio quindi dire che: ci siamo passati tutti! E' questione di pratica, soprattutto se il suono in realtà già esce ma non è gradevole. :)

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Sì, è vero, ma in anni di strumentista a fiato non ho mai avuto grossi problemi in tal senso...

piuttosto, come si respira è fondamentale e purtroppo più ci si innervosisce più il suono ne risente in negativo.

Questa è la vera bestia nera per gli strumenti a fiato :ninja:, la qualità del suono è così intrinsecamente connessa con la persona, l'aria che respira, non è solo questione di tocco. E diciamocelo, è allo stesso tempo un cruccio e un vanto per chi si dedica ai fiati. :D

A Giancarlo voglio quindi dire che: ci siamo passati tutti! E' questione di pratica, soprattutto se il suono in realtà già esce ma non è gradevole. :)

Davvero, infatti ho cominciato anche per liberarmi di un po' di nervosismo e migliorare la respirazione (che prima era un disastro).

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Infatti dovrei imparare a rilassarmi ma non ci riesco ho voglia ho fretta di imparare sto benedetto flauto, strumento che ho iniziato ad amare sin da piccolo prima ascoltando Peter Gabriel (Genesis) e poi Ian anderson (Jetrhro Tull) ma dopo aver assistito ad un concerto di Gazzelloni tenutosi ad Agrigento, mia città natale, ne sono rimasto folgorato soltanto che mi fu negato l'acquisto del flauto ora a 59 anni sto iniziando e già il fatto di eseguire un duetto con il mio amico-maestro anche se si tratta di fra Martino, per me, è come se suonassi la partitura in la minore di Bach


So anche che la fretta è cattiva consigliera ma non ci posso fare niente..........


Grazie a tutti


Giancarlo


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Davvero, infatti ho cominciato anche per liberarmi di un po' di nervosismo e migliorare la respirazione (che prima era un disastro).

Infatti dovrei imparare a rilassarmi ma non ci riesco ho voglia ho fretta di imparare sto benedetto flauto, [...] ne sono rimasto folgorato soltanto che mi fu negato l'acquisto del flauto ora a 59 anni sto iniziando e già il fatto di eseguire un duetto con il mio amico-maestro anche se si tratta di fra Martino, per me, è come se suonassi la partitura in la minore di Bach

E fu così che il flauto divenne alla stregua di una pallina antistress. :)

E' vero, giancarlo, la fretta è cattiva consigliera -soprattutto in musica- perché i noiosi esercizi e/o scale si rivelano sempre l'ideale per progredire con metodo e non ritrovarsi poi con lacune. Ma visto il tuo percorso e l'acquisto negato (ahi! capisco, capisco ohimé...) credo che la fretta sia più che giustificata.

Per il momento potresti chiedere al tuo maestro di trascriverti brani/duetti in tonalità che non includano questo benedetto Do o che sia incluso in un passaggio discendente dal Re. ^^

Bada bene però, non è far finta che il problema non ci sia, ma semplicemente accantonarlo.

Intanto ho trovato un video incentrato sul low C ovvero il Do della prima ottava:

>https://www.youtube.com/watch?v=QJKFphS_3UQ

Lei dice aria calda lenta, stare attenti a cosa si preme (ma attenzione che nel video il flauto è discendente al SI) e non rimpicciolire troppo il foro.

Dice anche che è la sua nota preferita e non c'è nulla di cui avere paura.

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Per la terza ottava(prima che mi guardiate male... giusto oggi sono riuscito forse a trovare le diteggiature estese per portare il tenore al Sol5, sono sul metodo di Helmut Mönkemeier) bisogna rilassare per bene il collo e portare la respirazione sulle ultime tre paia di costole: portare tutto il peso sui talloni e scaricarlo dalla mandibola e dal collo. Io almeno sto provando così, come si farebbe nel canto "antico" (rinascimentale e barocco), però sono un principiante assoluto, non fidarti troppo...


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