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sononuovo

Stasera La Boheme

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Buongiorno a tutti... sono nuovo sia su questo forum e sia sull'argomento. Sono qui per chiedere il vostro aiuto.


Visto che solo da poco mi sto interessando alla musica classica e a tutto quello che gira attorno a questo mondo, potreste dirmi di cosa tratta La Boheme che andrà in onda stasera? Sul sito questaseratv.it ho visto che quello di stasera è della regia di Ettore Scola, ma in cosa consiste la differenza con altre regie? Qui c'è la descrizione un po' striminzita.


Ve ne sarei grato se qualcuno mi aiutasse a farmi chiarezza. Lo so che sono un totale ignorante in materia ma sono qui proprio per guarire :)


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Buongiorno a tutti... sono nuovo sia su questo forum e sia sull'argomento. Sono qui per chiedere il vostro aiuto.

Visto che solo da poco mi sto interessando alla musica classica e a tutto quello che gira attorno a questo mondo, potreste dirmi di cosa tratta La Boheme che andrà in onda stasera? Sul sito questaseratv.it ho visto che quello di stasera è della regia di Ettore Scola, ma in cosa consiste la differenza con altre regie? Qui c'è la descrizione un po' striminzita.

Ve ne sarei grato se qualcuno mi aiutasse a farmi chiarezza. Lo so che sono un totale ignorante in materia ma sono qui proprio per guarire :)

La Bohème che va in onda stasera, caro sononuovo, tratta di quello che trattano tutte le Bohème passate presenti e future, ossia di una sartina della Parigi di fine Ottocento che si innamora di un giovane scrittore squattrinato e che muore di tisi.

Non conosco la regia di Scola per cui non saprei dirti la differenza con altre regie. Invece ti do un consiglio: ascolta bene quest'opera perchè è un capolavoro assoluto.

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Effettivamente devo dire che riscontro sempre qualche difficoltà nel capirne le parole... Comunque grazie mille per la tua risposta, mi è stata molto utile. Ciao!


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Le battute della scena dell'arrivo nella soffitta di Mimì morente e segnatamente la frase di Mimì , qui a 0:45, "Mi vuoi qui con te?", colma di sconfinata tristezza, sono, senza ombra di dubbio, quanto di più commovente sia stato mai scritto in una partitura d'Opera:

https://www.youtube.com/watch?v=4sbKF5vF4d0

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conosco bene i film diretti da Scola; alcuni sono capolavori altri sono appena passabili, e dipende soprattutto dalle storie narrate... E francamente una sua regia di una storia come quella della Bohème rientra secondo me nella seconda categoria più che nella prima. [iHMO]

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Ho interpellato appositamente un caro amico espertissimo in Opere Liriche (peccato che non partecipi a nessun forum...) che ha giudicato la regia di Scola assolutamente tradizionale, anzi diciamo meglio convenzionale. La scelta anche della media luce e delle scenografie scure sembra proprio voler sottomettere tout-court la regia alla Musica. Cosa, di questi tempi, rara. Forse è un po' discutibile ma è anche tranquillizzante. Insomma si può vedere l'Opera con tutta tranquillità senza doversi lambiccare il cervello sulle ragioni delle scelte della regia.

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Non volendo aprire una nuova discussione, ma ci sarà un Rodolfo ideale ? Di Stefano giovane mi piace in tutto tranne che nella gelida manina che spesso trovo cantata un po' troppo a squarciagola. Alagna, Carreras, Alvarez emulano Pippo con risultati inferiori. Pavarotti fa tutto bene ma non è un poeta come di Stefano. Lo stesso dicasi di bergonzi, il quale però tecnicamente nella incisione del 58 è perfetto o quasi. Anche gigli nuotava in acque amiche, però nella incisione del 39 si prende qualche licenza di troppo e poi non era più un giovin 30 enne. Ci sarebbe bjorling, ma a me sembra che le testimonianze audio giunteci non rendano piena giustizia alla probabile superbellezza live del suo timbro. Corelli e Domingo no poi no. Insomma è difficile

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2 ore fa, alfiocarrettiere dice:

Non volendo aprire una nuova discussione, ma ci sarà un Rodolfo ideale ? Di Stefano giovane mi piace in tutto tranne che nella gelida manina che spesso trovo cantata un po' troppo a squarciagola. Alagna, Carreras, Alvarez emulano Pippo con risultati inferiori. Pavarotti fa tutto bene ma non è un poeta come di Stefano. Lo stesso dicasi di bergonzi, il quale però tecnicamente nella incisione del 58 è perfetto o quasi. Anche gigli nuotava in acque amiche, però nella incisione del 39 si prende qualche licenza di troppo e poi non era più un giovin 30 enne. Ci sarebbe bjorling, ma a me sembra che le testimonianze audio giunteci non rendano piena giustizia alla probabile superbellezza live del suo timbro. Corelli e Domingo no poi no. Insomma è difficile

Allora, il mio parere. Trovo che Bergonzi sia molto più poeta che bohémien. Così come in Di Stefano il lato bohémien, da ragazzo giovane e gioviale, "antisistema", sia molto più pronunciato di quello poetico: le scene di conversazione della Boheme di Votto, quelle tra Di Stefano, Panerai, Zaccaria e Spatafora, le trovo d'eccezionale autenticità. Pavarotti è una sintesi delle due componenti. A Carreras manca la disinvoltura di conversatore di Di Stefano. Alagna, quantomeno quello originale, ossia dell'edizione con Pappano, era molto vicino a Pavarotti nella giovanile poesia, poi si è veristizzato, cantando troppo "aperto". Non ho mai sentito Alvarez nel ruolo. Bjorling me lo ricordo poco, mentre sarebbe interessante udire la chiave interpretativa di Tagliavini in un disco Warner Fonit diretto da Santini.

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Tagliavini l' ho ascoltato se è l' incisione che penso. Bravo. Ottimo prodotto. Tende però  un po come al solito a imitare Gigli o, perlomeno, pur magari non volendolo imitare ma avendo la stessa grana vocale, finisci per pensare che lo stia facendo. Non ho mai ascoltato un Rodolfo di Aragall che, con la voce integra e il timbro che si ritrovava, sarebbe potuto essere na bomba

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12 ore fa, alfiocarrettiere dice:

Tagliavini l' ho ascoltato se è l' incisione che penso. Bravo. Ottimo prodotto. Tende però  un po come al solito a imitare Gigli o, perlomeno, pur magari non volendolo imitare ma avendo la stessa grana vocale, finisci per pensare che lo stia facendo. 

Tagliavini, Alfio, in effetti è un poco manierato e, nell'insieme, è evidente che il suo modello era Gigli rispetto al quale tuttavia mostra una grana vocale meno attraente oltre che evidenziare una certa asciuttezza timbrica nelle mezzevoci e qualche durezza nell'ottava superiore (v. a 3:09 "Talor dal mio forziere" ). Tagliavini però. sebbene un po' stereotipato, dà al personaggio una certa vitalità e personalità e inoltre sfoggia una ragguardevole varietà di colori ed è sempre molto musicale.

 

 

 

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13 ore fa, alfiocarrettiere dice:

Non ho mai ascoltato un Rodolfo di Aragall che, con la voce integra e il timbro che si ritrovava, sarebbe potuto essere na bomba

QuiAragall è in piena forma vocale ed esibisce una voce bella, solida ed estesa.

Tuttavia tende a forzare ed ingrossare il suono risultando, alla fine, un tantino squilibrato per eccesso di slancio.

 

 

 

 

 

 

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La butto  lì. Senza andare indietrissimo. Gigli Rodolfo ideale sino a tutti gli anni 30. Poi ci metto tagliavini, ma pure Prandelli anche se non aveva un bel timbro e al di là dell' Oceano bjorling. Dalla fine anni 40 a tutti gli anni 50 arriva di Stefano, ben però rivaleggiato da bergonzi dalla fine degli anni 50 in poi. Negli anni 60 arriva Pavarotti che tiene lo scettro sino alla fine anni 70. E dopo ? Alagna e ora ? Beczala ? Comunque come è forse giusto che sia un Rodolfo ideale x tutte le stagioni non esiste

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1 ora fa, alfiocarrettiere dice:

La butto  lì. Senza andare indietrissimo. Gigli Rodolfo ideale sino a tutti gli anni 30. Poi ci metto tagliavini, ma pure Prandelli anche se non aveva un bel timbro e al di là dell' Oceano bjorling. Dalla fine anni 40 a tutti gli anni 50 arriva di Stefano, ben però rivaleggiato da bergonzi dalla fine degli anni 50 in poi. Negli anni 60 arriva Pavarotti che tiene lo scettro sino alla fine anni 70. E dopo ? Alagna e ora ? Beczala ? Comunque come è forse giusto che sia un Rodolfo ideale x tutte le stagioni non esiste

Per me, Alfio, il "Rodolfo del secolo" e' stato Luciano Pavarotti e cio' non solo per il colore vocale, ideale per il ruolo, ma specialmente per la straordinaria carica comunicativa derivata dalla naturalezza e dalla spontaneita' del fraseggio sia nelle espansioni liriche che nelle frasi di conversazione.

Celletti, recensendo la Boheme Decca del '73, scrive (cito a memoria):" Non apena Pavarotti apre bocca noi udiamo la voce ideale per Rodolfo, la voce della giovinezza".

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Pensa però che io alla incisione del 73 alla quale do un 9 e mezzo, preferisco nel suo insieme una incisione mi pare per la radio del 69 sempre con la freni e pavarotti, mi pare poi bruscantini e schippers come direttore

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1 ora fa, alfiocarrettiere dice:

Pensa però che io alla incisione del 73 alla quale do un 9 e mezzo, preferisco nel suo insieme una incisione mi pare per la radio del 69 sempre con la freni e pavarotti, mi pare poi bruscantini e schippers come direttore

Conosco bene,Alfio, quell'incisione dove, vocalmente, Pavarotti e' in grandissima forma. La Freni poi, naturalmente, non si discute. Anche Schippers dirige bene, con grande slancio emotivo e Bruscantini e' un Marcello memorabile. Pero' l'edizione Decca ha qualcosa in piu' perche' Karajan riesce a far parlare agli interpreti vocali un linguaggio comune. La Filarmonica di Vienna poi, va da se', e' superiore alla pur ottima orchestra RAI.

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E invece come Marcelli ne ho molti di ideali. Da valdengo con di Stefano. A Panerai più volte. Bruscantini, anche se egli è più noto come Figaro. Pure cappuccilli disse la sua. Ora chiedo una cosa. Il ruolo di Rodolfo richiede voce che ricordi la gioventù. Però, pur non essendo una partitura acutissima visto che il do della manina uno potrebbe anche ometterlo, sarà un caso ma molti Rodolfo li ho trovati poco interessanti quando il corrispondente tenore era entrato in quella fase della carriera ove non aveva più gli acuti in tasca

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3 ore fa, alfiocarrettiere dice:

E invece come Marcelli ne ho molti di ideali. Da valdengo con di Stefano. A Panerai più volte. Bruscantini, anche se egli è più noto come Figaro. Pure cappuccilli disse la sua. Ora chiedo una cosa. Il ruolo di Rodolfo richiede voce che ricordi la gioventù. Però, pur non essendo una partitura acutissima visto che il do della manina uno potrebbe anche ometterlo, sarà un caso ma molti Rodolfo li ho trovati poco interessanti quando il corrispondente tenore era entrato in quella fase della carriera ove non aveva più gli acuti in tasca

Una o due note sopracute, Alfio, non sono indicative della tessitura di un'opera( vedi il caso di Norma in cui il tenore deve fare un Do sopracuto nell'aria del primo atto pur avendo una tessitura centralizzante, da baritenore ). Boheme richiede un tenore lirico e a suo agio negli acuti non perche'  c'e' il Do della speranza ma perche' presenta numerose frasi  acute ( ad es. "Nei cieli bigi", " Talor dal mio forziere", " Fremon gia' nell'anima","Dal mio cervel sbocciano i canti", "Invano invan nascondo","Ci lasceremo alla stagion dei fior",) e anche perche' il personaggio e' giovanile e il ruolo richiede voce leggera e spedita per i numerosi momenti di conversazione.

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Dopo lungo tempo ho qualcosa da dire. Lessi in rete che Pavarotti dichiarò che la parte di Rodolfo non è facile perchè spesso canti sul filo del passaggio di registro acuto. Considero interessante qualunque Boheme con Pavarotti anni 60 e 70. Dagli anni 80 in poi Lucianone fa ancora un gran lavoro ma non è più il Rodolfo di prima. Presa un' altra opera assai amata da Luciano, e cioè l' Elisir, ritengo che in quella egli invecchia meglio. Ancora negli Elisir dei primi anni 90 fa la sua bella figura. E questo francamente lo trovo strano perchè Nemorino deve cesellare ogni nota e quindi pensavo che una voce ingrossata dagli anni avrebbe fatto una gran fatica

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Mi son fatto i miei ascolti. Di Stefano è magari efficace nei recitativi per immediatezza e per la sua innata genialità nel porgere certe frasi ma tecnicamente il suo canto non c' entra nulla con quello dei già citati gigli, bergonzi, tagliavini, bjorling. e anche Pavarotti, sebbene in gioventù fu un fan di di Stefano, s ' inserisce nel solco tecnicamente corretto degli altri grandi citati

 

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All' inizio di Stefano precisa che è raffreddato. Raffreddore si, raffreddore no, anche se ci sono documenti audio di tale periodo in cui canta molto meglio, ho dovuto purtroppo constatare come già all' inizio degli anni 60, nelle serate no, la voce gli partisse qua e là, x non parlare degli acuti che sembrano una scalata di messer. Pensare a come avrebbe cantato quest' aria solo 10 anni prima.

https://youtu.be/AjX0d_LNJfg

 

 

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Bentornato. Peccato che max non si veda da un po’!

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