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sibelius

I compositori sottovalutati

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3 ore fa, Majaniello dice:

Due parole su questi che non conosco (o conosco solo di nome), se ti va...

Ma lui no tra i sottovalutati?

A me piace tantissimo Castiglioni, ma forse è già più considerato in certi ambienti...

Certo, anche lui. Proprio mi era passato di mente. La lista dovrebbe essere aggiornata anche con qualche autore italiano del Novecento. Castiglioni non è sottovalutato, forse è dimenticato in sede di concerto o in disco, ma in sede accademica (almeno in Italia) ha sempre avuto una certa importanza. Secondo me, è il tipico esempio di autore che sarà rivalutato post mortem.

Nella lista ci sono oggettivamente dei compositori minori e che mai saranno noti ai più, ma si sa... dove c'è fumo quasi sempre c'è arrosto :D 

3 ore fa, Ives dice:

Tiessen? Non sapevo piacesse, fu il prof di composizione di Celibidone.

Beh, alcune composizioni della maturità sono indubbiamente interessanti. Penso al balletto Salambo, assai vigoroso e drammatico. Lo stile non è originalissimo in effetti, un derivato di Strauss che aveva aggiornato il lessico verso un cromatismo più acceso. Comunque, rimane un autore da indagare, se non altro per la sua cultura musicale-filosofica enciclopedica e per le influenze su Celibidone - che, va detto, da giovane lo dirigeva spesso.

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On 6/1/2019 at 12:12, Majaniello dice:

Due parole su questi che non conosco (o conosco solo di nome), se ti va...

In due righe due:

Ennio Porrino: compositore italiano allievo di Pizzetti, prendeva spesso ispirazione dal folklore sardo (motivo che lo rende solo per questo singolare). Autore sostanzialmente neoclassico, quando si levava la prolissità pizzettiana, scriveva musica dai colori accesi, dinamica e piuttosto piacevole.  Era anche un ottimo contrappuntista, in questo campo ha lasciato alcuni lavori interessanti come la Sonata Drammatica.

Heinz Tiessen: in parte ne ho accennato parlandone con Ives. Uno dei mentori, forse IL mentore, di Celibidache, che trasse in buona parte da lui le sue idee sulla direzione d'orchestra e la filosofia (erano entrambi buddisti se non erro). Come compositore inizia sotto il segno di Strauss, poi attorno al 1919 lo stile si avvicina a certe istanze dell'espressionismo. Lo si potrebbe definire un classicista espressionista, almeno nella maturità. Dopo la metà degli anni trenta non scrisse praticamente più nulla, anche per colpa della sua opposizione al nazismo. Nel secondo dopo guerra si dedicò soprattutto all'insegnamento e revisionò alcune opere giovanili.

Emil Burian: musicista e cabarettista cecoslovacco. Scrisse musica d’avanguardia ispirandosi al jazz e al dadaismo. Spesso citato, raramente inciso e del tutto ignorato in sala da concerto. Da quel poco che conosco mi sembra autore da indagare. Nella Praga degli anni venti-trenta scandalizzò parecchio.

Wladimir Vogel: compositore svizzero di origine ebreo-russa. Dopo una prima infatuazione giovanile per Scriabin, sotto l’influsso di Busoni divenne agguerrito contrappuntista. La sua musica è di tendenza oggettivista e polifonica, pensava in grande e scriveva in grande (almeno fino agli anni quaranta). Verso gli anni trenta divenne seguace della dodecafonia, metodo che applicò fino alla morte in maniera più o meno libera (stranissimi gli inserti tonali nelle opere serialiste, tratti da Berg, Busoni, Gottschalk, la musica popolare e altro). Oggi ricordato soprattutto come inventore dello “Sprechchor”, per il quale scrisse le sue opere maggiori.

Alberto Savinio: celebre pittore e scrittore. Autore di musiche dal carattere surreale e provocatorio almeno in gioventù, scrisse poco e a intermittenza così che il suo stile è abbastanza vario. Le composizioni dopo il 1920 sono formalmente neoclassiche (non per i contenuti letterari).

Carlo Florindo Semini: compositore svizzero neoclassico, elegante e dal freddo nitore. Dotato di grande raffinatezza e di una immensa cultura (per decenni lavorò ai programmi musicali della radio ticinese e come organizzatore di concerti), è stato un compositore isolato già in vita: troppo esigente e ricco di rimandi colti per essere almeno apprezzato dai più. L’ho scoperto casualmente ascoltando il concerto Mosaici di Piazza Armerina, forse il suo capolavoro. Esiste un solo cd in circolazione, con la significativa presentazione di Quirino Principe, che si spertica in giustissimi elogi.

Vittorio Rieti: compositore italiano espatriato in USA dopo il 1938. Di temperamento discolo e giocoso, scrisse musica neoclassica per tutta la sua lunga vita, indifferente alle mode e al tempo. Ottimo compositore, sa gestire le forme con diligenza, ma a volte gli manca un po’ di contenuto, nel senso che è alieno da approfondimenti. La sua musica va presa per quello che dà, è diretta e piacevole. Si tiene, come stile, sulla scuola francese dei Six, Ravel e Stravinsky, unendola a una cantabilità italiana. Era piuttosto un artigiano del suono. Scrisse centinaia di pezzi, diversi ancora oggi inediti.

Henri Tomasi: compositore francese neoclassico, si discostava dai colleghi più celebri dei Six per una maggiore sensibilità emotiva e i mai rinnegati influssi impressionisti (musicalmente pare proprio una via di mezzo tra impressionismo e neoclassicismo). Derivativo al massimo almeno in apparenza, è un tipico prodotto del neoclassicismo francese anni trenta-quaranta privo, però, del gusto per il gioco e il divertimento. Dopo la guerra mondiale iniziò un approfondimento interiore, sfociato in lavori impegnati e politici, che non rinunciano a un sofferto lirismo. Si appassionò anche al folklore popolare, in particolare quello corso, ma si tenne sempre lontano dalla musica d’avanguardia, che criticava aspramente. Boulez lo detestava! Dopo il 1946, nonostante i riconoscimenti sempre più numerosi, rimase sostanzialmente isolato nel mondo musicale francese a causa delle sue posizioni considerate conservatrici. Dopo la morte, fu praticamente eliminato dal repertorio più per motivi ideologici che per demeriti della sua musica.

Rudi Stephan: ne ho già accennato rispondendo a Wittelsbach. Autore che potrebbe essere paragonato a un grande punto interrogativo. Vissuto tutta la sua breve vita in un periodo di straussismo e post-wagnerismo imperante, scrisse musica che ne era l’esatto opposto. Recuperò la classica polifonia tedesca e scrisse musica “assoluta”, spesso piuttosto impegnativa all’ascolto, che si caratterizza per una costante opposizione al post-wagnerismo anche nei titoli, che diventano neutri. In realtà, a me sembra che fosse il suo un romanticismo sublimato all'ennesima potenza. Autore di carattere serioso, forse gli mancava la leggerezza necessaria per rischiarare le complesse trame dei suoi pezzi. Morto in azione all’inizio della prima guerra mondiale, lasciò poche composizioni per orchestra e organici da camera e un’opera lirica (I primi uomini) dai significati misteriosi. Il suo stile era senz’altro in evoluzione, negli anni venti forse lo avremmo trovato tra i compositori d’avanguardia, forse pure con i serialisti viste le premesse delle opere maggiori.

 

Alla lista andrebbero aggiunti:

Philipp Jarnach: solido discepolo e continuatore di Busoni.

Heinrich Kaminski: contrappuntista neobachiano più volte citato, che piace tanto (e con ragione) a snorlax.

 

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17 ore fa, Madiel dice:

In due righe due:

Accidenti, post utilissimo! grazie!

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Ecco, mi dimenticavo un carneade proprio bravo

Charles Jones (1910-1997)

 

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13 ore fa, Madiel dice:

Ecco, mi dimenticavo un carneade proprio bravo

Charles Jones (1910-1997)

 

Così carneade che non c'è neanche uno streaming in giro...

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3 ore fa, Majaniello dice:

Così carneade che non c'è neanche uno streaming in giro...

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2 minuti fa, Madiel dice:

Sorry! ma allora io che cappero ho cercato?!

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26 minuti fa, Majaniello dice:

Sorry! ma allora io che cappero ho cercato?!

E lo devo sapere io ? :cat_lol:

Ci sarebbe, tra i compositori bravi ma sconosciuti, anche Robert Hall Lewis (1926-1996)

Però, a differenza di Jones, i suoi lavori principali sono stati tutti incisi (diretti dall'Autore) e in USA esiste anche una monografia.

Magnifico soprattutto il Concerto for Strings. Trumpets, Keyboard and Harp (1987), forse il suo capolavoro.

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5 ore fa, Madiel dice:

E lo devo sapere io ? :cat_lol:

Ci sarebbe, tra i compositori bravi ma sconosciuti, anche Robert Hall Lewis (1926-1996)

Però, a differenza di Jones, i suoi lavori principali sono stati tutti incisi (diretti dall'Autore) e in USA esiste anche una monografia.

Magnifico soprattutto il Concerto for Strings. Trumpets, Keyboard and Harp (1987), forse il suo capolavoro.

Momento momento, questo lo conosco! ne hai parlato in forum e l'ho ascoltato anni fa! Hai recensito questo cd:

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Parris l'hai già detto? mitico anche lui...

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30 minuti fa, Majaniello dice:

Momento momento, questo lo conosco! ne hai parlato in forum e l'ho ascoltato anni fa! Hai recensito questo cd:

Meno male ^_^

Parris l'hai già detto? mitico anche lui...

Sì, mi pare di sì. Un altro di quei compositori americani della "terza via" che oggi sono finiti dimenticati, schiacciati tra accademici, minimalisti e avventurieri vari. Oggi sembra proprio che della ricchezza e diversità di una cinquantina d'anni fa non sia rimasto molto in USA.

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(continuo a rinviare il mio contributo più articolato a questa discussione, cioè le mie liste... intanto piazzo qui questa mia segnalazione precedentemente non riuscita qualche giorno fa nel flusso "cosa state ascoltando")

Segnalo, meritevolissima, per efficacia ed ascoltabilità progressiva (alla prima e alla più mirata lettura) insomma per la più che onesta verve, la compositrice britannica Cheryl Frances-Hoad, classe 1980, con queste sue due registrazioni ben rappresentative, del 2011 e del 2017 per Champs Hills Records:

 

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4 ore fa, zippie dice:

(continuo a rinviare il mio contributo più articolato a questa discussione, cioè le mie liste... intanto piazzo qui questa mia segnalazione precedentemente non riuscita qualche giorno fa nel flusso "cosa state ascoltando")

Segnalo, meritevolissima, per efficacia ed ascoltabilità progressiva (alla prima e alla più mirata lettura) insomma per la più che onesta verve, la compositrice britannica Cheryl Frances-Hoad, classe 1980, con queste sue due registrazioni ben rappresentative, del 2011 e del 2017 per Champs Hills Records:

Questa non è una compositrice sottovalutata se ha già, ad appena trentotto anni, ben due cd. A causa dell'età ancora giovane è, piuttosto, all'inizio della carriera.

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Autore di tendenze tardoromantiche straussiane, ottima penna, soprattutto nei lieder e nell'opera Penthesilea. Venzago per Claves sta incidendo molti suoi lavori sinfonico-corali.

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Visto l'amore che mi è esploso verso Humperdinck, sarei tentato di inserirlo in questa discussione. Qualcuno conosce altre sue opere a parte Hänsel und Gretel?

Secondo me lo dovrebbe ascoltare Madiel (se già non lo conosce) o qualunque antiwagneriano in generale, dato che ne usava le tecniche compositive senza i "retropensieri" che tanto disturbano alcuni.

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Adesso, superburp dice:

Visto l'amore che mi è esploso verso Humperdinck, sarei tentato di inserirlo in questa discussione. Qualcuno conosce altre sue opere a parte Hänsel und Gretel?

Io ho ascoltato Konigskinder ma non l'ho recensito, perché l'ascolto è stato distratto.
Bella roba, anche se senza la scelta di tempi narrativi dell'Hansel.

 

PS: molti lo mettono tra i sopravvalutati tra l'altro.
PPS: se lo si cerca su internet, si trova fin troppa roba su un impostore anglo-poppettaro che gli usurpato il nome (sic)...

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27 minuti fa, superburp dice:

Visto l'amore che mi è esploso verso Humperdinck, sarei tentato di inserirlo in questa discussione. Qualcuno conosce altre sue opere a parte Hänsel und Gretel?

Secondo me lo dovrebbe ascoltare Madiel (se già non lo conosce) o qualunque antiwagneriano in generale, dato che ne usava le tecniche compositive senza i "retropensieri" che tanto disturbano alcuni.

Mai sentita una sola nota di Humperdinck in vita mia, almeno per quanto ricordo... :unsure: Se scriveva opere favolistiche non poteva essere wagneriano, era un compositore serio! :D 

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1 ora fa, superburp dice:

Visto l'amore che mi è esploso verso Humperdinck, sarei tentato di inserirlo in questa discussione. Qualcuno conosce altre sue opere a parte Hänsel und Gretel?

Secondo me lo dovrebbe ascoltare Madiel (se già non lo conosce) o qualunque antiwagneriano in generale, dato che ne usava le tecniche compositive senza i "retropensieri" che tanto disturbano alcuni.

L'opera Konigskinder è molto carina. Conosco anche la Rapsodia moresca, una specie di poema sinfonico in tre movimenti dedicato alla città spagnoa di Tarifa, avamposto sul MArocco, e alle città marocchine di Tangeri e Tetuan. Tempo fa se ne trovava in rete una vecchia registrazione di Abendroth. Piacevoli anche le due suiter dedicate a Shakespeare. Humperdinck ha scritto molte altre cose ma la discografia è assai scarsa; ci vorrebbe un po' d'impegno della CPO.

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14 ore fa, Madiel dice:

Mai sentita una sola nota di Humperdinck in vita mia, almeno per quanto ricordo... :unsure: Se scriveva opere favolistiche non poteva essere wagneriano, era un compositore serio! :D 

Vai Madiel:

:cat_lol:

Comunque, l'orchestrazione è parecchio wagneriana, almeno nei brani sinfonici, poi quando entrano le voci è più lieve e cameristica, diciamo che Humperdinck è una figura alternativa a Wagner per certi aspetti ma ancora nella sua sfera. C'è lied, leitmotiv, singspiel, opera, ma anche riferimenti fiabeschi pre-wagneriani. L'Hansel credo che abbia rappresentato un modello di commedia fiabesca che riuscì a dare impulso ad altre iniziative, interamente riprese soltanto nel ventesimo secolo, le quali avrebbero dato i loro frutti nel settore delle "autentiche" opere per l'infanzia, nel cui cast verranno inclusi anche giovani attori non-professionisti. Ad esempio, si possono menzionare Wir bauen eine Stadt di Hindemith, Let's Make An Opera di Britten, The Second Hurricane di Copland e Pollicino di Henze. Non è neanche avulsa totalmente da riferimenti psicologici, ci sono alcune pagine in merito del grande psicoanalista infantile Bruno Bettelheim sul ruolo della strega/madre. E' anche una delizia che spesso si fa a Natale.

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Il wagnerismo di Humperdinck è evidente soprattutto nelle parti vocali. Dei punti mi ricordavano tantissimo Mime o le ondine.

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Stefano Golinelli

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Un romantico italiano probabilmente più pop che rock&blues ma non per questo men degno d'una più seria riesplorazione.
 

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Gaziza Akhmetovna Zhubanova (Zhanaturmis 2.12.1927 - Almaty, già Alma-Ata, 13.12.1993)

Potessi io ascoltare tutto ne fosse stato suonato.

 

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Non ricordo se l'ho già citato, direi da aggiungere alla mia lista il triestino-norvegese Antonio Bibalo

 

 

 

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On 27/9/2005 at 21:39, Beethoven dice:

Vaughan-Williams-Ralph-2.jpg

 

RALPH VAUGHAN WILLIAMS (1872 - 1958)

 

Qui in Italia, a quanto so, mai eseguito...in questo forum tanto per darvi un esempio, lo conoscevamo in 3 <_<<_<<_<

In 3? Io mi aggiungo e siamo 4 allora. Comunque non è certo un compositore cui possa dire che mi piace. Britten svetta ben piu' alto di questo!!

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Io non so dire precisamente un'opinione definita. Conosco molto meglio Britten di Vaughan-Williams, e mi rendo conto che il primo è più originale. Tuttavia, il secondo mi suscita emozioni più calde.

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