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Proiezione del suono


anita

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Cari amici da tempo seguo la metodologia Zen-O-Music e da questo studio sull'emissione del suono ho avuto gran giovamento anche e soprattutto per il volume. Recentemente ho ottenuto il master in Zen-O-Flute e quindi mi ritengo disponibile a darvi suggerimenti su questa disciplina che, almeno nel mio caso, ha risolto parecchi problemi anche correlati all'ansia che mi attanagliava prima dei concerti.

Troppo spesso ci ritroviamo a prendere come modelli i grandi flautisti e cerchiamo d'imitarli. Non serve però a darci una personalità, nè interpretativa nè sonora.

Diventiamo pallide copie di altre copie (i CD sono sempre troppo perfetti per essere veri e...sono rimaneggiati ampiamente!) e così continuiamo a passare da un corso all'altro cercando in tal modo di arricchirci tecnicamente e musicalmente...tuttalpiù impareremo qualcosina ma non molto oltre di quello che già sappiamo. E' più importante secondo me ricostruire una solidità di base che sovente ci manca. L'interpretazione è bene studiarsela con un'analisi profonda dei brani ed un rispetto delle intenzioni dell'autore. Ad esempio, perchè si continua a suonare il primo movimento di "Undine" in modo romantico, lento e con eccessivi "rubato"? Chi conosce la storia della musica dovrebbe sapere che Reinecke era molto più vicino allo stile Biedermeier che al romanticismo e allora perchè si esegue sempre e si sente eseguire così lento? Forse perchè i passi veloci fanno paura a flautisti e pianisti? Che studino allora! ;):)

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Cara Anita se vorrai darci delle indicazioni in merito alle tue esperienze personali saranno estremamente gradite! (e sono convinto tutti apprezzeranno molto il tuo contributo) ;)

In effetti penso che il carisma, la popolarità e il successo raggiunto da un grande flautista possa portare a cercare di copiarne metodologie e tecniche e il risultato finale può non essere dei migliori.

Come poi si riesca a trasformare un esecutore su di un CD (rendendolo perfetto)ce ne sono tanti di esempi... <_<

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Cara Anita se vorrai darci delle indicazioni in merito alle tue esperienze personali saranno estremamente gradite!  (e sono convinto tutti apprezzeranno molto il tuo contributo) ;)

In effetti penso che il carisma, la popolarità e il successo raggiunto da un grande flautista possa portare a cercare di copiarne metodologie e tecniche e il risultato finale può non essere dei migliori.

Come poi si riesca a trasformare un esecutore su di un CD (rendendolo perfetto)ce ne sono tanti di esempi...  <_<

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Si, quanto tu hai aggiunto Alby è estremamente vero ma è altresì vero che quasi quotidianamente dobbiamo subire un martellamento da parte dei tanti "facitori di note" che trovano i loro spazi in riviste cosiddette di settore. Penso che si dovrebbe creare un gruppo di liberi pensatori che, invece di perdersi in dissertazioni amene, abbia il coraggio di manifestare le proprie perplessità a riguardo anche di certi "mostri sacri" che dovrebbero essere un pò più attenti a dichiarare che certi autori non si possono suonare perchè le loro musiche non sono flautistiche... Non credo che Prokofiev o Franck non sapessero come scrivere per il nostro strumento. Se uno vuole a tutti i costi avere un suono talmente pulito e grazioso, (come dice un nostro collega, quasi da "viado brasiliano"), faccia pure ma resterà sempre un'imitazione dell'originale e in questo caso del pensiero voluto dall'autore. Ma la grinta dei Rampal e dei Gazzelloni (pur con le loro "imperfezioni") possibile che non si riesca più a trovare?!?

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Si, quanto tu hai aggiunto Alby è estremamente vero ma è altresì vero che quasi quotidianamente dobbiamo subire un martellamento da parte dei tanti "facitori di note" che trovano i loro spazi in riviste cosiddette di settore. Penso che si dovrebbe creare un gruppo di liberi pensatori che, invece di perdersi in dissertazioni amene, abbia il coraggio di manifestare le proprie perplessità a riguardo anche di certi "mostri sacri" che dovrebbero essere un pò più attenti a dichiarare che certi autori non si possono suonare perchè le loro musiche non sono flautistiche... Non credo che Prokofiev o Franck non sapessero come scrivere per il nostro strumento. Se uno vuole a tutti i costi avere un suono talmente pulito e grazioso, (come dice un nostro collega, quasi da "viado brasiliano"), faccia pure ma resterà sempre un'imitazione dell'originale e in questo caso del pensiero voluto dall'autore. Ma la grinta dei Rampal e dei Gazzelloni (pur con le loro "imperfezioni") possibile che non si riesca più a trovare?!?

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Aggiungo che: è indubbio che il mercato abbia i suoi metodi di persuasione ma, secondo voi, è normale che leggendo i curricula di certi "colleghi" si apprenda che sono stati allievi di Tizio o Caio solo perchè gli hanno pagato un corso striminzito di neppure una settimana? O peggio ancora é normale che un allievo fresco, fresco di diploma venga inserito in un corso di perfezionamento come assistente di un primo flauto della Nazionale della RAI (pur non essendo mai stato suo allievo)solo perchè tra gli organizzatori dei corsi vi era un genitore del suddetto neodiplomato? E' morale questo? Non sarebbe ora di far sentire a tutti il disagio della mancanza di limpidezza che ormai da tempo offusca il mondo della musica? Vi posso assicurare che, purtroppo, per la più parte dei casi è un fenomeno tutto italiano. :(:angry:

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Si, quanto tu hai aggiunto Alby è estremamente vero ma è altresì vero che quasi quotidianamente dobbiamo subire un martellamento da parte dei tanti "facitori di note" che trovano i loro spazi in riviste cosiddette di settore. Penso che si dovrebbe creare un gruppo di liberi pensatori che, invece di perdersi in dissertazioni amene, abbia il coraggio di manifestare le proprie perplessità a riguardo anche di certi "mostri sacri" che dovrebbero essere un pò più attenti a dichiarare che certi autori non si possono suonare perchè le loro musiche non sono flautistiche... Non credo che Prokofiev o Franck non sapessero come scrivere per il nostro strumento. Se uno vuole a tutti i costi avere un suono talmente pulito e grazioso, (come dice un nostro collega, quasi da "viado brasiliano"), faccia pure ma resterà sempre un'imitazione dell'originale e in questo caso del pensiero voluto dall'autore. Ma la grinta dei Rampal e dei Gazzelloni (pur con le loro "imperfezioni") possibile che non si riesca più a trovare?!?

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mmm, non ho ben capito, la sonata di Prokofiev è originale per flauto e pianoforte (ne esiste poi una seconda versione per violino e pianoforte adattata dallo stesso Prokofiev in collaborazione con Oistrakh), per Franck è il caso opposto, la sonata è scritta per violino e pianoforte e non capisco per quale bizzarro motivo venga suonata pure da violisti, violoncellisti e flautisti (ignoro fra l'altro se sia stato Franck stesso ad autorizzare le versioni alternative).

Per flauto viene eseguita spesso, sinceramente non mi ha mai convinto all'ascolto, troppe note nel registro medio, la parte pianistica risulta eccessiva.

Fatto sta che mentre la sonata di Prokofiev funziona bene anche col violino, quella di Franck col flauto è molto meno efficace.

Se ho frainteso il tuo pensiero, scusami.

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Aggiungo che: è indubbio che il mercato abbia i suoi metodi di persuasione ma, secondo voi, è normale che leggendo i curricula di certi "colleghi" si apprenda che sono stati allievi di Tizio o Caio solo perchè gli hanno pagato un corso striminzito di neppure una settimana? O peggio ancora é normale che un allievo fresco, fresco di diploma venga inserito in un corso di perfezionamento come assistente di un primo flauto della Nazionale della RAI (pur non essendo mai stato suo allievo)solo perchè tra gli organizzatori dei corsi vi era un genitore del suddetto neodiplomato? E' morale questo? Non sarebbe ora di far sentire a tutti il disagio della mancanza di limpidezza che ormai da tempo offusca il mondo della musica? Vi posso assicurare che, purtroppo, per la più parte dei casi è un fenomeno tutto italiano. :(  :angry:

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Il tentativo di ricopiare metodologie e tecniche di un grande esecutore, se effettuato, a mio avviso deve essere svolto con spirito critico, ossia cercando di comprenderne l'interpretazione, ma trovando poi un proprio modo di esecuzione possibilmente in linea con quanto l'autore voleva esprimere.

Il "fenomeno tutto italiano" citato da Anita non credo sia un'esclusiva solo del nostro paese (anche se purtroppo riusciamo a distinguerci in altri ambiti, non propriamente musicali... <_< ).

Se uno strumentista ha del vero talento, prima o poi viene fuori, magari dovrà faticare più di altri "figli d'arte" dal percorso più o meno "preconfezionato", ma se uno è veramente bravo uno sbocco prima o poi lo trova.

Penso che la "popolarità" di un concerto o di una sonata possa spingere lo strumentista, (un pò per volersi distinguere dagli altri, un pò per farsi conoscere sfruttando la "popolarità" del brano, un pò perchè forse gli piace particolarmente), a voler suonare brani fuori dal classico "repertorio"; a questo punto chi ascolta, ferme restando le volontà espressive ed interpretative di chi ha composto il brano, dovrebbe valutare quanto l'esecutore si sia avvicinato ed abbia reso proprie le volontà dell'autore.

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Il tentativo di ricopiare metodologie e tecniche di un grande esecutore, se effettuato, a mio avviso deve essere svolto con spirito critico, ossia cercando di  comprenderne l'interpretazione, ma trovando poi un proprio modo di esecuzione possibilmente in linea con quanto l'autore voleva esprimere.

Il "fenomeno tutto italiano" citato da Anita non credo sia un'esclusiva solo del nostro paese (anche se purtroppo riusciamo a distinguerci in altri ambiti, non propriamente musicali...  <_< ).

Se uno strumentista ha del vero talento, prima o poi viene fuori, magari dovrà faticare più di altri "figli d'arte" dal percorso più o meno "preconfezionato", ma se uno è veramente bravo uno sbocco prima o poi lo trova.

Penso che la "popolarità" di un concerto o di una sonata possa spingere lo strumentista, (un pò per volersi distinguere dagli altri, un pò per farsi conoscere sfruttando la "popolarità" del brano, un pò perchè forse gli piace particolarmente), a voler suonare brani fuori dal classico "repertorio"; a questo punto chi ascolta, ferme restando le volontà espressive ed interpretative di chi ha composto il brano, dovrebbe  valutare quanto l'esecutore si sia avvicinato ed abbia reso proprie le volontà dell'autore.

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Condivido per sommi capi quanto osservato da Alby, resto comunque dell'idea che è ora di finirla col sentirci sempre e solo così maledettamente flautisti e rinunciare in tal modo ad avere una visione musicale più libera ed aperta rispetto ai condizionamenti che ci offrono certi didatti. Per esperienza personale mi sono accorta che non basta essere primo flauto di una grande orchestra per essere un buon interprete o meglio ancora un buon insegnante. Ho invece trovato giovamento studiando con musicisti d'ampio respiro che mi hanno insegnato il senso della frase, gli stili dell'autore...da lì ho cominciato a scoprire un'autonomia che mi sta molto aiutando nella maturazione artistica. Seppoi, come nel mio caso, si ha la fortuna di entrare in contatto con docenti che, oltre a strumentisti, sono direttori d'orchestra e compositori, vi posso assicurare che si incomincia ad accorgersi di quanto "bluff" c'è in circolazione, nomi altosonanti ivi compresi!!!

Ridateci i nostri Gaubert, Rampal, Gazzelloni... in tre hanno tirato fuori dal flauto tutte le gamme edi spressività sonora senza bisogno di "tirarsela un casino" come certi personaggini che affollano le pagine,le copertine, i CD di compiacenti periodici... :angry::angry::angry: a te, però :)

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Scusate tanto se m'intrometto...ma il titolo del Topic era "Proiezione del suono"...

...forse questa discussione non è proprio inerente all'argomento...  ;)

Perchè non torniamo a parlare di "metodologia Zen-O-Music"?

Se volete potete aprire un Topic apposta per il discorso che state affrontando...

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Guavaira ha ragione, forse stiamo andando oltre....

Credo che la metodologia Zen-O-Music sia molto di aiuto per chi, come me, ha avuto parecchi problemi per poter ampliare la sonorità soprattutto nelle note gravi. E' un lavoro molto duro ma alla fine i risultati sono evidenti. Seppoi, nel contempo come è successo a me, l'approccio a questa tecnica è l'avvio ad una ricerca interiore per il raggiungimento di una indipendenza musicale, meglio ancora!... ;)

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Guavaira ha ragione, forse stiamo andando oltre....

Credo che la metodologia Zen-O-Music sia molto di aiuto per chi, come me, ha avuto parecchi problemi per poter ampliare la sonorità soprattutto nelle note gravi. E' un lavoro molto duro ma alla fine i risultati sono evidenti. Seppoi, nel contempo come è successo a me, l'approccio a questa tecnica è l'avvio ad una ricerca interiore per il raggiungimento di una indipendenza musicale, meglio ancora!... ;)

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Bene Anita, visto che Guavy ci ha riportato nella retta via :P

ti andrebbe di illustrarci un pò meglio in cosa consiste questa metodologia zen? :huh:

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Bene Anita, visto che Guavy ci ha riportato nella retta via  :P

ti andrebbe di illustrarci un pò meglio in cosa consiste questa metodologia zen?  :huh:

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Volentieri Alby,

questa tecnica permette di studiare con estrema rapidità qualsiasi composizione e di eseguirla senza timori basandosi sul concetto di "uno e uno solo" derivato dalla cultura Zazen. Purtroppo non è un lavoro che si può fare autonomamente ma, come la filosofia Zen, ha bisogno della figura del Maestro che ti guida sino alla completa autonomia, permettendoti di diventare a tua volta Maestro di te stesso e al tempo stesso d'aiuto agli altri. Io purtroppo ho sempre avuto poco tempo da dedicare allo studio del flauto perchè lavoro tutto il giorno in un altro settore; tuttavia grazie a questa forza interiore sono riuscita ad ottimizzare il mio tempo e a diplomarmi con 9.25... non molto rispetto ai tanti 10 e 10 con lode che a volte leggo su riviste specializzate ma che mi ha ben ripagato dell'impegno sostenuto. :):)

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Volentieri Alby,

questa tecnica permette di studiare con estrema rapidità qualsiasi composizione e di eseguirla senza timori basandosi sul concetto di "uno e uno solo" derivato dalla cultura Zazen. Purtroppo non è un lavoro che si può fare autonomamente ma, come la filosofia Zen, ha bisogno della figura del Maestro che ti guida sino alla completa autonomia, permettendoti di diventare a tua volta Maestro di te stesso e al tempo stesso d'aiuto agli altri. Io purtroppo ho sempre avuto poco tempo da dedicare allo studio del flauto perchè lavoro tutto il giorno in un altro settore; tuttavia grazie a questa forza interiore sono riuscita ad ottimizzare il mio tempo e a diplomarmi con 9.25... non molto rispetto ai tanti 10 e 10 con lode che a volte leggo su riviste specializzate ma che mi ha ben ripagato dell'impegno sostenuto.  :)  :)

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Riesci a farci degli esempi concreti su cosa si basa questa filosofia e su come tu sei riuscita a trarne benefici? :huh:

Anche betty ci parlava di un certo libro, forse le basi sono simili...

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perdonate la mia tontaggine, ma sono stato assente un po'.

non ho capito se questo è un metodo di approccio per lo studio di un brano, o un metodo per lavorare su se stessi, sugli stati emotivi che se troppo tesi, vanno ad influenzare, tensione, postura, respirazione, insufflazione, insomma vanno a inficiare sul suono e sul nostro modo di suonare

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Io conosco solo la tecnica Alexander che so riguarda la respirazione (sinceramente non ho idea di cosa sia), ma di questa metodologia zen non ho mai sentito parlare.

Anita, scusa, tu credi che sei riuscita a prendere 9.25 (tra l'altro un voto molto buono, non ti devi affatto lamentare) solo perchè hai praticato la metodologia zen? Non ne sono molto convinta...

Se riguarda l'autocontrollo a mio avviso, e per esperienza personale, l'agitazione causata da un esame, concorso e quant'altro sono dovute unicamente ad uno studio non proprio "esatto" dei passi tecnici. In fondo la paura che nasce è unicamente per i passaggi tecnici, dfficile che sia per l'emissione di una nota. Mi sono accorta che studiando con più attenzione e metodo questi benedetti passi al momento dell'esecuzione, in qualsiasi luogo tu sia, sei così concentrato e cosciente di quel che fai che è veramente difficile sbagliare. E se capita...non importa, si va avanti.

Sono comunque curiosa di questo approccio metodologico; s'impara sempre qualcosa di nuovo!

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Io conosco solo la tecnica Alexander che so riguarda la respirazione (sinceramente non ho idea di cosa sia), ma di questa metodologia zen non ho mai sentito parlare.

Anita, scusa, tu credi che sei riuscita a prendere 9.25 (tra l'altro un voto molto buono, non ti devi affatto lamentare) solo perchè hai praticato la metodologia zen? Non ne sono molto convinta...

Se riguarda l'autocontrollo a mio avviso, e per esperienza personale, l'agitazione causata da un esame, concorso e quant'altro sono dovute unicamente ad uno studio non proprio "esatto" dei passi tecnici. In fondo la paura che nasce è unicamente per i passaggi tecnici, dfficile che sia per l'emissione di una nota. Mi sono accorta che studiando con più attenzione e metodo questi benedetti passi al momento dell'esecuzione, in qualsiasi luogo tu sia, sei così concentrato e cosciente di quel che fai che è veramente difficile sbagliare. E se capita...non importa, si va avanti.

Sono comunque curiosa di questo approccio metodologico; s'impara sempre qualcosa di nuovo!

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Carissima, ti leggo e ti rispondo:

Personalmente l'aver adottato questa nuova risorsa mi ha permesso di riavere fiducia in me stessa dopo un brutto incidente che mi ha tenuto lontano dal flauto per oltre un anno. D'altronde vi sono ampi riscontri della validità di questa tecnica. Ti faccio l'esempio più recente. Un ragazzo, dopo un quinto passato dignitosamente, si è trasferito nella nostra classe cambiando anche città. Dopo un anno si è diplomato (ora a settembre) brillantemente (lui si!) con 10/10 eseguendo alla perfezione il Concerto di Jolivet. Ti posso assicurare che quando è arrivato suonava, abbastanza banalmente, solo la Sonata di Poulenc mentre ora il suo repertorio spazia da Sequenza di Berio ai Capricci di Karl-Elert e ad altri brani impegnativi che gli permettono di classificarsi sempre ai primi posti i diversi concorsi. E' vero che forse non dipende tutto dallo Zen-O-Flute ma comunque non bisogna dimenticare che, se nella nostra classe vi sono allievi che si diplomano dopo solo quattro anni di studio, certamente una sua valenza l'avrà pure... :rolleyes:

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Riesci a farci degli esempi concreti su cosa si basa questa filosofia e su come tu sei riuscita a trarne benefici?  :huh:

Anche betty ci parlava di un certo libro, forse le basi sono simili...

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Non credo si tratti dello stesso libro perchè a quanto mi risulta non è stato ancora pubblicato. Per quanto riguada i benefici che se ne traggono ti posso assicurare che la prima cosa è il riconoscimento della propria "voce" strumentale e di conseguenza l'apprendimento delle tecniche per la sua valorizzazione...

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perdonate la mia tontaggine, ma sono stato assente un po'.

non ho capito se questo è un metodo di approccio per lo studio di un brano, o un metodo per lavorare su se stessi, sugli stati emotivi che se troppo tesi, vanno ad influenzare, tensione, postura, respirazione, insufflazione, insomma vanno a inficiare sul suono e sul nostro modo di suonare

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E' una metodologia per consentire alla musica di fluire liberamente attraverso la nostra persona, liberando la mente e il corpo dalle tensioni negative.

Su questo poi si incomincia il percorso che ci porta alla più rapida comprensione del testo musicale, basandoci sulla teoria dell'unicità del brano rapportata alla medesima unicità dell'autore. Detto così sembra un pò astruso ma posso assicurare che i risultati sono veramente ottimi. :)

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Carissima, ti leggo e ti rispondo:

Personalmente l'aver adottato questa nuova risorsa mi ha permesso di riavere fiducia in me stessa dopo un brutto incidente che mi ha tenuto lontano dal flauto per oltre un anno. D'altronde vi sono ampi riscontri della validità di questa tecnica. Ti faccio l'esempio più recente. Un ragazzo, dopo un quinto passato dignitosamente, si è trasferito nella nostra classe cambiando anche città. Dopo un anno si è diplomato (ora a settembre) brillantemente (lui si!) con 10/10 eseguendo alla perfezione il Concerto di Jolivet. Ti posso assicurare che quando è arrivato suonava, abbastanza banalmente, solo la Sonata di Poulenc mentre ora il suo repertorio spazia da Sequenza di Berio ai Capricci di Karl-Elert  e ad altri brani impegnativi che gli permettono di classificarsi sempre ai primi posti i diversi concorsi. E' vero che forse non dipende tutto dallo Zen-O-Flute ma comunque non bisogna dimenticare che, se nella nostra classe vi sono allievi che si diplomano dopo solo quattro anni di studio, certamente una sua valenza l'avrà pure... :rolleyes:

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Con questa filosofia ci si diploma in quattro anni? :blink:

Ci si classifica sempre ai primi posti ai concorsi? :blink::blink:

Puoi studiare in poco tempo qualsiasi brano? :blink::blink::blink:

Da quanto dici mi par di capire che è "indispensabile" iscriversi alla tua scuola per ottenere qualche beneficio... :huh:

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Con questa filosofia ci si diploma in quattro anni?  :blink: 

Ci si classifica sempre ai primi posti ai concorsi?  :blink:  :blink:

Puoi studiare in poco tempo qualsiasi brano?  :blink:  :blink:  :blink:

Da quanto dici mi par di capire che è "indispensabile" iscriversi alla tua scuola per ottenere qualche beneficio...  :huh:

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Sai, probabilmente i benefici che ha ottenuto con questa tecnica son talmente grandi da poter fare questa affermazione. Non avendola provata, nonme la sento di contraddirla.....

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Sai, probabilmente i benefici che ha ottenuto con questa tecnica son talmente grandi da poter fare questa affermazione. Non avendola provata, nonme la sento di contraddirla.....

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Per carità! Non contraddico mai nessuno, non sarei più in linea con la mia firma ;)

Cercavo solo di capire qualcosa di più in questa filosofia........ :huh:

Mi sa che dovrò chiedere aiuto a garibaldi :P:D

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Con questa filosofia ci si diploma in quattro anni?  :blink: 

Ci si classifica sempre ai primi posti ai concorsi?  :blink:  :blink:

Puoi studiare in poco tempo qualsiasi brano?  :blink:  :blink:  :blink:

Da quanto dici mi par di capire che è "indispensabile" iscriversi alla tua scuola per ottenere qualche beneficio...  :huh:

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Mi spiace che tu abbia frainteso (e con malizia) quanto ho scritto! :angry: Non ho nessuna voglia di fare pubblicità nè tantomeno di beffarmi dell'altrui fiducia. Sarà che il nostro Maestro ci ha abituati ad essere generosi con i colleghi ma noi, come lui peraltro, non abbiamo certo bisogno di ingannare nessuno come fanno ad esempio certi insegnanti senza scrupoli che costringono i loro allievi a partecipare ai loro corsettini, a fargli comprare gli strumenti che voglion loro e da complici commercianti elargitori di percentuali, ad iscriversi a concorsi "truccati" per poi dimostrare d'esser grandi docenti...e così via discorrendo.

Per quanto riguarda invece la mia "scuola" sappi che ho ancora tanto da imparare per potermi permettere di montare in cattedra!...

Vi ho solo messo al corrente di una esperienza personale altamente positiva. Per me, da ora, l'argomento si può anche chiudere.

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Mi spiace che tu abbia frainteso (e con malizia) quanto ho scritto! :angry: Non ho nessuna voglia di fare pubblicità nè tantomeno di beffarmi dell'altrui fiducia. Sarà che il nostro Maestro ci ha abituati ad essere generosi con i colleghi ma noi, come lui peraltro, non abbiamo certo bisogno di ingannare nessuno come fanno ad esempio certi insegnanti senza scrupoli che costringono i loro allievi a partecipare ai loro corsettini, a fargli comprare gli strumenti che voglion loro e da complici commercianti elargitori di percentuali, ad iscriversi a concorsi "truccati" per poi dimostrare d'esser grandi docenti...e così via discorrendo.

Per quanto riguarda invece la mia "scuola" sappi che ho ancora tanto da imparare per potermi permettere di montare in cattedra!...

Vi ho solo messo al corrente di una esperienza personale altamente positiva. Per me, da ora, l'argomento si può anche chiudere.

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Eh no, non ho ancora capito niente in che consiste questa tecnica! :P

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Sai, probabilmente i benefici che ha ottenuto con questa tecnica son talmente grandi da poter fare questa affermazione. Non avendola provata, nonme la sento di contraddirla.....

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Ti ringrazio della tua risposta ad Alby indubbiamente meno faziosa e voltaireanamente ponderata. Mi torna alla mente il detto evangelico del "vi riconosceranno dalle opere" alla fine quello che contano sono i risultati... :rolleyes::):D

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Ti ringrazio della tua  risposta ad Alby indubbiamente meno faziosa e voltaireanamente ponderata. Mi torna alla mente il detto evangelico del "vi riconosceranno dalle opere" alla fine quello che contano sono i risultati... :rolleyes:  :)  :D

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Non vedo tanta malizia nella risposta di Alby, ma solo stupore. Ci puoi spiegare qualcosa in dettaglio?

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