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Majaniello

Erwin Schulhoff

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Mi permetto di aprire una discussione a tema, spesso (come ho già avuto modo di scrivere) nel flusso di ascolti del thread dedicato si perdono un sacco di informazioni interessanti che poi è difficile andare a consultare... (io per primo mi scordo di aver fatto delle domande :P).

Riparto da quel che scriveva Mad:

Schulhoff credo sia un raro caso di talento musicale buttato. E solo per idee aprioristiche di natura politica, non perchè fosse un incapace. Per fortuna, prima di rovinarsi ha fatto una serie considerevole di capolavori che gli hanno assicurato un posto ben preciso nella musica del primo novecento. Di educazione tedesca, ha esordito nel più puro classicismo accademico in voga attorno al 1914. Si caratterizzava per una espressione contenuta ed una orchestrazione elegante e leggera, che ricorda molto Busoni e rifugge dagli eccessi emotivi in voga in quel tempo (Strauss, Mahler ecc.). La prima guerra mondiale provocò una rivoluzione nelle concezioni artistiche di Schulhoff, causò una vera e propria cesura con quanto fatto in precedenza. L'amara esperienza sul fronte si riflette in un pessimismo distruttivo, che sfocia nel dadaismo, nell'antiromanticismo e nella messa in discussione di qualsiasi dogma borghese. Dall'altro lato, con la creazione della repubblica cecoslovacca, l'autore partecipa con ardore e ottimismo al clima di rinnovamento culturale del suo paese. Nella sua musica appaiono, di conseguenza, una serie di influenze che si mischiano o si sovrappongono, senza coesione. Dopo la fase dadaista, si nota una netta influenza dell'impressionismo e di Janacek, ma presto vengono a unirsi il jazz e il neoclassicismo stravinskyano. Il jazz, in particolare, viene presentato nel suo aspetto erotico e antiborghese, e segnerà profondamente l'autore nel corso di un decennio. Sono gli anni in cui scandalizzava la società del suo paese con il balletto Ogelala, pieno di allusioni sessuali e caratterizzato da una violenza fonica derivata dal Sacre, con la dirompente e pornografica Sonata Erotica, oppure ancora con lavori satirici in cui l'elemento jazz danzante e ritmico hanno la prevalenza. Verso i primissimi anni trenta queste forze selvatiche vengono convogliate nel suo capolavoro, l'opera Flammen (1932), una versione simbolista della storia di Don Giovanni in cui il protagonista è schiavo del sesso e della Morte. E' una vera e propria summa di tutte le sue esperienze artistiche, dal neoclassicismo al jazz. Dopo il 1932 accade l'irreparabile. Schulhoff era già stato simpatizzante comunista a partire dal 1928, l'ascesa al potere dei nazisti in Germania lo fece diventare attivista del partito. Fu l'anno della crisi, perchè l'autore abbandonò il suo modo di scrivere precedente, considerato "borghese", e abbracciò con entusiasmo il cosidetto realismo socialista. Se fino ad allora la sua protesta antiborghese era caratterizzata dall'individualità, adesso Schulhoff fa parte di una rete internazionale di attivisti che, attraverso l'arte, vogliono convertire il pubblico alle idee marxiste. Il jazz viene bandito, perchè decadente e volgare, la satira sociale scompare a favore di temi edificanti e impegnati, possibilmente riguardanti i temi civili (la guerra civile spagnola per esempio), l'operaismo e la lotta di classe. La musica perde le caratteristiche di spontaneità, di carica rivoluzionaria, spariscono dissonanze ed eccentricità, ripudia il neoclassicismo e si allinea a quanto si stava facendo in Unione Sovietica. Schulhoff inizia a scrivere sinfonie in serie, quasi tutte a programma, oratori in lode al Manifesto, musica impegnata e spesso barbosa. Riappare, però, il folklorismo mutuato dalla lezione di Janacek. Si notano, per la prima volta, anche difficoltà nella gestione di forme grandi e impegnative, dovuti ai limiti autoimposti dall'autore. Quando venne preso e portato in un campo di prigionia, dove morirà di stenti, scriveva musica di questo genere.



D'obbligo ora qualche riferimento discografico sui suoi capolavori... che a questo punto mi pare di capire vanno pescati fino al 1932.

Io voglio anche questi lavori qui:

http://www.youtube.com/watch?v=DBimK9qhaeY

uno che prende per il c... così i tedeschi non mi può stare che simpatico :D

PS: in un'occasione, parlando della mediocrità di Martinu :D , hai citato altri autori come Haas, Ullmann, Krasa... ci sono similitudini tra questi tali da parlare di una corrente nazionale o sono autori che banalmente contengono un elemento neoclassico all'interno del loro percorso?

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Conosco poco Schulhoff. Praticamente solo questi CD, che trovo eccellenti, con le opere per archi:


MI0001151652.jpg?partner=allrovi.com


Se non fosse reperibile questo Supraphon con i Kocian, si può ripiegare su Naxos, pur ben eseguite e registrate.


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Le opere per piano? Interessante mi è parsa la serie Grand Piano affidata a Caroline Weichert:


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Madiel ama i dischi Supraphon incisi da Valek e introvabili

e non solo quelli, tutta la serie che comprende anche la musica da camera è eccellente. Supraphon ha fatto un vero monumento a questo autore, peccato che abbia levato la serie dal catalogo. Però qualcosa c'è ancora in circolazione on line, se si è fortunati si compra anche a un buon prezzo.

Riguardo alla discografia, ci sono anche altre alternative ai cd Supraphon. Ne segnalo qualcuna di eccellente livello

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PS: in un'occasione, parlando della mediocrità di Martinu :D , hai citato altri autori come Haas, Ullmann, Krasa... ci sono similitudini tra questi tali da parlare di una corrente nazionale o sono autori che banalmente contengono un elemento neoclassico all'interno del loro percorso?

non si può parlare di vera e propria scuola (o gruppo) nazionale, perchè i percorsi dei singoli autori sono stati diversi. Ebbero, però, qualcosa in comune nell'uso del folklore ceco e moravo, secondo le proprie sensibilità, e nell'aver affrontato almeno i principali stili in voga tra il 1920 e il 1940. Rispetto a Schulhoff, riflettono anche un più marcato influsso di Janacek. Questo si sente in particolare nella musica di Haas, che nel complesso è un misto tra neoclassicismo e folklore moravo. Spesso nella sua musica ci sono slanci popolareschi sanguigni e sinceri. Ullmann, invece, era meno interessato agli aspetti popolari, la sua produzione denota una propensione al classicismo e all'utilizzo di grandi forme come la sinfonia e il concerto. Presenta forti influssi espressionisti tedeschi negli ultimi anni (ad esempio nella bella opera Der Zerbrochene Krug), ma la sua musica si caratterizza quasi sempre per uno spirito forte e vivace, poco prosenso all'approfondimento. Un caso a parte è Hans Krasa, forse il più geniale del gruppo insieme a Schulhoff. Scrisse pochissima musica, frequentò Schoenberg e si ispirò alla musica della Seconda Scuola di Vienna. Lo fece, però, a suo uso e consumo, mischiando con grande maestria l'atonalità con neoclassicismo e il folklorismo con esiti di tutto rispetto. Da questa propensione eclettica ne deriva uno stile difficile da inquadrare, che propende per il grottesco e una forte drammaticità. La sua è una musica agrodolce. Questi aspetti sono enfatizzati in sommo grado nell'opera Verlobung im Traum, che insieme a Flammen di Schulhoff penso possa vincere la palma di opera lirica più geniale scritta a Praga dai tempi di Janacek.

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Io ho

Erwin-Schulhoff---Konzert-alla-Jazz-0028

questo dev'essere un gran bel cd, almeno sulla carta perchè non l'ho mai sentito. Yinon ha sempre avuto inclinazione per questo repertorio e ha lasciato alcune incisioni di riferimento di Schulhoff, Haas ecc per Koch e Decca. In particolare, ha registrato un eccellente Ogelala, abbinato ad un'altrettanto bella Serenade:

erwin-schulhoff-ogelala-wv-64-serenade-o

sono esecuzioni viscerali e molto curate.

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Lo è. La Hot Sonate tra l'altro è orchestrata a mo' di concerto per sassofono e orchestra.


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La scorsa domenica mi sono imbattuto in Schulhoff e precisamente nel suo sestetto per archi eseguito dal vivo ed è stata una piacevolissima scoperta.

Per la discografia ho visto che sta per uscire per Capriccio questo cofanetto di 6 CD. Cosa ne dite?

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5 ore fa, [Cris] dice:

La scorsa domenica mi sono imbattuto in Schulhoff e precisamente nel suo sestetto per archi eseguito dal vivo ed è stata una piacevolissima scoperta.

Per la discografia ho visto che sta per uscire per Capriccio questo cofanetto di 6 CD. Cosa ne dite?

 

Dico che ha dentro cose che non conoscevo neanche di nome (il Doppio concerto per esempio). Amo questo autore da tempi non sospetti.
Dal mio canale personale, ti dedico il Primo Quartetto, eseguito dall'Ysaye Quartet al festival austriaco di Lockenhaus, ideato da Gideon Kremer e dal parroco del paese.

 

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40 minuti fa, Wittelsbach dice:

Dico che ha dentro cose che non conoscevo neanche di nome (il Doppio concerto per esempio).

E' su Wellesz:

 

6 ore fa, [Cris] dice:

La scorsa domenica mi sono imbattuto in Schulhoff e precisamente nel suo sestetto per archi eseguito dal vivo ed è stata una piacevolissima scoperta.

Per la discografia ho visto che sta per uscire per Capriccio questo cofanetto di 6 CD. Cosa ne dite?

A parte la sinfonia 5, una trombonata simil-formalista (era il periodo delle simpatie comuniste), il resto è oro, o se non è oro è almeno argento.

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4 ore fa, Majaniello dice:

E' su Wellesz:

 

A parte la sinfonia 5, una trombonata simil-formalista (era il periodo delle simpatie comuniste), il resto è oro, o se non è oro è almeno argento.

In effetti, è anche l'unico pezzo del periodo tardo. Tutti i lavori presentati sono del periodo migliore (1918-1932), influenzato dal jazz, dal dada e dal neoclassicismo. Non ho mai sentito le registrazioni dei cd nello specifico, ma sulla carta è senz'altro una gran bella raccolta perché conosco buona parte dei pezzi in altre interpretazioni. Per esempio, i Concerti sono tutti interessanti.. c'è anche il suo capolavoro del genere:

 

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Grazie a @Madiel e @Majaniello per il parere e a @Wittelsbach per la graditissima dedica. Nel frattempo ho già messo nel carrello il cofanetto e gli altri due CD a sconto su JPC del nostro (quello della Orfeo già segnalato e il concerto per oboe clarinetto e fagotto della Ars Musici). Trovo sia un compositore veramente interessante e precursore per vari aspetti sia nei lavori "tradizionali" che nelle geniali opere dadaiste (sinfonia germanica, sonata erotica).

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49 minuti fa, [Cris] dice:

Grazie a @Madiel e @Majaniello per il parere e a @Wittelsbach per la graditissima dedica. Nel frattempo ho già messo nel carrello il cofanetto e gli altri due CD a sconto su JPC del nostro (quello della Orfeo già segnalato e il concerto per oboe clarinetto e fagotto della Ars Musici). Trovo sia un compositore veramente interessante e precursore per vari aspetti sia nei lavori "tradizionali" che nelle geniali opere dadaiste (sinfonia germanica, sonata erotica).

Penso lo prenderò anche io, nonostante diversi doppioni.

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Boh, Erwin Schulhoff "rientra" certamente nel mio mondo...
seppure, nel dirlo serio ma in un regime [registro, traccia] (troppo per me) lezioso, per quanto mi riguarda[*] aggiungerò che non mi son messo mai a ricercarlo specificamente.

Posso comunque segnalare almeno questi CD (che in qualche modo son sicuro di avere...!) alcuni peraltro da me[*] in grande considerazione di qualità:

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71ZnNo1K45L._SL1262_.jpg

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512XDaJfqAL.jpg

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71TKDa+qy5L._SL1000_.jpg

51D-hwIaM0L.jpg

81+4DaKGveL._SL1200_.jpg

51xd4uPaw8L.jpg

51t-8JGouYL.jpg
 

Per l'occasione oggi non ho resistito dall'ordinarmi[*] questi due splendidi:

 

51hLe0UyiQL.jpg

415-fytfGWL.jpg

 

...ehm effettivamente di qualche altra edizione in mio possesso[*] (indipendentemente dal fatto di averne sotto mano adesso documentazione o meno...) comunque taccio come di consueto, per non turbare il suscettibile mercato...
__

[* seppure la cosa non possa avere importanza alcuna sulla Terra]

 

 

 

 

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