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Majaniello

'Pianoforte' ben temperato

'Pianoforte' ben temperato  

8 voti

  1. 1.

    • Feinberg
      1
    • Fischer
      0
    • Gieseking
      0
    • Tureck
      0
    • Gould
      3
    • Nikolayeva
      0
    • Gulda
      0
    • Richter
      1
    • Gavrilov
      0
    • Schiff
      2
    • Hewitt
      0
    • Baremboim
      0
    • Feltsman
      0
    • Koroliov
      1
    • Crossland
      0
    • Sheppard
      0
    • Woodward
      0
    • Fellner (I)
      0
    • Pollini (I)
      0
    • altri
      0


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A proposito di falsi storici molto affascinanti, non so quanti estimatori di Bach abbiamo qui dentro.


Comunque, qual'è la vostra versione preferita del capolavoro bachiano tra quelle eseguite su pianoforte?


spero di aver capito come si postano i sondaggi.....


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Dunque... confesso di non averne ascoltate molte, pur essendo un fan di JSB... ma per ora dico sicuramente Gould e Fischer (ho votato il primo perché il sondaggio non permette voti multipli). Mi incuriosisce molto la versione della Tureck che non ho ancora mai ascoltato.


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mmm questo sondaggio non ha avuto granchè successo... fa niente, grazie a entrambi delle risposte. Il cembalo di Sviatoslav Richter è stata la mia prima edizione in assoluto... mi fu regalato quand'ero ragazzino e l'ho consumato... tra l'altro all'epoca avevo cominciato a studiare qualche preludio e fuga più facile, avevo l'edizione critica di Casella, non so quanto datata oggi, una revisione dall'impostazione sobria ma ovviamente pianistica (con un po' di dogmi dell'epoca, come l'assoluta austerità agogica, e un'insolita mitizzazione della revisione di Busoni!). Sono convinto che Richter usasse quella, magari mi sbaglio, ma io vi ritrovavo osservate scrupolosamente tutte le indicazioni che leggevo. La cosa, chissà perchè, mi inorgogliva. :) Di recente ho ascoltato Richter live a Innsbruck (mi pare fosse lì). Si sente meglio e l'interpretazione è ancora più coinvolgente della versione in studio.



Gould è Gould, io lo amo, ma sono consapevole che - se gli altri sono già una distorsione - lui è una superdistorsione. In realtà col Bach cembalista è difficile anche parlare di distorsioni, visto che scriveva a stento le note e qualche sporadica indicazione esecutiva. Eppure, fermo restando che non è l'edizione che consiglierei al neofita, Gould è sempre da ascoltare (certo in seconda battuta). La sua musicalità, la sua trasparenza, la sua forza trascinante... a dire il vero il suo cembalo ben temperato non è tutto ottimo secondo me (ci sono, caso per caso, numeri che non sopporto, in cui in sostanza le sue scelte interpretative secondo me penalizzano la musica) ma quando imbrocca la via giusta è esaltante.



Tureck: Gould apprezzava molto questa pianista, il suo "staccato" credo che l'abbia pescato da lei (estremizzandolo ovviamente). La Tureck ha un modo di suonare però flemmatico e rilassato, molto "spirituale". Non è una lettura romantica in senso stretto (tipo Feinberg), quindi se vogliamo per l'epoca era già molto avanti, lei costruisce più dei livelli sonori statici e ben distinti, è in generale un pianismo molto analitico, anche nelle sfumature, credo non lasciasse niente al caso o all'ispirazione del momento (come Gould, per intenderci). Per chi ama ripercorrere la storia dell'interpretazione di questo capolavoro, è un altro di quegli ascolti doverosi.



In generale quel che mi affascina di questo lavoro è proprio la contraddizione tra la sua complessità architettonica e gli ampi margini che lascia all'esplorazione interpretativa.


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mmm questo sondaggio non ha avuto granchè successo... fa niente, grazie a entrambi delle risposte. Il cembalo di Sviatoslav Richter è stata la mia prima edizione in assoluto... mi fu regalato quand'ero ragazzino e l'ho consumato... tra l'altro all'epoca avevo cominciato a studiare qualche preludio e fuga più facile, avevo l'edizione critica di Casella, non so quanto datata oggi, una revisione dall'impostazione sobria ma ovviamente pianistica (con un po' di dogmi dell'epoca, come l'assoluta austerità agogica, e un'insolita mitizzazione della revisione di Busoni!). Sono convinto che Richter usasse quella, magari mi sbaglio, ma io vi ritrovavo osservate scrupolosamente tutte le indicazioni che leggevo. La cosa, chissà perchè, mi inorgogliva. :) Di recente ho ascoltato Richter live a Innsbruck (mi pare fosse lì). Si sente meglio e l'interpretazione è ancora più coinvolgente della versione in studio.

Gould è Gould, io lo amo, ma sono consapevole che - se gli altri sono già una distorsione - lui è una superdistorsione. In realtà col Bach cembalista è difficile anche parlare di distorsioni, visto che scriveva a stento le note e qualche sporadica indicazione esecutiva. Eppure, fermo restando che non è l'edizione che consiglierei al neofita, Gould è sempre da ascoltare (certo in seconda battuta). La sua musicalità, la sua trasparenza, la sua forza trascinante... a dire il vero il suo cembalo ben temperato non è tutto ottimo secondo me (ci sono, caso per caso, numeri che non sopporto, in cui in sostanza le sue scelte interpretative secondo me penalizzano la musica) ma quando imbrocca la via giusta è esaltante.

Tureck: Gould apprezzava molto questa pianista, il suo "staccato" credo che l'abbia pescato da lei (estremizzandolo ovviamente). La Tureck ha un modo di suonare però flemmatico e rilassato, molto "spirituale". Non è una lettura romantica in senso stretto (tipo Feinberg), quindi se vogliamo per l'epoca era già molto avanti, lei costruisce più dei livelli sonori statici e ben distinti, è in generale un pianismo molto analitico, anche nelle sfumature, credo non lasciasse niente al caso o all'ispirazione del momento (come Gould, per intenderci). Per chi ama ripercorrere la storia dell'interpretazione di questo capolavoro, è un altro di quegli ascolti doverosi.

In generale quel che mi affascina di questo lavoro è proprio la contraddizione tra la sua complessità architettonica e gli ampi margini che lascia all'esplorazione interpretativa.

Studiando il secondo preludio e fuga del primo libro, ho ascoltato su youtube varie versioni pianistiche (in cd ho solo la Landowska - che ti aspettavi :spiteful::D? -) e quella che mi è piaciuta di più (riferita solo a quel preludio e fuga, ripeto) è Schiff, che lascia respirare un po' la musica quando va fatto (almeno per i miei gusti) e non suona il pezzo quasi come se fosse uno studio tecnico e basta.

P.S.: Toh, Schiff è vivo. Prima di votarlo mi tocca accopparlo :lol:.

P.P.S.: Su Gould, il mio maestro di pianoforte (gouldiano anche lui) dice che ha ripreso quella tecnica così pulita da Schnabel. Un altro seguace di quella scuola (meno fanatico di Gould sentendolo) è Leon Fleisher.

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Studiando il secondo preludio e fuga del primo libro, ho ascoltato su youtube varie versioni pianistiche (in cd ho solo la Landowska - che ti aspettavi :spiteful::D? -) e quella che mi è piaciuta di più (riferita solo a quel preludio e fuga, ripeto) è Schiff, che lascia respirare un po' la musica quando va fatto (almeno per i miei gusti) e non suona il pezzo quasi come se fosse uno studio tecnico e basta.

P.S.: Toh, Schiff è vivo. Prima di votarlo mi tocca accopparlo :lol:.

P.P.S.: Su Gould, il mio maestro di pianoforte (gouldiano anche lui) dice che ha ripreso quella tecnica così pulita da Schnabel. Un altro seguace di quella scuola (meno fanatico di Gould sentendolo) è Leon Fleisher.

Schiff è un ottimo interprete di Bach, tra l'altro lui ha tutta una sua filosofia molto rigida: stile sempre intimo o comunque molto controllato, nessun uso del pedale, legati molto vocalistici ecc. Schiff non è spirituale come la Tureck o la Nikolayeva, la sua visione di Bach è più da artigiano della musica, musica grandiosa, profonda, ma -questa è la mia sensazione- molto terrena.

Diciamo che analizzando di preludio e fuga in preludio e fuga si possono trovare una miriade di soluzioni, ognuno percepisce la più corretta secondo quello che istintivamente sente. Ti dirò, anche io sono daccordo con te nello specifico del preludio in do minore. Nella revisione che avevo Casella sottolineava come i primi 6 preludi possano essere intesi quasi come delle "variazioni sul tema", usare un tempo largo quindi mette quel preludio ancora più in connessione col precedente (anche se Casella suggerisce una soluzione di "studio beethoveniano" totalmente opposta).

Certo che anche tu burp, possiedi l'incisione più antica in assoluto!! :D e ti dirò non la trovo neanche terribile come talvolta si legge in giro, il Pleyel della Landowska (mi pare fosse un Pleyel, comunque è un cembalo moderno) ha qualità quasi organistiche che con alcune fughe funzionano in maniera strabiliante. Però su cembalo in seguito sono uscite tante di quelle versioni che c'è l'imbarazzo della scelta. Alla fine il clavicembalo ben temperato è così multiforme che è difficile individuare un interprete d'elezione, alcuni funzionano più con alcuni brani, altri con altri.

PS: Gould aveva grande stima di Schnabel, è vero, anzi era proprio il suo mito giovanile. Anche se Schnabel suona un po' diverso da Gould, mentre il legame con la Tureck è magari immediatamente più evidente, specie in Bach. Gould tra l'altro stimava molto Richter e Weissemberg, e diversi altri musicisti. Insomma non era così outsider come si dice, almeno non quanto il Celi!

Lo sfortunato Leon Fleisher è un ottimo pianista. I suoi concerti di Beethoven (in effetti a metà tra Gould e il primo Serkin) sono ancora oggi tra i più esaltanti della discografia.

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Schiff è un ottimo interprete di Bach, tra l'altro lui ha tutta una sua filosofia molto rigida: stile sempre intimo o comunque molto controllato, nessun uso del pedale, legati molto vocalistici ecc. Schiff non è spirituale come la Tureck o la Nikolayeva, la sua visione di Bach è più da artigiano della musica, musica grandiosa, profonda, ma -questa è la mia sensazione- molto terrena.

Diciamo che analizzando di preludio e fuga in preludio e fuga si possono trovare una miriade di soluzioni, ognuno percepisce la più corretta secondo quello che istintivamente sente. Ti dirò, anche io sono daccordo con te nello specifico del preludio in do minore. Nella revisione che avevo Casella sottolineava come i primi 6 preludi possano essere intesi quasi come delle "variazioni sul tema", usare un tempo largo quindi mette quel preludio ancora più in connessione col precedente (anche se Casella suggerisce una soluzione di "studio beethoveniano" totalmente opposta).

Certo che anche tu burp, possiedi l'incisione più antica in assoluto!! :D e ti dirò non la trovo neanche terribile come talvolta si legge in giro, il Pleyel della Landowska (mi pare fosse un Pleyel, comunque è un cembalo moderno) ha qualità quasi organistiche che con alcune fughe funzionano in maniera strabiliante. Però su cembalo in seguito sono uscite tante di quelle versioni che c'è l'imbarazzo della scelta. Alla fine il clavicembalo ben temperato è così multiforme che è difficile individuare un interprete d'elezione, alcuni funzionano più con alcuni brani, altri con altri.

PS: Gould aveva grande stima di Schnabel, è vero, anzi era proprio il suo mito giovanile. Anche se Schnabel suona un po' diverso da Gould, mentre il legame con la Tureck è magari immediatamente più evidente, specie in Bach. Gould tra l'altro stimava molto Richter e Weissemberg, e diversi altri musicisti. Insomma non era così outsider come si dice, almeno non quanto il Celi!

Lo sfortunato Leon Fleisher è un ottimo pianista. I suoi concerti di Beethoven (in effetti a metà tra Gould e il primo Serkin) sono ancora oggi tra i più esaltanti della discografia.

Sì, la Landowska suonava un Pleyel potenziato costruito apposta per lei. A livello di gusto musicale mi piace molto, anche se spartito alla mano ci sono delle differenze nelle chiusure. Doveva arrivarmi un tempo la registrazione di Leonhardt, ma se la son mangiate le poste :(.

P.S.: Di Gould c'è un'intervista su youtube in cui dice di ammirare molto Richter (riesce a fargli piacere Schubert, miracolo per lui).

Di Fleisher (per la cronaca, a inizio anni duemila ha recuperato la mano destra dopo quarant'anni!) immagino ti riferisci all'integrale con Szell, bella in effetti (ma forse meglio ancora Gilels/Szell). Mi sta simpatico anche per l'aver registrato la quarta sonata di Weber.

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In macchina sto sentendo spesso la versione di Schiff, che ho apprezzato spesso quando lo trovavo su youtube, ma adesso lo trovo un po', come dire, scarno? O Freddo? Boh, però mi sembra che suoni "meno" di quanto mi piacerebbe. Naturalmente sempre considerando che è uno dei massimi interpreti e io sto qua a badare al capello solo per confrontarlo con gli altri, che sono della stessa caratura.


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Sì, la Landowska suonava un Pleyel potenziato costruito apposta per lei. A livello di gusto musicale mi piace molto, anche se spartito alla mano ci sono delle differenze nelle chiusure. Doveva arrivarmi un tempo la registrazione di Leonhardt, ma se la son mangiate le poste :(.

P.S.: Di Gould c'è un'intervista su youtube in cui dice di ammirare molto Richter (riesce a fargli piacere Schubert, miracolo per lui).

Di Fleisher (per la cronaca, a inizio anni duemila ha recuperato la mano destra dopo quarant'anni!) immagino ti riferisci all'integrale con Szell, bella in effetti (ma forse meglio ancora Gilels/Szell). Mi sta simpatico anche per l'aver registrato la quarta sonata di Weber.

Azz peccato! anche a me è capitato qualche volta... Leonhardt grande stile ed eleganza, una lettura più recente (molto bella pure) su quella falsa riga è quella di Suzuki. Di Fleisher ho visto una volta proprio un documentario sulla carriera e su come ha riacquistato l'uso della mano, con lunghissime sedute di particolari fisioterapie. Sul tubo gira pure un primo di Brahms un po' scalcinato (ma è già un miracolo che riesca ad eseguire di nuovo un concerto così tanto difficile!).

OT rapidissimo su Gilels-Beethoven: a me piace molto il Gilels LIVE, suonava mooolto più a briglia sciolta, senza perdere il senso del suo suono e della profondità. Questo cofanetto lo consiglierei a chiunque:

Beethoven_gilels.jpg

:rofl::rofl: :rofl:

Comunque anche Schiff sarebbe da approfondire... come del resto Richter...

Di Gulda che ne pensi? A me piace molto quando suona Bach.

Se dovessi scegliere un'edizione da consigliare in prima battuta a chi non ne ha neanche una forse sceglierei Gulda! non è necessariamente il migliore, e forse non è il più creativo, ma è sobrio, preciso, scorrevole, vitale e pensoso all'occorrenza, nessuna sovrastruttura, nessuna strana eccentricità. E' un pianista che amo molto, e mi rincresce che abbia inciso così poco.

In macchina sto sentendo spesso la versione di Schiff, che ho apprezzato spesso quando lo trovavo su youtube, ma adesso lo trovo un po', come dire, scarno? O Freddo? Boh, però mi sembra che suoni "meno" di quanto mi piacerebbe. Naturalmente sempre considerando che è uno dei massimi interpreti e io sto qua a badare al capello solo per confrontarlo con gli altri, che sono della stessa caratura.

Schiff è così. Quell'effetto è probabilmente ciò che vuole ottenere. Io lo apprezzo, perchè è un artista molto attento e intelligente, ma non lo amo, forse anche perchè in definitiva, dopo un po', mi risulta noioso. Recentissimamente, in un mio personale percorso di sdoganamento della musica di Schumann, è riuscito a farmi apprezzare di più alcune cose di quell'autore. Forse è proprio quel senso di essenzialità, di "mancanza" che tu avverti, a compensare una musica alle volte iper-densa (di tensione, sentimento, ma pure di complessità della scrittura) e può servire - almeno a me sta servendo - a rendere più digeribile la minestra. Ma questo è un discorso mio, che non sono molto in empatia con Schumann.

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Schiff è così. Quell'effetto è probabilmente ciò che vuole ottenere. Io lo apprezzo, perchè è un artista molto attento e intelligente, ma non lo amo, forse anche perchè in definitiva, dopo un po', mi risulta noioso. Recentissimamente, in un mio personale percorso di sdoganamento della musica di Schumann, è riuscito a farmi apprezzare di più alcune cose di quell'autore. Forse è proprio quel senso di essenzialità, di "mancanza" che tu avverti, a compensare una musica alle volte iper-densa (di tensione, sentimento, ma pure di complessità della scrittura) e può servire - almeno a me sta servendo - a rendere più digeribile la minestra. Ma questo è un discorso mio, che non sono molto in empatia con Schumann.

Ecco, in effetti lo vedrei bene a "smorzare" compositori con "troppi riverberi" (vabbè, capitemi!). Schumann lo conosco poco, ma credo di aver capito.

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Se dovessi scegliere un'edizione da consigliare in prima battuta a chi non ne ha neanche una forse sceglierei Gulda! non è necessariamente il migliore, e forse non è il più creativo, ma è sobrio, preciso, scorrevole, vitale e pensoso all'occorrenza, nessuna sovrastruttura, nessuna strana eccentricità. E' un pianista che amo molto, e mi rincresce che abbia inciso così poco.

Anche a me piace molto Gulda. Era un geniaccio, versatile e coraggioso, non si è mai fatto problemi abbracciando anche il jazz (con esiti strabilianti, peraltro, come Andre Prèvin), e persino l'elettronica ambient (Gegenwart, disco strano, sperimentale). Anche le sue composizioni per pianoforte sono godibili, affascinanti e giocose.

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Anche a me piace molto Gulda. Era un geniaccio, versatile e coraggioso, non si è mai fatto problemi abbracciando anche il jazz (con esiti strabilianti, peraltro, come Andre Prèvin), e persino l'elettronica ambient (Gegenwart, disco strano, sperimentale). Anche le sue composizioni per pianoforte sono godibili, affascinanti e giocose.

Verissimo! A proposito del Gulda compositore, io ho questo bel cofano con tanta roba assurda dentro, se non si hanno pregiudizi rispetto ad un certo tipo di contaminazioni è uno spasso assoluto:

gulda1f.jpg

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Eh, la gloriosa MPS... grande etichetta, uno dei punti di forza dell'avanguardia europea, non solo jazzistica. Ha permesso di incidere dischi eccezionali che documentano i primi esperimenti di improvvisazione tra musicisti europei e americani. Non ho purtroppo quel cofanetto di Gulda, ma ti credo sulla parola.


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Ho votato Schiff perchè preferisco le versioni impersonali e metronomiche della musica per tastiera di Bach.



Gould non suona Bach, me lo spiega e questo a volte mi irrita.


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Ho votato Schiff perchè preferisco le versioni impersonali e metronomiche della musica per tastiera di Bach.

Gould non suona Bach, me lo spiega e questo a volte mi irrita.

Ti capisco, a volte irrita me che sono suo estimatore, figuriamoci gli altri!

A me la lettura di Schiff non sembra impersonale, anzi ha qualche tratto di romanticismo pure, ben celato, nella costruzione delle frasi e delle dinamiche. La sua personalità la esprime nel dettaglio, e non platealmente come Gould, insomma si nasconde dietro Bach ma sembra volersi affermare in ogni battuta, mentre Gould se lo mangia, lo digerisce e lo risputa fuori. Almeno questa è la mia sensazione.

Se vuoi qualcosa di (programmaticamente s'intende) impersonale e metronomico dovresti provare Pollini (che non so quando e se inciderà il secondo volume). La sua mi sembra la classica lettura estetizzante/oggettivista, sulla via di Richter (se proprio vogliamo una analogia):

Anche se io a livello di equilibrio tra personalità dell'interprete e adesione al testo continuo a preferire Gulda, che lascia respirare molto semplicemente la musica e ne asseconda gli sviluppi:

Ah uno importante che mi sono scordato di citare è Ivo Janssen, che non molto tempo fa ha inciso un bellissimo cofanetto (consigliabilissimo) con tutta la musica per tastiera di Bach eseguita su pianoforte. E' uno strano ibrido quello di Janssen, tra la tradizione del bach pianistico, e l'intrusione di qualche (dosatissima) istanza cembalista (l'uso di un mezzo legato, qualche lieve variazione agogica ecc). Il risultato mi pare interessante e di grande equilibrio e chiarezza:

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Come tutte le volte che si pone il problema dell'interprete preferito (o addirittura "migliore"), non so rispondere. Soprattutto se, come in questi caso, si tratta di un'opera immensa, composta di ben 48 frammenti uno diverso dall'altro. Sono molti i possibili approcci interpretativi e, a parte eventuali e inaccettabili arbitrii testuali, tutti legittimi e spesso convincenti. Amo Richter e anche la Tureck, ma pure Fischer e Gould e la Nikolayeva. E in concerto mi hanno entusiasmato tanto Mustonen quanto Pollini. Boh...


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E' uno dei più interessanti tra quelli recentemente incisi. Anche lui, equilibrio e chiarezza (piani sonori molto distinti tra le voci), molta personalità senza stramberie e un misurato gioco nelle dinamiche (è, per intenderci, meno didascalico di Janssen). Questo clip di confronto con altre edizioni piuttosto recenti ne mette bene in luce le qualità:




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Già, devo dire che mi piace molto, ma ero curioso di sapere cosa ne pensava gente che ne sapeva più di me. Grazie per l' opinione.


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