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kraus

Cosa state ascoltando? Anno 2013

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a Miasko, Super e Antiphonal, chissà se....

Grazie! ricambio con la Sinfonia per organo "Omaggio a Bellini" di Saverio Mercadante.

nell'esecuzione dal vivo dell'organistA Francesca de Santis che sto ascoltando ora

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...Grofé Grand Canyon Suite - Toscanini - NBC...

Questo pezzo l'ho sentito un po' di volte qualche anno fa perchè alla radio, sentendone una parte, mi era sembrato carino. Invece l'ascolto completo è stato deludente, tutto fumo e niente arrosto. Una sinfonia delle Alpi povera.

Certo, ma proprio per questo è divertente. :) E Toscanini dirige divertendosi...

Così com'è divertente la "Niagara Falls Suite", musica scritta da Grofé su commissione della Società Idroelettrica che stava realizzando la centrale delle Cascate del Niagara:

Parte I

Parte II ("la potenza del Niagara")

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Alfredo Casella (1883-1947),

Sinfonia No.2 in Do minore, Op.12 (1908-1910), dedicata a G. Enesco,
BBC Philharmonic, Gianandrea Noseda

a burpo, ad Antiphonal e al viandante.

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Hindemith, kammermusik n.°1 (Chailly). A Ives.

Grazie, ricambio con questo (il Prelude ad Antiphonal, ovvio):

Strauss

Burleske

Festival Prelude

Jeffrey Kahane, piano & organ

Cincinnati Symphony Orchestra

Jesús Lopez Cobos

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ma anche nelle altre.... :D

essì, intendevo proprio dire in tutte! :)

Ascolto la 5a di Arnold postata da giordano, ne avete parlato abbastanza da destare anche la mia curiosità.

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Schubert, sinfonia n.°5 (Böhm). A Nitriero, L'Orfeo, Kovskij, giobar e miasko. Il primo movimento ha dei temi così belli, peccato che lo sviluppo sia così scialbo.


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Schubert, sinfonia n.°6 (Böhm). Mi pare fosse Kovskij che l'ascoltava l'altro giorno, quindi gliela dedico. Delle sinfonie di Schubert queste due sono forse quelle che mi piacciono meno.


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Ricambio per Endymion e Ives con il Salmo 150 di César FRANCK

per Coro, Organo e Orchestra

Testo in Italiano QUI

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Schubert, sinfonia n.°5 (Böhm). A Nitriero, L'Orfeo, Kovskij, giobar e miasko. Il primo movimento ha dei temi così belli, peccato che lo sviluppo sia così scialbo.

bravo burpo, il problema non è coi temi... di recente se ricordi ascoltavo Schubert (la sesta) e poi Clementi (la quarta). Benchè quest'ultimo avesse temi più deboli e indulgesse con più frequenza nel suo solito manierismo di marca sturm, nel complesso la sinfonia mi è suonata più brillante, intrigante, di più facile ascolto (= meno noiosa) dato che Clementi conosceva bene l'arte del contrappunto e degli sviluppi, tecnica di cui lo Schubert giovane difettava. Le uniche caratteristiche che distinguono il primo sinfonismo schubertiano dal marasma dei minori del periodo sono proprio alcuni temi, melodie semplici ma efficacissime, purtroppo gestite ancora con molta ingenuità. A costo di sembrare ripetitivo e pedestre, per scrivere una bella sinfonia ancora nel primo 800 devi eccellere anche nel mestiere, prima che nell'ispirazione, altrimenti conviene che ti butti (e non c'è nulla di male, anzi) nelle forme libere (il Lied nel caso di Schubert, dove è proprio la melodia a farla da padrona). Scegliere di comporre all'interno di modelli prestabiliti vuol dire accettarne le regole, e saperne maneggiare gli strumenti. Dovremo attendere Mahler per una convincente rivisitazione del modello della sinfonia classica.

Negli ultimi due o tre anni della vita di Schubert non ci fu solo un'esplosione creativa impressionante, ma evidentemente uno studio tecnico che lo portò a colmare certe lacune (il nostro non era affatto ragazzo prodigio come Mozart o Mendelssohn, le sue prime composizioni sono quasi imbarazzanti, e lui immagino se ne accorse). I due movimenti dell'ottava suonano così di una coerenza e compattezza mai sentiti. Se pensi a tutte le ultime composizioni, e pensi che è morto all'età in cui Beethoven scrisse la sua TERZA sinfonia, puoi immaginare che grande compositore ci siamo persi! il meglio insomma doveva ancora arrivare (Haydn ad esempio, uno che il mestiere lo conosceva bene, ha espresso il suo meglio dopo i 50 anni!).

http://www.youtube.com/watch?v=MWq1Um8enP0

Così ascoltiamo un po' di quartetti giovanili... i Melos ce la mettono tutta per nobilitare questo primo quartetto che, a parte l'introduzione suggestiva, è di una scemenza abbastanza evidente, oltre ad essere scritto con i piedi. Non ci fosse stato il suo nome sopra non credo mai nessuno l'avrebbe inciso. Il secondo va un po' meglio, ma non di molto. E così via. Dobbiamo arrivare all'ottavo, secondo me, per ascoltare qualcosa di interessante, e al 13 per qualcosa di davvero geniale (forse la più grande musica da camera del periodo romantico). Se fosse vissuto e avesse continuato a scrivere, di questa musica così acerba ci saremmo dimenticati in fretta.

Quanto alle sinfonie, paradossalmente, mi pare che le più brillanti siano le prime 3, senza molte pretese di originalità ma animate da sincero entusiasmo, e una certa esuberanza oserei dire rossiniana (nonostante i modelli viennesi). Secondo me non indispensabili, ma compiute e gradevoli all'ascolto. La 4 ad esempio, che prova a fare "il salto", un tempo mi piaceva, ma ora più che tragica mi pare goffa. E' ovvio che il percorso artistico di Schubert fu così travagliato da condurlo a frustrazione. Dopo un paio di esperimenti di profilo un po' più alto, con la 6 sembra arrendersi ad un sinfonismo minore, tanto da lasciare allo stato di abbozzo la 7, da non completare la 8, e da infilare nel cassetto la 9, 3 sinfonie ambiziose che guardano tutte in direzioni diverse. Penso in quel periodo continuasse a vagare e sperimentare, e a percepirsi non all'altezza di certe forme anche quando lo era diventato. Essere l'erede di Beethoven non doveva essere facile.

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bravo burpo, il problema non è coi temi... di recente se ricordi ascoltavo Schubert (la sesta) e poi Clementi (la quarta). Benchè quest'ultimo avesse temi più deboli e indulgesse con più frequenza nel suo solito manierismo di marca sturm, nel complesso la sinfonia mi è suonata più brillante, intrigante, di più facile ascolto (= meno noiosa) dato che Clementi conosceva bene l'arte del contrappunto e degli sviluppi, tecnica di cui lo Schubert giovane difettava. Le uniche caratteristiche che distinguono il primo sinfonismo schubertiano dal marasma dei minori del periodo sono proprio alcuni temi, melodie semplici ma efficacissime, purtroppo gestite ancora con molta ingenuità. A costo di sembrare ripetitivo e pedestre, per scrivere una bella sinfonia ancora nel primo 800 devi eccellere anche nel mestiere, prima che nell'ispirazione, altrimenti conviene che ti butti (e non c'è nulla di male, anzi) nelle forme libere (il Lied nel caso di Schubert, dove è proprio la melodia a farla da padrona). Scegliere di comporre all'interno di modelli prestabiliti vuol dire accettarne le regole, e saperne maneggiare gli strumenti. Dovremo attendere Mahler per una convincente rivisitazione del modello della sinfonia classica.

Negli ultimi due o tre anni della vita di Schubert non ci fu solo un'esplosione creativa impressionante, ma evidentemente uno studio tecnico che lo portò a colmare certe lacune (il nostro non era affatto ragazzo prodigio come Mozart o Mendelssohn, le sue prime composizioni sono quasi imbarazzanti, e lui immagino se ne accorse). I due movimenti dell'ottava suonano così di una coerenza e compattezza mai sentiti. Se pensi a tutte le ultime composizioni, e pensi che è morto all'età in cui Beethoven scrisse la sua TERZA sinfonia, puoi immaginare che grande compositore ci siamo persi! il meglio insomma doveva ancora arrivare (Haydn ad esempio, uno che il mestiere lo conosceva bene, ha espresso il suo meglio dopo i 50 anni!).

http://www.youtube.com/watch?v=MWq1Um8enP0

Così ascoltiamo un po' di quartetti giovanili... i Melos ce la mettono tutta per nobilitare questo primo quartetto che, a parte l'introduzione suggestiva, è di una scemenza abbastanza evidente, oltre ad essere scritto con i piedi. Non ci fosse stato il suo nome sopra non credo mai nessuno l'avrebbe inciso. Il secondo va un po' meglio, ma non di molto. E così via. Dobbiamo arrivare all'ottavo, secondo me, per ascoltare qualcosa di interessante, e al 13 per qualcosa di davvero geniale (forse la più grande musica da camera del periodo romantico). Se fosse vissuto e avesse continuato a scrivere, di questa musica così acerba ci saremmo dimenticati in fretta.

Quanto alle sinfonie, paradossalmente, mi pare che le più brillanti siano le prime 3, senza molte pretese di originalità ma animate da sincero entusiasmo, e una certa esuberanza oserei dire rossiniana (nonostante i modelli viennesi). Secondo me non indispensabili, ma compiute e gradevoli all'ascolto. La 4 ad esempio, che prova a fare "il salto", un tempo mi piaceva, ma ora più che tragica mi pare goffa. E' ovvio che il percorso artistico di Schubert fu così travagliato da condurlo a frustrazione. Dopo un paio di esperimenti di profilo un po' più alto, con la 6 sembra arrendersi ad un sinfonismo minore, tanto da lasciare allo stato di abbozzo la 7, da non completare la 8, e da infilare nel cassetto la 9, 3 sinfonie ambiziose che guardano tutte in direzioni diverse. Penso in quel periodo continuasse a vagare e sperimentare, e a percepirsi non all'altezza di certe forme anche quando lo era diventato. Essere l'erede di Beethoven non doveva essere facile.

A me anche la quarta non dispiace affatto, anche se forse un pelo meno delle prime tre. E' vero che gli sviluppi non sono il suo forte, però nelle prime quattro bene o male passano, ma la quinta che i temi più belli (per me) praticamente non è sviluppata.

I primi quartetti li ho ascoltati una sola volta, quando presi il cofanetto del Q. Melos appunto e ricordo che non mi erano dispiaciuti, per quanto i migliori siano ovviamente gli ultimi. Sto sentendo adesso l'inizio del primo, sembra non aver ben chiaro cosa vuole fare, però le idee ci sono.

Le prime sonate invece proprio non le ho mai rette (ho provato ad ascoltarle, mio padre ha il cofanetto di Kempff, ma nulla).

Adesso pranzo, dopo riascolto le variazioni di Schönberg dirette da Maderna.

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Ai gouldiani kraus, Kovskij, giordano, Nitriero e colpevolmente non ricordo gli altri.

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belli i pezzi e bella l'interpretazione calibratissima di Osborne.

A kraus, nit, burpo e pentatonico

Schubert, sinfonia n.°5 (Böhm). A Nitriero, L'Orfeo, Kovskij, giobar e miasko. Il primo movimento ha dei temi così belli, peccato che lo sviluppo sia così scialbo.

Passiamo alle cose serie: Schubert, sinfonie n.°8-9 (Böhm). Agli stessi di prima.

Molte grazie ragazzi :hi: Ricambio con

(Della serie "Anche l'occhio vuole la sua parte" :D)

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Bruckner, 9a sinfonia

Wiener diretti da Harnoncourt

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MI0000994286.jpg?partner=allrovi.com

Il pomeriggio lo passo con loro, in particolare i primi cd delle giovanili.

a kraus

Eizarg (cioè un grazie come Mozart l'avrebbe scritto) :) Il KV 570 è un bell'esempio di maturità in musica raggiunta con la semplice forza del tempo. Abbandonati i trionfalismi dell'età giovanile, Mozart ripiega su una gioia energica di tipo bachiano: prendo il tema da una semplice forma geometrica muicale (accordo di si bemolle discendente e poi ascendente) e ci costruisco sopra un gioiello di tenerezza che lascia indietro lo stesso Bach. Il finale si scioglie letteralmente in un sorriso che fiorisce sulla tastiera e sul volto del compositore.

Delle sinfonie pensavo l'altro giorno che sarebbe il caso di recuperare quelle specialissime composizioni che Mozart ha sfornato nel 1772 (in particolare le KV 130 - 134), dove si avvicina a Haydn, forse senza manco conoscerlo ancora: temi a grappolo, sviluppi lussureggianti, padronanza di tutti i movimenti, minuetto compreso (gli aveva causato qualche problema in precedenza).

In queste audaci opere, come la KV 132, per esempio, le idee mozartiane sono persino più interessanti di quelle che poi avrebbe avuto a Vienna, Linz o Praga, inducendo qualche critico a parlare persino di espressionismo ante litteram per l'incredibile Andante che cambia continuamente strada e che Mozart dovette addirittura sostituire con un Andantino scialbuzzo, forse per aver lasciato basito il pubblico.

Poi, purtroppo, questa salutare messe sinfonica si è spenta come una vena aurifera esaurita, e spiace doversi accontentare (anche se è un ottimo accontentarsi) di spiritose opere come la KV 319 o la KV 338, o la Haffner e le altre illustri soprannominate. Da lì in poi, forse le sinfonie migliori di Mozart sono quelle nascoste nelle serenate per orchestra tipo la KV 250 o la 320.

Mozartianamente ricambio:

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