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"Pensieri" 3


mirougil
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Guest Virgin12
21 minuti fa, glenngould dice:

Mi piace l'antiquariato :D

Scherzi a parte quelli che abitano in montagna o al mare (B)) invecchiano più lentamente e meglio!

Il tempo scorre più velocemente in montagna. 

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Guest Virgin12
2 minuti fa, giobar dice:

Infatti io abito al mare e faccio parte degli attempati :lol:. Invece, fra quelli citati, almeno Pollini è giovincello (laurea recente).

Grande Giobar!  Anche tu fai parte del dream team degli attempati.  Che bello! 

 

Pollini è più giovane di noi?  :blink:

Comunque io non mollo.  Non mollo mai.  ;-)

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Guest Virgin12
Adesso, giobar dice:

Rispetto a me, parecchio. E, da ciò che fai capire, anche rispetto a te.

Neanch'io mollo... sennò chi la campa la famiglia? :lol:

Giusto. 

@pollini, cambi immagine del profilo!

La invecchia.  Più colore,  più colore! 

 

 

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3 ore fa, Virgin12 dice:

 

Sono tra i vecchietti (arzilli) del forum,  in compagnia,  una splendida compagnia, di Pinkerton e Zeit. 

Io non sono affatto un vecchietto, Virgin. E poi oggi non si dice "vecchio", e' offensivo, non sta bene. Al massimo si puo' dire "diversamente giovane".

Ecco, io sono diversamente giovane.

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Guest Virgin12
10 ore fa, Pinkerton dice:

Io non sono affatto un vecchietto, Virgin. E poi oggi non si dice "vecchio", e' offensivo, non sta bene. Al massimo si puo' dire "diversamente giovane".

Ecco, io sono diversamente giovane.

Invecchiare non è un problema, almeno non lo è per me.

Le ginocchia mi dolgono in discesa, mai in salita.

 

Non ha mai amato le discese, nemmeno quando avrei potuto percorrerle senza difficoltà.

I miei anni mi fanno montagna. Ogni anno che passa mi avvicina alla vetta.

 

 

 

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Guest Virgin12

Sono tornata qui, perché, nonostante tutto, vedevo poesia in questo luogo.

Ma di fronte a simili bassezze la poesia muore. E se muore la poesia, muore tutto.

Alle persone che conoscono la poesia, che praticano la poesia, lascio aperta la mia buca delle lettere.

 

Un caro saluto.

V.

 

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16 ore fa, Virgin12 dice:

A Maja e Madiel: è così divertente dare della merda ad una persona?

Parlo per me: dipende. Faccio solo notare che il tuo appello al ritorno in forum di certi soggetti era fuori luogo, hai agevolato i commenti. Ricordati che qua sei un ospite con i minuti contati.

Adesso vai ad ascoltarti Bruckner nella baita in montagna con Heidi, e fai respirare un po' tutti.

 

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Guest Virgin12
On 14 marzo 2017 at 15:56, noone dice:
 
Virgin, tu sei un' utentessa unica ed originalissima. Secondo me dovresti continuare a fare le tue dediche e a scrivere pubblicamente i tuoi pensieri sulla musica classica, sulla montagna, sulla letteratura e su tutte le altre cose che ti piacciono.
 
Mi stai meno simpatica quando sei fastidiosa, provochi e rompi le scatole agli altri utenti.
 
Come darti torto?
 
Madiel ti ha bannato tantissime volte eppure sei ancora qui. Evidentemente nonostante tutto ti ha accettata, o per lo meno, ci sta provando veramente in tutti i modi a cercare di accettarti.
 

Non desidero essere accettata, dacché mondo è mondo, essere accettati significa prostituirsi.

 
 
Accetta anche tu lui, il suo sarcasmo e la sua ironia e il suo modo di amministrare il forum. Non capisco perché solo gli altri devono fare la fatica di venirti incontro. Se vuoi continuare a stare qui anche tu devi fare un po' di fatica e farti andare anche le cose che non ti vanno giù.
 

Nessuno deve forzarsi, né io, né lui, né voi, né gli altri. Non lo chiedo, non lo voglio. Siate liberi di ignorarmi, di detestarmi, di seguirmi.

 

Se non ti piace il suo modo di scrivere, la sua sensibilità e il suo modo di comportarsi con te,
non interagire con lui.
 

Non potrei mai ignorare Madiel, posso solo provare affetto o rabbia nei suoi confronti.  

 
 
Sono certa che se ti comporterai bene
 

Non esiste cosa che neghi il suo opposto, ciascuna è sempre un’incognita a due soluzioni, due nomi, equivalenti ed incompatibili.

 

 
e ti atterrai alle regole del forum, nessuno qui ti caccerà più via.
 

Via da dove? Da chi? Da cosa?

 
 
 
Insomma, il disagio che in questo momento stai provando è risolvibile in tanti modi.
 
Dipende solo da te.
 

Ed io dipendo da dio.

 
 
 
---
 

Grazie noone.

Ho apprezzato molto la generosità del tuo gesto.  

V. (12)

 

 

 

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mai come di questi tempi mi sento imprigionato dalla parola 'rete'. non so come riusciremo a scappare da questa società dove tutti sponsorizzano se stessi. ci propinano la loro vita e il loro lavoro. vorrebbero farci vivere come spettatori paganti. sembra che il mondo si stia dividendo in chi produce contenuti (che a suon di follower cerca di accaparrarsi il massimo numero di spettatori con monetizzazioni di varia natura) e chi li consuma passivamente (spesso diventando hater frustrati, perché gettar discredito o criticare sembra essere l'unico modo nel quale lo spettatore può sentirsi parte attiva del sistema - sostanzialmente persone che non avendo molto seguito o non essendo 'nel giro' o sentendosi 'tagliate fuori' e oppresse dal bombardamento mediatico di chi invece produce e propina contenuti, sfogano la loro rabbia o manifestano il loro ego cercando di demolire il lavoro altrui e affermare il proprio punto di vista, il proprio ego orgoglio ferito). la rete ha pochissimi produttori di contenuti, e infiniti produttori di critica. questo vale anche per la musica. non ci solo solo gli hater fra gli spettatori. ma anche adulatori. quelli forse sono ancora peggiori, perché alimentano (comprando libri, abbonandosi, seguendo canali su youtube dando visualizzazioni like etc) il meccanismo perverso dello starsystem. la gente compra il libro se legge in copertina un nome noto. legge un contenuto se sa che è editato da un nome noto. non credo basti comprarsi pacchetti di followers per diventare milionari. o forse sì. in ogni caso appartenere al mondo degli esclusi mi va stretto. forse è il caso di uscire dalla rete. ma è impossibile. basta entrare in metropolitana per accorgersi quanto la gente abbia spostato la sua curiosità dagli occhi altrui al display del telefonino. alienante. o forse ormai la realtà è quella dei giga. il resto è materia vivente vincolata al corpo e a città che sono contenitori di corpi che con la mente stanno ovunque tranne lì dove poggiano il culo.

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7 ore fa, vul dice:

mai come di questi tempi mi sento imprigionato dalla parola 'rete'. non so come riusciremo a scappare da questa società dove tutti sponsorizzano se stessi. ci propinano la loro vita e il loro lavoro. vorrebbero farci vivere come spettatori paganti. sembra che il mondo si stia dividendo in chi produce contenuti (che a suon di follower cerca di accaparrarsi il massimo numero di spettatori con monetizzazioni di varia natura) e chi li consuma passivamente (spesso diventando hater frustrati, perché gettar discredito o criticare sembra essere l'unico modo nel quale lo spettatore può sentirsi parte attiva del sistema - sostanzialmente persone che non avendo molto seguito o non essendo 'nel giro' o sentendosi 'tagliate fuori' e oppresse dal bombardamento mediatico di chi invece produce e propina contenuti, sfogano la loro rabbia o manifestano il loro ego cercando di demolire il lavoro altrui e affermare il proprio punto di vista, il proprio ego orgoglio ferito). la rete ha pochissimi produttori di contenuti, e infiniti produttori di critica. questo vale anche per la musica. non ci solo solo gli hater fra gli spettatori. ma anche adulatori. quelli forse sono ancora peggiori, perché alimentano (comprando libri, abbonandosi, seguendo canali su youtube dando visualizzazioni like etc) il meccanismo perverso dello starsystem. la gente compra il libro se legge in copertina un nome noto. legge un contenuto se sa che è editato da un nome noto. non credo basti comprarsi pacchetti di followers per diventare milionari. o forse sì. in ogni caso appartenere al mondo degli esclusi mi va stretto. forse è il caso di uscire dalla rete. ma è impossibile. basta entrare in metropolitana per accorgersi quanto la gente abbia spostato la sua curiosità dagli occhi altrui al display del telefonino. alienante. o forse ormai la realtà è quella dei giga. il resto è materia vivente vincolata al corpo e a città che sono contenitori di corpi che con la mente stanno ovunque tranne lì dove poggiano il culo.

Molto bello questo intervento, vul. Proprio l'altro giorno Mattia Feltri sulla Stampa citava uno studio USA che sostiene che presso le nuove generazioni la rete portatile dello smartphone avrebbe sostituito l'uso di sostanze di alterazione della coscienza. Insomma, iPhone è il nuovo spinello o LSD. Soluzione nuova a problema antico per chi non sa bene cosa fare della propria vita. Sparisce il campo 4G o si scarica la batteria e scatta il panico del vuoto o la noia.

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2 ore fa, vul dice:

mai come di questi tempi mi sento imprigionato dalla parola 'rete'. non so come riusciremo a scappare da questa società dove tutti sponsorizzano se stessi. ci propinano la loro vita e il loro lavoro. vorrebbero farci vivere come spettatori paganti. sembra che il mondo si stia dividendo in chi produce contenuti (che a suon di follower cerca di accaparrarsi il massimo numero di spettatori con monetizzazioni di varia natura) e chi li consuma passivamente (spesso diventando hater frustrati, perché gettar discredito o criticare sembra essere l'unico modo nel quale lo spettatore può sentirsi parte attiva del sistema - sostanzialmente persone che non avendo molto seguito o non essendo 'nel giro' o sentendosi 'tagliate fuori' e oppresse dal bombardamento mediatico di chi invece produce e propina contenuti, sfogano la loro rabbia o manifestano il loro ego cercando di demolire il lavoro altrui e affermare il proprio punto di vista, il proprio ego orgoglio ferito). la rete ha pochissimi produttori di contenuti, e infiniti produttori di critica. questo vale anche per la musica. non ci solo solo gli hater fra gli spettatori. ma anche adulatori. quelli forse sono ancora peggiori, perché alimentano (comprando libri, abbonandosi, seguendo canali su youtube dando visualizzazioni like etc) il meccanismo perverso dello starsystem. la gente compra il libro se legge in copertina un nome noto. legge un contenuto se sa che è editato da un nome noto. non credo basti comprarsi pacchetti di followers per diventare milionari. o forse sì. in ogni caso appartenere al mondo degli esclusi mi va stretto. forse è il caso di uscire dalla rete. ma è impossibile. basta entrare in metropolitana per accorgersi quanto la gente abbia spostato la sua curiosità dagli occhi altrui al display del telefonino. alienante. o forse ormai la realtà è quella dei giga. il resto è materia vivente vincolata al corpo e a città che sono contenitori di corpi che con la mente stanno ovunque tranne lì dove poggiano il culo.

Io penso che molte scoperte, invenzioni o rivoluzioni del passato sono passate da un uso improprio o addirittura malvagio. Anche la rivoluzione digitale che stiamo vivendo, io credo, vedrà un passaggio da "fine" a "mezzo". Personalmente sono spesso un nostalgico del passato, ma credo che l'innovazione tecnologica che stiamo vivendo ci conferisca molto più "potere", e quindi responsabilità. Oggi non abbiamo più alibi per l'ignoranza e la disinformazione. E' pur vero che su internet le competenze si perdono di vista, le opinioni sono uguali indipendentemente da chi le scrive, le considerazioni di un esperto o di un dodicenne su facebook contano uguale; ma allo stesso tempo abbiamo un accesso alla cultura e allla conoscenza come NESSUNO ha avuto MAI nella storia dell'uomo prima d'ora. Nell'era dell'informazione essere ignoranti è una scelta

Il paradosso è: possiamo essere più liberi che mai e ci costruiamo una prigione coi mezzi della libertà

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