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mirougil

"Pensieri" 3

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19 minuti fa, OldFashioned97 dice:

Ho avuto delle belle discussioni in passato per difendere le mie convinzioni sull'inutilità dell'arte, rispetto alle quali non ho ancora cambiato opinione.

Assolutamente d'accordo.

Però l'arte è bella perchè nonostante sia una cosa NON fondamentale per l'umanità, ci fa ricordare cosa possiamo fare con l'intelletto, l'ingegno, l'anima e la costanza.

Siamo riusciti ad elevare questa attività "oziosa" così tanto che alle volte sembra diventare indispensabile. Mica poco.

p.s.= "possiamo", "siamo"...era un discorso generale, non certo riferito a me stesso, visto che non riesco a mettere due note una dopo l'altra e se solo provassi a disegnare qualcosa, apparirebbe Picasso con un randello chiodato :D

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27 minuti fa, noone dice:

[......] nella Trilogia popolare, nella cara vecchia adorabile Trilogia popolare, in questo grande pezzo di storia del nostro paese,........ahinoi......c'è da mettersi le mani nei capelli... uno sfacelo...sono ignobile...rigorosamente rimandata a settembre...

Occorre rimediare Maddalena!

Comincia imparando per bene questi dieci minuti:

 

 

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42 minuti fa, Pinkerton dice:

Occorre rimediare Maddalena!

Comincia imparando per bene questi dieci minuti:

 

 

Da calarsi giù dal loggione, dal palco, da alzarsi dalla platea e farsi strada fra le teste e gli strumenti dei santi-subito e pazienti orchestrali, per infine saltare su sul palco ed abbracciare questi immensi cantanti, rovinado probabilmente lo spettacolo, macchissene. Abbracciare La Divina. Pensate.

Luciano, siamo nel 2017, e nel dizionario italiano dei sinonimi e contrari alle voci "teatro" e "melodramma" non figura ancora come primo sinonimo il nome "Giuseppe Verdi".

Trovo tutto ciò molto ingiusto. Il buon e geniale Pepin se lo meriterebbe. E poi questo non sarebbe un riconoscimento, ma un semplice constatazione di una verità di fatto. Verdi è Il Teatro. Verdi è il melodramma. E' mai esistito forse su questa Terra un essere più teatrale, con una teatralità più naturale e genuina di Giuseppe verdi? Io non credo. Forse solo Shakespeare lo supera, ma di pochissimo. Anzi no, se la giocano fino all' ultimo ai rigori. In porta mettiamo uno dei due mitici Gianluigi.

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13 ore fa, noone dice:

Da calarsi giù dal loggione, dal palco, da alzarsi dalla platea e farsi strada fra le teste e gli strumenti dei santi-subito e pazienti orchestrali, per infine saltare su sul palco ed abbracciare questi immensi cantanti, rovinado probabilmente lo spettacolo, macchissene. Abbracciare La Divina. Pensate.

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16 ore fa, noone dice:

Io comunque non mi riferivo tanto all' inutilità dell' arte in sé, sulla quale affermazione peraltro avrei qualcosa da ridire, quanto piuttosto all' inutilità che questo sapere esercita nella mia vita quotidiana, dato che professionalmente non mi occupo affatto di musica.

Anche per me è così. Più che altro il problema si apre al concetto di utilitá. Per esempio non giustifico l'utilità dell'arte col lavoro che ad essa puo essere associato. Nemmeno al suo valore economico

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1 ora fa, OldFashioned97 dice:

 Più che altro il problema si apre al concetto di utilita'.

L'arte, Old, la vera arte qualunque sia il suo livello qualitativo, e' inutile per sua stessa natura, "deve" esserlo, e se qualche volta ha un'utilita' pratica, cio' avviene forzatamente o per caso e comunque sempre suo malgrado.

Stabilito che e' inutile, nel senso che non nasce e non puo' essere utilizzata per averne un beneficio concreto, va detto altresi' che non e' priva di effetti positivi, a patto che si creda in lei. L'arte, che ha origini divine, e' una fede e, in questa dimensione, non solo non e' inutile ma puo' fare miracoli.

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51 minuti fa, Pinkerton dice:

L'arte, Old, la vera arte qualunque sia il suo livello qualitativo, e' inutile per sua stessa natura, "deve" esserlo, e se qualche volta ha un'utilita' pratica, cio' avviene forzatamente o per caso e comunque sempre suo malgrado.

Stabilito che e' inutile, nel senso che non nasce e non puo' essere utilizzata per averne un beneficio concreto, va detto altresi' che non e' priva di effetti positivi, a patto che si creda in lei. L'arte, che ha origini divine, e' una fede e, in questa dimensione, non solo non e' inutile ma puo' fare miracoli.

Non riesco ancora a estendere il legame divino a tutta l' "offerta" artistica, ma per il resto siamo d'accordo. Anche se non credo sia una prerogativa dell'arte.

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Com'è adorabile questa bimba mentre mostra con gioia ed orgoglio la sua nuova gamba e le amiche le fanno festa.

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Ho ascoltato la canzonetta "Nel mio mondo ideal" che ho postato nei bassifondi del forum in "Cosa state ascoltando?", tratta dal film d' animazione disneyano "Alice nel paese delle meraviglie" del 1951, anche nella versione americana, francese, tedesca, spagnola, polacca, finlandese, russa e ceca. Nella versione originale la strofa sugli uccellini è " There'd be new birds/Lots of nice and friendly howdy-do birds/Everyone would have a dozen e bluebirds/Within that world of my own". Nella versione francese non vi è traccia di un qualcosa vagamente assomigliante ad un "e gli uccellini....canterebber l' arie di Bizet (o di Massenet )", in quella tedesca non vi è traccia di un "e gli uccellini....canterebber l' arie di Wagner (o del Fidelio o del Flauto magico)", in quella spagnola non c'è traccia di un "e gli uccellini....canterebber le melodie di Granados (o di un qualsiasi barocchista spagnolo)", in quella polacca non vi è traccia di un "e gli uccellini.....canterebber le melodie di Chopin", in quella finlandese non vi è traccia di un "e gli uccellini....canterebber le melodie di Sibelius", in quella russa non vi è traccia di un "e gli uccellini.....canterebber l' arie di Prokovief (o le melodie di Ciajkovskij)", in quella ceca non vi è traccia di un "e gli uccellini... canterrer le melodie di Smetana" . Non escludo il fatto che qualcuno tra i traduttori che lavorarono a questi testi, abbia avuto alcune delle intuizioni sopra citate, e che poi per motivi di mera natura metrica sillabico-ritmica, abbia dovuto a malincuore rinunciare a questa brillante ma anche giusta e doverosa, naturale idea. Sarà. Ma intanto i posteri ci hanno consegnato un' unica, inequivocabile, schiacciante verità, ovvero che solo nella versione italiana ai cari volatili di un ipotetico mondo ideale di una ragazzina inglese verrebbero fatte cantare le arie di un grande compositore di opera lirica. Questa è l' ennesima prova che il genio italiano, qui degnamente rappresentato nella persona di impeccabile classe e gusto del traduttore o poeta o musicista di questa canzonetta disneyana, è una spanna avanti su tutte le altre culture europee. Così ha voluto La Storia e Chi la governa. Fine. Tra l'altro mi accorgo solo ora che senza cambiare minimamente i versi di quella terza strofa, oltre all' opzione "Puccini" si sarebbe potuto scegliere anche "Rossini", "Spontini", "Bellini" o "Cherubini". Dai, ma di che cosa stiamo parlando. Oltre al genio abbiamo pure l' imbarazzo della scelta. Siamo inarrivabili. Nonostante gli innumerevoli peccati e difetti, alla faccia di chi ci vuole del male, noi italiani rimaniamo i più 

belli

fighi 

fantasiosi

simpatici
geniali
stilosi
dolci
nobili
sensibili
intelligenti del mondo.
Ovviamente la lingua che parliamo, l' italiano, non può che rispecchiare tutte queste caratteristiche. La lingua italiana è una vera opera d' arte, un monumento, elaborata, raffinata, sofisticata e perfetta come una scultura michelangiolesca, è dolce e melodiosa e angelica, è granitica e morbida allo stesso tempo, proprio come la barba del Mosè di Michelangelo, che sembra fatta con un materiale tipo zucchero filato ma in realtà è fatta di marmo.
Viva l' Italia, gli artisti italiani sono spesso e volentieri i migliori, fine. 

Un caloroso saluto a tutti gli stranieri che mi stanno leggendo in questo momento (non offendetevi per queste affermazioni...credetemi, non sono affatto una tipa patriottica, fascista o nazionalista...viva la diversità, la solidarietà e l' accoglienza... io stessa poi ho un inguaribile e per lo più irrazionale, immotivato, a tratti inopportuno ed irrefrenabile debole per tutto ciò che è albionico, quindi tranquilli...diciamo che ho semplicemente riportato una verità di fatto).

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Prima o poi mi piacerebbe scrivere una tassonomia del sandalo femminile e anche - per derivazione o estensione della varietà - della ciabatta. Questo perché ho sempre trovato irresistibilmente sensuale la sciatteria ergonomico-funzionale - ora indolente, ora disinvolta o entrambe le cose - della Birkenstock, modello Madrid, calzata dalle donne.

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Vorrei essere una poetessa per poter scrivere una poesia sulla grazia, eleganza, chiarezza, bellezza e leggerezza della mano sinistra del Maestro Claudio Abbado mentre dirigeva.

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On 6/9/2017 at 15:00, noone dice:

Vorrei essere una poetessa per poter scrivere una poesia sulla grazia, eleganza, chiarezza, bellezza e leggerezza della mano sinistra del Maestro Claudio Abbado mentre dirigeva.

 

Ma tu, se ben ricordo, una poetessa lo sei già. O per lo meno scrivi come tale. (ciao)

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12 ore fa, stargazer dice:

 

Ma tu, se ben ricordo, una poetessa lo sei già. O per lo meno scrivi come tale. (ciao)

Io vi posso giurare che non lo pago per scrivere queste cose meravigliose...

(sei un tesoro, star )

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Who put the weight of the world on my shoulders?

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Cerco Puccini in ogni cosa.

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Chi ha scelto di diventare un critico d' opera decidendo quindi di trascorrere le proprie giornate ascoltando opere liriche, ha dimostrato di essere avanti anni luce rispetto a tutto il resto della popolazione mondiale in quanto a intelligenza, buon gusto, senso del bello, amor proprio.

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In tedesco Schmerz Herz fanno rima; non solo, ma la prima contiene disarticolata la seconda. Che vorrà dire? Non preoccupatevi, non vuol dire niente, proprio niente.

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In giorni come questi, oltre a concedersi al rituale collettivo e molto “social” della commemorazione, della partecipazione e contrizione calendarizzata o dell’indignazione après coup bisognerebbe forse trovare anche un po’ di tempo per scandagliare le nostre stanze interiori guidati dal debole bagliore di domande come queste.

8509-3.jpg

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On 27/1/2018 at 22:22, zeitnote dice:

In giorni come questi, oltre a concedersi al rituale collettivo e molto “social” della commemorazione, della partecipazione e contrizione calendarizzata o dell’indignazione après coup bisognerebbe forse trovare anche un po’ di tempo per scandagliare le nostre stanze interiori guidati dal debole bagliore di domande come queste.

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Non lo sapremo mai, Zeit. Naturalmente.

Come tu ben sai, caro amico filosofo, la vita e' fatta di opportunità e di scelte, QUASI sempre conseguenti ad esse. In quel "quasi" ci sono tutte le nostre virtù  teologali: Fede, Speranza, Carità. E tutta la nostra dignità. Tutto il resto e' solo pura strategia di sopravvivenza. 

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14 ore fa, Pinkerton dice:

Non lo sapremo mai, Zeit. Naturalmente.

Come tu ben sai, caro amico filosofo, la vita e' fatta di opportunità e di scelte, QUASI sempre conseguenti ad esse. In quel "quasi" ci sono tutte le nostre virtù  teologali: Fede, Speranza, Carità. E tutta la nostra dignità. Tutto il resto e' solo pura strategia di sopravvivenza. 

Naturalmente, cher Pink. Nondimeno potrebbe essere un buon esercizio spirituale.

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On 27/1/2018 at 22:22, zeitnote dice:

In giorni come questi, oltre a concedersi al rituale collettivo e molto “social” della commemorazione, della partecipazione e contrizione calendarizzata o dell’indignazione après coup bisognerebbe forse trovare anche un po’ di tempo per scandagliare le nostre stanze interiori guidati dal debole bagliore di domande come queste.

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Mmmm...grazie della segnalazione. Non sapevo nulla di questo libro e mi sembra un utile approfondimento dopo l'appassionante lettura dei due fondamentali testi di Tzvetan Todorov "Memoria del male, tentazione del bene" (letto l'estate scorsa) e "Fino all'estremo" (terminato pochi giorni fa)., che pure trattano (ancorché non in modo esclusivo) delle dinamiche interiori sottese al rapporto con i totalitarismi e i sistemi concentrazionari.

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On 29/1/2018 at 19:59, giobar dice:

Mmmm...grazie della segnalazione. Non sapevo nulla di questo libro e mi sembra un utile approfondimento dopo l'appassionante lettura dei due fondamentali testi di Tzvetan Todorov "Memoria del male, tentazione del bene" (letto l'estate scorsa) e "Fino all'estremo" (terminato pochi giorni fa)., che pure trattano (ancorché non in modo esclusivo) delle dinamiche interiori sottese al rapporto con i totalitarismi e i sistemi concentrazionari.

Sfogliando il libello alla Feltrinelli mi è capitato di vedere citato in nota proprio Di fronte all’estremo di Todorov, autore che non ha mai attizato la mia curiosità, eppure si è occupato sempre di cose molto interessanti.

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37 minuti fa, zeitnote dice:

Sfogliando il libello alla Feltrinelli mi è capitato di vedere citato in nota proprio Di fronte all’estremo di Todorov, autore che non ha mai attizato la mia curiosità, eppure si è occupato sempre di cose molto interessanti.

Sono testi che mi sono piaciuti moltissimo, così come La conquista dell'America. Alla profondità e all'acume delle riflessioni Todorov abbina un elevato tasso di leggibilità che rende i suoi scritti appassionanti e coinvolgenti persino quando non condividi del tutto le sue tesi. Ciò che mi attrae nel suo approccio intellettuale è la profonda passione per l'uomo in carne e ossa, non per un uomo idealizzato, tanto che le sue riflessioni, almeno nei due libri che ho citato, fanno preciso riferimento alla vita concreta di molte persone.

* ieri ho scritto di fretta e il secondo libro è diventato, non so perché, Fino all'estremo e non Di fronte all'estremo come hai correttamente riportato tu.

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Sì, più o meno la mia stessa situazione

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