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Rinaldino

Cinema

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Ieri ho visto Shrek 4.

Simpatico, spudoratamente ispirato a "It's a wonderful life". Comunque da perdonare assolutamente, non fosse altro per tutte le scene col gatto obeso... :rofl: :rofl:

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Guest Carlin

[media]http://www.youtube.com/watch?v=xDr7fi1gFco

Comunque la ragione è semplice. Un modo in più per mangiare in un mondo dove la meritocrazia fa un baffo alle "conoscenze"... :(

Credo che la motivazione sia più quella di raccogliere sostegno elettorale dalle parti più disparate a botte di sussidi...

Ma non è che magari con la nuova grafica del Forum è cambiato anche il regolamento? Ah no? OK fine OT.

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Domani comincio il cineforum nella mia scuola e ho scelto Drive (di Refn con Gosling ecc. ecc.) per cominciare. Ho già diverse idee su che cosa dire come commento, ma credo che mi sia utile sentire qualche altra campana! Che ne pensate? :)

Oddio, ma sono l'unico (oltre a mio cugino con cui l'ho visto) per cui quel film meriterebbe il solito commento fantozziano?

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Oddio, ma sono l'unico (oltre a mio cugino con cui l'ho visto) per cui quel film meriterebbe il solito commento fantozziano?

Ehm, sì :lol: :lol:

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In questo periodo mi diverto a vedere alcune vecchie puntate della serie Derrick, le danno la sera sul tardi in televisione su TV2000, dopo la messa, il concerto o l'intervista alla famiglia cattolica :D, è bene ricordare che Derrick era la serie preferita da Giovanni Paolo II. Trame semplicissime, dialoghi "sticomitici", tedesconi con giacche di pelle e baffoni, femmine simil-fatali strette in colli di pelliccia, realismo e melodramma fassbinderiano. :o

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In questo periodo mi diverto a vedere alcune vecchie puntate della serie Derrick, le danno la sera sul tardi in televisione su TV2000, dopo la messa, il concerto o l'intervista alla famiglia cattolica :D, è bene ricordare che Derrick era la serie preferita da Giovanni Paolo II. Trame semplicissime, dialoghi "sticomitici", tedesconi con giacche di pelle e baffoni, femmine simil-fatali strette in colli di pelliccia, realismo e melodramma fassbinderiano. :o

....e locations di una tristezza deprimente :D . E' uno dei primi telefilm polizieschi che ricordo, insieme ai Professionals.

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....e locations di una tristezza deprimente :D . E' uno dei primi telefilm polizieschi che ricordo, insieme ai Professionals.

Esatto :D e dell'immortale sigla, vogliamo parlarne? A me piace sembra un valzer di Schnittke:

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E' uno dei primi telefilm polizieschi che ricordo, insieme ai Professionals.

The Professionals era un gran telefilm, per certi versi in anticipo sui tempi, riuscito mix di spionaggio, adrenalina, ritmo e giallo. Le spie inglesi tipiche degli anni '70 vestivano casual, si chiamavano Bodie e Doyle, portavano giubbotti di pelle ed assomigliavano ai mitici Starsky & Hutch americani, anche se erano agli ordini di George Cowley, capo del CI5 (Criminal Intelligence). Venne prodotto dagli autori di Agente speciale e scritto da Brian Clemens, provetto autore degli sceneggiati della BBC. Buona la musica di Laurie Johnson, compositore del tema di Agente speciale, la faccia dello spionaggio British anni '60. Per gli amanti delle auto, come me, questa serie era un vero spasso. Vi imperversavano in inseguimenti mozzafiato le Triumph, le Rover, le Ford, specialmente le potenti Ford Capri 3.0 Ghia:

prof10812kv5.jpg

[media]http://www.youtube.com/watch?v=PCFVEvZvo3g

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Sia "Derrick" che "Professionals" si distinguevano per le guest stars di primo piano (dei paesi di produzione, ovviamente...) che presentavano nelle puntate degli anni '70 e '80. In un "Derrick" ricordo Amedeo Nazzari in una delle sue ultime apparizioni, in un "Professionals" ricordo Ed Bishop (indimenticato comandante Straker di "UFO").

Tv2000 comunque trasmette anche buoni film e qualche Tv-movie abbastanza interessante.

Pochi giorni fa ho visto "Maria Goretti", in cui Insinna veste (tanto per cambiare) i panni di un sacerdote. Ritratto molto agiografico della santa, nulla a che vedere con "Il cielo sulla palude" di Augusto Genina...

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Sia "Derrick" che "Professionals" si distinguevano per le guest stars di primo piano (dei paesi di produzione, ovviamente...) che presentavano nelle puntate degli anni '70 e '80. In un "Derrick" ricordo Amedeo Nazzari in una delle sue ultime apparizioni, in un "Professionals" ricordo Ed Bishop (indimenticato comandante Straker di "UFO").

[...]

Sì infatti in una puntata c'era Heinz Bennet, in un'altra ho riconosciuto (era molto anziano) Hannes Messemer attore che impersonava il colonnello delle SS nel film di Rossellini Il Generale della Rovere, ancora ho visto diverse volte un caratterista tedesco dalla figura alta, distinta, lo stesso attore che ballava con Nicole Kidman in Eyes Wide Shut.

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The Professionals era un gran telefilm, per certi versi in anticipo sui tempi, riuscito mix di spionaggio, adrenalina, ritmo e giallo. Le spie inglesi tipiche degli anni '70 vestivano casual, si chiamavano Bodie e Doyle, portavano giubbotti di pelle ed assomigliavano ai mitici Starsky & Hutch americani, anche se erano agli ordini di George Cowley, capo del CI5 (Criminal Intelligence). Venne prodotto dagli autori di Agente speciale e scritto da Brian Clemens, provetto autore degli sceneggiati della BBC. Buona la musica di Laurie Johnson, compositore del tema di Agente speciale, la faccia dello spionaggio British anni '60. Per gli amanti delle auto, come me, questa serie era un vero spasso. Vi imperversavano in inseguimenti mozzafiato le Triumph, le Rover, le Ford, specialmente le potenti Ford Capri 3.0 Ghia:

prof10812kv5.jpg

[media]http://www.youtube.com/watch?v=PCFVEvZvo3g

quella sigla non la conosco (mi pare), ricordo questa

[media]http://www.youtube.com/watch?v=wzKsdc8Rnk4

per il resto, Ives, sottoscrivo tutto :D

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quella sigla non la conosco (mi pare), ricordo questa

per il resto, Ives, sottoscrivo tutto :D

C'erano entrambe, quella che hai postato tu è la siglia dell' edizione italiana.

Gustati questa clip:

[media]http://www.youtube.com/watch?v=AD8IIcodLnE&feature=related

In Italia non è stata tradotta (ancora) in DVD. Per cui, esiste solo la versione originale in inglese con tutti gli episodi:

51RK50TW99L.jpg

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Appena visto Dirty Harry (il caso scorpio).

Mi aveva appassionato, ma poi mi ha delusissimo!!!!

A parte la battuta simbolo del film a mio parere rovinata dalla traduzione (raramente ho visto danni peggiori dovuti alla traduzione), ma poi ha perso tutto il suo fascino quando...

...dopo averlo arrestato, hanno lasciato libero Scorpio per insufficienza di prove. E' chiara la necessità della sceneggiatura, ma non si può buttare la verosimiglianza e tirare lo sciacquone. Mica è un fantasy questo!

Cioè, con un po' di sforzo posso pure accettare che manchi l'anello che colleghi scorpio ai delitti (anche se ci sarebbero le lettere minatorie, e un semplice controllo calligrafico lo avrebbe inchiodato), ma il killer ha:

1) guidato Clint fino alla chiesa coi soldi del riscatto

2) ha picchiato un pubblico ufficiale (Clint)

3) ha sparato al collega di Clint (un altro agente)

... e lo lasciano libero?

MADDDDAAAAAIIIII

Allora non chiamatelo "poliziesco". Chiamatelo fantasy!

Chiedo un parere a Ives e Anti soprattutto, sicuro che loro hanno già visto il film

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@Streetcar, "Dirty Harry" ha qualche smagliatura nella sceneggiatura ma non e' poi troppo inverosimile. A giudicare dalle infinite serie poliziesche e giudiziarie che infestano le nostre reti TV dai tempi del primo (grandissimo) Perry Mason, la giustizia americana e' molto "formalista" e "garantista".

Il classico esempio: basta che un Cop (piedipiatti) non "legga i diritti" (quattrofrescacce sull'avvalersi del non rispondere ai giudici e sull'avere l'avvocato) che i peggiori assassini vengono messi in liberta' con tante scuse.

Per di piu', negli anni '70, la tensione tra malviventi e poliziotti su queste questioni era il pane quotidiano in tutti i film, anche in quelli nostrani (i cosiddetti "polizziotteschi" con due "z" e due "t"). Il meccanismo e' semplice: lo spettatore viene portato ad odiare i sistemi giudiziari (con stratagemmi di sceneggiatura piu' o meno abili) e ancor di piu' i malviventi (che si compiacciono di ogni nefandezza), finche' l'eroe non fa a pezzi entrambi (anche utilizzando sistemi ancor piu' artificiosi e nefandi)!

Insomma, sotto quest'ottica, "Dirty Harry" funziona come un giocattolo a molla che viene caricato sempre di piu' minuto dopo minuto, con argomenti veri o pretestuosi, finche' la molla si spezza e -quando il pubblico e' caricato a dovere- Calla[g]han fa giustizia sommaria e, un microsecondo dopo, getta nel fango il distintivo di poliziotto.

Questo perfetto meccanismo di carica/scarica -oliato e ripetuto all'infinito- sta alla base di intere serie TV tra cui la serie "Hunter", figlia illegittima di Dirty Harry, il cui protagonista Fred Dryer vanta una certa somiglianza fisica al nostro Clint. Ogni volta si scontra con cattivoni sempre rimessi in liberta' finche' alla fine di ogni puntata non li fa fuori a colpi di 44 magnum. Ti pare poco?

Rimanendo in tema, ho rivisto un film coevo: "SQUADRA ANTIFURTO" (1976) di Bruno Corbucci in cui il protagonista Tomas Milian -tra mille trivialita'- si comporta in fondo come un Calla[g]han romanaccio, calpestando regole (vere oppure semplicemente verosimili) e malviventi fino ad incastrare il pesce grosso (anzi grossissimo) di turno, protetto fino all'ultimo dalla giustizia... Comprimari come Bombolo e Tony Ucci sono impagabili: chissa' cosa avrebbero potuto fare in un film -magari anche western- con Clint!

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Appena visto Dirty Harry (il caso scorpio).

Chiedo un parere a Ives e Anti soprattutto, sicuro che loro hanno già visto il film

Indubbiamente, il film possiede una sceneggiatura con alcune forzature (ma se ci pensi, anche i vecchi hardboiled anni 40-50 erano zeppi di incongruenze) e soprattutto un taglio dei personaggi che elude volontariamente qualsiasi tipo di sfumatura psicologica (secondo me, presi da Siegel pari pari dal western). Detto questo, è un poliziesco fondamentale, che ha imposto personaggi, battute e simboli come forse nessun altro titolo nella storia del genere e che fece rinascere il filone dopo molti anni di oblio. Vi si impone un discusso ma convincente apologo sul decisionismo brutale della giustizia e dell'ordine costituito, laddove lo spettatore è sempre invitato a interrogarsi sulla legittimità delle azioni di Callaghan (trionfo dell'individualismo americano, anche qui tutto molto western, secondo me). Si respira poi un'atmosfera da incubo, in una San Francisco fredda e spietata, e la tensione è a mille in alcune sequenze memorabili (l'inseguimento notturno, il finale, le riprese aeree, l'incontro tra callaghan e scorpio dentro lo stadio, l'uso innovativo del cinemascope). Pessimista come pochi, rimane uno dei migliori polizieschi degli anni '70. Don Siegel era un Maestro!

°°°°°°

Ieri sera su Rai Movie:

49287595.jpg

L'avevo visto anni fa in lingua originale e non mi era dispiaciuto, questo western terminale e funereo di Walter Hill (regista di immane talento visivo) sulla vita del leggendario (ma realmente esistito) Wild Bill Hickok, pistolero fenomenale e incallito giocatore di poker nel selvaggio west. L'impianto è statico e teatrale, l'ispirazione sincera e storicamente attendibile, vi si respira un'aria da requiem della frontiera fin dalle prime immagini, che chiuderanno poi anche il film. Forse eccessiva la ridda di flashback in b/n, inquadrature sghembe e immagini virate a seppia per rendere più vitale il racconto. Bridges nel ruolo del protagonista si destreggia bene, male la Barkin nel ruolo di Calamity Jane, troppo finta. Particine per David Arquette, Diane Lane, Bruce Dern, John Hurt, Christina Applegate. Un pò troppo corretto e didascalico ma non pessimo come hanno sostenuto alcuni critici.

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è un poliziesco fondamentale, che ha imposto personaggi, battute e simboli come forse nessun altro titolo nella storia del genere e che fece rinascere il filone dopo molti anni di oblio. Vi si impone un discusso ma convincente apologo sul decisionismo brutale della giustizia e dell'ordine costituito, laddove lo spettatore è sempre invitato a interrogarsi sulla legittimità delle azioni di Callaghan (trionfo dell'individualismo americano, anche qui tutto molto western, secondo me)

Insomma, sotto quest'ottica, "Dirty Harry" funziona come un giocattolo a molla che viene caricato sempre di piu' minuto dopo minuto, con argomenti veri o pretestuosi, finche' la molla si spezza e -quando il pubblico e' caricato a dovere- Calla[g]han fa giustizia sommaria e, un microsecondo dopo, getta nel fango il distintivo di poliziotto.

Condivido la vostra disamina (ho quotato solo delle parti simbolicamente). Tuttavia mi resta l'amaro in bocca perché penso che l'incongruenza sia troppo grossa. E' come se io scrivessi un film dove il protagonista fa ubriacare la moglie e, dopo aver consumato, si reca in cantina e trova la botte magicamente piena (perché quel vino gli serve per far ubriacare l'amante...)

Personalmente sono al 100% contrario a questi trucchi, a questi abusi dello sceneggiatore, a meno che non si dia alla storia una connotazione fantastica. In questo caso, accetto di tutto e di più, guardando il film con occhio diverso. Ma se vuoi presentare uno spaccato della realtà, le licenze che devi prenderti sono necessariamente limitate.

Infine voglio tornare sulla battuta finale, entrata ormai nella leggenda e violentata dalla traduzione.

Praticamente il succo è che viene recitata due volte (all'inizio e alla fine del film, come saprete), ma con stati d'animo diametralmente opposti. Però la battuta è la stessa. Le parole sono le stesse entrambe le volte.

In italiano non è così.

In più, non mi è piaciuto che "do I feel lucky" diventi "ti conviene?" Dov'è la necessità di cambiare? "Mi sento fortunato?" è anche metricamente accettabile.

Peccato, perché gli italiani che non hanno visto/vedranno la versione originale, sono stati/saranno privati del pezzo forte della pellicola. Infatti io stesso, quando ho appreso della battuta in inglese e di come sia diventata leggendaria, mi sono detto: ma com'è possibile che non me la ricordo? Infatti, non era colpa mia.


/>http://www.youtube.com/watch?v=u0-oinyjsk0


/>http://www.youtube.com/watch?v=daFb3J-cwLg


/>http://www.youtube.com/watch?v=EfhEho03quU


/>http://www.youtube.com/watch?v=zUOUR--8J8Q

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Hai ragione, Streetcar, i doppiaggi devono essere fatti a dovere altrimenti si perde il pathos originale. E tuttavia devi anche tener presente l'epoca in cui venivano fatti tali doppiaggi.

Negli anni '70 vi erano vari "tormentoni" nel linguaggio Italiano corrente, tra cui il mitico "ti conviene?!?" che era meno noto di altri tormentoni e difatti e' presto finito nel dimenticatoio. Ma ti assicuro che nei primi anni '70 era una frase abusatissima del linguaggio corrente. Non credo derivasse dalla TV, ma si diffuse rapidamente (e altrettanto rapidamente svani').

Di quegli anni, il tormentone piu' abusato (e tuttora in parte utilizzato) era "Mi hai rotto!" senza specificare cosa... :D

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Si, concordo con Antiphonal, negli anni '70 e primi '80, i doppiaggi italiani in alcuni film americani anche famosi erano quasi da filodrammatica. Se prendi, ad esempio, i primi horror di Cronenberg (tipo Shivers o Brood) sono non solo tradotti male ma recitati peggio (e mai più ridoppiati). Spesso però ci sono locuzioni colloquiali che in italiano sono difficili da tradurre o da riportare con analoghe frasi colloquiali italiane. Rimanendo a Callaghan, si può citare il famoso "Go ahead...make my day" che letteralmente sarebbe "Avanti...fammi contento" che diviene "coraggio...fatti ammazzare". Anche se, a entrare nel mito è la battuta con cui Callaghan minaccia i rapinatori:"Dovrete fare i conti con noi tre...Smith, Wesson e me".

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Concordo con Ives; in fondo anche "Coraggio, fatti ammazzare!" lascia il segno quasi quanto l'altra battuta (che e' tradotta praticamente alla lettera).

Aggiungo che talvolta anche i titoli venivano (e vengono tuttora) arbitrariamente vernacolarizzati in Italiano! Un magnifico esempio e' la commediola "Steptoe and Son" il cui titolo diventa in Italiano il roboante e volgarissimo "PORCA VACCA MI HAI ROTTO" (sic!!!). Purtroppo non sono mai riuscito a vederlo... :(

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Concordo con Ives; in fondo anche "Coraggio, fatti ammazzare!" lascia il segno quasi quanto l'altra battuta (che e' tradotta praticamente alla lettera).

Aggiungo che talvolta anche i titoli venivano (e vengono tuttora) arbitrariamente vernacolarizzati in Italiano! Un magnifico esempio e' la commediola "Steptoe and Son" il cui titolo diventa in Italiano il roboante e volgarissimo "PORCA VACCA MI HAI ROTTO" (sic!!!). Purtroppo non sono mai riuscito a vederlo... :(

C'è una commedia demenziale americana che si intitola in originale "Where is my car, Dude?"...e fin qui nulla di strano...

In italia si trasforma nel volgarissimo e arbitrario "Fatti, strafatti e strafighe"...no comment...

Lo stesso "Omicidio a luci rosse" di De Palma travisa nettamente il senso metacinematografico del titolo originale "Body Double" che sta per "corpo-doppio", ma anche per "controfigura" ma anche per" doppia-body" cioè il cognome del personaggio di Melanie Griffith nel film.

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Per restare in tema, una delle più scandalose che ho visto è quella sul film con Paul Newman, COOL HAND LUKE, che diventa NICK MANO FREDDA... Mi sono sempre chiesto che necessità ci fosse di cambiare il nome del protagonista... :o

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Proprio ieri sera ho visto Scarface in lingua originale (senza sottotitoli) , tra slangs della mala e bofonchiamenti con accento cubano di Pacino sono riuscito a seguire il film solo perchè l'avevo già visto almeno una ventina di volte. Aridatece Ferruccio Amendola!

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Visto Everbody's fine.

Dopo la prima metà all'insegna del visto-già-visto, la storia prende una direzione - per me - inattesa e diventa via via più interessante. Realistica al punto da commuovermi.

Davvero un bel film.

Comunque una spiacevole sensazione mi ha accompagnato per tutta la durata della pellicola, e nella scena madre si è enfatizzata. Forse dipende da una chiacchierata che ho avuto con un'amica americana che lavora presso un produttore che sta girando un film (mi diceva di come le scene da girare vengano stabilite non solo in considerazione delle location, ma anche degli impegni degli attori), ma la sensazione che gli attori non-protagonisti abbiano girato questo film nei ritagli di tempo è stata forte.

Non so, sembrava che avessero altro per la testa. Non li ho visti dentro la parte.

Per non dire della scena finale dove i continui stacchi e l'assenza di un'inquadratura con loro e De Niro insieme fa supporre che sia stata girata in momenti diversi (in vero c'è un'inquadratura all'inizio della scena, ma a me pare montata al computer). O forse era De Niro a non essere disponibile in quella data.

Benché il ruolo di De Niro sia un ottimo collante fra i veri episodi, le interpretazioni - a mio avviso - non hanno agevolato l'amalgama. Però è una bella storia, senz'altro non banale.

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