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(L’aquila)

Secondo gli antichi bestiari, tutti gli uccelli, di qualsiasi specie, sono nati due volte: prima come uovo dalla madre, poi dall’uovo stesso. L’uccello si ricollega all’elemento aereo, all’orientamento dall’alto. Come disse Filone Ebreo, gli uccelli sono messaggeri mandatici da Dio per scioglierci dai legami materiali; essi rappresentano l’intellectus agens, la mente attiva superiore che scende nella sfera umana ma non è nata da essa. Ciò implica che la mente superiore sia un animale, che le idee e le intuizioni siano corpi alati dal cuore pulsante capaci di colpirci con speroni e becchi taglienti. L’associazione triviale degli uccelli agli organi ed ai comportamenti sessuali riconosce che l’intellectus agens è presente anche nelle eccitazioni del desiderio sessuale, che cantano nel loro slancio verso l’alto. L’uccello è come la forza fisica del metafisico.

 

(da Presenze animali, James Hillman – Adelphi Edizioni)

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22 maggio 1947

 

Mi interessano poco gli uomini e le loro opinioni proprio per niente… è il loro torsolo che mi interessa, non quel che dicono ma quel che sono… la cosa – l’uomo in sé… quasi sempre il contrario di quel che ti raccontano. È lì che trovo la mia musica… negli esseri… ma loro malgrado e mai dal lato che mi espongono – Gli faccio violenza… con molta delicatezza certo ma senza pietà.

 

12 giugno 1947

 

Quello che mi rompe, vede, è che io credo che l’Uomo sia naturalmente poeta come l’essere primitivo, l’educazione gli spezza naturalmente il filo poetico, allora comincia a ragionare e diventa un rompiballe, come avviene per il cavallo, la cui andatura naturale è il galoppo – e gli insegnano a trottare . Così l’uomo per natura canta e gli insegnano a parlare –.

 

30 giugno 1947

 

Ho bisogno che tutto sia trasposto – Quel che non canta non esiste per l’anima – Sulla realtà ci cago. Voglio morire in musica, non in ragione o in prosa-.

 

 

Da Lettere al professore - Louis-Ferdinand Céline

Corrispondenza con Milton Hindus 1947 – 1949

(Archinto Editore)

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11 giugno 1947

 

Come le ripeto quello che mi interessa è la «resa emotiva» attraverso le parole… Tutti questi stimabili autori non lavorano abbastanza vicino al nervo, a mio parere… in parole povere io non sopporto la prosa… sono poeta e musicista fallito – è il messaggio diretto al sistema nervoso che mi interessa, tutte queste ciance mi scocciano – Viva Aristide Bruant, 29 Barbusse (quello di Le Feu), ORRORE per ciò che spiega… Proust spiega troppo per i miei gusti – 300 pagine per farci capire che Tizio incula Caio è troppo – Sull’argomento ho più fretta dell’Americano più alle strette – stessa solfa per Gide – la sua gloria è di aver introdotto o re-introdotto la liceità di incularsi nelle migliori famiglie – (della neosocratia). Questo mi sta’ bene – Lo trovo davvero perfetto ma sbrighiamoci per favore – L’intera opera di Shakespeare sta in 500 pagine! Il Misantropo in appena 30 pagine – Laconismo! Gide ha diritto a tutta la riconoscenza dei giovani borghesi e degli operai assillati dall’orifizio.

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4 ore fa, Rinaldino dice:

Mastro @giordanoted, se non ricordo male un po' di tempo fa (magari anche anni) parlasti di uno scrittore americano che apprezzi molto, un po' fuori dal circuito dei soliti grandi nomi 'mmerigani... Hai mica capito di chi sto parlando? :)

Probabilmente parlavo di James Purdy, che ebbe una discreta fama in Italia tra gli anni 60-70, ma poi sparì, e i successivi tentativi di ripubblicazione non ne hanno molto rinnovato la conoscenza. È uno scrittore originale e spesso eccentrico, ma privo di ogni forzatura o artificio. Scrive come è ed è, tra gli scrittori americani, quello che meno si è posto il chimerico compito di compilare il "grande romanzo americano", la sua piuttosto è una strana letteratura picaresca e psicologica, sentimentale e sessuale, che si cura poco o niente del contesto sociale o di obbedire a criteri realistici. D'altro canto, non è nemmeno uno scrittore surreale o realista-magica. Inquadrarlo è difficile proprio per la sua unità. Quanto alle sue opere, tutte quelle che ho letto (tranne una secondo me meno riuscita, nota con almeno due titoli italiani, ma generalmente nota come Cabot Wright ci riprova), sono straordinarie, Rose e cenere e Come in una tomba su tutte. Purtroppo non sono facilmente reperibili. Purdy, tra l'altro, era un amico stretto del compositore Virgil Thomson, ispiratore del protagonista del romanzo Out with the stars (non tradotto, credo). E alcune sue poesie sono state messe in musica dal compositore Robert Helps.

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6 ore fa, giordanoted dice:

Probabilmente parlavo di James Purdy, che ebbe una discreta fama in Italia tra gli anni 60-70, ma poi sparì, e i successivi tentativi di ripubblicazione non ne hanno molto rinnovato la conoscenza. È uno scrittore originale e spesso eccentrico, ma privo di ogni forzatura o artificio. Scrive come è ed è, tra gli scrittori americani, quello che meno si è posto il chimerico compito di compilare il "grande romanzo americano", la sua piuttosto è una strana letteratura picaresca e psicologica, sentimentale e sessuale, che si cura poco o niente del contesto sociale o di obbedire a criteri realistici. D'altro canto, non è nemmeno uno scrittore surreale o realista-magica. Inquadrarlo è difficile proprio per la sua unità. Quanto alle sue opere, tutte quelle che ho letto (tranne una secondo me meno riuscita, nota con almeno due titoli italiani, ma generalmente nota come Cabot Wright ci riprova), sono straordinarie, Rose e cenere e Come in una tomba su tutte. Purtroppo non sono facilmente reperibili. Purdy, tra l'altro, era un amico stretto del compositore Virgil Thomson, ispiratore del protagonista del romanzo Out with the stars (non tradotto, credo). E alcune sue poesie sono state messe in musica dal compositore Robert Helps.

Grazie mille :ok:

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  • 2 weeks later...

Gli indizi erano lampanti, ma ne ho colto il senso - ci ho trovato un possibile senso - solo ultimamamente: gli scrittori che negli ultimi due decenni della mia vita di lettore sento più vicini hanno qualcosa in comune: sradicati, per quanto inevitabilmente radicati, per scelta o per finzione. Non sono molti: due decenni, due scrittori: Coetzee e LeClezio. Da un lato un sudafricano - un boero più precisamente - che è quasi la personificazione del senso di colpa coloniale che pervade l'Occidente da tempo e del tentativo di purificazione con la procedura dell'espiazione, fermo restando il privilegio economico e di stato. Dall'altro un francese di Francia che la potenza coloniale l'ha vissuta solo tramite i suoi antenati ma che di essa ha fatto un perno della sua opera quando già aveva alle spalle una carriera tumultuosa in cui aveva cercato un'altra identità in luoghi improbabili, come tra i nomadi del Panamà, fermo restando il privilegio economico e di stato. Entrambi prosatori raffinatissimi che frequentano quel luogo della modernità dove la prosa insegue la precisione netta ed essenziale della grande poesia. Entrambi insigniti della massima onorificenza letteraria, meritevoli quanto pochi altri ritengo in quanto intravedo in loro una certa familiarità col bombarolo pentito, anche per lui fermo restando il privilegio economico e di stato. Visione campata per aria - fittizia come la loro fiction - che dice più del lettore che degli autori in questione o immagine vivida delle contraddizioni del tramonto occidentale?

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44 minuti fa, zeitnote dice:

Semmai il tramonto dell'Occidente è ascrivibile anche a scrittori come quelle due mezze calzette di Coetzee e Le Clézio.

caro @zeitnote evito di rispondere a un post che vorrebbe essere icastico ma è solo una sparata, poi sei scacchista e fumatore di sigari, quindi da sempre provo simpatia nei tuoi confronti, nonostante certe sparate :P

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1 ora fa, miaskovsky dice:

Albinati? letto? conosciuto? Non sto quasi mai dietro gli Strega "moderni", sarà stavolta il caso di fare un'eccezione? :)  

se non sbaglio uno degli ultimi strega che lessi fu 'caos calmo'. veronesi. ci rendiamo conto del profilo letterario che ha? pari a zero. se non si era capito. un libro di 1300 pagine di albinati non ho tempo per leggerlo. la mia vita vale di più. credo lo abbia letto tutto forse solo la moglie (spero sia sposato così almeno un correttore di bozze ce l'ha). dicono comunque sia un bel libro. con pochissimi dialoghi e molti cazziatoni sul credo morale matrimoni etc. un bel mappazzone insomma. ovviamente a parlarne bene è l'intellighenzia che si scambia favori editoriali. pincio che parla bene di lagioia che parlano bene di genna che parlano bene di pareschi che osannano questo o quello. forse si leggono fra di loro, motivati dal loro circolo di marchette. se non sei coinvolto nel giro di quello che ti invia una copia gratis costringendoti a parlarne, non ha davvero senso leggerli. scavi scavi e ora sono tutti renziani. domani saranno tutti...che ne so. vanno insomma dove conviene andare in base all'aria che tira. anche se amano spacciarsi per pensatori. e indipendenti. molti di loro scrivono davvero bene. ma quel tipo di scrittura che va benissimo per i blog o per scambiarsi qualche battuta intelligente arguta svelta e stringente su facebook. virtuosi del nulla. dell'intrattenimento da bacheca. perfetti per un tweet pungente, poi riutilizzabile da crozza.

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5 ore fa, vul dice:

molti di loro scrivono davvero bene.

Maitre vul ha colto ancora una volta nel segno. Non basta scrivere bene per essere buoni scrittori e, vul concorderà, non occorre nemmeno essere sempre dei grandi scrittori,dei Manzoni o dei Proust, dei Maupassant o dei Cervantes, per fare dei capolavori. Ci sono grandi libri incompiuti e pieni di difetti. Ma sono stati scritti nell'umiltà derivata dalla coscienza del tempo che non basta, dell'ars longa vita brevis, magari col fuoco al culo, magari colla consapevolezza dell'inutilità totale dell'arte, col dubbio fondato di non essere probabilmente neppure artisti, distratti da mille e mille quotidiane minime-ripetitive-utilissime-improrogabili necessità, nell'ansia disperante di arrivare a dire almeno qualcosa, male magari ma dirlo, di quello che si ha dentro.

Altro che consorterie letterarie pseudocritiche e autoreferenzianti, altro che recinti autoprotetti pieni di primi della classe egocentrici e permalosi.

Bravo vul.

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4 ore fa, Pinkerton dice:

Maitre vul ha colto ancora una volta nel segno. Non basta scrivere bene per essere buoni scrittori e, vul concorderà, non occorre nemmeno essere sempre dei grandi scrittori,dei Manzoni o dei Proust, dei Maupassant o dei Cervantes, per fare dei capolavori. Ci sono grandi libri incompiuti e pieni di difetti. Ma sono stati scritti nell'umiltà derivata dalla coscienza del tempo che non basta, dell'ars longa vita brevis, magari col fuoco al culo, magari colla consapevolezza dell'inutilità totale dell'arte, col dubbio fondato di non essere probabilmente neppure artisti, distratti da mille e mille quotidiane minime-ripetitive-utilissime-improrogabili necessità, nell'ansia disperante di arrivare a dire almeno qualcosa, male magari ma dirlo, di quello che si ha dentro.

Altro che consorterie letterarie pseudocritiche e autoreferenzianti, altro che recinti autoprotetti pieni di primi della classe egocentrici e permalosi.

Bravo vul.

hai scelto anche 4 nomi di un certo calibro... :)

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  • 2 weeks later...
Guest zeitnote

20160407112915_260_cover_alta.jpg

Preso ieri, sollecitato dalla tracotanza di far vivere in un romanzo uno del calibro di Kierkegaard. Come si fa a dargli una parola fittizia che sia all'altezza di quella che ci ha lasciato nei suoi testi, mi son chiesto. Falso problema, dato che nessuna simmetria o corrispondenza data tiene insieme l'uomo e il filosofo. Poi, mi piace molto il titolo.

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  • 2 weeks later...
On 24/7/2016 at 16:46, zeitnote dice:

20160407112915_260_cover_alta.jpg

Preso ieri, sollecitato dalla tracotanza di far vivere in un romanzo uno del calibro di Kierkegaard. Come si fa a dargli una parola fittizia che sia all'altezza di quella che ci ha lasciato nei suoi testi, mi son chiesto. Falso problema, dato che nessuna simmetria o corrispondenza data tiene insieme l'uomo e il filosofo. Poi, mi piace molto il titolo.

Poi l'hai letto?

Sono interessato al libro ma non trovo molti pareri online

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Guest zeitnote
21 ore fa, Geralt dice:

Poi l'hai letto?

Sono interessato al libro ma non trovo molti pareri online

Mah, al momento sono a pagina 45 e l'impressione che ne ho ricavato finora è che si tratta di un romanzo certamente ben scritto, benché all'interno di uno stile tutto sommato abbastanza convenzionale; la sua scrittura manca - infatti - di quella forza magnetica capace di incollare il lettore (in questo caso, me) alla pagina.
Fin qui anche caratterizzazione del protagonista è piuttosto scontata (=la fisionomia eroticamente e religiosamente tormentata del pensatore). Se cerchi una simpatica lettura estiva, direi che può andare bene. Questo alle prime 45 pagine, ma direi che il trend è già delineato... ;)

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  • 2 weeks later...

qualche settimana fa - per una serie di combinazioni - mi sono deciso a leggere un libro che riposava in scaffale da anni - il Garp di Irving: un peccato, l'avessi tenuto intatto avrei potuto riciclarlo come regalo. Forse quando uscì - quasi 40 anni fa - il suo antifemminismo che sconfina nella misoginia poteva risultare satirico, dissacrante, oggi è solo disgustoso. Sfilata di personaggi caricaturali, come si fa a interessarsi a una storia del genere?

Non avevo mai letto nulla di Irving, avevo solo guardato nei primi anni '80 un film tratto da un suo libro - the hotel new hampshire - di cui ho un ricordo pessimo, nonostante la presenza nel cast di Nastassja Kinski, che in quel tempo adoravo.

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  • 1 month later...
12 minuti fa, giobar dice:

Certe notizie generano grandi speranze. Se Bob Dylan può vincere il Nobel per la letteratura, quanti genitori potranno ambire all'Oscar per il video del primo bagnetto del loro figlio neonato?

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Davvero, che tristezza...

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7 minuti fa, kraus dice:

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Davvero, che tristezza...

Forse non è il caso di scandalizzarsi troppo, perchè nella storia di questo specifico premio Nobel ci sono stati altri grossi "svarioni" (basti pensare a Winston Churchill e Dario Fo e a tanti, troppi carneadi), ma va ricordato che lo stesso premio è stato assegnato anche a giganti come Yeats, Mann, Pirandello, Eliot, Faulkner, Hemingway, Camus, Singer...

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1 ora fa, giobar dice:

Forse non è il caso di scandalizzarsi troppo, perchè nella storia di questo specifico premio Nobel ci sono stati altri grossi "svarioni" (basti pensare a Winston Churchill e Dario Fo e a tanti, troppi carneadi), ma va ricordato che lo stesso premio è stato assegnato anche a giganti come Yeats, Mann, Pirandello, Eliot, Faulkner, Hemingway, Camus, Singer...

Se e' solo per questo allora c'e letteratura di ottima qualita' anche nei testi di molte canzoni di Paolo Conte o di Francesco D Gregori. Per non parlare della "Locomotiva" di Guccini che, da sola, basterebbe.

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