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Pinkerton

Letteratura

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59 minuti fa, zeitnote dice:

[........]
Devo essere grato della mia indipendenza allo zio Georg, dissi a Gambetti al Pincio mentre gli strinsi nella mano Il Processo di Kafka, che quando l’avevo letto per la seconda volta nella mia vita, mi aveva entusiasmato ancora di più rispetto alla prima volta. Ci sono scrittori, dissi a Gambetti, che entusiasmano il lettore in misura assai maggiore quando li si legge per la seconda volta rispetto alla prima volta e con Kafka accade ogni volta così. Ricordo Kafka come un grande scrittore, dissi a Gambetti, nondimeno nel rileggerlo avevo l’impressione assoluta di averne letto uno ancora più grande. Non molti scrittori diventano più importanti, più grandiosi alla seconda lettura, [..........]

Thomas Bernhard : Estinzione. Una disfatta, (tr.it. zn)

Parafrasando il Vangelo: "Fino a quante volte dovrò rileggere un grande scrittore? Fino a sette?"

"Non fino a sette, ma fino a settanta volte sette".

Un grande testo, Zeit, non e' mai scontato.

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Verissimo. Kafka è davvero tra i pochi "inesauribili" della modernità. L'ho riletto poco tempo fa e mi ha fatto la stessa impressione raccontata dal personaggio di Bernhard. Basta leggere anche un racconto di poche righe, per intravedere nelle pieghe possibilità illimitate. Anche nei suoi aforismi più semplici, delicati, leggeri.

"Una gabbia andò a cercare un uccello".

"Tu sei il compito, nessun allievo in vista, da nessuna parte".  

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Ho interrotto La montagna incantata di Mann perché leggerlo poche pagine alla volta prima di andare a dormire non me lo stava facendo apprezzare adeguatamente. Lo riprenderò l'estate, quando c'è più tempo.

Comunque mi stava piacendo, anche se rispetto ai Buddenbrook è più statico e riflessivo.

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Ospite

la-nave-di-teseo.jpg

Gli eroi della vague strutturalista e post-strutturalista francese gettati sulla scena di un thriller che vede nell’investimento stradale di Roland Barthes non un caso di malasorte, ma frutto di un progetto omicida. Alla notizia diramata in TV Jiulia Kristeva smette di girare il suo arrosto e corre davanti all’apparecchio, Deleuze al telefono con Guattari, interrompe la conversazione con “ti richiamo” e riaggancia...

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On 17/3/2018 at 00:58, giordanoted dice:

Verissimo. Kafka è davvero tra i pochi "inesauribili" della modernità. L'ho riletto poco tempo fa e mi ha fatto la stessa impressione raccontata dal personaggio di Bernhard. Basta leggere anche un racconto di poche righe, per intravedere nelle pieghe possibilità illimitate. Anche nei suoi aforismi più semplici, delicati, leggeri.

"Una gabbia andò a cercare un uccello".

"Tu sei il compito, nessun allievo in vista, da nessuna parte".  

Tutti i testi letterari, soprattutto quelli buoni, Giordano, hanno un effetto stimolante, se non addirittura provocatorio sul lettore.Puo ' accadere che se chi legge e' nella giusta condizione mentale, ne può ricavare ritorni straordinari che, non di rado, vanno anche oltre i propositi dell'autore stesso. Nel caso di Kafka poi, che è un cultore del paradosso e del lato paradossale della realta', questa potenzialità viene amplificata.

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44 minuti fa, Pinkerton dice:

Tutti i testi letterari, soprattutto quelli buoni, Giordano, hanno un effetto stimolante, se non addirittura provocatorio sul lettore.Puo ' accadere che se chi legge e' nella giusta condizione mentale, ne può ricavare ritorni straordinari che, non di rado, vanno anche oltre i propositi dell'autore stesso. Nel caso di Kafka poi, che è un cultore del paradosso e del lato paradossale della realta', questa potenzialità viene amplificata.

E il problema con Kafka si complica ancora di più, anzi lo complica ancora di più Kafka stesso, e credo in modo intenzionale. Non doveva essere lontano dalla sua formazione di ispirazione ebraica desiderare di restare per sempre incompreso.

Dico che lo complica Kafka perché, oltre a darci i suoi racconti e romanzi, ci sono i suoi diari, le sue lettere, i suoi aforismi, che tutti insieme non valgono meno dei racconti e dei romanzi. E spesso Kafka in queste altre pagine estende e amplia la sua opera con autointerpretazioni innumerevoli e sottilissime. Kafka è un caso raro di autore che ci dà insieme, e di pari valore, testo e interpretazione. E entrambi, come dici giustamente Luciano, se non oscurissimi, tanto paradossali da far venire il capogiro.

Tutti quelli che hanno provato a ridurre Kafka a un contenuto, a un senso, a uno scopo sia pure vaghi, sono finiti al tappeto.

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55 minuti fa, giordanoted dice:

 

Tutti quelli che hanno provato a ridurre Kafka a un contenuto, a un senso, a uno scopo sia pure vaghi, sono finiti al tappeto.

Kafka, nella sua indefinitezza ai limiti della reticenza e del solipsismo,  è un egregio esempio del fallimento obbligato della critica letteraria scolastica e didascalica, definente e definitiva di contenuti, messaggi e significati , quella , per intenderci, che è materia di insegnamento prima e di interrogazioni ai poveri studenti ( vere vittime sacrificali all'altare dell'imbecillità e della miseria intellettuale) poi, delle nostre patrie scuole, e al tempo stesso è un esempio vivente di come un grande autore possa essere anche un grande critico. A patto naturalmente, Giordano, e tu questo bene lo capisci, che gli interessi ben poco, anzi che quasi lo infastidisca, l'essere considerato tanto l'una quanto l'altra cosa. L'arte,quella vera, ossia l'Arte, è soprattutto movimento, tensione, rilancio e rifondazione, e, per sua natura, finisce e muore nell'"ipse dixit", qualunque esso sia e da chiunque provenga.

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Ospite
16 ore fa, giordanoted dice:

E il problema con Kafka si complica ancora di più, anzi lo complica ancora di più Kafka stesso, e credo in modo intenzionale. Non doveva essere lontano dalla sua formazione di ispirazione ebraica desiderare di restare per sempre incompreso.

Dico che lo complica Kafka perché, oltre a darci i suoi racconti e romanzi, ci sono i suoi diari, le sue lettere, i suoi aforismi, che tutti insieme non valgono meno dei racconti e dei romanzi. E spesso Kafka in queste altre pagine estende e amplia la sua opera con autointerpretazioni innumerevoli e sottilissime. Kafka è un caso raro di autore che ci dà insieme, e di pari valore, testo e interpretazione. E entrambi, come dici giustamente Luciano, se non oscurissimi, tanto paradossali da far venire il capogiro.

Tutti quelli che hanno provato a ridurre Kafka a un contenuto, a un senso, a uno scopo sia pure vaghi, sono finiti al tappeto.

Uno dei tentativi di insistenza di fronte all’enigma più belli rimane quello di Adorno, anche se questi - in apertura saggio - mette subito le mani avanti:
"La popolarità di Kafka, il compiacimento dello spiacevole che lo degrada a ufficio informazioni sulla situazione dell’uomo, a seconda dei casi eterna o attuale, e che, con disinvolta saccenteria, liquida, appunto, lo scandalo a cui l’opera mira, rende estremamente restii a collaborare allineando alle opinioni correnti un’altra opinione, sia pure eterodossa. Ma proprio la falsa fama, la nefasta variante di quell’oblio che Kafka auspicava per sé con estrema serietà, costringe all’insistenza di fronte all’enigma. Poco di ciò che è stato scritto su di lui conta; il piú è esistenzialismo. Si inserisce Kafka in una corrente di pensiero precostituita, invece di insistere su ciò che rende difficile l’inserimento, su ciò che, precisamente per questa ragione, esige un’interpretazione." -T.W.Adorno, Appunti su Kafka

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3 ore fa, zeitnote dice:

......"Si inserisce Kafka in una corrente di pensiero precostituita, invece di insistere su ciò che rende difficile l’inserimento, su ciò che, precisamente per questa ragione, esige un'interpretazione".

Appunto.

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Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall'ospizio: "Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti." Questo non dice nulla: è stato forse ieri.
L'ospizio dei vecchi è a Marengo, a ottanta chilometri da Algeri. Prenderò l'autobus delle due e arriverò ancora nel pomeriggio. Così potrò vegliarla e essere di ritorno domani sera. Ho chiesto due giorni di libertà al principale e con una scusa simile non poteva dirmi di no. Ma non aveva l'aria contenta. Gli ho persino detto: "Non è colpa mia." Lui non mi ha risposto. Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo.

 

(Incipit de Lo straniero, Albert Camus)

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21 ore fa, noone dice:

Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall'ospizio: "Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti." Questo non dice nulla: è stato forse ieri.
L'ospizio dei vecchi è a Marengo, a ottanta chilometri da Algeri. Prenderò l'autobus delle due e arriverò ancora nel pomeriggio. Così potrò vegliarla e essere di ritorno domani sera. Ho chiesto due giorni di libertà al principale e con una scusa simile non poteva dirmi di no. Ma non aveva l'aria contenta. Gli ho persino detto: "Non è colpa mia." Lui non mi ha risposto. Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo.

 

(Incipit de Lo straniero, Albert Camus)

"L'etranger" di Albert Camus è uno dei pochi libri che hanno dato dignità al Premio Nobel. E' un libro che merita di essere letto, un libro vero, senza orpelli, diretto, totalmente immediato, E' un racconto lungo, o un romanzo breve che dir si voglia, e parla della libertà, del valore e dei pericoli della libertà, della solitudine come dimensione, alla fine pressoché obbligata, della libertà e poi ancora, della giustizia dei tribunali, intesa ed esercitata come puro rituale etico. L'esistenzialismo, spesso citato e attribuito a sproposito, non c'entra molto. E' il racconto di un episodio sfortunato e fatale della vita di Meursault, un francese, bretone credo, dalla desinenza del cognome, trapiantato in Algeria, colonia ancora per poco. E' la storia, tutta raccontata in prima persona, del delitto per legittima difesa e della condanna ingiusta di un uomo qualunque, libero e sincero. L'incipit, celeberrimo, è quello che noone riporta qui sopra.  Il finale, altrettanto celebre e veramente commovente, pacificato e desolato, cede all'enfasi patetica e cita addirittura il Calvario (" Pour que tout soit consommé, pour que je me sente moins seul, il me restait à souahiter qu'il y ait beaucoup de spectateurs le jour de mon exécution  et qu'ils m'accueillent avec des cris de haine." " Perché tutto sia compiuto, perché io mi senta meno solo, non mi resta che augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio".)

Tuttavia, la misura e l'atmosfera autentiche di questo capolavoro si rintracciano perfettamente in quest'altro passo:

"Davanti alla mia porta ho trovato il vecchio Salamano. L’ho fatto entrare e mi ha detto che il suo cane era definitivamente perduto, perché al Canile non c’era. Gli impiegati gli avevano detto che forse era andato sotto una macchina. Aveva chiesto se non fosse possibile informarsi ai Commissariati. Gli avevano risposto che non si tiene nota delle cose di questo genere, perché succedono tutti i giorni. Ho detto al vecchio Salamano che avrebbe potuto trovare un altro cane, ma con ragione lui mi ha fatto osservare che era abituato a quello lì. Ero sdraiato sul letto e Salamano si era seduto su una sedia davanti al tavolo. Mi stava di fronte e teneva le mani sulle ginocchia. Aveva in testa il suo vecchio feltro. Biascicava dei frammenti di frasi sotto i baffi ingialliti. Mi annoiava un po’, ma non avevo niente da fare e non avevo sonno. Per parlare di qualcosa, gli ho domandato del suo cane. Mi ha detto che l’aveva avuto dopo la morte di sua moglie. Si era sposato tardi. In gioventù desiderava fare del teatro: al reggimento recitava nei vaudevilles militari. Ma poi era entrato nelle ferrovie e non se ne pentiva perché adesso aveva una piccola pensione. Non era stato felice con sua moglie, ma in fondo aveva finito col farci l’abitudine. E quando lei era morta, si era sentito molto solo. Allora aveva chiesto un cane a un compagno di officina e aveva ricevuto questo, che a quel tempo era molto piccolo. Aveva dovuto dargli da mangiare col biberon. Ma siccome un cane vive meno di un uomo, avevano finito per diventare vecchi insieme."

 

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Commento bellissimo Luciano, grazie infinite. 

Vorrei argomentare con più precisione ma al momento la commozione per le parole che ho letto mi impedisce di ragionare.

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21 ore fa, noone dice:

Commento bellissimo Luciano, grazie infinite. 

Vorrei argomentare con più precisione ma al momento la commozione per le parole che ho letto mi impedisce di ragionare.

L'episodio del vecchio Salamano e' altissima prosa, un magistrale esempio di virtuosismo letterario. Il tono e' sobrio, dimesso, conversante, la struttura sintattica elementare, frammentata in una sequenza di brevi periodi. Eppure la breve narrazione ha una nitidezza essenziale e un contenuto esaustivo: epoche, fatti e sentimenti, in una "dispositio" perfetta. E una comprensibilita' universale. Camus in una dozzina di righe ci racconta una vita e in un minuto noi del vecchio Salamano sappiamo quanto basta per conoscerlo. Un romanzo in mezza pagina. Con semplicità, intensità  e leggerezza. E tutti i lettori, per quanto possano essere diversi per intelligenza, sensibilità e cultura, capiscono perfettamente quello che l'autore vuole dire. Questa e' l'Arte, Maddalena.

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On 1/5/2018 at 22:24, Pinkerton dice:

L'episodio del vecchio Salamano e' altissima prosa, un magistrale esempio di virtuosismo letterario. Il tono e' sobrio, dimesso, conversante, la struttura sintattica elementare, frammentata in una sequenza di brevi periodi. Eppure la breve narrazione ha una nitidezza essenziale e un contenuto esaustivo: epoche, fatti e sentimenti, in una "dispositio" perfetta. E una comprensibilita' universale. Camus in una dozzina di righe ci racconta una vita e in un minuto noi del vecchio Salamano sappiamo quanto basta per conoscerlo. Un romanzo in mezza pagina. Con semplicità, intensità  e leggerezza. E tutti i lettori, per quanto possano essere diversi per intelligenza, sensibilità e cultura, capiscono perfettamente quello che l'autore vuole dire. Questa e' l'Arte, Maddalena.

Questa sono io quando ho letto questo tuo commento: :girl_sigh:

Ti farei una statua.

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Ospite

"Nell'acqua color caffellatte piena di vecchi alberi morti. (Così, con solo un altro momento di follia da parte sua - un momento di folle eccitazione - lui butta ogni cosa nella borsa, - tutto tranne il manoscritto non letto e i libri usati di Lonoff ed esce più in fretta che può. Com'è possibile non farlo - come ama dire? Si sta disintegrando. Lei sta per arrivare e lui se ne va. Via per sempre)."
-Philip Roth (1933 – 2018)

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Mi è stato regalato un piccolo libro con brevi racconti gialli a tema calcistico.

Gran delusione, l'unico ben scritto ed anche piacevole come giallo è quello di Savatteri. Se vi trovate, non compratelo.

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