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Le sale più belle


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Non so quanto possa interessare, ma propongo una discussione tra acustica e arte, cercando un legame tra il mondo dei numeri (parametri acustici assortiti) e le esperienze personali e soggettive degli ascoltatori. A tutti i giramondo dall'orecchio fino, un invito a segnalare le più belle sale visitate, sia per concerti sinfonici che teatri d'opera, con un commento sul colpo d'occhio generale e sull'acustica, magari individuando anche pregi e difetti.

Per quanto riguarda la mia esperienza, posso stilare questa breve graduatoria:

Acustica ottima:

Opernhaus di Zurigo

Tonhalle di Zurigo

Teatro S. Carlo di Napoli

Teatro Comunale di Bologna

Acustica buona:

Queen Elizabeth Hall, Londra

Sala Grande del Conservatorio di Budapest

Teatro alla Scala, Milano

Royal Albert Hall (ma non sempre, dipende dai posti e dal tipo di musica)

Barbican Center a Londra

Covent Garden, Londra

Acustica discreta:

Sala Santa Cecilia del Parco della Musica a Roma

Teatro dell'Opera di Roma

Acustica pessima:

Palazzo dei Congressi di Lugano

Sala Nervi, Città del Vaticano

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La mia esperienza si limita alla sala Sinopoli, quindi non saprei fare paragoni, ma ricordo che Sawallisch se ne era lamentato molto. Architettonicamente comunque non mi piace il soffitto.

P.S.: Ma la sala Nervi non nasce come sala da concerto, o sbaglio?

Il problema dell'acustica all'Auditorium di Roma è molto dibattuto. Parecchi si sono lamentati della sala S. Cecilia (la più grande), affermando che l'acustica sia dispersiva. Personalmente sono stato in tutte e tre le sale, anche la Sinopoli e la Petrassi, e tanto tragiche non mi sono sembrate. :)

La Sala Nervi, in effetti, nacque per le udienze papali, ma diverse volte è stata utilizzata anche per concerti (ad esempio quello tradizionale natalizio).

Altre sale che, mi dicono (io non ci sono ahimé stato), hanno una buona acustica sono la Filarmonica di Berlino di Hans Scharoun e la Walt Disney Concert Hall di Frank O. Gehry a Los Angeles. Poi ho sentito sempre parlare bene della Carnegie Hall a New York.

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Mi son sbagliato allora, mi riferivo alla sala più grande dell'Auditorium di Piano.

Guarda, alla sala S. Cecilia io ci ho sentito non molto tempo fa una Nona di Beethoven diretta da Pappano. Ero piuttosto in alto ma debbo dire che non si sentiva niente male. Purtroppo ci sono gli incontentabili, che si lamenterebbero anche se gli suonassero le sinfonie nel salotto di casa! :D

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Dico la mia sulla sala Santa Cecilia (che prima ho erroneamente chiamato Sinopoli, invece è quella più piccola, che non conosco), sala comunque dai giudizi contrastanti: innanzitutto bisogna salire una quantità oscena di scale per arrivare al posto a sedere; i sedili sono scomodi, sono di un orrendo colore rosso acceso che disturba la vista per tutto il tempo in cui la sala è illuminata; è circondata da alte e minacciose mura claustrofobiche; la prima fila di galleria ha la vista ostruita da un bruttissimo balaustrato di ottone; il riscaldamento è insufficiente; il foyer è praticamente un vasto locale di passaggio glaciale e raggiungibile dopo lunghe marce; gli ascensori riservati al pubblico sono solo quattro, di cui solo due raggiungono le gallerie; i bagni sono insufficienti e distanti...Detto questo, l'acustica (in quei 5-6 concerti sinfonico-corali che vi ho sentito, compresa un'Ottava mahleriana) mi è parsa, come ho scritto, solo discreta per una sala di queste dimensioni, se rapportata ad altre sale europee: l'acustica è nitida, sufficientemente dettagliata, ma il suono arriva debolissimo nei settori che non siano vicinissimi all'orchestra (occorre collocarsi cioè a meno di 20 metri dagli orchestrali). Gli stessi orchestrali e numerosi direttori si sono poi lamentati di una eccessiva "riflessione" del suono su loro stessi, che produce, a loro dire, un effetto di distrurbo non di poco conto per chi suona.

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Dico la mia sulla sala Santa Cecilia (che prima ho erroneamente chiamato Sinopoli, invece è quella più piccola, che non conosco), sala comunque dai giudizi contrastanti: innanzitutto bisogna salire una quantità oscena di scale per arrivare al posto a sedere, i sedili sono scomodi, sono di un orrendo colore rosso acceso che disturba la vista per tutto il tempo in cui la sala è illuminata, è circondata da alte e minacciose mura claustrofobiche, la prima fila di galleria ha la vista ostruita da un bruttissimo balaustrato di ottone; il riscaldamento insufficiente, il foyer è praticamente un vasto locale di passaggio glaciale e raggiungibile dopo lunghe marce, gli ascensori riservati al pubblico sono solo quattro, di cui solo due raggiungono le gallerie, i bagni sono insufficienti e distanti...Detto questo, l'acustica (in quei 5-6 concerti sinfonico-corali che vi ho sentito, compresa un'Ottava mahleriana) mi è parsa, come ho scritto, solo discreta per una sala di queste dimensioni: l'acustica è nitida, sufficientemente dettagliata, ma il suono arriva debolissimo nei settori che non siano vicinissimi all'orchestra (occorre collocarsi cioè a meno di 20 metri dagli orchestrali). Gli stessi orchestrali e numerosi direttori si sono poi lamentati di una eccessiva "riflessione" del suono su loro stessi, producendo un effeto di distrurbo non di poco conto per chi suona.

Visto che bisognava parlare solo di acustica ed estetica avevo evitato di parlare di tutti i difetti che hai giustamente elencato, le scale e i bagni su tutti. Non è possibile che per andare dal mio posto al bagno debba scendere una rampa, salirne e scenderne un'altra e poi trovare un unico bagno davanti al quale facilmente si forma una piccola fila. Sarei curioso di vedere cosa accadrebbe in caso di incendio.

E aggiungo che anche dall'esterno non mi piace l'architettura, salvo solo lo spazio della cavea e la porzione con il bar e la libreria.

P.S.: Ricordo che una volta entrò in bagno, mentre mi stavo lavando le mani, un signore sui 70-75 anni che iniziò la conversazione dicendo "Li mortacci de Renzo Piano!" :lol: e proseguendo giustamente con le lamentele sull'esiguo numero di bagni (tra l'altro mi disse che quei singoli bagni che si trovano ogni tanto sono stati aggiunti postumi perchè appunto erano troppo pochi e ne hanno ficcati altri dove hanno potuto).

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P.S.: Ma la sala Nervi non nasce come sala da concerto, o sbaglio?

La Sala Nervi è nata per le udienze papali ma ha sempre ospitato concerti di musica sinfonica o sinfonico-corale.

Ci son stato tante volte, anche a distanza di anni e in posti diversi, ma la sensazione è stata sempre la stessa, quella cioè di trovarmi in un grande magazzino adibito a sala da concerti. Tutto rimbomba e viene ovattato, pessima!

Assolutamente da evitare il Palazzo dei Congressi di Lugano. Se qualcuno desidera vivere l'esperienza acusticamente più oscena che si possa (non) desiderare, venga a sentirsi un concerto qui:

lugano_teatro.jpg

Tecnologicamente avanzato, ma l'acustica è veramente deprecabile. D'altronde, è un centro congressi prestato alla musica.

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Dico la mia sulla sala Santa Cecilia (che prima ho erroneamente chiamato Sinopoli, invece è quella più piccola, che non conosco), sala comunque dai giudizi contrastanti: innanzitutto bisogna salire una quantità oscena di scale per arrivare al posto a sedere; i sedili sono scomodi, sono di un orrendo colore rosso acceso che disturba la vista per tutto il tempo in cui la sala è illuminata; è circondata da alte e minacciose mura claustrofobiche; la prima fila di galleria ha la vista ostruita da un bruttissimo balaustrato di ottone; il riscaldamento è insufficiente; il foyer è praticamente un vasto locale di passaggio glaciale e raggiungibile dopo lunghe marce; gli ascensori riservati al pubblico sono solo quattro, di cui solo due raggiungono le gallerie; i bagni sono insufficienti e distanti...Detto questo, l'acustica (in quei 5-6 concerti sinfonico-corali che vi ho sentito, compresa un'Ottava mahleriana) mi è parsa, come ho scritto, solo discreta per una sala di queste dimensioni, se rapportata ad altre sale europee: l'acustica è nitida, sufficientemente dettagliata, ma il suono arriva debolissimo nei settori che non siano vicinissimi all'orchestra (occorre collocarsi cioè a meno di 20 metri dagli orchestrali). Gli stessi orchestrali e numerosi direttori si sono poi lamentati di una eccessiva "riflessione" del suono su loro stessi, che produce, a loro dire, un effetto di distrurbo non di poco conto per chi suona.

Com'è venuta? Lì il coro dev'essere molto ridimensionato, non c'è tutto questo spazio (per non parlare dell'assenza di un organo vero...). E per curiosità, chi dirigeva?

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Altre sale che, mi dicono (io non ci sono ahimé stato), hanno una buona acustica sono la Filarmonica di Berlino di Hans Scharoun e la Walt Disney Concert Hall di Frank O. Gehry a Los Angeles. Poi ho sentito sempre parlare bene della Carnegie Hall a New York.

La Philarmonie è rinomata (io non ci sono mai stato) ma ancora più eccellenti parrebbero essere due sale "storiche", di antichissima tradizione, che tutti gli appassionati conoscono, almeno di nome: il Concertgebouw di Amsterdam e il Musikverein di Vienna.

Concertgebouw(1).jpg

Musikverein_Vienna_Austria.jpg

Giustissima segnalazione anche per la celeberrima Carnegie Hall di New York, amata molto dai musicisti:

Carnegie.jpg

A New York, un'ottima acustica l'avrebbe il MET mentre la Avery Fischer Hall (la "casa" della New York Philharmonic) si porta dietro antichissimi problemi di acustica mai risolti dai tempi in cui fu inaugurata da un famoso concerto diretto da Bernstein.

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Walt Disney Concert Hall di Frank O. Gehry a Los Angeles.

Questa deve essere un capolavoro, un gioiello sia architettonico che di acustica:

walt_disney.jpg

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Mi piacerebbe sentirci qualcosa, come pure nella Davies Symphony Hall di San Francisco:

mahlere28099s-symphony-no-8-at-davies-symphony-hall.jpg

Con un gigantesco organo Ruffatti che, almeno in disco, suona meravigliosamente bene.

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Questa deve essere un capolavoro, un gioiello sia architettonico che di acustica:

Architettonicamente lo è, senza dubbio. Acusticamente mi è stato detto che è molto valida. E' soprannominata "Symphony of Steel" proprio per la profusione di lamine metalliche che ne ricopre l'esterno. Internamente mi sembra debba qualcosa proprio alla Filarmonica di Scharoun, non a caso considerata il prototipo di tutte le sale da concerto moderne.

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Com'è venuta? Lì il coro dev'essere molto ridimensionato, non c'è tutto questo spazio (per non parlare dell'assenza di un organo vero...). E per curiosità, chi dirigeva?

Ti dirò, non venne male, anzi. Il lavoro di Chung (allora, siamo nei primi anni 2000, direttore stabile a Santa Cecilia) fu assai ben riuscito, tuttavia mancò un pò nella prima parte quella limpidezza e luminosità che il recupero del contrappunto di Bach pretenderebbe. Coro e l' Orchestra di Santa Cecilia vennero arricchiti dal coro della radio estone, da un coro lituano e da uno di voci bianche della radio-tv ungherese (assiepati anche nei posti dietro l'orchestra, tanto che alcuni sfortunati spettatori se li ritrovarono quasi in braccio). Furono aggiunti alcuni ottoni della Banda della Polizia di Stato. Fu una bella serata.

°°°°°°

Una sala che mi piace molto, è anche la Suntori Hall di Tokyo:

suntoryhall.jpg

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Ti dirò, non venne male, anzi. Il lavoro di Chung (allora, siamo nei primi anni 2000, direttore stabile a Santa Cecilia) fu assai ben riuscito, tuttavia mancò un pò nella prima parte quella limpidezza e luminosità che il recupero del contrappunto di Bach pretenderebbe. Coro e l' Orchestra di Santa Cecilia vennero arricchiti dal coro della radio estone, da un coro lituano e da uno di voci bianche della radio-tv ungherese (assiepati anche nei posti dietro l'orchestra, tanto che alcuni sfortunati spettatori se li ritrovarono quasi in braccio). Furono aggiunti alcuni ottoni della Banda della Polizia di Stato. Certo, l'organo elettronico è deprecabile, ma tant'è. Comunque, fu una bella serata.

°°°°°°

Una sala che mi piace molto, è anche la Suntori Hall di Tokyo:

suntoryhall.jpg

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Aggiungo solo che l'uso dell'organo elettronico è deprecabile, anche perchè Mahler voleva che l'incipit suonasse come un elettroshock e non con un flebile suono flautato. Non so se fate caso, ma tutte le sale da concerti nel mondo hanno un grande organo a canne, tranne quelle italiane (non tutte ma quasi).

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Aggiungo solo che l'uso dell'organo elettronico è deprecabile, anche perchè Mahler voleva che l'incipit suonasse come un elettroshock e non con un flebile suono flautato. Non so se fate caso, ma tutte le sale da concerti nel mondo hanno un grande organo a canne, tranne quelle italiane (non tutte ma quasi).

Eh, purtroppo se n'è già parlato. Se non sbaglio qualcuno qui in forum ha detto che fu Berio a non richiedere nel progetto della sala grande un organo (e se è vero è ancora più grave, perchè un compositore di quella fama, cultura ed esperienza non può fare errori simili).

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Eh, purtroppo se n'è già parlato. Se non sbaglio qualcuno qui in forum ha detto che fu Berio a non richiedere nel progetto della sala grande un organo (e se è vero è ancora più grave, perchè un compositore di quella fama, cultura ed esperienza non può fare errori simili).

Anch'io lessi che fu una scelta di Berio, ma non ne ho la certezza. Sta di fatto, che in questo modo ci si preclude tutto il repertorio per organo e orchestra (per tacere del solo repertorio organistico).

°°°°°°

Ho gia citato il San Carlo di Napoli, teatro davvero bello e storico, nonchè acusticamente tra i migliori: sono quei teatri in cui anche il musicista sente lo strumento che lui stesso suona, tanto bene quanto il pubblico che l'ascolta.

Capita infatti che, in parecchi luoghi musicali, i musicisti li vedi suonare ma praticamente non li senti, o li senti con molto ritardo, oppure il suono di uno strumento sembra polverizzarsi nella sala, cosicchè il baritonale enorme suono del Bösendorfer Imperial ti diventa come quello di un baby Kawai. Credo che questo valga anche e soprattutto per gli orchestrali e i solisti in genere. La capacità di ascoltarsi tra loro è tra le caratteristiche fondamentali di una sala da concerto che si rispetti.

Tra gli orchestrali europei, una sala molto quotata acusticamente è la Kölner Philharmonie a Colonia, un ex osservatorio astronomico che è stato riadattato a sala da concerto, un enorme anfiteatro curatissimo:

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A Budapest ricordo con piacere l'Operaz (l'Opera di Budapest), se non altro per il bel colpo d'occhio. Lo stile eclettico del tardo '800, un po' ridondante e carico, che fa storcere il naso agli architetti e ammaglia i profani, in certi casi trovo sia molto adatto all'atmosfera del teatro d'opera. L'orecchio è importante (e pare abbia una acustica discreta il teatro), ma anche l'occhio vuole la sua parte e specialmente all'opera, dove in fin dei conti il lato mondano non si può trascurare:

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A Budapest ricordo con piacere l'Operaz (l'Opera di Budapest), se non altro per il bel colpo d'occhio. Lo stile eclettico del tardo '800, un po' ridondante e carico, che fa storcere il naso agli architetti e ammaglia i profani, in certi casi trovo sia molto adatto all'atmosfera del teatro d'opera. L'orecchio è importante (e pare abbia una acustica discreta il teatro), ma anche l'occhio vuole la sua parte e specialmente all'opera, dove in fin dei conti il lato mondano non si può trascurare:

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Ci sono stato come turista e segnalo, come curiosità, un busto di Klemperer (che è stato direttore di quel teatro) fatto dalla figlia di Mahler (mi ci sono anche fatto la foto :D).

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A proposito di Budapest, vorrei dire qualcosa sulla Sala grande del Conservatorio: è una delle poche all'estero che ho provato, diversi anni fa in due concerti (uno con la Faust-Symphonie di Liszt e l'altro con un complesso da camera). Ricordo una cosa singolarissima: il rumore delle sedie di legno. Appena iniziato il concerto, per cinque minuti si sono sentiti solo scricchiolii, poi finalmente si sono assestate e si è cominciato a sentire un po' di musica; il suono man mano che la musica procedeva si faceva sempre più caldo e intenso; dopo l'intervallo di nuovo, altri cinque minuti infernali prima del silenzio. L'acustica è comunque molto buona e la sala bellissima nei suoi drappeggi ottocenteschi.

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Per la serie "belle da vedere, ma non da ascoltare" vorrei anche segnalare il Regio di Torino, com'è stato concepito da Mollino, prima che venisse pacioccato (prima da Ronconi e poi per il restauro acustico), un vero saggio d'alta architettura, un'opera magistrale. Peccato per l'acustica, quella faceva davero schifo; ricordo una sera in cui davano i Maestri Cantori, ebbene ero in settima o ottava fila e non riuscivo a sentire i violini, tanto era efficace l'assorbimento delle super-moquette e dei velluti.

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Io al momento mi sono limitata a teatri e massimo sale di conservatorio e la mia concezione è quella del pubblico seduto frontalmente all'orchestra... al massimo lateralmente.

Una curiosità dunque: quelli che si siedono alle spalle dell'orchestra sentono come gli altri* ?! (Pagano anche di più? Di meno?! :ninja:)

In pratica si ritroverebbero con le percussioni sotto il naso o sbaglio?

*acusticamente parlando si intende... :D

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Io al momento mi sono limitata a teatri e massimo sale di conservatorio e la mia concezione è quella del pubblico seduto frontalmente all'orchestra... al massimo lateralmente.

Una curiosità dunque: quelli che si siedono alle spalle dell'orchestra sentono come gli altri* ?! (Pagano anche di più? Di meno?! :ninja:)

In pratica si ritroverebbero con le percussioni sotto il naso o sbaglio?

*acusticamente parlando si intende... :D

Pagano meno, ma sono, ovviamente, un pò svantaggiati. In casi di grandi cori o di grandi organici (tipo Ottava di Mahler o cose del genere) quei posti non dovrebbero essere venduti, perchè può capitare, come è capitato al sottoscritto, di ritrovarsi in braccio il soprano o il trombonista di turno, con effetti acustici non proprio piacevoli. Alla Philarmonie di Berlino (ma anche altrove) li vendono comunque ma, appunto, ti puoi ritrovare con le percussioni sulle ginocchia o con i piatti che ti penetrano nel condotto uditivo. Anche l'acustica, generalmente, è penalizzante ma, di contro, puoi vedere bene il gesto del direttore.

Guarda il tizio che si tappa le orecchie a 34:21 e a 43:38

[media]http://www.youtube.com/watch?v=Slsi4SBrTV8

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