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Renato Colculli

Andrea Bocelli

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Secondo me ci guadagna in visibilità, avvicinando la massa alla lirica. Credo sia un ottimo rompighiaccio. C'è tanta gente che non ascolta la lirica perché la ritiene noiosa per pregiudizio; però, essendo fan di Bocelli, ascolta qualunque cosa egli canti. Così scopre che poi tanto noiosa non è e magari si affeziona all'aria.


Io l'ho visto succedere. Un'amica, parlando di Mon coeur s'ouvre a ta voix, mi ha detto "Pensa la gente che non la conosce cosa si perde!" E lei ha scoperto quest'aria, indirettamente, grazie a Bocelli.

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Ai tempi di un Villa, che detto per inciso aveva anche un timbro molto più bello a mio giudizio, Bocelli avrebbe fatto qualche escursus nella lirica come fece anche Villa ma sempre lasciando il "grosso" a chi è cantante lirico di professione.

Il tuo paragone, Alfio, è pertinente.

Villa aveva un timbro migliore di Bocelli il quale, a dire il vero, un po' più di musica l'ha studiata, almeno in termini di solfeggio, Inoltre sa accentare megli mentre Villaa che in sede di fraseggio era un "naif".

Però nessuno dei due possedeva una tecnica decente. Claudio Villa anzi, pur scopiazzando i veri tenori lirici, aveva una discreta mezzavoce di testa, Bocelli nemmeno quella. Bocelli ogni tanto imbrocca qualche passaggio di registro il acuto.

Villa invece non sapeva assolutamente cprire il suono a piena voce e cantava sempre e tutto aperto.

.

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Con la differenza però che Villa è grosso modo sempre rimasto nel suo campo senza pretendere di fare anche il tenore lirico. O poi come ho già scritto Bocelli è sicuramente na brava persona e forse al suo posto, con quello che gli danno, farei anche io come lui. Quello che mi secca è che poi il pubblico finisce per credere che un tenore canta come Bocelli. Ma va bene che l' Arena non è magari il palcoscenico ideale per il Rossini, ma se eccezionalmente fosse intervenuto Florez, non avrebbe saputo anch' egli, con le arie giuste, colpire ancor di più il pubblico ?

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Personalmente ritengo che per giudicare Bocelli sia impossibile non tener conto della sua condizione particolare. Non sono in grado di giudicare tecnicamente il cantante, per cui prendo per oro colato quello che dice Pink a inizio di questo topic.

Come impatto emotivo, non mi emoziona più di tanto e non sono un suo fan; tuttavia non trovo giusto giudicarlo con lo stesso metro che si adotta per gli altri.

Io invece sì, dato che utilizza lo stesso strumento che usano gli altri: la voce.

Magari lui ci guadagna con la sua "pseudo-lirica", ma anche la lirica ci guadagna con lui.

Noo questo nooo... :(

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Secondo me ci guadagna in visibilità, avvicinando la massa alla lirica. Credo sia un ottimo rompighiaccio. C'è tanta gente che non ascolta la lirica perché la ritiene noiosa per pregiudizio; però, essendo fan di Bocelli, ascolta qualunque cosa egli canti. Così scopre che poi tanto noiosa non è e magari si affeziona all'aria.

Io l'ho visto succedere. Un'amica, parlando di Mon coeur s'ouvre a ta voix, mi ha detto "Pensa la gente che non la conosce cosa si perde!" E lei ha scoperto quest'aria, indirettamente, grazie a Bocelli.

Di fronte a questa argomentazione ricorrente, Elvio Giudici ha dato la risposta definitiva: "Fosse anche vero, grazie no: di giovani reclutati in siffatto modo non solo la lirica non ha alcun bisogno, ma dovrebbe respingerli con decisione giacché contribuiscono in maniera determinante a falsarne la fisionomia".

Anche di Allevi dicono che avvicina gente al pianoforte, del resto.

Con immutata stima eh... ;)

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Villa invece non sapeva assolutamente cprire il suono a piena voce e cantava sempre e tutto aperto.

.

Se a Claudio Villa si chiedeva un canto leggero e aggraziato, una mezzavoce molto di testa, alla Tagliavini, lui ce l'aveva.

Si doveva cantare di impeto non sapeva passare di registro e apriva tutte le note fino agli estremi acuti.

Qui nell'arioso di Pagliacci, arriva fino al Si bemolle acuto (2:18) sempre a gola spalancata:

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Di fronte a questa argomentazione ricorrente, Elvio Giudici ha dato la risposta definitiva: "Fosse anche vero, grazie no: di giovani reclutati in siffatto modo non solo la lirica non ha alcun bisogno, ma dovrebbe respingerli con decisione giacché contribuiscono in maniera determinante a falsarne la fisionomia".

Anche di Allevi dicono che avvicina gente al pianoforte, del resto.

Con immutata stima eh... ;)

Beh, il paragone con Allevi non sta né in cielo né in terra. Bocelli canta Puccini e Verdi. Allevi suona Allevi... Bocelli canta anche Bocelli, ma non era questo l'argomento.

Io non intendevo dire che la lirica ha bisogno di reclute. Anzi, bene è che alcuni giovinastri ne stiano alla larga. Io mi riferivo a persone che potenzialmente amerebbero la lirica ma che, vivendo in ambienti dove lirica è sinonimo di noia, restano inconsciamente impegolate in quello stupido pregiudizio. Magari il loro interesse per Bocelli è più forte di tal pregiudizio e queste "anime sfortunate" potrebbero scoprire un mondo che le entusiasmerebbe e che rischia di rimanere loro precluso per sempre.

Anch'io con immutata stima, nel senso che continuo a stimarti. Spero intendessi anche tu questo :D;)

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Penso necessaria una precisazione: alla serata avrebbe dovuto partecipare anche Carreras, per cui suppongo che Bocelli abbia cantato tanto perchè s'è dovuto sobbarcare anche le arie destinate al Carreras e magari, ma qui entriamo totalmente nel campo delle ipotesi, l' imprevisto non gli ha nemmeno permesso di provarle tanto. Ma è più "orribile" l' aver fatto cantare Bocelli o avere chiamato Carreras che come tenore è più finito anche di Domingo ? Per il resto qualunque serata TV in cui eccezionalmente si parla e sente la musica lirica va bene comunque chiunque invitino.

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Per il resto qualunque serata TV in cui eccezionalmente si parla e sente la musica lirica va bene comunque chiunque invitino.

Quand'è così per il prossimo spettacolo areniano ci prenotiamo io e Wittel. Canteremo il duetto baritono-tenore "Enzo Grimaldo Principe di Santafior" dalla Gioconda di Ponchielli ( Io sarò Enzo e Wittel Barnaba).Per il bene della lirica.Siete tutti invitati. Successo assicurato.

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Anch'io con immutata stima, nel senso che continuo a stimarti. Spero intendessi anche tu questo :D;)

Direi che le parole sono inequivocabili.

Dopo la faccenda dell'orecchio educato, siamo quasi fratelli!

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Se a Claudio Villa si chiedeva un canto leggero e aggraziato, una mezzavoce molto di testa, alla Tagliavini, lui ce l'aveva.

Eccone la prova. Qui in un lontano "Musichiere" degli anni '50 canta Mascagni niente meno che con la grande Magda Olivero.

Anche qui Villa non sa rispettare i tempi: e accenta e solfeggia come uno stornellatore. Tuttavia il bel colore della sua mezzavoce in emissione mista il nostro caro Bocelli se lo sogna:

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Quand'è così per il prossimo spettacolo areniano ci prenotiamo io e Wittel. Canteremo il duetto baritono-tenore "Enzo Grimaldo Principe di Santafior" dalla Gioconda di Ponchielli ( Io sarò Enzo e Wittel Barnaba).Per il bene della lirica.Siete tutti invitati. Successo assicurato.

Ci conto, eh?

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Il baritono sarei io?

E io il tenore. Che c'è di strano?

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Ci conto, eh?

Si tratta solo di trovare gli sponsor.

Vedi, Ghizzu, io non so come canta Wittel da baritono ma so come canto io da tenore ( quella di diventare un tenore è stato, ed è tuttora, uno dei sogni infranti della mia vita).

Tuttavia, visto i tempi che corrono e gli attuali criteri di scelta dei cast operistici, questi sono dettagli marginali.

L'importante è avere il giusto battage pubblicitario.

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Bocelli non si fa mancare nulla: anche un'aria dall'Handel degli oratori inglesi (Where e'er you walk da Semele).


A parte le lacune nell'inglese, tremendamente americanizzato, a me pare che proprio il fraseggio, i portamenti siano errati, difettando notevolmente di estensione, potenza e completezza tecnica. E anche quel timbro morbido, suadente, che forse aveva all'inizio di carriera, è scomparso. E' tutto duro, sforzato, monocorde e incolore. Come tipo di cantante può valere il confronto con Villa, anche se quest'ultimo aveva molta più voce (anche se, a me, non piaceva neanche lui, come personaggio).


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E' già stato nominato come precursore di Bocelli, ma mi piace ricordarlo perché, insieme a Claudio Villa, era uno degli idoli di mio padre:




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Sono andato a cercarmi qualche recente esibizione di Bocelli e mi sembra che la voce inizi a sentire il peso degli anni come se si fosse asciugata, inaridita. A me piaceva il suo colore. Non l' ho mai classificato tra i timbri memorabili ma aveva un bel colore che ora però lo trovo come prosciugato.

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Sono andato a cercarmi qualche recente esibizione di Bocelli e mi sembra che la voce inizi a sentire il peso degli anni come se si fosse asciugata, inaridita. A me piaceva il suo colore. Non l' ho mai classificato tra i timbri memorabili ma aveva un bel colore che ora però lo trovo come prosciugato.

Vedi Max, Bocelli non ha mai avuto tanta voce, quanto alla tecnica ne abbiamo parlato ( e la tecnica approssimativa porta sempre a un usura precoce dell'organo vocale).. Inoltre ha cantato un repertorio molto eterogeneo, opera compresa. Ma soprattutto è diventato una macchina da soldi e forse stato un po' sfruttato,proprio come accadde a Mario Lanza che, d'altra parte, aveva molte caratteristiche vocali simili a Bocelli ( buon timbro, estensione naturale, fraseggio spontaneo accattivante, tecnica dilettantesca). Poi entrambi avevano una voce fonogenica, nel senso che ascotandone i dischi, la voce sembrava molto più potente di quanto fosse in realtà.

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Mi spiace ridare pubblicità al Bocelli nazionalpopolare ma ieri ho ascoltato qualcosa per radio e oggi ho avuto la conferma della mia pessima impressione quando mio zio, appassionato ma profano come il sottoscritto, per telefono m' ha detto: ma quel Bocelli si sentiva proprio che in alcuni frangenti non ce la faceva. Allora se proprio è vietato invitare tenori professionisti, avrebbero fatto meglio a invitare I Volo che almeno sono giovani...


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Allora se proprio è vietato invitare tenori professionisti, avrebbero fatto meglio a invitare I Volo che almeno sono giovani...

...già hanno accettato di rappresentare l'Italia al prossimo Eurovision, e ho il presentimento che sarà l'ennesimo flop, pure al concerto di apertura Expo? No grazie. :sleeping_01: Avrebbero fatto meglio a fare un bel concerto solo con musica orchestrale e basta.

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Agghiacciante... e ovviamente non mi riferisco alla Damrau.


La cosa paradossale è che l' Italia, che per decenni non ha fatto nulla per creare una qualche specie di scuola seria per cantanti lirici allo scopo di restare sempre i primi nel campo dell' opera, i cui maggiori compositori sono italiani, si affida, per l' inaugurazione dell' expo, a un concerto di arie liriche e alla Turandot



https://www.youtube.com/watch?v=CN9xRRs7tFA


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Avrebbero fatto meglio a fare un bel concerto solo con musica orchestrale e basta.

Respighi diretto da Chailly e Vivaldi eseguito dai Concerto Italiano :wub: :wub: !

Sono un utopista nato, lo so...

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comunque avete ragione: la Turandot cantata perlomeno da professionisti e un concerto di sola musica orchestrale a beneficio della piazza sarebbe stata una idea migliore


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Agghiacciante... e ovviamente non mi riferisco alla Damrau.

La cosa paradossale è che l' Italia, che per decenni non ha fatto nulla per creare una qualche specie di scuola seria per cantanti lirici allo scopo di restare sempre i primi nel campo dell' opera, i cui maggiori compositori sono italiani, si affida, per l' inaugurazione dell' expo, a un concerto di arie liriche e alla Turandot

https://www.youtube.com/watch?v=CN9xRRs7tFA

Il brindisi del I° Atto di Traviata, Alfio, è un brano la cui difficoltà non sta tanto nella tessitura, che è centrale, ma nelll'essere un "canto conversante", che richiede a un tempo una linea omogenea e ben sostenuta a tempo sul ritmo 3/4 unita a un'articolazione accurata così da ottenere una dizione insieme netta e spigliata, fluida e scandita.

.Bocelli tira fuori una vocetta stretta e monotona,,insipida e campata per aria e il fatto che si sforzi di evidenziare i gruppetti di agilità, non fa che rendere ancor più straniata e scolastica la sua esecuzione.

La Damrau, che non sarà perfetta ma è pur sempre una cantante professionista, quando gli risponde sembra venire da un'altro pianeta.

Di questo attacco ho nella memoria la performance, certo disinvolta dal punto di vista fonatorio ma alquanto fervida e spontanea, di Giuseppe di Stefano nella recita scaligera del '55, che la Callas, Giulini e Visconti resero storica:

>https://www.youtube.com/watch?v=6sV181vk_IM

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