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Renato Colculli

Andrea Bocelli

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Propendo per il gigantesco giro commerciale.

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Ho visto che mancava un topic sul nostro Andrea nazionale. Voi che ne pensate, è un bravo tenore o un gigantesco giro commerciale?

Abbiamo gia' parlato, Renato, un paio di anni fa, qui in forum di questo nostro cantante famoso e acclamato. Ribadisco quanto detto allora: Bocelli e' un tenore di modesti mezzi naturali e di modeste risorse tecniche. Ha le dimensioni vocali di un lirico leggero ma tende ad accentare come un tenore eroico, col risultato di non essere ne' carne ne' pesce. Di valido ha un discreto timbro ed una sufficiente estensione, sostiene discretamente il suono ma non lo sa proiettare come conviene, per cui risulta sostanzialmente piatto, povero di colori, poco incline alle modulazioni. Come interprete poi e' piuttosto insipido e convenzionale. Le sue registrazioni in campo operistico non convincono e le sue performances in teatro hanno convinto ancor meno.

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Ciao Renato. Son partito con l' idea di scrivere parecchie cose scusandomi anzi a priori magari per qualche mio giudizio troppo duro (naturalmente riferito solo al Bocelli artista e non al Bocelli uomo che non conosco ma che son sicuro sarà una ottima persona) ma penso che senza troppi giri di parole, l' unica cosa che posso dire di Bocelli è che non è un tenore e anche il tenore più scarso che si esibisce oggi giorno nei teatri è sicuramente più professionista di lui.

Poi per tutta una serie di situazioni che si sono venute a creare è diventato un tale fenomeno commerciale che quando dà concerti a soprani, baritoni o bassi, ahimè, conviene andare a duettare con lui che è tutta pubblicità e magari pigliano pure un pò di soldini.

Certo, si potrebbe anche scrivere che vende parecchi dischi in un momento nel quale dischi se ne vendono pochi e pubblici di tutto il mondo lo applaudono, e quindi: chi sono io per criticarlo così?

Non sono nessuno ma non sono mai stato così sicuro delle mie opinioni come nel caso di Bocelli.

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Ascoltiamolo in un brano verdiano di stampo lirico. Nell'" Ah sì ben mio" il tenore deve saper svolgere e sostenere quattro lunghe frasi più la cadenza, cinque arcate di suono, cinque lunghi "respiri" che richiedono pienezza di timbro, capacità di modulazione e di legato, tensione costante. L'esecuzione di Bocelli è frammentata, inerte. gli attacchi sono incerti, molte note sono come svuotate, quasi accennate, mancano di rotondità, di levigatezza, quando addirittura, specie in acuto, rasentano la stimbratura:


/>http://www.youtube.com/watch?v=g2yskXDhLjs

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.. come si dice on line: Allevi non è musica classica, Moccia non è letteratura e Bocelli non è opera lirica.... :cigar:

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.. come si dice on line: Allevi non è musica classica, Moccia non è letteratura e Bocelli non è opera lirica.... :cigar:

E si dice bene in tutti e tre i casi, Ammiraglio.

P.S.

Per far capire cosa voglia dire "dare tensione vocale" all'"Ah sì ben mio" del Trovatore ci viene in soccorso una registrazione "storica" di Giovanni Martinelli.

Lo stacco è forse troppo indugiante ed è avvertibile una certa monocromaticità. Ma il nitore e l'uguaglianza sono superbi, il ripiegamento patetico di " Ma pur se nella pagina" (0:54) è eccellente, le frasi sono ben legate e le modulazioni sicure:


/>http://www.youtube.com/watch?v=JSp05B5lJr4

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Bocelli è un tenore che ha provato a sfondare con una tecnica vocale su per giù paragonabile alla mia. Incredibilmente c'è riuscito.

Ma lui come cantsnte è sostanzialmente incompiuto. Gli basterebbe migliorare le badi tecniche per diventare un tenore ottimo, dato che i fondamentali li ha imparati. Ma li ha solo conquistati senza migliorArli. Bocelli ha imparato a fare il passaggio di registro, così ha acuti penetranti e facili. Solo che ha lasciato perdere sostegno e respirazione. Così gli acuti sono striminziti, e i centri, senza sostegno adeguato di fiato, sono piatti e caprini.

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Bocelli è un tenore che ha provato a sfondare con una tecnica vocale su per giù paragonabile alla mia.

Allora forza Wittel! Abbandona la tua sterminata discoteca e i tuoi studi di musicologia e passa alla sala di registrazione. Un cantante di successo guadagna molto di più di un critico musicale. Poi se ti va bene ci inviti tutti a cena.

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Bocelli ha imparato a fare il passaggio di registro, così ha acuti penetranti e facili.

Che sappia passare di registro, Wittel, lo dubito assai. Qui in un'aria più consona alle sue dimensioni vocali dimostra esattamente il contrario.La sua estensione è quella brada del dilettante, tutta d'acchito, senza basi tecniche: appoggia il suono al diaframma ma non sa amplificarlo non trovando di meglio, da autentico dilettante, che irrigidire la laringe per ottenere l'altezza richiesta. Risultato: già sul Fa il suono è duro e stimbrato e più sale e più diviene striminzito e forzato.

Qui nella "Furtiva lagrima" attacca bene, con dolcezza, ma subito dopo appena deve passare su un semplice fa acuto ( " quelle festose giovani") la voce si prosciuga e si stimbra mentre nella ripresa a 2:20 ( "i miei sospir confondere") oltre a ciò la stessa nota risulta anche forzata.

Sulla cadenza poi copre troppo il La naturale di "di più non chiedo" (3:19), ingolandolo leggermente.


/>http://www.youtube.com/watch?v=h5m6mg6TBKE

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A riprova di quanto detto se diamo al nostro Andrea da cantare qualcosa di facile facile, fatto di una manciata di note centrali, che presenti frasi brevi e distinte, che non richieda di saper passare di registro nè di variare la dinamica, allora il risultato è gradevole.


/>http://www.youtube.com/watch?v=kAufwdN7m2k

D'altra parte anche l'ultimo Pavarotti, ormai agli sgoccioli delle carriera, in questa famosissima canzone natalizia, ne vien fuori molto, molto bene. Buon Natale a tutti!


/>http://www.youtube.com/watch?v=HzU9vVK51-Y

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Però a dirla tutta trovo che Bocelli abbia un gran bel timbro. Dispiace abbia preferito i richiami delle sirene del pop anziché cercare di sviluppare doti da vero cantante lirico.

Già che ci siamo, Pinkerton, che mi sa dire di questi tenori di nuova leva? Così, di primo acchito, non mi ispira molto la faccenda...

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Tra l' altro forse il problema non è nemmeno Bocelli e il suo entourage a meno che siano stati loro a "pompare" la cosa. Cioè, intendo dire che Bocelli non sta facendo nè più nè meno che quello che fece Mario Lanza 60 anni fa. Ora, senza stare qui a disquisire su chi sia più bravo dei 2 (io propendo per Lanza) ma il punto è che mentre all' epoca credo che Lanza non venne mai preso come riferimento unico per il mondo lirico, Bocelli viene invece preso come l' esempio di tenore per eccellenza per cui è probabile che molte persone straniere (perchè per la serie nemo profeta in patria ho l' impressione che Bocelli sia più apprezzato fuori Italia) ,e sta qui l' errore, associano lirica a Bocelli. Se Bocelli fosse considerato come un cantante pop con mezzi vocali tali da potersi permettere intrusioni nel mondo lirico, ci sarebbero molte meno cose da obiettare.

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Tra l' altro forse il problema non è nemmeno Bocelli e il suo entourage a meno che siano stati loro a "pompare" la cosa. Cioè, intendo dire che Bocelli non sta facendo nè più nè meno che quello che fece Mario Lanza 60 anni fa. Ora, senza stare qui a disquisire su chi sia più bravo dei 2 (io propendo per Lanza) ma il punto è che mentre all' epoca credo che Lanza non venne mai preso come riferimento unico per il mondo lirico, Bocelli viene invece preso come l' esempio di tenore per eccellenza per cui è probabile che molte persone straniere (perchè per la serie nemo profeta in patria ho l' impressione che Bocelli sia più apprezzato fuori Italia) ,e sta qui l' errore, associano lirica a Bocelli. Se Bocelli fosse considerato come un cantante pop con mezzi vocali tali da potersi permettere intrusioni nel mondo lirico, ci sarebbero molte meno cose da obiettare.

Il punto è proprio questo. Questa è la tipica pseudo-"musica classica" da posers del genere, e ci si marcia sopra a suon di marketing.

Bocelli fuori d'Italia è molto apprezzato, come anche Einaudi (anzi, forse questi il suo pubblico più affezionato lo trova nel Regno Unito).

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Già che ci siamo, Pinkerton, che mi sa dire di questi tenori di nuova leva? Così, di primo acchito, non mi ispira molto la faccenda...

Ti rispondo, caro Pollini.

Grigolo, Calleja, Pirgu, Costello, Stewart. Cinque guaglioni volonterosi.

Grigolo e Calleja sono quelli messi meglio. Calleja in particolare, epigono di Pavarotti, pur sostanzialmente monocorde, ottiene una linea abbastanza omogenea e , se non coloristica, esibisce una discreta gamma dinamica.

Pirgu tende a urlare e ogni tanto resta senza fiato, Costello invece, che dei cinque ha il maggior volume, imita muggendo Jonas Kauffman, è momocromatico all'ennesima potenza e povero di vere modulazioni.

Stewart infine si sforza di lavorare sulle mezzevoci e sulle mezze tinte ma non sa passare di registro ed emette acuti che sono troppo stretti e puntati ( alla Kraus, secondo la regola che si tende a copiare i difetti).

Di Grigolo ho detto altrove: ha qualche numero, un discreto colore ma tende a cantare "confidenziale".

Insomma Pollini, come si dice in Valcamonica : " Col tempo e con la paglia maturano anche le nespole".

Ecco Noah Stewart in Werther. Canta con sensibilità ma il Si bemolle acuto a 1:05 è strettissimo e stridente:


/>http://www.youtube.com/watch?v=tbK3krGbYe4

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Che sappia passare di registro, Wittel, lo dubito assai.

Quel che intendevo dire è che ha orecchiato qualcosa del passaggio, senza approfondire molto...

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Quel che intendevo dire è che ha orecchiato qualcosa del passaggio, senza approfondire molto...

Sì, Wittel, è proprio così. Come a tutti i cantanti dotati di mezzi naturali ma di cattiva tecnica, anche a Bocelli può succedere di imbroccare qualche nota ben impostata, ma succede di rado e comunque quasi per caso. Questo tipo di cantanti ( mi vengono in mente Di Stefano e Carreras, Bastianini e la Ricciarelli per far qualche nome) potrebbero essere, per qualità naturali, di primo livello ma, per dirla con Celletti, mancando di una disciplina e di una scuola vocale, "cantano con la testa nel sacco", senza saper bene come e perchè i suoni escano dalla loro gola.

Per restare al Werther e al famoso salto al Si bemolle su "reveiller" qui Bocelli , a 1:11, tira fuori un suono abbastanza pieno e timbrato ( anche se non centratissimo) e, diciamo la verità, se emettesse sempre gli acuti così potremmo dire che avrebbe un discreto passaggio di registro. Purtroppo però così non è sempre, anzi quasi mai.

( Nella stessa registrazione comunque, subito dopo, forse conscio di averci abituato troppo bene con quell'acuto, si inventa , a 1:27 ( " o souffle du printemps"), una mezzavoce asciuttissima, sottilissima, da zanzara, che mette subito i conti in pari):

[media]http://www.youtube.com/watch?v=dPpekuRjaF4

Per esemplificare in che esatto modo su quella nota si debba passare di registro ( e anche per dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, che i cantanti di un tempo le basi tecniche le conoscevano bene) non voglio proporre uno del Werther "storici" ( del calibro di Gigli, Schipa, Thill, per intenderci) ma un tenore lirico spinto, spesso, e non a torto, accusato di pesantezza declamatoria, Mario del Monaco.

Qui in una registrazione del '49 si improvvisa tenore lirico e certo il vigoroso impatto vocale e l'impeto eroico travalicano i confini

del personaggio. Ma, a 1:06, il passaggio di registro sul Si bemolle di "ridestar" Del Monaco lo sa fare. E anche molto bene:

[media]http://www.youtube.com/watch?v=iUE77kLrlhw

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Guest profana

Poi scusate non vi sembra tardi, per Bocelli, accostarsi all'opera ora che ha 54 anni ?

(lo so ha cominciato qualche anno fa, ma sempre tardi. Infatti mi pare che il risultato sia stato :censored: ).

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Guest profana

Sfizi, profana.

Lucrosi sfizi.

Beh, ad ogni modo basta che non canti Con te Partirò :arrowhead:

che mi fa arricciare il pelo :angry:

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Mi metto a guardare la presentazione della stagione lirica dell' arena di Verona che la RAI, devo dire lodevolmente, propone da alcuni anni e mi sta anche bene che ci siano personaggi noti quali lo sono Domingo e Bocelli, però, porca miseria, mi fanno cantare un bel pò di roba a Bocelli, il quale, oltre a non essere un cantante lirico professionista, inizia forse a sentire nell' ugola le 55 primavere. Già nel Non ti scordar di me cantato insieme a Domingo si sente la differenza di armonici cl Plassi, tenendo anche conto che il Placido ha passato i 70 anni. Poi ti capita che a Bocelli fanno cantare il Nessun Dorma dove l' Andrea sbaglia parecchio e si salva giusto sugli acuti finali ma, magia dell' opera :-), il pubblico ne chiede il bis e Bocelli, che è comunque persona umile o perchè s'è reso conto d' averne combinate parecchie, non lo concede. Poi Domingo ti canta un' aria del Nabucco e nonostante che non sia un baritono professionista e non sia nemmeno un baritono giovane, a mio parere si disimpegna bene, ma siccome non è magari un' aria nota finisce che riceve meno applausi dell' Andre, per cui poi finisce che io spengo la TV


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Presentare in prima serata la stagione dell' Arena la trovo un' ottima pubblicità. Può anche andarmi bene Domingo che se non ho inteso male tra le mille cose che fa e che farà s'è ritagliato uno spazio come direttore artistico per la stagione del centenario areniano, però, diavolo, per una volta diamo spazio ai giovani o a cantanti lirici affermati. Va bene che Bocelli vende per qualche arcano motivo un sacco di dischi ma pure il baritono-Domingo avrebbe cantato meglio di lui parecchio di ciò che ha cantato


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Personalmente ritengo che per giudicare Bocelli sia impossibile non tener conto della sua condizione particolare. Non sono in grado di giudicare tecnicamente il cantante, per cui prendo per oro colato quello che dice Pink a inizio di questo topic.


Come impatto emotivo, non mi emoziona più di tanto e non sono un suo fan; tuttavia non trovo giusto giudicarlo con lo stesso metro che si adotta per gli altri.


Magari lui ci guadagna con la sua "pseudo-lirica", ma anche la lirica ci guadagna con lui.


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Ma onestamente se posso permettermi non so che ci guadagni la lirica nel farsi promuovere da uno che non è un tenore. Ai tempi di un Villa, che detto per inciso aveva anche un timbro molto più bello a mio giudizio, Bocelli avrebbe fatto qualche escursus nella lirica come fece anche Villa ma sempre lasciando il "grosso" a chi è cantante lirico di professione.

Nonostante i 70 anni, ieri Domingo nei duetti con Bocelli mostrava chiaramente come deve essere impostata una voce per "riempire" una sala o una arena.

Poichè non credo che un Bocelli ti venga a buon mercato, se non ha partecipato alla serata a gratis, allora tanto valeva tenersi Domingo quale nome noto e invitare ad esempio un Alvarez,che sarà magari noto solo ai melomani, ma almeno tiene na bella voce ed è un professionista.

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