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terrore


cinzia e max
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Ciao a tutti! Ieri ho fatto il saggio di violino e... anche con brani che suono a memoria mi sono incartata 2 volte!!! Che iella! Ma il problema rimane ...la paura del pubblico! C'e' per caso qualcuno che puo' aiutarmi a risolverla? Grazie!!!

Ciao, anche io quando suono in pubblico ho tanta paura e ansia, e sai qual'è il problema? il problema è che fino a qualche ora prima del concerto non sento nulla, sono molto tranquillo. La tensione, invece, mi sale 15 minuti prima dell'esibizione, tutta in un colpo. E' davvero brutto anche perchè questo problema ripercuote anche sulla performance. Il mio consiglio è quello di non farti troppi problemi, cioè in base alle mie esperienze dopo un concerto se so di aver sbagliato molte volte durante l'esecuzione la prima cosa che penso è se il pubblico se ne sia accorto e da lì comincio a pensare "ma come ho potuto sbagliare? la suonerei molto meglio!" oppure "che penseranno gli altri adesso" ecc..cerca di non rendere ancora più difficile la situazione e affrontala così com'è. E' normale, soprattutto ai primi anni, poi passa, anche se lentamente. Se vuoi posso consigliarti un libro di Kato Havas che si intitola "La paura del pubblico" scritto proprio per violinisti e violisti (p.s. io non ho avuto ancora la fortuna di leggerlo ma so che è stato utile per molti) Che mi resta da dire..stai tranquilla non è mica la fine del mondo, quando suoni pensa a qualcosa o a qualcuno che secondo te ha a che fare col pezzo che suoni, qualcosa di piavevole però oppure quello che sto cercando di fare io, cerca di stabilire col pubblico un rapporto non troppo formale, cioè non pensare che se suoni male il pubblico ti disdegna, anzi cerca di essere te stessa e molto naturale. Buona fortuna! ^_^

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Guest Fede_Rinhos

Ciao, anche io quando suono in pubblico ho tanta paura e ansia, e sai qual'è il problema? il problema è che fino a qualche ora prima del concerto non sento nulla, sono molto tranquillo. La tensione, invece, mi sale 15 minuti prima dell'esibizione, tutta in un colpo. E' davvero brutto anche perchè questo problema ripercuote anche sulla performance. Il mio consiglio è quello di non farti troppi problemi, cioè in base alle mie esperienze dopo un concerto se so di aver sbagliato molte volte durante l'esecuzione la prima cosa che penso è se il pubblico se ne sia accorto e da lì comincio a pensare "ma come ho potuto sbagliare? la suonerei molto meglio!" oppure "che penseranno gli altri adesso" ecc..cerca di non rendere ancora più difficile la situazione e affrontala così com'è. E' normale, soprattutto ai primi anni, poi passa, anche se lentamente. Se vuoi posso consigliarti un libro di Kato Havas che si intitola "La paura del pubblico" scritto proprio per violinisti e violisti (p.s. io non ho avuto ancora la fortuna di leggerlo ma so che è stato utile per molti) Che mi resta da dire..stai tranquilla non è mica la fine del mondo, quando suoni pensa a qualcosa o a qualcuno che secondo te ha a che fare col pezzo che suoni, qualcosa di piavevole però oppure quello che sto cercando di fare io, cerca di stabilire col pubblico un rapporto non troppo formale, cioè non pensare che se suoni male il pubblico ti disdegna, anzi cerca di essere te stessa e molto naturale. Buona fortuna! ^_^

Io ho comprato quel libro, moltissimi miei amici hanno detto che è stato illuminante e che li ha aiutati un sacco....boh io non l'ho trovato molto speciale, al pari di quello che ti insegnano psicologi, insegnanti di dinamica mentale et similia...

io comincio a pensare che sia solo una questione di autostima. Quando sai che comunque suonerai il pubblico penderà dalle tue labbra, allora puoi stare certo che non ti agiterai..

io una volta avevo gravissimi problemi di tensione di pubblico...l'ho più o meno risolto, in vari modi. Una cosa che mi aiuta molto è pensare "tu hai paura di suonare male? E tremi, quindi suoni ancora peggio? Suona come sai, vedrai che non sbagli, è matematico". Mi sciolgo quasi subito. Non avere mai paura dell'errore, perché è il primo modo per farlo. Poi l'ho risolto anche modificando l'impostazione e l'approccio allo strumento, molto più in corda e molto più composto rispetto a prima. E poi, l'ho risolto con l'autostima. La mia vecchia insegnante non mi stimava per niente, anche se suonavo già meglio di tutti i miei compagni di corso messi insieme (e me ne rendo conto solo adesso). Questa cosa un po' mi destabilizzava. Cambiando alcuni docenti e vedendo facce nuove, mettendomi alla prova e riuscendo a fare un po' di carriera, mi sono reso conto che forse non era il caso di agitarsi tanto.

Poi, un altro modo del risolvere la tensione (il migliore di tutti) è l'essere gravemente depresso, perché in quei casi prima del concerto hai altro a cui pensare che non al pubblico...

ci sono anche aiuti chimici, molto utili, che però lavorano più contro la rigidità delle mani, il tremore d'arco et simili...però per i problemi mentali non ti servono, se ti incarti senza ti incarti anche con. Anzi, spesso con i betabloccanti suoni pure più stonato.

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Io ho comprato quel libro, moltissimi miei amici hanno detto che è stato illuminante e che li ha aiutati un sacco....boh io non l'ho trovato molto speciale, al pari di quello che ti insegnano psicologi, insegnanti di dinamica mentale et similia...

io comincio a pensare che sia solo una questione di autostima. Quando sai che comunque suonerai il pubblico penderà dalle tue labbra, allora puoi stare certo che non ti agiterai..

io una volta avevo gravissimi problemi di tensione di pubblico...l'ho più o meno risolto, in vari modi. Una cosa che mi aiuta molto è pensare "tu hai paura di suonare male? E tremi, quindi suoni ancora peggio? Suona come sai, vedrai che non sbagli, è matematico". Mi sciolgo quasi subito. Non avere mai paura dell'errore, perché è il primo modo per farlo. Poi l'ho risolto anche modificando l'impostazione e l'approccio allo strumento, molto più in corda e molto più composto rispetto a prima. E poi, l'ho risolto con l'autostima. La mia vecchia insegnante non mi stimava per niente, anche se suonavo già meglio di tutti i miei compagni di corso messi insieme (e me ne rendo conto solo adesso). Questa cosa un po' mi destabilizzava. Cambiando alcuni docenti e vedendo facce nuove, mettendomi alla prova e riuscendo a fare un po' di carriera, mi sono reso conto che forse non era il caso di agitarsi tanto.

Poi, un altro modo del risolvere la tensione (il migliore di tutti) è l'essere gravemente depresso, perché in quei casi prima del concerto hai altro a cui pensare che non al pubblico...

ci sono anche aiuti chimici, molto utili, che però lavorano più contro la rigidità delle mani, il tremore d'arco et simili...però per i problemi mentali non ti servono, se ti incarti senza ti incarti anche con. Anzi, spesso con i betabloccanti suoni pure più stonato.

Sono d'accordo sull'autostima, credo che sia essenziale. Comunque sono problemi che si risolvono col tempo e penso anche che ognuno di noi debba trovare un modo per risorverli cercando di capire cos'è che ci spinge a reagire in un certo modo in certe situazioni. Può sembrare strano adesso quello che sto per dire, ma credo che bisogna anche farsi un'analisi individuale, cioè dovremmo studiare noi stessi per trovare un metodo esatto anche perchè il cervello è un'organo estremamente complesso quindi sarebbero svariate le cause e i rimedi.

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  • 3 weeks later...

potrà sembrare un'ovvietà ma lo è fino a un certo punto: per combattere la "paura da palcoscenico", la miglior cura è suonare il più possibile di fronte a qualcuno, abituarsi a "sopportare" il peso della paura di essere giudicati (magari da incompetenti, come nel 90% dei casi).

ogni tanto, raccimola un po' di parenti e amici e suona per loro; fallo possibilmente con regolarità.

per attirarli prepara qualche manicaretto e qualcosa da bere, avrai la scusa per trattenerli a subire i supplizi della musica classica :on_the_quiet2:

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Guest Fede_Rinhos

potrà sembrare un'ovvietà ma lo è fino a un certo punto: per combattere la "paura da palcoscenico", la miglior cura è suonare il più possibile di fronte a qualcuno, abituarsi a "sopportare" il peso della paura di essere giudicati (magari da incompetenti, come nel 90% dei casi).

ogni tanto, raccimola un po' di parenti e amici e suona per loro; fallo possibilmente con regolarità.

per attirarli prepara qualche manicaretto e qualcosa da bere, avrai la scusa per trattenerli a subire i supplizi della musica classica :on_the_quiet2:

Certamente, l'abitudine è fondamentale. Il M° Bruno Giuranna, con cui ho l'onore di studiare, ti fa lezione sempre davanti agli altri allievi (che a Cremona sono una decina ogni volta), suoni i pezzi da capo a fondo, preparato con una prova, davanti a degli occhi che ti puntano come falchi, giacché il maestro poi interroga gli altri allievi e chiede loro cosa c'era che non andava nella tua esecuzione.

Una palestra fondamentale!

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