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Miglior interprete pianistico di Mozart


mozartfl92
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Ciao a tutti, qual'è secondo voi il miglior interprete pianistico di Mozart? Sono un flautista e vorrei sentire una bella esecuzione di Mozart con uno strumento che non sia il mio...dall'ascolto dei flautisti si impara veramente poco... -.-

Nei concerti per pianoforte, Brendel su tutti. Nelle sonate sono meno preparato.

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Se non sbaglio, da poco qualcuno ha chiesto le stesse informazioni nel topic "il vostro prossimo acquisto", magari prova a darci un'occhiata.

Ero io che avevo chiesto informazioni per i concerti per pianoforte e orchestra. Per pianoforte solo il nome più importante che conosca è Gieseking (si trovano due cofanetti della Andromeda da 5 cd ciascuno con tutte le sue registrazioni pianistiche - ci sono le sonate, una marea di altri pezzi come minuetti, danze tedesche, variazioni, ecc. e poi il bellissimo quintetto per pianoforte e fiati e mi pare 4 concerti tra gli ultimi - ).

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Ciao a tutti, qual'è secondo voi il miglior interprete pianistico di Mozart? Sono un flautista e vorrei sentire una bella esecuzione di Mozart con uno strumento che non sia il mio...dall'ascolto dei flautisti si impara veramente poco... -.-

Il migliore non saprei dirlo. Arrau,Richter e Horowitz hanno lasciato grandi incisioni di Mozart. Clara Haskil e Gieseking sono stati grandissimi interpreti di Mozart. Grandi incisioni di pianisti ancora in vita invece sono quelle di Uchida,Barenboim,Ciccolini,Brendel,Perhaia,Schiff.

Più controverso invece è il Mozart di Gulda(a me non piace).

Per Mozart hai proprio una scelta immensa. Gieseking però spicca su tutti.

[media]http://www.youtube.com/watch?v=_2UvDOGo3qI&feature=related

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Il migliore non saprei dirlo. Arrau,Richter e Horowitz hanno lasciato grandi incisioni di Mozart. Clara Haskil e Gieseking sono stati grandissimi interpreti di Mozart. Grandi incisioni di pianisti ancora in vita invece sono quelle di Uchida,Barenboim,Ciccolini,Brendel,Perhaia,Schiff.

Più controverso invece è il Mozart di Gulda(a me non piace).

Per Mozart hai proprio una scelta immensa. Gieseking però spicca su tutti.

[media]http://www.youtube.com/watch?v=_2UvDOGo3qI&feature=related

Grazie delle indicazioni.. sto ascoltando un pò tutto e confrontando le varie esecuzioni, prendendo anche appunti...

Se hai tempo e voglia, e chiunque ne abbia, ti andrebbe anche di spiegare in cosa eccellono i migliori, cone Gieseking, che ho ascoltato nel n. 20,e cosa rende controverso Gulda, che ho ascoltato nello stesso? Nell'adagio ho potuto anche apprezzare l'esecuzione della Argerich, l'ho trovata molto equilibrata, con un suono molto dolce, le dinamiche sono piuttosto contentute, si sofferma di più nello sgranare alcuni "abbellimenti", come le terzine di sedicesimi che ci sono dopo la semiminima col punto dopo il primo "tutti" dell'orchestra... te come la trovi?

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  • 1 month later...

Ciao. Intervengo per la prima volta nel forum, salutando tutti.

Non sono un musicista, am un ascoltatore puro, quindi non mi addentrerò in questioni esecutive puntuali. Però secondo me oggi per poter orientarsi nell'interpretazione mozartiana, occorre comprendere qual'è il Mozart che noi abbiamo in testa, qual'è la nostra idea di Mozart. Perché ad oggi di Mozart su tastiera ce ne sono almeno due.

Uno è il Mozart di tradizione, tutto volto all'apollineo, al bel suono, con dinamiche contenute, brillantezza di tocco, una certa generica serenità di fraseggio. Nessuna introduzione di variazioni nella riproposizione dei ritornelli, e quindi o esecuzione integrale senza introduzione di variazioni o tagli del/dei ritornelli. Rigore ritmico all'interno del movimento e coerenza nel rapporto tra le velocità staccate nei vari movimenti. Essendo il Mozart della tradizione novecentesca è certo un Mozart prevalentemente pianistico. Tra i pianisti recenti Barenboim è per molti versi l'esponente più rappresentativo, ma questo vale anche per la Uchida. A questo gruppo appartengono a pieno titolo Gieseking e la Haskil, il primo Arrau (ma non l'ultimo delle sonate registrate per Philips), Richter e Horowitz. Tipicamente viene definito il Mozart della interpretazione neoclassica,ed è un Mozart spesso sorridente, eterno fanciullo, di un bello che un pò assomiglia alla ceramica di Capodimonte, al contempo levigato, regolare, un pò manierato (secondo me).

L'altro è il Mozart dell'interpretazione filologica. E quindi un Mozart illuminato partendo dalla espressione musicale barocca, e non dalla espressione musicale successiva classica beethoveniana. Espansione della dinamica (anche se il volume massimo ottenible è ovviamente e comunque minore di quello del piano, visto che gli interpreti di questa scuola eseguono al fortepiano), maggior mordente nel fraseggio, irregolarità agogica, introduzione di variazioni nella ripetizione dei ritornelli (come di prassi all'epoca). Tra questi interpreti vanno annoverati i fortepianisti veri e propri (Bilson, Badura Skoda, Staier, Brautigam), ma anche quei pianisti che pur non abbandonando lo strumento moderno hanno però abbracciato alcune linee interpretative della scuola filologica. Tra questi certo Gulda, che però abbracciava una interpretazione di questo tipo più per derivazione dalla prassi Jazz che per mero scrupolo filologico, e Schiff, il quale nella registrazione delle sonate per Decca introduceva variazioni ma espressivamente faceva riferimento alla scuola interpretativa tradizionale (tagli compresi), ma che in questi ultimi anni dal vivo esegue un Mozart del tutto diverso da quello dell'eterno fanciullo di tradizione, un Mozart che non teme per drammaticità del fraseggio confronti col primo Beethoven... Tra gli interpreti storici non per questioni esecutive (agogica, variazioni) ma per questioni interpretative, tra questi interpreti del Mozart "drammatico" e non "eterno fanciullo" metterei sicuramente anche Maria Yudina, al pianoforte.

Se dovessi dire in senso comune, la tradizione neoclassica disegna un Mozart che è tutto un "Nozze di Figaro" alla Bohm, e che lascia al turbamento, al dolore, al dramma, pochissimi spazi. L'interpretazione filologica considera invece la faccia "Nozze di Figaro" equivalente come rilevanza al volto "Don Giovanni", e quindi mette in molto maggior risalto nel mondo poetico mozartiano il turbamento che non era affatto assente né nella tradizione musicale barocca precedente né tantomeno nella tradizione teatrale settecentesca. Se l'interpretazione mozartiana neoclassica al pianoforte si preoccupa di tener staccato Mozart da Beethoven mediante l'uso di dinamiche più contenute e un estesissimo uso del perlato alternato allo staccato ed al legato e di suoni sempre "belli", la tradizione filologica non teme di sporcarsi le mani con ampie dinamiche e con suoni meno "belli" perché lo stacco da Beethoven sarà dato dallo stesso uso di uno strumento diverso, e quindi non necessariamente da ottenersi con la limitazione degli slanci espressivi.

Se con la scuola neoclassica Mozart è il proto- romanticismo prima della maturità espressiva beethoveniana, con la scuola filologica Mozart è transizione - completa dal punto di vista espressivo - dal mondo barocco al mondo pienamente classico, cosa che può dirsi ancor più dell'Haydn tastieristico. Con la tradizione neoclassica Mozart è l'esponente di un mondo che non c'è più, di una sensibilità non moderna, volta al bello puro. Per l'interpretazione filologica Mozart è l'esponente di un mondo con stilemi espressivi diversi da quello del mondo romantico, ma ugualmente completo nel raffigurare tanto l'apollineo quanto il dionisiaco.

IL discorso sugli interpreti va tenuto però distinto pqer quanto riguarda esecutori dei concerti ed esecutori delle sonate. Se nelle sonate secondo me l'approccio non neoclassico (intendendo in questo approccio far confluire anche i pianisti di scuola non neoclassica pura come l'ultimo Arrau, lo Schiff di oggi, la Yudina, Gulda) ha vittoria a mano bassa sul monotono mondo del bello a tutti i costi della scuola più ortodossa tradizionale (al di là dell'eccellente livello esecutivo di interpreti come Gieseking), nei concerti il discorso è più articolato, sia perché tra i ponti tra le due scuole possiamo citare l'ottimo, famosissimo e secondo me in gran parte non superato Brendel delle registrazioni Philips con Marriner, sia perché il rapporto di volume e le peculiarità sonore dell'abbinata fortepiano+orchestra non convince - giustamente dal loro punto di vista - gli amanti di un suono meno "cameristico".

Ora ho parlato un pò di tutto ed un pò in fretta. Se ti può interessare potrei indicariti tra le incisioni che conosco quelle che trovo più interessanti, partendo dalla che a me interessa molto più il Mozart "moderno" dell'approccio filologico, ma conosco anche interpreti classici...

Ciao

PS: mi rendo conto di aver ripescato una discussione di più di un mese fa.... magari non serve più... :embarassed_kid:

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tutti grandissimi nomi quelli citati fin ora; a me piacciono tantissimo Serkin, Brendel e Schiff.

ultimamente sto apprezzando moltissimo Andreas Staier; vi invito a dargli un ascolto


/>http://www.youtube.com/watch?v=3f1CfFXDkK8


/>http://www.youtube.com/watch?v=zEcZLbY8f2k

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Richter, pianista che amo e ammiro moltissimo, in Mozart in genere non mi piace proprio. Lo trovo insolitamente piatto e monotono. Unica eccezione, il concerto K450, in una vecchia registrazione con Barsha, in cui entrambi rendono un Mozart molto giocoso e spiritoso.

Viceversa ricordo con molto piacere un cd mozartiano dell'ultimo Gilels, davvero interessante.

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Anche io sono un fan di Richter, soprattutto del Richter dei primi anni '60. E come te non credo che Mozart sia il suo apice d'interprete, anzi.

Nelle sonate io consiglierei per gli amanti del piano e lasciando perdere i dischi isolati e sparsi di altri interpreti l'integrale di Arrau (equilibrata tra istanze tradizionali ed istanze interpretative recenti, "faziosa" ma anche affascinante ed illuminante), o quella di Gulda (di approccio post-filologico del tutto moderno) o quella di Barenboim (tradizionale).

Per gli attenti alle risorse dei fortisti, invece, consiglierei l'integrale di Malcolm Bilson (una delle più belle in assoluto, per me come resa complessiva la migliore su tutte), e quella in fase di pubblicazione di Bezuidenhout per Harmonia MUndi. Notevoli alcuni dischi isolati di Egarr (di musica pianistica sparsa più che di sonate), Levin e Staier.

Per quanto riguarda i concerti, di impostazione tradizionale ma praticamente perfetta dal punto di vista pianistico per la varietà incredibile di sfumature, la giocosità ma anche il mordente, il lirismo ma anche la drammaticità, consiglierei l'edizione Brendel+Marriner. Per le esecuzioni su strumenti antichi forse quella di Van Immerseel per Channel Classics o quella di Bilson+ Gardiner (ma mancano ancora integrali straordinarie su fortepiano). Del tutto straordinari invece i pochi concerti registrati da Staier per Teldec.

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  • 2 weeks later...

Certo che il Mozart di Richter è davvero singolare. Non si può negare abbia un che di squadrato, di troppo severo. Non che manchi la delicatezza o l'abbandono, ma a volte il suono è un po' pesante, sembra davvero che Richter si stia preparando per... Schubert. Sì, Mozart per Richter è un gemello di Schubert, anche nel salisburghese Richter decide di scavare, cesellare, pur rischiando di farlo in argilla umida anziché nel marmo, dunque lasciando a volte segni un po' troppo marcati. Certi contrasti ritmici sono davvero potenti, e mi chiedo se fossero possibili sugli strumenti che aveva a disposizione Wolfie. Per esempio adesso, nel Presto della KV 283. Bisogna indagare ulteriormente.

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Certo che il Mozart di Richter è davvero singolare. Non si può negare abbia un che di squadrato, di troppo severo. Non che manchi la delicatezza o l'abbandono, ma a volte il suono è un po' pesante, sembra davvero che Richter si stia preparando per... Schubert. Sì, Mozart per Richter è un gemello di Schubert, anche nel salisburghese Richter decide di scavare, cesellare, pur rischiando di farlo in argilla umida anziché nel marmo, dunque lasciando a volte segni un po' troppo marcati. Certi contrasti ritmici sono davvero potenti, e mi chiedo se fossero possibili sugli strumenti che aveva a disposizione Wolfie. Per esempio adesso, nel Presto della KV 283. Bisogna indagare ulteriormente.

Credo di no: Mozart doveva ancora conoscere i fortepiani Stein (chi volesse farci un giro alias ascoltarli è pregato di recarsi

) quando scrisse la KV 283 (1774). Prima utilizzava strumenti di cui doveva essere evidentemente insoddisfatto, perché rimase entusiasta degli Stein e lo fece sapere per lettera.

In ogni caso il pianoforte mi sembra troppo diverso da qualsiasi fortepiano per poter simulare un'esecuzione di fine '700. Inoltre c'erano alcuni registri del fortepiano che i compositori si impegnavano a mettere in risalto nelle loro sonate: questo è un aspetto che è stato scoperto abbastanza recentemente ed è difficile che, anche volendo riprodurre un'esecuzione filologicamente informata, Richter lo sapesse.

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Credo di no: Mozart doveva ancora conoscere i fortepiani Stein (chi volesse farci un giro alias ascoltarli è pregato di recarsi

) quando scrisse la KV 283 (1774). Prima utilizzava strumenti di cui doveva essere evidentemente insoddisfatto, perché rimase entusiasta degli Stein e lo fece sapere per lettera.

In ogni caso il pianoforte mi sembra troppo diverso da qualsiasi fortepiano per poter simulare un'esecuzione di fine '700. Inoltre c'erano alcuni registri del fortepiano che i compositori si impegnavano a mettere in risalto nelle loro sonate: questo è un aspetto che è stato scoperto abbastanza recentemente e difficilmente, anche volendo riprodurre un'esecuzione filologicamente informata, Richter poteva saperlo.

Grazie Kraus, sempre informatissimo. Nel mio post tra l'altro avevo detto una sciocchezza, volevo dire contrasti dinamici, non ritmici. Comunque sono sempre più convinto che Richter suonasse Mozart cercando di far emergere i germogli del tardo Schubert (quasi saltando Beethoven, per quanto sembri paradossale).

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Grazie Kraus, sempre informatissimo. Nel mio post tra l'altro avevo detto una sciocchezza, volevo dire contrasti dinamici, non ritmici. Comunque sono sempre più convinto che Richter suonasse Mozart cercando di far emergere i germogli del tardo Schubert (quasi saltando Beethoven, per quanto sembri paradossale).

Figurati ;) Anzi, aspetto sempre smentite perché piglio spesso granchi clamorosi... Ho provato ad ascoltare il Richter della KV 283 (anche se ora lo sto "collaudando" su Schubert) e faccio fatica a trovare differenze con la Uchida, segno proprio che per valutare le interpretazioni sono negato :laughingsmiley: Bado troppo alle note e poco a come vengono suonate.

[media]http://www.youtube.com/watch?v=uFLurzBNXuU

p.s. Valga quel che ho detto nel post precedente anche per i contrasti dinamici, in quanto penso che il fortepiano dell'epoca avesse un suono piuttosto flebile, nonostante fosse già in grado di differenziare i volumi.

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  • 2 weeks later...

Penso anch'io che Richter avesse in mente non tanto Mozart in sé, ma quello che la musica di Mozart ha poi seminato nel futuro del pianoforte. Forse Richter aveva in mente anche certo Chopin....

Io comunque non mi stupisco se si usa una dinamica ampia al piano, quando si suona Mozart: stiamo suonando un altro strumento, stiamo già producendo un suono diverso da quello d'epoca, perché fare il verso al fortepiano sulle dinamiche? Anche perché come volume il fortepiano ne aveva certo poco, ma era comunque in grado di sviluppare dinamiche non proprio irrisorie, se suonato in un salotot del settecento...

Come che sia, sul pianoforte, se proprio deve essere, preferisco una dinamica pre-beethoveniana ad un pianismo alla Uchida, tutto miniatura, smalto e bellezza di suono.... insomma, rispetto al solito Mozart apollineo, forse oggi ascolto più volentieri anche Richter....

Andras Schiff ha dimostrato in questi ultimi anni, dal vivo, che Mozart può essere suonato senza problemi stilitici con un'ampia dinamica (non pretendendo di emulare, magari sonorità alla Rachmaninov... ci vuole anche buon senso)

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  • 4 weeks later...

Vi ringrazion per le risposte! Sono stato un pò assente e mi scuso di non aver partecipato attivamente alla discussione! Cosa pensate dell'interpretazione di Sokolov? Io lo considero a pieno titolo il più grande pianista vivente, ha una ricchezza timbrica spiazzante, e tutte le sue registrazioni sono live, il suo suono in questo concerto potrei paragonarlo ad un raggio di luce! Secondo me questo è il timbro perfetto con cui eseguire Mozart.

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  • 2 weeks later...

Ma cosa pensate del Mozart di Kempf? Io ne sono molto attratto.

Alla fine ho ceduto alla tentazione e ho preso un cd (all'onesto prezzo di 10 euro) dove Kempf suona il concerto n.23 k488, il 24 k491 e l'8 k246. Che dire....mi piace moltissimo perché era quello che mi aspettavo da un pianista come Kempf: un suono 'prezioso' e discreto senza troppi eccessi (l'adagio del k488 é tutto meno che 'romantico'); un suono 'illuminista' come mi piace per Mozart.

Il cd é della Deutsche serie Originals.

(e così mi sono risposto da solo :D) Fa' niente, il cd in questione lo consiglio. :D

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