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Metodo Carbonare


Arnold

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Ciao a tutti. Ultimamente ho sentito parlare di un metodo di Alessandro carbonare :il suono,arte e la tecnica, e devo dire che la cosa mi ha incuriosito. Volevo chiedere se per caso qualcuno di voi ne sa qualcosa. Inoltre : in questo libro vengono riproposti gli esercizi più buoni di alcuni metodi classici già conosciuti o nuovi esercizi scritti da Alessandro Carbonare? e poi per quale livello sono adatti?

Ringrazio in anticipo :thank_you2: :thank_you2: :thank_you2:

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Si tratta di un libro molto particolare,che personalmente adoro. Per lo più ci sono svariati arpeggi che, progredendo di tonalità e d'ottava, aiutano ad esplorare il registro dell'intero strumento (dal mi grave fino alle note straordinarie). Un esercizio del genere è fondamentale, e se fatto bene (cioè, a parer mio, lentamente) aiuta a migliorare l'omogeneità del suono tra i diversi registri dello strumento, ovviamente il legato, l'intonazione. Inoltre, è molto più divertente riscaldarsi così che con note lunghe (l'effetto è lo stesso se non addirittura migliore, ma ci si arriva divertendosi ;) )

Poi ci sono esercizi dedicati interamente al registro acuto dello strumento, ed altri dedicati al registro che va dal sol nel pentagramma al si bemolle subito sopra, che noi clarinettisti sappiamo essere per natura dello strumento non ottimale. Infine qua e la sono disseminati alcuni passi A Solo per clarinetto, come per esempio quello della Rapsodia Spagnola di Ravel. Ho un amico insegnante che lo sta facendo adottare ai suoi alunni, e a parer suo il miglioramento è evidente e lo si raggiunge in poco tempo. Io studio al quinto anno di conservatorio, e ormai fa parte di quei metodi fondamentali per me. Ma ritengo che anche un professionista possa giovare di esercizi del genere. A una prima vista sembrano quasi banali, eppure sono stati scritti con una metodicità impressionante, e il risultato, studiando, lo si sente.

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è molto più divertente riscaldarsi così che con note lunghe (l'effetto è lo stesso se non addirittura migliore, ma ci si arriva divertendosi

non vorrei andare troppo ot, ma qualcuno mi deve spiegare questo mito delle note lunghe.... io non ho mai fatto una nota lunga in vita mia, a che servono?

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"A migliorare il suono" (=A rompersi i cosìdetti)

Sicuramente fanno cadere i c.... ma a mio parere servono molto, per quel che mi riguarda soprattutto per il controllo del suono in tutte le sue sfacettature. Poi perchè tutti, docenti per primi, dicono di farle costantemente ? Comunque ho sentito dire ad un clarinettista di jazz che non le fa perchè il suono gli ammorbidisce troppo !

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Guest 97clarinet

Sicuramente fanno cadere i c.... ma a mio parere servono molto, per quel che mi riguarda soprattutto per il controllo del suono in tutte le sue sfacettature. Poi perchè tutti, docenti per primi, dicono di farle costantemente ? Comunque ho sentito dire ad un clarinettista di jazz che non le fa perchè il suono gli ammorbidisce troppo !

Allora, secondo me è inutile fare note lunghe e basta. E' utile invece allenare le varianti dinamiche, i vibrati ecc... con le note lunghe.

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Fin dall'inizio nessuno dei miei insegnanti mi ha fatto fare note lunghe e basta. In ogni caso si trattava di partire per esempio da un pianissmo, arrivare a un fortissimo, tornare al pianissimo e tenere la nota più possibile...il tutto prestando attenzione all'intonazione...E servono, come esercizi. Sono veramente noiose, ma molto molto utili...e, giusto per curiosità: il vibrato è così importante da curarlo ogni giorno prima e durante lo studio? Io non credo...

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Fin dall'inizio nessuno dei miei insegnanti mi ha fatto fare note lunghe e basta. In ogni caso si trattava di partire per esempio da un pianissmo, arrivare a un fortissimo, tornare al pianissimo e tenere la nota più possibile...il tutto prestando attenzione all'intonazione...E servono, come esercizi. Sono veramente noiose, ma molto molto utili...e, giusto per curiosità: il vibrato è così importante da curarlo ogni giorno prima e durante lo studio? Io non credo...

Al giorno d'oggi è fondamentale saper fare il vibrato, non solo perchè è indispensabile nella musica contemporanea, ma anche perchè è molto utile in alcuni brani di repertorio.

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Guest 97clarinet

Grazie a tutti per i vostri pareri sul vibrato e sulle note lunghe ma quello che a me interessa un po' di più è la vostra opinione sulla qualità del metodo.

Ringrazio ancora :thank_you2: :thank_you2: :thank_you2: :thank_you2:

Io non l'ho mai visto, vedo se riesco a consultarne in qualche modo una copia, la cosa mi incuriosisce. Controllerò.

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non vorrei andare troppo ot, ma qualcuno mi deve spiegare questo mito delle note lunghe.... io non ho mai fatto una nota lunga in vita mia, a che servono?

Tipo a capire come funziona il tubo che hai in mano, e a non pensare che sia la divina provvidenza a farti uscire quel si bemolle una ciofeca o quel re crescente?

Ho visto il libro poco tempo fa: secondo me ricalca molto il metodo che Carbonare usa generalmente per studiare, ed è una combinazione di cose che si vedono negli altri libri di tecnica (tipo il Didier per gli arpeggi...)

Personalmente, preferisco farmi un giro di note lunghe, uno di staccato-legato e al massimo un giro di scale o di terze, per poi lavorare sulle difficoltà delle opere o dei passi, piuttosto che seguire certi metodi di tecnica, ma immagino che, per chi ha bisogno di lungo studio come lui, possa giovare! :)

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Tipo a capire come funziona il tubo che hai in mano, e a non pensare che sia la divina provvidenza a farti uscire quel si bemolle una ciofeca o quel re crescente?

non sarò martin frost, ma penso di avere capito abbastanza come funziona il tubo, anche senza note lunghe. riguardo al re crescente e al sib non l'ho capita

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non sarò martin frost, ma penso di avere capito abbastanza come funziona il tubo, anche senza note lunghe. riguardo al re crescente e al sib non l'ho capita

I tuoi suoni sono tutti belli ed intonati al primo colpo quindi... Beato te! :)

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la domanda non l'ho rivolta a te nello specifico, quindi se non hai voglia di rispondere con un minimo di chiarezza/cortesia puoi anche astenerti, sopravviverò

Se mi citi non posso non pensare che ce l'hai con me, in quanto a cortesia credo di essere stata battuta svariate volte da te in queste pagine, come nel cogliere l'ironia, e, concludendo, se non capisci che sto parlando di specifici problemi dello strumento clarinetto (sib e re, per intenderci) o il tuo strumento e magnificamente perfetto, o sei un talento divino oppure stiam parlando di due strumenti diversi... In ogni caso, libero di pensarla come ti pare, sopravviverò! :)

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Se mi citi non posso non pensare che ce l'hai con me, in quanto a cortesia credo di essere stata battuta svariate volte da te in queste pagine, come nel cogliere l'ironia, e, concludendo, se non capisci che sto parlando di specifici problemi dello strumento clarinetto (sib e re, per intenderci) o il tuo strumento e magnificamente perfetto, o sei un talento divino oppure stiam parlando di due strumenti diversi... In ogni caso, libero di pensarla come ti pare, sopravviverò! :)

Ragazzi ci sono gli MP per questo tipo di discussioni

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Si tratta di un libro molto particolare,che personalmente adoro. Per lo più ci sono svariati arpeggi che, progredendo di tonalità e d'ottava, aiutano ad esplorare il registro dell'intero strumento (dal mi grave fino alle note straordinarie). Un esercizio del genere è fondamentale, e se fatto bene (cioè, a parer mio, lentamente) aiuta a migliorare l'omogeneità del suono tra i diversi registri dello strumento, ovviamente il legato, l'intonazione. Inoltre, è molto più divertente riscaldarsi così che con note lunghe (l'effetto è lo stesso se non addirittura migliore, ma ci si arriva divertendosi ;) )

Poi ci sono esercizi dedicati interamente al registro acuto dello strumento, ed altri dedicati al registro che va dal sol nel pentagramma al si bemolle subito sopra, che noi clarinettisti sappiamo essere per natura dello strumento non ottimale. Infine qua e la sono disseminati alcuni passi A Solo per clarinetto, come per esempio quello della Rapsodia Spagnola di Ravel. Ho un amico insegnante che lo sta facendo adottare ai suoi alunni, e a parer suo il miglioramento è evidente e lo si raggiunge in poco tempo. Io studio al quinto anno di conservatorio, e ormai fa parte di quei metodi fondamentali per me. Ma ritengo che anche un professionista possa giovare di esercizi del genere. A una prima vista sembrano quasi banali, eppure sono stati scritti con una metodicità impressionante, e il risultato, studiando, lo si sente.

Incuriosito l'ho acquistato è oggi è arrivato! A prima vista mi pare organizzato in modo diverso dai soliti metodi. Contiene anche consigli dell'autore non standardizzati, per affrontare ogni singolo esercizio. Chi vivrà vedrà !

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