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Aaron Copland


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Per la Symphony No. 3 anche queste sono validissime alternative all'eccellente Bernstein/DG (ma anche Sony anni '60):

Levi/Atlanta (Telarc)

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Mata/Dallas (EMI)

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Minnesota/Oue (Reference Recordings)

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Comunque, il cofanetto Sony (in gran parte con la LSO, se non ricordo male, con la quale ebbe un rapporto speciale) è molto bello e riuscito nel complesso, anche perchè Copland fu un ottimo direttore d'orchestra delle sue musiche e (pare) non solo. Pur non avendo mai studiato direzione d'orchestra ed essendovisi avvicinato tardi, si formò con la pratica e l'esperienza ispirandosi a Hindemith e Stravinsky (più compositori che direttori) e cercò di apprendere il più possibile da Bernstein o da altri direttori americani con cui venne in contatto. Nel tempo si costruì anche un repertorio più tradizionale ed europeo, oltre alle sue musiche e agli autori americani, con cui girò il mondo dirigendo alcune tra le grandi orchestre americane e la LSO (oltre alle orchestre semiprofessionistiche sudamericane, con le quali iniziò a fare gavetta); tra i suoi compositori preferiti c'erano Haydn, Mozart, Faurè, Roussel, Mahler, Tchaikovsky, Stravinsky, Hindemith, Britten, Busoni. Dai filmati (qui in età matura con Benny Goodman nel Clarinet Concerto) la sua tecnica appare essenziale, asciutta e chiara (poi era molto ben voluto dagli orchestrali, a quanto ho letto):

Grazie molte. Io per ora possiedo le letture di Bernstein con la nyp e altri lavori con zinman. Provvederò presto all'acquisto del cofanetto in questione dato anche il modestissimo prezzo

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  • 3 years later...

@Ives che mi sai dire del Copland compositore per il cinema?

Sono suites molto ben assemblate che incorporano ovviamente i motivi principali dei film. Copland ha scritto musica per il cinema molto bella e originale, aveva una dote innata nell'accompagnare le immagini invece di sovrapporre la musica a esse, anche se odiava il ritmo frenetico dell'industria cinematografica a cui mai si piegò (lui metodico come era) dal punto di vista commerciale. Da ricordare che Copland non usava i consueti "orchestratori" di Hollywood ma orchestrava da solo i suoi lavori (al contrario di autori storici dell'industria cinematografica come Newman e Stainer o Korngold). Il primo lavoro fu del 1939 per il documentario The City su temi sociali che alterna musica dalle atmosfere bucoliche a ritmi frenetici per i quadri metropolitani (la Naxos ha in catalogo sia il DVD, che le tracce audio); nel 1939 scrisse le musiche per Of Mice and Man tratto da un romanzo di Steinbeck. Nel 1940 compose le musiche per Our Town di Sam Wood (famoso per aver diretto il capolavoro dei Marx, Una notte all'Opera). Suoni limpidi, puliti, eterei, nostalgici; armonie semplici e dirette, animano una musica di una dolcezza inaudita, di arcana bellezza. Sicuramente, una delle opere più riuscite di Copland in questo ambito. La suite è dedicata a Bernstein, che ne curò la prima esecuzione assoluta nel 1944 con la Boston Pops Orchestra. Nel 1943 venne coinvolto nel progetto di The North Star per cui scrisse una musica danzante e passionale. Nel 1945 fu la volta di The Cummington Story storia di intollerenza e di dificoltà d'integrazione, qui di grande effetto è la musica di carattere circense che descrive gli ostacoli tra le diverse culture. La felice convivenza finale utilizza lo splendido tema di Down a Country Lane. Nel 1948 vede la luce The Red Pony tratto ancora da Steinbeck, che è la colonna sonora più celebre di Copland: in italiano, il titolo del film divenne Minuzzolo, il cavallino rosso (no comment). E' un discreto film sentimentale per ragazzi (almeno i ragazzi del 1948! oggi ti potrebbero linciare se gli fai vedere una cosa del genere), d'ambientazione western. Un pò didattico, talvolta discontinuo, traccia una storia ricca di emozioni bucoliche con spirito sincero e mai commiserevole. La regia di Milestone è professionale, il cast buono (con un giovane Robert Mitchum). Belle ed evocative le musiche di Copland, che nonostante ricordino motivi folk e country, sono totalmente originali. Nonostante il tema per teenagers, Copland amava molto l'ambientazione rustica e scrisse pagine anche dissonanti e dai ritmi complessi, come sempre associate a pagine diatoniche e più semplici. Coronamento del suo lavoro per le pellicole, fu l'Oscar per The Heiress (L'Ereditiera) nel 1949: egli incarnò senza dubbio il maggior compositore di musica classica americana che si dedicò  cosi intensamente e con successo ad Hollywood. In uno dei suoi articoli sul New York Times, tuttavia, Copland predisse il destino di questo genere musicale, sostenendo che, in futuro, la musica da film sarebbe divenuta un vero e proprio genere a sè stante e non sarebbe stata più considerata, come lo era ai suoi tempi, con significato dispregiativo. Nel 1961 Copland tornò al cinema per la partitura di Something Wild affascinato dal poter dipingere in musica i vari caratteri di New York. Non per nulla, nel 1964 raccolse il materiale più significativo in una bellissima suite intitolata Music for a Great City (Subway Jam è un'urban music di geniale atmosfera, sotterranea e frenetica; il brano si conclude con una dissonanza che ricorda molto le sonorità di Connotations).

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Interessante questo Telarc soprattutto la musica scritta per lo spettacolo di marionette From Sorcery to Science, che rappresenta un vero gioiello perduto dello stile coplandiano (la partitura fu distrutta e venne perduta). Le coreografie dello spettacolo vennero realizzate dal famoso artista italo-americano Remo Bufano (già creatore dello spettacolo di marionette per El Retablo de Maese Pedro di De Falla e per Oedipus Rex di Stravinsky). Interessante il brano The Chinese Medicine Man, sapientemente costruito sulla scala pentatonica tipica della musica orientale ed elaborata nell'inconfondibile stile coplandiano. Grazie al lavoro di ricostruzione coordinato da Jonathan Sheffer e alla EOS Orchestra, ora è possibile riascoltarla.

@Majakovskij

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15 ore fa, Ives dice:

che mi sai dire del Copland compositore per il cinema?

Sono suites molto ben assemblate che incorporano ovviamente i motivi principali dei film. Copland ha scritto musica per il cinema molto bella e originale, aveva una dote innata nell'accompagnare le immagini invece di sovrapporre la musica a esse, anche se odiava il ritmo frenetico dell'industria cinematografica a cui mai si piegò (lui metodico come era) dal punto di vista commerciale. [....]

Grande Ives! intervento molto istruttivo! conoscevo già la Music for a Great City, che mi piace moltissimo. 

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