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music_91

Imparare a suonare un pezzo/esercizio nuovo

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Salve =)

Volevo sapere quando vi trovate davanti un pezzo cosa fate? Quali sono le vostre fasi di studio?

Io studio così:

1) Guardo il tempo (anche se non riesco subito a capire nella mia mente come sarà il ritmo per cui dopo alcuni tentativi individuo il ritmo) e le alterazioni in chiave;

2) Suono a mani separate e porto le singole mani quasi alla velocità finale

3) Unisco le mani e sistemo le battute che non riescono

4) Aumento la velocità

5) Comincio a sistemare l'espressione e i piani e i forti

Secondo voi va bene?

E poi non capisco una cosa: quando leggo lo spartito, anche quando faccio la prima lettura, non penso al nome delle note... Mi spiego meglio.

Per dire, se ho un valzer e ho le seguenti note: si la si do re mi (pensatela come una sestina di biscrome in un tempo 3/4 e dunque tutte in una battuta), è ovvio che leggo le note e dunque sono consapevole che la prima nota ad es. è un si però poi, diciamo che continuo ad occhio, nel senso se vedo che la nota è vicina alla nota precendete e scende allora faccio il la.

Quando poi ho imparato il pezzo e lo devo perfezionare, io, non penso più ai nomi delle note ovvero se sto facendo il re, il do, il si, il la... ma suono, diciamo, automaticamente ad occhio (in base alla posizione delle note) e ad orecchio (ricordando la melodia).

E' sbagliato?

Quando suono devo canticchiarmi il nome delle note in testa?

Anche perchè così come faccio perora ho la sensazione di non studiare bene il pezzo, di non essere effettivamente cosciente delle note che sto suonando e quindi quando dopo mesi mi ritrovo a voler risuonare quel determinato es. devo praticamente quasi ristudiarlo. Non solo, quando suono e magri mi perdo mi viene difficile riprendermi perchè devo leggere la nota che mi sta sfuggendo e perdo tempo..

Secondo me, se cantassi in mente le note, intanto imparerei meglio a memoria i pezzi (nel caso in cui dovessi aver bisogno di impararli) e poi nel caso in cui mi dovessi perdere saprei che nota andare a suonare e sarei in grado di riprendere il filo velocemente. E questo perchè in mente non avrei solo la melodia ma anche le rispettive note..

Non so se mi sono spiegata :D ma potreste darmi una mano a risolvere questo dubbio?

Grazie mille :P

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Salve =)

Volevo sapere quando vi trovate davanti un pezzo cosa fate? Quali sono le vostre fasi di studio?

Io studio così:

1) Guardo il tempo (anche se non riesco subito a capire nella mia mente come sarà il ritmo per cui dopo alcuni tentativi individuo il ritmo) e le alterazioni in chiave;

2) Suono a mani separate e porto le singole mani quasi alla velocità finale

3) Unisco le mani e sistemo le battute che non riescono

4) Aumento la velocità

5) Comincio a sistemare l'espressione e i piani e i forti

Personalmente cerco di partire quasi subito a mani unite, al limite se mi sembra un po' complesso faccio una lettura rapida a mani separate per poi iniziare a studiare subito a mani unite. Questo perchè, quando unisco, vengono fuori dei problemi che a mani separate non ci sono.

Per il resto faccio come te, anche se magari non sono così preciso a livello di schemi (per esempio, certe dinamiche, se non mi danno problemi, le sistemo subito).

Secondo voi va bene?

E poi non capisco una cosa: quando leggo lo spartito, anche quando faccio la prima lettura, non penso al nome delle note... Mi spiego meglio.

Per dire, se ho un valzer e ho le seguenti note: si la si do re mi (pensatela come una sestina di biscrome in un tempo 3/4 e dunque tutte in una battuta), è ovvio che leggo le note e dunque sono consapevole che la prima nota ad es. è un si però poi, diciamo che continuo ad occhio, nel senso se vedo che la nota è vicina alla nota precendete e scende allora faccio il la.

Quando poi ho imparato il pezzo e lo devo perfezionare, io, non penso più ai nomi delle note ovvero se sto facendo il re, il do, il si, il la... ma suono, diciamo, automaticamente ad occhio (in base alla posizione delle note) e ad orecchio (ricordando la melodia).

E' sbagliato?

Quando suono devo canticchiarmi il nome delle note in testa?

Anche perchè così come faccio perora ho la sensazione di non studiare bene il pezzo, di non essere effettivamente cosciente delle note che sto suonando e quindi quando dopo mesi mi ritrovo a voler risuonare quel determinato es. devo praticamente quasi ristudiarlo. Non solo, quando suono e magri mi perdo mi viene difficile riprendermi perchè devo leggere la nota che mi sta sfuggendo e perdo tempo..

Secondo me, se cantassi in mente le note, intanto imparerei meglio a memoria i pezzi (nel caso in cui dovessi aver bisogno di impararli) e poi nel caso in cui mi dovessi perdere saprei che nota andare a suonare e sarei in grado di riprendere il filo velocemente. E questo perchè in mente non avrei solo la melodia ma anche le rispettive note..

Non so se mi sono spiegata :D ma potreste darmi una mano a risolvere questo dubbio?

Grazie mille :P

Io vado molto basandomi sulla posizione delle mani. Se il pezzo comincia da una certa posizione mi regolo di conseguenza. Poi se guardo le note sullo spartito le riconosco, ma mentre suono non ho il tempo per pensare "questo è mi, questo è sol, ecc.". Può essere utile invece riconoscere gli accordi per andare subito con la posizione della mano giusta (questa cosa me la dice sempre il mio maestro, ma ancora non sono al livello da riconoscerli - tranne quelli più semplici -).

Per quanto riguarda la memoria, quella meccanica dovrebbe permetterti di ricordare abbastanza come suonare un pezzo che hai studiato bene tempo fa (ovviamente prima dovrai togliere un po' di ruggine). Io ormai ho imparato a memoria il primo movimento di una sonata di Haydn che studio da un bel po', ma senza saper cantare tutte le note che suono. Mi baso su alcune come riferimento, ma sempre più come posizione sulla tastiera che come nota in sè (anche se la memoria meccanica queste cose non le memorizza, quindi se la lasciassi per un po' di tempo poi dovrei un attimo rivedere questi riferimenti sullo spartito).

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Personalmente cerco di partire quasi subito a mani unite, al limite se mi sembra un po' complesso faccio una lettura rapida a mani separate per poi iniziare a studiare subito a mani unite. Questo perchè, quando unisco, vengono fuori dei problemi che a mani separate non ci sono.

Per il resto faccio come te, anche se magari non sono così preciso a livello di schemi (per esempio, certe dinamiche, se non mi danno problemi, le sistemo subito).

Io vado molto basandomi sulla posizione delle mani. Se il pezzo comincia da una certa posizione mi regolo di conseguenza. Poi se guardo le note sullo spartito le riconosco, ma mentre suono non ho il tempo per pensare "questo è mi, questo è sol, ecc.". Può essere utile invece riconoscere gli accordi per andare subito con la posizione della mano giusta (questa cosa me la dice sempre il mio maestro, ma ancora non sono al livello da riconoscerli - tranne quelli più semplici -).

Per quanto riguarda la memoria, quella meccanica dovrebbe permetterti di ricordare abbastanza come suonare un pezzo che hai studiato bene tempo fa (ovviamente prima dovrai togliere un po' di ruggine). Io ormai ho imparato a memoria il primo movimento di una sonata di Haydn che studio da un bel po', ma senza saper cantare tutte le note che suono. Mi baso su alcune come riferimento, ma sempre più come posizione sulla tastiera che come nota in sè (anche se la memoria meccanica queste cose non le memorizza, quindi se la lasciassi per un po' di tempo poi dovrei un attimo rivedere questi riferimenti sullo spartito).

Capisco grazie mille per la risposta. Rincuorata ;)

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Premesso che mi trovo ancora ad un livello decisamente basso (ho iniziato da poco).

Io scrivo come faccio io (potrebbe comunque essere un metodo sbagliato, o forse adatto solo o me, comunque lo scrivo lo stesso).

1) Prima cosa i pezzi che faccio non sono difficili. In pratica cerco di fare i pezzi di livello soltanto poco più difficile di quelli che so fare. In pratica, se sono troppo difficili evito al momento di farli e li lascio per il futuro (Correrei altrimenti il rischio di stare inutilmente ore e ore sopra i pezzi senza mai riuscire a prepararli).

2) La cosa di "evitare i pezzi difficili" fa sì che posso iniziare a studiarli praticamente già a mani unite, anche se soltanto molto lentamente, relativamente a quanto si dovrebbero fare e senza comunque i tempi giusti.

3) Nel farlo, cerco di capire quali sono le parti più difficili del pezzo (dove in pratica sono costretto a rallentare) e che richiedono quindi un impegno maggiore nello studio.

4) Una volta che individuo le parti "difficili", cerco di concentrarmi su quelle parti, ad esempio ripetendole più volte soltanto quelle parti, eventualmente anche a mani separate. Qual'è la parte dove faccio più errori, la destra o la sinistra? Allora cerco di ripetere, a mani separate, più volte, ovviamente, la parte dove mi viene peggio. Con questo modo di fare le parti difficili le imparo praticamente quasi a memoria, anche grazie al fatto di ripeterle continuamente.

5) Il pezzo comunque lo provo al massimo un paio di giorni, poi passo comunque ad un altro pezzo, dove faccio le stesse cose.

6) Periodicamente ritorno sul pezzo che avevo "lasciato" e lo riprendo, più volte finchè non mi viene bene.

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Mi pare che tu faccia benissimo ;). L'unica differenza che ho rispetto a te è che prima di passare al pezzo successivo aspetto la lezione col maestro (a meno che non debba passare troppo tempo per qualche contrattempo di uno o dell'altro e quindi inizio a vedere un altro esercizio).

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"...Mi pare che tu faccia benissimo ;). L'unica differenza che ho rispetto a te è che prima di passare al pezzo successivo aspetto la lezione col maestro..."

Se dici a me (penso che sia così..) non sono mai andato a lezione (di piano). Quel (pochissimo) che so, l'ho fatto da autodidatta. In pratica da piccolo mi piaceva soltanto la chitarra e sono andato a lezioni di chitarra classica (4 anni), poi ho preso una tastiera (Kawai K1) per far suonare i midi e "giocarci" sopra, per capirci la tastiera mi suonava la "base" e io ci facevo l'assolo con la chitarra, dopo che ho smesso di suonare con gli amici.

Poi ho smesso proprio completamente con la musica per diversi anni, e dopo qualche anno ho pensato di "ritornare" alla musica, pensando di tornare alla mia vecchia chitarra e al mio basso.

Soltanto che un giorno di un paio di anni ho trovato in in mercatino all'aperto (tipo antiquariato-modernariato, quelli mensili che si fanno in molte città e paesi..) il piccolo classico Beyer arancione Op.101 usato a un euro.

L'ho sfogliato, l'ho comprato, e mi sono detto... e se inizio a fare questi esercizi nonostante la mia età più da pensione che da scuola di piano?

E così ho fatto... ho iniziato (sono ancora molto agli inizi...) a suonicchiare qualcosina, grazie al Beyer del mercatino, e con grande soddisfazione mia e un po' meno per chi mi sta vicino.

E per i pezzi nuovi faccio come ho scritto.

Saluti.

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"...Mi pare che tu faccia benissimo ;). L'unica differenza che ho rispetto a te è che prima di passare al pezzo successivo aspetto la lezione col maestro..."

Se dici a me (penso che sia così..) non sono mai andato a lezione (di piano). Quel (pochissimo) che so, l'ho fatto da autodidatta. In pratica da piccolo mi piaceva soltanto la chitarra e sono andato a lezioni di chitarra classica (4 anni), poi ho preso una tastiera (Kawai K1) per far suonare i midi e "giocarci" sopra, per capirci la tastiera mi suonava la "base" e io ci facevo l'assolo con la chitarra, dopo che ho smesso di suonare con gli amici.

Poi ho smesso proprio completamente con la musica per diversi anni, e dopo qualche anno ho pensato di "ritornare" alla musica, pensando di tornare alla mia vecchia chitarra e al mio basso.

Soltanto che un giorno di un paio di anni ho trovato in in mercatino all'aperto (tipo antiquariato-modernariato, quelli mensili che si fanno in molte città e paesi..) il piccolo classico Beyer arancione Op.101 usato a un euro.

L'ho sfogliato, l'ho comprato, e mi sono detto... e se inizio a fare questi esercizi nonostante la mia età più da pensione che da scuola di piano?

E così ho fatto... ho iniziato (sono ancora molto agli inizi...) a suonicchiare qualcosina, grazie al Beyer del mercatino, e con grande soddisfazione mia e un po' meno per chi mi sta vicino.

E per i pezzi nuovi faccio come ho scritto.

Saluti.

Bravo! Però avere un insegnante vicino può essere molto utile, se puoi te lo consiglio.

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Io studio così:

...

Le prime due cose che mi vengono in mente:

Mi sembra che manchi una fase iniziale di analisi e conseguente diteggiatura

L'esecuzione a mani separate non è un principio universale ma dipende dal tipo di scrittura del brano

Per gli altri punti ci sarebbe da aprire delle grosse parentesi.

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Le prime due cose che mi vengono in mente:

Mi sembra che manchi una fase iniziale di analisi e conseguente diteggiatura

L'esecuzione a mani separate non è un principio universale ma dipende dal tipo di scrittura del brano

Per gli altri punti ci sarebbe da aprire delle grosse parentesi.

In che senso fase iniziale di analisi?

Ps: apri pure le parentesi ;-)

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