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Flautissimo 2011


Guest

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  • 2 weeks later...

Mah... forse il 3 Dicembre, mi piacerebbe ascoltare la Careddu,la Beynon... Le masterclass come sono? collettive o singole?

Beh, ci vediamo lì, allora. Delle masterclass non so niente. Gli anni passati c'era qualcuno che faceva sentire qualcosa al maestro di turno e gli altri tutti a sentire. Come siano selezionati gli allievi é un mistero. La Careddu vale la pena, molto raffinata. La Beynon non la conosco molto. Ho solo la sonata di franck suonata da lei ma non mi piace granché. Il suono ce l'ha però, anche la tecnica e l'intonazione.

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  • 3 weeks later...

Leggevo stamattina, ma stando a Venezia mi è decisamente poco praticabile in sto periodo.

Su Persichilli non posso che essere d'accordo con Stefano. Non solo l'esperienza orchestrale, ma anche quella di insegnamento, di cultura musicale, di umanità.

Peraltro, io non andrei mai a lezione da uno "che suona bene", ma da uno che "insegna bene". E solitamente le due persone non coincidono.

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io ci sarò, dall'inizio alla fine!

(segnalo anche per chi è di Roma che Mario Caroli terrà un altro concerto oltre a quello di Flautissimo, il 30 Novembre alle 21 (info qui http://www.nuovaconsonanza.it/2011/Festival%202011/festival11.html) presso la Sala Casella, concerto in cui spaziera da bach fino a jolivet eseguendo una delle sue specialità, chant de linos!)

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Ieri ho ascoltato il concerto di Mario Caroli e Philipp Bernold. Il programma prevedeva: Caplet: Reverie; Mendelssohn: Sonata in fa minore;Taffanel: Andante pastorale; Yoshimatsu: Digital Bird Suite (Caroli); Dutilleux: Sonatina; Poulenc: Sonata; Enesco: Cantabile e presto; Guyot: Two easy pieces (Bernold). Due flautisti molto diversi, Caroli e Bernold, il primo accompagna le sue esecuzioni con notevole gestualità (può anche apparire eccessiva o una forzatura), il secondo più compassato. Caroli com'é nel suo modo di suonare cerca sfumature, sonorità, dinamiche come un flautista francese vecchia scuola, mi ricorda Marion, specialmente in Caplet, il suo suono, com'era quello di Marion, fende l'aria e 'viaggia' ed é un suono che mi ricorda la 'canna' primordiale e che conserva un'arcana magia. Il suono di Bernold é invece rotondo, se 'viaggia' é solo quando lo spinge, lo forza, altrimenti se ne stà lì, localizzato in quel punto preciso ed é lì che devi andare tu per ascoltarlo. La sonatina di Dutilleux é un suo cavallo di battaglia e, acnhe in questa circostanza, ne ha dato un'esecuzione da maestro. Poulenc, bello ma discutibile, a mio avviso troppo presente, anche nei piani troppo definito, io, con l'eccezione dell'ultimo tempo, lo sento più 'irreale' più sospeso e,anche qui, più magico. Enesco é scivolato via così, senza 'infamia e senza lode', i due brani di Guyot mah!! Secondo me bruttini alquanto. Sia ben chiaro: Bernold é un flautista con tutte le carte in regola, bravo, bravissimo in certe esecuzioni, le mie sono osservazioni del tutto personali.

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Ieri ho ascoltato il concerto di Mario Caroli e Philipp Bernold. Il programma prevedeva: Caplet: Reverie; Mendelssohn: Sonata in fa minore;Taffanel: Andante pastorale; Yoshimatsu: Digital Bird Suite (Caroli); Dutilleux: Sonatina; Poulenc: Sonata; Enesco: Cantabile e presto; Guyot: Two easy pieces (Bernold). Due flautisti molto diversi, Caroli e Bernold, il primo accompagna le sue esecuzioni con notevole gestualità (può anche apparire eccessiva o una forzatura), il secondo più compassato. Caroli com'é nel suo modo di suonare cerca sfumature, sonorità, dinamiche come un flautista francese vecchia scuola, mi ricorda Marion, specialmente in Caplet, il suo suono, com'era quello di Marion, fende l'aria e 'viaggia' ed é un suono che mi ricorda la 'canna' primordiale e che conserva un'arcana magia. Il suono di Bernold é invece rotondo, se 'viaggia' é solo quando lo spinge, lo forza, altrimenti se ne stà lì, localizzato in quel punto preciso ed é lì che devi andare tu per ascoltarlo. La sonatina di Dutilleux é un suo cavallo di battaglia e, acnhe in questa circostanza, ne ha dato un'esecuzione da maestro. Poulenc, bello ma discutibile, a mio avviso troppo presente, anche nei piani troppo definito, io, con l'eccezione dell'ultimo tempo, lo sento più 'irreale' più sospeso e,anche qui, più magico. Enesco é scivolato via così, senza 'infamia e senza lode', i due brani di Guyot mah!! Secondo me bruttini alquanto. Sia ben chiaro: Bernold é un flautista con tutte le carte in regola, bravo, bravissimo in certe esecuzioni, le mie sono osservazioni del tutto personali.

un resoconto generale non ce lo fai? :D

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