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Ciao a tutti, mi piacerebbe poter ascoltare i brani di musica classica capendo il periodo (soprattutto emotivo e sentimentale) del compositore dal punto di vista di biografia.

Proprio per gustarmeli meglio e capirli di più, sapete come potrei fare? Qualche sito? Qualche conoscenza?

Grazie molte, ciao!

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Ciao a tutti, mi piacerebbe poter ascoltare i brani di musica classica capendo il periodo (soprattutto emotivo e sentimentale) del compositore dal punto di vista di biografia.

Proprio per gustarmeli meglio e capirli di più, sapete come potrei fare? Qualche sito? Qualche conoscenza?

Grazie molte, ciao!

Il consiglio che ti do io (ma qui ci sono molti più esperti di me) è di iniziare ad ascoltare J.S.Bach (1685-1750). E' il top del barocco e non dovrebbe esserci viatico migliore.


/>http://www.youtube.com/watch?v=ChbWhAtqEnA&playnext=1&list=PLE153A63275A374AC

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Ciao a tutti, mi piacerebbe poter ascoltare i brani di musica classica capendo il periodo (soprattutto emotivo e sentimentale) del compositore dal punto di vista di biografia.

Proprio per gustarmeli meglio e capirli di più, sapete come potrei fare? Qualche sito? Qualche conoscenza?

Grazie molte, ciao!

Prova qui

Clicca sul nome del compositore e poi puoi scegliere tra la biografia e la navigazione tra le varie opere: quele più importanti hanno una scheda di presentazione in genere abbastanza ben fatta.

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da quello che ho capito elkikko vorrebbe associare una determinata fase della vita di un compositore ai suoi lavori prodotti durante essa, tendando di relazionare lo stato emotivo personale allo stato emotivo della musica.

Mi sembra un punto di vista troppo romantico sinceramente.

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da quello che ho capito elkikko vorrebbe associare una determinata fase della vita di un compositore ai suoi lavori prodotti durante essa, tendando di relazionare lo stato emotivo personale allo stato emotivo della musica.

Mi sembra un punto di vista troppo romantico sinceramente.

beh, per esempio la morte di una sorella di Mendelssohn ha fatto comporre il "Requiem per Fanny"; se si immagina la situazione tragica e si ascolta allo stesso tempo il brano si riesce proprio a entrare nella musica e nel suo senso!

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da quello che ho capito elkikko vorrebbe associare una determinata fase della vita di un compositore ai suoi lavori prodotti durante essa, tendando di relazionare lo stato emotivo personale allo stato emotivo della musica.

Mi sembra un punto di vista troppo romantico sinceramente.

Ma il fatto che sia un punto di vista "troppo romantico" non significa sia sbagliato: elkikko ha portato un caso che riguarda Mendelssohn. E ce ne sono molti altri, dando retta ad aneddoti e documenti. Ne cito un paio, che peraltro prendo entrambi con le dovutissime pinze: Haydn "avrebbe" scritto l'Adagio della Sinfonia n.98 sotto l'impressione della morte di Mozart, ma mi pare che nessun documento lo confermi; Schubert fece lo stesso con l'Adagio della Quinta Sinfonia, in cui era invece ricordato suo padre. Il caso di Bruckner che dedica l'Adagio della Settima ispirato dalla malattia e poi morte di Wagner è anch'esso un caso analogo: forse è anche l'unico caso dei tre in cui il compositore ammette la propria causa d'ispirazione.

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Ma il fatto che sia un punto di vista "troppo romantico" non significa sia sbagliato: elkikko ha portato un caso che riguarda Mendelssohn. E ce ne sono molti altri, dando retta ad aneddoti e documenti. Ne cito un paio, che peraltro prendo entrambi con le dovutissime pinze: Haydn "avrebbe" scritto l'Adagio della Sinfonia n.98 sotto l'impressione della morte di Mozart, ma mi pare che nessun documento lo confermi; Schubert fece lo stesso con l'Adagio della Quinta Sinfonia, in cui era invece ricordato suo padre. Il caso di Bruckner che dedica l'Adagio della Settima ispirato dalla malattia e poi morte di Wagner è anch'esso un caso analogo: forse è anche l'unico caso dei tre in cui il compositore ammette la propria causa d'ispirazione.

Sono d'accordo. Fede_Rinhos citava i retroscena del terzo concerto di Bartok che effettivamente dà un qualcosina in più.

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Ma il fatto che sia un punto di vista "troppo romantico" non significa sia sbagliato: elkikko ha portato un caso che riguarda Mendelssohn. E ce ne sono molti altri, dando retta ad aneddoti e documenti. Ne cito un paio, che peraltro prendo entrambi con le dovutissime pinze: Haydn "avrebbe" scritto l'Adagio della Sinfonia n.98 sotto l'impressione della morte di Mozart, ma mi pare che nessun documento lo confermi; Schubert fece lo stesso con l'Adagio della Quinta Sinfonia, in cui era invece ricordato suo padre. Il caso di Bruckner che dedica l'Adagio della Settima ispirato dalla malattia e poi morte di Wagner è anch'esso un caso analogo: forse è anche l'unico caso dei tre in cui il compositore ammette la propria causa d'ispirazione.

Non vedo assolutamente niente di sbagliato in ciò che vuole fare elkikko, anzi, trovo la cosa molto interessante.

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Ma il fatto che sia un punto di vista "troppo romantico" non significa sia sbagliato: elkikko ha portato un caso che riguarda Mendelssohn. E ce ne sono molti altri, dando retta ad aneddoti e documenti. Ne cito un paio, che peraltro prendo entrambi con le dovutissime pinze: Haydn "avrebbe" scritto l'Adagio della Sinfonia n.98 sotto l'impressione della morte di Mozart, ma mi pare che nessun documento lo confermi; Schubert fece lo stesso con l'Adagio della Quinta Sinfonia, in cui era invece ricordato suo padre. Il caso di Bruckner che dedica l'Adagio della Settima ispirato dalla malattia e poi morte di Wagner è anch'esso un caso analogo: forse è anche l'unico caso dei tre in cui il compositore ammette la propria causa d'ispirazione.

da quanto mi è parso di capire dai vari topic aperti da elkikko, il problema di fondo è che non riesce ad apprezzare la musica colta...in un topic nella sezione pianoforte diceva se non sbaglio che non prova piacere nel suonare e nell'ascoltare (quello che succede a me per quanto riguarda la musica leggera)...quindi ora cerca di trovare degli "appigli" per poter capire meglio i brani che ascolta...personalmente concordo con tutti i brani citati nel post quotato (magari aggiungerei anche il primo quartetto di Smetana) e consiglierei inoltre, anche se non è proprio attinente con la richiesta, di ascoltare qualche Poema Sinfonico...essendo musica a programma magari potrebbe fare al caso suo..

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Ciao a tutti, mi piacerebbe poter ascoltare i brani di musica classica capendo il periodo (soprattutto emotivo e sentimentale) del compositore dal punto di vista di biografia.
da quanto mi è parso di capire dai vari topic aperti da elkikko, il problema di fondo è che non riesce ad apprezzare la musica colta...in un topic nella sezione pianoforte diceva se non sbaglio che non prova piacere nel suonare e nell'ascoltare (quello che succede a me per quanto riguarda la musica leggera)...quindi ora cerca di trovare degli "appigli" per poter capire meglio i brani che ascolta...

Io invece credo sia un metodo fuorviante, un girarci attorno... :unsure: cioè, da una parte è un atteggiamento lodevole e dovrebbero farlo tutti.

Anzi a me viene automatico leggermi qualcosa su compositore, vita, ritratti, curiosità.

E da questo punto di vista consiglio soprattutto gli epistolari e/o memorie varie per rimanere in topic! ;)

D'altra parte però è vero tempo sottratto allo studio,

alla vera materia di uno strumentista che sono quelle robe nere che stanno sulla pagina rigata...:rolleyes_anim:

Quanti esecutori preferirebbero un'ora in più alla settimana di strumento al posto di una di storia della musica?! :lol: (io ne conosco... ^^ forse perché amano suonare "a prescindere")

Forse è più produttivo ascoltarsi varie interpretazioni dello stesso brano di altri esecutori e leggersi qualcosa sul loro modo di rapportarsi al brano. (anche qui, curiosità, documentari, interviste, etc.. lo so, è difficile operare in questo senso ma forse è più stimolante per uno strumentista rispetto al taglio prettamente storico :) ).

Ma questa è una mia opinione eh :lol: dettata dalla due nature che convivono in me :ninja:, solo che mi fa star male leggere di qualcuno che non riesce ad apprezzare quello che suona in toto... :crying_anim02: il problema forse è un altro.

Comunque a inizio topic si parla di "ascoltare", ma in questo caso mi riferivo anche all'altro topic citato da beethoven125. ;)

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Io invece credo sia un metodo fuorviante, un girarci attorno... :unsure: cioè, da una parte è un atteggiamento lodevole e dovrebbero farlo tutti.

Anzi a me viene automatico leggermi qualcosa su compositore, vita, ritratti, curiosità.

E da questo punto di vista consiglio soprattutto gli epistolari e/o memorie varie per rimanere in topic! ;)

D'altra parte però è vero tempo sottratto allo studio,

alla vera materia di uno strumentista che sono quelle robe nere che stanno sulla pagina rigata...:rolleyes_anim:

Quanti esecutori preferirebbero un'ora in più alla settimana di strumento al posto di una di storia della musica?! :lol: (io ne conosco... ^^ forse perché amano suonare "a prescindere")

Forse è più produttivo ascoltarsi varie interpretazioni dello stesso brano di altri esecutori e leggersi qualcosa sul loro modo di rapportarsi al brano. (anche qui, curiosità, documentari, interviste, etc.. lo so, è difficile operare in questo senso ma forse è più stimolante per uno strumentista rispetto al taglio prettamente storico :) ).

Ma questa è una mia opinione eh :lol: dettata dalla due nature che convivono in me :ninja:, solo che mi fa star male leggere di qualcuno che non riesce ad apprezzare quello che suona in toto... :crying_anim02: il problema forse è un altro.

Comunque a inizio topic si parla di "ascoltare", ma in questo caso mi riferivo anche all'altro topic citato da beethoven125. ;)

Non mi trovo assolutamente d'accordo, quelle robe nere che stanno sulla parte rigata sono solo una parte della musica. Quanti esecutori procedono anche ad una ricerca storica nell'affrontare un brano di un compositore? Parecchi

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Ma il fatto che sia un punto di vista "troppo romantico" non significa sia sbagliato: elkikko ha portato un caso che riguarda Mendelssohn. E ce ne sono molti altri, dando retta ad aneddoti e documenti. Ne cito un paio, che peraltro prendo entrambi con le dovutissime pinze: Haydn "avrebbe" scritto l'Adagio della Sinfonia n.98 sotto l'impressione della morte di Mozart, ma mi pare che nessun documento lo confermi; Schubert fece lo stesso con l'Adagio della Quinta Sinfonia, in cui era invece ricordato suo padre.

Scusami ma questa notizia mi giunge completamente nuova, a cosa ti riferisci e qual è la fonte? Il padre di Schubert morì dopo Schubert stesso

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Scusami ma questa notizia mi giunge completamente nuova, a cosa ti riferisci e qual è la fonte? Il padre di Schubert morì dopo Schubert stesso

@ Conte Caramella,

Non toccare Schubert a Beethoven111!!!! :laughingsmiley:

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Non mi trovo assolutamente d'accordo, quelle robe nere che stanno sulla parte rigata sono solo una parte della musica. Quanti esecutori procedono anche ad una ricerca storica nell'affrontare un brano di un compositore? Parecchi

Spero che la discussione venga approfondita perché a parer mio merita. ^^

Per rispondere... ho detto che l'approfondimento dovrebbero farlo tutti... sovente era il mio stesso maestro a contestualizzarmi il brano, a raccontarmi qualcosa oltre le note.

Ma ho sottolineato le parti importanti del meccanismo. :yes:

Quello che tu chiami solo una parte... beh, è la parte più importante, è il “prodotto” del compositore! Il vero mondo sonoro che dovrebbe coinvolgerci è tutto lì...

Cercando a tutti costi un legame sentimentale con la vita del compositore spesso si prendono lucciole per lanterne. 29lloif.gif

Poi, mi sembra riduttivo brano triste --> compositore con lutto, disgrazie, e così via.

Anzi, ci vedo -come dire- un poco di sadismo (non credo sia il termine giusto, ma non mi viene in mente altro) in tutto questo. :shok:

-Ecco, vedi.. lo sapevo che ti era morto qualcuno per comporre questo!- :stun:

Adesso sto ovviamente enfatizzando, ma è per rendere chiara l'idea.

Se un esecutore suona da più di dieci anni e non ha mai provato piacere in quello che suona o non ha mai trovato un brano che lo appassionasse davvero, secondo me non sarà certo la parte storica a favorire quel piacere!

Magari sei più portato a fare altro, tipo il musicologo piuttosto che l’esecutore.

E comunque rilancio la palla ricollegandomi a quell' anche di sibelius: il piacere per un brano viene prima o dopo l'approfondimento storico?! (piacere anche per i puri ascoltatori eh! ;) )

Attenzione alla risposta... se mi dici dopo... è un riconoscere i limiti del compositore che non è riuscito a trasmettere nessuna bellezza in quello che ha scritto.

Ma ora sono curiosa di sentire il vostro parere, esecutori o ascoltatori non importa.

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@beethoven111

Oops! Io credevo stravedessi per Schubert, ma poi ho letto la tua firma e mi viene il dubbio:

"schubert andrebbe denunciato se distrugge così alcune persone"

Non riesco a capire se è un elogio assoluto o un'aspra critica. :scratch_one-s_head:

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Scusami ma questa notizia mi giunge completamente nuova, a cosa ti riferisci e qual è la fonte? Il padre di Schubert morì dopo Schubert stesso

Si, ma puo' valere per il requiem di Brahms scritto per la morte della madre, comunque non credo che possano esserci metodi validi in generale, io personalmente non faccio uno studio "preliminare" per avere accesso alla musica di un autore, ma per e' sistematico il piacere di raccogliere notizie e dati che aiutino una lettura approfondita di componimenti che mi sono piaciuti particolarmente o che mi hanno incuriosito.

D'altra parte l'ascolto e' una esperienza esclusivamente soggettiva e credo che ognuno debba trovare, se vuole, il suo personale punto di ingresso e la sua evoluzione, personalmente ho trovato in questo forum numerosi spunti in particolare sui vari interpreti che suggeriscono a loro volta approfondimenti.

Per partire il mio consiglio e' dal meglio in assoluto: Beethoven e sul "Sommo" di materiale in rete e non solo ce n'e' a piacere.....e va cercato seguendo tracce personali.

Non comprerei mai un libro "Come ascoltare Beethoven" o qulunque altro autore.

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@beethoven111

Oops! Io credevo stravedessi per Schubert, ma poi ho letto la tua firma e mi viene il dubbio:

"schubert andrebbe denunciato se distrugge così alcune persone"

Non riesco a capire se è un elogio assoluto o un'aspra critica. :scratch_one-s_head:

La citazione è di un altro utente "vul". Se clikki sull'iconcina della freccia snapback.png ti rimanda alla discussione da dove è stata tratta e capirai meglio. :D

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Spero che la discussione venga approffondita perché a parer mio merita. ^^

Per rispondere... ho detto che l'approfondimento dovrebbero farlo tutti... sovente era il mio stesso maestro a contestualizzarmi il brano, a raccontarmi qualcosa oltre le note.

Ma ho sottolineato le parti importanti del meccanismo. :yes:

Quello che tu chiami solo una parte... beh, è la parte più importante, è il “prodotto” del compositore! Il vero mondo sonoro che dovrebbe coninvolgerci è tutto lì...

Cercando a tutti costi un legame sentimentale con la vita del compositore spesso si prendono lucciole per lanterne. 29lloif.gif

Poi, mi sembra riduttivo brano triste --> compositore con lutto, disgrazie, e così via.

Anzi, ci vedo -come dire- un poco di sadismo (non credo sia il termine giusto, ma non mi viene in mente altro) in tutto questo. :shok:

-Ecco, vedi.. lo sapevo che ti era morto qualcuno per comporre questo!- :stun:

Adesso sto ovviamente enfatizzando, ma è per rendere chiara l'idea.

Se un esecutore suona da più di dieci anni e non ha mai provato piacere in quello che suona o non ha mai trovato un brano che lo appassionasse davvero, secondo me non sarà certo la parte storica a favorire quel piacere!

Magari sei più portato a fare altro, tipo il musicologo piuttosto che l’esecutore.

E comunque rilancio la palla ricollegandomi a quell' anche di sibelius: il piacere per un brano viene prima o dopo l'approfondimento storico?! (piacere anche per i puri ascoltatori eh! ;) )

Attenzione alla risposta... se mi dici dopo... è un riconoscere i limiti del compositore che non è riuscito a trasmettere nessuna bellezza in quello che ha scritto.

Ma ora sono curiosa di sentire il vostro parere, esecutori o ascoltatori non importa.

Secondo me, il centro rimane la partitura naturalmente. Sostengo solo che, conoscere i retroscena circa la composizione dell'opera può dare un plusvalore non indifferente.

Anzi, io non separerei del tutto le cose. Le opere sono la traduzione dei sentimenti e delle capacità di un artista, e per quanto le note e i pentagrammi poco sembrino attinenti alle vicende dell'uomo, la musica è qualcosa di vivo che potrebbe essere considerata un trait-d'union. E non penso che, nell'esempio citato di Bartok, il concerto debba per forza esprimere sensazioni macabre perché era malato: solo lui sa cosa aveva in mente e cosa sentiva quando l'ha composto. Naturalmente la musica non ha bisogno di questo tipo di supporti, però è innegabile che fornisce una chiave di lettura supplementare che di certo non danneggia la fruizione dell'opera.

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La citazione è di un altro utente "vul". Se clikki sull'iconcina della freccia snapback.png ti rimanda alla discussione da dove è stata tratta e capirai meglio. :D

Grazie! E' che l'avevo notata in tutti gli interventi di Beethoven111 e volevo capire. Ora faccio come hai detto. :laughingsmiley: ...................... Ah, mo ho capito.

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Si, ma puo' valere per il requiem di Brahms scritto per la morte della madre, comunque non credo che possano esserci metodi validi in generale, io personalmente non faccio uno studio "preliminare" per avere accesso alla musica di un autore, ma per e' sistematico il piacere di raccogliere notizie e dati che aiutino una lettura approfondita di componimenti che mi sono piaciuti particolarmente o che mi hanno incuriosito.

D'altra parte l'ascolto e' una esperienza esclusivamente soggettiva e credo che ognuno debba trovare, se vuole, il suo personale punto di ingresso e la sua evoluzione, personalmente ho trovato in questo forum numerosi spunti in particolare sui vari interpreti che suggeriscono a loro volta approfondimenti.

Per partire il mio consiglio e' dal meglio in assoluto: Beethoven e sul "Sommo" di materiale in rete e non solo ce n'e' a piacere.....e va cercato seguendo tracce personali.

Non comprerei mai un libro "Come ascoltare Beethoven" o qulunque altro autore.

Condivido quanto dici, ma ti rispondo per un'altra ragione: volevo farti i complimenti per il nick, THAT'S IT...! :laughingsmiley::thumbsup_still::laughingsmiley:

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Condivido quanto dici, ma ti rispondo per un'altra ragione: volevo farti i complimenti per il nick, THAT'S IT...! :laughingsmiley::thumbsup_still::laughingsmiley:

ti ringrazio molto, kesté......;)

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Spero che la discussione venga approfondita perché a parer mio merita. ^^

Per rispondere... ho detto che l'approfondimento dovrebbero farlo tutti... sovente era il mio stesso maestro a contestualizzarmi il brano, a raccontarmi qualcosa oltre le note.

Ma ho sottolineato le parti importanti del meccanismo. :yes:

Quello che tu chiami solo una parte... beh, è la parte più importante, è il “prodotto” del compositore! Il vero mondo sonoro che dovrebbe coinvolgerci è tutto lì...

Cercando a tutti costi un legame sentimentale con la vita del compositore spesso si prendono lucciole per lanterne. 29lloif.gif

Poi, mi sembra riduttivo brano triste --> compositore con lutto, disgrazie, e così via.

Anzi, ci vedo -come dire- un poco di sadismo (non credo sia il termine giusto, ma non mi viene in mente altro) in tutto questo. :shok:

-Ecco, vedi.. lo sapevo che ti era morto qualcuno per comporre questo!- :stun:

Adesso sto ovviamente enfatizzando, ma è per rendere chiara l'idea.

Se un esecutore suona da più di dieci anni e non ha mai provato piacere in quello che suona o non ha mai trovato un brano che lo appassionasse davvero, secondo me non sarà certo la parte storica a favorire quel piacere!

Magari sei più portato a fare altro, tipo il musicologo piuttosto che l’esecutore.

E comunque rilancio la palla ricollegandomi a quell' anche di sibelius: il piacere per un brano viene prima o dopo l'approfondimento storico?! (piacere anche per i puri ascoltatori eh! ;) )

Attenzione alla risposta... se mi dici dopo... è un riconoscere i limiti del compositore che non è riuscito a trasmettere nessuna bellezza in quello che ha scritto.

Ma ora sono curiosa di sentire il vostro parere, esecutori o ascoltatori non importa.

Il piacere di un brano è indipendente dall'approffondimento storico, che, però, almeno per quanto riguarda me medesimo, è in grado di svelarmi alcuni particolari del brano, il che mi apre nuove prospettive e nuove visioni del brano.

Per quanto riguarda la musica antica per ottoni, un approfondimento storico mi dice che gli strumenti dell'epoca erano molto diversi rispetto a quelli attuali, stesso dicasi per l'effetto sonoro. Certe cose non possono essere scritte sullo spartito.

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Il piacere di un brano è indipendente dall'approffondimento storico, che, però, almeno per quanto riguarda me medesimo, è in grado di svelarmi alcuni particolari del brano, il che mi apre nuove prospettive e nuove visioni del brano.

Per quanto riguarda la musica antica per ottoni, un approfondimento storico mi dice che gli strumenti dell'epoca erano molto diversi rispetto a quelli attuali, stesso dicasi per l'effetto sonoro. Certe cose non possono essere scritte sullo spartito.

io non sto dicendo di studiare chi sa che cosa, ma avere il minimo di conoscenza e buon senso nell'ascolto.

Cioè, ora sto incominciando ad ascoltando prima di tutto per autore, e poi anche per periodi di vita.

Inoltre lo specchietto dell'autore con periodo credo sia molto utile (per me che conoscevo poco).

Secondo me(sempre personalmente) molte volte l'esecuzione richiede ascolto sensato di brani; secondo me aiuto moltissimo a capire l'autore.

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Cioè, ora sto incominciando ad ascoltando prima di tutto per autore, e poi anche per periodi di vita.

Inoltre lo specchietto dell'autore con periodo credo sia molto utile (per me che conoscevo poco).

Ecco, questo è un problema tutto internettiano immagino... soprattutto per chi fa uso di YouTube.

Non tutti (nemmeno io :ninja: ) usano la parte “descrizione” per inserire qualche notizia un poco più approfondita su brano e autore.

Se ascolti direttamente dal sito della naxos, invece, ogni tanto c’è il bel rettangolone verde con “work details”, lo stesso dicasi per un regolarissimo CD (edizioni non ultraeconomiche possibilmente :D) sempre provvisto di booklet esplicativo che alle volte

per contestualizzare è già una buona base. ;)

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Per me è imprescindibile il binomio composizione-/descrizione come pure opera/sinopsi. Certo, ad esclusione della musica fine a sè stessa, dove non sussiste proprio questo "problema". Comprendere come è stata concepita quella musica, su quali elementi extramusicali è fondata e altro ancora, va a braccetto con l'ascolto puro e crudo. Specie per quelle composizioni create attraverso la trasposizione dei sentimenti, luoghi e storie (musica a programma?).

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