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elkikko

pensare mentre si suona

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Suono pianoforte da molto tempo, ho 18 anni e frequento il 7° anno di conservatorio.

Ho ancora molto da imparare soprattutto per quanto riguarda l'interpretazione di un brano; la mia profe ultimamente si sofferma sul dirmi che non interpreto il brano, che suono per schiacciare i tasti.

Un po' forse è vero, in quanto tecnicamente sono riuscito, ma l'interpretazione e soprattutto il PIACERE di suonare mi manca assai (e forse anche l'ascoltare quello che suono).

La domanda è cosa pensate mentre suonate, e quale è il modo per piacere a fondo la musica mentre si suona!

Ho ancora molto da imparare, chiedo a voi qualche commento o qualche esperienza! (anche di non pianisti :thumbsup_still: )

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Io mentre suono cerco di pensare solo alla musica e basta,altrimenti mi deconcentro. Io provo piacere mentre suono perchè mi piace la musica che suono :rolleyes_anim: . Certamente prima di provare piacere mentre si suona ci vuole uno studio dietro e questo non è molto piacevole a volte.

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ciao! no, la domanda non è affatto stupida...è una domanda che mi sono posta spesso anche io...se non fosse che sono il tuo opposto....così così nella tecnica e molto più forte nell'aspetto espressivo interpretativo (ma sto cercando di ovviare alle manchevolezze tecniche con ore e ore forzate di studi aridissimi.... :girl_cray2: )

in ogni caso....c'è chi dice di immaginare una scena vera e propria...come un quadro o una immagine o magari una sequenza di immagini, ma questo non è sempre possibile.

io personalmente individuo il carattere del brano, nel generale e nel particolare e poi ascolto con attenzione ogni sensazione che una data sequenza, piuttosto che un dato accordo dà e quando suono faccio in modo che il suono emesso sia perfettamente coincidente con la sensazione che ho sentito e che dovrebbe dare...cioè ogni accordo, ogni nota, ogni melodia hanno una loro interpretazione perfetta che le valorizza al massimo...io cerco quello, lo trovo (non sempre, sarebbe troooopo bello) e quando suono penso solo a quella data sensazione. e questa cosa va vista sia in forma macroscopica che microscopica.

esempio facilissimo perchè a parole mi viene difficile...suonare la settima e sentire non tanto l'intervallo ma quanto il carattere emotivo che offre e come tale suonare o in f oppure in un languido e lento pp...

faccio confusione??? :cat_trance:

questo approccio ha di negativo che si rischia di modificare il solfeggio e il tempo (lievemente, molto lievemente) per l'interpretazione..

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ciao! no, la domanda non è affatto stupida...è una domanda che mi sono posta spesso anche io...se non fosse che sono il tuo opposto....così così nella tecnica e molto più forte nell'aspetto espressivo interpretativo (ma sto cercando di ovviare alle manchevolezze tecniche con ore e ore forzate di studi aridissimi.... :girl_cray2: )

in ogni caso....c'è chi dice di immaginare una scena vera e propria...come un quadro o una immagine o magari una sequenza di immagini, ma questo non è sempre possibile.

io personalmente individuo il carattere del brano, nel generale e nel particolare e poi ascolto con attenzione ogni sensazione che una data sequenza, piuttosto che un dato accordo dà e quando suono faccio in modo che il suono emesso sia perfettamente coincidente con la sensazione che ho sentito e che dovrebbe dare...cioè ogni accordo, ogni nota, ogni melodia hanno una loro interpretazione perfetta che le valorizza al massimo...io cerco quello, lo trovo (non sempre, sarebbe troooopo bello) e quando suono penso solo a quella data sensazione. e questa cosa va vista sia in forma macroscopica che microscopica.

esempio facilissimo perchè a parole mi viene difficile...suonare la settima e sentire non tanto l'intervallo ma quanto il carattere emotivo che offre e come tale suonare o in f oppure in un languido e lento pp...

faccio confusione??? :cat_trance:

questo approccio ha di negativo che si rischia di modificare il solfeggio e il tempo (lievemente, molto lievemente) per l'interpretazione..

ottima risposta, bello l'esempio della settima, molto semplice ma che fa capire!

Ci proverò a seguire i tuo iconsigli

Altri pareri? Scrivete pure =)

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ottima risposta, bello l'esempio della settima, molto semplice ma che fa capire!

Ci proverò a seguire i tuo iconsigli

Altri pareri? Scrivete pure =)

Puoi anche cercare di ascoltarti mentre suoni e trovare un modo che renda alcuni accordi, note, armonie, passaggi più piacevoli suonati in un modo invece che in un altro. Se senti un accordo che ti "sa" di riposante, allora prova a farlo piano. Se ne senti una progressione, un climax, prova a variare e fare un crescendo. Sono esempi banali da non prendere alla lettera ma che a livello base ti fanno rendere conto. Poi una volta entrato nel pezzo se ascolti/suoni in modo rilassato e lasci vagare la mente in modo spontaneo potrebbero venirti in mente associazioni col tuo passato,presente, futuro, con qualunque cosa. A me ad esempio suonando alcuni intermezzi di brahms viene in mente un atmosfera molto particolare e mi riporta in mente sensazioni di anni addietro anche se in quel periodo non sapevo nemmeno cosa fossero gli intermezzi di brahms. Tutto questo però rimanendo però con i piedi per terra e fedeli allo spartito!

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Puoi anche cercare di ascoltarti mentre suoni e trovare un modo che renda alcuni accordi, note, armonie, passaggi più piacevoli suonati in un modo invece che in un altro. Se senti un accordo che ti "sa" di riposante, allora prova a farlo piano. Se ne senti una progressione, un climax, prova a variare e fare un crescendo. Sono esempi banali da non prendere alla lettera ma che a livello base ti fanno rendere conto. Poi una volta entrato nel pezzo se ascolti/suoni in modo rilassato e lasci vagare la mente in modo spontaneo potrebbero venirti in mente associazioni col tuo passato,presente, futuro, con qualunque cosa. A me ad esempio suonando alcuni intermezzi di brahms viene in mente un atmosfera molto particolare e mi riporta in mente sensazioni di anni addietro anche se in quel periodo non sapevo nemmeno cosa fossero gli intermezzi di brahms. Tutto questo però rimanendo però con i piedi per terra e fedeli allo spartito!

il fatto è che dopo averla studiata ormai mi viene quasi automatico suonarla, e il piacere della musica da suonare non esiste più, quasi come se fosse una filastrocca a memoria da ripetere! Sto parlando che il cervello si abitua !

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il fatto è che dopo averla studiata ormai mi viene quasi automatico suonarla, e il piacere della musica da suonare non esiste più, quasi come se fosse una filastrocca a memoria da ripetere! Sto parlando che il cervello si abitua !

Un po' credo che capiti a molti, a volte anche a me quando ho risolto tutti i problemi tecnici del brano. Però per farti tornare il piacere, puoi studiarla non più dal punto di vista tecnico e di prendere le note giuste a filastrocca, ma puoi sperimentare nuovi coloriti. Ci sono mille modi per suonare una fuga di bach, non devi pensare tutto meccanicamente..ascolta ascolta ascolta! Anzi, ti consiglio di procurarti delle esecuzioni di pianisti diversi tutte dello stesso pezzo, magari che stai studiando, e vedi con quante sfaccettature può essere interpretato. Senti horowitz, glenn gould, richter, fiorentino....ecc i grandi della musica.

Quella sensazione che dici tu di provare quasi noia e non mi più piacere nell'eseguire una musica una volta imparata mi viene con i brani moderni tipo einaudi, allevi (oddio allevi non l'ho mai suonato ma già mi annoia l'ascolto quindi figuriamoci..)

Buona fortuna! ;)

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la tua è una osservazione è corretta e non...permettimi.

è corretta perchè suonare magari per mesi uno stesso pezzo in effetti può avere effetti devastanti: ti fermi su un tempo che avevi scelto all'inizio che non è corretto, ti diventa troppo nota e troppo scontata la melodia e ci si può impantanare...cioè può come dici tu diventare una abitudine noiosa e per niente creativa e anzi si può sentire il pezzo meno che all'inizio

è scorretto perchè il lungo tempo che puoi usare per studiare deve volgere a tuo favore per approfondire ogni cellulla del pezzo...cioè il tempo di deve far capire sempre meglio come gestire l'espressione di ogni singola nota. perchè suonando e risuonando capisci e senti elementi e sfumature che prima non si sentivano.

il lavoro però non è tutto automatico...io prendo varie parti e le suono magari più lente , più veloci, cambio magari un pp in mp....per cercare sempre di scolpirlo meglio. un insegnante mi aveva persin detto di cambaire ritmo...non perchè da ubriachi decidi di cambiarlo per sempre lo fai solo momentaneamente per vedere le note da altri punti di vista e rinfrescare le idee...poi torni al tempo normale.

cioè ci sono tanti modi per variare lo studio e capire meglio il brano

il risultato dopo un lavoro lungo e profondo di interpretazione dovrebbe essere che suoni ogni nota, ogni frase sentendola "espressivamente"....anzi più lo suoni, più di piace, più lo senti e più ti concentri e quindi non e' una abitudine ma una piacevole esperienza.

pensa a Reverie di Debussy....pensa al canto che suona la mano destra...ma pensa anche a tutto chopin...

cioè studiare è un continuo cercare una espressività sempre migliore, c'è sempre qualcosa da migliorare e da cambiare...

se io mi concentro sull'espressività non c'è noia e non c'è abitudine...

ti riporto la frase letta da un membro di questo forum

"Il piacere che provo nel suonare non è il piacere di esprimermi, ma di sentirmi soggiogato dalla musica e di vivere l'estasi che deriva dall'esserne parte" Steve Reich

io poi, sono pazzerrella e interpreto anche gli studi di tecnica...infatti un giorno una delle mie prof mi dice "si, ma guarda che è solo uno studio di tecnica"...

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Suono pianoforte da molto tempo, ho 18 anni e frequento il 7° anno di conservatorio.

Ho ancora molto da imparare soprattutto per quanto riguarda l'interpretazione di un brano; la mia profe ultimamente si sofferma sul dirmi che non interpreto il brano, che suono per schiacciare i tasti.

Un po' forse è vero, in quanto tecnicamente sono riuscito, ma l'interpretazione e soprattutto il PIACERE di suonare mi manca assai (e forse anche l'ascoltare quello che suono).

La domanda è cosa pensate mentre suonate, e quale è il modo per piacere a fondo la musica mentre si suona!

Ho ancora molto da imparare, chiedo a voi qualche commento o qualche esperienza! (anche di non pianisti :thumbsup_still: )

non c'è ovviamente una risposta alla tua domanda. dipende da cosa e dove si suona. anche pensare 'ai grandi' non aiuta perché alcuni musicisti suonano con partecipazione altri con estrema freddezza. non ci sono differenze sostanziali fra i due modi di suonare. di solito cerco solo di non farmi distrarre dalla musica mi piace ascoltarmi attivamente nel senso che intende skriabin (utente). in certe condizioni accade però l'ascolto passivo, cioé sei lì che suoni ma ti senti parte del pubblico, non senti il tuo corpo e non intervieni nel prendere possesso della musica che esce dal pianoforte e assisti al miracolo della musica. e in entrambi questi modi d'ascoltarsi il PIACERE (maiuscolo tuo) non è sempre garantito. si può essere insoddisfatti in eterno per ciò che si suona e a qualsiasi livello lo si faccia, o felici e appagati etc. dipende sempre da tantissime cose. ma sinceramente non credo alle tue parole perché, studio della tecnica escluso, se ti manca il piacere di suonare forse devi rivedere un po' il programma di studio. appassionarti della musica, non suonarla perché è prevista dal piano di studi perché anche al di fuori della tecnica, c'è modo per potersi scegliere dei brani più confacenti ai tuoi gusti musicali che a quelli della tua insegnante! potrei darti ragione se tu fossi un pianista che per guadagnarsi il pane è 'costretto' su commissione ad eseguire un repertorio che odi o a suonare composizioni che odi. ma non è ancora questo il tuo caso.. rispondimi a questa domanda: ma a te piacciono i pezzi che suoni? se mai li hai ascoltati suonati da altri, ti danno piacere?

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bravo vul...gran bella osservazione!!!

mi permetto solo di precisare che insoddisfazione e piacere nel suonare possono essere disgiunti...io posso amare un pezzo, provar piacere nel suonarlo ma essere insoddisfatta perchè so che potrebbe venire meglio.

in ogni caso, nella musica che suoni, ci devi entrare dentro e la devi sentire e capire...poi si può essere portati per un periodo piuttosto che per un altro.

dicci cosa suoni e cosa ti piace è un bella domanda.

la risposta esiste alla domanda di elkikko ed è nel modo di concepire la musica e la sua pratica.

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bravo vul...gran bella osservazione!!!

mi permetto solo di precisare che insoddisfazione e piacere nel suonare possono essere disgiunti...io posso amare un pezzo, provar piacere nel suonarlo ma essere insoddisfatta perchè so che potrebbe venire meglio.

in ogni caso, nella musica che suoni, ci devi entrare dentro e la devi sentire e capire...poi si può essere portati per un periodo piuttosto che per un altro.

dicci cosa suoni e cosa ti piace è un bella domanda.

la risposta esiste alla domanda di elkikko ed è nel modo di concepire la musica e la sua pratica.

prima di tutto ringrazio moltissimo per le risposte ricche che mi avete dato :happystrange:

Rispondo alla domanda che suono principalmente studi di clementi per l'ottavo; molto bach (che avolte apprezzo, ma mai mi piace a fondo). Inoltre studio una sonata di beethoven, lo scherzo a capriccio di mendelssohn.

Io studio da molti anni musica, ma non son mai riuscito a trovare un brano che mi piacesse veramente, o meglio, che riuscissi a capirlo veramente!

Vorrei cominciare (magari con la sonata di beethoven) a trovare tecniche per riuscire ad assaporarlo meglio, ma non pretendo che devo capirlo a fondo, ma semplicemente aver il piacere di suonarlo!

Datemi consigli pratici, perchè forse di musica io non ne ho ancora capito niente ..

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ma no non dire cosi!!!!

a me è capitato una volta sola di non sentire quello che suonavo...è stato orribile :( ma mi basta per rendermi conto di come può essere complicato e imbarazzante da gestire.

andiamo per punti

1 scegli un secolo che ti piace. ognuno di noi ha un secolo prediletto che sente più degli altri e che quindi riesce a suonare e interpretare meglio.

2 passati in rassegna sul piano da Bach a Debussy...e se vuoi vai anche oltre...così vedi sul piano quale musica ti mette più a tuo agio. in quale sai come muoverti e come suonare??in quale senti subito dove fare un p o un f...oppure dove fare un lieve rallentando...di fronte ad un brano deve esserci come un istinto che ti porta a fare certe scelte e questa cosa è spontanea...

3 ascolta come suoni tu e come suonano gli altri...senti i veri musicisti come lavorano sulle note, sull'espressione, sulle dinamiche...nelle belle interpretazioni ogni cosa è al suo posto.

io conosco bene Debussy e Ravel ma sarebbe bello lavorare su Chopin che io non posso suonare ( e non devo suonare!!!) ma a casuccia mia potrei fare quello che voglio no??? :devlish_kid:

che ne dici se prendiamo Reverie di Debussy e ne parliamo??? così non andiamo sul generico...e magari con le note davanti si riesce a comunicare meglio questa questione sull'espressività e sul sentire quello che si suona...è difficile così con le parole darti consigli pratici...

anche Bach mi piace moltissimo e lo sento bene ma ci sono questioni più complesse che io non conosco....io ora sto studiano in wtc e ci sono preludi che mi fanno impazzire!!! :wub_anim:

Scarlatti lo suoni?

il secondo tempo del concerto detto "l'imperatore"???

l'adagio dal concerto di Ravel?

scegli tu qualcosa se vuoi...tieni conto che sono una arpista...

qual è la sonata di beethoven???

scusa se mi permetto....ma ti piace il pianoforte????nel senso, ognuno sente uno strumento più di un altro...io dopo l'arpa sceglierei la viola...il piano. permettimi...no.

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ma no non dire cosi!!!!

a me è capitato una volta sola di non sentire quello che suonavo...è stato orribile :( ma mi basta per rendermi conto di come può essere complicato e imbarazzante da gestire.

andiamo per punti

1 scegli un secolo che ti piace. ognuno di noi ha un secolo prediletto che sente più degli altri e che quindi riesce a suonare e interpretare meglio.

2 passati in rassegna sul piano da Bach a Debussy...e se vuoi vai anche oltre...così vedi sul piano quale musica ti mette più a tuo agio. in quale sai come muoverti e come suonare??in quale senti subito dove fare un p o un f...oppure dove fare un lieve rallentando...di fronte ad un brano deve esserci come un istinto che ti porta a fare certe scelte e questa cosa è spontanea...

3 ascolta come suoni tu e come suonano gli altri...senti i veri musicisti come lavorano sulle note, sull'espressione, sulle dinamiche...nelle belle interpretazioni ogni cosa è al suo posto.

io conosco bene Debussy e Ravel ma sarebbe bello lavorare su Chopin che io non posso suonare ( e non devo suonare!!!) ma a casuccia mia potrei fare quello che voglio no??? :devlish_kid:

che ne dici se prendiamo Reverie di Debussy e ne parliamo??? così non andiamo sul generico...e magari con le note davanti si riesce a comunicare meglio questa questione sull'espressività e sul sentire quello che si suona...è difficile così con le parole darti consigli pratici...

anche Bach mi piace moltissimo e lo sento bene ma ci sono questioni più complesse che io non conosco....io ora sto studiano in wtc e ci sono preludi che mi fanno impazzire!!! :wub_anim:

Scarlatti lo suoni?

il secondo tempo del concerto detto "l'imperatore"???

l'adagio dal concerto di Ravel?

scegli tu qualcosa se vuoi...tieni conto che sono una arpista...

qual è la sonata di beethoven???

scusa se mi permetto....ma ti piace il pianoforte????nel senso, ognuno sente uno strumento più di un altro...io dopo l'arpa sceglierei la viola...il piano. permettimi...no.

il pianoforte è il mio strumento, mi piace. Mi piace "strimpellare" proprio da zero per quello che mi viene.

Solo che quando prendo uno spartito davanti, dopo averlo studiato, non riesco a godermelo.

Posso anche interpretarlo, non sono proprio una macchina, capisco dove fare i rallentandi, il piano, il forte, lo stile movimentato o arrabbiato ecc. ma il fatto è che vorrei proprio gustarmelo il pezzo.

Non riesco a gustarmelo perchè probabilmente non lo capisco a fondo, ma solo superficialmente, e dopo un po che lo studio sembra la solita lagna che suono.

Ho notato poi che i brani intonati nel modo minore sono quelli che mi piacciono(esaltano) di più (forse sono piu facili da capire).

Ringrazio sempre per tutto =)

A presto

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mi dici insomma che non riesci a lasciarti andare giusto??? hai provato con l'analisi armonica ? imparando i pezzi a memoria? io sono una fan della memoria proprio per la concentrazione che regala.

ti capisco bene perchè io suono proprio perchè adoro godermi i pezzi...se non fosse così sarebbe noioso, si suona per piacere e si può essere così dentro la musica che crolla il mondo e tu prosegui

prova a scomporlo come un puzzle, dividendo mano destra e mano sinistra battuta per battuta e ascolta, magari in un tempo più lento cosa dicono quelle note e fanne l'analisi.cioè fai un lavoro di monta e smonta intelligente e profondo, dai un perchè alle soluzioni e poi...e questo è un sistema grezzissimo....suona e risuona finchè non capti il senso.

suonare è cercare e scolpire e questo rende lo studio interessante e non noioso.

ci sono molte belle analisi delle musiche che suoni.

anche a me piacciono i pezzi in minore...quelli belli truci, tragici magari in ff e con qualche alterazione ben messa....

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mi dici insomma che non riesci a lasciarti andare giusto??? hai provato con l'analisi armonica ? imparando i pezzi a memoria? io sono una fan della memoria proprio per la concentrazione che regala.

ti capisco bene perchè io suono proprio perchè adoro godermi i pezzi...se non fosse così sarebbe noioso, si suona per piacere e si può essere così dentro la musica che crolla il mondo e tu prosegui

prova a scomporlo come un puzzle, dividendo mano destra e mano sinistra battuta per battuta e ascolta, magari in un tempo più lento cosa dicono quelle note e fanne l'analisi.cioè fai un lavoro di monta e smonta intelligente e profondo, dai un perchè alle soluzioni e poi...e questo è un sistema grezzissimo....suona e risuona finchè non capti il senso.

suonare è cercare e scolpire e questo rende lo studio interessante e non noioso.

ci sono molte belle analisi delle musiche che suoni.

anche a me piacciono i pezzi in minore...quelli belli truci, tragici magari in ff e con qualche alterazione ben messa....

ottima risposta; è quello che sto cercando di fare

Riusciresti ancora a darmi qualche consiglio pratico e tecnico su come scomporre?

Mi piaceva la scomposizione degli accordi ascoltandone cosa potessero dire emotivamente!

E se si sta abbastanza attenti risulta abbastanza interessante.

Analisi di tipo armonica ne so abbastanza, mi interessa piu che altro altre tipi di scomposizioni, che so io: cambio di ritmo, ascoltare una melodia e basta... hai altre tecniche?

Ciao =)

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oh bene sono contenta che ci siamo capiti!!! si suonare dentro al pezzo totalmente concentrati è sempre una bella esperienza che vale la pena cercare!!!la trovo una pratica molto produttiva, rilassante ed estremamente piacevole...io amo suonare i pezzi perfetti dall'inizio alla fine immersa e concentrata sul quello che devo produrre con in testa ben chiaro cosa devo fare.

allora

1-cambiamenti di ritmo e di velocità...anche paradossali, assurdi.

2-suonare mano destra e sinistra non insieme

3-analisi (pensa al sol diesis in la minore, ai passaggi di tonalità, alle alterazioni momentanee "tattiche", al carattere di ogni intervallo, agli accordi...)ma anche al tipo di ritmo usato, piuttosto che la tonalità scelta. il carattere degli intervalli è interessante,,pensa cosa c'è dentro a una stridente seconda minore o a una bella sesta e come questo sono scritti con il ritmo

4-registrati e cambia ritmo e tempo con il programma per win o mac

5-gioca con la musica e la tua tastiera,,,prova e riprova in mille modi fino a che uno non ti sembra il più adatto per un suono in quel dato punto dello spartito, sperimenta le mille sonorità di uno strumento

6-ascolta gli altri e confrontati

7-fatti una idea in testa di come lo vorresti, di come ti sembra perfetto e cercala.se non ti convince ritenta.

l'idea è quella di vedere da punti di vista diversi una stessa cosa...così ti sembra diversa e magari più chiara.

ci sono altre cose..le scrivo domani :) ora è tardino.......

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ciao aggiungo anche

la lettura dello spartito lontano dallo strumento...vai su un tavolo con una matita e studia a tavolino lo spartito, leggilo, cantalo, trova corrispondenze, riferimenti...io l'ho trovato un metodo per scoprire cose mai viste.

usa le tecniche di memorizzazione per capire il brano e memorizzalo...è un universo di legami che permette di vedere e sentire molte cose (prova a trascriverne un pezzetto per esempio..)

piuttosto...hai provato qualcosa?? come va?

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ciao aggiungo anche

la lettura dello spartito lontano dallo strumento...vai su un tavolo con una matita e studia a tavolino lo spartito, leggilo, cantalo, trova corrispondenze, riferimenti...io l'ho trovato un metodo per scoprire cose mai viste.

usa le tecniche di memorizzazione per capire il brano e memorizzalo...è un universo di legami che permette di vedere e sentire molte cose (prova a trascriverne un pezzetto per esempio..)

piuttosto...hai provato qualcosa?? come va?

tutti i punti che mi hai elencato sono sicuramente giusti. Ho provato a cambiare un po' il ritmo, a ristudiarlo a mani separate, a fare analisi armonica di qualche riga.

Ma il fatto è che non riesco così ad apprezzarlo, forse è il modo di approccio che ho con il piano, che suono abbastanza per studiare il brano e senza provare a cercarlo di farmelo piacere.

Ci provo a farmelo piacere, ma è piu forte di me, prima o poi è sempre un brano che ristudio per 1000 volte e perciò non ci trovo granchè di interessante. Non che non ci sia qualcosa di interessante, ma sono io il problema che non riesco a vivere il pezzo, ma sono troppo distante e superficiale.

Anche se mi impegno con mente e corpo, in pratica è sempre quello il suono e approccio che ho con lo spartito, dovrei trovare proprio una tecnica precisa per farmelo apprezzare.

L'unica tecnica che mi ha rivoltato l'orecchio è quello di pensare al sentimento che suscita un certo accordo, non pensarlo più come parte armonica del pezzo (dominante, quarto grado, prima in quarta e sesta) ma come emozioni che suscita.

Ma questo lavoro in poco tempo finisce per essere sopraffatto da quello abitudinario del suonare le note che ci sono scritte semplicemente

Forse mi sono espresso abbastanza in modo confuso, ne sono consapevole :thumbsup_still:

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no, no anzi ti sei espresso perfettamente e trovo la tua ricerca molto interessante e molto intelligente.... quanta gente suona senza sensiblità e senza trasporto e non se ne rende conto....rendersi conto di una manchevolezza e già un passo per risolvere il problema.

io sono per il suonare con trasporto e passione e lavoro per il 90% su quello in un pezzo...cioè suonare sentendo capendo e sottolineando ciò che si suona...io dico sempre se non godi quando suoni che ti sbatti a fare????

hai detto una cosa interessante...ripetere mille volte il pezzo e l'approccio allo studio...forse le chiavi sono proprio lì....nel modo in cui uno studia, nel modo con cui vede la musica.

io una battuta o un frase le ripeto anche mille volte ma ogni volta che la ripeto cerco di capirla e scolpirla sempre meglio...cioè ripeto anche per far venire un passaggio difficile ma ripeto anche per lavorarla emotivamente...quindi suonare mille volte non mi annoia proprio perchè ogni volta la sento meglio, la suona meglio e mi addentro sempre di più...è una scoperta, non una routine...una scoperta che alla fine ti fa immergere totalmente nel pezzo,

il sistema degli intervalli funziona perchè cambia il punto di vista....non vedi più la nota, le note o l'accordo...ma vedi quello che dice...per me la sesta e la quarta sono sempre stati intervalli con un certo carattere direi pastorale e calmo e ogni combinazione è prima di tutto una determinata comunicazione...poi un elemento grammaticale.

diverso è quando suonandolo troppo si finisce con fare l'effetto opposto e non capirci più nulla...forse perchè ci si assuefà a certe melodie o certe combinazioni non capite si capiscono ancora meno...allora lo si abbandona per un mese e lo si riprende poi...

io che ho sempre lavorato sulla espressività faccio fatica a lavorare sulle altre cose e mi rompo pure ...cioè a capire l'altro approccio...ma me lo impongo...anche nella tecnica si può essere espressivi...anzi ottima tecnica migliore espressività :P

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no, no anzi ti sei espresso perfettamente e trovo la tua ricerca molto interessante e molto intelligente.... quanta gente suona senza sensiblità e senza trasporto e non se ne rende conto....rendersi conto di una manchevolezza e già un passo per risolvere il problema.

io sono per il suonare con trasporto e passione e lavoro per il 90% su quello in un pezzo...cioè suonare sentendo capendo e sottolineando ciò che si suona...io dico sempre se non godi quando suoni che ti sbatti a fare????

hai detto una cosa interessante...ripetere mille volte il pezzo e l'approccio allo studio...forse le chiavi sono proprio lì....nel modo in cui uno studia, nel modo con cui vede la musica.

io una battuta o un frase le ripeto anche mille volte ma ogni volta che la ripeto cerco di capirla e scolpirla sempre meglio...cioè ripeto anche per far venire un passaggio difficile ma ripeto anche per lavorarla emotivamente...quindi suonare mille volte non mi annoia proprio perchè ogni volta la sento meglio, la suona meglio e mi addentro sempre di più...è una scoperta, non una routine...una scoperta che alla fine ti fa immergere totalmente nel pezzo,

il sistema degli intervalli funziona perchè cambia il punto di vista....non vedi più la nota, le note o l'accordo...ma vedi quello che dice...per me la sesta e la quarta sono sempre stati intervalli con un certo carattere direi pastorale e calmo e ogni combinazione è prima di tutto una determinata comunicazione...poi un elemento grammaticale.

diverso è quando suonandolo troppo si finisce con fare l'effetto opposto e non capirci più nulla...forse perchè ci si assuefà a certe melodie o certe combinazioni non capite si capiscono ancora meno...allora lo si abbandona per un mese e lo si riprende poi...

io che ho sempre lavorato sulla espressività faccio fatica a lavorare sulle altre cose e mi rompo pure ...cioè a capire l'altro approccio...ma me lo impongo...anche nella tecnica si può essere espressivi...anzi ottima tecnica migliore espressività :P

aiutatemi... dovete aiutarmi passo a passo. Non ditemi tecniche teoriche che dovrei fare

Aiutatemi passo a passo, studiando beethoven, ditemi praticamente cosa iniziare a fare!

Io sono a disposizione, pur di incominciare ad apprezzare i brani =)

Scusate, vi ringrazio molto! Saluti

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aiutatemi... dovete aiutarmi passo a passo. Non ditemi tecniche teoriche che dovrei fare

Aiutatemi passo a passo, studiando beethoven, ditemi praticamente cosa iniziare a fare!

Io sono a disposizione, pur di incominciare ad apprezzare i brani =)

Scusate, vi ringrazio molto! Saluti

il fatto è che non riesco proprio ad entrare nello spartito; cerco sempre di chiedermi cosa mi esprime in quel momento quella melodia, o passaggio. Ma probabilmente sono sempre poco concentrato, non riesco a recepire niente, come se fossi sordo!

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Dipende... Se sto studiando o esercitandomi, cerco di concentrarmi solo sulla musica e sulle difficoltà tecniche che devo risolvere. Quando invece suono per piacere personale allora l'emozione e le distrazioni prendono il sopravvento, soprattutto quando nella musica cerco conforto...

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elkikko, è un domandone quello che poni...

Sono abbastanza in linea su quello che dice vul soprattutto quando ti chiede se ti piace quello che suoni. Nessuno ti vieta di suonare, oltre ai brani "obbligati", qualcosa per i fatti tuoi, andando a pescare da un repertorio che conosci e che ti stimola. Ad esempio, cosa ti ha fatto scattare l'esigenza di suonare il piano? Parti da quelle sensazioni, magari non ti riconosci più in quella fase o magari hai bisogno di riprenderla.

Quando ti siedi al piano c'è un pezzo che suoni per primo? Un pezzo che magari hai imparato tempo fa e che continui comunque a suonare? Se si, chiediti perchè proprio quello...Io non sono un pianista, ho solo studiato un pò di anni, e una cosa che mi capita è proprio questa, suonare per primi sempre i soliti due tre pezzi, pur studiando cose nuove...

D'altro canto non sono d'accordo sul fatto di trarre piacere dalla scomposizione ossessiva del brano musicale, essere consapevoli di cose si suona è un conto, vivisezionare è un altro. Il brano musicale esiste in quanto opera finita, come una persona o un discorso. Prendi un monologo scritto. Se tu ti concentri solo sulla singola parola, o su una figura retorica rischi poi di perderne il carattere. La parola "paura" può appartenere ad un testo comico o tragico, drammatico o ironico. Non so se mi spiego. Il piacere non credo possa venire dall'analisi. Dall'analisi trai consapevolezza che serve tanto quanto il piacere per confezionare il risultato finale.

Sul piacere il discorso è tutto tuo a livello di sensazioni e carattere. Non necessariamente ti deve piacere tutto quello che suoni. Mica tutte le persone che conosci ti stanno simpatiche. Con un brano credo sia la stessa cosa. Ognuno ha poi un proprio vissuto che, suonando, può essere disturbato dalla musica, nel senso che questa lo richiama e solleva sensazioni. Non so se è questo il piacere che vuoi: l'abbandono di un pò di consapevolezza a favore di un pò di trasporto emotivo. Ma non fissarti sul creare immagini a propri da far nascere con la musica. Se le immagini devono formarsi si formano da sole mentre suoni. E sulle immagini non saprei dirti nulla, sono tue. Da queste "distrazioni" nasce qualsiasi cosa, gioia (quasi mai), sorpresa, sesso (!!!), morte (la più gettonata), etc....

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