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daiuba

Aiuto col glissato

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Scusate ma anche leggendo le precedenti discussioni non sono riuscito a capire come si fa il glissato. Potete spiegarmelo passo passo?

Grazie

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E' davvero difficile spiegarlo su un forum.

Ma poi un clarinettista che non glissa non s'è mai visto, vedrai che ricercando da sola movimenti di labbro (e gola) riuscirai a trovare la tua strada per il glissato. Per esercitarti comincia dal do sopra ai righi e, rilassando il labbro, calalo fino al sol, poi torni su, poi giù, poi su, giù, su, giù...e poi vedi che viene (il glissato).

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e questo che dici tu pierpaolo è il glissato quello che abbassa la nota?? il tipo per alzarla come si fa?

Ciao KingOfTheClarinet, in realtà non si alza nessuna nota, bensì trattasi di un' illusione acustica data dall' estremo portare giù la nota più acuta, che si vuol raggiungere

nel passaggio "glissato", così che riportandola alla giusta intonazione possa avvertire un effetto ascendente.

Saluti.

FLAVUS

P.S. In caso volessi approfondire ti consiglio di sfogliare il manuale " Psico - anatomia del clarinettista " di Alessandro Licostini Edizioni Ricordi, che spiega

molto bene il glissato.

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P.S. In caso volessi approfondire ti consiglio di sfogliare il manuale " Psico - anatomia del clarinettista " di Alessandro Licostini Edizioni Ricordi, che spiega

molto bene il glissato.

mmm, io non ho nulla contro il Lico, lo conosco di persona, molto simpatico, cordiale, fa dei bocchini eccezionali (non pensate male, non in quel senso) e altro, però di quel libro ne ho sentito parlare in negativo da molti miei amici per le pretese scientifiche che si pone, soprattutto alla luce dei tanti allievi suoi (che conosco e ai quali mi è capitato di fare lezione) che sono in costante rischio tendinite per via delle impostazioni teorizzate nel libro e poi applicate sui ragazzi.

Ripeto, non ho nulla contro Licostini, però non mi pare che le sue impostazioni funzionino un granché (poi potrei sbagliarmi e ricredermi, ma per ora non vedo tanti spiragli).

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Guest mau70

mmm, io non ho nulla contro il Lico, lo conosco di persona, molto simpatico, cordiale, fa dei bocchini eccezionali (non pensate male, non in quel senso) e altro, però di quel libro ne ho sentito parlare in negativo da molti miei amici per le pretese scientifiche che si pone, soprattutto alla luce dei tanti allievi suoi (che conosco e ai quali mi è capitato di fare lezione) che sono in costante rischio tendinite per via delle impostazioni teorizzate nel libro e poi applicate sui ragazzi.

Ripeto, non ho nulla contro Licostini, però non mi pare che le sue impostazioni funzionino un granché (poi potrei sbagliarmi e ricredermi, ma per ora non vedo tanti spiragli).

Conosco bene anch'io alessandro(abbiamo avuto lo stesso maestro che,tra l'altro ,era a sua volta allievo prediletto di Garbarino).Alessandro è un clarinettista "atipico" e,conoscendolo,prende questa mia affermazione come un complimento..........pur avendo letto tantissimo sulla musica in generale e sul clarinetto in particolare,il libro di licostini mi manca.....ma conosco bene le sue teorie.Quello che dicevo in un precedente post,cioè sulla opportunità o meno di smontare il giocattolo,si ripropone con il libro di licostini.Personalmente sono dell'opinione che,suonare sia una cosa del tutto naturale e,mettere al corrente l'allievo sulle dinamiche mentali e fisiche che si vanno a realizzare nell'atto esecutivo può essere pericoloso e creare delle "distorsioni",in particolare se non si ha l'abilità di illustrare nella maniera giusta i vari processi.In buona sostanza,il libro non è sbagliato,può essere sbagliato il fruitore finale.Andare a complicare la vita di un allievo che frequenta il corso ordinario di studi non appare giustificato........il libro deve essere inteso come un arricchimento ed essere stimolo per ulteriori riflessioni per coloro che già sono in possesso di una buona tecnica di base...........Gli irrigidimenti che tu noti e le conseguenti tendiniti ,sono il frutto del tentativo ,da parte degli allievi,di controllare ora quello ,ora l'altro ,muscolo del proprio corpo.........si finisce quindi per non pensare più alla musica ......si assiste quindi ad un peggioramento sia delle capacità musicali,sia delle abilità tecniche.....un vero disastro....!! Saluti ....Maurizio

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Ciao Maurizio, sono d'accordo con te: questa tipologia di libri non li si può dare in pasto a giovincelli dei primissimi anni di corso senza una guida: il problema è che i ragazzi di cui parlavo sopra e a cui mi riferivano, non hanno provato ad applicare le teorie del libro da soli, bensì con l'aiuto dell'autore stesso!

Se i risultati sono tendiniti e posizioni rigide forse c'è qualcosa di sbagliato nella teoria, o nel metodo di applicazione che pratica Licostini sui suoi allievi.

Prima o poi lo dovrò leggere quel libro: al di là di queste considerazioni penso che possa essere una lettura interessante.

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Guest mau70

Ciao Maurizio, sono d'accordo con te: questa tipologia di libri non li si può dare in pasto a giovincelli dei primissimi anni di corso senza una guida: il problema è che i ragazzi di cui parlavo sopra e a cui mi riferivano, non hanno provato ad applicare le teorie del libro da soli, bensì con l'aiuto dell'autore stesso!

Se i risultati sono tendiniti e posizioni rigide forse c'è qualcosa di sbagliato nella teoria, o nel metodo di applicazione che pratica Licostini sui suoi allievi.

Prima o poi lo dovrò leggere quel libro: al di là di queste considerazioni penso che possa essere una lettura interessante.

Non è la prima volta che gli autori si rendono un pessimo servizio(accadeva anche a strawinski quando dirigeva).......Comunque c'è da dire che Alessandro è una persona molto preparata..e, alcuni concetti,sono molto interessanti.......volerli applicare con la forza ed imporli agli allievi senza prima averli accuratamente selezionati può portare a risultati deludenti........Saluti...Maurizio

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Carissimi colleghi, condivido quando si dice che il manuale di Alessandro Licostini, va preso con discrezione ed esame critico e qualora lo si procuri a qualche allievo dei corsi ordinari di studio, va suggerita la guida di un docente esperto, ma al di là di tutto, bisogna riconoscergli il merito di aver razionalizzato processi tecnici, che sì, è vero, devono rispondere alla naturalezza, ma spesso sono percorsi empirici molto discutibili, che mai si uniformano ad una condotta scientifica sperimentata e da ritenere valida, se non per tutti, quanto meno per molti.

Consultate, della Professoressa Michele Gingras (Clarinet instructor at Miami University in Ohio) il manuale "Clarinet Secrets: 52 Performance Strategies for the Advanced Clarinetist" e riflettete sulla necessità di colmare un vuoto, anche in Italia, nella manualistica scientifica riguardo all' insegnamento strumentale, fino ad oggi legato alle grandissime capacità taumaturgiche di validissimi docenti, che sulla propria pelle hanno sperimentato e continuano a sperimentare percorsi di apprendimento, che sono appunto "segreti" ad uso esclusivo di una speciale "parrocchia" ad essi più vicina , invece che a disposizione di un progresso più diffuso e condiviso.

Riguardo al glissato però, con onestà intellettuale mi sento di confermare la validità di quello che scrive anche Licostini.

Saluti.

FLAVUS :thumbsup_anim:

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Guest mau70

Carissimi colleghi, condivido quando si dice che il manuale di Alessandro Licostini, va preso con discrezione ed esame critico e qualora lo si procuri a qualche allievo dei corsi ordinari di studio, va suggerita la guida di un docente esperto, ma al di là di tutto, bisogna riconoscergli il merito di aver razionalizzato processi tecnici, che sì, è vero, devono rispondere alla naturalezza, ma spesso sono percorsi empirici molto discutibili, che mai si uniformano ad una condotta scientifica sperimentata e da ritenere valida, se non per tutti, quanto meno per molti.

Consultate, della Professoressa Michele Gingras (Clarinet instructor at Miami University in Ohio) il manuale "Clarinet Secrets: 52 Performance Strategies for the Advanced Clarinetist" e riflettete sulla necessità di colmare un vuoto, anche in Italia, nella manualistica scientifica riguardo all' insegnamento strumentale, fino ad oggi legato alle grandissime capacità taumaturgiche di validissimi docenti, che sulla propria pelle hanno sperimentato e continuano a sperimentare percorsi di apprendimento, che sono appunto "segreti" ad uso esclusivo di una speciale "parrocchia" ad essi più vicina , invece che a disposizione di un progresso più diffuso e condiviso.

Riguardo al glissato però, con onestà intellettuale mi sento di confermare la validità di quello che scrive anche Licostini.

Saluti.

FLAVUS :thumbsup_anim:

Il metodo d 'insegnamento più corretto è quello che porta dei risultati concreti,in termini di apprendimento tecnico e musicale.Non ci sono segreti......o stregonerie varie.Quello che è certo è che non esiste un metodo "universale " che possa essere applicato su larga scala,che produca dei risultati omogenei.Questo in considerazione del fatto che,ogni allievo, 'presenta delle problematiche differenti .Stà quindi alla capacità dell'insegnante riuscire a capire quali tasti toccare e quali no.Anche il metodo "scientifico "può essere contemplato...ma è solo una possibilità.....una freccia in più al nostro arco.Purtroppo il manuale "i segreti per diventare eddy Daniels in 2 o 3 anni" non può essere scritto......Saluti......Maurizio

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Il metodo d 'insegnamento più corretto è quello che porta dei risultati concreti,in termini di apprendimento tecnico e musicale.Non ci sono segreti......o stregonerie varie.Quello che è certo è che non esiste un metodo "universale " che possa essere applicato su larga scala,che produca dei risultati omogenei.Questo in considerazione del fatto che,ogni allievo, 'presenta delle problematiche differenti .Stà quindi alla capacità dell'insegnante riuscire a capire quali tasti toccare e quali no.Anche il metodo "scientifico "può essere contemplato...ma è solo una possibilità.....una freccia in più al nostro arco.Purtroppo il manuale "i segreti per diventare eddy Daniels in 2 o 3 anni" non può essere scritto......Saluti......Maurizio

Salve Mau70, dal modo con cui hai scritto la risposta (spazi non lasciati tra un virgola e la parola successiva, le virgolette strambe, che comprendono alcune parole, la punteggiatura) si denota una particolare agitazione.

Perchè?

Io non parlavo di metodi universali, oppure di manuali di stregoneria, ma più semplicemente di un problema pedagogico strettamente legato ai fondamentali della tecnica clarinettistica, che a mio parere dovrebbero essere condivisi dal mondo accademico a prescindere dal modo personale di passarli ai propri allievi.

Se dopo anni ed anni dalla "scoperta" del nostro affascinante clarinetto, tutto questo ancora non c'è abbastanza, forse sarebbe opportuno riflettere, senza agitarsi, ma confrontandosi per lasciare un segno ai posteri, così che possano raggiungere traguardi più ambiziosi sull'esperienza dei loro maestri.

Pacatamente e senza polemica.......

FLAVUS :thumbsup_still:

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.........E in ultimo, ma non per ultimo a Daiuba vogliamo darglielo veramente un "aiuto col glissato", oppure dovremo glissare intorno alla questione, senza giungere a nulla?

Saluti

FLAVUS :thumbsup_still:

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Guest mau70

Salve Mau70, dal modo con cui hai scritto la risposta (spazi non lasciati tra un virgola e la parola successiva, le virgolette strambe, che comprendono alcune parole, la punteggiatura) si denota una particolare agitazione.

Perchè?

Io non parlavo di metodi universali, oppure di manuali di stregoneria, ma più semplicemente di un problema pedagogico strettamente legato ai fondamentali della tecnica clarinettistica, che a mio parere dovrebbero essere condivisi dal mondo accademico a prescindere dal modo personale di passarli ai propri allievi.

Se dopo anni ed anni dalla "scoperta" del nostro affascinante clarinetto, tutto questo ancora non c'è abbastanza, forse sarebbe opportuno riflettere, senza agitarsi, ma confrontandosi per lasciare un segno ai posteri, così che possano raggiungere traguardi più ambiziosi sull'esperienza dei loro maestri.

Pacatamente e senza polemica.......

FLAVUS :thumbsup_still:

Non confondere l'agitazione con la fretta.....per il resto non esiste il problema di condivisione dei metodi..............le cose che dice licostini,sono note da tempo,tuttavia la maggior parte dei didatti (secondo me a ragione)non ritiene di doverle applicare .Far concentrare l'attenzione dell'allievo sul muscolo diaframmatico,per esempio,porta quasi sempre ad irrigidimenti e tensioni spasmodiche delle spalle,delle braccia e della gola,con effetti disastrosi.......!! L'insegnamento non è scienza,è arte e,come tale ,è espressione unica del singolo artista. Saluti......Maurizio

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L'insegnamento non è scienza,è arte e,come tale ,è espressione unica del singolo artista. Saluti......Maurizio

Scusami, Mau70, ma tante cose può essere l'insegnamento.

Probabilmente, non arte.

Deve, forse, essere: conoscenza, approfondimento, capacità, fatica, umiltà...........

Vogliamo forse cancellare almeno cinque lustri di pedagogia?

Scusami, ma tanta fatica è costata e mo' ...arrivi tu, bello bello dalla Maremma?

pw

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Guest mau70

Scusami, Mau70, ma tante cose può essere l'insegnamento.

Probabilmente, non arte.

Deve, forse, essere: conoscenza, approfondimento, capacità, fatica, umiltà...........

Vogliamo forse cancellare almeno cinque lustri di pedagogia?

Scusami, ma tanta fatica è costata e mo' ...arrivi tu, bello bello dalla Maremma?

pw

L'insegnamento è l'arte di "dosare" nella giusta misura tutti gli ingredienti che tu hai citato.........unito alla capacità di "rapportarsi" con la persona che si ha di fronte.......c'è,e ci deve essere sempre nell'insegnamento(inteso come trasmissione del sapere)una componente filosofica.......Saluti dalla maremma....!!! maurizio

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L'insegnamento è l'arte di "dosare" nella giusta misura tutti gli ingredienti che tu hai citato.........unito alla capacità di "rapportarsi" con la persona che si ha di fronte.......c'è,e ci deve essere sempre nell'insegnamento(inteso come trasmissione del sapere)una componente filosofica.......Saluti dalla maremma....!!! maurizio

Ti ringrazio Mau70, mi hai rincuorato.

Quando ho letto termini come talento e arte, mi è venuto un soprassalto.

Ho temuto di trovarmi di fronte all'ennesima glorificazione di insegnanti incompetenti e frustrati.

La componente filosofica, cresce, ma vabbuò...famoci stare pure quella.

A quanto pare, in Maremma, oltre al latte di bufala abbonda anche la filosofia.

Speriamo che il latte sia migliore, assai migliore, di questa filosofia.

Saluti da Ticinum Papiae.

pw

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Guest mau70

Questo continuo "rimarcare " il mio luogo di origine stà diventando veramente stucchevole........!!!......invito pertanto maestro a bannare interventi che,oltre ad essere offensivi e razzisti,sono di scarsissimo interesse generale.

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Questo continuo "rimarcare " il mio luogo di origine stà diventando veramente stucchevole........!!!......invito pertanto maestro a bannare interventi che,oltre ad essere offensivi e razzisti,sono di scarsissimo interesse generale.

In futuro Pee Wee non rimarcherà più il tuo luogo di origine, però potresti tranquillamente e pacificamente risolvere questi problemucci inviando un semplice MP al diretto interessato...

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Guest mau70

In futuro Pee Wee non rimarcherà più il tuo luogo di origine, però potresti tranquillamente e pacificamente risolvere questi problemucci inviando un semplice MP al diretto interessato...

Quando si fanno certi interventi bisogna assumersene la responsabilità,non di fronte al singolo,ma di fronte a tutti quanti gli utenti....... L' MP sarebbe troppo comodo.....e troppo poco trasparente.....In ogni caso,ti ringrazio per essere prontamente intervenuto e mi auguro veramente che,in futuro,non si debba assistere ad altri interventi da bar dello sport...!! saluti ...Maurizio

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Quando si fanno certi interventi bisogna assumersene la responsabilità,non di fronte al singolo,ma di fronte a tutti quanti gli utenti....... L' MP sarebbe troppo comodo.....e troppo poco trasparente.....In ogni caso,ti ringrazio per essere prontamente intervenuto e mi auguro veramente che,in futuro,non si debba assistere ad altri interventi da bar dello sport...!! saluti ...Maurizio

Penso che ognuno di noi debba essere fiero della propria terra di origine. Io vado fiero della mia marchigianità pesarese come tu credo vada fiero della tua toscanità maremmana per altro terra bellissima e nobile. Sicuramente tali citazioni sono state fatte in modo amichevole e burlesco e non in senso dispregiativo, non ce ne sarrebbe motivo.

Saluti.

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Guest mau70

Penso che ognuno di noi debba essere fiero della propria terra di origine. Io vado fiero della mia marchigianità pesarese come tu credo vada fiero della tua toscanità maremmana per altro terra bellissima e nobile. Sicuramente tali citazioni sono state fatte in modo amichevole e burlesco e non in senso dispregiativo, non ce ne sarrebbe motivo.

Saluti.

Purtroppo tante cose vengono fatte e dette senza motivo..........in ogni caso,quando non si è d 'accordo su una posizione,la si contesta con argomentazioni serie .....non si và a cercare la Maremma....il latte di bufala e quant'altro........!! Detto questo per me l'argomento è chiuso,senza alcun tipo di rancore.Tantissimi saluti Sauro...e mi raccomando.......dacci dentro con l 'R13......!!!!!

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L'insegnamento non è scienza,è arte e,come tale ,è espressione unica del singolo artista.

Far concentrare l'attenzione dell'allievo sul muscolo diaframmatico,per esempio,porta quasi sempre ad irrigidimenti e tensioni spasmodiche delle spalle,delle braccia e della gola,con effetti disastrosi.......!!

occhio che ti contraddici nell'arco di due righe: non puoi analizzare un evento legato all'insegnamento con l'applicazione del principio di causalità, stima di probabilità, addirittura l'analisi degli effetti, per poi concludere che l'insegnamento non è scienza!

L'insegnamento, fatto con criterio, è una scienza, ma soprattutto l'arte stessa è e dev'essere una scienza. L'arte che non è scienza è utilizzabile al posto dell'olio di ricino.

Ovviamente non esiste un metodo universale (scoperta dell'acqua calda), però esistono metodologie generali che vedono percorso personalizzabili ai singoli allievi e, dato innegabile, danno i loro porchi risultati. Hai ragione quando dici che la (neuro)scienza può essere un mezzo in più in mano dell'insegnante, però ti permetto di correggere il tiro e dire che è una parte fondamentale del bagaglio culturale di chi, giovane, si voglia proporre come insegnante (e non solo di musica).

Detto ciò, tornando IT, per il glissato un mio amico (che martedì mi porterà il libro del Licostini) che spessissimo mi ha criticato negativamente quel libro m'ha confermato l'altro giorno "però c'è una cosa di quel libro che reputo grandiosa: la spiegazione per il glissato. Fa l'esempio sul concerto di Artie Shaw e prima non mi riusciva, con quella spiegazione va alla grande."

Ancora devo leggerlo, però se è testato e funziona consiglierei a daiuba di procurarsi quelle paginette sul glissato dal libro del Licostini.

Per quanto riguarda i litigi sulla maremma (******), da buon Amiatino non posso far altro che guardarla dall'alto.

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Ovviamente non esiste un metodo universale (scoperta dell'acqua calda), però esistono metodologie generali che vedono percorso personalizzabili ai singoli allievi e, dato innegabile, danno i loro porchi risultati. Hai ragione quando dici che la (neuro)scienza può essere un mezzo in più in mano dell'insegnante, però ti permetto di correggere il tiro e dire che è una parte fondamentale del bagaglio culturale di chi, giovane, si voglia proporre come insegnante (e non solo di musica).

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Non aggiungo altro al i vostri saggi interventi sulle metodologie d'insegnamento,

puntualizzo però sul fatto che spesso bisognerebbe studiare di più come affrontare i genitori che spesso è più difficile e decisivo.

Nei miei anni d'insegnamento ho perso dei ragazzi semplicemente perchè frequentando compagnie sbagliate sono stati distolti dal clarinetto, solo uno è andato via perchè non gli piaceva, gli altri perchè i genitori hanno deciso per loro.

Oggi i genitori troppo spesso spendono ben volentieri per psp nintendo quad, piscine pallone e con il mal di pancia per una scuola di musica.

Se vanno a calcio o danza ok, ma se devono fare musica allora o studiano seriamente oppure son soldi sprecati,come se questi soldi dovrebbero essere ripagati pesantemente e quelli spesi per altro non importa,

insomma la non cultura prolifica in italia, per questo a mio avviso il corso più importante da fare è sulla psicologia del moderno genitore e sull'immagine dell'insegnante e della scuola di musica.

Il resto studiate quanto potete ma se non vi permettono di applicare i vostri studi rimarrete sempre un musicista che dovrà cambiare lavoro,

come la stragrande maggioranza dei diplomati e neo laureati in lista di attesa.

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