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maxfiottolone

Montserrat Caballè: chi è costei?

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Il titolo è apposta provocatorio perchè io nella mia beata ignoranza, la Montsy l'ho proprio ascoltata poco. E' una grande e questo è un dato di fatto. Ha cantato di tutto e su internet su di lei si trova di tutto e il contrario di tutto. L' idea, sicuramente sbagliata, che mi son fatto, è che ha cantato e anche bene il repertorio belcantista senza però avere i sovracuti non dico di una Shuterland ma nemmeno della Callas. Non so come stava messa a livello di canto di coloritura: sicuramente inferiore alla Shuterland, ma d' altronde come la Joan nessuno mai, però non so, dati i pochi ascolti, se comunque si piazzava ai primi posti tra le virtuose del genere.

Ha cantato e anche bene opere lirico-spinte o addirittura drammatiche ma molti su internet scrivono che essenzialmente era un soprano lirico e si buttò sullo spinto quando la voce iniziò a indurirsi.

Col verismo non c' entrava nulla e infatti credo l' affrontò solo su disco.

Gli unici dati di fatto sicuri che ho è che la voce era bellissima, così come i pianissimi e i suoi filati degni di una campionessa dell' immersione subacquea, talmente erano lunghi.

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Il titolo è apposta provocatorio perchè io nella mia beata ignoranza, la Montsy l'ho proprio ascoltata poco. E' una grande e questo è un dato di fatto. Ha cantato di tutto e su internet su di lei si trova di tutto e il contrario di tutto. L' idea, sicuramente sbagliata, che mi son fatto, è che ha cantato e anche bene il repertorio belcantista senza però avere i sovracuti non dico di una Shuterland ma nemmeno della Callas. Non so come stava messa a livello di canto di coloritura: sicuramente inferiore alla Shuterland, ma d' altronde come la Joan nessuno mai, però non so, dati i pochi ascolti, se comunque si piazzava ai primi posti tra le virtuose del genere.

Ha cantato e anche bene opere lirico-spinte o addirittura drammatiche ma molti su internet scrivono che essenzialmente era un soprano lirico e si buttò sullo spinto quando la voce iniziò a indurirsi.

Col verismo non c' entrava nulla e infatti credo l' affrontò solo su disco.

Gli unici dati di fatto sicuri che ho è che la voce era bellissima, così come i pianissimi e i suoi filati degni di una campionessa dell' immersione subacquea, talmente erano lunghi.

Per uno che conosce poco la Caballè, max, mi sembra che tu abbia le idee chiare.

Concordo con te: non drammatico di agilità e men che meno soprano di coloratura, ma lirico, lirico puro donizettiano


/>http://www.youtube.com/watch?v=DkNrTaRNbsg&feature=related

o pucciniano


/>http://www.youtube.com/watch?v=hCJ5O19Yj-0


/>http://www.youtube.com/watch?v=ygsmfht-IRw

Come Pavarotti.

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Caro Max, mi piace molto la tua voglia di scoprire, di conoscere, di mettere esperienze in comune.

Per questo, ti dò un consiglio non richiesto: non essere schematico. Mi sembra che hai molta voglia di categorizzare, di inserire i cantanti in schemi di ogni genere. E' carino ma non è affatto necessario! :thumbsup_still:

Pare anche a te Pinkerton?

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Caro Max, mi piace molto la tua voglia di scoprire, di conoscere, di mettere esperienze in comune.

Per questo, ti dò un consiglio non richiesto: non essere schematico. Mi sembra che hai molta voglia di categorizzare, di inserire i cantanti in schemi di ogni genere. E' carino ma non è affatto necessario! :thumbsup_still:

Pare anche a te Pinkerton?

Certamente Wittel. Classificare i cantanti secondo il genere vocale nel quale si esprimono meglio ha, il più delle volte, un valore puramente orientativo e, tu Wittel concorderai, è molto più importante imparare a valutarli opera per opera, esecuzione per esecuzione, in base a quello che si ascolta volta per volta.

Poi, max, visto che Wittel ha fatto un'osservazione, ne faccio una anch'io. Impara a non andar dietro agli acuti, alla loro altezza, a quanti sono, alla loro difficoltà nell'emetterli. Gli acuti sono un aspetto, spesso anche marginale, di un'esecuzione ma hanno "storicamente" il potere di condizionare, da soli, la sua valutazione da parte del pubblico. E in special modo dei melomani. Ma Wittel ed io non ci siamo cascati.

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Ma diciamo che i ragionamenti che sto facendo sulla Montsy sono legati al fatto che il suo repertorio è sterminato e allora, in virtù dei pochi ascolti youtube, dell' ascolto dell' andrea chenier discografico e di qualcosa letto su internet mi sono chiesto se il suo repertorio è così vasto a ragion veduta o perchè la Caballè ha anche esplorato terreni non suoi. Propendo per la seconda ipotesi che comunque non toglie nulla alla grandezza e alla storicità della cantante. Nell' andrea chenier, ma magari ciò fu dovuto a un momento di scarsa forma, non m'ha convinto, quindi non sono del tutto sicuro che il repertorio spinto fosse quello a lei più consono. Se è vero che il repertorio belcantistico si può affrontare anche in chiave lirica (ad esempio l' Elvira della Freni a me piace) non sono convinto della frequentazione della Montsy delle opere rossiniane, però visto che ne ha interpretate diverse, presumo che le fossero congegniali nonostante i miei dubbi.

Torniamo quindi al discorso di Pink che la cataloga come soprano lirico, al di là del fatto che era bravissima e quindi s'è potuta permettere escursus in campi riservati ad altri soprani.

Sono in effetti un pò fissato con gli acuti perchè avendo molto ascoltato Lucianone e la Shuterland inevitabilmente sono rimasto inebriato dalle vertiginose altezze raggiunte dalle loro voci :thumbsup_anim:

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(ad esempio l' Elvira della Freni a me piace)

Più che nell'Elvira belliniana di Puritani, max, la Freni, soprano lirico puro, non convince in un'altra Elvira "belcantistica", quella verdiana di Ernani, di ascendenza donizettiana, dove nell'aria di apertura "Ernani, Ernani involami" e sopratutto nella successiva cabaletta "Tutto sprezzo che d'Ernani" la Freni appare a disagio nel canto sbalzato di agilità:


/>http://www.youtube.com/watch?v=H20l9eoe_zM

Certamente più idonea, perchè più fluida e sicura, e quindi più versatile ( a conferma del discorso fatto da Wittel di Baviera secondo cui non sempre è il caso di irregimentare un cantante in un clichè predefinito) si dimostra in questo brano Monserrat Caballè, in una registrazione dei suoi anni migliori:

http://www.youtube.com/watch?v=IXJwJDGcS0g

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Sono in effetti un pò fissato con gli acuti perchè avendo molto ascoltato Lucianone e la Shuterland inevitabilmente sono rimasto inebriato dalle vertiginose altezze raggiunte dalle loro voci :thumbsup_anim:

Ciao, se è così, allora fossi in te ascoltarei e riascoltarei moltissimo la Caballè.

Tu stesso hai ricordato una delle sue caratteristiche.

Pochi hanno avuto la sua capacità di smorzare le note acutissime in una lamina di suono che si assottigliava fino a pianissimi incredibili (alcuni li hanno giudicati persino innaturali e non teatralmente proponibili).

Così, sui due piedi ricorderei il do acuto di o cieli azzurri dell'edizione diretta da Muti e il reb dell'aria del I atto della Traviata con Pretre dell'RCA.

Poi, si tratterebbe di discutere della differenza fra voce strumento e voce interprete, ma qui la discussione diventerebbe infinita.

pw

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Checchè possiate dirne l'unica pecca della Caballè era la fisicità!Non ho mai sopportato una Mimi di codesta stazza!

Risposta banale ed ovvia:ascolta l'opera ad occhi chiusi. :laughingsmiley:

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Non tocchiamo il tasto... Ieri sera mi sono sparato una "Rusalka" televisiva dove il "baldanzoso" principe era un armadio più largo che lungo e la "giovane" Rusalka aveva 40 anni buoni e un'inquietante parrucca da fata turchina. :wacko:

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Torno su questa discussione perchè è passato del tempo,ho ascoltato un pò di cose della Montsy,e son rimasto incuriosito dalla carriera belcantista della Caballè, la quale ha affrontato parecchi titoli (basta solo sapere che ha cantato più opere di Rossini lei che la Sutherland, la quale, era se vogliamo tecnicamente più attrezzata a farlo).

Il suo lascito discografico (in studio) è notevole senza contare i live, anche se ritengo che alcune performances non abbiano mai raggiunto la fama di quelle della coppia Pavarotti-Sutherland (mi riferisco ai Puritani con Kraus).

Sono ad esempio rimasto intrigato dall' avere scoperto che esiste una sua incisione del Pirata con Cappuccilli e una sua Lucia con Carreras.

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Ahimé quel Pirata con Cappuccilli è funestato dal marito della Caballé nel ruolo da protagonista. Uno che col repertorio di primo Ottocento c'entra come il sottoscritto con la maratona.

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Riposi in pace. E il corriere della sera, ma sicuramente anche altri giornali, nel lancio e nel conseguente commento alla notizia scrive: Aveva 85 anni. Celebre il suo duetto con Freddie Mercury nella canzone che celebrava il capoluogo catalano, inno dei giochi olimpici del 1992. Bene, posto che sono un grande estimatore di Freddie Mercury, in pratica se la caballe' non avesse duettato x una canzone con lui, potremmo anche scordarci di 50 anni di carriera.

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Il repertorio della Caballè da wiki:

 

Imogene

Il pirata Bellini
Alaide La straniera Bellini
Adalgisa
Norma
Norma Bellini
Elvira I Puritani Bellini
Elena
Margherita
Mefistofele Boito
Jaroslavna Il principe Igor' Borodin
Dirce Démophoon Cherubini
Medea Medea Cherubini
Adriana Lecouvreur Adriana Lecouvreur Cilea
Marta Tiefland d'Albert
Corilla Scortichini Viva la mamma Donizetti
Anna Bolena Anna Bolena Donizetti
Sancia Sancia di Castiglia Donizetti
Parisina Parisina d'Este Donizetti
Lucrezia Lucrezia Borgia Donizetti
Gemma di Vergy Gemma di Vergy Donizetti
Maria Stuarda Maria Stuarda Donizetti
Lucia Ashton Lucia di Lammermoor Donizetti
Elisabetta I Roberto Devereux Donizetti
Duchesse de Crackentrop La Fille du régiment Donizetti
Caterina Cornaro Caterina Cornaro Donizetti
Armida Armida Dvořák
Maddalena di Coigny Andrea Chénier Giordano
Armide Armide Gluck
Ifigenia Ifigenia in Tauride Gluck
Marguerite Faust Gounod
Cleopatra Giulio Cesare in Egitto Händel
Nedda Pagliacci Leoncavallo
Santuzza Cavalleria rusticana Mascagni
Salomè Hérodiade Massenet
Manon Manon Massenet
Cleopatre Cleopatre Massenet
Selika L'Africaine Meyerbeer
Contessa d'Almaviva Le nozze di Figaro Mozart
Donna Elvira Don Giovanni Mozart
Fiordiligi Così fan tutte Mozart
Erste dame Die Zauberflote Mozart
Saffo Saffo Pacini
Gioconda La Gioconda Ponchielli
Manon Lescaut Manon Lescaut Puccini
Mimì La bohème Puccini
Cio-Cio-San Madama Butterfly Puccini
Floria Tosca Tosca Puccini
Liù
Turandot
Turandot Puccini
Dido Dido andÆneas Purcell
Silvana La fiamma Respighi
Donna Fiorilla Il turco in Italia Rossini
Elisabetta I Elisabetta, Regina d'Inghilterra Rossini
Rosina Il barbiere di Siviglia Rossini
Ermione Ermione Rossini
Elena La donna del lago Rossini
Semiramide Semiramide Rossini
Madama Cortese Il viaggio a Reims Rossini
Mathilde Guillaume Tel Rossini
Catherine d'Aragon Henry VIII Saint-Saëns
Hypermnestre Les Danaïdes Salieri
Giulia La Vestale Spontini
Agnese Agnese di Hohenstaufen Spontini
Rosalinde Die Fledermaus Strauss, Johann
Salome Salome Strauss, Richard
Die Marschallin Der Rosenkavalier Strauss, Richard
Primadonna/Ariadne Ariadne auf Naxos Strauss, Richard
Arabella Arabella Strauss, Richard
Elvira Ernani Verdi
Giovanna d'Arco Giovanna d'Arco Verdi
Amalia I masnadieri Verdi
Gulnara Il corsaro Verdi
Luisa Miller Luisa Miller Verdi
Leonora Il trovatore Verdi
Violetta Valery La traviata Verdi
Duchessa Elena I vespri siciliani Verdi
Mina Aroldo Verdi
Amelia Un ballo in maschera Verdi
Donna Leonora di Vargas La forza del destino Verdi
Elisabetta di Valois Don Carlo Verdi
Aida Aida Verdi
Desdemona Otello Verdi
Elisabeth
Venus
Tannhäuser Wagner
Sieglinde Die Walküre Wagner
Isolde Tristan und Isolde Wagner
Fanciulla fiore Parsifal Wagner

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Mi spiace notarlo ma la morte della caballe' è sostanzialmente passata inosservata tranne che x noi appassionati. D' altronde se consideriamo che anche "la stampa" la ricorda cosi', meglio restare tra di noi che un poco sappiamo perché andrebbe realmente ricordata: (ma poi che cosa vorrà dire diva pop della lirica ?)

Addio a Montserrat Caballé, diva pop della lirica

Aveva 85 anni. Grande soprano, aveva lavorato anche con Freddie Mercury

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3 ore fa, Ives dice:

Il repertorio della Caballè da wiki:

 

Imogene

Il pirata Bellini
Alaide La straniera Bellini
Adalgisa
Norma
Norma Bellini
Elvira I Puritani Bellini
Elena
Margherita
Mefistofele Boito
Jaroslavna Il principe Igor' Borodin
Dirce Démophoon Cherubini
Medea Medea Cherubini
Adriana Lecouvreur Adriana Lecouvreur Cilea
Marta Tiefland d'Albert
Corilla Scortichini Viva la mamma Donizetti
Anna Bolena Anna Bolena Donizetti
Sancia Sancia di Castiglia Donizetti
Parisina Parisina d'Este Donizetti
Lucrezia Lucrezia Borgia Donizetti
Gemma di Vergy Gemma di Vergy Donizetti
Maria Stuarda Maria Stuarda Donizetti
Lucia Ashton Lucia di Lammermoor Donizetti
Elisabetta I Roberto Devereux Donizetti
Duchesse de Crackentrop La Fille du régiment Donizetti
Caterina Cornaro Caterina Cornaro Donizetti
Armida Armida Dvořák
Maddalena di Coigny Andrea Chénier Giordano
Armide Armide Gluck
Ifigenia Ifigenia in Tauride Gluck
Marguerite Faust Gounod
Cleopatra Giulio Cesare in Egitto Händel
Nedda Pagliacci Leoncavallo
Santuzza Cavalleria rusticana Mascagni
Salomè Hérodiade Massenet
Manon Manon Massenet
Cleopatre Cleopatre Massenet
Selika L'Africaine Meyerbeer
Contessa d'Almaviva Le nozze di Figaro Mozart
Donna Elvira Don Giovanni Mozart
Fiordiligi Così fan tutte Mozart
Erste dame Die Zauberflote Mozart
Saffo Saffo Pacini
Gioconda La Gioconda Ponchielli
Manon Lescaut Manon Lescaut Puccini
Mimì La bohème Puccini
Cio-Cio-San Madama Butterfly Puccini
Floria Tosca Tosca Puccini
Liù
Turandot
Turandot Puccini
Dido Dido andÆneas Purcell
Silvana La fiamma Respighi
Donna Fiorilla Il turco in Italia Rossini
Elisabetta I Elisabetta, Regina d'Inghilterra Rossini
Rosina Il barbiere di Siviglia Rossini
Ermione Ermione Rossini
Elena La donna del lago Rossini
Semiramide Semiramide Rossini
Madama Cortese Il viaggio a Reims Rossini
Mathilde Guillaume Tel Rossini
Catherine d'Aragon Henry VIII Saint-Saëns
Hypermnestre Les Danaïdes Salieri
Giulia La Vestale Spontini
Agnese Agnese di Hohenstaufen Spontini
Rosalinde Die Fledermaus Strauss, Johann
Salome Salome Strauss, Richard
Die Marschallin Der Rosenkavalier Strauss, Richard
Primadonna/Ariadne Ariadne auf Naxos Strauss, Richard
Arabella Arabella Strauss, Richard
Elvira Ernani Verdi
Giovanna d'Arco Giovanna d'Arco Verdi
Amalia I masnadieri Verdi
Gulnara Il corsaro Verdi
Luisa Miller Luisa Miller Verdi
Leonora Il trovatore Verdi
Violetta Valery La traviata Verdi
Duchessa Elena I vespri siciliani Verdi
Mina Aroldo Verdi
Amelia Un ballo in maschera Verdi
Donna Leonora di Vargas La forza del destino Verdi
Elisabetta di Valois Don Carlo Verdi
Aida Aida Verdi
Desdemona Otello Verdi
Elisabeth
Venus
Tannhäuser Wagner
Sieglinde Die Walküre Wagner
Isolde Tristan und Isolde Wagner
Fanciulla fiore Parsifal Wagner

Come giustamente ha rilevato Ives riproponendone la sterminata discografia, è  importante sottolineare la versatilità di questa grande cantante. Per me però  Monserrat era , in cuor suo, soprattutto una pucciniana. Prima l'abbiamo sentita in Tosca, ora ascoltiamola nel duetto d'amore di Manon Lescaut, nel '72. Lei immensa e il giovanissimo Domingo in gran forma.

 

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3 ore fa, Pinkerton dice:

Come giustamente ha rilevato Ives riproponendone la sterminata discografia, è  importante sottolineare la versatilità di questa grande cantante. Per me però  Monserrat era , in cuor suo, soprattutto una pucciniana. Prima l'abbiamo sentita in Tosca, ora ascoltiamola nel duetto d'amore di Manon Lescaut, nel '72. Lei immensa e il giovanissimo Domingo in gran forma.

Vabè, tanto per cambiare non sono d'accordo (Pinkerton è abituato credo :D ). Che la Caballè fosse in grado di cantare tutto più o meno bene, dal punto di vista vocale, è indubbio (aveva un timbro bellissimo, almeno nel primo periodo, e sapeva respirare), e certamente una belcantista come lei ridà dignità alla melodia pucciniana così martoriata da cantantine lirico-drammatiche più o meno spinte però però... Puccini è un autore violento e modernista dal punto di vista psicologico e drammaturgico, che mitiga questa asperità con un linguaggio musicale tardoromantico. Non vedo nei personaggi pucciniani quella mediazione filosofica che esiste nel melodramma romantico propriamente detto, insomma sono personaggi "reali" piuttosto estremi e urticanti. La Caballè, col suo cantarsi addosso, con la sua genericità caratteriale - temperamento non è uguale a scavo - con la sua dizione scadente (e l'abitudine a non studiare i ruoli e i libretti - spesso inventava le parole), il suo fraseggio manieristico e scollegato dalla parola, mi pare proprio l'antitesi dell'interprete pucciniana. Per gli stessi motivi, la trovo di gran lunga più soddisfacente in Massenet e in contesti più decadentisti tipo Adriana di Cilea (un peccato che non abbia mai fatto la Francesca di Zandonai). 

Io penso che il suo repertorio di elezione fosse quello dell'agilità drammatica primo-ottocento, personaggi un po' estetizzanti tanto nell'estasi quanto negli accessi di furore, meglio ancora se ammantati da un'aura "lunare" (come si dice) entro cui era facile per lei sfoggiare il suo proverbiale edonismo, che non è propriamente sensualità (quella di Tosca o di Manon) ma piuttosto, non so come dire, un'idea mitica di sensualità; questa caratteristica le consentiva di allontanarsi anche moltissimo dal suo alveo: Salome è un esempio, ruolo di matrice espressionista di cui fu - piuttosto sorprendentemente - un interprete convincente seppur lontana dalla filologia del cantato, e benchè non abbia mai ascoltato la sua Isotta, credo che l'estasi dell'abbandono le fosse pure particolarmente congeniale per motivi comprensibili a tutti (la immagino sulla riga della Margareth Price di Kleiber).

Estasi e coloratura drammatica, dicevo, quindi Bellini area Pasta tanto per cominciare, ma anche quei personaggi donizettiani più vicini all'orbita belliniana (Lucrezia Borgia, uno dei suoi cavalli di battaglia, o Anna Bolena, ruolo ideale in cui è riuscita a far fiasco grazie alla sua proverbiale superficialità). Stranamente i ruoli tendenti al lirico più leggero (Lucia, Elvira nei Puritani) le venivano abbastanza malaccio, non saprei perchè, possibile anche per questioni puramente tecniche (baricentro della scrittura più alto, coloratura più elaborata).

Per un bel periodo ha cavalcato la moda dell'epoca del Donizetti gotico e truculento (Devereux, Stuarda, Sancia, Parisina, Gemma ecc), diciamo anche per convenienza (sono tessiture dal baricentro molto basso, che agevolano le voci già declinanti) ma non sono così sicuro che fosse tagliata per quel repertorio. Per dire, una ipernevrotica come Beverly Sills, benchè sulla carta vocalmente inadatta (in fondo era un soprano leggero), aveva quel modo di cantare isterico che è ideale in questi personaggi, quindi, nonostante la base fosse più sfavorevole, il risultato era più convincente di quello di una Caballè, artista più "di posa" anche nello scoppio d'ira. Ciò non toglie che la sua Gemma alla Carnegie Hall è una grande recita che la immortala in stato di grazia, forse come mai più (era già il 1976, il limite estremo della sua "epoca d'oro", benchè la sua carriera sarà molto più lunga). 

Più interessante il suo contributo al Verdi degli anni di galera (Giovanna d'Arco, Luisa Miller, Masnadieri, Corsaro), tutto sommato personaggi ancora a metà tra la tentazione belcantistica di guardare verso l'alto (metaforicamente), e l'urgenza risorgimentale che animava la realtà concreta delle cose. Per lo stesso motivo la trovo stupenda nel Trovatore, se vogliamo l'opera apparentemente più retrò della trilogia popolare, quella delle storie narrate e dei tableaux. Nel tardo Verdi, pure frequentatissimo e cantato benissimo, devo dire che non l'ho mai trovata interessante, si palesano secondo me ancor di più i limiti di inerzia e autocompiacimento che la contraddistinguevano. Certo che voce, come sempre, e quanti momenti emozionanti (quelli solisti specialmente).

Eccellente mozartiana (perchè Mozart un po' edonista lo era, ma anche perchè la Montse era dotata di un certo senso dell'umorismo, altrettanto fondamentale), nei ruoli neoclassici non ha lasciato un gran ricordo... è possibile che l'integrità marmorea e senza fronzoli di quello stile la penalizzasse laddove lei invece era fortissima, e quindi - almeno dal mio punto di vista - quella sensazione di potenza che dovrebbero restituire certi ruoli era come annacquata. Mai ascoltata in Spontini, l'unico autore dove, a naso, potrebbe maggiormente rivelarsi. Più persuasiva in Rossini, specie in quello "serio" (chè Rossini non lo è mai troppo), dove i personaggi sono costruiti "sulle note" più che sulle parole (consentitemi), anche se pure lì... compositore troppo astratto e materialista per concedersi alle beatitudini del sogno. E in fondo la Montse l'unica cosa che sapeva fare era far sognare, che poi è mica poco.

 

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1 ora fa, Majaniello dice:

Vabè, tanto per cambiare non sono d'accordo (Pinkerton è abituato credo :D ). Che la Caballè fosse in grado di cantare tutto più o meno bene, dal punto di vista vocale, è indubbio (aveva un timbro bellissimo, almeno nel primo periodo, e sapeva respirare), e certamente una belcantista come lei ridà dignità alla melodia pucciniana così martoriata da cantantine lirico-drammatiche più o meno spinte però però... Puccini è un autore violento e modernista dal punto di vista psicologico e drammaturgico, che mitiga questa asperità con un linguaggio musicale tardoromantico. Non vedo però nei personaggi pucciniani quella mediazione filosofica che esiste nel melodramma romantico, insomma sono personaggi "reali" piuttosto estremi e urticanti. La Caballè, col suo cantarsi addosso, con la sua genericità caratteriale - temperamento non è uguale a scavo - con la sua dizione scadente (e l'abitudine a non studiare i ruoli e i libretti - spesso inventava le parole), il suo fraseggio manieristico e scollegato dalla parola, mi pare proprio l'antitesi dell'interprete pucciniana. Per gli stessi motivi, la trovo di gran lunga più soddisfacente in Massenet e in contesti più decadentisti tipo Adriana di Cilea (un peccato che non abbia mai fatto la Francesca di Zandonai). 

Io penso che il suo repertorio di elezione fosse quello dell'agilità drammatica primo-ottocento, personaggi un po' estetizzanti tanto nell'estasi quanto negli accessi di furore, meglio ancora se ammantati da un'aura "lunare" (come si dice) entro cui sfoggiare il suo proverbiale edonismo, che non è propriamente sensualità (quella di Tosca o di Manon) ma piuttosto, non so come dire, un'idea mitica di sensualità: Salome è un esempio, di cui fu - piuttosto sorprendentemente - un interprete convincente seppur lontana dalla filologia del ruolo, e benchè non abbia mai ascoltato la sua Isotta, credo che l'estasi dell'abbandono le fosse particolarmente congeniale (la immagino sulla riga della Margareth Price di Kleiber). Estasi e coloratura drammatica, dicevo, quindi Bellini area Pasta tanto per cominciare, ma anche quei personaggi donizettiani più vicini all'orbita belliniana (Lucrezia Borgia, uno dei suoi cavalli di battaglia, o Anna Bolena, ruolo ideale in cui è riuscita a far fiasco grazie alla sua proverbiale superficialità). Stranamente i ruoli tendenti al lirico (Lucia, Elvira nei Puritani) le venivano abbastanza malaccio, non saprei perchè, possibile anche per questioni puramente tecniche (baricentro della scrittura più alto, coloratura più elaborata).

Per un bel periodo ha cavalcato la moda dell'epoca del Donizetti gotico e truculento (Devereux, Stuarda, Sancia, Parisina, Gemma ecc), diciamo anche per convenienza (sono tessiture dal baricentro molto basso, che agevolano le voci già declinanti) ma non sono così sicuro che fosse tagliata per quel repertorio. Per dire, una ipernevrotica come Beverly Sills, benchè sulla carta vocalmente inadatta (in fondo era un soprano leggero), aveva quel modo di cantare isterico che è ideale in questi personaggi, quindi, nonostante la base fosse più sfavorevole, il risultato era più convincente di quello di una Caballè, artista più "di posa" anche nello scoppio d'ira. Ciò non toglie che la sua Gemma alla Carnegie Hall è una grande recita che la immortala in stato di grazia, forse come mai più (era già il 1976, il limite estremo della sua "epoca d'oro", benchè la sua carriera sarà molto più lunga). 

Più interessante il suo contributo al Verdi degli anni di galera (Giovanna d'Arco, Luisa Miller, Masnadieri, Corsaro), tutto sommato personaggi ancora a metà tra la tentazione belcantistica di guardare verso l'alto (metaforicamente), e l'urgenza risorgimentale che animava la realtà concreta delle cose. Per lo stesso motivo la trovo stupenda nel Trovatore, se vogliamo l'opera apparentemente più retrò della trilogia popolare, quella delle storie narrate e dei tableaux. Nel tardo Verdi, pure frequentatissimo e cantato benissimo, devo dire che non l'ho mai trovata interessante, si palesano secondo me ancor di più i limiti di inerzia e autocompiacimento che la contraddistinguevano. Certo che voce, come sempre, e quanti momenti emozionanti (quelli solisti specialmente).

Eccellente mozartiana (perchè Mozart un po' edonista lo era, ma anche perchè la Montse era dotata di un certo senso dell'umorismo, altrettanto fondamentale), nei ruoli neoclassici non ha lasciato un gran ricordo... è possibile che l'integrità marmorea e senza fronzoli di quello stile la penalizzasse laddove lei invece era fortissima, e quindi - almeno dal mio punto di vista - quella sensazione di potenza che dovrebbero restituire certi ruoli era come annacquata. Mai ascoltata in Spontini, l'unico autore dove, a naso, potrebbe maggiormente rivelarsi. Più persuasiva in Rossini, specie in quello "serio" (chè Rossini non lo è mai troppo), dove i personaggi sono costruiti "sulle note" più che sulle parole (consentitemi), anche se pure lì... compositore troppo astratto e materialista per concedersi alle beatitudini del sogno. E in fondo la Montse l'unica cosa che sapeva fare era far sognare, che poi è mica poco.

 

Bella e interessante questa disamina, grazie Maja! :thumbsup_anim: Non ho le conoscenze e la competenza (né l'interesse specifico per gran pate del repertorio che citi), per dire se e in che misura hai ragione in tutto o in parte, ma mi sembra un tentativo molto accurato di offrire una immagine completa e non solo encomiastica in stile necrologio di una grande artista. E stupenda l'ultima frase: conosco poco la Caballè, ma è proprio una dote specifica dei grandi artisti la capacità di stimolare il sogno.

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Boh. La Sutherland aveva una pessima pronuncia e una pessima dizione. La pronuncia della caballe' era invece buona ma, inspiegabilmente, la dizione meno. A me questa cosa della dizione non dà fastidio nel repertorio belcantista o rossiniano o mozartiano, infatti apprezzo moltissimo entrambe pur prediligendo la Sutherland. In altro repertorio invece x me la dizione conta. Ciò non toglie che trovo brava la caballe' in Puccini e nel verismo eccezion fatta x opere al calor bianco come pagliacci o cavalleria. In verdi invece non ritengo abbia la cosiddetta cavata totalmente adatta per il verdi dalla forza in poi. Poi vabbè questi sono meri giudizi estetici che possiamo fare appunto perché la cantante era brava se non storica

 

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24 minuti fa, giobar dice:

Bella e interessante questa disamina, grazie Maja! :thumbsup_anim: Non ho le conoscenze e la competenza (né l'interesse specifico per gran pate del repertorio che citi), per dire se e in che misura hai ragione in tutto o in parte, ma mi sembra un tentativo molto accurato di offrire una immagine completa e non solo encomiastica in stile necrologio di una grande artista. E stupenda l'ultima frase: conosco poco la Caballè, ma è proprio una dote specifica dei grandi artisti la capacità di stimolare il sogno.

Grazie giobar! al di là della conclusione ad effetto, credo sinceramente che sia una prerogativa della Caballè, in fondo il suo pregio maggiore e il suo limite più grande in un contesto di repertorio dove quella qualità non era richiesta. Volevo dire proprio che non basta saper far sognare per essere grandi artisti, si rischia di diventare delle grandi macchine da effetti speciali (gli ovvi paralleli questa volta li evito), un rischio che poi sta alla volontà dell'artista cavalcare o cercare di allontanare cercando altrove la sostanza. La Caballè è una di quelle che, da un certo punto in poi, ha vissuto solo di capacità evocativa, ciò la rende un'artista dotata, abile, furba, ma non "versatile", come diceva Pinkerton (sempre a patto di non fermarci al dato della pura bellezza esecutiva, che almeno nei primi 10 anni di carriera internazionale è un dato di fatto incontrovertibile).

Va da sè, ma non è un mistero, che considero gli artisti più grandi non quelli che stimolano il sogno ma bensì la riflessione, ma questo è solo un mio modo di vedere la questione.

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Beh, Maja, la Caballe' era maestra a "far sognare" ma, ammettilo, un pochino piaceva sognare anche a lei. In cuor suo, te lo ripeto, si sentiva a suo agio con Manon, Tosca e Liu'. Per attitudini vocali sue proprie era un lirico puro. Certo non era una pucciniana ideale, le mancava il giusto scavo della parola, ma alle onde melodiche pucciniane si abbandonava di buon grado. Non ideale quindi, ma molto " coinvolta", questo sì. Soprano drammatico di agilità  poi non lo era perché le difettavano sia la scansione del fraseggio, sia la dizione ( come la Sutherland), sia la disposizione al canto acrobatico. Per capire bene cosa fosse veramente un "drammatico di agilità ", Maja, bisogna pensare alla Callas. Poi tu definisci Puccini un tardoromantico e modernista ma la definizione mi sembra in poco sbrigativa e riduttiva. Il fatto è che definire Puccini è tutt'altro che semplice.Tornando a Monsi, sono più' d'accordo con te quando parli del primo Verdi, di Leonora del Trovatore e del clima psicologico musicale rossiniano. Interessante, concordo, sarebbe stato poi ascoltarla in Francesca, in un confronto, non facile per altro, con la Olivero.

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Avevo dimenticato, ma ora che vedo le copertine di Ives... trovo la Caballè piuttosto adatta (quando non sorprendente) in quegli autori tra Verdi e il verismo... al netto di certe svenevolezze sue tipiche, la sua Gioconda riesce ad avere un'identità precisa, lontana da Callas, Tebaldi, Cerquetti e più vicina a certe eroine fragili e sole del primo '800; bella anche la prova in Mefistofele (opera ancor più belcantista, per giunta), strano che non abbia mai cantato Wally di Catalani, un altro ruolo in cui avrebbe primeggiato in quella fase ormai declinante (primi '80). 

Consigliare una discografia della Caballè è un fatto soggettivo, chi apprezza semplicemente la bellezza della voce e il fraseggio suadente, l'emissione e i filati, ha da godere parecchio, un titolo vale l'altro. Io facevo un discorso diverso, di opportunità stilistica e di adesione ai personaggi. Dal punto di vista filologico, la Caballè è stato il tipico soprano romantico di quelli che "non se ne fanno più così", un'eccezione nella sua epoca che ci lascia intuire quale fosse invece la regola due secoli fà. Dovessi dare dei consigli per "capire" la Caballè, nelle sue varie incarnazioni ottocentesche, direi:

ruoli da soprano lirico pre-romantico

Nozze di Figaro (1967 live Dallas)
Così fan tutte (1974 studio)
La donna del lago (1970 live Torino)
Elisabetta (1975 studio)

ruoli da soprano romantico "assoluto" 

Norma (1974 live all'Orange)
Lucrezia Borgia (1966 studio)
Pirata (1970 studio) 
Anna Bolena (1982 live alla Scala)*

ruoli da soprano drammatico donizettiano 

Parisina d'Este (1974 live Carnegie hall)
Gemma di Vergy (1976 live Carnegie hall)
Maria Stuarda (1971 live alla Scala)
Roberto Devereux (1972 live la Fenice)

ruoli da lirico-drammatico d'agilità verdiano

Trovatore (1967 live Met)
Masnadieri (1974 studio)
Giovanna d'Arco (1972 studio)
Luisa Miller (1975 studio)

ruoli da lirico-drammatico tardoromantico

Forza del destino (live 1978 alla Scala)
Gioconda (1981 studio)
Mefistofele (1980 studio)
Adriana Lecouvreur  (1972 live Barcellona)

ruoli da soprano lirico francese

Manon (1967 live in USA) 
Don Carlos (live 1972 al Met)
Guillaume Tell (1972 studio)
L' Africaine (1977 live Barcellona)
 

a questi va aggiunta almeno la Salome già citata, una specie di "eccezione che conferma la regola" nella carriera della Montse.
Come detto, ci sono cose che ha fatto che non conosco (Wagner e Spontini, per esempio) dove potrebbe essere pure interessante.

 

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1 ora fa, Majaniello dice:

Come detto, ci sono cose che ha fatto che non conosco (Wagner e Spontini, per esempio) dove potrebbe essere pure interessante.

 

Ehm...non mi sembra proprio la miglior Caballè, comunque:

 

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