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Mi recensite alcune opere di Bellini?Grazie!


maxfiottolone
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A me infatti Pavarotti ha meravigliosamente sorpreso perchè a 45 anni e con 20 anni di carriera alle spalle riuscì a cantare con gran delicatezza un ruolo non propriamente suo e che, ribadisco il mio ahimè, tolse molto presto dal repertorio teatrale. Poi sono sicuro che Valletti o Monti, specialisti del ruolo siano anche migliori, ma qui siamo in presenza di un cantante che con la voce un pochino più grossa di quando lo cantò nel 1965 riesce a tirare fuori una gran performance, sostanzialmente salvando l' incisione perchè per motivi anagrafici la Sutherland non potè essere grandissima come tante volte lo fu.

Monti non è affatto migliore di Pavarotti in questo ruolo, fa molta più fatica a reggerne la scrittura. La colpa era fondamentalmente quella d'una tecnica che lo portava a sbiancare e aprire i suoni di passaggio, anziché sostenerli a dovere. Come Alva, in poche parole.

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Monti non è affatto migliore di Pavarotti in questo ruolo, fa molta più fatica a reggerne la scrittura. La colpa era fondamentalmente quella d'una tecnica che lo portava a sbiancare e aprire i suoni di passaggio, anziché sostenerli a dovere. Come Alva, in poche parole.

Non posso che riconcordare col Nobile Bavarese.

Monti è inferiore a Pavarotti ma anche a Tagliavini il quale, apparentemente ma solo apparentemente, canta come lui.

Infatti quasi tutte le volte che Monti emette note di passaggio o acute smorzate o di intensità molto attenuata, il suono diviene puntuto o sbiancato, un po' piatto e perde vibrazione e modulabilità.


/>http://www.youtube.com/watch?v=yGRFDA3JTiU

In Tagliavini, al contrario, queste note esili sono più omogenee, più flessibili, più ricche di armonici.

Così, tenori "di testa" come Monti o Alva, nelle mezzevoci a fior di labbro, possono risultare svenevoli o petulanti, mentre Tagliavini o Gigli o Schipa ( che probabilmente è il miglior Elvino mai inciso) appaiono sognanti, patetici, ispirati. Come del resto Pavarotti, che però, nelle mezze voci, ha un'emissione sui generis, meno ortodossa rispetto alla tecnica di tradizione.

La sua figurazione di Elvino, forse qua e là troppo estroversa ma comunque sempre morbida, è comunque molto attraente:


/>http://www.youtube.com/watch?v=s1i84H2cTcs

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Onestamente Monti l'ho citato perchè sapendo che per parecchi anni interpretò Elvino passando dall' Amina-Callas all' Amina-Shuterland, credevo fosse il non plus ultra dell' epoca. Premesso che non ho ancora nemmeno "assaggiato" l' Elvino Florez cercandolo su youtube, debbo aspettarmi un Elvino ricco di fioriture rispetto ai grandi Elvini del passato che magari non fecero particolari agilità perchè non bravi a farle? Cioè insomma è probabile che quest' Elvino sarà in stile rossiniano? (il che magari non è nemmeno corretto che lo sia).

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Ma io credo di no, caro Max. Florez è uno dei cantanti più consapevoli in fatto di stile. Almeno, solitamente. E' anche vero che non ho ascoltato l'incisione con la Bartoli, e che quindi non posso giudicare. Ho registrato a dire il vero alcune critiche in merito. Ma come sempre, prima di dire la mia preferisco disciplinatamente e umilmente ascoltare.

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non ho ancora nemmeno "assaggiato" l' Elvino Florez

Florez da molti anni ha cantato Elvino e ci sono registrazioni live che ne testimoniano la buona riuscita nel ruolo.

Nell'incisione ufficiale DECCA del 2008 risulta di timbro molto brillante a piena voce ( sarà un caso?) e piuttosto spento e asciutto nelle intensità ridotte (i miracoli non li fa nessuno...).

Ma, a parte questo e a parte anche una certa rifinitezza ( malgrado anch'egli sostanzialmente ignori l'emissione mista di alta scuola e ogni tanto incappi in qualche scarto dinamico e in qualche lieve durezza), a me sembra anche piuttosto compassato, che manchi insomma di vero abbandono.


/>http://www.youtube.com/watch?v=FhjqJslj3Og


/>http://www.youtube.com/watch?v=R1qPut0MT5Q

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Comunque la mia propensione a parlare di Florez mi fa dire che è uno di quei cantanti in attività capace di riempirti il teatro solo perchè si sa che canterà lui.


/>http://www.youtube.com/watch?v=_APeWFnqq8k

Florez, come già detto, per la sostanziale povertà di colori vocali e di autentico abbandono, non è l'Elvino ideale ma resta un Elvino di buon livello.

Se i teatri si riempiono perchè canta lui posso capirne il motivo.

Ma non è da quello che si desume il valore di Florez, se non altro perchè i teatri si riempiono anche quando cantano, ne loro repertorio, Armilliato, Kauffman o Josè Cura.

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Come ho però già scritto io non trovo così assurdo tentare un allestimento un pò più originale del solito di un' opera che tra un pò son 200 anni che si rappresenta! Anche perchè con un Florez sul palco, che direi riempie i teatri per merito e non per avvenenza fisica o altri motivi, non si corre il rischio che l' originalità dell' allestimento possa "coprire" voci e musica

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  • 1 year later...

Dopo ascolti di "studio" Norma suscita in me diversi quesiti. Per me una buona Norma deve sapere essere soprano lirico-drammatico e di coloratura, insomma: un ruolo difficilissimo. Le 3 ultime grandi Norme (Callas-Sutherland-Caballè) avevano tutte queste qualità ma prima della Callas chi era che cantava Norma ? I soprani drammatici ante-Callas dubito che sapessero fare la coloratura e non credo che Norma la cantassero i sopranini leggeri perchè quelli la coloratura l' avevano, ma tutto il resto no!

Adalgisa è cantato da un mezzo ma è una voce scura da mezzo adatta a una figura giovane e virginea ?

Il ruolo di Pollione ha la sua importanza ma son giunto alla conclusione che per fare una buona Norma conta avere un ottimo mezzo e un ottimo soprano, poi se il tenore non fa danni può anche non essere il migliore sulla piazza.

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Infatti la parte di Adalgisa è parte da soprano "limitato" o corto, non parte da mezzosoprano. Così come finì in partitura, la parte di Norma sarebbe invece da mezzosoprano Falcon (secondo la definizione odierna), seppur con la difficoltà di richiedera la capacità di sostenere adeguatamente tessiture acutissime. La prima Norma, non a caso, fu Giuditta Pasta.

Quindi Bellini aveva pensato bene: voce scura per Norma, voce chiara per Adalgisa.

Callas e Verrett a parte, i soprani in grado di affrontare la parte di Norma sono sempre stati acuti. Dal che la necessità teatrale e musicale, per staccare i timbri, di spostare Adalgisa sul fronte mezzosopranile. Scelta peraltro sostenuta dalla tradizione dell'opera romantica che generalmente vede primadonna soprano e seconda donna mezzosoprano.... anche se in quest'opera Bellini aveva pensato ad una soluzione del tutto diversa...

Oltre a Norma, Sonnambula, Puritani, ti consiglierei di ascoltare anche la bellissima "I Capuleti ed i Montecchi".

Per me, Norma: Callas, DEl Monaco, Simionato, 1955 Votto.// oppure Sutherland, Horne, Alexander, Bonynge. (primi anni '60);

Sonnambula: Callas, Valletti, Bernstein, 1955.

Puritani: Sutherland, Pavarotti, Bonynge (1975 circa).

Capuleti e MOntecchi: Kasarova, Mei, Vargas, Abbado, RCA (primi anni '80 credo)

Ho letto di corsa i post di cui sopra e mi associo alla grande ammirazione per il Gualtiero (il Pirata) di Giuseppe Morino.

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Infatti la parte di Adalgisa è parte da soprano "limitato" o corto, non parte da mezzosoprano. Così come finì in partitura, la parte di Norma sarebbe invece da mezzosoprano Falcon (secondo la definizione odierna), seppur con la difficoltà di richiedera la capacità di sostenere adeguatamente tessiture acutissime. La prima Norma, non a caso, fu Giuditta Pasta.

Quindi Bellini aveva pensato bene: voce scura per Norma, voce chiara per Adalgisa.

Callas e Verrett a parte, i soprani in grado di affrontare la parte di Norma sono sempre stati acuti. Dal che la necessità teatrale e musicale, per staccare i timbri, di spostare Adalgisa sul fronte mezzosopranile. Scelta peraltro sostenuta dalla tradizione dell'opera romantica che generalmente vede primadonna soprano e seconda donna mezzosoprano.... anche se in quest'opera Bellini aveva pensato ad una soluzione del tutto diversa...

Sempre dettagliate e puntuali le tue note filologiche, Pazzo.

In qualche modo la Callas fu un mezzosoprano Falcon. Specie nei primissimi anni di carriera vantava bruniture contraltine nel registro inferiore e centrale.

Nel settore acuto e sopracuto invece la voce si schiariva e si alleggeriva di molto, accusando oltre a una percepibile disuguaglianza di registro anche, se non durezze vere e proprie, evidenti riverberi metallici.

Nondimeno la sua era una voce educatissima e liquida e, anche a queste altezze, era sensazionale la sua capacità di modulare e di legare, come si evidenzia

nella cabaletta dal primo Atto di Norma ripresa dal vivo nel '49, documento sonoro questo che, a tutt'oggi, rapprersenta uno dei vertici assoluti nella discografia del bel canto:


/>http://www.youtube.com/watch?v=8TgYeDlRY0E

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Se c'è una cosa che non ho mai capito, ma forse lo fece perchè era una parte che conosceva a memoria e sulla quale si sentiva comunque sicura, è come mai la Callas declinante anni 60 si ostinasse a interpretare in teatro un ruolo comunque così difficile come Norma. Posto a questo proposito,nonostante l' audio pessimo il "famoso" duetto del 1965 con la Cossotto che innescò parecchie polemiche ma a mio parere la Cossotto non fece nulla di così anomalo: semplicemente la Callas nel 1965 non ne aveva più.

Che poi ad esempio la Callas degli anni del declino era ancora in grado di stupire perchè nel Poliuto scaligero, anche se fu aiutata con la soppressione di alcuni acuti, cantò "divinamente" nonostante fossimo già nel dicembre 1960.


/>http://www.youtube.com/watch?v=Xzlm4eqtt6o

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ma prima della Callas chi era che cantava Norma ? I soprani drammatici ante-Callas dubito che sapessero fare la coloratura e non credo che Norma la cantassero i sopranini leggeri perchè quelli la coloratura l' avevano, ma tutto il resto no!

Nell'immediato ante-Callas, il ruolo era appannaggio dei soprani drammatici in effetti.

Gina Cigna e Zinka Milanov hanno lasciato delle registrazioni complete dell'opera. Fra le altre, naturalmente va ricordata Rosa Ponselle.

Per verificare come se la cavassero questi soprani, basta dare un'ascolto alla cabaletta "Ah! bello a me ritorna". Rispetto alla Milanov e alla Cigna, mi pare che la Ponselle se la cavi meglio:


/>http://www.youtube.com/watch?v=kSndJ_HGgKQ

Se andiamo ancora più indietro nel tempo, troviamo qualche estratto cantato da Eugenia Burzio; qualche accento sarà anche un po' troppo "verista", ma non diversamente facevano la Cigna e la Milanov e a me pare che con la coloratura la Burzio se la cavasse decisamente meglio. (Certo c'è qualche "pasticcio" qua e là, credo imputabile al fatto che all'epoca le registrazioni venissero un po' improvvisate.)


/>http://www.youtube.com/watch?v=OtJ0-JQcMak

Un altra cantante, che a me piace molto, è Giannina Russ, che mi pare sostanzialmente perfetta in questo brano (peccato che non faccia variazioni nel da capo).


/>http://www.youtube.com/watch?v=g8zopVvWWn4&feature=fvst

La mia impressione è che i soprani drammatici nati ancora a fine '800 dedicassero molta più attenzione allo studio della coloratura di quanto avrebbero fatto le generazioni successive.

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Preziosi contributi Melomane. Io ho sempre avuto un debole per la Cigna. Trovo questi contributi ancora attuali, cioè nel senso che mentre dopo avere ascoltato la Lucia della Callas, non potrei mai ascoltarmi una Lucia alla Lily Pons, cioè tutta virtuosismi vocali e nient' altro, queste Norme ante-Callas, invece, non le trovo inascoltabili

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Nell'immediato ante-Callas, il ruolo era appannaggio dei soprani drammatici in effetti.

Gina Cigna e Zinka Milanov hanno lasciato delle registrazioni complete dell'opera. Fra le altre, naturalmente va ricordata Rosa Ponselle.

Per verificare come se la cavassero questi soprani, basta dare un'ascolto alla cabaletta "Ah! bello a me ritorna". Rispetto alla Milanov e alla Cigna, mi pare che la Ponselle se la cavi meglio:


/>http://www.youtube.com/watch?v=kSndJ_HGgKQ

Se andiamo ancora più indietro nel tempo, troviamo qualche estratto cantato da Eugenia Burzio; qualche accento sarà anche un po' troppo "verista", ma non diversamente facevano la Cigna e la Milanov e a me pare che con la coloratura la Burzio se la cavasse decisamente meglio. (Certo c'è qualche "pasticcio" qua e là, credo imputabile al fatto che all'epoca le registrazioni venissero un po' improvvisate.)


/>http://www.youtube.com/watch?v=OtJ0-JQcMak

Un altra cantante, che a me piace molto, è Giannina Russ, che mi pare sostanzialmente perfetta in questo brano (peccato che non faccia variazioni nel da capo).


/>http://www.youtube.com/watch?v=g8zopVvWWn4&feature=fvst

La mia impressione è che i soprani drammatici nati ancora a fine '800 dedicassero molta più attenzione allo studio della coloratura di quanto avrebbero fatto le generazioni successive.

Posto che la Callas del '49, Melomane, era comunque su un'altro piano se non pianeta, delle tre che hai postato la migliore è la Ponselle.

Questa cabaletta va cantata con voce timbrata ma con leggerezza, tanta leggerezza, fluidità, grande senso del legato in modulazione, nonchè con un continuo intervento sull'agogica e sulla ritmica. Il suono deve essere facile , liquido, e la linea sostenuta e sinuosa a un tempo. Niente suoni duri o fissi (vedi Burzio, la peggiore delle tre), niente meccanicità, niente esitazioni.

Facile a dirsi, ma solo la Callas ci riesce.

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Posto che la Callas del '49, Melomane, era comunque su un'altro piano se non pianeta, delle tre che hai postato la migliore è la Ponselle.

Questa cabaletta va cantata con voce timbrata ma con leggerezza, tanta leggerezza, fluidità, grande senso del legato in modulazione, nonchè con un continuo intervento sull'agogica e sulla ritmica. Il suono deve essere facile , liquido, e la linea sostenuta e sinuosa a un tempo. Niente suoni duri o fissi (vedi Burzio, la peggiore delle tre), niente meccanicità, niente esitazioni.

Facile a dirsi, ma solo la Callas ci riesce.

La questione era se i soprani drammatici fossero in grado di affrontare la coloratura; mi pare che molti soprani drammatici, soprattutto a inizio '900 fossero in grado eccome. Ho l'impressione invece che nei decenni successivi, i soprani che andavano sotto questa categoria inizino a trascurare sempre più lo studio delle agilità.

Basta ascoltare la pur brava Milanov, ad esempio dal minuto 13.30:


/>http://www.youtube.com/watch?v=2PIHgoFVpio#t=13m30s

Nonostante la bravura dell cantante, le agilità mi paiono un po' "arruffate".

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La questione era se i soprani drammatici fossero in grado di affrontare la coloratura; mi pare che molti soprani drammatici, soprattutto a inizio '900 fossero in grado eccome. Ho l'impressione invece che nei decenni successivi, i soprani che andavano sotto questa categoria inizino a trascurare sempre più lo studio delle agilità.

Basta ascoltare la pur brava Milanov, ad esempio dal minuto 13.30:


/>http://www.youtube.com/watch?v=2PIHgoFVpio#t=13m30s

Nonostante la bravura dell cantante, le agilità mi paiono un po' "arruffate".

Nel punto da te indicato,Melomane, la Milanova ricorre, per risolvere le agilità, a un marcato alleggerimento del corpo vocale e del volume, sembra quasi che accenni, determinando una netta disuguaglianza.

A parte il fatto che appare comunque a disagio ma questo accorgimento in realtà, tu concorderai, è un'espediente, un trucco, un ripiego.

Le agilità infatti non devono essere accennate ma cantate.

Callas a parte che, grazie anche alla straordinaria carica espressiva, resta inarrivabile, un'esecuzione eccellente di questo "a solo" ce lo offre la Sutherland in un live del '69.

In realtà anche l'aria "Casta diva" è eseguita con grande perizia e la cabaletta "Ah bello a me ritorna" ( a partire da 15:11) si giova di una ripresa arricchita da opportune variazioni.

Che poi, per venire al tuo quesito, la Sutherland, grande virtuosa, fosse anche un soprano drammatico, questo è un problema che lascio ai critici e ai melomani più puntigliosi di me (Wittel, Pazzo, alfio e max, se ci siete battete un colpo):


/>http://www.youtube.com/watch?v=05uRUlvMhAA

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A parte il fatto che appare comunque a disagio ma questo accorgimento in realtà, tu concorderai, è un'espediente, un trucco, un ripiego.

Le agilità infatti non devono essere accennate ma cantate.

Concordo assolutamente, è proprio quello che intendevo con agilità "arruffate": la cantante non appoggia correttamente sul fiato e "accenna". Cosa che non fanno assolutamente soprani drammatici nate alla fine dell'800 come Giannina Russ (o, ascoltavo prima sempre su youtube, Celestina Boninsegna, che mi è parsa anche lei piuttosto brava).

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  • 2 years later...

A proposito di varie versioni (mi sto incaponendo su questo aspetto), sapete se è consuetidine eliminare una corposa parte del duetto tra Arturo ed Elivira nel terzo atto, quando i due cominciano a parlare della fuga con Enrichetta? Ovvero


ARTURO
Ah! perdona … Ell'era misera,
Prigioniera … abbandonata,
In periglio …

ELVIRA
E l'hai tu amata?

ARTURO
Io!

ELVIRA
Non è tua sposa?

ARTURO
Sposa! Chi dir l'osa?
Chi? Parla … Chi?

ELVIRA
Io il chiedo, io il chiedo, Arturo.

ARTURO
Mi credevi sì spergiuro?

Da quel dì che ti mirai
Palpitai per te d'amore,
Da quel giorno all'ultim'ore,
Sì, questo cor per te palpiterà.
La mia vita io ti sacrai
Nella gioia e nel dolore,
Fin la morte in questo amore
Dolce e cara a me sarà.

ELVIRA
O parole d'amor! Lieta son io!
Ei non l'amava dunque? O Arturo mio!
Sì - fede eterna ti giurai,
Ti giurai eterno ardore,
Da quel girono all'ultim'ore
Per te il mio cor avvamperà.
La mia vita ti sacrai
Nella gioia, nel dolor.

ELVIRA, ARTURO
Fin la morte in questo amore
Dolce e cara a me sarà.
Questo giuro sì puro di fede,
O dell'alma motor sempiterno,
Tu l'accogli e consola in eterno,
Benedici e sventura ed amor.

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