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Mi recensite alcune opere di Bellini?Grazie!


maxfiottolone
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Pur amando Pavarotti ammetto che ho ascoltato più il Pavarotti donizettiano che quello belliniano, per cui in sostanza l' unica opera del compositore catanese che ho ascoltato e riascoltato e riascoltato sono I Puritani. Se qualcuno di voi ha mai visto o anche solo ascoltato qualcuna delle seguenti opere belliniane, potrebbe sinteticamente scrivermi se vale la pena affrontarle? - il pirata, i capuleti e i montecchi, la sonnambula, norma, beatrice di tenda - Presumo che su Norma e la Sonnambula il giudizio sarà unanimamente positivo, però le ho inserite nella lista perchè non le conosco proprio!

Se possibile vorrei anche sapere se anche questi altri lavori richiedono tenori e soprani dal sovracuto facile, come per i Puritani, la cui partitura ai limiti dell' impossibile mi manda sempre in "estasi" o se Bellini non era sempre così "sadico" coi cantanti.

Ancora 2 domande e poi chiudo: Norma l'hanno forse cantata più tenori spinti che tenori lirici, quindi suppongo che lì serva più un tenore di forza che di grazia, o no?

L' incisione della sonnambula del 1980 di Pavarotti/Shuterland è da non perdere come tutti dicono? Lo chiedo perchè lì la Joan aveva già 54 primavere e anche Lucianone credo avesse affrontato il ruolo solo a inizio carriera.

Grazie

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Non è questione di sovracuti. Diciamo che Puritani, sotto quest'aspetto, è un unicum. Anzi, è l'unica opera belliniana in cui il vero protagonista è il tenore e non la primadonna.

Le altre viceversa seguono questa linea.

Bellini è caratterizzato da lunghi, lunghi, lunghi cantabili. Era un genio della melodia. Poi sapeva piazzare i virtuosismi e altre cose del genere, ma era un professionista degli sfinimenti languidi e amorosi.

Le opere richiedono diversi requisiti.

In Sonnambula, oltre una primadonna di vaglia, è richiesto un tenore che sappia sostenere con grazia tessiture molto acute.

In Norma invece Pollione è una tipica parte scritta per Donzelli, ossia da baritenore ma con subitanei scatti verso l'acuto.

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Quindi presumo ad esempio che Big Luciano affrontò a teatro solo i Puritani e la Sonnambula (la quale credo però esclusivamente a inizio carriera) probabilmente perchè come hai scritto in genere il tenore non era il protagonista delle opere Belliniane, e inoltre, caro wittelsbach, il tuo intervento spiega chiaramente perchè Del monaco e Corelli si sono cimentati con successo in Norma.

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su Norma e la Sonnambula il giudizio sarà unanimamente positivo, però le ho inserite nella lista perchè non le conosco proprio!

Rimedia subito, max, cominciando con Norma di cui ti indico l'edizione per me di riferimento ( '55, Serafin, Callas, Del Monaco, Stignani) dove la Callas fa scuola e Del Monaco "incide letteralmente le sue frasi nel bronzo". La parte di Pollione , a parte un Do acuto nell'aria di ingresso ( in questa edizione omessa dal tenore) è centralizzante, quindi particolarmente adatta alla corposa vocalità di Del Monaco. Al di là della straordinaria caratura della voce, la raffigurazione che il tenore fiorentino dà del Proconsole romano risalta per il fraseggio scandito e la spiccata personalità:


/>http://www.youtube.com/watch?v=Cnam_QJOHpg

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Caro Pinkerton, ebbene è sì impressionante ma d' altronde avevo già sentito parlare di questa Norma, per cui ho perfettamente compreso il messaggio :-)

Suppongo che anche il Pirata, anche se magari meno rappresentato, dovrebbe essere un titolo valido e so che dicono tutti un gran bene, guarda un pò, della Callas in questa opera.

Ho anche scoperto che Lucianone da giovane cantò in teatro i capuleti e i montecchi (e dovrebbe esistere anche il live) e in disco beatrice di tenda, anche se forse questi 2 titoli sono i più deboli del gruppo, non so.

Riprendo quanto scritto da wittelsbach: "In Sonnambula, oltre una primadonna di vaglia, è richiesto un tenore che sappia sostenere con grazia tessiture molto acute" perchè sono un poco sorpreso dal discorso sulle tessiture acute, nel senso che pensavo che il tenore dovesse sostanzialmente fare appunto con grazia da contraltare alla sonnambula e cioè che andassero bene tenori "delicati" tipo Valletti o Monti tanto per restare sempre ancorati all' epoca Callas.

E' chiaro che il Pavarotti giovane lo considero anch' egli un tenore di grazia coi fiocchi

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Suppongo che anche il Pirata, anche se magari meno rappresentato, dovrebbe essere un titolo valido

Ascolta, max, la Divina, in quest'aria nobilissima:


/>http://www.youtube.com/watch?v=qqekjOIuFAk&feature=fvst

Anche la parte tenorile in quest'opera è pregevole per la linea raffinata.

Singolare nel ruolo di Gualtiero, fu la prova di un tenore straordinario seppur di breve parabola, che mi risulta essere stato allievo nientemeno che di Rodolfo Celletti, cui Wittel e Pink sono devoti estimatori.

Giuseppe Morino, evidenzia una una tecnica sensazionale, di estrazione protoromantica, e sfrutta a fondo le possibilità espressive dell'emissione mista con forte componente falsettistica, esibendo un'inesauribile gamma dinamico-coloristica ma sempre conservando morbidezza, flessibilità, vibrazione.

Niente a che vedere con i suoni fissi ed estenuati di tanti tenori di grazia oppure controtenori che oggi vanno per la maggiore.

A 0:51, lo sviluppo dell'andante "Tu vedrai la sventurata" è da antologia:


/>http://www.youtube.com/watch?v=hSUOV6KUBE8

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E' chiaro che il Pavarotti giovane lo considero anch' egli un tenore di grazia coi fiocchi

A Pavarotti, tenore lirico di vocazione ( e formazione) pucciniana poteva andar bene il Bellini dei Puritani o dei Capuleti ma non del tutto quello di Sonnambula.

Per essere un grande Elvino gli manca la leggerezza , la fluidità, la soavità di un Tito Schipa. E, anche in questo caso, la tessitura alta e gli acuti più o meno stratosferici non c'entrano un gran chè: occorrono la sensibilità, la "testa" e la tecnica adatte al personaggio:


/>http://www.youtube.com/watch?v=wUO4mPg58gY


/>http://www.youtube.com/watch?v=repLdJqF7zE&feature=related

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Anche se purtroppo non esiste documento sonoro, son sicuro che anche Pippo Di Stefano, quando lo interpretò nel '46 o '47, fu un ottimo Elvino. Questa discussione mi portà però a un più ampio raffronto tra la produzione del Bellini e quella di Donizetti. Non conosco tutte le loro opere, comunque scrivo che anche se i 2 compositori lavorarono nel medesimo periodo storico e culturale io riscontro pensando appunto ai lavori che conosco, anche grosse differenze stilistiche.

Li considero entrambi 2 grandi che purtroppo causa morte e pazzia premature, non ebbero modo, come il Verdi, di essere influenzati anche dai movimenti culturali seguenti a quelli del primo ottocento.

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Ho anche scoperto che Lucianone da giovane cantò in teatro i capuleti e i montecchi (e dovrebbe esistere anche il live)

Nel '66, max, diretto da Abbado, Pavarotti, quale Tebaldo, offre nei "Capuleti e Montecchi", una prova superlativa.

L'eloquenza, il largo respiro e lo splendore vocale di frasi come " ..ed il voto dell'amante il consorte adempirà" ( 1:08) con tanto di puntatura sopracuta, sono da accettare senza riserve:


/>http://www.youtube.com/watch?v=wWLcyzGoxNM&feature=related

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Insomma, allora questi capuleti meritano!

Sì, meritano, specie per il loro contenuto belcantistico anche se non possiedono la carica romantica e non sono un capolavoro come Norma, Sonnambula e Puritani.

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Riallacciandomi caro Pink al tuo video della Norma, pongo un quesito stile scoperta dell' ovvio e cioè, in che senso la Callas fu innovatrice facendo da apripista alla riscoperta di un repertorio dimenticato? Devo supporre che ad esempio i Puritani e la Sonnambula non si rappresentassero più da decenni? Ne dubito. E allora se forse le Lucie antecedenti alla Callas non erano rispettose della drammaticità del personaggio perchè erano tutte dei sopranini coi sovracuti ma prive appunto dell' accento tragico callasiano, non è che per tutti i ruoli belcantistici serve per forza un soprano drammatico d' agilità nel senso che la sonnambula non è un' opera drammatica e se vogliamo anche i puritani, dopo tante traversie, finisce bene, tanto x citarne due.

Insomma, se sicuramente la Callas all' epoca ricordò al mondo che Rossini non era solo il Barbiere, non mi è completamente chiara la portata della sua pseudo-rivoluzione

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non mi è completamente chiara la portata della sua pseudo-rivoluzione

La Callas ripropose dei modelli sopranili "storici", quelli della Malibran e della Pasta, soprani dalla prima ottava corposa, quasi contraltina, ma che al contempo disponevano di ottima tecnica nelle agilità oltre che di spiccato temperamento interpretativo. Pare che anche loro, come la divina Maria, accusassero disuguaglianze

di registro e asprezze in zona acuta.

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Ma la Callas, nel repertorio belcantistico, ebbe dei partner tenorili validi? Può sembrare una domana stupida ma la pongo e me la pongo tenendo conto del fatto che, tanto x citarne 3, Lucianone arrivò solo negli anni 60; con Kraus fece giusto a tempo a fare una traviata e non sono sicuro se Gedda già negli anni 50 aveva affrontato questo repertorio. Per cui, se per una Norma c' era un Del Monaco che valeva per 2 e se per Lucia tutto sommato Di Stefano andava bene, mi chiedo se i vari Valletti, Monti, Filippeschi e Raimondi furono all' altezza, o quasi, della divina. Nel senso che ad esempio i 3 che ho citato all' inizio erano tenori sicuramente all' altezza, o quasi, della Shuterland che fu talvolta o spesso loro partner. Ovviamente non sto calcolando i tenori della generazione di quelli nati a fine 800, coi quali la Maria fece a tempo a cantare qualche opera.

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Gedda incise con la Callas una Butterfly e gli altri tenori che citi sono tutti di buon livello.

Su tutti Valletti, tenore lirico leggero ragguardevole per tecnica e sensibilità :


/>http://www.youtube.com/watch?v=h_9qeCPyaqM&feature=related

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non è che per tutti i ruoli belcantistici serve per forza un soprano drammatico d' agilità nel senso che la sonnambula.....

Infatti per Sonnambula non occorre un soprano drammatico di agilità e nemmeno per i Puritani, almeno della dimensione e dei contorni di Maria Callas.

La Callas si mise in luce riproponendo titoli desueti di stampo neoclassico ( Medea, Vestale) e "rifondando" l'esecuzione di opere di repertorio come Norma,

Lucia, Macbeth facendo leva sulla straordinaria forza di penetrazione del suo fraseggio, sul colore intenso dei centro-gravi, oltre che su un'ottima tecnica nelle agilità.


/>http://www.youtube.com/watch?v=tN0sM5nHHmc

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Ma Valletti valeva molto più di Di Stefano, da un punto di vista stilistico.

Per non parlare di Raimondi, che era un donizettiano d'oro e nemmeno aveva quei difettucci che rovinarono Valletti in breve tempo.

Filippeschi aveva più che altro gli acuti, e difatti preferiva i Puritani.

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Tra l' altro m' ero sbagliato perchè Gedda un' opera belcantista fece in tempo a cantarla con la Callas e mi riferisco al Turco in Italia. A proposito di Rossini, mi rivolgo a voi esimi esperti con un' altra bella domanda alla quale forse risposta non c'è, e cioè: come mai Pavarotti cantò poco Rossini? Ora, io non è che conosca benissimo il repertorio rossiniano e le sue differenze con quello belliniano-donizettiano. So che Lucianone registrò nel '78 o '79 il Guglielmo Tell, da me non ancora sentito, anche se ho letto le critiche e sono positive. Presumo quindi che per il Guglielmo tell serva un tenore con gli acuti facili ma non servono le agilità, come invece servono per il Barbiere e infatti Pavarotti, avendo avuto una educazione canora di un certo tipo, opere con le agilità non poteva ovviamente affrontarle. Ora, una risposta alla mia domanda potrebbe stare nel fatto che l' unica opera adatta al Lucianone era il Guglielmo Telle e infatti la cantò, però onestamente conoscendo il solo Barbiere, potrei sbagliarmi

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Pavarotti fu spesso tentato dal fare il Tell, che gli era stato chiesto da innumerevoli teatri: tuttavia, preferì declinare.

Che non potesse affrontare le agilità non è del tutti vero, anche il vecchio Celletti lo nega (scrisse: "Questo 'carito' della natura nacque anche tenore d'agilità, anche se non se ne rese mai conto"). Avrebbe affrontato i ruoli rossiniani con grande proprietà stilistica, sicuramente meglio di quanto fece un Alva nel Barbiere, che tramutava l'agilità di forza in un sospiretto bofonchiato. Però all'epoca la vera rinascita di Rossini, specie delle parti tenorili del Rossini serio, era ancora di là da venire. Ci pensarono il grande Raffanti, poi Blake, Merrit e infine Bruce Ford. Insomma, Rossini fu riscoperto seriamente quando il Pavarottone aveva smesso di imparare opere nuove ed era già sulla cinquantina...

Però quel che ci ha lasciato di Rossini è sensazionale: sentire lo Stabat Mater diretto da Kertesz, con l'aria "Cuius animam":

[media]http://www.youtube.com/watch?v=Vu_hkisDbMQ

Questo non è un Rossini ma un ROSSINI.

Maiuscolo.

Ti catturerà senz'altro!

A parte il foulardaccio...

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Wittelsbach continua così che sei un grande!

C'è anche da dire che se l' edizione discografica del guglielmo tell è del 78-79 come son quasi sicuro sia, lì Pavarotti aveva già sui 44 anni e quindi forse non se la sentì, essendo già arrivato al successo, di rischiare la faccia portando in teatro un' opera difficile per il tenore (scrivo difficile perchè a naso suppongo che il tenore abbia da lavorare un bel pò in quest' opera).

E' anche pur vero però che se non mi sbaglio nel 1984, dopo 20 anni, replicò in teatro l' Idomeneo mozartiano, altra opera a me assolutamente sconosciuta.

Ma al di là del fatto che anche quel repertorio all' epoca non era molto in voga, secondo voi anche su mozart il lucianone avrebbe potuto dire la sua?

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nel 1984, dopo 20 anni, replicò in teatro l' Idomeneo mozartiano, altra opera a me assolutamente sconosciuta.

Ma al di là del fatto che anche quel repertorio all' epoca non era molto in voga, secondo voi anche su mozart il lucianone avrebbe potuto dire la sua?

Si limitò all'Idomeneo, che già è un Mozart particolare, e che Pavarotti cantò a modo suo, a qualcuno piacendo e ad altri no. Fu accusato di inappropriatezza stilistica,

ma altri ne lodarono la fervida e ampia "cantabilità".

Per il restante Mozart, lasciò qualcosa nei recitals, secondo me, degno di attenzione:


/>http://www.youtube.com/watch?v=67OABWp9Y7I

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x me ha ragione Pinkerton: Pavarotti come studi etc. nasce come tenore lirico pucciniano ed è sostanzialmente su quel solco che rimase. Fortunatamente ci fu l' incontro con la Shuterland che molto presto lo accostò al belcanto perchè in caso contrario mi chiedo se avrebbe mai affrontato il repertorio belliniano (donizetti sì xchè è noto che Pavarotti amava particolarmente questo repertorio). Rossini all' epoca in cui avrebbe potuto cantarlo non era ancora in piena renaissance. L' incontro con l' idomeneo credo sia stato del tutto casuale e legato alla necessità di avere una scrittura a inizio carriera. La Shuterland invece mi pare che con Mozart si dilettò parecchio

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