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Traviata Scala 1955


alfiocarrettiere
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Non so se avete mai ascoltato questa registrazione live ma volevo sapere se anche voi come me avete avuto la sensazione di assistere a un evento epocale (e chissà alla Scala che sensazione sarà stata...). Vocalmente parlando sia Di Stefano che la Callas non sono perfetti, però sin dal brindisi io avverto tra loro 2 una rivalità e una voglia di superarsi che li porta a una sorta di estasi interpretativa probabilmente irripetibile (e infatti forse fu anche un bene che Pippo dopo un pesante litigio con la Callas alla fine della serata, decise di saltare le repliche). A mio parere il modo con cui Di Stefano attacca un dì felice eterea è da antologia, poi accetto anche che a qualcuno non piaccia magari l' accento un pò troppo verista sul che qui pagata l'ho, che a me invece va benissimo.

La Callas, pur con qualche acuto forse un pochino traballante, letteralmente si mangia l' aria di Violetta del 1 atto, con a seguire un amami alfredo con accenti da paura che magari poi se uno va a fare il precisino non sarà forse stato tecnicamente perfetto ma comunque fu teatralmente perfetto...

Walter

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[....] comunque fu teatralmente perfetto...

Tutto, Walter, di quella Traviata fu teatralmente perfetto, i cantanti, Giulini e sopratutto Visconti.

A me di Pippo Di Stefano piace molto il brindisi. Aperto nell'emissione, sì,in lieve ritardo sul tempo a 0:47, ma animato e disinvolto, e poi anche morbido e di bellissima grana vocale. Considerando la tecnica errata ( anche se la tessitura è centrale lo salva), un vero miracolo. Forse il più bel "Libiamo nei lieti calici" mai registrato:


/>http://www.youtube.com/watch?v=hvMM2CJZ5VY&feature=fvw

Nel finale II° hai ragione tu, Di Stefano è troppo "scalmanato", troppo verista.

Gianni Raimondi, malgrado il timbro di qualità inferiore, lo supera proprio per la perizia nel passaggio di registro, con acuti luminosi franchi e rotondi. Tecnicamente perfetti.


/>http://www.youtube.com/watch?v=65xgh6F8J_g


/>http://www.youtube.com/watch?v=c8Ye9ud4Wzo

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Posso dire una cosa? A me piace tanto anche la CETRA WARNER del 1952 o 1953. Mi piace la Callas dei dischi Cetra: ha un vocione torrenziale, sostenuto da una tecnica notevolissima, che le consente acuti ancor più squillanti rispetto a quelli della Tebaldi. Poi Maria volle dimagrire e sappiamo tutti com'è finita.

Qui abbiamo una Callas gigantesca. Ma anche i personaggi accanto, li ho rivalutati. Francesco Albanese non ha certo gran tecnica ed è generico, ma canta benino. Ugo Savarese, viceversa, secondo me meriterebbe ben più ampia rivalutazione, pur non eccellendo interpretativamente.

Deludente purtroppo l'audio, e anche l'orchestra.

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Io personalmente sono anche incuriosito dalla Traviata messicana del 1952 che teoricamente dovrebbe presentare un Pippo e una Maria in condizioni vocali ancora migliori che nel 1955 ma praticamente, non avendola ancora ascoltata, non so come andò visto che quell' anno in poco tempo in Messico cantarono opere diversissime tra loro come i Puritani-la lucia-Tosca e appunto la Traviata...

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La roba del Messico tendenzialmente si sente troppo male, a parer mio.

Ci testimonia un Barbiere di Rossini di un Di Stefano ancora in buono stato, è vero.

Ma si tratta di dischi, secondo me, volti a un approccio che è distante da quello che tu stesso segui: sono pensati per chi vuole udire acuti formidabili e voci dirompenti, più che le opere che vengono cantate.

Un classico è l'Aida della Callas con Del Monaco, che è una specie di gara all'ultimo acuto.

Grazie in ogni caso di aver finalmente vivificato questa sezione, dove da sempre spadroneggiamo io e il tenente Pinkerton... ;)

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Beh, riguardo al Messico parlano molto bene di una Tosca del 1950 con la Callas e Filippeschi dove pare che questo grande tenore a mio parere anch' egli sottovalutato disegnò un ottimo Caravadossi. Inoltre, e questa me la sono ascoltata :D , ci sta il Rigoletto del 1948 con un Di Stefano in perfetta forma

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  • 1 year later...

Stavo pensando un pò ad Alfredo dopo avere un pò ascoltato l' ottimo Raimondi del 1956...E' presumibile che il miglior Alfredo anteguerra sia stato Gigli. Interessante invece il dopoguerra perchè qui ho personalmente problemi ad eleggere un vincitore...Di Stefano è fantastico nell' incisione del Met del 1948 o 1949, ma pure Valletti nella Traviata messicana il suo lo fa...Poi c'è Raimondi e anche Kraus,ovviamente...Bergonzi aspettavo solo a citarlo ma come finezze è vicino/pari a Gigli. Anche il giovane Carreras fu bravo e Pavarotti la sua la dice anche se non lo considero stratosferico come Alfredo

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Quello che rimane inciso testimonia ampiamente che Tito Schipa fu uno dei maggiori interpreti del ruolo di Alfredo:

L'attacco del duetto del terzo atto ha grande facilità di emissione, un colore affettuoso e trepidante e una levità unica, è un soffio dell'anima:


/>http://www.youtube.com/watch?v=wFW2g1en70E

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Molto bello il duetto Schipa-Galli Curci; per me comunque la Traviata del 1955 rimane un ricordo incancellabile. A mio parere fu uno spettacolo quasi perfetto. Regia impeccabile, scene molto belle e recitazione (soprattuttonda parte della Callas) straordinaria. Essendosi Di Stefano ritirato do la prima, vidi una replica con Raimondi, peraltro bravissimo. A me piacque anche Bastianini, peraltro piuttosto inerte dal punto di vista interpretativo. Uno spettacolo, ribadisco, indimenticabile e forse anche irripetibile, visto quello che si sente (e, soprattutto si vede) ai giorni nostri!

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Ammetto di non avere pensato a Schipa. E' che non è che non esistano registrazioni di questo grande tenore ma potrei dire che son poche ed è un vero delitto che l' unica opera completa da lui incisa è il Don Pasquale e mancano il suo barbiere o il suo elisir...comunque, tornando alla Traviata, son sicuro anche io che da un punto di vista teatrale lo spettacolo del 1955 sia stato eccelso anche perchè questo l'ho già scritto, però, "traviato" da Pinkerton e Wittelsbach scrivo che Pippo nel 1955 fu vocalmente meno eccelso che nella registrazione del Met di fine anni 40 dove fa cose degne del suo sensazionale esordio in Manon

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Colgo l' occasione per ricordare un' artista forse poco nota qua in Italia (anche se è famosa la sua Fanciulla del West con Del Monaco) che invece fu una "nota" Violetta e questa registrazione live coglie a mio parere sia lei che Pippo all' apice delle loro possibilità in quei ruoli:


/>http://www.youtube.com/watch?v=HOjHIH3jXkY


/>http://www.youtube.com/watch?v=skEFqKdQr04

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Pippo all' apice delle loro possibilità in quei ruoli:


/>http://www.youtube.com/watch?v=HOjHIH3jXkY

Di Stefano, Alfio, nell'Andante mosso "Parigi o cara" ha un colore vocale e una dizione favolosi. Poi è animato e spontaneo come pochi. Tant'è che ci si dimentica che Verdi prescrive "dolcissimo a mezza voce" (vedi Schipa), mentre Pippo canta tutto in mezzo-forte , con accento fervido ma limitando le intensità (oltretutto entra sbagliando il tempo e mettendo in crisi l'orchestra).

Esegue bene poi il "f" di "Sospiro e luce" che è accentato con passione, ma appena dopo, a 2:24, fatica a smorzare il La bemolle di "..tutto il futuro.." (lui sbaglia le parole e canta "la tua salute") che attacca in "f" come prescritto ma che poi mantiene a piena voce non rispettando il segno di "diminuendo".

L'apice delle possibilità di Di Stefano si ha invece proprio nel suo esordio scaligero del '47 in Manon che tu giustamente definisci "sensazionale".

In quell'occasione, pur indulgendo a qualche falsetto, sfoggia una capacità di modulazione e una varietà dinamica e coloristica ben maggiori che nella Traviata americana di due anni dopo:

http://www.youtube.com/watch?v=53QHleNpnBM

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Il sempre preciso e illuminante intervento di Pinkerton che confesso che speravo ci fosse, conferma le mie impressioni. Mi spiego meglio: un' attenta analisi denota un canto non sempre preciso ma, giusto o sbagliato che sia, dev' essere chiaro che da Pippo non si può pretendere la perfezione perchè per avere quella ci si deve rivolgere a Bergonzi e io a volte amo rivolgermi al grande Bergonzi. Però poi Pinkerton scrive: "nell'Andante mosso "Parigi o cara" ha un colore vocale e una dizione favolosi. Poi è animato e spontaneo come pochi". In una frase Pinkerton ha centrato l' obiettivo perchè qui sta tutta quella che secondo me è la bellezza di questa Traviata (perchè trovo anche la Steber molto spontanea come Violetta). Su youtube ci sono molti estratti e nonostante che in passato non l' avessi considerata perchè io ero fissato con la famosa Traviata del 1955, adesso l' ho rivalutata tantissimo e scrivo che, nonostante che la Traviata del 1955 sia animata da una tensione che la rende unica, il Pippo-Alfredo ideale non è però lì ma in questa rappresentazione del Met (e ce ne deve essere anche una del 1948 cantata in Messico)

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  • 7 months later...
Guest profana

Scusate, sto infestando un po' troppo questo bel forum, è l'entusiasmo !

A mio modesto parere la "voce d'angelo" è stata sicuramente una grande cantante. Tuttavia sento anch'io che la Callas ti dà delle emozioni che difficilmente si provano ascoltando altre eccellenti soprano.

In più di un'intervista per esempio ho sentito Corelli, rispondendo alla domanda se vi fossero state delle partner particolarmente difficili, nel senso di soverchianti, nominare la Nilsson : "ah, senza dubbio".

Ebbene grande la Nilsson, una forza della natura, eppure se ne parla pochissimo, almeno qui da noi.

Mentre tutti ricordano la Callas che riesce a toccare le corde anche di noi profani !

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Però dirò che nonostante la Callas, nella interpretazione di Violetta, abbia praticamente segnato un prima e un dopo, anche se non ho ancora trovato il tempo d' approfondire la questione, prima o poi mi cercherò la migliore edizione di Traviata con la Tebaldi disponibile perchè anche se la Renata non poteva non avere più di un problema nel 1 atto, successivamente non può non venirne fuori più che bene

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Dal punto di vista della bellezza e della purezza della voce, Alfio, sicuramente hai ragione. Ma dal punto di vista dell'interpretazione io non conosco alcuna altra incisione di Traviata nella quale l'interprete possa paragonarsi anche lontanamente alla Callas..

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