kraus Posted July 11, 2007 Author Report Posted July 11, 2007 Una critica coraggiosa (che solo in parte peraltro approvo...): il calo di tensione del secondo atto rispetto al primo, in effetti, è molto evidente. Forse ancor superiore che in "Così fan tutte". Tuttavia, senza alcun dubbio, il "Batti, batti" di Zerlina è un altra perla, che forse hai dimenticato di nominare.Sì, in effetti l'avevo proprio scordata! Tengo a far presente che sono un puro collezionista di musica e la mia critica come la lode ha un valore minimo (sono solito valutare le cose nel modo più banale possibile, ovvero "mi piace" / "non mi piace", e poi hai voglia a spiegare i motivi ), ma questo sfogo sul Don Giovanni dovevo proprio postarlo, era più forte di me. Lo stesso discorso lo farei sulla Sinfonia Jupiter, che non mi ha mai persuaso del tutto (trovo elementari i temi del Finale, sempre osannatissimo da tutta la critica e un po' retorico il primo movimento, senza quella ) Quote
kraus Posted July 11, 2007 Author Report Posted July 11, 2007 Una critica coraggiosa (che solo in parte peraltro approvo...): il calo di tensione del secondo atto rispetto al primo, in effetti, è molto evidente. Forse ancor superiore che in "Così fan tutte". Tuttavia, senza alcun dubbio, il "Batti, batti" di Zerlina è un altra perla, che forse hai dimenticato di nominare.Sì, in effetti l'avevo proprio scordata! Tengo a far presente che sono un puro collezionista di musica e la mia critica come la lode ha un valore minimo (sono solito valutare le cose nel modo più banale possibile, ovvero "mi piace" / "non mi piace", e poi hai voglia a spiegare i motivi ), ma questo sfogo sul Don Giovanni dovevo proprio postarlo, era più forte di me, e ad ogni modo mi fa piacere non essere l'unico ad avere - almeno parzialmente - quest'opinione dell'opera. Lo stesso discorso lo farei sulla Sinfonia Jupiter, che non mi ha mai persuaso del tutto (trovo elementari i temi del Finale, sempre osannatissimo da tutta la critica e un po' vacuo il primo movimento), mentre ci sono moltissime opere minori - si fa per dire - che mi piacciono molto di più e di cui spero prossimamente di poter parlare con la solita disanima "alla Della Croce" (strano, fra l'altro, perché pur apprezzando quest'autore preferisco di gran lunga il Buscaroli, ch'è particolarmente incisivo nei suoi scritti benché un po' acidulo). Quote
Bernardo Posted July 11, 2007 Report Posted July 11, 2007 apprezzo la critica al così fan tutte,anche se credo che nn sia all'altezza delle nozze,dove ogni scena è un capolavoro .il don giovanni,sono daccordo,ha dei momenti poco entusiasmanti,ma ha delle perle incredibili,dei salti nel futuro pazzeschi(recitativo che precede l'aria meravigliosa "mi tradì quell'alma ingrata"),ha delle idee drammatiche sorprendenti,ed è l'unica opera che riesce a mescolare in maniera riuscita il tragico e il comico.guardate un pò(per capire anche la statura di mozart)lo stesso soggetto musicato nello stesso anno da gazzaniga,è ridicolo e banale fin dall'ouverture!io cmq credo che l'apice operistico mozartiano siano alcune arie della clemenza di tito. Quote
kraus Posted July 11, 2007 Author Report Posted July 11, 2007 apprezzo la critica al così fan tutte,anche se credo che nn sia all'altezza delle nozze,dove ogni scena è un capolavoro .il don giovanni,sono daccordo,ha dei momenti poco entusiasmanti,ma ha delle perle incredibili,dei salti nel futuro pazzeschi(recitativo che precede l'aria meravigliosa "mi tradì quell'alma ingrata"),ha delle idee drammatiche sorprendenti,ed è l'unica opera che riesce a mescolare in maniera riuscita il tragico e il comico.guardate un pò(per capire anche la statura di mozart)lo stesso soggetto musicato nello stesso anno da gazzaniga,è ridicolo e banale fin dall'ouverture!io cmq credo che l'apice operistico mozartiano siano alcune arie della clemenza di tito.Può darsi anche che la critica abbia masticato più il Don Giovanni di noi scoprendo, una volta "vista la luce", bellezze e profondità psicologiche che io non immagino neppure. O semplicemente che, per far tutti un figurone, i musicologi più affermati ci abbiano preso in giro dicendo che è tutta l'opera è perfetta e inattaccabile. Sull'aria "Mi tradì quell'alma ingrata" sono d'accordo con te, meno, come vedrai nelle prossime puntate delle mie "confessioni", sulla Clemenza, che pure ammiro decisamente. Ad ogni modo, visto che in questo periodo sto facendo il giro delle opere mozartiane, riascolterò anche il Tito. Stasera, però, sarà il turno del Ratto dal Serraglio. Aveva la precedenza. P. S. Una curiosità: ho letto nel libro di Dent "Il Teatro di Mozart" che "L'Aria [di Masetto] che precede il finale [del I atto] - l'ultima che Mozart scrisse, dopo tutto il resto, durante le prove a Praga - non dovrebbe mai essere omessa: v'è più di un accenno all'indignazione rivoluzionaria che compare nelle Arie di Figaro e che costituisce, non lo si ignori, lo sfondo sociale di tutta l'Opera". L'unica Aria affidata a Masetto che io conosca è "Ho capito signor sì" e l'ho sempre sentita eseguire. Forse Dent si riferisce a un'altra aria? Da come ne parla sembra che preceda immediatamente il finale del I atto. Qualcuno ne sa qualcosa? Quote
kraus Posted July 12, 2007 Author Report Posted July 12, 2007 3 - Non arriverò mai a capire fino in fondo il Tito. Anche lì ci sono cose memorabili, vedi i Duetti "Ah perdona al primo affetto", "Deh prendi un dolce amplesso", "Come ti piace imponi", le Arie "Non più di fiori", "Parto ma tu ben mio", il Terzetto "Se al volto mai ti senti" (che per me è il brano migliore di questa strana opera), il Coro "Che del ciel, che degli Dei" pigliando a caso, più ancora che il Finale del I atto, dove qualcosa non convince del tutto malgrado quel recitativo accompagnato "Oh Dei, che smania è questa" che il Buscaroli ha giustamente ricolmato di lodi, e il concertato "Quello di Tito è il volto", anch'esso elogiato - forse in questo caso più del dovuto. Non arriverò mai a capire fino in fondo questo lavoro perché non possiamo sentirlo nostro né vivo. (Continua) Quote
fidalma Posted July 12, 2007 Report Posted July 12, 2007 2 - Il Don Giovanni comincia benissimo (non vi dico dell'Ouverture, fosca ed entusiasmante: non ho mai sentito un altro brano simile), ma trovo noioso o poco interessante quasi tutto il II atto (naturalmente s'eccettua la splendida scena del Commendatore, quella sovrasta incontestabilmente tutto quello che le viene prima e dopo). Non so dove stia la bellezza di Arie come "Ah, pietà, signori miei" che a me sembra oltretutto perfettamente inutile, di Duetti secchi e inconsistenti come "E via buffone", del misterioso concertato "Sola sola, in buio loco", dell'insipida Serenata "Deh vieni alla finestra" e ancora di quel brano che è stato sempre preso a sommo esempio di fusione tra giocoso e tragico, "O statua gentilissima", del quale non una melodia mi desta approvazione. Tutti questi pezzi hanno per me lo stesso valore del Duetto espunto "Per queste tue manine", e anche l'esaltatissimo Terzetto "Ah taci ingiusto core" non mi sembra niente di speciale; nonostante reiterati ascolti non sono mai riuscito a capire cosa ci trovino mai i critici. Pure alle ultime scene, quando tutti fan festa perché Don Giovanni è finito all'inferno, si potrebbe tranquillamente rinunciare senza rammarico. Quel ritorno alla normalità fa persino rabbia.(Continua)Secondo me i pezzi più belli di Don Giovanni stanno nel II Atto invece.Faccio il conto di quelli più belliSinfoniaAtto I: "Ah chi mi dice mai", "Ah fuggi il traditor", "Non ti fidar o misera" , "Don Ottavio son morta!... Or sai chi l'onore", Finale IAtto II: ""Metà di voi qua vadano", "Sola sola in buio loco" che concertato!, "Il mio tesoro intanto", "O statua gentilissima", "Non mi dir ben mio", "Finale II" compreso il finale che concertato!A me però piace più il II atto, forse per l'atmosfera misteriosa che si crea o quanto meno che io creerei se lo dovessi inscenare.Così fan Tutte ha una trama stupida sotto secondo me.Le Nozze sono sublimi, tutte.Stravedo per il flauto magicoIdomeno è troppo lungo. Quote
kraus Posted July 12, 2007 Author Report Posted July 12, 2007 Secondo me i pezzi più belli di Don Giovanni stanno nel II Atto invece.Faccio il conto di quelli più belliSinfoniaAtto I: "Ah chi mi dice mai", "Ah fuggi il traditor", "Non ti fidar o misera" , "Don Ottavio son morta!... Or sai chi l'onore", Finale IAtto II: ""Metà di voi qua vadano", "Sola sola in buio loco" che concertato!, "Il mio tesoro intanto", "O statua gentilissima", "Non mi dir ben mio", "Finale II" compreso il finale che concertato!A me però piace più il II atto, forse per l'atmosfera misteriosa che si crea o quanto meno che io creerei se lo dovessi inscenare.Così fan Tutte ha una trama stupida sotto secondo me.Le Nozze sono sublimi, tutte.Stravedo per il flauto magicoIdomeno è troppo lungo.Anche per me "Or sai chi l'onore" con tanto di recitativo accompagnato è una delle più belle arie scritte da Mozart. C'è quel continuo alternarsi fra melodie a larghi intervalli e tenere frasi per gradi congiunti che scolpisce nel fuoco il personaggio (si noti la coda conclusiva, che Gallarati ha definito a lezione "una carezza di Mozart sul volto di Donna Anna". Anche le arie di Don Ottavio sono memorabili; peccato per la fragilità di questo discusso carattere, che fa sempre una pessima figura con tutti i musicologici che hanno scritto sulle opere mozartiane. Del Finale del I atto la cosa più ammirevole è la tripla danza su tre ritmi diversi assieme alle prime battute, quando Zerlina prega Don Giovanni di lasciarla andar via.Sulla trama del Così Fan Tutte sono dello stesso parere. Per carità, l'impianto rigidamente simmetrico è per certi versi geniale, ma sarebbe davvero interessante ascoltarsi l'opera in una versione puramente orchestrale, senza doversi sorbire gli spropositi del testo, che disgustava gli ottocenteschi e dà sui nervi a parecchi di noi ancora oggi (le ragioni sono cambiate, ma il risultato è lo stesso). La musica, specie nei Finali e in gran parte dei concertati, è travolgente, fa sbiancare qualsiasi altra opera dello stesso genere. Mi sono riascoltato oggi la Clemenza (I atto, il II stasera o stanotte) e devo dire che era musica per gli angeli, non me l'aspettavo proprio dopo averlo ascoltata parecchie volte fino a un paio d'anni fa e averla solo tiepidamente apprezzata. Adesso aspetto il II, chissà che l'impressione non si confermi...Il resto alle prossime puntate Comunque il bello di questa discussione è confrontare idee diverse (vedi la mia firma), provare a capire e ad amare quello che non abbiamo capito, scoprire quello di cui non ci eravamo accorti, approfondire una materia che non potrà mai esaurirsi. Quote
alessio88 Posted July 12, 2007 Report Posted July 12, 2007 Se guardate Super Quark vi diranno come suonare Mozart con la spazzatura (forse interessa a Madiel) Quote
kraus Posted July 13, 2007 Author Report Posted July 13, 2007 4 - E non dico questo perché si tratta di un genere presto scomparso dalle scene (in realtà ha avuto il suo prosieguo, sempre a detta del Buscaroli, nel Fidelio, nella Vestale, nella Lodoiska e in altri grandi capolavori): l'Idomeneo, altra opera seria, ha tutt'altro impatto su chi vi assiste, o almeno ce l'ha sul sottoscritto: i personaggi, nonostante il cattivo libretto, sono davvero scolpiti nella pietra e contemporaneamente ci guardano negli occhi, hanno una personalità decisa e credibile. Gliela rende Mozart, anche se i versi certo non l'aiutano (vedi la figura di Elettra), e gliela riconosciamo volentieri. Il ritratto di Ilia è musicalmente completo, non fa una grinza; anche Idomeneo, che pure deve aver dato più filo da torcere a Mozart anche per via del cantante che lo interpretava, è un Amleto marittimo raffigurato con ammirevole precisione. E poi i cori, diamine: alcuni sono già verdiani, la presenza di una folla che interviene di volta in volta con scultorea violenza è l'idea vincente dell'opera. (Contìnuola) Idomeno è troppo lungo.L'eccessiva lunghezza di quest'opera (4 ore nella Complete Mozart Edition, mica discorsi) comincia ad avvertirsi effettivamente al III atto, che è frammentario da far paura. L'idea di far cantare per circa un quarto d'ora a Idomeneo "Torna la pace al core" con annesso recitativo in omaggio (gentilmente offerto dalla ditta) proprio quando mancano poche battute alla fine è obiettivamente un po' sadica. Per il rimanente è un gioiello d'opera, pur con i necessari limiti che l'opera seria si è trascinata appresso per decenni. Quote
Bernardo Posted July 13, 2007 Report Posted July 13, 2007 3 - Non arriverò mai a capire fino in fondo il Tito. Anche lì ci sono cose memorabili, vedi i Duetti "Ah perdona al primo affetto", "Deh prendi un dolce amplesso", "Come ti piace imponi", le Arie "Non più di fiori", "Parto ma tu ben mio", il Terzetto "Se al volto mai ti senti" (che per me è il brano migliore di questa strana opera), il Coro "Che del ciel, che degli Dei" pigliando a caso, più ancora che il Finale del I atto, dove qualcosa non convince del tutto malgrado quel recitativo accompagnato "Oh Dei, che smania è questa" che il Buscaroli ha giustamente ricolmato di lodi, e il concertato "Quello di Tito è il volto", anch'esso elogiato - forse in questo caso più del dovuto. Non arriverò mai a capire fino in fondo questo lavoro perché non possiamo sentirlo nostro né vivo. (Continua)nn dimenticare il terzetto"vengo,aspettate" con quel disegno ostinato degli archi.a me fa impazzire! Quote
Conte Caramella Posted July 13, 2007 Report Posted July 13, 2007 Sì, in effetti l'avevo proprio scordata! Tengo a far presente che sono un puro collezionista di musica e la mia critica come la lode ha un valore minimo (sono solito valutare le cose nel modo più banale possibile, ovvero "mi piace" / "non mi piace", e poi hai voglia a spiegare i motivi ), ma questo sfogo sul Don Giovanni dovevo proprio postarlo, era più forte di me, e ad ogni modo mi fa piacere non essere l'unico ad avere - almeno parzialmente - quest'opinione dell'opera. Lo stesso discorso lo farei sulla Sinfonia Jupiter, che non mi ha mai persuaso del tutto (trovo elementari i temi del Finale, sempre osannatissimo da tutta la critica e un po' vacuo il primo movimento), mentre ci sono moltissime opere minori - si fa per dire - che mi piacciono molto di più e di cui spero prossimamente di poter parlare con la solita disanima "alla Della Croce" (strano, fra l'altro, perché pur apprezzando quest'autore preferisco di gran lunga il Buscaroli, ch'è particolarmente incisivo nei suoi scritti benché un po' acidulo).E, ora che ricordo, ci siamo dimenticati entrambi anche de "Il mio tesoro", altro brano che rialza l'opera ai massimi termini, a mio avviso...Sulla Jupiter concordo sul fatto dei gusti: ma a riguardo la ritengo la migliore del novero. Per le "opere minori", o comunque meno note, meriterebbero una bella analisi alcune serenate e divertimenti per orchestra (K.203, strano miscuglio tra una sinfonia e un concerto per violino in otto movimenti - a Modena è anonima in quattro tempi -; K.250; K.320; K.334)... Quote
Conte Caramella Posted July 13, 2007 Report Posted July 13, 2007 apprezzo la critica al così fan tutte,anche se credo che nn sia all'altezza delle nozze,dove ogni scena è un capolavoro .il don giovanni,sono daccordo,ha dei momenti poco entusiasmanti,ma ha delle perle incredibili,dei salti nel futuro pazzeschi(recitativo che precede l'aria meravigliosa "mi tradì quell'alma ingrata"),ha delle idee drammatiche sorprendenti,ed è l'unica opera che riesce a mescolare in maniera riuscita il tragico e il comico.guardate un pò(per capire anche la statura di mozart)lo stesso soggetto musicato nello stesso anno da gazzaniga,è ridicolo e banale fin dall'ouverture!io cmq credo che l'apice operistico mozartiano siano alcune arie della clemenza di tito.Ho ascoltato anch'io il Don Giovanni di Gazzaniga... Son rimasto proprio male. Davvero anonimo dalla prima all'ultima nota: certo che Da Ponte ha scopiazzato di brutto il libretto, unica cosa buona dell'opera. Quote
Conte Caramella Posted July 13, 2007 Report Posted July 13, 2007 Le confessioni di un mozartiano - Note sulle opere liriche maggiori 1 - Il Così Fan Tutte è forse l'opera più bella di Mozart. Ci sono brani che mandano in visibilio ancor più che quelli delle Nozze di Figaro, dove pure la bellezza delle Arie è meglio ripartita fra un atto e l'altro e non ci sono pressoché pause né cadute nella qualità dei vari pezzi. Non so davvero quando Mozart abbia fatto di meglio rispetto a quella meraviglia del Duetto "Ah guarda sorella", o abbia superato le vette agitate del Finale I (di gran lunga superiore a quello del Don Giovanni, che pure è ritenuto dalla critica il migliore tra quelli scritti dal compositore salisburghese) nonché gli abbandoni disarmanti del Finale II. I concertati del Così Fan Tutte sono davvero esemplari, talvolta appassionano lo spettatore fin dal primo ascolto. E tutto questo nonostante la trama lasci spesso a desiderare (si veda il dialogo folle tra Dorabella e Fiordiligi che segue il Duetto "Prenderò quel brunettino", uno dei pochi brani dell'opera che non danno particolari emozioni): le assurdità di Da Ponte, peraltro ottimo librettista, vengono rivestite di melodie scintillanti e/o sensuali, come in un altro Duetto, "Il core vi dono", nelle carrellate di luoghi comuni sciorinati senza risparmio da Don Alfonso e Despina (i Terzetti con cui si apre il I atto, le Arie a lei affidate), nel testo sciagurato delle arie intercambiabili "Non siate ritrosi" e "Rivolgete a lui lo sguardo", entrambe più che soddisfacenti sotto l'aspetto musicale. Persino i recitativi accompagnati (quello di Don Alfonso in particolare) riescono a entusiasmare; c'è poi tutta una serie di perle melodiche, per la cronaca da quando i due soldati si presentano alle loro promesse spose prima di partire fino al termine dell'atto (l'estemporaneo concertato "Di scrivermi ogni giorno" anticipa l'incantato "Ave verum", giusto per dirne una). (Continua)Mi ha sempre colpito in questo brano la situazione incredibile tra la musica e il testo: quando i cantanti iniziano a intonare "addio" e segg. cerchiamo il fazzoletto, mentre Don Alfonso crepa se non ride... Una scena di finzione e falsità ricoperta da note che sembrano invece indicare piena verità. Quote
Flaux Posted July 13, 2007 Report Posted July 13, 2007 Sarei sotto terapia in queste settimane (Vivaldi e tanto Bach).. potrei fare uno strappo alla regola appena avrò un po' di tempo!Posso iniziare a dire che:Idomeneo è troppo lungo.l'Idomeneo, altra opera seria, ha tutt'altro impatto su chi vi assiste, o almeno ce l'ha sul sottoscritto: i personaggi, nonostante il cattivo libretto, sono davvero scolpiti nella pietra e contemporaneamente ci guardano negli occhi, hanno una personalità decisa e credibile. [..]Per il rimanente è un gioiello d'opera, pur con i necessari limiti che l'opera seria si è trascinata appresso per decenni...per quanto riguarda l'Idomeneo lo devo portare in esame, quindi possiamo intavolare una bella discussione appena avrò finito per bene i materiali! A questo proposito volevo consigliare un libro: La forza delle parole di Gallarati.E' leggendolo che mi era venuta la voglia di comporre un'opera.. A presto.. Quote
kraus Posted July 13, 2007 Author Report Posted July 13, 2007 nn dimenticare il terzetto"vengo,aspettate" con quel disegno ostinato degli archi.a me fa impazzire!Altro grande brano, è vero! E devo correggere il mio giudizio sulla Clemenza dopo averla riascoltata stanotte: era due anni che non ne sentivo più una nota e, non so per quale motivo, stavolta l'ho trovata strepitosa in ogni suo punto. Mai più avrei pensato di apprezzare arie come "Torna di Tito a lato" o "Del più sublime soglio". Del resto era sempre il Mozart del Flauto Magico ad aver composto quell'opera: perché avrebbe dovuto scriverla a livelli più bassi? Quote
kraus Posted July 13, 2007 Author Report Posted July 13, 2007 Ho ascoltato anch'io il Don Giovanni di Gazzaniga... Son rimasto proprio male. Davvero anonimo dalla prima all'ultima nota: certo che Da Ponte ha scopiazzato di brutto il libretto, unica cosa buona dell'opera.Il Dent ha anche analizzato alcune battute di quell'opera giungendo alla stessa conclusione: gli sembrava, al confronto del Don Giovanni di Mozart, "una prova in cui gli attori recitano la loro parte in abiti borghesi, su una scena vuota, alla luce del giorno". Quote
kraus Posted July 13, 2007 Author Report Posted July 13, 2007 Mi ha sempre colpito in questo brano la situazione incredibile tra la musica e il testo: quando i cantanti iniziano a intonare "addio" e segg. cerchiamo il fazzoletto, mentre Don Alfonso crepa se non ride... Una scena di finzione e falsità ricoperta da note che sembrano invece indicare piena verità.Diciamo però che la finzione non riguarda tutti i personaggi in causa (Dorabella e Fiordiligi, per esempio, credono davvero che i loro sposi stiano per partire e rischino di non tornare mai più), né credo che Guglielmo e Ferrando siano effettivamente lieti di sostenere questa finzione, che a dispetto della loro sicumera comporta comunque il rischio di perdere la trista scommessa. Bisogna insomma considerare tutte le angolazioni differenti (quella di Don Alfonso, dello spettatore, dei soldati e delle loro spose) e questa musica che miracolosamente riesce a sondarle tutte. Quote
kraus Posted July 13, 2007 Author Report Posted July 13, 2007 Sarei sotto terapia in queste settimane (Vivaldi e tanto Bach).. potrei fare uno strappo alla regola appena avrò un po' di tempo!Posso iniziare a dire che:..per quanto riguarda l'Idomeneo lo devo portare in esame, quindi possiamo intavolare una bella discussione appena avrò finito per bene i materiali! A questo proposito volevo consigliare un libro: La forza delle parole di Gallarati.E' leggendolo che mi era venuta la voglia di comporre un'opera.. A presto..Ce l'ho: ottimo libro, tra l'altro. C'è tutta l'analisi dell'Idomeneo nello stile di Massimo Mila; il titolo è preso da una lettera di Mozart ad Aloisia Weber dove è spiegato come interpretare l'aria "Ah lo previdi - Ah t'invola agli occhi miei". Quote
Musicava Posted July 14, 2007 Report Posted July 14, 2007 Io sono innamorato della Grande Messa in Do minore, KV 427. Soprattutto il credo, la parte con contralto (se non sbaglio) solista.E' una delle poche opere che Mozart scrisse senza il vincolo della commissione. Infatti non è completa, e non è quindi liturgicamente accettabile. L'aveva scritta per sua moglie, forse per questo i solisti sono soprani o contralti! Quote
fidalma Posted July 14, 2007 Report Posted July 14, 2007 ma sarebbe davvero interessante ascoltarsi l'opera in una versione puramente orchestrale, senza doversi sorbire gli spropositi del testo, La musica, specie nei Finali e in gran parte dei concertati, è travolgente, fa sbiancare qualsiasi altra opera dello stesso genere.Hai perfettamente ragione: non basta la buona musica per salvare un'operal'Idomeneo, altra opera seria, ha tutt'altro impatto su chi vi assiste, o almeno ce l'ha sul sottoscritto: i personaggi, nonostante il cattivo libretto, sono davvero scolpiti nella pietra e contemporaneamente ci guardano negli occhi, hanno una personalità decisa e credibile. Gliela rende Mozart, anche se i versi certo non l'aiutano (vedi la figura di Elettra), e gliela riconosciamo volentieri. Il ritratto di Ilia è musicalmente completo, non fa una grinza; anche Idomeneo, che pure deve aver dato più filo da torcere a Mozart anche per via del cantante che lo interpretava, è un Amleto marittimo raffigurato con ammirevole precisione. E poi i cori, diamine: alcuni sono già verdiani, la presenza di una folla che interviene di volta in volta con scultorea violenza è l'idea vincente dell'opera.resto della mia idea: ha dei bellissimi momenti musicali, in primis le due arie di Elettra "Tutte nel cor vi sento" e ancor di più "D'Oreste, d'Aiace", la spendida "Se il padre perdei"... l'apice con il quartetto "Andrò ramingo e solo": quante somiglianze con "Bella figlia dell'amore"! Però altre arie sono veramente troppo lunghe; aggiungiamo i balli alla fine... Quote
kraus Posted July 15, 2007 Author Report Posted July 15, 2007 Io sono innamorato della Grande Messa in Do minore, KV 427. Soprattutto il credo, la parte con contralto (se non sbaglio) solista.E' una delle poche opere che Mozart scrisse senza il vincolo della commissione. Infatti non è completa, e non è quindi liturgicamente accettabile. L'aveva scritta per sua moglie, forse per questo i solisti sono soprani o contralti!E' interessante l'analisi che ne fa il Buscaroli nel suo "La Morte di Mozart", ripresa da un suo libro di vent'anni prima. Purtroppo, dal momento che si tratterebbe di una citazione piuttosto lunga, temo di non poterla riportare qui sul forum. Tra le altre opere religiose che meritano ci sono le prime messe, le litanie e, naturalmente, il Kyrie KV 341 e l'Ave Verum Corpus, oltre natularmente ai pezzi migliori del Requiem (per me l'Introitus, il Dies Irae e il Confutatis su tutti). Quote
kraus Posted July 15, 2007 Author Report Posted July 15, 2007 resto della mia idea: ha dei bellissimi momenti musicali, in primis le due arie di Elettra "Tutte nel cor vi sento" e ancor di più "D'Oreste, d'Aiace", la spendida "Se il padre perdei"... l'apice con il quartetto "Andrò ramingo e solo": quante somiglianze con "Bella figlia dell'amore"! Però altre arie sono veramente troppo lunghe; aggiungiamo i balli alla fine... La lunghezza è un altro problema che guasta anche le altre opere serie mozartiane: l'Hildesheimer si scaglia giustamente contro questa vera e propria piaga musicale che rende insostenibili le tre ore e passa di ascolto dei vari Lucio Silla, Mitridate, Ascanio in Alba ecc. Per fortuna, nel Tito, Mozart ha tagliato corto ed eliminato tante ripetizioni, oltre ad aver aumentato il numero dei concertati rispetto alla media degli altri lavori di questo genere.Una domanda: le somiglianze fra "Andrò ramingo e solo" e "Bella figlia dell'amore" cui ti riferisci sono anche melodiche (personalmente non ci ho fatto caso)? Mi piacerebbe tentare un raffronto Quote
kraus Posted July 15, 2007 Author Report Posted July 15, 2007 Sulla Jupiter concordo sul fatto dei gusti: ma a riguardo la ritengo la migliore del novero. Per le "opere minori", o comunque meno note, meriterebbero una bella analisi alcune serenate e divertimenti per orchestra (K.203, strano miscuglio tra una sinfonia e un concerto per violino in otto movimenti - a Modena è anonima in quattro tempi -; K.250; K.320; K.334)...Invece io preferisco la K. 550 in sol minore e, subito dietro, la K. 543 in mi bemolle (che da qualche parte viene soprannominata "Canto del cigno") e poi la Haffner. Il K. 203, se erro, non è l'unico abbinamento di sinfonia e concerto: il Della Croce elenca pure il K. 185, il 204, il 250 e in parte il 320 (che ha due soli movimenti concertanti), appunto. Eventuali analisi richiederanno un po' di tempo; ultimamente sono orientato verso opere alla rinfusa Quote
Musicava Posted July 15, 2007 Report Posted July 15, 2007 E' interessante l'analisi che ne fa il Buscaroli nel suo "La Morte di Mozart", ripresa da un suo libro di vent'anni prima. Purtroppo, dal momento che si tratterebbe di una citazione piuttosto lunga, temo di non poterla riportare qui sul forum. Tra le altre opere religiose che meritano ci sono le prime messe, le litanie e, naturalmente, il Kyrie KV 341 e l'Ave Verum Corpus, oltre natularmente ai pezzi migliori del Requiem (per me l'Introitus, il Dies Irae e il Confutatis su tutti).Del Requiem amo molto anche il Tuba mirum e il Lacrimosa.Le opere sacre sono molto belle. Quote
kraus Posted July 15, 2007 Author Report Posted July 15, 2007 Lied "Als Luise die Briefe ihres ungetreuen Liebhabers verbrannte" KV 520La passione di cui trabocca questo Lied è forse dovuta all'oscillare fra il do minore di base e il sol minore (il fa# nella prima battuta è una spia di questa tendenza verso la tonalità più carica di fascino del Mozart tragico e tornerà più volte nella composizione); di fatto si tratta d'una scena lunga appena un minuto e mezzo, e forse tanto più efficace proprio per la sua breve durata, in cui si narra di una donna che getta tra le fiamme le lettere del fidanzato infedele.La breve sequenza accordale, più che da introduzione, fa da cornice al brano perché ricompare un poco modificata al termine: più o meno lo stesso avviene nel III quadro della Bohème pucciniana, aperto e chiuso da due note. Il tema della voce, un declamato lacerante accompagnato prima da una serie d'arpeggi e poi dalle note dell'accordo udito al principio, si ferma dopo poche battute. Qui il pianoforte modula a mi bemolle maggiore e descrive con un basso albertino di biscrome il fuoco che distrugge le lettere appena scagliate dall'amante delusa: una figurazione semplice quanto incisiva, mentre la linea del canto si lancia in vere e proprie esclamazioni di rabbia, sottolineate da ampi intervalli; si ha la stessa impressione che si avverte ascoltando l'aria di Donna Anna "Or sai chi l'onore", dove frasi perentorie e aspre si alternano ad altre morbide e dolorose.La tensione, già scatenata dalle biscrome del piano di cui s'è già detto, viene acuita da una discesa cromatica per gradi congiunti e da un febbrile crescendo, mentre la voce si arrampica faticosamente dal sol fino al mi bemolle alto prima di cadere, sfinita, sulla sensibile (si naturale) che riporta la linea melodica su toni sempre accorati ma più dolci: l'uomo che ha scritto quelle lettere - dice il testo - brucerà ancora a lungo nel cuore della donna. Altri cromatismi discendenti - formule tipiche del '700 per esprimere sofferenza - sfuggono sia allo strumento che alla voce, fino al ritmo puntato (quasi) conclusivo che indugia sulla dominante prima di scivolare sul do, la nota più bassa del brano, e lasciare che il pianoforte tracci la sua firma. Quote
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