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Mozart KV 622


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salve a tutti, mi chiamo Marco,da poco sto studiando la kv622 di mozart ma non riesco a prendere agilità le semicrome non riesco a leggerle cosi velocemente,mi potreste consigliare alcuni esercizi/libri ecc... per prendere di mistichezza con la lettura veloce?? grazie e buon natale :D

Tutti i testi vanno bene,sitratta solo di acquisire un automatismo .Il meccanismo è molto semplice,devo riuscire nel tempo in cui pronuncio(oralmente o mentalmente)una nota,a leggere la successiva.Chiaramente più i valori sono elevati(semibreve,minima,semiminima,)e più tempo ho a disposizione,quando i valori si accorciano anche il tempo per decifrare la nota successiva è minore,aumentando di fatto ,la difficoltà tecnica.Tutti gli automatismi si acquisiscono attraverso il meccanismo della ripetizione.Il consiglio è quindi(qualsiasi tipo di testo uno adotti),quello di solfeggiare molto lentamente ripetendo più volte le varie frasi.Quando il meccanismo sarà consolidato,si potrà provare con tempi più elevati e valori più brevi.....ci vuole costanza,metodo.....e solo un pò di tempo.

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salve a tutti, mi chiamo Marco,da poco sto studiando la kv622 di mozart ma non riesco a prendere agilità le semicrome non riesco a leggerle cosi velocemente,mi potreste consigliare alcuni esercizi/libri ecc... per prendere di mistichezza con la lettura veloce?? grazie e buon natale :D

Ciao King.

Scusami, non voglio impicciarmi, ma mi interessa questo tuo post.

A quale livello di studio sei?

Il tuo insegnante ti asseconda in quello che stai facendo?

Ho sempre pensato che i migliori (non necessariamente unici) metodi di studio siano le grandi partiture.

pw

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infatti.... questa partitura la sto studiando a solo... poi con il mio maestro facciamo altro...qualche volta glie l'ho fatta sentire...ma non è al mio livello...ecco perchè continuo a cercare di prendere agilità visto che sono presenti molte scale...ieri mi è riuscita una cosa incredibile... che prima non sarei mai riuscito a fare, naturalmente questo concerto io lo tratto come un libro di studi, infatti le scale e le cose veloci le faccio sempre prima staccate e poi legate ecc, mi viene meglio perchè è musicale, e io quando il mio maestro mi da degli studi che non sono musicali mi sembrano più difficili....

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salve a tutti, mi chiamo Marco,da poco sto studiando la kv622 di mozart ma non riesco a prendere agilità le semicrome non riesco a leggerle cosi velocemente,mi potreste consigliare alcuni esercizi/libri ecc... per prendere di mistichezza con la lettura veloce?? grazie e buon natale :D

Per la lettura delle semicrome in Mozart dovresti provare a ragionare da musicista, ovvero trovando che funzione hanno le sequenze di semicrome: dooooo---o-re-mi-fa... (banale: Do maggiore). Sal-fa-re-si-sol.... (cosa sarà? Sol (maggiore) settima (minore)? Oh yeah, è l'arpeggio della quadriade di dominante). A che pro ciò? Semplice, quando hai capito che struttura hai davanti puoi esercitarti su quella struttura "giocando" su quelle note, creandoti esercizi mentali per memorizzare tale struttura (che sia una scala, un arpeggio di dominante o salti di quarta, ecc...).

E' un metodo che dà ottimi risultati.

Se vuoi un consiglio per studiare il concerto comincia dai mitici divertimenti per tre corni di bassetto, in particolare il secondo ricorda molto il concerto:
/>http://www.youtube.com/watch?v=A67B2iBit8E&feature=related

(una versione decente non l'ho vista su youtube...e questa mi faceva troppo schiantare :laughingsmiley: )

Tra l'altro sul sito www.mozarteum.at www.mozarteum.at trovi l'opera omnia di Mozart in jpg. Se vuoi ti invio via e-mail i pdf dei divertimenti e della partitura del concerto che ora sono svincolati dai copyrights (figuriamoci se inviassi qualcosa coperto da copyrights...io, rubare mammolo!?! (cit.)).

Bona e buono studio,

RW

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Per la lettura delle semicrome in Mozart dovresti provare a ragionare da musicista, ovvero trovando che funzione hanno le sequenze di semicrome: dooooo---o-re-mi-fa... (banale: Do maggiore). Sal-fa-re-si-sol.... (cosa sarà? Sol (maggiore) settima (minore)? Oh yeah, è l'arpeggio della quadriade di dominante). A che pro ciò? Semplice, quando hai capito che struttura hai davanti puoi esercitarti su quella struttura "giocando" su quelle note, creandoti esercizi mentali per memorizzare tale struttura (che sia una scala, un arpeggio di dominante o salti di quarta, ecc...).

E' un metodo che dà ottimi risultati.

Se vuoi un consiglio per studiare il concerto comincia dai mitici divertimenti per tre corni di bassetto, in particolare il secondo ricorda molto il concerto:

(una versione decente non l'ho vista su youtube...e questa mi faceva troppo schiantare :laughingsmiley: )

Tra l'altro sul sito www.mozarteum.at www.mozarteum.at trovi l'opera omnia di Mozart in jpg. Se vuoi ti invio via e-mail i pdf dei divertimenti e della partitura del concerto che ora sono svincolati dai copyrights (figuriamoci se inviassi qualcosa coperto da copyrights...io, rubare mammolo!?! (cit.)).

Bona e buono studio,

RW

E' troppo presto Robert per tirare in ballo l'armonia....cosi' gli confondi le idee.........

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Diciamo che forse è anche troppo presto per tirare in ballo Mozart...

Per il concerto è sinceramente presto: se ne può parlare in termini di note (poco utile) e difficilmente in termini di interpretazione. Per l'armonia assolutamente no. Il sistema didattico italiano è sostanzialmente sbagliato: studiare armonia al sest'anno del proprio corso di strumento e, in particolare per gli strumenti a fiato, vuol dire studiarla nei migliori dei casi a 16-17 anni e mediamente dopo i 20 anni. Così si formano dei clarinettisti, non dei musicisti.

Per me la formazione teorica deve andare di pari passo con lo studio pratico ed è bene sin da subito avere dimestichezza con scale e semplici costruzioni derivate da esse: scale a salti di intervallo i-esimo, triadi e, piano piano, introdurre anche le quadriadi, almeno quelle più frequenti (quella di dominante si trova ovunque).

Alla fin fine non sono io a proporre questa idea della didattica, io la porto semplicemente avanti nel mio piccolo, ne parla ampliamente Carl Philipp Emanuel Bach nel suo trattato del 1753 e a buon ragione.

Insegnare la musica solo in termini di posizioni, di note e interpretazioni pilotate è come insegnare la matematica con le tabelline, regole trigonometriche, "espressioni notevoli" e dimostrazioni a memoria: non serve a un bene amato glande.

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Diciamo che forse è anche troppo presto per tirare in ballo Mozart...

Certamente.....come sostenevo.......ogni cosa a suo tempo.Per quello che riguarda l'armonia il mio riferimento era al caso specifico(che riguardava problemi di lettura).Il caso del nostro simpaticissimo amico è emblematico e ci rivela quanto sia fondamentale l'importanza di una buona guida.................

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In questo specifico caso si :ph34r_anim::laughingsmiley:

Siamo ancora a Natale e, quindi, approfitto della moratoria anti spam (ormai agli sgoccioli) per porre una domanda a tutti i tecnici su di un argomento che desta in me curiosità e su cui non ho maturato un'opinione precisa.

Una scala è una scala e un arpeggio è un arpeggio.

Che differenza c'è a fare scale o arpeggi di per se, anzichè prendere quelli dell'inizio del k 622?

O meglio: l'unica differenza che io vedo è che nel secondo caso l'allievo si divertre molto di più.

Del resto: per quel poco che ho potuto vedere di materiale didattico, mi sembrerebbe che ormai sia invalso l'uso di utilizzare il grande repertorio magari trascritto per i principianti.

Per piacere, non ditemi che non si può suonare il grande repertorio perchè non ci sarebbe spessore interpretativo da parte di uno studente del secondo anno :cat_trance:

Vabbè che con Mau70 la corrente talebana si è rafforzata, ma a tutto c'è un limite.

pw

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Vai pW ti quoto in pieno, secondo me ha ragionissima,nella k622 sono presenti molte scale e arpeggi,comunque difficili, ma bellissimi nel contesto.. e comunque dopo aver fatto il dovere, cioè gli esercizi assegnatomi dal mio maestro non ci sta anche il piacere???? il piacere di suonare una cosa che piace,che comunque, contiene molto esercizi fatti in precedenza, e poi che vuol dire che non sa dare il giuto valore interpretativo??anche noi allievi abbiamo le orecchie, certo non la facciamo a robottino, perfetta perfetta, io, e ripeto IO aggiungo un tocco di me quando faccio la KV622, e penso che ciò lo si possa notare direttamente,ascoltando 2 versioni della KV622, che su foglio sono uguali per tutti, ma su musica ognuno aggiunge un pezzo d'anima a ciò che suona, a ciò che improvvisa a ciò che fa...provate a ascoltare

e poi questo!!! , penso noterete una certa differenza, ma no perchè su carta c'è scritto, perchè loro hanno dato un po di del loro essere, mentre si suona, si impara a conoscersi veramente..........buon natale
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Siamo ancora a Natale e, quindi, approfitto della moratoria anti spam (ormai agli sgoccioli) per porre una domanda a tutti i tecnici su di un argomento che desta in me curiosità e su cui non ho maturato un'opinione precisa.

Una scala è una scala e un arpeggio è un arpeggio.

Che differenza c'è a fare scale o arpeggi di per se, anzichè prendere quelli dell'inizio del k 622?

O meglio: l'unica differenza che io vedo è che nel secondo caso l'allievo si divertre molto di più.

Del resto: per quel poco che ho potuto vedere di materiale didattico, mi sembrerebbe che ormai sia invalso l'uso di utilizzare il grande repertorio magari trascritto per i principianti.

Per piacere, non ditemi che non si può suonare il grande repertorio perchè non ci sarebbe spessore interpretativo da parte di uno studente del secondo anno :cat_trance:

Vabbè che con Mau70 la corrente talebana si è rafforzata, ma a tutto c'è un limite.

pw

La risposta è molto semplice, prima di approcciare al k622, la tecnica necessaria ad eseguirlo bisognerebbe averla già acquisita se si vuole suonarlo in maniera decente. Inoltre nei concerti (in particolar modo quelli del '700) non sono contemplati tutti i passi tecnici che un clarinettista dovrebbe conoscere per permettersi di suonare in maniera rilassata qualsiasi cosa, ma sopratutto non contengono tutti i passi necessari a tenere le dita allenate ed indipendenti. Per acquisire una buona tecnica bisognerebbe leggere centinaia di concerti tralasciando tutti gli aspetti musicali in essi contenuti, e per quale motivo quando è molto più logico comprarsi un libro di tecnica?

Una volta studiate tutte le scale gli arpeggi e gli intervalli sino all'ottava in tutte le tonalità, si può dire che un clarinettista possa affronatare qualsiasi tipo di brano senza doversi preoccupare più tanto della tecnica.

Ovviamente non è vietato eseguire Mozart un pò come viene solo per puro divertimento, ma bisogna fare un distinguo tra chi studia in conservatorio e vi studia con l'intenzione un domani di fare della musica la sua professione (non in Italia ovviamente...) e chi invece suona solo per diletto.

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Per acquisire una buona tecnica bisognerebbe leggere centinaia di concerti

L'idea mi piace e molto :thumbsup_still:

O, forse, sarebbe più semplice studiare pezzi di ciascun concerto

e per quale motivo quando è molto più logico comprarsi un libro di tecnica?

Direi: ma per divertirsi!!!! :laughingsmiley::laughingsmiley:

... bisogna fare un distinguo tra chi studia in conservatorio e vi studia con l'intenzione un domani di fare della musica la sua professione (non in Italia ovviamente...) e chi invece suona solo per diletto.

Questa è un'argomentazione stringente e su cui, oltretutto, altro non posso fare se non "passare"

pw

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La risposta è molto semplice, prima di approcciare al k622, la tecnica necessaria ad eseguirlo bisognerebbe averla già acquisita se si vuole suonarlo in maniera decente. Inoltre nei concerti (in particolar modo quelli del '700) non sono contemplati tutti i passi tecnici che un clarinettista dovrebbe conoscere per permettersi di suonare in maniera rilassata qualsiasi cosa, ma sopratutto non contengono tutti i passi necessari a tenere le dita allenate ed indipendenti. Per acquisire una buona tecnica bisognerebbe leggere centinaia di concerti tralasciando tutti gli aspetti musicali in essi contenuti, e per quale motivo quando è molto più logico comprarsi un libro di tecnica?

Una volta studiate tutte le scale gli arpeggi e gli intervalli sino all'ottava in tutte le tonalità, si può dire che un clarinettista possa affronatare qualsiasi tipo di brano senza doversi preoccupare più tanto della tecnica.

Ovviamente non è vietato eseguire Mozart un pò come viene solo per puro divertimento, ma bisogna fare un distinguo tra chi studia in conservatorio e vi studia con l'intenzione un domani di fare della musica la sua professione (non in Italia ovviamente...) e chi invece suona solo per diletto.

Questa la sottoscrivo in pieno...............I dilettanti ,categoria benemerita alla quale è rivolta tutta la mia simpatia,possono suonare di tutto,senza alcuna remora o problema particolare,.....possono approcciarsi alla musica nella maniera più istintiva possibile.Coloro i quali invece nutrono delle "velleità" professionali,devono seguire determinati percorsi.( a meno che non ci si trovi di fronte ad un talento tale che salti a piè pari tutte le tappe).....Saluti.....Maurizio

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Che differenza c'è a fare scale o arpeggi di per se, anzichè prendere quelli dell'inizio del k 622?

O meglio: l'unica differenza che io vedo è che nel secondo caso l'allievo si divertre molto di più.

Del resto: per quel poco che ho potuto vedere di materiale didattico, mi sembrerebbe che ormai sia invalso l'uso di utilizzare il grande repertorio magari trascritto per i principianti.

La differenza sostanziale è che l'allievo, leggendo un arpeggio dal concerto di Mozart dovrebbe essere in grado di capire che arpeggio è e prendere spunto da quello per allenarsi e farsi esercizi su quella scala.

In Mozart gli arpeggi e le scale sono quasi tutti banali, invece nella Rapsodia di Debussy no e per studiare un pezzo del genere è una buona idea individuare cosa stiamo suonando (tipo le terzine do-re-do re-mi-re mi...bla bla bla, ovviamente tutte diesis e non è altro che do# maggiore) e farsi esercizi per avere dimestichezza su quella scala, in modo da suonarla senza dover pensare, assumendo così degli automatismi.

Capisco la perplessità circa gli studi accademici, si usano ancora metodi di metà '800 e la didattica si è evoluta molto e tanti metodi come il lefevre sono per lo più superati, rindondanti e non stimolano l'allievo a ragionare. Sulle scale la cosa migliore è non avere nessun foglio di carta davanti, ragionare sulle scale con la propria mente e il proprio orecchio, acquisire oltre a uno stupido automatismo anche la conoscenza e la coscienza delle varie scale.

Ricapitolando: benissimo leggere il grande repertorio (seguiti da una valida guida), ma che sia anche un valido stimolo per assodare le conoscenze armoniche insieme alla tecnica, per avere la coscienza che una volta che hai studiato l'arpeggio di re settima in mozart quando te lo ritroverai nel primo concerto di weber lo saprai COSCIENTEMENTE riconoscere e lo eseguirai senza problemi.

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La differenza sostanziale è che l'allievo, leggendo un arpeggio dal concerto di Mozart dovrebbe essere in grado di capire che arpeggio è e prendere spunto da quello per allenarsi e farsi esercizi su quella scala.

In Mozart gli arpeggi e le scale sono quasi tutti banali, invece nella Rapsodia di Debussy no e per studiare un pezzo del genere è una buona idea individuare cosa stiamo suonando (tipo le terzine do-re-do re-mi-re mi...bla bla bla, ovviamente tutte diesis e non è altro che do# maggiore) e farsi esercizi per avere dimestichezza su quella scala, in modo da suonarla senza dover pensare, assumendo così degli automatismi.

Capisco la perplessità circa gli studi accademici, si usano ancora metodi di metà '800 e la didattica si è evoluta molto e tanti metodi come il lefevre sono per lo più superati, rindondanti e non stimolano l'allievo a ragionare. Sulle scale la cosa migliore è non avere nessun foglio di carta davanti, ragionare sulle scale con la propria mente e il proprio orecchio, acquisire oltre a uno stupido automatismo anche la conoscenza e la coscienza delle varie scale.

Ricapitolando: benissimo leggere il grande repertorio (seguiti da una valida guida), ma che sia anche un valido stimolo per assodare le conoscenze armoniche insieme alla tecnica, per avere la coscienza che una volta che hai studiato l'arpeggio di re settima in mozart quando te lo ritroverai nel primo concerto di weber lo saprai COSCIENTEMENTE riconoscere e lo eseguirai senza problemi.

Aggiungerei a quanto hai scritto che nemmeno i musicisti più anticonformisti si astengono dallo studio delle scale. Le scale non le studiano solo i clarinettisti classici, è prassi comune eseguirle anche per i Jazzisti o i Klezmeristi o qualunque musicista si occupi di Musica in maniera seria. Acquisire certi automatismi è assolutamente necessario se non si vuole arrivare a studiare 8 ore al giorno senza arrivare a concludere nulla.

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