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Siti di vendite on line


giobar
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1 ora fa, giobar dice:

Risposta di musicMagpie tramite amazon, appena arrivata:

With regard to your enquiry, we have now changed our postage policy, as many customers were reporting considerable delays in receiving their items and unhappy to wait the given delivery estimate for international shipping.

This resulted in an increase in negative feedback due to postage delays, which we feel we cannot be held accountable for and after discussing this issue with Amazon they have advised us to restrict shipping destinations.

Please feel free to contact us if you have any further enquiries.

Mettiamo una croce sopra questo venditore...:angry:

Questa è stata una cattivissima notizia dato che ho fatto buonissimi acquisti da loro. Un vero peccato

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  • 8 months later...
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On 24/1/2019 at 16:04, giobar dice:

MDT (per chi non lo conoscesse: venditore on line inglese di dischi) è in chiusura. Il sito è inattivo già da qualche giorno e pare sia in fase di decisione la liquidazione se non addirittura il fallimento.

La conferma che è in atto una procedura di liquidazione o addirittura di fallimento a causa della insostenibile situazione debitoria: https://www.thegazette.co.uk/notice/3193757

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  • 2 weeks later...
On 28/1/2019 at 15:14, giobar dice:

La conferma che è in atto una procedura di liquidazione o addirittura di fallimento a causa della insostenibile situazione debitoria: https://www.thegazette.co.uk/notice/3193757

nel mondo di internet non ha senso l'esistenza di più negozi l'uno copia dell'altro. È inevitabile che altri (ma quanti ne saranno rimasti?) cadranno uno ad uno fino a che non ne rimangano una manciata differenziati per specifici servizi e per nazioni.

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  • 1 year later...

L'inizio, ieri, dell'esplorazione di Qobuz mi induce a riprendere questo topic per tentare un confronto approssimativo, ad oggi, tra i siti più importanti che vendono registrazioni di musica classica. Per quanto per me sia sempre importante e preferibile il disco fisico (così come il libro di carta rispetto all'e-book), ho imparato a non disdegnare la musica liquida sia per la versatilità del suo uso anche in situazioni in cui è difficile se non impossibile portarsi e ascoltare i cd fisici che per l'opportunità, ormai frequente, di fare acquisti particolarmente convenienti in luogo di dischi che, per il prezzo invece troppo elevato, non avrei comprato.
Una premessa: per quanto sia una delle caratteristiche peculiari di Qobuz, non prendo in considerazione i sistemi di ascolto in streaming, verso i quali non ho particolare simpatia. Al momento sto ascoltando qualcosa in streaming proprio da Qobuz, ma questa esperienza conferma le mie perplessità, perché basta qualche problema di connessione (e in questi giorni di clausura da coronavirus il sovraccarico della rete e i black-out sono frequenti) o l'indisponibilità del pc collegato a un sistema d'ascolto minimamente serio per trovare ostacoli piuttosto fastidiosi.

Il catalogo
Tendenzialmente quello di Amazon è infinito. Si trovano moltissime cose, anche vecchie (estendendo la ricerca all'usato presso i venditori affiliati). Ma non si trova tutto e spesso mancano cose banali che uno si chiede: perché? Ad esempio, amazon.it (quello più vantaggioso per le spese di spedizione) è assai povero quanto ai dischi Naxos o Melodiya. E in questo momento, sempre per i problemi della pandemia, risultano indisponibili moltissimi titoli. Altro problema di Amazon è che non tutti i titoli sono disponibili per il download digitale e questo, peraltro, consente di scaricare soltanto mp3 e non formati lossless. Si parla anche di vendite di file HD ma non ho capito il funzionamento e che cosa sia effettivamente disponibile.
Altri venditori on-line hanno cataloghi comunque immensi che spesso risultano complementari ad Amazon perché offrono cose che questa non ha.
JPC, per esempio, può contare sullo sterminato catalogo della collegata CPO e su quelli di altre etichette di nicchia, per lo più tedesche. Grosso neo di JPC è che finora non si è lanciata nella vendita della musica liquida.
Prestoclassical ha pure un catalogo molto ampio e, rispetto ad Amazon, può contare su molto più materiale della Melodiya e su un ampio catalogo di musica liquida a scelta fra mp3 e flac: per contro, non tutti i dischi sono venduti sia nel formato fisico che in quello digitale e in molti casi non è possibile scegliere: o cd o file in download.
Qobuz invece vende soltanto file da scaricare a scelta fra tre formati lossless. Niente dischi fisici né mp3. Il catalogo peraltro è amplissimo e copre etichette e produzioni ignorate o poco frequentate da altri venditori. Per esempio, i prodotti Melodiya sono moltissimi (ho appena scoperto la presenza di ben sei collezioni recenti che propongono l'intero lascito discografico di Maria Yudina, quasi tutte indisponibili altrove) e c'è l'intero catalogo della Nar Classical, che ripropone le incisioni della defunta Agorà e di altre etichette riconducibili al vulcanico Nikos Velissiotis, rendendo perciò nuovamente disponibili molte importanti registrazioni, fra gli altri, di Dino Ciani, Jeffrey Swann, Boris Petrushansky e del giovane Daniele Gatti oltre che di Rossini e di musica barocca.
Altri venditori si caratterizzano per le peculiarità dei loro cataloghi: in particolare, Supraphon e Hungaroton rendono disponibili i prodotti delle omonime etichette discografiche, spesso difficilmente reperibili altrove.

I prezzi
Quanto ai dischi fisici, a una generica maggiore convenienza di Amazon (favorita dalla possibilità di risparmio o azzeramento delle spese di spedizione - tranne che per amazon.de, dove sono assai elevate), si contrappone la possibilità frequente di sfruttare offerte vantaggiosissime sia su JPC che su Prestoclassical. In particolare, JPC propone pressoché in continuazione sconti fortissimi a rotazione su gruppi di prodotti o su parte del catalogo di specifiche etichette. Qualche anno fa, grazie a un accordo con la casa discografica, era convenientissima Zweitausendeins per i dischi Brilliant, che erano quasi regalati. Ora che la Brilliant è passata in mano Naxos non c'è più alcuna convenienza particolare e Zweitausendeins ha perso interesse anche a causa del suo limitato catalogo generale.
Quanto alla musica liquida, Prestoclassical ha una politica dei prezzi stranissima. Spesso il download costa addirittura più del disco fisico e questo è un fenomeno per me incomprensibile, atteso che la vendita del file pone problemi logistici infinitamente minori rispetto a quella del disco fisico. Ma ogni tanto spuntano fuori, un po' a caso, offerte convenientissime. Da seguire con attenzione anche le offerte di Qobuz, in molti casi estremamente convenienti (come per diversi box Melodiya venduti a 9,99 euro, cioè poco meno di un decimo del prezzo praticato su altri siti). Al di fuori delle offerte, i prezzi Qobuz sono spesso piuttosto alti e risultano molto più convenenti, anche computando le spese di spedizione, i dischi fisici venduti da altri siti (ho confrontato con alcune delle offerte attuali di JPC, che sono infinitamente più risparmiose).
Un caso a parte è supraphonline, dove - non ho mai capito perché - le registrazioni Sony sono invariabilmente vendute in download a 9,99 corone ceche (circa 7 euro) sia che si tratti di un solo disco sia che si tratti di box enormi con centinaia di tracce. Però non è disponibile l'intero catalogo Sony. Gli altri prezzi (in download) sono nella norma. Nulla so dire  sul prezzo dei dischi fisici.
Qualche buona offerta per il download c'è anche sul sito Hungaroton (ho preso non molto tempo fa le sonate di Beethoven con Annie Fischer a pochi euro).
 

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  • 1 year later...

Richiesta di informazioni. Qualcuno ha notizie precise sulla regolamentazione delle spese doganali (dazi e quant'altro) sugli acquisti da amazon.co.uk e dai relativi venditori privati inglesi dopo la Brexit? Nel 2021 ho comprato qualcosa, ma sempre per pochi euro e mi sembra di ricordare che, stando sotto i 20 (più o meno), non si paga nulla.

Ora però ho visto qualcosa di interessante che costa un po' di più e poco fa è arrivato dall'Inghilterra un pacco per mio figlio con attrezzatura sportiva per circa 100 euro, rispetto al quale il corriere ci ha chiesto ben 25 euro per dazi doganali. Ovvio che le valutazioni circa la convenienza dell'acquisto cambiano e sarebbe utile saperne di più.

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46 minuti fa, Ives dice:

Non so, forse incide il peso? Ma comunque dovrebbe essere indicato quando si effettua l'acquisto.

No, mi pare di aver risolto con una ricerchina sul web che finora, per pigrizia, non avevo ancora fatto. Il sistema non è semplice, ma il riferimento è il valore intrinseco del bene e non il peso. C'è differenza poi se il venditore è un privato o un'azienda (amazon o negozio on line).

Per il caso di azienda venditrice inglese, copio da un sito:

•    Fino ad un valore intrinseco di € 22 vi è l'esenzione dai dazi e dall’IVA;
•    tra € 22 e € 150 di valore intrinseco non si dovranno pagare i dazi ma si dovrà pagare la relativa aliquota IVA;
•    sopra i 150€ di valore intrinseco saranno applicati sia i dazi doganali sia l’aliquota IVA.
Poi, per alcuni specifici prodotti (profumi, alcolici, tabacchi e altro) le esenzioni non valgonom ma qui stiamo parlando di dischi o comunque roba a tema musicale.

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Non c'entra niente, ma quando mi faccio fare un nuovo vestito dal mio sarto di Bombay, quando il pacco arriva in dogana il corriere mi fa pagare gli oneri doganali, che nel caso presente sono sempre circa 40 euro su 300 di spesa complessiva.

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23 ore fa, giobar dice:

No, mi pare di aver risolto con una ricerchina sul web che finora, per pigrizia, non avevo ancora fatto. Il sistema non è semplice, ma il riferimento è il valore intrinseco del bene e non il peso. C'è differenza poi se il venditore è un privato o un'azienda (amazon o negozio on line).

Per il caso di azienda venditrice inglese, copio da un sito:

•    Fino ad un valore intrinseco di € 22 vi è l'esenzione dai dazi e dall’IVA;
•    tra € 22 e € 150 di valore intrinseco non si dovranno pagare i dazi ma si dovrà pagare la relativa aliquota IVA;
•    sopra i 150€ di valore intrinseco saranno applicati sia i dazi doganali sia l’aliquota IVA.
Poi, per alcuni specifici prodotti (profumi, alcolici, tabacchi e altro) le esenzioni non valgono ma qui stiamo parlando di dischi o comunque roba a tema musicale.

Quest'estate ho ordinato su Amazon dell'usato da dei rivenditori britannici ed è stata un po' una fregatura. Ho pagato tre/quattro euro di dazio su un disco venduto a cinque, e la cosa è capitata più volte. Oltre a questo, i pacchi ci hanno messo un sacco di tempo ad arrivarmi, ossia quasi due mesi.

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1 ora fa, Snorlax dice:

Quest'estate ho ordinato su Amazon dell'usato da dei rivenditori britannici ed è stata un po' una fregatura. Ho pagato tre/quattro euro di dazio su un disco venduto a cinque, e la cosa è capitata più volte. Oltre a questo, i pacchi ci hanno messo un sacco di tempo ad arrivarmi, ossia quasi due mesi.

Strano, perché da quello che ho capito per importi così bassi non ci dovrebbero essere dazi

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2 ore fa, giobar dice:

Strano, perché da quello che ho capito per importi così bassi non ci dovrebbero essere dazi

E in effetti, come dicevo in un post precedente, gli acquisti per importi molto bassi (5-10 euro) che ho fatto nel 2021 non hanno comportato oneri aggiuntivi. Proprio per questo finora non avevo ancora pensato al problema.

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11 ore fa, giobar dice:

E in effetti, come dicevo in un post precedente, gli acquisti per importi molto bassi (5-10 euro) che ho fatto nel 2021 non hanno comportato oneri aggiuntivi. Proprio per questo finora non avevo ancora pensato al problema.

Io in realtà ci sto capendo ben poco. Ho acquistato dischi dal Texas, e con un costo superiore ai 22 euro, e il pacco mi è arrivato addirittura in anticipo, e al prezzo pattuito. Fino a giugno non avevo avuto problemi nemmeno con gli ordini dal Regno Unito, ma poi, quest'estate, l'amara sopresa: una volta ricevuto il pacco - come già detto, con ritardi impressionanti - il postino mi ha fatto pagare il dazio, anche sugli ordini dai prezzi più irrisori... Boh...:huh::blink:

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