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No, sul serio: mo' mi avete citato, mo' parlate! :to_become_senile:

Se posso intromettermi, ho il sospetto che si alludesse alle tue reiterate osservazioni sullo strano affollamento che vi è, in un forum di musica classica, in certe sezioni extramusicali o non classiche in rapporto al deserto che si riscontra nelle sezioni più in linea col tema principale del forum medesimo.

Posted

Se posso intromettermi, ho il sospetto che si alludesse alle tue reiterate osservazioni sullo strano affollamento che vi è, in un forum di musica classica, in certe sezioni extramusicali o non classiche in rapporto al deserto che si riscontra nelle sezioni più in linea col tema principale del forum medesimo.

Se è così non vedo dove possa stare la polemica... credo che siamo tutti d'accordo sul fatto che in un forum di musica classica è bene che si parli di musica classica.

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quanto spam... :scratch_one-s_head:

E' la risposta al postulato di Wittel :lol: c'è chi spamma nella sezione adatta (di tutto di più) e chi invece lo fa direttamente nei topic musicali. :ninja: E questo in parte spiega la loro assenza in "di tutto di più" e viceversa.

Che possa esserci una altrettanto vaga parentela? Lo dico perchè ad oggi ignoro totalmente se Pietro Raimondi abbia avuto una discendenza.

Qualcuno sa qualcosa in proposito? :scratch_one-s_head:

Ora, per non essere anch'io spammosa... dirò di aver visto le foto e la somiglianza è sopratutto in zona mascella.

Però, insomma, i ritratti vanno sempre presi con le pinze. ^^

Sul fattore discendenza... c'è il libro Memorie intorno a Pietro Raimondi di Cicconetti su google books.

Citato anche nella seconda pagina di questo topic. :ninja: Se è lo stesso e fonte attendibile,

in noticina a p.9 leggiamo "Ebbe moglie Domenica Casaccia, ed un figlio di nome Vincenzo".

Su facebook (che io non frequento B) ) c'è anche un gruppo chiamato "RAIMONDI/O passato, presente e futuro di un cognome glorioso" e un post sul compositore discusso, magari chi lo ha aperto è suo parente.

Ecco, mi son ridotta alle 2 di notte per rispondere... 21.gif e ammetto di aver clikkato per "sbaglio" su questo topic. ihihih

Si sarà sposato poi questo Vincenzo?! Alla prossima puntata. :D

Sul Grove Online c'è tutta la bibliogafia di questo Raimondi P. se interessa. Di questo Vincenzo non ho trovato nulla di prima quindi probabilmente non fu musicista. Tuttavia credo che se codesto Ruggero avesse avuto qualche stralcio di parentela (conoscendo come si costruiscono altisonanti curriculum) di certo l'avrebbe messa in risalto per avvalorare la sua discendenza musicale. O no?! :eh:

Ormai scrivo sotto l'effetto del sonno, chiedo perdono. ZzzZz

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Comunque state usando la parola "spam" in maniera impropria (o, per essere buoni, atecnica).

beh, allora risolviamo chiudendo il topic (tanto, per quel che serve :devlish_kid: )

Guest Fede_Rinhos
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Se posso intromettermi, ho il sospetto che si alludesse alle tue reiterate osservazioni sullo strano affollamento che vi è, in un forum di musica classica, in certe sezioni extramusicali o non classiche in rapporto al deserto che si riscontra nelle sezioni più in linea col tema principale del forum medesimo.

Ah. Sei più acuto di me. Se è così, reitero con letizia.

se è per questo, anche la sezione di Opera Lirica è molto frequentata e tu ne sai qualcosa, o no?

cmq questo topic mi ha fatto venire curiosità. provo a cercare qualcosa di Raimondi (tante parole, ma qui qualcuno l'ha ascoltato? esiste un po' di discografia...)

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No, sul serio: mo' mi avete citato, mo' parlate! :to_become_senile:

Ciao Wittel.

Scusa se ti ho tirato in ballo. La ragione è stata "indovinata" proprio poche righe sopra. Me l'hanno proprio tirata fuori di bocca, come suol dirsi. Ribadisco, nulla di grave: sono solo d'accordo con la tua opinione.

E' grave? :scratch_one-s_head:

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Se posso intromettermi, ho il sospetto che si alludesse alle tue reiterate osservazioni sullo strano affollamento che vi è, in un forum di musica classica, in certe sezioni extramusicali o non classiche in rapporto al deserto che si riscontra nelle sezioni più in linea col tema principale del forum medesimo.

Bingo.

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Ora, per non essere anch'io spammosa... dirò di aver visto le foto e la somiglianza è sopratutto in zona mascella.

Però, insomma, i ritratti vanno sempre presi con le pinze. ^^

Sul fattore discendenza... c'è il libro Memorie intorno a Pietro Raimondi di Cicconetti su google books.

Citato anche nella seconda pagina di questo topic. :ninja: Se è lo stesso e fonte attendibile,

in noticina a p.9 leggiamo "Ebbe moglie Domenica Casaccia, ed un figlio di nome Vincenzo".

Su facebook (che io non frequento B) ) c'è anche un gruppo chiamato "RAIMONDI/O passato, presente e futuro di un cognome glorioso" e un post sul compositore discusso, magari chi lo ha aperto è suo parente.

Ecco, mi son ridotta alle 2 di notte per rispondere... 21.gif e ammetto di aver clikkato per "sbaglio" su questo topic. ihihih

Si sarà sposato poi questo Vincenzo?! Alla prossima puntata. :D

Sul Grove Online c'è tutta la bibliogafia di questo Raimondi P. se interessa. Di questo Vincenzo non ho trovato nulla di prima quindi probabilmente non fu musicista. Tuttavia credo che se codesto Ruggero avesse avuto qualche stralcio di parentela (conoscendo come si costruiscono altisonanti curriculum) di certo l'avrebbe messa in risalto per avvalorare la sua discendenza musicale. O no?! :eh:

Ormai scrivo sotto l'effetto del sonno, chiedo perdono. ZzzZz

Ok Flaux, grazie. Indagherò. Il poco tempo per la navigazione m'imponeva eventualmente l'aiuto di qualcuno più informato di me su questo autore: non è un forum questo? Se si può ci si aiuta, credo.

Ma non chiedermi d'iscrivermi a Facebook, lì dovrò delegare qualcuno per forza. Un mio amico ha tentato di convincermi senza riuscirci, per ora: m'iscriverei ovviamente SOLO come Conte Caramella. Ho un prestigio da difendere. :laughingsmiley::laughingsmiley::laughingsmiley:

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se è per questo, anche la sezione di Opera Lirica è molto frequentata e tu ne sai qualcosa, o no?

cmq questo topic mi ha fatto venire curiosità. provo a cercare qualcosa di Raimondi (tante parole, ma qui qualcuno l'ha ascoltato? esiste un po' di discografia...)

Spero bene che un compositore così insolito (per il panorama italiano dell'epoca, beninteso) possa incuriosire.

In cd esiste solo l'oratorio "Il Giudizio Universale" che ho "recensito" nella sezione apposita, e di cui ho scritto due parole a caldo qui dentro. Ora, a freddo, posso dire che mi piace sempre di più e lo trovo di grande bellezza, con solo lievi cedimenti alla retorica in alcuni cori. Compositore ispirato, elegante e geniale il Raimondi, a giudicare da queste quasi due ore di musica.

Posted
cmq questo topic mi ha fatto venire curiosità. provo a cercare qualcosa di Raimondi

[Piccolo OT] Il tuo nuovo avatar mi spaventa... :ninja:

Ok Flaux, grazie. Indagherò. Il poco tempo per la navigazione m'imponeva eventualmente l'aiuto di qualcuno più informato di me su questo autore: non è un forum questo? Se si può ci is aiuta, credo.

Ecco la seconda puntata... vi siete procurati i popcorn?! 47.gif

Ti dirò anche dove indagare (se avrai la pazienza di leggere tutto il papiro) senza sprecare energie in siti a destra e a manca. ^^

Siamo rimasti al problema del figlio... ma è un falso problema, torniamo al protagonista principale e alle sue doti compositive "miracolose".

Prima di tutto: che non si siano interessati a questa figura non è vero perché, come ho già scritto, c'è una bibliografia significativa su di lui...

Cito un paio di riferimenti per i più curiosi approfittando dei mezzi ancora a mia disposizione B) :

- J. Rosenberg: The Experimental Music of Pietro Raimondi (diss., New York U., 1995)

- H. Wichmann: "Il più artificioso pezzo di musica", Gesammelte Aufsätze von Hermann Wichmann (Leipzig, 1887), 7892

- O. Chilesotti: I nostri maestri del passato (Milan, 1882), 37383

Il più autorevole del campo pare sia proprio questo Jesse Rosenberg, professore associato di musicologia, la cui mail e recapito telefonico sono facilmente reperibili in Internet. [@ Conte Caramella, con google è il primo risultato per la ♫ Bienen School of Music credo sia lui]

Perché dico autorevole? Perché pare che proprio l'argomento della sua tesi di dottorato sia stato questo Raimondi.

Ora, come possiamo notare, nella maggior parte dei casi ci si interessa ad un autore o per fini di ricerca in ambito accademico

(tesi a vario livello con eventuale pubblicazione) o perché finanziati in materia.

Non credo che ci si imbarchi in qualche impresa senza un minimo di tornaconto, anche i musicologi devono guadagnarsi da vivere. :girl_prepare_fish:

La non ri-esecuzione è quindi probabilmente imputabile al fattore economico. Beh, siamo in Italia. :lol:

E poi se è citato nel Grove... che dire... non è certo uno sconosciuto! Io ho indagato su autori che nemmeno erano citati lì... :ninja:

Chiusa parentesi polemica sullo stato della ricerca e rivalutazione del repertorio nel bel Paese.

Passiamo oltre... spezzo per facilitare la lettura.

Posted

Come abbiamo avuto modo di vedere era un personaggio che amava sperimentare unendo a ciò la pratica didattica/teorica.

Si parla appunto del triplo oratorio... :shiftyeyes_anim: o meglio 3 oratori da essere eseguiti prima separatamente e poi insieme. (ma qua andrebbe indagato il termine inglese di riferimento)

Tuttavia era una sua fissazione questa, tant’è che con l’opera seria Adelasia e l'opera comica I quattro rustici ci riprovò proponendo lavori che potevano essere eseguiti separatamente e combinati come “doppia opera”. (as a combined ‘double opera’)

Mi vien da pensare che il gigantismo sonoro citato da zio Maddy sia una papabile risposta, così a naso.

Vi traduco comunque dall’inglese cosa si dice in proposito dei suoi lavori e delle sue doti ;) :

L’aspetto complicato di alcuni esperimenti di Raimondi ha portato ad un’erronea impressione su di lui

come un radicale musicale. (as a musical radical)

Ma l’estrema semplicità del suo linguaggio armonico (sorprendente per uno ammirato per la sua dottrina e insegnamento),

la prevalenza di modelli formali puliti, simmetrici e l’abbondanza di dialoghi parlati nelle sue opere,

che naturalmente funzionano contro una progressiva tendenza di unità musicali più grandi,

tutto contrassegna Raimondi come un musicista conservativo. (as a most conservative musician)

L’unico suo successo nazionale è Il ventaglio ed anche la sua “doppia opera” may be viewed as an attempt to breathe life into forms and procedures which by the mid-19th century were artistically dead.

La sua valutazione sembra essere quindi nettamente ridimensionabile anche da chi se ne è occupato :scratch_one-s_head: e immagino la sua delusione. :guiltysmiley:

L’interesse di Liszt può essere giustificabile come un progetto in cantiere per l’ennesima trascrizione tendente al grandioso immagino, oltre alle probabili esecuzioni di cui parla.

Inoltre le memorie di questo Raimondi sono redatte da.... un avvocato... ?!?!?!?!?!?!?! :ph34r_anim:

Liszt – musicista compositore- si preoccupò di redigere quelle di Monsieur Chopin :prankster2: il quale ha avuto certamente amico e partito migliore per passare alla storia.[tralascio i problemi controversi - cfr. sezione pianoforte]

Teniamo in conto anche questo, se fosse stato una figura così fabulosa ed eccezionale com’è che nessun collega musicista si preoccupò di spendere parole e redigere le memorie in merito? Saputo della sua morte come reagì Liszt?

Altre domande alla quale potete ipotizzare risposte.

In conclusione: mi scuso per la rozzezza e fretta con la quale è stata condotta la ricerca in queste 12 ore...

Credo però ci sia abbastanza materiale per chi voglia saperne qualcosa di più, verificare le info che ho riportato, correggermi se a causa del sonno ho preso lucciole per lanterne (non propongo ciò che ho scritto come verità assoluta :i-m_so_happy:) e rivalutare questa figura o accantonarla tra i minori.

Ora The End e titoli di coda.

------------------------------------------

Ma qui so che ci sono altri musicologi in erba (Pollini?!) che potrebbero divertirsi a spendere due parole in più su tutta la vicenda e fare loro stessi una micro ricerca e contribuire alla causa e proporre ipotesi.

NB Non mi intrometto troppo in questo genere di topic non per scortesia :upsidedown: (è vero, è un forum e ci si aiuta per quanto possibile), ma perché dopo non dormo la notte e voglio cercare per puro spirito di ricercare e poi scrivo post chilometrici come questo generando più dubbi che certezze... :crying_anim02:

Ringrazio in chiusura chi ha avuto la pazienza di leggermi. :P

Guest Fede_Rinhos
Posted

[Piccolo OT] Il tuo nuovo avatar mi spaventa... :ninja:

mai far arrabbiare un gatto :D

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Siamo rimasti al problema del figlio... ma è un falso problema

Non è un problema, ma una semplice curiosità.

torniamo al protagonista principale e alle sue doti compositive "miracolose".

Prima di tutto: che non si siano interessati a questa figura non è vero perché, come ho già scritto, c'è una bibliografia significativa su di lui...

Che siano "miracolose" l'ha scritto Liszt: anche se ho la sensazione che questo Marchesi, amico ed allievo di Raimondi, abbia un po' "enfatizzato" la sua traduzione per onorare e compiacere il suo maestro, ormai in fin di vita per una caduta che gli provocò la frattura a un femore. Chissà se la vera lettera di Liszt è sopravvissuta.

Che la bibliografia su Raimondi non manchi me ne ero già accorto ampiamente (tra parentesi in Google Libri alla voce Pietro Raimondi rispondono varie pubblicazioni, anche novecentesche), ma non mi sembra di aver mai detto o scritto il contrario. Ho solo segnalato l'oblio in cui è caduta la sua musica e i suoi comunque originali esperimenti.

Ora, come possiamo notare, nella maggior parte dei casi ci si interessa ad un autore o per fini di ricerca in ambito accademico

(tesi a vario livello con eventuale pubblicazione) o perché finanziati in materia.

Non credo che ci si imbarchi in qualche impresa senza un minimo di tornaconto, anche i musicologi devono guadagnarsi da vivere. :girl_prepare_fish:

La non ri-esecuzione è quindi probabilmente imputabile al fattore economico. Beh, siamo in Italia. :lol:

Questo è pacifico. Ma non è detto ne scritto che non lo si possa fare anche solo per passione (se i "mezzi" lo consentono, ovviamente).

Sulla mancata riesecuzione del Triplo Oratorio è ovvio che il problema sia principalmente economico visto l'enorme dispiego di mezzi e persone che richiede. Il musicologo di cui parlavo sopra mi ha difatti ammesso le difficoltà che fecero "saltare" la sua prevista esecuzione a Roma nel 2000 con l'apporto di tre diversi conservatori. Immagino che per lui sia stato bruttissimo non poter realizzare l'ambizioso progetto in cui aveva creduto. Ai tempi di Raimondi la cosa fu possibile per la collaborazione disinteressata e gratuita di moltissimi musicisti: pensare che accada anche oggi fa solo ridere... per non piangere. Ma non dispero.

E poi se è citato nel Grove... che dire... non è certo uno sconosciuto! Io ho indagato su autori che nemmeno erano citati lì... :ninja:

Vedi sopra. Comunque ho proposto questo autore a due amici musicologi, i quali mi hanno ammesso senza drammi di ignorare il compositore e i suoi esperimenti. Mi hanno semmai ringraziato per l'informazione senza mostrarsi offesi per "l'invasione di campo". :rolleyes_anim:

Passiamo oltre... spezzo per facilitare la lettura.

OK, domani passo oltre anch'io. Anche oggi il mio tempo è tiranno.

Buona giornata, anzi nottata. :laughingsmiley: Grazie.

Posted
Non è un problema, ma una semplice curiosità.

Okay, allora sugli alberi genealogici non posso aiutarti... mi spiace. :unsure:

Ho solo segnalato l'oblio in cui è caduta la sua musica e i suoi comunque originali esperimenti.

La bibliografia dovrebbe essere principalmente sulla sua musica, quindi la musica in via teorica non è caduta in oblio. ;)

Per la via pratica abbiamo già chiarito la situazione.

Ma non è detto ne scritto che non lo si possa fare anche solo per passione (se i "mezzi" lo consentono, ovviamente).

Auguri di cuore, davvero. Soprattutto con il settore biblioteche e bibliotecarie! :ninja: Perché da lì ci dovrai pur passare, non si può purtroppo fare tutto via Internet. :crying_anim02:

E se non ti stai riferendo a te in prima persona, estendo l'augurio a chi si cimenterà.

Comunque ho proposto questo autore a due amici musicologi, i quali mi hanno ammesso senza drammi di ignorare il compositore e i suoi esperimenti.

Mi hanno semmai ringraziato per l'informazione senza mostrarsi offesi per "l'invasione di campo". :rolleyes_anim:

Mi stai dando dell'ingrata e offesa?! :crying_anim02::sad02::sorry: *sbatte i piedini per terra lacrimando copiosamente*

Ora ricordo l'altro buon motivo per cui non intervengo in questo genere di topic facendomi preferire lo spam selvaggio in "di tutto di più". :laughingsmiley:

Sono davvero curiosa di sapere se questi due amici musicologi inizieranno una vera ricerca su questo autore o hanno solo ringraziato e tanti saluti. :unsure:

Spero anche che ti abbiano indicato anche i luoghi e i supporti sui quali approfondire la tua ricerca.

Comunque non devi preoccuparti, non ti(/vi) ruberò l'idea né la (ri)scoperta :lol: e non mi metterò a confutare oltre eventuali sviluppi della vicenda.

Promesso, parola di giovane marmotta. :scaut:

Grazie per l'augurio di buona nottata. :yes3:

Buona ricerca a te Conte, buona ricerca! :rolleyes:

Posted

Come abbiamo avuto modo di vedere era un personaggio che amava sperimentare unendo a ciò la pratica didattica/teorica.

Si parla appunto del triplo oratorio... :shiftyeyes_anim: o meglio 3 oratori da essere eseguiti prima separatamente e poi insieme. (ma qua andrebbe indagato il termine inglese di riferimento)

Tuttavia era una sua fissazione questa, tant’è che con l’opera seria Adelasia e l'opera comica I quattro rustici ci riprovò proponendo lavori che potevano essere eseguiti separatamente e combinati come “doppia opera”. (as a combined ‘double opera’)

Mi vien da pensare che il gigantismo sonoro citato da zio Maddy sia una papabile risposta, così a naso.

Dunque. Stiamo parlando di un compositore italiano, di cui una non sterminata ma neanche scarsa bibliografia (come abbiamo notato entrambi) soprattutto italiana - benchè un bel po' datata - parla nella nostra lingua di tre oratori eseguibili singolarmente e simultaneamente, ma occorre controllare "il termine inglese di riferimento"?

Inoltre quella di Raimondi viene definita una "fissazione", che letta così non sembra intesa proprio in termini positivi... Ma se questa "fissazione" l'avesse avuta chessò Mozart, Verdi o Stravinsky credo che nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe osato adoperare questo termine. Proprio a Mozart, come sappiamo, venne per primo (fino a prova contraria) la fantastica idea nel Don Giovanni di sovrapporre per svariate battute tre danze con ritmi contrastanti, tanto che Cicconetti lo ricorda proprio come unico piccolo antecedente di Raimondi in questo tipo di esperimenti.

Infine che un'opera in cui occorre moltiplicare tutto per tre possa contenere qualche "gigantismo" sonoro mi pare il minimo. Ma da quanto ho potuto ascoltare finora di Raimondi (vedi sopra, anzi no, è stato tagliato), costui alterna pagine effettivamente grandiose ad altre di raffinata scrittura cameristica - benchè nei canoni dello stile italiano dell'epoca. Non un innovatore tout-court, ma un compositore sicuro del fatto suo anche se un po' ingenuo ed isolato, a mio avviso. Perchè non mi è chiaro a questo punto perchè abbia scritto l'oratorio (singolo) "Il Giudizio universale" (1842-43) sapendo che a Palermo - ove dirigeva il conservatorio e migliorò la qualità dell'orchestra - non c'erano i mezzi per poterlo eseguire adeguatamente. Mah.

Vi traduco comunque dall’inglese cosa si dice in proposito dei suoi lavori e delle sue doti ;) :

L’aspetto complicato di alcuni esperimenti di Raimondi ha portato ad un’erronea impressione su di lui

come un radicale musicale. (as a musical radical)

Ma l’estrema semplicità del suo linguaggio armonico (sorprendente per uno ammirato per la sua dottrina e insegnamento),

la prevalenza di modelli formali puliti, simmetrici e l’abbondanza di dialoghi parlati nelle sue opere,

che naturalmente funzionano contro una progressiva tendenza di unità musicali più grandi,

tutto contrassegna Raimondi come un musicista conservativo. (as a most conservative musician)

Radicale, per l'Italia di allora, lo era sicuramente. Ma non radical-chic, e questo è un grosso guaio nell'Italia di oggi. ;) :

Il suo linguaggio armonico, come ho scritto sopra, mi sembra in linea con quello italiano dell'epoca: dunque nulla di straordinario. Raimondi, da quanto ho letto non varcò mai le Alpi (ma la sua musica, con lui in vita, sì) passando da Genova, a Napoli, ove divenne figura assolutamente dominante, a Palermo e infine a Roma. La sua musica peraltro denota che qualche conoscenza musicale extra-italiana l'aveva, eccome, risentendone beneficamente e permettendogli un notevole salto di qualità rispetto a moltissimi (quasi tutti invero) suoi connazionali coevi.

A me non interessa sapere quanto la sua musica fosse radicale o conservatrice, perchè non è il mio metro di giudizio nei riguardi di alcun compositore. Sono certo che alla luce di oggi sia conservatrice, anche se ai suoi tempi forse non la pensavano tutti così, soprattutto in Italia: ma anche quel "criticone" di Fètis - succeduto ad Antonin Reicha nel 1836 al Conservatorio di Parigi - sembra che lo elogiasse. E il vecchio "directeur" Cherubini proprio nel 1836 si disse rammaricato in una lettera a Raimondi (anche qui ne ho già parlato) perchè la sua domanda di ammissione all'ambita cattedra di contrappunto era giunta in ritardo rispetto ai termini consentiti, e dunque rifiutata.

L’unico suo successo nazionale è Il ventaglio ed anche la sua “doppia opera” may be viewed as an attempt to breathe life into forms and procedures which by the mid-19th century were artistically dead.

La sua valutazione sembra essere quindi nettamente ridimensionabile anche da chi se ne è occupato :scratch_one-s_head: e immagino la sua delusione. :guiltysmiley:

... A Napoli si eseguiscono continovamente le Opere di Pajesello (sic!), di Cimarosa, e di Raimondi profondo contrappuntista, ed elegante compositore... ma che più! (Ferdinando Giorgietti "Lettera al Signor Eleuterio Pantologo intorno alle sue Ricerche filosofico-critiche sulla musica del XIX secolo" - Firenze 1828)

"Il Ventaglio" si tentò inutilmente di farlo eseguire in Germania, ove si arresero a causa dei troppi cantanti comici che l'opera richiedeva. Ma forse è stato meglio così... te l'immagini i cantanti tedeschi cantare un testo parzialmente in dialetto napoletano? :laughingsmiley: Mai sentito "O' Sole mio" e "O' surdato 'nnamorato" cantato da Peter Schreier con eccezionale vena comica (ovviamente involontaria)? :thumbsup_still:

Ridimensionabile e delusione. Anche qui dipende dal metro di giudizio che si adotta: ripeto, cosa vuoi aspettarti di più da un compositore il cui raggio d'azione si è svolto interamente sulle placide rive mediterranee comprese tra Genova e Palermo e che al limite conosceva qualcosina di Bach, Haydn, Mozart, Pleyel e forse Beethoven? :scratch_one-s_head: Nel suo piccolo mi sembra già una specie di miracolo la sua "fissazione". Mi chiedo cosa avrebbe potuto fare, a questo punto, se fosse vissuto in Germania a contatto di un ambiente più "eletto".

L’interesse di Liszt può essere giustificabile come un progetto in cantiere per l’ennesima trascrizione tendente al grandioso immagino, oltre alle probabili esecuzioni di cui parla.

Questa mi sembra una piccola forzatura. Mi chiedo semmai perchè Liszt decise di andare a vivere proprio a Roma poco tempo dopo, abbandonando la carriera concertistica e dedicandosi (guarda un po') soprattutto alla stesura di musica sacra, fino a quel momento da lui quasi ignorata. Forse che dalla città dei Papi si potesse ricavare qualcosa di "nuovo" coltivando "vecchio"? Non è infine un musicologo inglese ad aver ammesso che la scrittura utilizzata da Liszt nel poema sinfonico "Tasso, Lamento e Trionfo" (che peraltro non trovo irresistibile) sia in parte influenzata, ohibò, da quella del conservatore Pietro Raimondi? :rolleyes_anim: Appena ho un attimo ti posto la citazione, trovata in rete.

Inoltre le memorie di questo Raimondi sono redatte da.... un avvocato... ?!?!?!?!?!?!?! :ph34r_anim:

Lungi da me difendere questa categoria, ma... cosa centra? Puoi spiegarti meglio? Per la cronaca t'informo che Cicconetti ha scritto anche una eccellente - per l'epoca s'intende - biografia di Vincenzo Bellini. A proposito, "sembra" che Raimondi non ne apprezzasse la musica, ma anche qui devo ricercare la citazione precisa: chiedo venia.

Teniamo in conto anche questo, se fosse stato una figura così fabulosa ed eccezionale com’è che nessun collega musicista si preoccupò di spendere parole e redigere le memorie in merito? Saputo della sua morte come reagì Liszt?

Qui, ovviamente, si può ipotizzare di tutto e di più. Dunque mi travesto da mozartiano e dirò che erano tutti invidiosi ed incompetenti, ordendo cabale inimmaginabili, e che la frattura al femore fu causata da un avvelenamento ideato da Liszt e Rossini. :laughingsmiley:

E sarà stato probabilmente così, perchè non mi risulta che quando Mozart morì "nessun collega musicista si preoccupò di spendere parole e redigere le memorie in merito".

In conclusione: mi scuso per la rozzezza e fretta con la quale è stata condotta la ricerca in queste 12 ore...

Credo però ci sia abbastanza materiale per chi voglia saperne qualcosa di più, verificare le info che ho riportato, correggermi se a causa del sonno ho preso lucciole per lanterne (non propongo ciò che ho scritto come verità assoluta :i-m_so_happy:) e rivalutare questa figura o accantonarla tra i minori.

Ti ringrazio invece per la tua attenzione, e spero di aver aggiunto qualcosa (benchè in termini ben poco "british") alla tua ricerca che, come la mia, avrà annoiato sicuramente qualcuno, gradito altri, ignorato altri ancora.

NB Non mi intrometto troppo in questo genere di topic non per scortesia :upsidedown: (è vero, è un forum e ci si aiuta per quanto possibile), ma perché dopo non dormo la notte e voglio cercare per puro spirito di ricercare e poi scrivo post chilometrici come questo generando più dubbi che certezze... :crying_anim02:

Ringrazio in chiusura chi ha avuto la pazienza di leggermi. :P

Questo è un topic (credo, spero) come tanti altri del forum, ma che tratta di un autore sconosciuto al 99% degli appassionati e dei musicisti. Spero ovviamente che la percentuale cali di netto a livello musicologico. :scratch_one-s_head:

La nostra scarsa conoscenza di questo compositore ci porta a redigere ipotesi fondate su buone logiche - benchè antitetiche - ma pur sempre ipotesi. Sarà per questo che mi piacerebbe (utopia? grande utopia?) a volte leggere giudizi più benevoli e ponderati verso queste "ombre" del passato, qualunque sia il loro nome e nazionalità? E' chiedere troppo? A volte ho la sensazione di sì.

E questo non mi fa dormire la notte. Grazie anche a te/voi per la pazienza.

PS. Il tono del tuo post successivo a quello cui ho risposto adesso mi fa capire di aver usato toni "sconvenienti" nei tuoi confronti. Ma non era a te che mi riferivo, francamente. Domani, anzi Oggi vista l'ora, ci arrivo "in differita". "Notte".

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Okay, allora sugli alberi genealogici non posso aiutarti... mi spiace. :unsure:

Ok, allora è un problemone. :laughingsmiley:

La bibliografia dovrebbe essere principalmente sulla sua musica, quindi la musica in via teorica non è caduta in oblio. ;)

Per la via pratica abbiamo già chiarito la situazione.

Vero.

Ma Raimondi ha scritto tante altre cosucce, senza richiedere organici pazzeschi. Non è che voglio ridurre la conoscenza di questo artista al solo Triplo Oratorio, sia chiaro.

Auguri di cuore, davvero. Soprattutto con il settore biblioteche e bibliotecarie! :ninja: Perché da lì ci dovrai pur passare, non si può purtroppo fare tutto via Internet. :crying_anim02:

E se non ti stai riferendo a te in prima persona, estendo l'augurio a chi si cimenterà.

Grazie del consiglio. In effetti certe bibliotecarie son proprio da raccomandare... Un mio amico mi raccontò che al Conservatorio di Milano chiese di visionare un valzer di Chopin e gli portarono dei Lieder di Brahms. :laughingsmiley: Ma presumo che il tuo appunto si riferisse anche ad altre cose, tra le righe.

Come scrissi già sopra sto facendo sì una ricerca su un compositore assente (ohibò) anche su Grove e MGG, ma dicendoti questo posso solo confermarti che non è quello di cui stiamo parlando qui, come dissi anche a Neutral Reader più sopra.

In effetti internet non può bastare... Ma nel mio caso (almeno finora) sarebbe bastato perchè dopo essermi dannato l'anima per trovare la sua biografia - basilare per cominciare ed avere le prime notizie - ho poi scoperto che si trovava "incredibilmente" in rete dalla prima all'ultima riga. :scratch_one-s_head:

Mi stai dando dell'ingrata e offesa?! :crying_anim02::sad02::sorry:

No affatto. Non mi riferivo a te.

Sono davvero curiosa di sapere se questi due amici musicologi inizieranno una vera ricerca su questo autore o hanno solo ringraziato e tanti saluti. :unsure:

Spero anche che ti abbiano indicato anche i luoghi e i supporti sui quali approfondire la tua ricerca.

Che abbiano intenzione di fare ricerche lo dubito, perchè sono già impegnati con le loro, com'è giusto che sia. Che abbiano ringraziato lo confermo.

Per la mia ricerca mi hanno profilato un cammino molto duro, principalmente per motivi di lingua e per le stesse difficoltà con le biblioteche (o bibliotecarie, fai tu) di cui hai accennato tu stessa. Ma un aiutino morale non me l'hanno certo fatto mancare.

Comunque non devi preoccuparti, non ti(/vi) ruberò l'idea né la (ri)scoperta :lol: e non mi metterò a confutare oltre eventuali sviluppi della vicenda.

Promesso, parola di giovane marmotta. :scaut:

Sono anch'io giovane (oddio, giovane è una parola grossa) marmotta, come la mettiamo? :laughingsmiley:

Grazie per l'augurio di buona nottata. :yes3:

Buona ricerca a te Conte, buona ricerca! :rolleyes:

Grazie dell'augurio, ne ho davvero bisogno.

  • 2 weeks later...
Posted

Come promesso:


/>http://books.google.it/books?id=yNhQhSgRlWIC&pg=PA319&lpg=PA319&dq=liszt+raimondi&source=bl&ots=qbuLj9hirm&sig=gTAThwiQs6nfVprh1i2BAuNX-_8&hl=it&ei=RCfmTZL7NYOSOoqOhMYJ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&sqi=2&ved=0CB0Q6AEwAA
/>http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=2&sqi=2&ved=0CCAQFjAB&url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FTasso._Lamento_e_trionfo&ei=RCfmTZL7NYOSOoqOhMYJ&usg=AFQjCNFQFv40d3veEEC_AHlw2c206dWMQA

Una considerazione OT: ma se l'orchestrazione del poema sinfonico è stata realizzata da Conradi e poi rielaborata ulteriormente da Raff, Liszt come "orchestratore" che c'azzecca, benchè abbia "dettato" al secondo i metodi di Raimondi? :scratch_one-s_head:

Ovviamente il problema, già affrontato, è stato minimizzato e dichiarato inesistente, anzi "demolito". :laughingsmiley:

Quanto alle "presunte" critiche di Raimondi a Bellini, di cui accennavo sopra, ho trovato un riferimento su Google libri sul fatto che Raimondi trovò diversi "errori" del catanese nella composizione dell'opera Bianca e Gernando. Ma anche molti incoraggiamenti, poichè per un breve periodo lo ebbe come allievo.

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