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pegasofly

Accordare i registri (ance e non solo) e manutenere l'organo

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Credo che oltre alle poche nozioni di organaria impartite dai conservatori, delle vere scuole di restauro e di accordatura non esistano.

L'unico modo, a mio parere, per imparare l'arte del restauro e dell'accordatura è quello di osservare l'operato degli artigiani organari

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Esisteva anni fa una scuola a Cremona, se non sbaglio. Ma ora penso non esista più. Ce n'è una attiva, invece, in Germania, dove oltre al corso per organari trovi anche il corso per "pianofortisti" (o pianofortari? come si dice?).

Forse l'AIO (Associazione Italiana Organari) organizza qualche corso di restauro, ma non ne sono sicuro. Prova a guardare sul loro sito o a chiedere informazioni ai recapiti che trovi sempre sul sito stesso.

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Si quella di Crema sul vecchio laboratorio dei Tamburini dovrebbe esistere ancora.... prova andare un questo SITO

finito il tirocinio, c'e' secondo voi una reale chance occupazionale. Insomma, in italia gli artigiani organari sono richiesti e se si in che misura?? Nel senso, c'e' molta richiesta oppure solo qualcuno richiede la manutenzione degli strumenti???

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finito il tirocinio, c'e' secondo voi una reale chance occupazionale. Insomma, in italia gli artigiani organari sono richiesti e se si in che misura?? Nel senso, c'e' molta richiesta oppure solo qualcuno richiede la manutenzione degli strumenti???

Mha.... secondo me è come fare l'organista di successo.... (senza offesa anzi!)... o sei bravo e fai concerti oppure sei destinato ad insegnare in qualche scuola media se ti va bene...

Come opportunità di lavoro, non so, io sono di Padova e avevo fatto una domana di assunzione alla F.lli Ruffatti ed ero stato accettato senza tanti problemi pero' dovevo ancora assolvere il fatto della leva obbligatoria del militare quindi dovevo richiamarli dopo. Sono stato rifiutato dal militare (per fortuna) e li ho chiamati ancora disposti ad assumermi (da notare che non avevo esperienza nel costruire organi, sono solo un allievo organista dell'Istituto di Musica Sacra) pero' per varie cose che mi sono successe in quel periodo non ho + approfondito.

Potrebbero esserci quindi delle possibilità, ma ti conviene sempre se non sei vicino a quella scuola di formazione, prima chiedere di essere assunto, se dai una buona impressione e hai voglia di lavorare la formazione te la fai lavorando da una ditta.

Come prospettiva lavoro non si sa.... io ho una ditta di impianti elettrici e pure io non so come andremo a finire... forse quel "mondo" andrà meglio.... chi lo sà....

---- Matteo ----

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Mi pare che oggi i restauratori siano tutti ex-dipendenti di grosse ditte organarie, come appunto la Ruffatti.

Dopo 10-15 anni di esperienza in queste ditte, si mettono in proprio e iniziano a costruire piccoli organi positivi in attesa di farsi conoscere e acquisire lavori più grossi. Contestualmente fanno anche i restauratori e credo siano piuttosto scrupolosi e bravi.

Ci sono poi quelli che lavorano 40 anni nelle grosse ditte, facendo gli elettricisti o i falegnami, e quando vanno in pensione iniziano a girare le piccole parrocchie raccontando di saper aggiustare organi. Sono i famosi Peracottari e di questi ve ne sono in giro un reggimento.

Riguardo i corsi avevo visto su internet che un anno fa, non ricordo dove, si teneva un corso intensivo di 10 giorni in cui si parlava di intonazione e costruzione di canne e somieri......altro non so.

Personalmente mi piacerebbe molto lavorare in una ditta organaria ma (per fortuna o purtroppo) ho già un altro lavoro, a tempo determinato e altre cose da sbrigare. Vedrò in un'altra vita......... :P

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finito il tirocinio, c'e' secondo voi una reale chance occupazionale. Insomma, in italia gli artigiani organari sono richiesti e se si in che misura?? Nel senso, c'e' molta richiesta oppure solo qualcuno richiede la manutenzione degli strumenti???

Io sto facendo questo lavoro per conto mio: accordo e pulisco gli organi. La scuola di Crema esiste ancor´ oggi e sono mi sembra 500 ore. il corso é in Dicembre. Il lavoro + rikiesto oggi é quello di costruire organi da studio. Io voglio intraprendere quella strada lí, oltre a quella dell´organista e cembalista professionista!!!!!!!!!

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Guest Rex200

Gentili sig. organisti,

quanti di voi eseguono personalmente l'accordatura delle ance dei propri organi? Ovviamente la cosa credo sia fattibile solo in strumenti relativamente piccoli e magari dipende anche da dove l'organo stesso è situato.

Quando bisogna per forza chiamare l'organaro?

Quale metodo seguite e quale credete sia accademico? ( compreso gli attrezzi da utilizzare).

Ogni quanto tempo circa si richiederebbe tale operazione?

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...ovviamente -oltre alle ance- gli organisti possono anche accordare i registri di fondo e di ripieno, anche se in genere non lo fanno e l'operazione è meno immediata. :D

Aggrego al topic aperto da Rex200, che ringrazio, alcuni precedenti post sul tema.

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Gentili sig. organisti,

quanti di voi eseguono personalmente l'accordatura delle ance dei propri organi? Ovviamente la cosa credo sia fattibile solo in strumenti relativamente piccoli e magari dipende anche da dove l'organo stesso è situato.

Quando bisogna per forza chiamare l'organaro?

Quale metodo seguite e quale credete sia accademico? ( compreso gli attrezzi da utilizzare).

Ogni quanto tempo circa si richiederebbe tale operazione?

Beh, io ho accordato varie volte le ance di uno degli organi che suono abitualmente.

A parte le Trombe 16' soprani (di cui metà ance non suonano...) per il resto, io, utilizzo l'ottava 4' del grand'organo come "corista" sul quale accordare le ance.

Il grand'organo si accorda dalla facciata (e qui utilizzo una scaletta perchè altrimenti non ci arrivo), per il recitativo c'è il passo d'uomo (posto oltre la metà dell'altezza delle canne di facciata) e per il pedale si entra nell'organo, a livello della cantoria.

Io poi utilizzo solo un ferro con le due estremità fatte in modo differente, il quale è sempre stato presente nello strumento.

Purtroppo queste operazioni le ho sempre fatte da solo (per ogni nota: sali e scendi la scaletta, entra ed esci dell'organo, esci dalla cantoria, prendi le scale, vai nel sottotetto della sacrestia, esci sul passo d'uomo... :thumbsdown_anim: ); però non lo accordo da quando ha fatto il suo ingresso il nuovo parroco...oltre due anni fa! (a parte pochissime canne leggermente scordate il resto è ancora OK :thumbsup_still: ).

Normalmente in una mezz'ora accordi una fila (se qualcuno ti aiutia pigiando i tasti).

Per la cronaca, l'organo in questione, sarebbe comunque da restaurare...

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Guest Rex200

...ovviamente -oltre alle ance- gli organisti possono anche accordare i registri di fondo e di ripieno, anche se in genere non lo fanno e l'operazione è meno immediata. :D

Infatti a me piacerebbe davvero imparare l'accordatura ed, in particolare, in modo pratico la struttura costruttiva.

Magari trovassi qualche buon organaro che mi fa vedere. Non c'è nessuno che ha bisogno? Vengo anche a spazzare per terra a gratis, basta che riesca a vedere qualcuno come lavora!!! :girl_cray2:

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Infatti a me piacerebbe davvero imparare l'accordatura ed, in particolare, in modo pratico la struttura costruttiva.

Magari trovassi qualche buon organaro che mi fa vedere. Non c'è nessuno che ha bisogno? Vengo anche a spazzare per terra a gratis, basta che riesca a vedere qualcuno come lavora!!! :girl_cray2:

Per l'accordatura delle ance, ricordo di averla imparata dopo averla vista fare al mio maestro.

Quella delle canne ad anima l'ho vista fare ad alcuni organari ma poi non l'ho mai fatta di persona.

E' carina l'accordatura delle canne ad anima accordate "in tondo" che si pratica con calibrati colpetti di un attrezzo più o meno di questa forma:

<------<

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Ad accordare in tondo con il pedriolo ci vuole la massima accortezza

Bisogna dare un colpettino secco e rimbalzare via

Troppe volte si trovano poveri organi con le bocche delle canne piccole sfondate da pedriolate alla Incredibile Hulk

Anche per le ancie ci vuole attenzione

Se la canna va a posto solo muovendo la gruccia con dei colpetti OK, ma se uno leva il piede e tocca l'ancia deve sapere cosa sta facendo oltre ad avere gli attrezzi per dargli la giusta curvatura

Paradossalmente, un organaro "cagnaccio" che per accordare "sbraga" la sommità delle canne fa meno danno di uno che accorcia perfettamente la canna cambiando il corista o che sfonda la bocca

Si rimette a posto la "Sbragatura" e la si salda. E si ritrova la lunghezza originale della canna

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Per l'accordatura delle ance, ricordo di averla imparata dopo averla vista fare al mio maestro.

Quella delle canne ad anima l'ho vista fare ad alcuni organari ma poi non l'ho mai fatta di persona.

E' carina l'accordatura delle canne ad anima accordate "in tondo" che si pratica con calibrati colpetti di un attrezzo più o meno di questa forma:

<------<

dovrebbe essere questo:

56482046.jpg

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Guest Rex200

Solo che se non hai la manualità giusta con "l'attrezzo" rischi di scassare la canna che potrebbe piegarsi dove è piu debole, osia all'altezza della bocca.

Comunque qualcuno di voi sa dirmi con precisione come accordare le file di ripieno?

Io l'ho visto praticare. Con un registro/corista di riferimento si "otturano" alcune canne della fila e si procede ad una alla volta.

Ma non ho capito da quale si parte e per quali gradi si va. Dovrebbero essere in quinte e terze ( a seconda del registro che le compone). Ma io ho sentito chiaramente i battimenti in accordatura ( che venivano risolti portandole a "taratura").

Quindi? Qualcuno sa illuminarmi?

Premesso che è cultura personale; non voglio improvvisare un mestiere che non mi appartiene.

Poi se dovvesse capitare per arrangiarsi almeno saprei se procedo nel modo giusto.

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Per l'accordatura di un organo non basta un libro

Non parliamo poi del Ripieno

Riassumendo a grosse grosse grosse grosse grosse grosse linee, i passi sono questi:

Innanzitutto controllare la temperatura dei vari corpi d'organo e aprire le casse espressive

Controllare corista e temperamento se è un organo vecchio

Creare il "Riparto di ottava", ovvero fare il circolo delle quinte ascendenti e quarte discendenti nella seconda ottava del registro di Ottava 4 del GO

Accordare tutte le 12 quinte con la stessa identica velocità di battimento che è molto lenta (2 centesimi di semitono)

Successivamente accordare per ottave CONTROLLANDO OGNI NOTA CON LA QUARTA DISCENDENTE

Ovvero, una volta arrivati al do successivo, controllarlo con il do inferiore (e deve essere puro senza battimenti) e soprattutto con il sol inferiore, il cui battimento deve essere uguale a quello delle precedenti 12 quinte del circolo

Un "sano" riparto di ottava è il migliore inizio

Proseguire con il do# e controllarlo con il do# e il sol# inferiore e via così per tutto il resto dell'organo.......

Cercare di non accordare mai per unisoni che è l'intervallo meno affidabile, molto meglio ad esempio accordare sul Flauto in XII

Per il Ripieno fare prima una fila alla volta e poi provarle insieme

Il Ripieno ha il problema dei famigerati raddoppi, a volte 2 canne unisone si "Attraggono", si "Rubano la nota" e quel punto occorrono dei rimedi

Le Mixtur, essendo strutturate "a tavolino" sono molto molto più facili da accordare

Questo vale per l'equabile

Il mesotonico ad esempio è più facile, dopo sole 4 quinte battenti hai un controllo con la prima terza pura (Nell'equabile il controllo lo hai dopo ben 12 quinte e se la velocità di battimento non è uguale ti devi ricontrollare tutto il riparto da capo)

ecc. ecc. ecc. :crying_anim02: :crying_anim02:

P.S. Per la quinta del lupo, rimane il dubbio che ho espresso nella firma ............ :on_the_quiet2: :on_the_quiet2:

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Guest Rex200

Grazie.

Si lo so che la cosa non è spiegabile così, specie su un forum, ma qualcosa ora mi è piu chiaro.

Scusami ma mi sono accorto anche di avere dato una risposta identica alla tua in merito ai danni da colpi d'accordatura alle canne.

Comunque, visto che ho un caro amico di Varazze, quando capito me lo fai vedere di persona il metodo giusto...... eh eh..... :graduated:

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Capita spesso che tra noi organisti (liturgici, s'intende) qualcuno si dimentica chiudere qualche registro, di coprire la tastiera o ancora di lasciar chiusa la cassa dell'espressivo.


Credo sia importante per tutti noi rispettare queste norme "basilari" , è sempre più frequente infatti capitare in qualche organo danneggiato a causa di una banale negligenza che c'è tra di noi.



Qualche mese fa ad esempio, un organista mi ha raccontato che durante la chiusura della consolle, la luce per gli spartiti ha toccato la stoffa che copre la tastiera, bruciandone buona parte :nea: Questo è successo perché la luce era rimasta accesa per molto tempo, provocando il surriscaldamento e successivamente il danneggiamento della stoffa.



Settimana scorsa invece ho assistito a un concerto organistico "pirotecnico", la bravura e la tecnica impressionante dell'organista internazionale hanno tuttavia danneggiato le canne dei principali 16', che ora emettono dei suoni anomali appena inserisco il registro :ohno01: . Questo non so se sia dovuto alla velocità impressionante con cui suonava oppure alla velocità con cui inseriva / disinseriva registri.



Un problema analogo mi era capitato l'anno scorso, in cui appena accesi un organo a trasmissione elettrica una valvola era rimasta aperta e ho dovuto scorrere tutti i registri e tutte le note per far ricevere il nuovo "feedback" per permettere la chiusura della valvola.



Per cui, ora mi chiedo:



- Quali sono le regole "basilari" per tenere in buone condizioni un organo meccanico?


- Queste norme valgono anche per qualsiasi organo (elettrico, pneumatico)?


- E' vero che bisogna sempre chiudere tutti i registri e lasciare completamente aperta la cassa dell'espressivo a fine messa? Perché?


- Durante la "pausa" tra l'alleluia e l'offertorio (in cui ci sta di mezzo il vangelo e la predica = 20/25 minuti) è un bene spegnere l'organo? Lasciare accesso l'organo per molto tempo può provocare danni?


- Ogni quanto dovrebbe essere fatta la manutenzione e accordatura dello strumento eseguita da un organaro qualificato? Quanto dovrebbe costare più o meno?


- Qual'è la temperatura ottimale e quali sono le condizioni di umidità migliori per un organo?


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Per cui, ora mi chiedo:

- Quali sono le regole "basilari" per tenere in buone condizioni un organo meccanico?

- Queste norme valgono anche per qualsiasi organo (elettrico, pneumatico)?

- E' vero che bisogna sempre chiudere tutti i registri e lasciare completamente aperta la cassa dell'espressivo a fine messa? Perché?

- Durante la "pausa" tra l'alleluia e l'offertorio (in cui ci sta di mezzo il vangelo e la predica = 20/25 minuti) è un bene spegnere l'organo? Lasciare accesso l'organo per molto tempo può provocare danni?

- Ogni quanto dovrebbe essere fatta la manutenzione e accordatura dello strumento eseguita da un organaro qualificato? Quanto dovrebbe costare più o meno?

- Qual'è la temperatura ottimale e quali sono le condizioni di umidità migliori per un organo?

Cerco di risponderti per punti:
punti 1) e 2) Le regole per tenere un'organo in buone condizioni... sommariamente, in linea di massima.... innanzitutto la regola principe è di usarlo!
L'organo è una complessa macchina e come tale deve essere tenuta in funzione. L'organo meccanico avrebbe bisogno in teoria di condizioni di temperatura e soprattutto di umidità abbastanza stabili. Molto dipende dalla costruzione e dal tipo di meccanica ( e ti rispondo pure per l'ultimo punto), dalla sua collocazione. In molti organi viene posta addirittura acqua in bacinelle dove magari il clima è piu secco. L'umidità influisce sulla meccanica ( e in parte sulla fonica), sul legno e le pelli mentre le variazioni di temperatura sull'accordatura dello strumento.
3) E' buona norma disinserire i registri, soprattutto è un rispetto per chi suona dopo che si troverebbe le placchette tutte spostate. Di solito allo spegnimento dello strumento i registri elettrici si disinseriscono da soli, per reinserirsi all'accensione, quelli pneumatici anche, mancando l'aria necessaria.
Negli organi con comandi meccanici restano inseriti ed in teoria non succede nulla, ma ripeto è buona norma disinserire e portare la macchina in una specie di "reset".
Quando esiste un corpo espressivo e lo strumento non viene utilizzato le casse espressive andrebbero lasciate aperte per consentire al materiale fonico chiuso all'interno di trovarsi nelle stesse condizioni climatiche delle canne poste "all'aria aperta", adeguandosi cosi all'adattamento fisiologico dei materiali alle variazioni dei parametri climatici. L'operazione va fatta PRIMA di spegnere lo strumento con la/le staffa/e apposite in modo da avere ancora tensione elettrica ( o la pressione dell'aria) per permettere il movimento delle griglie.

In alcuni strumenti succede che le casse si aprano automaticamente allo spegnimento, per ragioni costruttive o di opzione prevista dall'elettronica (per gli strumenti recenti)

4)Lasciare acceso l'organo " a vuoto" per 20 - 25 minuti non provoca teoricamente nessun danno, se non lo spreco di corrente e il rumore piu o meno accentuato dell'elettroventilatore e delle fughe di aria.
Io lo spengo, è inutile far andare il ventilatore senza motivo per un tempo prolungato.
5) in teoria l'accordatura andrebbe fatta nei cambi di stagione forti, ossia in primavera ed autunno. Anche qui dipende dalle condizioni del luogo di istallazione dello strumento. Ma una volta all'anno una verifica manutentiva con eventuale ripasso dell'accordatura male non fa....

Personalmente sono contrario ad accordare con insistenza se non è veramente necessario. Le canne andrebbero toccate il meno possibile. Per il normale uso dell'organo ( quindi non registrazioni di dischi, ma nemmeno concerti di prestigio) io sono dell'idea di ripassare solo quelle "scordature" che sono particolarmente evidenti.

I costi variano molto dal tipo di intervento, organaro, luogo di intervento, ecc.... non so aiutarti.

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Settimana scorsa invece ho assistito a un concerto organistico "pirotecnico", la bravura e la tecnica impressionante dell'organista internazionale hanno tuttavia danneggiato le canne dei principali 16', che ora emettono dei suoni anomali appena inserisco il registro :ohno01: . Questo non so se sia dovuto alla velocità impressionante con cui suonava oppure alla velocità con cui inseriva / disinseriva registri.

Scusami ma questa mi sembra una fesseria ( in senso affettivo eh :victory: )

non capisco che intendi per "emettono dei suoni anomali" ma è davvero improbabile che si danneggi un organo per questi motivi. A meno che non sia ad inserimento meccanico e lui gli abbia tirato calci! Ma avrebbe danneggiato il comando, non certo le canne. Quindi è piu probabile sia un guasto. non puoi essere più preciso nel descrivere il difetto?

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Si scusami effettivamente posso aver detto una fesseria. Cerco di spiegarmi meglio.

L'organo è un vegezzi-Bossi del primo ottocento, ovviamente meccanico a 2 tastiere pedaliera parallela dritta completa. È un gran organo, nel senso che conta poco più di 3000 canne ed è provvisto di tantissimi registi (anche se in gran parte sono suddivisi tra bassi e soprani, come era consuetudine nell'epoca).

Ovviamente non voglio colpevolizzare l'organista, ma quando ho mostrato le esecuzioni (tra cui una fantasia di listz) sul tema di Bach) al mio maestro quest'ultimo mi ha detto: è controproducente suonare un repertorio così complesso su un organo antico, così si fanno solo danni. E infatti la settimana successiva le canne dei principali 16 bassi non vanno più. Appena inserisco il registro l'organo emette un brusio do fondo ed è inutilizzabile. Non so a cosa sia dovuto

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beh.... ma se è un organo meccanico, qualche guasto lo può anche aver causato un pedatone (dico meglio: una nota di pedale suonata con particolare veemenza) che ha "stirato" l'impellatura di qualche ventilabro che non riesce più a ritirarsi su completamente...

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Ma l'organo emette suoni al solo inserimento del registro? O premendo dei tasti?
Come dice Antiphonal un calcione ben assestato puo sicuramente, specie se la struttura della meccanica è già compromessa, fare danno.

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