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Franco Battiato

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Il diavolo è subdolo, e mancino [...]

Lo so che Franco Battiato è spesso un po' un furbacchione musicale che ha trovato uno stile "che funziona"; che si spaccia per artista contemporaneo integerrimo e rivoluzionario ma probabilmente, a livello globale, è solo un fenomeno "middle-cult" per un'audience di gente genericamente colta ma non musicalmente tale; che mescola melodie e atmosfere più o meno vagamente orientali/esotiche senza una profonda assimilazione di quelle culture musicali, che dopotutto -provate a dire che non è vero!- riempie molti dei suoi pezzi di ritmi unz-unz non si sa quanto volutamente triviali; che flirta (anche se non lo ammetterebbe mai) con la sottocultura cosiddetta "new age"; che scrive testi volutamente nonsense, sfoggiando probabilmente più erudizione di quella che ha; e che non sa l'inglese (anzi, finge di fingere di non saperlo). E che oltretutto se la tira come una fionda. :laughingsmiley:

Tuttavia, sarà che appunto il suo stile "funziona", almeno per gli intellettuali snob vorrei-ma-non-posso come me :laughingsmiley:, perché fa sognare (con i testi e le atmosfere) sogni non volgari persino agli spiriti non del tutto ingenui [al contrario di Allevi -imparagonabile- che fa sognare solo gli spiriti più ingenui]; sarà per la sua vocalità inconfondibile e raffinata almeno nell'ambito pop (questo è vero: per es. molto spesso gli altri "urlano", lui no), sarà che è sincero su quello che fa (se la tira sì, ma solo verso gli altri cantautori: e francamente non ha tutti i torti) e ammette di essere un semplice autore di canzoni e non un vate della musica del XXI secolo [al contrario di...Vabbeh avete capito]... Ma Battiato continua ad essere uno dei miei preferiti che ascolto (socchiudendo gli orecchi a volte su qualche kitsch-erìa) con più piacere. In italia ci sono ora cantautori attivi bravi come lui? Praticamente no!

E credo di non esagerare se dico che ha prodotto persino delle canzoni che sono oggettivamente di valore artistico-musicale (I treni di Tozeur, ...).

Che ne pensate? Raffinato e moderno cantautore o derviscio con gli occhiali da sole (che -si sa- danno più carisma e sintomatico mistero)?

[media]http://www.youtube.com/watch?v=xC32mLFnlTM

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Qualche anno fa alla filodiffusione trasmisero una sua messa. La ricordo come poco interessante, anche se sarei curioso di risentirla.

Per il resto so che come regista è di una pesantezza gigantesca (Musikanten mi hanno detto ha preso 20 minuti di fischi a Cannes :lol:).

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Lo so che Franco Battiato è spesso un po' un furbacchione musicale che ha trovato uno stile "che funziona"; che si spaccia per artista contemporaneo integerrimo e rivoluzionario ma probabilmente, a livello globale, è solo un fenomeno "middle-cult" per un'audience di gente genericamente colta ma non musicalmente tale; che mescola melodie e atmosfere più o meno vagamente orientali/esotiche senza una profonda assimilazione di quelle culture musicali, che dopotutto -provate a dire che non è vero!- riempie molti dei suoi pezzi di ritmi unz-unz non si sa quanto volutamente triviali; che flirta (anche se non lo ammetterebbe mai) con la sottocultura cosiddetta "new age"; che scrive testi volutamente nonsense, sfoggiando probabilmente più erudizione di quella che ha; e che non sa l'inglese (anzi, finge di fingere di non saperlo). E che oltretutto se la tira come una fionda. :laughingsmiley:

Concordo con la "pars destruens" :D, non mi piace proprio per questi motivi.

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Lo so che Franco Battiato è spesso un po' un furbacchione musicale che ha trovato uno stile "che funziona"; che si spaccia per artista contemporaneo integerrimo e rivoluzionario ma probabilmente, a livello globale, è solo un fenomeno "middle-cult" per un'audience di gente genericamente colta ma non musicalmente tale; che mescola melodie e atmosfere più o meno vagamente orientali/esotiche senza una profonda assimilazione di quelle culture musicali, che dopotutto -provate a dire che non è vero!- riempie molti dei suoi pezzi di ritmi unz-unz non si sa quanto volutamente triviali; che flirta (anche se non lo ammetterebbe mai) con la sottocultura cosiddetta "new age"; che scrive testi volutamente nonsense, sfoggiando probabilmente più erudizione di quella che ha; e che non sa l'inglese (anzi, finge di fingere di non saperlo). E che oltretutto se la tira come una fionda. :laughingsmiley:

Tuttavia, sarà che appunto il suo stile "funziona", almeno per gli intellettuali snob vorrei-ma-non-posso come me :laughingsmiley:, perché fa sognare (con i testi e le atmosfere) sogni non volgari persino agli spiriti non del tutto ingenui [al contrario di Allevi -imparagonabile- che fa sognare solo gli spiriti più ingenui]; sarà per la sua vocalità inconfondibile e raffinata almeno nell'ambito pop (questo è vero: per es. molto spesso gli altri "urlano", lui no), sarà che è sincero su quello che fa (se la tira sì, ma solo verso gli altri cantautori: e francamente non ha tutti i torti) e ammette di essere un semplice autore di canzoni e non un vate della musica del XXI secolo [al contrario di...Vabbeh avete capito]... Ma Battiato continua ad essere uno dei miei preferiti che ascolto (socchiudendo gli orecchi a volte su qualche kitsch-erìa) con più piacere. In italia ci sono ora cantautori attivi bravi come lui? Praticamente no!

E credo di non esagerare se dico che ha prodotto persino delle canzoni che sono oggettivamente di valore artistico-musicale (I treni di Tozeur, ...).

Che ne pensate? Raffinato e moderno cantautore o derviscio con gli occhiali da sole (che -si sa- danno più carisma e sintomatico mistero)?

Alla fine quelli che ho sottolineato sono per me solo dei classici luoghi comuni su un artista che si trova a metà strada tra la musica c.d. colta e la popular. Chi dimora nella torre, con la sua bella puzzetta sotto al naso, lo giudica un ciarlatano perché non sia mai che si contamini l'Arte con le canzonette. La gente comune invece, avvezza al ciarpame radiofonico-dozzinale, lo vede come uno snob che non si capisce quel che dice e quel che vuole. Nessuno è profeta a casa sua, si suole dire e difatti i Francesi, che oramai ci danno una pista in tutto, lo adorano, come adorano Paolo Conte del resto, visto da noi come una specie di babbeo da pensione. Io seguo Battiato dagli anni settanta, da quando cioè sfornava dischi assolutamente sperimentali, che ancora oggi pochi riescono ad apprezzare e comprendere nella loro complessità. Il nostro negli anni ottanta decise che per poter fare la sua musica, dovesse prima conquistare il mercato discografico a suon di canzonette e così fece con dischi che ancora oggi fanno parte della nostra "cultura pop". Cuccuruccuccu è l'esempio più celebre di questo periodo ed è un brano in cui il nostro si prende gioco di sè stesso. Nel 1988 in un'intervista a Rockstar, affermò che scrisse quel brano per rammentare a sè stesso per il resto della sua vita cosa un tempo si autocostrinse a comporre per ottenere quel che voleva: essere un artista con facoltà di mandare alle stampe un disco quando lui vuole e non quando i discografici glielo impongono. E di comporre dischi che citino la musica colta (es.

), che siano lontani dagli stereotipi e che possano affermare le sue scomode verità. Ancora prima della Guerra del Golfo, Battiato si schierò apertamente dalla parte degli Irakeni perché trovava assurdo l'embargo, esteso anche ai generi di prima necessità e financo ai medicinali, con cui l'Occidente condannava in pratica a morte centinaia di migliaia di bambini. Lo disse lui, tra gli artisti pop e lui solo. Non rammento, nella mia pur scarsa conoscenza della musica colta, qualcosa di analogo da parte di un compositore o di un musicista o di un direttore d'orchestra coi controfiocchi. Ancora, in tempi più recenti, in un brano titolato
compie un'operazione a parer mio geniale, ovvero esprime un punto di vista largamente condiviso parlando direttamente in lingua madre ai primi artefici di un crimine; ed utilizza, per farlo, un tessuto musicale coltissimo (coltissimo per chi è colto per davvero, ovvero conosce sia la musica colta che tutta o gran parte della restante ;)), ossia un ritmo alla Stereolab, uno dei gruppi pop più innovativi e germinali degli ultimi 20 anni (ancora più avvertibile in L'odore di polvere da sparo dello stesso disco, che ha i suoni del celeberrimo LP stereolabiano Peng!).

Ancora: quando tutti si attendono da lui una progressiva commercializzazione (o la auspicano), il nostro li spiazza, basti pensare ad un disco degli anni novanta intitolato Campi Magnetici (provate ad ascoltarlo, poi mi dite se c'è furbizia o falsa cultura nella sua arte). Insomma Battiato è un genio, ma bisognerebbe avere un poco di pazienza per decodificarlo, giacché invero ogni singola frase di ogni sua canzone o canzonetta un senso ce l'ha eccome e che non sia comprensibile da tutti è infondo la sua più grande vittoria.

p.s Battiato adora la musica classica e lo ha sempre affermato. Sa leggere uno spartito. Sa contaminare. Che piaccia o no meriterebbe incondizionato rispetto.

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Mi piace quanto scritto da Asgarour.

Non posso definirmi un cultore o seguace di Battiato, ma tendo a rispettarlo. Infine va ribadito... Fetus e Pollution erano disconi sperimentali assolutamente degni di nota!

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Battiato è almeno dal 1981 (anno de "La voce del padrone", quando il grande successo lo rivelò al grande pubblico, me compreso, che ero bambino) che mi chiedo se ci è o ci fa.

La cultura non gli manca, pur se eccessivamente spinta verso le filosofie e le religioni orientali che continua a propinarci anche se non ci interessano, così come -credo- la sensibilità musicale (pezzi come "L'ombra della luce", per me il suo capolavoro, stanno a dimostrarlo), però continua periodicamente a sguazzare nel Kitsch. Perché? Perché gli piace vendere dischi e vedere i soldini aumentare dal suo estratto conto! Ha iniziato, come tutti, negli anni Sessanta con alcune canzonette presto dimenticate; ha poi virato verso l'avanguardia pubblicando una serie di dischi astrusi ma che contenevano anche spunti interessanti; poi nuova via verso la canzone pop intellettuale; poi i tentativi di misurarsi con la musica classica (l'opera "Gilgamesh", praticamente inascoltabile tranne un pezzo, e la "Messa Arcaica" già citata da Superburp, lodevole come idea ma soffocante all'ascolto). Ormai ritenuto dai più una sorta di anacoreta dei nostri tempi, uomo tutto spirito e nulla materia (ma vorrei vedere il suo conto in banca), uno che schifa il mondo, che rifiuta le etichette pur essendosene viste appiccicare delle più disparate (nei 70 era accusato di intelligenza con l'estrema destra, dopo esser stato visto parlare con un dirigente del FdG dietro le quinte di un concerto, cosa sempre da lui smentita con ripetute strizzatine d'occhio alla sinistra), Franco Battiato può permettersi di tutto: escursioni con i suoni più vari (persino martellanti elettroniche tipo house, o sperimentalismi cervellotici (il balletto "Campi Magnetici"), ridondanti dischi di cover melliflue (la serie "Fleurs 1-2-3-vattelappesca", imperdonabile, così come la melassosa, insopportabile "La cura") con periodici ritorni alla forma-canzone quando le finanze hanno bisogno di un po' di rinvigorimento. Perché -per evitare che possa sembrarne un detrattore, cosa non vera- Battiato SA VERAMENTE fare canzoni. Ma cercare di fare un po' di tutto lo ha portato a scontentare il pubblico che forse veramente non lo avrebbe mai abbandonato, quello della Musica vera e non quello della canzonetta che sotto la scorza d'incenso al sandalo gronda zucchero caramellato.

Aridatece er Cinghiale Bianco!!!

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per evitare che possa sembrarne un detrattore, cosa non vera...

Beh dai, un po' hai detratto :laughingsmiley:

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Beh dai, un po' hai detratto :laughingsmiley:

...ma solo sulla parte commerciale della sua produzione però! Dai, credo che lo stesso Battiato se ne renda perfettamente conto... Ho molti suoi dischi e mi è sempre piaciuta la sua musica (certo non tutto, ma è umano); in particolare secondo me gli ha fatto male "La cura" (ebbene sì, una cura può far male...), perché dopo lo strepitoso successo di quella canzone non è più stato capace di rientrare nei ranghi. Ansia da successo, ansia da prestazione, ormai tutti si aspettano da lui la canzone d'amore "colta".

Se uno vuole scrivere una canzone d'amore e vendere dischi, non c'è bisogno che si travesta da S. Simeone Stilita: provate a dire ad una donna "supererò le correnti gravitazionali"... però le ragazzine dicevano di sognare di sentirselo dire... ma su, andiamo, dai...!

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Ultimo intervento, prometto... tanto sono sfacciatamente di parte :)

Forse la mia uscita sopra potrebbe far pensare che Battiato abbia una precisa connotazione ideologica, la qual cosa non è vera, essendo il suo semplice buonsenso.

Lo ha affermato lui stesso, col suo solito stile, in un brano del 2004 che conoscono solo gli avvezzi alle musiche da reprobi come me e qualche centinaio di milioni di disgraziati e che suona così

[media]http://www.youtube.com/watch?v=ZmEp8biTsV4

...I'm neither Muslim nor Hindu

nor Christian nor Buddhist

I'm not for the hammer

neither for the sickle

and even less for the tricolour flame

because I'm a musician.

E' forse semplicistico, ma è un concetto estremamente chiaro, no??

La cantante, i meno colti lo sapranno già, è la voce dei Lacuna Coil gruppo italiano di Gothic Metal molto apprezzato all'estero. Una "contaminazione" tra mondi lontani. Le contaminazioni sono la linfa della musica, di tutta la musica. Lui ci crede: io pure.

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Ultimo intervento, prometto... tanto sono sfacciatamente di parte :)

Forse la mia uscita sopra potrebbe far pensare che Battiato abbia una precisa connotazione ideologica, la qual cosa non è vera, essendo il suo semplice buonsenso.

Lo ha affermato lui stesso, col suo solito stile, in un brano del 2004 che conoscono solo gli avvezzi alle musiche da reprobi come me e qualche centinaio di milioni di disgraziati e che suona così

[media]http://www.youtube.com/watch?v=ZmEp8biTsV4

...I'm neither Muslim nor Hindu

nor Christian nor Buddhist

I'm not for the hammer

neither for the sickle

and even less for the tricolour flame

because I'm a musician.

E' forse semplicistico, ma è un concetto estremamente chiaro, no??

La cantante, i meno colti lo sapranno già, è la voce dei Lacuna Coil gruppo italiano di Gothic Metal molto apprezzato all'estero. Una "contaminazione" tra mondi lontani. Le contaminazioni sono la linfa della musica, di tutta la musica. Lui ci crede: io pure.

contaminazioni sì ma non coi metallari. Gothic poi!

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Non sono un fan di Battiato, di cui anch'io riconosco la sostanziale ambiguità (lui stesso ha definito La Cura una canzone ruffiana: ma allora perchè l'ha pubblicata?)

Tuttavia gli riconosco diverse qualità:

1) E' intelligente, o quanto meno è furbo in modo intelligente;

2) Sa essere suggestivo, sia quando faceva lo sperimentale sia quando fa canzoni tradizionali;

3) Sa essere, come dicono gli inglesi, infectious: cioè sa scrivere melodie che una volta entrate in testa non ci escono più;

4) Nel bene o nel male non è mai banale.

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Beh, allora non solo solo io ad avere l'impressione che Battiato sia un autore di grandi potenzialità ma che ha avuto un autput spesso diseguale, persino all'interno del medesimo album o addirittura dello stesso pezzo (Autput che, globalmente, ad ogni modo considero decisamente tra i più interessanti e coinvolgenti tra quelli dei cantautori italiani di adesso).

Canzoni originali e raffinate, ma anche periodiche cadute nel kitsch. ...E non si capisce bene se lo faccia apposta oppure no!

Dissento invece sull'opinione diffusa in forum su "La cura": secondo me invece è una bellissima canzone, tutt'altro che caramellosa, nonostante abbia un accompagnamento con qualche dettaglio fastidioso (tipo il coretto che fa "tùa tuàttu tùa-tuàaa". Ma che cazz??!).

Dissento anche su un'opinione espressa sopra sui fleurs 1-2-3: secondo me in quelle raccolte Battiato riesce a dare un'ottima interpretazione di vari successi più o meno frivoli del passato, conferendo loro quasi un'aura di preziosità; e sovente addirittura riuscendo -cosa piuttosto sorprendente- a dare delle interpretazioni che potrebbero essere considerate migliori di quelle degli autori/cantanti "originali"!!

Essenzialmente non conosco Foetus e i vecchi album cosiddetti "sperimentali", e d'altra parte dubito che li capirei (mi è capitato di ascoltare "clic", che ha avuto su di me un notevole potere gonadoclàstico).

Secondo me quello che è complessivamente il miglior album di Battiato dal punto di vista musicale è forse "Caffè de la Paix". Ma ci sono anche canzoni isolate da altri album che trovo molto belle dal punto di vista puramente musicale.

"Cuccuruccucù" invece, sarà anche una gran kittsch-àta fatta apposta ma, lo ammetto, mi piace lo stesso ascoltarla! :laughingsmiley:

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Sì, vabbeh, "kittsch" va scritto con due T, hai ragione. :rolleyes_anim: Però non mi sembra una parola così inflazionata, tra quelle straniere vagamente di moda ("Autput" magari sì...).

E "gonadoclàstico" :laughingsmiley: è decisamente un (mio) neologismo: è più stile fake-Gadda che stile "facciamo il giornalista stereotipato". Ah, scusa: "fake" è troppo inflazionato!! :laughingsmiley:

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Alla fine quelli che ho sottolineato sono per me solo dei classici luoghi comuni su un artista che si trova a metà strada tra la musica c.d. colta e la popular. Chi dimora nella torre, con la sua bella puzzetta sotto al naso, lo giudica un ciarlatano perché non sia mai che si contamini l'Arte con le canzonette. La gente comune invece, avvezza al ciarpame radiofonico-dozzinale, lo vede come uno snob che non si capisce quel che dice e quel che vuole. Nessuno è profeta a casa sua, si suole dire e difatti i Francesi, che oramai ci danno una pista in tutto, lo adorano, come adorano Paolo Conte del resto, visto da noi come una specie di babbeo da pensione.

Hai già detto tutto nel tuo intervento. In particolare questo passaggio è da quotare.

Non aggiungo quasi nulla, se non che Battiato è probabilmente il mio artista preferito di sempre. A livello musicale è stato (ed è tuttora) anni luce avanti a qualsiasi altro gruppo/solista pop italiano. Dalle sperimentazioni dei '70 quando "giocava" con l'elettronica (contemporaneamente a quanto facevano i Kraftwerk in Germania) miscelando mirabilmente sonorità futuristiche a strumenti antichi, profumi mediterranei e sensibilita centroeuropea.

Parimenti "rivoluzionaria" la svolta pop dei primissimi '80. Anzi, per certi versi, ancora più spiazzante. Battiato crea dal nulla un linguaggio pop mai sentito prima in Italia, liberando la canzonetta dalle logiche stantie e dell'interpretazione melodica/vocale e del cantautore depresso e solitario fuso con la sua chitarra acustica. La musica si espande, grazie anche all'apporto di strumentisti eccezionali e al genio di Giusto Pio, in un pulsare di basso. Fluenti trame tastieristiche, chitarre presenti ma mai invadenti... E una voce incredibile: distaccata il giusto, a volte apparentemente fredda, a declamare testi finalmente liberi! Si, liberi! Nell'Italia canzonettara tutta presa da un unico argomento, il rapporto di coppia (al quale si aggiunse, coi cantautori, la politica) Battiato parlava di spiagge solitarie, ere mitologiche e galassie che si allontanano. Le uniche canzoni sfacciatamente sull'amore di quel pugno di dischi eccezionali, pure sui generis: una in siciliano (Stranizza d'Amuri) e l'altra spudoratamente boccaccesca, dannunziana (Sentimento Nuevo).

Il periodo migliore di Battiato, senza dubbio per me, sono quei 4 album straordinari: L'Era del Cinghiale Bianco, Patriots, La voce del Padrone e L'arca di Noè. Altri lp da possedere: Mondi Lontanissimi (1985) forse l'ultimo acuto degli irripetibili anni '80, Giubbe Rosse (1989, live), Caffè de la Paix (1993), imbevuto di misticismo new age ma ricco di pezzi splendidi (Atlantide, Delenda Carthago, Lode all'Inviolato), il ritorno al pop de L'Imboscata (1996), e Gommalacca (1998). Dei '70, Pollution e Sulle Corde di Aries i migliori.

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Battiato ha fatto canzoni belle (vorrei vedere! In una carriera così lunga, coronata da così tanti album, i pezzi buoni devono venirti per forza, per ragioni probabilistiche!), ma generalmente arrangia con l' accetta, e ha una passione per i suoni "pianolina Bontempi" che rovinano anche le migliori idee. Sì, cita Gurdjieff, Guenon, Nietzsche, ecc nelle sue canzoni, ma non dice nulla di veramente profondo, a parte frasi non sue. Ultimamente poi i testi stanno diventando puerili a livelli imbarazzanti, non mi va nemmeno di parlarne!

Per quanto riguarda i famosi lavori sperimentali, non li ho sentiti tutti, ma da quel po' che ho sentito (Pollution, Fetus, Sulle Corde Di Aries, Clic, Mmlle Le Gladiator) si tratta il più delle volte di singole buone idee non sviluppate compiutamente ed attaccate una dietro l' altra senza criterio.

Ho apprezzato tantissimo "Sulle corde di Aries", ma ha dovuto rovinare il suo capolavoro con dei testi non all' altezza.

Va detto però che è vero che ha un suono tutto suo, e che risulta particolarmente originale se inquadrato nel contesto italiano, ma non fu il primo a sperimentare materiali, tecniche e metodi dell' elettronica colta, quindi andiamoci cauti!

E andiamoci cauti anche nell' accostamento con gli altri cantautori! Il Primissimo Pino Daniele è, secondo me, molto più significativo, senza dover scomodare citazioni di Severino Boezio, Meister Eckhart o Julius Evola. Poi, sebbene io non lo ami molto, non si può dimenticare De Andrè (anche lui un po' sopravvalutato, ma tranquillamente accostabile a Battiato, naturalmente per qualità, non per stile), o il già citato Paolo Conte.

In generale, mi stupisce che venga considerato come l' avanguardista pop d' Italia, come se non fossero mai esistiti Le Stelle Di Mario Schifano, gli Area, Jacula, Luciano Cilio e tanti altri, più o meno validi, ma comunque per lo meno comparabili a Battiato per originalità e sperimentalismo.

Comunque, certo, non è nemmeno tutto da buttare, questo è ovvio, ma cerchiamo almeno di abbattere l' idolo!

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come se non fossero mai esistiti Le Stelle Di Mario Schifano

bleah :)

Jacula,

questi infatti non sono mai esistiti... o meglio molto più tardi

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bleah :)

questi infatti non sono mai esistiti... o meglio molto più tardi

Le Stelle Di Mario Schifano non piacciono nemmeno a me, ma quella roba, in Italia, nel 1967, oscura qualsiasi esperimento di Battiato. Che io manco chiamerei "esperimento", se vogliamo dirla tutta!

Per quanto riguarda la seconda osservazione: non ho detto che Battiato non deve stupire perchè prima c' erano questi, ma solo che è assurdo che ci si stupisca solo di lui e non anche di tutti questi altri, venuti prima e dopo.

Mi va benissimo anche che non ci si stupisca per nessuno di questi (è forse la posizone più ragionevole), ma che Battiato goda, solo lui, di questa grandissima considerazione è una cosa che trovo folle.

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Stavo scherzando...

mi riferivo al famoso caso della retrodatazione di In cauda semper stat venenum, disco anni 90 venduto per disco dei 60

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Non la sa

Stavo scherzando...

mi riferivo al famoso caso della retrodatazione di In cauda semper stat venenum, disco anni 90 venduto per disco dei 60

Non la sapevo questa, allora considerate Jacula fuori lista! E grazie per la dritta!

Per la cronaca, quel disco fa schifo! Ora che so che non è nemmeno degli anni '60 posso pure dimenticarmelo.

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Battiato, malgrado si sia fatto un nome, è un musicista mediocre. A suo tempo ha giocato d'anticipo autopresentandosi come un riformatore della canzone italiana nelle vesti inedite dell'astrofisico-spazzino, quello che cerca "un centro di gravità permanente" e che fa piazza pulita delle "immondizie musicali".

Quando qualcuno la spara grossa si dà il caso che gli possano anche credere e così è stato per Franco Battiato che assai immeritatamente per anni ed anni è stato affiancato chissà perchè a gente come Conte, De Andrè, Guccini, Gaber nell'Empireo della canzone italiana D.O.C.

Come uomo poi si fa in quattro per essere antipatico, affetto com'è da una sorta di supponente albagia, tipica, in una certa mentalità, dell'uomo "di concetto".

Ricordo molti anni fa una trasmissione televisiva in cui l'avevano fatto incontrare con Gaber, che allora era già da tempo famoso mentre Battiato era un emergente.

Fui stupito dall'atteggiamento dei due: Gaber era cordiale, disponibile, cercava il dialogo. Battiato stava sulle sue, ritroso, altezzoso, a tratti quasi sprezzante, verso il più celebre collega. Gaber vedeva in Battiato un giovane collega, Battiato in Gaber solo un rivale.

Per l'ennesima volta rividi la solita recita del villano rifatto, del parvenu, del mediocre che vuol distinguersi e trarre partito dimostrandosi arrogante con chi è migliore di lui.

Tutto questo non ha a che fare con le canzoni di Battiato, alcune(poche) delle quali sono cosette discrete ma, ripeto, largamente sopravvalutate.

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Battiato, malgrado si sia fatto un nome, è un musicista mediocre. A suo tempo ha giocato d'anticipo autopresentandosi come un riformatore della canzone italiana nelle vesti inedite dell'astrofisico-spazzino, quello che cerca "un centro di gravità permanente" e che fa piazza pulita delle "immondizie musicali".

Quando qualcuno la spara grossa si dà il caso che gli possano anche credere e così è stato per Franco Battiato che assai immeritatamente per anni ed anni è stato affiancato chissà perchè a gente come Conte, De Andrè, Guccini, Gaber nell'Empireo della canzone italiana D.O.C.

Come uomo poi si fa in quattro per essere antipatico, affetto com'è da una sorta di supponente albagia, tipica, in una certa mentalità, dell'uomo "di concetto".

Ricordo molti anni fa una trasmissione televisiva in cui l'avevano fatto incontrare con Gaber, che allora era già da tempo famoso mentre Battiato era un emergente.

Fui stupito dall'atteggiamento dei due: Gaber era cordiale, disponibile, cercava il dialogo. Battiato stava sulle sue, ritroso, altezzoso, a tratti quasi sprezzante, verso il più celebre collega. Gaber vedeva in Battiato un giovane collega, Battiato in Gaber solo un rivale.

Per l'ennesima volta rividi la solita recita del villano rifatto, del parvenu, del mediocre che vuol distinguersi e trarre partito dimostrandosi arrogante con chi è migliore di lui.

Tutto questo non ha a che fare con le canzoni di Battiato, alcune(poche) delle quali sono cosette discrete ma, ripeto, largamente sopravvalutate.

Beh, Pink, Gaber era di tutta un'altra pasta! Non sapevo di questo incontro televisivo, ma non fatico ad immaginarlo. Battiato ha iniziato con la musica sperimentale, annunciandosi fin da subito come un intellettuale sofisticato, poi trasformatosi in pseudo-anacoreta miliardario (come già dissi in questa stessa discussione tempo fa). La svolta "leggera" gli ha fatto guadagnare pubblico e soldi ma ha acuito la sua presunzione e -come dici giustamente tu- la sua antipatia.

Ma mi viene in mente un'altra riflessione: Gaber fece la sua gavetta negli anni Cinquanta, anni di ricostruzione, quando anche chi faceva "canzonette" necessitava di talento e capacità per emergere, mentre Battiato è emerso negli anni Settanta, anni di contestazione, quando già bastava molto meno per essere messi sul piedistallo.

Non avrà anche questo il suo peso?

P.S. Ribadisco comunque che alcuni suoi dischi, da L'era del cinghiale bianco a Come un cammello in una grondaia e Cafè de la Paix, mi piacciono.

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...

Ricordo molti anni fa una trasmissione televisiva in cui l'avevano fatto incontrare con Gaber, che allora era già da tempo famoso mentre Battiato era un emergente.

Fui stupito dall'atteggiamento dei due: Gaber era cordiale, disponibile, cercava il dialogo. Battiato stava sulle sue, ritroso, altezzoso, a tratti quasi sprezzante, verso il più celebre collega. Gaber vedeva in Battiato un giovane collega, Battiato in Gaber solo un rivale.

Per l'ennesima volta rividi la solita recita del villano rifatto, del parvenu, del mediocre che vuol distinguersi e trarre partito dimostrandosi arrogante con chi è migliore di lui.

...

Curiosa questa cosa, perchè in realtà Gaber e Battiato erano molto amici (o forse lo sono diventati dopo?). Battiato era un habitué delle partite a carte notturne con Gaber e Luporini, e curò, insieme a Giusto Pio, gli arrangiamenti musicali di quello che secondo me è il più bello spettacolo di Gaber, Polli d'Allevamento.


/>http://www.youtube.com/watch?v=BL2FTLEfQGM

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