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Franz Schubert


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On 3/5/2019 at 14:46, dwaltz dice:

Ciao,
Huawei ha completato la Sinfonia Incompiuta di Schubert con l'ausilio dell'intelligenza artificiale dei propri telefoni cellulari, perla precisione un "Mate 20 Pro" .
Per la finalizzazione si è anche avvalsa della consulenza del compositore Lucas Cantor.

La Sinfonia intera è ascoltabile qui: https://consumer.huawei.com/uk/campaign/unfinishedsymphony/.
Mi piacerebbe avere l'opinione di qualcuno che ne capisce di composizione e sapere cosa ne pensate.

saluti

Ecco il mio ponderato parere (anche non se non ne capisco di composizione):

 

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On 3/5/2019 at 14:46, dwaltz dice:

Ciao,
Huawei ha completato la Sinfonia Incompiuta di Schubert con l'ausilio dell'intelligenza artificiale dei propri telefoni cellulari, perla precisione un "Mate 20 Pro" .
Per la finalizzazione si è anche avvalsa della consulenza del compositore Lucas Cantor.

La Sinfonia intera è ascoltabile qui: https://consumer.huawei.com/uk/campaign/unfinishedsymphony/.
Mi piacerebbe avere l'opinione di qualcuno che ne capisce di composizione e sapere cosa ne pensate.

saluti

 

On 3/5/2019 at 15:48, Wittelsbach dice:

Non mentirei se dicessi che la cosa mi lascia un po' inquieto...

Ne ho sentito proprio ieri sera qualche stralcio. Al netto di tutti i discorsi che si possono fare sulle possibilità dell'intelligenza artificiale - argomento da considerare con assoluta serietà e peroccupazione - da quello che ho potuto ascoltare, per ora possiamo stare tranquilli, Skynet è ancora lontana: il completamento è una cosa obbrobriosa, tant'è che ho pure pensato ad una presa per i fondelli. Non so chi sia tale Lucas Cantor e non conosco le dinamiche con cui abbia computato il software Huawei, ma il risultato è di una banalità sconcertante, musicalmente risibile e totalmente incoerente col materiale schubertiano: sembrano estratti dalle peggiori colonne sonore dei film hollywoodiani. Visto l'esito, mi sarei fatto mille domande prima di rendere pubblica una ca*ata del genere...:wacko:

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  • 9 months later...

Ho ascoltato la sonata d960 in una incisione dal vivo (tecnicamente di tutto rispetto) effettuata ad un concerto di Richter. Esperienza oserei dire mistica o comunque con profondissime incursioni in un musicale che diventa extra musicale tanto e l"umano" che è presente e che si diffonde da questo pezzo (con particolare riferimento ai primi due movimenti). Richter sembra averci capito proprio tutto, sembra l'abbia scritta lui, ogni nota, ogni accordo ogni arpeggio risuona con un'intensità impressionante, e soprattutto trovo straordinaria la chiarezza delle linee nelle parti più polifoniche.

Il secondo movimento potrei definirlo il più bel pezzo pianistico mai scritto.

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  • 3 months later...

Mi pare di ricordare che negli anni passati è stato segnalato più volte un sito che conteneva una grande quantità di testi di lieder, una sorta di database sterminato di ogni epoca e autore. Vi dice niente questa descrizione?

Ho trovato qualcosa sul siti "flaminio online", ma molte cose msncano.

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27 minuti fa, Eduard Hanslick dice:

Mi pare di ricordare che negli anni passati è stato segnalato più volte un sito che conteneva una grande quantità di testi di lieder, una sorta di database sterminato di ogni epoca e autore. Vi dice niente questa descrizione?

Ho trovato qualcosa sul siti "flaminio online", ma molte cose msncano.

Prova qui: https://www.lieder.net/

Il sito cui fai riferimento dovrebbe esser questo (http://www.recmusic.org/lieder/) ma è stato per l'appunto rimpiazzato da quello che ho segnalato nella riga precedente.

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17 ore fa, kraus dice:

Prova qui: https://www.lieder.net/

Il sito cui fai riferimento dovrebbe esser questo (http://www.recmusic.org/lieder/) ma è stato per l'appunto rimpiazzato da quello che ho segnalato nella riga precedente.

Grazie mille, non saprei dire se il sito che ricordo era quello (defunto), ma poco importa.

In questo lieder.net mi devo un po' raccapezzare, ho provato la funzione "cerca" col numero di catalogo (D), ma non l'ha trovato (ma c'è).

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2 ore fa, Eduard Hanslick dice:

Grazie mille, non saprei dire se il sito che ricordo era quello (defunto), ma poco importa.

In questo lieder.net mi devo un po' raccapezzare, ho provato la funzione "cerca" col numero di catalogo (D), ma non l'ha trovato (ma c'è).

Sui lieder schubertiani in particolare c'è la pagina dedicata; forse la trovi qui (con la combinazione CTRL+F si dovrebbe rintracciare in fretta, anche se la pagina è gigantesca):

https://www.lieder.net/get_settings.html?ComposerId=2520

Strano che non ci sia modo di ordinare le opere per numero di catalogo.

In quest'altra pagina (che deve ancora crescere, ma mi par bene avviata) è invece possibile vedere i 369 lieder ivi raccolti disposti per D crescente o descrescente (basta cliccare proprio sul "D" nella prima riga e quarta colonna).

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On 31/5/2020 at 17:05, kraus dice:

Sui lieder schubertiani in particolare c'è la pagina dedicata; forse la trovi qui (con la combinazione CTRL+F si dovrebbe rintracciare in fretta, anche se la pagina è gigantesca):

https://www.lieder.net/get_settings.html?ComposerId=2520

Strano che non ci sia modo di ordinare le opere per numero di catalogo.

In quest'altra pagina (che deve ancora crescere, ma mi par bene avviata) è invece possibile vedere i 369 lieder ivi raccolti disposti per D crescente o descrescente (basta cliccare proprio sul "D" nella prima riga e quarta colonna).

Sottovaluto (o dimentico) sempre la funzione "trova nella pagina", la soluzione al mio problema era proprio davanti ai miei occhi. Ovviamente niente ctrl+f, ormai faccio tutto dal tablet completamente svaccato sul divano, con i pro e i contro che ciò comporta.

Ora non mi manca altro di mettere su i CD con le raccolte (un po' "ad minchiam") di lieder e cercare man mano il testo.

Repertorio che ho sempre rimandato di approfondire, credo mi si stiano aprendo le porte di un nuovo mondo.

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Uno dei più belli è, evidentemente, questo...

 

...che mi ha fatto chiedere per l'ennesima volta se non passava per la testa a nessuno di orchestrare questi lieder. Chissà se Schubert ci ha mai pensato. Secondo me è impossibile che l'idea non gli sia mai frullata per la testa. Pur venendo meno la profonda natura concettualmente "da camera" di questi lavori, un pensierino all'orchestra è inevitabile farlo. 

E infatti...

 

... raffinatissima orchestrazione del buon Max Reger. E siamo già ai Vier Letzte Lieder.

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1 ora fa, Eduard Hanslick dice:

Uno dei più belli è, evidentemente, questo...

 

...che mi ha fatto chiedere per l'ennesima volta se non passava per la testa a nessuno di orchestrare questi lieder. Chissà se Schubert ci ha mai pensato. Secondo me è impossibile che l'idea non gli sia mai frullata per la testa. Pur venendo meno la profonda natura concettualmente "da camera" di questi lavori, un pensierino all'orchestra è inevitabile farlo. 

E infatti...

 

... raffinatissima orchestrazione del buon Max Reger. E siamo già ai Vier Letzte Lieder.

C'è un bellissimo disco dal vivo di Abbado con Anne Sofie von Otter e Thomas Quasthoff che presenta, oltre a questo Lied, anche altri nelle trascrizioni di Reger, Brahms, Liszt, Berlioz e persino Offenbach, Webern e Britten.

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On 5/6/2020 at 22:19, giobar dice:

C'è un bellissimo disco dal vivo di Abbado con Anne Sofie von Otter e Thomas Quasthoff che presenta, oltre a questo Lied, anche altri nelle trascrizioni di Reger, Brahms, Liszt, Berlioz e persino Offenbach, Webern e Britten.

Devo possedere questo CD in tutte le posizioni possibili... 😳

 

C'è un'altra domanda che mi pizzica... non esiste un artista che abbia mai eseguito i lieder di Schubert cantando e suonando il pianoforte? È una cosa possibile? Ovviamente penso ad una esecuzione con un risultato artistico di livello, a strimpellare miagolando son capaci in tanti.

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Manco a farlo apposta ho scoperto che nelle raccolte di lieder che possiedo (sono due Quadromania con incisioni per lo più anni '30 e '40) ci sono alcuni pezzi orchestrati, in particolare varie versioni di Erlkoenig e di quello col clarinetto obbligato che non ricordo come si chiama. Purtroppo non è dato sapere l'autore dell'orchestrazione, ma è tutto molto approssimativo nella pubblicazione e poco "filologico" nell'esecuzione (alcuni lied sono cantati in francese e inglese, come da prassi per l'epoca).

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  • 3 months later...

Riprendo dalla discussione sugli ascolti, visto che potrebbe essere un punto di partenza:

Fresco d'acquisto di questo qui:

Franz Schubert. La grande musica strumentale - Luigi Della Croce Libro -  Libraccio.it

mi accingo a vedere un po' l'effetto che fa Schubert ascoltato in ordine cronologico. Anche se nell'introduzione LDC mi ha fatto non poco arrabbiare (per dirla con un eufemismo), una guida all'ascolto su questo autore è la benvenuta. Peccato che non siano riportati gli incipit dei vari movimenti o almeno quello del primo, immagino per mancanza di spazio.

Qui vediamo Franz quattordicenne alle prese con una forma libera a lui particolarmente cara. Ci si sarebbe aspettati di vederlo annaspare nell'intento di imitare il modello esplicito (Cherubini, come dice il Della Croce che lo conosce bene, avendogli dedicato due volumi su vita e opere) e invece ti sforna un brano di tutto rispetto. Di fatto, era alla terza o quarta opera strumentale della sua vita: complimenti, ragazzo!

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Dalla discussione principale:

16 ore fa, kraus dice:

Per dire, questa è del 1811 o del 1812. Siam lì, insomma, ancora ai primordi di un'invenzione musicale che farà prima manierismo e poi storia. Già in quest'epoca di formazione Schubert propende per un'esposizione a tre temi belli lunghi (forse un primo passo verso la complessità strutturale delle sue composizioni a venire, con tanti saluti e cartoline alla forma sonata). 

La cosa curiosella è che quest'Ouverture viaggia cronologicamente a braccetto con un'altra, intitolata Il cavalier dello specchio (Der Spiegelritter), che a modo suo riprende l'omologa sinfonia d'apertura del Flauto magico, dato che avrebbe dovuto far da preludio a un'opera magica mai completata da Schubert; Della Croce accorda la sua preferenza alla D. 12 a scapito della D. 11, parlando di "progressi evidenti"; ad ogni modo, in rete si trova di tutto e si può assaporare e giudicare per proprio conto anche l'ouverture magggica:

Diciamo che la mano melodica è felicissima fin da subito, magari di tanto in tanto a scapito della struttura. Ma la musica s'aspettava ben altro da Schubert che un bravo melodista: voleva il cantore rassegnato alla sconfitta, anzi la celebrazione e la glorificazione della sconfitta stessa (e Franz l'accontentò in pieno). Cose che capitano.

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2 minuti fa, superburp dice:

Un Brahms molto meno cupo a livello di colore orchestrale

Lì per lì ho pensato che fosse una definizione di Schubert, e ce potrebbe pure stà.

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E qui si va molto a corrente alternata. LDC mostra un moderato apprezzamento per il primo tempo, quasi monotematico e alla Haydn, e soprattutto per lo sviluppo; da profano azzardo un'opinione men lusinghiera: quell'Allegro sa un po' di esercitazione scolastica, tanto più che la composizione era seguita e supervisionata dal mitico Salieri, che ha pure apportato "correzioni di suo pugno". Nei tempi successivi la composizione migliora, pur non sollevandosi ad altezze mirabili, e nell'Allegretto finale il compositore mischia rondò e forma sonata tanto per. Un confronto con l'op. 18 di Beethoven, antecedente d'una dozzina d'anni a queste opere poco ambiziose, sarebbe stato abbastanza impietoso. 

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A far bene si fa bene, a far troppo si strafà: è quel che capita a Schubert in questa Fantasia, altrimenti detta "Gran Sonata", dove si comincia con ottime premesse e, man mano che si seguita, ci s'impantana nell'accademia. Ma il ragazzo l'è giovane (e ci mancherebbe pure che fosse vecchio) e va compreso, avrà tempo per rifarsi. In ogni caso abbiamo qualche bello scampolo di romanticismo nei temi, lievemente più avanzati rispetto alla norma del tempo.

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Miniquartetto: 

In realtà incompiuto come tante composizioni di Schubert, consta di due Allegri e lascia aperti parecchi interrogativi sulla sua reale struttura dato che il manoscritto è andato perduto. Nonostante la folla di idee e controidee profuse a sazietà dall'autore negli episodi secondari, si può parlare di monotematismo se non addirittura di monoritmismo per il 1° tempo (l'andamento di marcia è infatti il protagonista sicuro di tutto il pezzo).

La baldanza haydniana fa premio anche nell'altro brano pervenutoci, anzi è addirittura più presente a detta dello stesso LDC ("Il modello di Haydn (...) prevale su qualsiasi altra considerazione stilistica e formale"). Tecnicamente è un rondò passatista che più passatista non si può, neanche col candeggio: è insistente come l'Allegro della Sinfonia 88 e potrebbe averlo composto lo stesso Haydn. Ma siamo ancora in tempi di pieno apprendistato e ci sta, suvvia.

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