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RICHARD WAGNER

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salve,

gradirei conoscere le vostre opinioni riguardanti alcuni aspetti del mondo Wagneriano,

grazie da un neofito.

- quali sono o sono stati, secondo voi , i migliori direttori d'orchestra .

- quali sono le opere che preferite.

- è solo dovuto alla ignoranza della lingua, il fatto che in Italia sia così tiepido il gradimento del pubblico ?

- qualcuno di voi è mai stato al Festival di Bayreuther, che cosa ne pensate ?

- secondo voi, a che cosa è dovuto il giudizio di antisemitismo che aleggia intorno ad alcune opere wagneriane ?

qualsiasi altro argomento vogliate affrontare è graditissimo.

grazie anticipatamente a tutti quelli che riterranno opportuno intervenire.

paolo

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salve,

gradirei conoscere le vostre opinioni riguardanti alcuni aspetti del mondo Wagneriano,

grazie da un neofito.

- quali sono o sono stati, secondo voi , i migliori direttori d'orchestra .

- quali sono le opere che preferite.

- è solo dovuto alla ignoranza della lingua, il fatto che in Italia sia così tiepido il gradimento del pubblico ?

- qualcuno di voi è mai stato al Festival di Bayreuther, che cosa ne pensate ?

- secondo voi, a che cosa è dovuto il giudizio di antisemitismo che aleggia intorno ad alcune opere wagneriane ?

qualsiasi altro argomento vogliate affrontare è graditissimo.

grazie anticipatamente a tutti quelli che riterranno opportuno intervenire.

paolo

Per motivi di tempo sarò telegrafico, mi rifarò poi, se ti fa piacere.

1. Krauss, Karajan, Solti, più moderni di tanti altri.

2. Ho l'imbarazzo della scelta, forse Siegfried, ma gomito a gomito con Parsifal.

3. Ne dubito. Gli appassionati di musica adorano Wagner, gli appassionati d'opera tendono a detestarlo. E a detestare chiunque non abbia scritto opere "facili".

4. Purtroppo no, ma con gli interpreti attuali non ci andrei neanche se mi pagassero il biglietto dell'aereo e dello spettacolo.

5. Alla lettura che è stata data (o si è voluto dare) ai suoi libretti, ma come abbiamo visto (Cheraux-Boulez p.es.) li si può girare come si vuole, a seconda della simpatia politica. Peraltro Wagner ha scritto anche alcuni libelli anti-semiti com'è noto, ma in Germania all'epoca era un sentimento diffusissimo, e ce ne siamo potuti accorgere un secolo dopo. Ma attribuire a lui ciò che è successo, prima che ai veri responsabili, mi è sempre sembrato una forzatura bella e buona.

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Per motivi di tempo sarò telegrafico, mi rifarò poi, se ti fa piacere.

ti ringrazio dell'intervento, mi farà molto piacere se vorrai ampliare il tuo discorso.

grazie sin da ora.

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Per motivi di tempo sarò telegrafico, mi rifarò poi, se ti fa piacere.

1. Krauss, Karajan, Solti, più moderni di tanti altri.

Aggiungerei Furtwängler, Knappertsbusch, Kubelik, Sawallisch e Böhm almeno.

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Guest Lenny

- quali sono o sono stati, secondo voi , i migliori direttori d'orchestra .

- quali sono le opere che preferite.

- è solo dovuto alla ignoranza della lingua, il fatto che in Italia sia così tiepido il gradimento del pubblico ?

- qualcuno di voi è mai stato al Festival di Bayreuther, che cosa ne pensate ?

- secondo voi, a che cosa è dovuto il giudizio di antisemitismo che aleggia intorno ad alcune opere wagneriane ?

Rispondo anche io telegraficamente:

1) Solti, Karajan, Kubelik, Bohm.

2) Tristan

3) Non credo c'entri molto la lingua. Wagner in Italia è considerato erroneamente noioso e "poco melodico".

4) No, sarebbe però interessante. Si potrebbe organizzare una gita col forum... :D

5) Wagner e' stato un antisemita furioso e disastroso e per questo l'ho sempre considerato con sdegno. Bisogna però ricordare che nel secolo scorso in Germania l'antisemitismo era quasi una "necessità" per chi era nazionalista come Wagner. L'antisemitismo era parte essenziale del nazionalismo tedesco (il Volk, l'ideologia nazional-patriottica, il neoromanticismo, il Bund e altre scemenze varie furono fondamentali per l'affermazione dell'ideologia nazionalsocialista.). Quanto all'uso scellerato che la propaganda hitleriana fece della sua musica, certo non gli non può essere imputato.

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Aggiungerei Furtwängler, Knappertsbusch, Kubelik, Sawallisch e Böhm almeno.

La mia scelta era volutamente limitativa e teneva conto più che altro di quei direttori che hanno un po' modernizzato l'interpretazione wagneriana (sia a livello di canto che di direzione) contribuendo, come è stato detto spesso, a umanizzare un po' il suo mondo espressivo. Chi oggi si appressa a Wagner per la prima volta, a mio avviso, può essere facilitato (specie per il Ring e il Parsifal) dallo stile più diretto e a volte teatrale di questi tre direttori, oltrechè per la miglior presa sonora che per l'orchestra di Wagner è essenziale.

E, visto che non l'hai citato, alla tua lista aggiungo anche Eugen Jochum.

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E, visto che non l'hai citato, alla tua lista aggiungo anche Eugen Jochum.

Non l'ho citato perchè lo conosco solo di fama per i suoi Maestri cantori.

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Non l'ho citato perchè lo conosco solo di fama per i suoi Maestri cantori.

E' una fama meritata, credimi. Anche il Lohengrin a Bayreuth (live) del 1954 è davvero bello. Anni fa RADIOTRE propose un suo Parsifal registrato alla RAI di Roma primi anni '50, seppur incompleto, ed era anch'esso di notevolissimo livello, favorito inoltre da un cast di voci notevole.

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- BAYREUT -

festpielehaus 200.

Alla reception dell'albergo si parla solo tedesco, nei menù dei ristoranti è scritto tutto in tedesco, nei musei,alle stazioni,nei taxi, tutto in tedesco. Figurarsi tra i boschi dell'Alta Franconia bavarese, a Bayreuth cittadella incantata dove ogni estate risorge il festival più silenziosamente antico del mondo : il Bayreuther Feestspiele, concepito da R.Wagner per celebrare la propria arte musicale nella forma più completa e perfetta.

Su quella collina verde circondata da laghetti e giardini fioriti, a dominare il panorama e una certa cultura germanica, c'è il FESTPIELEHAUS ossia il tempio, il sancta sanctorun, il teatro rivoluzionario che il compositore ebbe a concepire e a realizzare nel 1876. Qui da allora si esegue solo Wagner. Per un biglietto del festival devi aspetare da sette a otto anni e l'ufficio del turismo, se non dimostri di averne uno, non ti prenota neppure una stanza.

In questa stagione c'è un caldo torrido e una luce abbacinante, ma Bayreuth è davvero suggestiva. Lungo i suoi viottoli ti capita di incontrare gente in sandali e canottiera oppure altra gente in abito lungo e scarpe lucide, poi ci sono le varie bottegucce di mercanzia wagneriana (cd,poster,libri,tazze ecc.ecc.). Ci sono tanti anziani elegantissimi, il loro saggio incedere, le teste canute, baciamani alle signore, bastoni intarsiati, giacche chiare o a righine azzure, occhialetti e sopratutto papillon, che se li indossassi io passerei per un cameriere e loro invece tanti Thomas Mann.

In questi giorni il "Der Spiegel" ha una copertina in cui troneggia una valchiria col titolone : TOLLHAUS BAYREUTH, che significa manicomio senile. Tredici pagine contro il festival : "Bayreuth, è scritto, si è lasciata scappare la possibilità di trasformarsi in una manifestazione culturale degna dei nostri tempi". La solita storia, se ne parla dal "51", da quando le forze alleate decisero che il festival poteva restare nelle mani dei Wagner purchè non fossero quelle di Winifred, presunta amante di Hitler e sicura simpatizzante nazista.

Le accuse del settimanale ora però sono rivolte contro l'inamovibile Wolfgang, il nipote ultrasettantenne del compositore, il sovraintendente ottocentesco che da cinquanta anni custodisce l'ortodossia wagneriana tra gli entusiasmi degli ultra conservatori che cercano piu che altro in Wagner un riparo nostalgico, celebrativo, un antitodo alle derive del multiculturalismo : "una splendida fortezza ariana un tempio dell'arte che rinfresca il sangue ariano".

Gli spettacoli che durano otto giorni iniziano alle 16 e si prolungano anche sino alle 23. Un'ora prima, comunque, c'è già gente, abiti e stli di qualche tempo fà. Vicino alla biglietteria ci sono persone che stringono speranzosi il cartello "Suche Karte" (cerco biglietto) e sono disposti a strapagare per vedere anche un solo atto.

./. segue

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Guest zeitnote

- BAYREUT -

festpielehaus 200.

Alla reception dell'albergo si parla solo tedesco, nei menù dei ristoranti è scritto tutto in tedesco, nei musei,alle stazioni,nei taxi, tutto in tedesco. Figurarsi tra i boschi dell'Alta Franconia bavarese, a Bayreuth cittadella incantata dove ogni estate risorge il festival più silenziosamente antico del mondo : il Bayreuther Feestspiele, concepito da R.Wagner per celebrare la propria arte musicale nella forma più completa e perfetta.

Su quella collina verde circondata da laghetti e giardini fioriti, a dominare il panorama e una certa cultura germanica, c'è il FESTPIELEHAUS ossia il tempio, il sancta sanctorun, il teatro rivoluzionario che il compositore ebbe a concepire e a realizzare nel 1876. Qui da allora si esegue solo Wagner. Per un biglietto del festival devi aspetare da sette a otto anni e l'ufficio del turismo, se non dimostri di averne uno, non ti prenota neppure una stanza.

In questa stagione c'è un caldo torrido e una luce abbacinante, ma Bayreuth è davvero suggestiva. Lungo i suoi viottoli ti capita di incontrare gente in sandali e canottiera oppure altra gente in abito lungo e scarpe lucide, poi ci sono le varie bottegucce di mercanzia wagneriana (cd,poster,libri,tazze ecc.ecc.). Ci sono tanti anziani elegantissimi, il loro saggio incedere, le teste canute, baciamani alle signore, bastoni intarsiati, giacche chiare o a righine azzure, occhialetti e sopratutto papillon, che se li indossassi io passerei per un cameriere e loro invece tanti Thomas Mann.

In questi giorni il "Der Spiegel" ha una copertina in cui troneggia una valchiria col titolone : TOLLHAUS BAYREUTH, che significa manicomio senile. Tredici pagine contro il festival : "Bayreuth, è scritto, si è lasciata scappare la possibilità di trasformarsi in una manifestazione culturale degna dei nostri tempi". La solita storia, se ne parla dal "51", da quando le forze alleate decisero che il festival poteva restare nelle mani dei Wagner purchè non fossero quelle di Winifred, presunta amante di Hitler e sicura simpatizzante nazista.

Le accuse del settimanale ora però sono rivolte contro l'inamovibile Wolfgang, il nipote ultrasettantenne del compositore, il sovraintendente ottocentesco che da cinquanta anni custodisce l'ortodossia wagneriana tra gli entusiasmi degli ultra conservatori che cercano piu che altro in Wagner un riparo nostalgico, celebrativo, un antitodo alle derive del multiculturalismo : "una splendida fortezza ariana un tempio dell'arte che rinfresca il sangue ariano".

Gli spettacoli che durano otto giorni iniziano alle 16 e si prolungano anche sino alle 23. Un'ora prima, comunque, c'è già gente, abiti e stli di qualche tempo fà. Vicino alla biglietteria ci sono persone che stringono speranzosi il cartello "Suche Karte" (cerco biglietto) e sono disposti a strapagare per vedere anche un solo atto.

./. segue

Il tuo è un racconto, suppongo. Si perché il numero di "Der Spiegel" sul crepuscolo di Bayreuth che citi risale al 2001...

Der Spiegel

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(2) - BAYREUT -

In 125 anni al festival, non s'è mai vista una sola poltrona vuota. Eppure non lo diresti. Il teatro è davvero essenziale, spoglio, in mattoni, quasi industriale, alle 15,45 una fanfara di otto musicisti si affaccia dal balcone ed il brusio si acquieta, le trombe squillano intonano un motivo dell'Anello è il magico richiamo, si entra lentamente nel rivoluzionario teatro di Richard Wagner, niente palchi d'onore, nessuna differenza di casta, eliminata ogni decorazione, duemila poltrone degradanti scomodissime, perchè non distraggano lo spettatore dalla perfetta visione dell'opera d'arte totale, esito mistico e unitario in cui parola, musica, azione e ambientazione possono avvolgerti completamente.

Il pavimento è di legno e così pure lo schienale delle poltrone, orchestra e direttore non si vedono, perchè Wagner li rese invisibili sotto una copertura ribattezzata "golfo mistico". Ore 15,15 tutti si siedono, c'è una canicola allucinante, poi le luci sfumano e scende il buio completo, altro sortilegio che Wagner ebbe a escogitare. Il teatro viene serrato da dentro, scende il silenzio che in nessun teatro hai mai sentito, non ci saranno sussurri, colpi di tosse professionali, fruscio di ventagli, puntar di binocoli, non ci sarà teatro nel teatro.

Poi l'opera.

Tra un atto e l'altro ci sono pause che durano quasi un'ora. Qualcuno cena, altri si accontentano di un calice di champagne, altri ancora bevande e panini vari oppure torte con la panna, ognuno prende le sue cose e si perde nei giardini ricoperti di fiori coloratissimi, tra le aiuole perfette, il laghetto e le anatre, le panchine di pietra, i lunghi corridoi tra i cespugli, i foulard di seta distesi sul prato.

Intravedi in lontananza ragazze col passo leggero e gli abiti a sbuffo. Surreale l'atmosfera è sospesa; certo l'età media è piuttosto alta, ci sono vegliardi che hanno sicuramente superato i novanta e che possono aver conosciuto Cosima Liszt, i festival degli anni venti trenta, sta per risuonare la fanfara l'incanto si spezza, si torna dentro lentamente.

Al termine dello spettacolo ci si allontana a piedi. La folla entro pochi metri è già persa nel buio, su strade antiche di pietra dedali di casette di pietra un po' fiabesche con camini, tutte le vie hanno nomi wgneriani, luci spettrali, lanterne di vecchie osterie e insegne in ferro battuto, poi altre locande e ville illuminate, rumori di posate, poi la visione di Villa Wanhfreid, ultima dimora del compositore con Cosima Liszt, Wanhfried significa "Pace dei tormenti" e fu il punto d'arrivo di una vita errabonda.

./. segue

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(3) - BAYREUT -

I giardini sono aperti il buio è fitto, oltrepassando la Villa seguendo un selciato circolare che ti porta in un luogo preciso, dietro un cespuglio di rododendro si vede un lumino rosso, molti fiori nessuna croce. Il feretro giunse da Venezia, era bronzeo, aveva quattro teste di leone dorate, si è pervasi da una strana sensazione è forse normale in questa atmosfera vissuta per più giorni in una "full immersion wagneriana", ti senti avvolto da quel cromatismo wagneriano, un colore armonico privo di partenza e di arrivo privo di un centro tonale, è palpabile come una tensione incessante e inappagabile.

Vicino alla biglietteria vendono foto di Sinopoli, l'anno scorso diresse il festival magnificamente, per Bayreut si parlò di una nuova era. Sinopoli è morto e l'hanno sostituito frettolosamente con un Adam Fischer, vendono anche le foto del vecchio Wolfgang, la faida familiare, la dinasty, la guerra di successione, la crisi dei cantanti, le voci che non sono più quelle di un tempo, oppure le regie sempre più assurde e stravaganti, tuttavia si viene immediatamente risucchiati dalla musica, c'è il terzo atto del Crepuscolo degli dei, un momento che giustifica anche otto anni di attesa, giustifica qualsiasi sacrificio. Non si è mai visto un pubblico così, immobile, cristallizzato, dal golfo mistico riecheggia la musica più cupa e impressionante che forse abbiano mai scritto. La salma di Sigfrido è perfettamente immobile, il crepuscolo si fa notte, il sipario viene abbassato e la marcia funebre prosegue nel buio . La gente di Bayreut è paralizzata da una commozione coinvolgente voluttuosa velata dalla mestizia del tempo che se ne va, qualsiasi cosa rimpianga, non tornerà.

Si intravedono vecchi signori con la testa tra le mani, il sipario si alza ed è il crollo finale, le fiamme l'estasi l'annientamento. Una luce accecante spalanca il paradiso del Walhalla e vedi lacrime sui volti raggrinziti; giorni di inferno e di tormento e poi il tema finale è di una tale dolcezza da scioglierti e annichilirti, per alcuni sarà l'ultimo festival, il Crepuscolo degli dei termina alle 22,40 e quando si esce, più di mezza ora dopo la gente è ancora dentro a scorticarsi le mani. Franz Liszt diceva : " non riesco a dire nulla di quest'opera meravigliosa, essa rende muto chi ne è colpito profondamente".

(fine)

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Circa l'"antisemitismo" di Wagner so per certo che in Israele la sua musica è invisa ed il compositore stesso odiato. Solo il grande Daniel Barenboim ebbe il coraggio di eseguirlo a Tel Aviv.

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Io ho la Tetralogia diretta da W. Furtwangler, dal vivo, dal Teatro alla Scala: 1950. Possiamo considerarlo un Must?

Ebbene SI'!!

A me sembra anche meglio di quella famosa con la RAI (di cui ho sentito solo il finale dell'Oro del Reno ed è per me inferiore, anche se l'audio rende meglio).

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E' da un po' di tempo (a dire il vero parecchio) che penso di cominciare ad ascoltare questo compositore. Probabilmente la domanda è stata già fatta da altri, ma con cosa mi consigliereste di iniziare?

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E' da un po' di tempo (a dire il vero parecchio) che penso di cominciare ad ascoltare questo compositore. Probabilmente la domanda è stata già fatta da altri, ma con cosa mi consigliereste di iniziare?

il mio consiglio è quello di accostarti con le quattro opere, anche definite "der Ring des Nibelungen".

per gli esecutori........ è una decisione legata alle proprie "simpatie",che comunque con il tempo potrai integrare

con altre esecuzioni.

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Guest Lenny

Beh oddio, kraus, iniziare subito con il Ring potrebbe stendere anche un grizzly. Io direi di andare per gradi, come ho fatto io: potresti inizare con l'Olandese (Klemperer, Bohm o Dorati), per proseguire con Lohengrin (Kubelik, Solti o Kempe) e Tannhauser (Solti). Poi Tristan (Karajan o Bohm) e Meistersinger (Solti o Kubelik) e infine il Ring (Solti, ma non escluderei alcune di prove di Karajan e Bohm). Il Parsifal lo lascerei per ultimo (Solti o Kubelik).

Vuoi tutto e subito? Questo è un buon compromesso:

516pur8oNWL._AA300_.jpg

Da integrare per Parsifal e Meistersinger.

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Guest zeitnote

Alle segnalazioni d'ordinanza fatte da Lenny aggiungerei l'Olandese di Sinopoli:

0028943777827.jpg

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Grazie a tutti e tre per i consigli smile.gif Penso di poter cominciare con l'Olandese volante (che tra l'altro ho già, ma ho ascoltato solo distrattamente pur ricavandone impressioni positive)... Proprio ieri ho trovato quella che sembra essere un'ottima edizione del Tristano e Isotta - almeno a giudicare dal cast -, ma da quel che ho compreso è ancora un po' presto per affrontarlo.

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Circa l'"antisemitismo" di Wagner so per certo che in Israele la sua musica è invisa ed il compositore stesso odiato. Solo il grande Daniel Barenboim ebbe il coraggio di eseguirlo a Tel Aviv.

Se Wagner fosse sopravvissuto fino alla fine della seconda guerra mondiale l'avrebbero sicuramente processato a Norimberga. Che beffa per un uomo che a quella città ha dedicato uno dei massimi monumenti musicali! E che vergogna per un popolo che vuol farsi passare per "eletto" (ma da chi?)! :thumbsdown_anim:

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E' da un po' di tempo (a dire il vero parecchio) che penso di cominciare ad ascoltare questo compositore. Probabilmente la domanda è stata già fatta da altri, ma con cosa mi consigliereste di iniziare?

La prima opera che ascoltai integralmente fu "L'Oro del Reno" nell'edizione di Karajan DG. Posso dirlo? Fui letteralmente travolto dal Reno e tutt'ora credo di esserne imbevuto...

In alternativa credo che Tannhauser e Lohengrin rappresentino un buon "compromesso" tra il Wagner della prima e seconda maniera. In esse, seppur in dimensioni inferiori che nell'Olandese volante, si trova ancora qualche influenza italiana e francese, ma al tempo stesso si ha già tutta la misura del genio wagneriano.

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Guest Lenny

Se Wagner fosse sopravvissuto fino alla fine della seconda guerra mondiale l'avrebbero sicuramente processato a Norimberga. Che beffa per un uomo che a quella città ha dedicato uno dei massimi monumenti musicali! E che vergogna per un popolo che vuol farsi passare per "eletto" (ma da chi?)! :thumbsdown_anim:

Mah...il fatto che Wagner non venga eseguito in Israele è del tutto comprensibile. La musica di Wagner guidava ai forni donne e bambini e, ad Auschwitz, la banda di prigionieri che accompagnava le impiccagioni pubbliche suonava il preludio dei Maestri Cantori. Non è colpa quindi del compositore (che era però, un furioso antisemita, è bene ricordarlo), nè tanto perché quelle musiche siano state usate politicamente dopo, ma perché alcuni le hanno ascoltate "durante", nei lager, tra violenze e massacri, dove si usavano come sottofondo, da parte di quei pochissimi che da lì sono tornati e molti dei quali ormai vivono appunto in Israele (tra cui molti musicisti della Israel Philharmonic). E' così che la pensano in molti, anche ebrei delle nuove generazioni, anche amanti di Wagner. Finché anche uno soltanto di quanti le hanno udite in quei luoghi sarà ancora in vita, non è certamente giusto fargliele ascoltare nuovamente. E' anche questione di tempi, forse ancora non maturi. Credo che un popolo che non voglia ascoltare Wagner per cio' che la sua musica ha significato per esso e per gli strazianti ricordi collettivi che puo'scatenare, meriti un rispetto immenso, piu' grande di Wagner stesso.

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Mah...il fatto che Wagner non venga eseguito in Israele è del tutto comprensibile. La musica di Wagner guidava ai forni donne e bambini e, ad Auschwitz, la banda di prigionieri che accompagnava le impiccagioni pubbliche suonava il preludio dei Maestri Cantori. Non è colpa quindi del compositore (che era però, un furioso antisemita, è bene ricordarlo), nè tanto perché quelle musiche siano state usate politicamente dopo, ma perché alcuni le hanno ascoltate "durante", nei lager, tra violenze e massacri, dove si usavano come sottofondo, da parte di quei pochissimi che da lì sono tornati e molti dei quali ormai vivono appunto in Israele (tra cui molti musicisti della Israel Philharmonic). E' così che la pensano in molti, anche ebrei delle nuove generazioni, anche amanti di Wagner. Finché anche uno soltanto di quanti le hanno udite in quei luoghi sarà ancora in vita, non è certamente giusto fargliele ascoltare nuovamente. E' anche questione di tempi, forse ancora non maturi. Credo che un popolo che non voglia ascoltare Wagner per cio' che la sua musica ha significato per esso e per gli strazianti ricordi collettivi che puo'scatenare, meriti un rispetto immenso, piu' grande di Wagner stesso.

Giuste considerazioni, ma temo che questo "odio" per la sua musica non si spegnerà mai e anzi sarà tramandata di padre in figlio per l'eternità. Non vedo speranze ne future ipotetiche aperture per la musica di Wagner in quella nazione.

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