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bwv1080

La composizione più noiosa

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:blink: :blink: Mah... Per me sono capolavori: fantasiosi, ben scritti, congegniati con una severità ed insieme un'inventiva uniche e gli strumenti vengono usati sempre al 100% delle loro potenzialità tecniche e timbriche.

Ecco, lo hai detto. E' proprio così. Cosa porterei sull'isola deserta? I quartetti di Bartok :thumbsup_still:

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Comunque tutto da Madiel mi sarei aspettato, tranne un poco gradimento per i quartetti bartokiani. Credevo fossero tra le sue musiche preferite...

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È una sensazione che trovo anch'io, a volte mi capita di non sentire alcun'emozione. Però mi concentro sui procedimenti strutturali, che spesso trovo molto interessanti.

Ben detto. E' musica molto "da scrivere", e poco "da ascoltare".

Il gesto estetico sta quasi tutto nel suo concepimento e molto poco nell'esecuzione/fruizione.

Sono considerazioni che hanno un fondamento di verità, almeno per quanto riguarda l'estetica dominante degli anni '50 e fino a buona parte degli anni '70.

La parola "espressivo" in molti autori (non in tutti ovviamente) era tabù. La ricerca dopo Darmstadt, il serialismo e l'alea, si volge al suono-rumore, al bruitismo. Uno dei principali esponenti è Helmut Lachenmann, compositore che parte da un'estetica nichilista, che lo ha portato però oggi alla riscoperta attraverso il suono-rumore di una rinnovata espressività (soprattutto considerando il punto da cui era partito). Negli anni '80 c'è un ritorno al suono espressivo e anche a un certo lirismo, naturalmente non con le forme e le tecniche del passato. Basti vedere i concerti di Ligeti o autori materici come Wolfgang Rihm. C'è anche una nuova dimensione armonica, soprattutto nella scuola spettrale (Grisey, Murail). Fino al postmodernismo di oggi in cui si annulla quasi ogni coscienza storica.

Eppure... forse che non si possa dire una cosa simile dell'Arte dell Fuga di Bach? Non è forse musica "da leggere"? Non si sfiora a volte il giochino da settimana enigmistica?

Ma questi eccessi di "analiticità", a volte non possono essere così arditi e insieme perfetti, da creare arte, espressione, emozione? Non è forse solo un problema di complessità della fruizione?

Secondo me si chiama semplicemente illuminismo, a cui si contrappone tanto il gusto barocco con gli affetti quanto l'inizio dell'era romantica con la scuola di Mannheim, Mozart e Haydn. Ovvio che c'è un diverso atteggiamento nei confronti della speculazione e dell'espressività. Ma non si può riunire la musica "espressiva" di secoli diversi e contrapporla una non meglio precisata categoria di musica "razionale" senza un grande sforzo filosofico-speculativo! :laughingsmiley:

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ma in poche parole che musica si scrive oggi?

la tonalità è fallita, darmstadt pure, le avanguardie varie hanno fatto il loro tempo.

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In reazione allo snobismo darmstadiano, è nato da tempo un forte movimento neoromantico (Leyendecker, Schmidt-Kowalski, Schwarz-Schilling...) che ha seguaci perfino in Italia (Tutino, Ferrero, Rendine...). Il tutto con alterne risultanze.

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Sono considerazioni che hanno un fondamento di verità, almeno per quanto riguarda l'estetica dominante degli anni '50 e fino a buona parte degli anni '70.

La parola "espressivo" in molti autori (non in tutti ovviamente) era tabù. La ricerca dopo Darmstadt, il serialismo e l'alea, si volge al suono-rumore, al bruitismo...

Ma infatti per me il punto non è che è musica inespressiva. E' musica "fin troppo" espressiva, perchè esprime il disagio che l'abbandono totale delle consonanze del sistema tonale necessariamente comporta. Il bello del sistema tonale è che può esprimere una vasta gamma di sensazioni. E le dissonanze svolgono una parte importante in questo meccanismo. Se si dispongono i suoni ignorando o negando di proposito tutti rapporti tra le altezze definiti dal sistema tonale, non si ha musica "neutra". Si una musica che esprime solo un "sentimento", o al massimo varie sfumature all'interno di quel sentimento: il disagio insito nella non-consonanza.

Son discorsi più da thread sui "bisogni dell'orecchio", che mi devo decidere a leggere.

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Le parrà strano, ma a me invece piace molto. Sarà per il caleidoscopio timbrico...

:blink: :blink: Mah... Per me sono capolavori: fantasiosi, ben scritti, congegniati con una severità ed insieme un'inventiva uniche e gli strumenti vengono usati sempre al 100% delle loro potenzialità tecniche e timbriche.

beh, rag. Pollini, il topic è sulla noiosità delle cosidette grandi opere, non sul giudizio di merito delle medesime. Quando sono pacchi inascoltabili c'è poco da fare....

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Interessante anche la maniera che alcuni compositori contemporanei hanno di approcciarsi alle critiche, anche le meno importanti.

Vedere per credere.

Credeva di essere anonimo, e non s'è accorto d'aver lasciato l'indirizzo email in chiaro.

LOLLLISSSIMO!

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c'è una pizzeria a napoli che si chiama Tutino.

Ferrero invece mi fa venir voglia di cioccolata.

...e in entrambi i casi è musica indigesta :worried_anim:

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Madiel ti prego guarda cos'ha scritto quello (non faccio il nome, ho paura che venga a ringhiare pure qui).

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Comunque tutto da Madiel mi sarei aspettato, tranne un poco gradimento per i quartetti bartokiani. Credevo fossero tra le sue musiche preferite...

io non vado pazzo per Bartok.

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ma in poche parole che musica si scrive oggi?

la tonalità è fallita, darmstadt pure, le avanguardie varie hanno fatto il loro tempo.

Ha fatto il suo tempo anche Wagner. Del resto il gusto cambia, passano le mode. Poi ovviamente ciascuno ascolta ciò che gli pare, ma non si può ignorare che l'estetica, così come il gusto, sono cambiati. Non si può certo leggere la musica di oggi con l'estetica di Hanslick, anche se l'operazione è terribilmente postmoderna :thumbsup_still:

Oggi ci sono diverse tendenze riconoscibili e definibili secondo parametri geografici, a Parigi si scrive in modo estremamente accademico più o meno legato alle avanguardie, ad Amsterdam si scrive molto più liberamente, i compositori inglesi hanno un gusto molto diverso da quelli tedeschi. Gli austriaci sono più eclettici e contaminati con il jazz, Riceve sempre più consenso la musica dei compositori cinesi e sudamericani. Spulciando fra le radio europee in rete si può ascoltare qualcosa. Anche la nostra Radio3 trasmette ogni tanto ascolti sulla musica d'oggi.

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Aggiungerei che a Reggio Emilia, nella casa del sottoscritto, si 'compongono' ad orecchio taroccamenti di Mozart, Gabrieli, Bach e Schumann. Astenersi deboli d'orecchie e di stomaco...

beh, rag. Pollini, il topic è sulla noiosità delle cosidette grandi opere, non sul giudizio di merito delle medesime. Quando sono pacchi inascoltabili c'è poco da fare....

Pacchi inascoltabili?!? Io vado ai concorsi Quartettistici solo per ascoltare i Quartetti di Bartók e gli ultimi di Beethoven! Certo, serve anche un grande Quartetto, sennò diventano veramente dei guazzabugli senza capo né coda, ma è grande Musica ed oltretutto è piena di innovazioni e di ricerca, al punto che molti testi di Musica avanzata li usano come sintesi esemplare della Musica da Camera del XX Secolo (utilizzo contemporaneo di sezioni diatoniche, microtonali e cromatiche a struttura panmodale o persino atonale, uso di ogni tecnica possibile sugli strumenti ad arco, raffinate microstrutture contrappuntistiche come pure macrostrutture estese all'intero quartetto, monotematismo per più movimenti), nonché come probabile vertice dei Quartetti per archi del XX Secolo.

Le consiglio un riascolto, quel 'pacco inascoltabile' penso sia solo un'opinione soggettiva. Semmai può dire che non le piacciono, anche a me tanta Musica del XX Secolo non piace ma non per questo la definisco 'pacco inascoltabile' o 'composta a casaccio'. Vabbé, a volte lo penso, ma a freddo poi mi limito a lasciarla ad altri, comunque anche quelli del '900 sono Compositori con la 'C' maiuscola. Magari altri potranno poi impazzire per Berio e Stockhausen e trovare Bach arido e Gabrieli un Compositore da banda, poi a freddo converranno che si tratta di grandi Compositori.

La Musica Classica è sempre Grande Musica, se una certa parte della stessa non piace basta non ascoltarla. E se si vuol fare qualche critica, tenere sempre il cappello in mano e fare l'inchino al Compositore di turno, sia esso Bach o l'ultimo Compositore sconosciuto della Grande Tradizione Musicale Europea.

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Aggiungerei che a Reggio Emilia, nella casa del sottoscritto, si 'compongono' ad orecchio taroccamenti di Mozart, Gabrieli, Bach e Schumann. Astenersi deboli d'orecchie e di stomaco...

Pacchi inascoltabili?!? Io vado ai concorsi Quartettistici solo per ascoltare i Quartetti di Bartók e gli ultimi di Beethoven! Certo, serve anche un grande Quartetto, sennò diventano veramente dei guazzabugli senza capo né coda, ma è grande Musica ed oltretutto è piena di innovazioni e di ricerca, al punto che molti testi di Musica avanzata li usano come sintesi esemplare della Musica da Camera del XX Secolo (utilizzo contemporaneo di sezioni diatoniche, microtonali e cromatiche a struttura panmodale o persino atonale, uso di ogni tecnica possibile sugli strumenti ad arco, raffinate microstrutture contrappuntistiche come pure macrostrutture estese all'intero quartetto, monotematismo per più movimenti), nonché come probabilevertice dei Quartetti per archi del XX Secolo.

Le consiglio un riascolto, quel 'pacco inascoltabile' penso sia solo un'opinione soggettiva. Semmai può dire che non le piacciono, anche a me tanta Musica del XX Secolo non piace ma non per questo la definisco 'pacco inascoltabile' o 'composta a casaccio'. Vabbé, a volte lo penso, ma a freddo poi mi limito a lasciarla ad altri, comunque anche quelli del '900 sono Compositori con la 'C' maiuscola. Magari altri potranno poi impazzire per Berio e Stockhausen e trovare Bach arido e Gabrieli un Compositore da banda, poi a freddo converranno che si tratta di grandi Compositori.

La Musica Classica è sempre Grande Musica, se una certa parte della stessa non piace basta non ascoltarla. E se si vuol fare qualche critica, tenere sempre il cappello in mano e fare l'inchino al Compositore di turno, sia esso Bach o l'ultimo Compositore sconosciuto della Grande Tradizione Musicale Europea.

troppe pippe mentali sul rispetto, dovremmo tornare ad insultarci come nei secoli passati.

handel_12.jpg

pergolessi1.jpg

(pergolesi a cui viene tirato qualcosa in testa dal pubblico)

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troppe pippe mentali sul rispetto, dovremmo tornare ad insultarci come nei secoli passati.

concordo. Tenendo anche presente che il rag. Pollini non ha capito un ficus di quel che ho scritto (o meglio, il vero senso). E vabbè, l'importante è che ci sia la vulgata.

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La Musica Classica è sempre Grande Musica, se una certa parte della stessa non piace basta non ascoltarla. E se si vuol fare qualche critica, tenere sempre il cappello in mano e fare l'inchino al Compositore di turno, sia esso Bach o l'ultimo Compositore sconosciuto della Grande Tradizione Musicale Europea.

le lascio ben volentieri l'incombenza. Guardi, le do pure il cappello in prestito: :hi:

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Altri pugni nello stomaco ed anestetici per le orcchie o lassativi:

Schcksalslied, Op.54 di Brahms (anestetico)

Divertimento, Sz 113 di Bartok (pungo nello stomaco)

Taras Bulba di Janáček (lassativo)

Ammazza ma proprio Schicksalied che è un capolavoro dovevi nominare?

-----

Ad ogni modo ragazzi, ho letto un po gli interventi, peraltro nel solco di cose già dette e ripetute, però ho limpressione che tanti di voi cadano, alquanto paradossalmente per un forum di musica classica, nella vecchia e dannosa concezione, in gran parte di marca italiana, che in fondo la musica, nel più vasto dominio della Cultura, sia nulla più di un passatempo. Cerco di spiegarmi meglio: in ambito culturale si considera generalmente deplorevole non aver studiato o non conoscere Dante, Petrarca, Manzoni oppure Dostoevskij o Kafka o Mann e tutti quegli altri autori definiti classici o fondamentali. Indipendentemente dal fatto se siano di facile o difficile fruizione, se richiedano tempo o meno, vengono comunque percepiti come dovere, come obbligo di certo non imposto (non parlo di Pubblica Istruzione) ma quasi come una palestra di conoscenza, necessaria per rivelare la grandezza dei Maestri. La Musica invece sembra sembra essere un terreno libero dove il gusto personale o il capriccio divengono regola di giudizio, per giunta insindacabile. Il pericolo, seconodo me, è quello di un vero e proprio attentato alla elaborazione estetica del soggetto, con il risultato che qualsiasi musica chiassosa e mediocre (penso a tanti americani) per la sola capacità di essere facile, poco impegnativa, di catturare subito le orecchie, viene considerata superiore al pipposo (?) e non-ascoltabile (?) Brahms, a Schumann, ai quartetti di Bartok o a quelli di Beethoven. Insomma a sto punto perchè non darsi al pop-rock e riconciliarsi con la cultura italiota del presente? :o

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Comunque lo scambio tra composer e bryland è veramente succoso.

ma di fatto siamo d'accordo... ci stiamo solo puntualizzando a vicenda :laughingsmiley:

per me son belli gli scambi di gente che bisticcia e fa sgorgare il sangue :laughingsmiley:

lo so sono un tamarro

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Ad ogni modo ragazzi, ho letto un po’ gli interventi, peraltro nel solco di cose già dette e ripetute, però ho l’impressione che tanti di voi cadano, alquanto paradossalmente per un forum di musica classica, nella vecchia e dannosa concezione, in gran parte di marca italiana, che in fondo la musica, nel più vasto dominio della Cultura, sia nulla più di un passatempo. Cerco di spiegarmi meglio: in ambito culturale si considera generalmente deplorevole non aver studiato o non conoscere Dante, Petrarca, Manzoni oppure Dostoevskij o Kafka o Mann e tutti quegli altri autori definiti classici o fondamentali. Indipendentemente dal fatto se siano di facile o difficile fruizione, se richiedano tempo o meno, vengono comunque percepiti come “dovere”, come obbligo di certo non imposto (non parlo di Pubblica Istruzione) ma quasi come una palestra di conoscenza, necessaria per rivelare la grandezza dei Maestri. La Musica invece sembra sembra essere un terreno libero dove il gusto personale o il capriccio divengono regola di giudizio, per giunta insindacabile. Il pericolo, seconodo me, è quello di un vero e proprio attentato alla elaborazione estetica del soggetto, con il risultato che qualsiasi musica chiassosa e mediocre (penso a tanti americani) per la sola capacità di essere facile, poco impegnativa, di catturare subito le orecchie, viene considerata superiore al pipposo (?) e non-ascoltabile (?) Brahms, a Schumann, ai quartetti di Bartok o a quelli di Beethoven. Insomma a ‘sto punto perchè non darsi al pop-rock e riconciliarsi con la cultura italiota del presente? :o

Concordo pienamente.

Leggere certe cose in un forum che si occupa solo di musica classica è davvero paradossale.

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Guest zeitnote

Ammazza ma proprio Schicksalied che è un capolavoro dovevi nominare?

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Sai com'è, quando è guerra è guerra. :D Non c'è nulla da fare quando la metto su, anche in edizioni pregievoli come quella di Sinopoli, mi addormento. Forse ha un suo pregio questa qualità soporifera, ma di fatto m'impedisce di apprezzarlo come capolavoro.

Ad ogni modo ragazzi, ho letto un po’ gli interventi, peraltro nel solco di cose già dette e ripetute, però ho l’impressione che tanti di voi cadano, alquanto paradossalmente per un forum di musica classica, nella vecchia e dannosa concezione, in gran parte di marca italiana, che in fondo la musica, nel più vasto dominio della Cultura, sia nulla più di un passatempo. Cerco di spiegarmi meglio: in ambito culturale si considera generalmente deplorevole non aver studiato o non conoscere Dante, Petrarca, Manzoni oppure Dostoevskij o Kafka o Mann e tutti quegli altri autori definiti classici o fondamentali. Indipendentemente dal fatto se siano di facile o difficile fruizione, se richiedano tempo o meno, vengono comunque percepiti come “dovere”, come obbligo di certo non imposto (non parlo di Pubblica Istruzione) ma quasi come una palestra di conoscenza, necessaria per rivelare la grandezza dei Maestri. La Musica invece sembra sembra essere un terreno libero dove il gusto personale o il capriccio divengono regola di giudizio, per giunta insindacabile. Il pericolo, seconodo me, è quello di un vero e proprio attentato alla elaborazione estetica del soggetto, con il risultato che qualsiasi musica chiassosa e mediocre (penso a tanti americani) per la sola capacità di essere facile, poco impegnativa, di catturare subito le orecchie, viene considerata superiore al pipposo (?) e non-ascoltabile (?) Brahms, a Schumann, ai quartetti di Bartok o a quelli di Beethoven. Insomma a ‘sto punto perchè non darsi al pop-rock e riconciliarsi con la cultura italiota del presente? :o

Mah, mi pare un discorso un po' sommario, se permetti. Conoscere, onorare e rispettare i classici non vieta esprimere giudizi anche caustici sugli stessi. In letteratura, come in pittura, come anche in musica. Non potrei mai negare l'importanza del Manzoni per l'evoluzione della nostra storia linguistica e letteraria, ma io la sua pruderie etico-morale o il suo stile pedante e petulante, non lo reggo lo stesso, senza sentirmi né in colpa, né uno zoticone culturale per questa mia idiosincrasia.

L'espressione "MUSICA CLASSICA", poi, non rappresenta un monolite compatto ed indivisibile che si accetta o si rifiuta en bloc, ma designa un luogo complesso e variegato dove l'attività del giudizio non può essere certo umiliata o svilita in nome di una riverenza muta e acritica. Leviamoci il capello sì, ma rumorosamente, mi verrebbe da dire.

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Ammazza ma proprio Schicksalied che è un capolavoro dovevi nominare?

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Ad ogni modo ragazzi, ho letto un po’ gli interventi, peraltro nel solco di cose già dette e ripetute, però ho l’impressione che tanti di voi cadano, alquanto paradossalmente per un forum di musica classica, nella vecchia e dannosa concezione, in gran parte di marca italiana, che in fondo la musica, nel più vasto dominio della Cultura, sia nulla più di un passatempo. Cerco di spiegarmi meglio: in ambito culturale si considera generalmente deplorevole non aver studiato o non conoscere Dante, Petrarca, Manzoni oppure Dostoevskij o Kafka o Mann e tutti quegli altri autori definiti classici o fondamentali. Indipendentemente dal fatto se siano di facile o difficile fruizione, se richiedano tempo o meno, vengono comunque percepiti come “dovere”, come obbligo di certo non imposto (non parlo di Pubblica Istruzione) ma quasi come una palestra di conoscenza, necessaria per rivelare la grandezza dei Maestri. La Musica invece sembra sembra essere un terreno libero dove il gusto personale o il capriccio divengono regola di giudizio, per giunta insindacabile. Il pericolo, seconodo me, è quello di un vero e proprio attentato alla elaborazione estetica del soggetto, con il risultato che qualsiasi musica chiassosa e mediocre (penso a tanti americani) per la sola capacità di essere facile, poco impegnativa, di catturare subito le orecchie, viene considerata superiore al pipposo (?) e non-ascoltabile (?) Brahms, a Schumann, ai quartetti di Bartok o a quelli di Beethoven. Insomma a ‘sto punto perchè non darsi al pop-rock e riconciliarsi con la cultura italiota del presente? :o

conoscere non significa apprezzare. Potrei anche leggermi tutta la letteratura scritta dai greci a oggi ma per ovvie ragioni non potrei apprezzare tutto alla stessa maniera. Conoscenza e gusto personale sono due cose distinte e separate, sei tu che fai confusione.

Cosa c'entra il pop-rock lo sai solo tu.

Per farti un esempio di letteratura, in questi giorni sto leggendo Platone. Alcuni concetti interessanti ma altri che davvero non condivido e mi fanno cadere le palle.

Ora trasforma Platone in Brahms ed è la stessa cosa. Le sinfonie di Brahms saranno pure piene di spunti interessanti o rivoluzionari ma in definitiva mi fanno cadere le palle anche più di Platone quando parte con le sue pippe mentali sull'ipeuranio, il vero bello e la conoscenza.

Devo ricordarti che anche i grandi compositori di cui parli lanciavano critiche anche più dure delle nostre? E' sempre stato così. Cosa dicevano Brahms e Hanslick? Rossini su Wagner? Mozart sugli italiani? Stavinsky su Vivaldi? Tu stai creando un problema che non è problema perché non apprezzare Brahms non significa darsi automaticamente a Britney Spears, così come in letteratura è possibile apprezzare altri scrittori che non siano quelli ritenuti fondamentali.

E come disse Platone "l'uomo libero non deve imparare nulla con la costrizione", e io da uomo libero non vedo perché debba essere costretto ad apprezzare Brahms onde essere paragonato a qualche truzzo da MTV ignorante e stupido.

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Il pop-rock, ahimè, c'entra eccome, perchè chi ascolta solo pop rock non ha l'umiltà di mettersi ad ascoltare la musica classica, perchè la musica classica "gli fa cadere le palle".

Quando su questo forum leggo che un grande musicista "fa cadere le palle" vedo esattamente lo stesso atteggiamento di chi ascolta solo pop-rock.

Chi ascolta solo pop-rock va solo ed esclusivamente dove c'è qualcosa che gli piace.

L'appassionato di musica classica, personalmente, lo vedo come quello che, probabilmente dopo un periodo di apprendistato in cui ha "usato" la musica classica come fosse pop-rock, va soprattutto dove ci sono le cose che non gli piacciono, perchè non vuole perdersi niente. Gli piace scavare, soffermarsi, scoprire.

Mi pare che tutti qui vedano una forte, astiosa contrapposizione tra chi ascolta solo pop-rock e chi ascolta musica classica. In questo senso la musica classica è un corpus unico. E' un baluardo contro l'ignoranza, la stupidità, l'accidia, la superficialità, la presunzione. Tutti i difetti che vediamo in chi ascolta solo pop-rock. Ma allora dobbiamo dimostrare di essere diversi da chi ascolta solo pop-rock. Se per noi esiste solo ciò che ci piace, se tutto si riduce a un banale edonismo che macina e consuma musica solo per il piacere immediato dei cinque minuti attuali, allora siami come gli altri.

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Guest zeitnote

conoscere non significa apprezzare. Potrei anche leggermi tutta la letteratura scritta dai greci a oggi ma per ovvie ragioni non potrei apprezzare tutto alla stessa maniera. Conoscenza e gusto personale sono due cose distinte e separate, sei tu che fai confusione.

Cosa c'entra il pop-rock lo sai solo tu.

Per farti un esempio di letteratura, in questi giorni sto leggendo Platone. Alcuni concetti interessanti ma altri che davvero non condivido e mi fanno cadere le palle.

Ora trasforma Platone in Brahms ed è la stessa cosa. Le sinfonie di Brahms saranno pure piene di spunti interessanti o rivoluzionari ma in definitiva mi fanno cadere le palle anche più di Platone quando parte con le sue pippe mentali sull'ipeuranio, il vero bello e la conoscenza.

Devo ricordarti che anche i grandi compositori di cui parli lanciavano critiche anche più dure delle nostre? E' sempre stato così. Cosa dicevano Brahms e Hanslick? Rossini su Wagner? Mozart sugli italiani? Stavinsky su Vivaldi? Tu stai creando un problema che non è problema perché non apprezzare Brahms non significa darsi automaticamente a Britney Spears, così come in letteratura è possibile apprezzare altri scrittori che non siano quelli ritenuti fondamentali.

E come disse Platone "l'uomo libero non deve imparare nulla con la costrizione", e io da uomo libero non vedo perché debba essere costretto ad apprezzare Brahms onde essere paragonato a qualche truzzo da MTV ignorante e stupido.

Con linguaggio un po' più colorito hai espresso una posizione vicina alla mia del post immediatamente precedente, ma attenzione, però! Non condividere Platone non è la stessa cosa che non essere d'accordo con Vittorio Zucconi. Platone, che piaccia o no, è un caposaldo della cultura occidentale e il suo pensiero ha pesantemente influenzato il suo decorso intellettuale e non solo. Siamo di fronte un classico, insomma. Ciò significa che va conosciuto e rispettato ("far cadere le palle" è un espressione che userei più per Zucconi, che per Platone ;)), senza farci tuttavia intimidire da esso, ovvero mantenendo viva e vigile la nostra attività di interrogazione critica del testo. Il confronto coi classici non è mai chiuso una volta per tutte, essi sono sempre capaci di sorprenderci, di stimolarci, di far vacillare certezze che sembravano ormai acquisite.

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ma di fatto siamo d'accordo... ci stiamo solo puntualizzando a vicenda :laughingsmiley:

per me son belli gli scambi di gente che bisticcia e fa sgorgare il sangue :laughingsmiley:

Io non ho visto bisticci, ma tanta, tanta carne al fuoco messa ad arrostire da due persone che sanno quello che fanno. Un carne che sprigiona un profumo assai gradevole per quanto complesso.

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