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Puccini: Chi la miglior interprete?


Rinaldino

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Voglio acquistare un cd di madama butterfly e volevo sapere secondo voi qual è la versione migliore.

Per ora mi è piaciuta molto la freni...

DECCA, '74, Karajan ( Freni, Pavarotti, Ludwig). Non c'è altra edizione che le vada vicino sia per la direzione,variegatissima e piena di dettagli preziosi, che per i cantanti, tutti in gran forma e portati da Karajan a parlare un linguaggio comune.

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DECCA, '74, Karajan ( Freni, Pavarotti, Ludwig). Non c'è altra edizione che le vada vicino sia per la direzione,variegatissima e piena di dettagli preziosi, che per i cantanti, tutti in gran forma e portati da Karajan a parlare un linguaggio comune.

E per le altre opere?

Io sono totalmente a digiuno di Puccini

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  • 5 weeks later...
E per le altre opere?

Io sono totalmente a digiuno di Puccini

Per Suor Angelica ti consiglio la versione con Katia Ricciarelli, degli anni'70. La delicatezza e la vasta gamma di sfumatrure che questa cantante vantava nel momento migliore della sua carriera sono davvero idonee per questo personaggio. Anche l'orchestra diretta da Bartoletti è eccellente, particolare non trascurabile, perchè le opere di

Puccini vivono anche e soprattutto nell'orchestra.

http://pietroniopera.splinder.com/post/200...-+SUOR+ANGELICA

Ti posso dire per quanto riguarda Manon Lescaut, che mi piace molto quest'interpretazione di Gheorghiu

. Ma non so se ha inciso tutta l'opera, io non la posseggo.

Come riferimento c'è la versione con Callas e Di Stefano.

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Come riferimento c'è la versione con Callas e Di Stefano.

Concordo con Bernardo sull'Angelica della Ricciarelli, forse la sua incisione migliore.

Per Manon lescaut invece l'edizione EMI del '57 non è di riferimento perchè, malgrado l'apporto della Callas , grande fraseggiatrice, è penalizzata dagli acuti duri e fibrosi di Giuseppe Di Stefano che, alle prese con un ruolo infarcito di La naturali e sovente di taglio lirico-spinto, sostanzialmente è fuori parte.

Molto buona invece è l'edizione del '73 diretta da Bartoletti, con un Domingo al meglio delle sue risorse timbriche e una Caballè superlativa per vocalità e sapienza interpretativa.

Questa che segue è un'assai attraente Pilar Lorengar, che, in più canta anche benino:

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Questa però è valida solo per Callas e direttore.

Non provate a magnificarmi Di Stefano o, meno che mai, Gobbi, altrimenti faccio intervenire le mie truppe cammellate.

L'ho già detto più volte: Di Stefano è un Cavaradossi a corrente alternata e comunque censurabile per i cattivi acuti e le mezze voci semiafone. Inoltre sorvola su vari segni di espressione banalizzando il ruolo. Ma Di Stefano almeno aveva un timbro attraente.

Gobbi è duro nell'emissione, artificioso nel timbro e caricaturale nell'accento. Se Di Stefano banalizza il Pittor Cavaradossi, Gobbi conferisce a Scarpia una monotona brutalità. Niente sorprese, niente contrasti, tutto o quasi sopra le righe. Insomma, tutto prevedibile.

( Noi cellettiani siamo implacabili).

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C'è chi ha cercato di giustificare Gobbi e il suo ringhio continuo dicendo che in scena c'era il contrasto tra la sua maschera implacabile e imperturbabile e, appunto, quei suoni rabbiosi. Ok, ma a chi ascolta cosa può importare? Diciamo che in una parte simile Gobbi se la cava senza infastidire troppo. Di Stefano, come già abbiamo detto, sacrificò sull'altare di una scarsa professionalità la voce più bella del momento.

Comunque (sarà normale?) a me affascina sempre in modo perverso la voce ingolatissima del basso Dario Caselli, che qui (credo) fa Sciarrone. Nella Forza del Destino del 1941 fa l'Alcade (come peraltro farà nel 1954) e si percepisce un timbro decisamente bello, che appunto col tempo si ingolerà all'inverosimile.

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L'ho già detto più volte: Di Stefano è un Cavaradossi a corrente alternata e comunque censurabile per i cattivi acuti e le mezze voci semiafone. Inoltre sorvola su vari segni di espressione banalizzando il ruolo. Ma Di Stefano almeno aveva un timbro attraente.

Gobbi è duro nell'emissione, artificioso nel timbro e caricaturale nell'accento. Se Di Stefano banalizza il Pittor Cavaradossi, Gobbi conferisce a Scarpia una monotona brutalità. Niente sorprese, niente contrasti, tutto o quasi sopra le righe. Insomma, tutto prevedibile.

( Noi cellettiani siamo implacabili).

Cosa ne pensate di quest'operazione?

http://www.youtube.com/watch?v=-CpQuSByPf8

Per me Raimondi è un grandissimo, soprattutto come attore, entra nelle parti i n maniera efficacissima. Il fetente lo fa alla grande!

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Cosa ne pensate di quest'operazione?

http://www.youtube.com/watch?v=-CpQuSByPf8

In questo più recente video Raimondi è uno Scarpia dalla voce ancora timbratissima e potente ma, sostanzialmente ripete il modulo di Gobbi, configurando un "vilain" rozzo e passionale, che alza sempre la voce. Ma Scarpia è un Barone-poliziotto e del nobile ha i modi aristocratici, del poliziotto, diciamo così, una certa disincantata spietatezza.

Inoltre ha la sottile ipocrisia del cattolico di rango. Ce n'è insomma per lavorare molto su gli accenti e sulle intensità.

Raimondi, nel '79, diretto da Karajan (DG), cantò uno Scarpia interessante, che sapeva alternare un canto a fior di labbro, intriso di perfidia, a improvvise esplosioni di ira. Karajan aveva capito che Scarpia si costruisce enfatizzando i contrasti e Raimondi imparò la lezione.

http://www.youtube.com/watch?v=HxwSTMQPrl4

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In questo più recente video Raimondi è uno Scarpia dalla voce ancora timbratissima e potente ma, sostanzialmente ripete il modulo di Gobbi, configurando un "vilain" rozzo e passionale, che alza sempre la voce. Ma Scarpia è un Barone-poliziotto e del nobile ha i modi aristocratici, del poliziotto, diciamo così, una certa disincantata spietatezza.

Inoltre ha la sottile ipocrisia del cattolico di rango. Ce n'è insomma per lavorare molto su gli accenti e sulle intensità.

Raimondi, nel '79, diretto da Karajan (DG), cantò uno Scarpia interessante, che sapeva alternare un canto a fior di labbro, intriso di perfidia, a improvvise esplosioni di ira. Karajan aveva capito che Scarpia si costruisce enfatizzando i contrasti e Raimondi imparò la lezione.

http://www.youtube.com/watch?v=HxwSTMQPrl4

e tutto il resto? La realizzazione con inquadrature e scene cinematografiche? la Gheorghiu? Alagna( che a me pare proprio a' lagna!)

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Comunque sia, difetti di Gobbi a parte, credo che quella Tosca sia da avere, o almeno da sentire almeno una volta (anche perchè adesso la si trova ad un prezzo irrisorio, perchè pubblicata anche dalla brilliant, se non erro).

No, non erri.

E non erri neanche quando ne parli bene, niente di ciò che ha fatto De Sabata è irrilevante.

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No, non erri.

E non erri neanche quando ne parli bene, niente di ciò che ha fatto De Sabata è irrilevante.

Certamente. Malgrado le riserve rilevate sui protagonisti maschili, questa resta in assoluto la miglior Tosca sul piano orchestrale assieme alla prima incisa da Karajan nel '63 (RCA).

C'è effettivamente da chiedersi perchè De Sabata, in quegli anni, sia stato così poco utilizzato dalle case discografiche maggiori che gli hanno preferito direttori italiani più o meno validi ( Serafin, Votto, Gavazzeni, Erede, Capuana, ecc.) ma nessuno alla sua altezza.

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e tutto il resto? La realizzazione con inquadrature e scene cinematografiche? la Gheorghiu? Alagna( che a me pare proprio a' lagna!)

Complessivamente, Bernardo, l'operazione non mi ha convinto. Io sono istintivamente contrario alle trasformazioni cinematografiche dell'Opera lirica, perchè ne snaturano lo spirito e tengono separati, nel loro momento formativo, nel loro accadimento, il canto dalla gestualità.

Quanto agli altri protagonisti trovo vocalmente buona la Gheorghiu, mentre come attrice in certi momenti tende a una convenzionale platealità.

Alagna è inespressivo, rozzo, e vocalmente usurato.

Pappano mi sembra povero di idee e inconcludente.

Ad esemplificare lo "spirito" di questa "mise en scène" di Tosca, valga il duetto d'amore del primo atto in cui la Gheorghiu canta bene ed Alagna è stentoreo e monocorde. Canta tutto uguale e appena tenta un timido alleggerimento su "mia sirena" la voce gli "va indietro". Giunto però a "Qual occhio al mondo può star di paro..."

il canto del prode Roberto sfuma in sottofondo e il tenore diventa attore di prosa ripetendo in "parlato" ( subito imitato da Madame Angela) le frasi d'amore della premiata ditta Illica-Giacosa: immagino perchè il pubblico non ne perdesse una sillaba.

E Puccini? Che può fare il povero Maestro Giacomo, se non voltarsi e rivoltarsi...?

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Certamente. Malgrado le riserve rilevate sui protagonisti maschili, questa resta in assoluto la miglior Tosca sul piano orchestrale assieme alla prima incisa da Karajan nel '63 (RCA).

C'è effettivamente da chiedersi perchè De Sabata, in quegli anni, sia stato così poco utilizzato dalle case discografiche maggiori che gli hanno preferito direttori italiani più o meno validi ( Serafin, Votto, Gavazzeni, Erede, Capuana, ecc.) ma nessuno alla sua altezza.

Il suo Requiem di Verdi inciso in studio con la Schwarzkopf e Di Stefano esiste ancora? O è desaparecido pure lui?

Probabilmente se DeSabata fosse stato più in salute avrebbe partecipato a molte altre incisioni discografiche con la Emi. Walter Legge credeva in lui. Il problema è che i casini cardiaci li ha avuti troppo presto.

Certo, vedere di quanto credito godeva Alberto Erede presso la Decca lascia sconcertati. Oltre che un direttore soporifero, aveva anche cospicue carenze tecniche, non so se di gesto o che altro: in quel che ha registrato a volte ci sono punti in cui l'orchestra fatica ad andare a tempo, e persino insieme.

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Complessivamente, Bernardo, l'operazione non mi ha convinto. Io sono istintivamente contrario alle trasformazioni cinematografiche dell'Opera lirica, perchè ne snaturano lo spirito e tengono separati, nel loro momento formativo, nel loro accadimento, il canto dalla gestualità.

Anche io, però le opere di Puccini si prestano sicuramente più delle altre. La sua musica e la distribuzione del materiale musicale è quanto mai vicina alla futura musica da film. Credo che morricone abbia preso a piene da Puccini, così come Williams e altri "sinfonisti da film".

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Ascoltate Maria Jeritza, la Tosca preferita da Puccini. Per me è meravigliosa,, unico difetto alcuni leggerissimi errori di pronuncia. Purtroppo si tratta di una registrazione archeologica.


/>http://www.youtube.com/watch?v=D82pghRu2Ho

La pronuncia teutonica della Jeritza ( "...diedi gioieli dela Madòna al manto...") un po' infastidisce. Però la tecnica di emissione è ottima e genera suoni levigati e timbratissimi mentre il fraseggio è sobrio e pulito, come sarebbe piaciuto al Maestro.

una versione del "Vissi d'arte" che mi piace molto ( malgrado il "vibrato stretto" di alcune note) per il canto sfumatissimo e toccante,è quello di Magda Olivero che sa ricorrere, ma con la dovuta misura, anche a qualche inflessione verista.


/>http://www.youtube.com/watch?v=VaIPjW1u1TE

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La pronuncia teutonica della Jeritza ( "...diedi gioieli dela Madòna al manto...") un po' infastidisce. Però la tecnica di emissione è ottima e genera suoni levigati e timbratissimi mentre il fraseggio è sobrio e pulito, come sarebbe piaciuto al Maestro.

una versione del "Vissi d'arte" che mi piace molto ( malgrado il "vibrato stretto" di alcune note) per il canto sfumatissimo e toccante,è quello di Magda Olivero che sa ricorrere, ma con la dovuta misura, anche a qualche inflessione verista.


/>http://www.youtube.com/watch?v=VaIPjW1u1TE

La Jeritza si riteneva una creatura pucciniana: raccontò di estenuanti prove con al fianco Puccini, esigentissimo e (stranamente) pazientissimo. Probabilmente questa versione di vissi d'arte rispecchia l'idea originale.

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