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Grandezza del suono


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Guest Joachim
si, quello vecchia generazione... e perchè quella faccia perplessa??? :lol:

no, pensavo a chi può essere tanto pazzo da mettere in mano a te un 9k :D e che un kotato d'argento usato vale molto meno di 11000 euro (ma anche di 10000)... mah, misteri clodiniani :D

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no, pensavo a chi può essere tanto pazzo da mettere in mano a te un 9k :D

"lui è il gatto ed io la volpe,e siamo in società...

...di noi ti puoi fidar"

e che un kotato d'argento usato vale molto meno di 11000 euro (ma anche di 10000)... mah, misteri clodiniani :D

nuovo costa cosi'. :)

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no, pensavo a chi può essere tanto pazzo da mettere in mano a te un 9k :D e che un kotato d'argento usato vale molto meno di 11000 euro (ma anche di 10000)... mah, misteri clodiniani :D

sicuramente costano tanto ma sono dei begli strumenti...

peccato che sono un pò chiusi sulle gravi...

anche il mio spero di riuscire a farlo aprire...

beh meglio mura 9 K cmq... più facile da suonare ti darà meno problemi...

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sicuramente costano tanto ma sono dei begli strumenti...

peccato che sono un pò chiusi sulle gravi...

anche il mio spero di riuscire a farlo aprire...

Un giorno mi ringrazierai x averti consigliato kotato.

Bisogna essere perfetti x farlo suonare , io ho ancora le mie ... ma sono contento di avere un strumento difficile da avere che uno facile.

E' ovvio che se vuoi avere un suono spinto alla trevisani,kotato non fa x quel genere.

Credo che le note sono chiuse nelle gravi xche cerchi ti tirare indietro il labbro inferiore,conferma lo specchio. ;)

beh meglio mura 9 K cmq... più facile da suonare ti darà meno problemi...

Ti sbagli,è un altro flauto difficile da maneggiare....

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Il mito deve ancora nascere B)

Macché!! Il kotato è un grande strumento! A FlautoChepassione ne ho avuto la conferma anche provando quello di mozartino. Le note chiuse sono un problema del flautista con il quale tutti ci confrontiamo quotidianamente. E' ovvio che poi gli strumenti danno risposte diverse. Il kotato è difficile perché é uno strumento sensibilissimo, vale a dire che cambia molto a seconda dell'impostazione che adotti per farlo suonare. In questo é anche la sua ricchezza perché consente incredibili possibilità di ricerca del timbro. Sta poi a te decidere come suonarlo. La scala adottata dalla ditta è, in ogni caso, una delle migliori per quanto riguarda l'intonazione, che abbia mai provato. :D

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Guest Joachim

scusate, ma intervengo per dire che sul delicato concetto di 'grandezza del suono', per chiarificarlo definendolo una volta per tutte, per porre la parola fine su ogni polemica, per dissipare insomma ogni dubbio, forti anche di un solido contributo esemplificativo sonoro (nel passaggio da uno strumento in legno ad uno in oro), va assolutamente sentito griminelli nell'intervista a superquark

:rofl:

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Macché!! Il kotato è un grande strumento! A FlautoChepassione ne ho avuto la conferma anche provando quello di mozartino. Le note chiuse sono un problema del flautista con il quale tutti ci confrontiamo quotidianamente. E' ovvio che poi gli strumenti danno risposte diverse. Il kotato è difficile perché é uno strumento sensibilissimo, vale a dire che cambia molto a seconda dell'impostazione che adotti per farlo suonare. In questo é anche la sua ricchezza perché consente incredibili possibilità di ricerca del timbro. Sta poi a te decidere come suonarlo. La scala adottata dalla ditta è, in ogni caso, una delle migliori per quanto riguarda l'intonazione, che abbia mai provato. :D

Era un modo di dire,nel senso che non è conosciuto come Muramatzu,se leggi il post prima dico a mozartino che tira indietro il labbro inferiore... :) x questo le gravi sono chiuse.... ;)

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Era un modo di dire,nel senso che non è conosciuto come Muramatzu,se leggi il post prima dico a mozartino che tira indietro il labbro inferiore... :) x questo le gravi sono chiuse.... ;)

Ma lo so, clod! :D Però io sono un accanito sostenitore della piccola ditta Kotato&Fukushima! :i-m_so_happy:

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Il kotato è difficile perché é uno strumento sensibilissimo, vale a dire che cambia molto a seconda dell'impostazione che adotti per farlo suonare. In questo é anche la sua ricchezza perché consente incredibili possibilità di ricerca del timbro. Sta poi a te decidere come suonarlo. La scala adottata dalla ditta è, in ogni caso, una delle migliori per quanto riguarda l'intonazione, che abbia mai provato. :D

queste caratteristiche che hai detto io le trovo nel brannen piu di qualsiasi altro strumento.....poi non so,forse sono solo io..

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Guest Joachim
queste caratteristiche che hai detto io le trovo nel brannen piu di qualsiasi altro strumento.....poi non so,forse sono solo io..

nono, non sei solo tu :) anche se brannen devo dire rende molto meglio con altre testate, per esempio una certa mancke d'argento con boccola e caminetto in oro 14k ... (cmq in generale queste testate sono eccezionali!)

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anche se brannen devo dire rende molto meglio con altre testate, per esempio una certa mancke d'argento con boccola e caminetto in oro 14k ... (cmq in generale queste testate sono eccezionali!)

questo discorso non lo capisco. Vale a dire: come si può pensare che uno strumento sia costruito a pezzi? Io credo che un costruttore abbia una visione d'insieme dello strumento che produce e questo è un discorso interessante, da vero artigiano; se questo non é, allora un flautista può assemblare il flauto come più gli aggrada: che ne so, magari testata lafin, boccola faulisi, corpo brannen e piede muramatsu perché no? Allora nonci troviamo di fronte a una ditta che produce flauti, cioé strumenti musicali completi ma solo pezzi da assemblare. Siccome poi c'é ignoranza dal punto di vista organologico, ho visto flautisti montare una tetstata di spessore 0,38 su strumenti con tubo in 0,36, notare la maggiore robustezza di suono e non far caso alle spaventose disuguaglianze di timbro tra i registri; ho visto alle esposizioni gente impazzita per le testate, che smontava e montava il proprio flauto alla ricerca di non si sa che. O il tuo flauto ti piace, o non ti piace, o non ti piace più; è assurdo dire: 'questa testata, propria del mio flauto, non mi piace più'.

So che Pahud sul suo flauto ha montato una testata Lafin ma sono sicuro che la sua scelta risponde a esigenze sonore e organologiche precise; non solo perché 'questa mi sembra meglio'.

So anche che la ditta Haynes mette, a disposizione del cliente, diversi tipi di testata. E'la prova che lo strumento non é il prodotto di un pensiero costruttivo, vale a dire che non c'é nessuna 'filosofia' del suono dello strumento. Ecco perché io sono contrario a questa tendenza sulla quale però, le ditte, ci speculano in modo pauroso.

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Guest Joachim
questo discorso non lo capisco.

allora stefano, premesso che pahud suona un brannen con testata dana sheridan e non lafin (così mi risulta), che non c'è solo haynes (tra l'altro non sapevo...), ma anche sankyo, nagahara ('ardore', 'diligente' e 'spianato' i nomi, con le varie combinazioni e addirittura con boccole in legno/grenadilla :o) e brannen stessa fanno più di un tipo di testata per lo stesso strumento (brannen poi, come saprai, oltre che la modern e la modified, da non molto produce direttamente anche le lafin :o), e che in america c'è un commercio pauroso di testate :o (gente che suona altus o jupiter, anche in alpacca argentata, con testate williams o sheridan o goosman o lopatin o mc kenna o ... pazzi! :o) ...

... dipende, come hai detto anche tu, dalla filosofia costruttiva, muramatsu per es segue la 'tua', ogni strumento nasce e muore così, completo, altre ditte (per es queste su nominate) ne seguono un'altra (brannen-woburn, cioè la ditta, poi, guarda, vende proprio anche solo il corpo, senza la testata) ... francamente, non ci vedo niente di sbagliato in nessuna... dopodichè, ognuno fa quello che je pare (non capisco perchè te la prendi tanto), secondo il proprio gusto, le proprie esigenze e la propria (in)competenza :D

per quanto riguarda la mia :D, ripeto, trovo che le mancke (o almeno LA mancke che ha comprato una che conosco, provata su muramatsu SR e PTP e su brannen SR) siano eccezionali per intonazione (sono un po' più corte delle altre testate, e hanno il caminetto tremendamente undercuttato), per qualità di suono, per duttilità - suonano da sole, senza assolutamente alcun bisogno di spingere mai (se vi capita provate, me ne saprete parlare...) - , e che brannen non dia il meglio di sè con testate brannen (anche perchè, per dirla tutta, il meglio di brannen, parlando dell'SR, caminetti saldati, è, secondo me, rappresentato dalla meravigliosa broegger e dalla cura/qualità costruttiva artigianale)

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questo discorso non lo capisco. Vale a dire: come si può pensare che uno strumento sia costruito a pezzi? Io credo che un costruttore abbia una visione d'insieme dello strumento che produce e questo è un discorso interessante, da vero artigiano; se questo non é, allora un flautista può assemblare il flauto come più gli aggrada: che ne so, magari testata lafin, boccola faulisi, corpo brannen e piede muramatsu perché no?

Ho avuto modo di parlare lungamente con un famoso e apprezzato costruttore di testate che mi raccontava quanti anni di lavoro ci vogliono per ideare un modello che possa funzionare ed essere vincente sul mercato.

I grossi marchi di flauti non hanno la possibilità di investire così tante energie nella progettazione di una testata (i prezzi salirebbero esponenzialmente) e, stante le richieste di flautisti sempre più esigenti, preferiscono ormai vendere strumenti con testate generiche o vendere flauti che ne siano privi.

Per testate generiche non intendo pezzi di metallo dal suono osceno ... ci sono flautisti che usano testate di serie e suonano in maniera invidiabile.

Lo stesso costruttore di testate mi raccontava anche di tante richieste ricevute dai grossi marchi per avere il calco dei suoi manufatti ... richieste che, ovviamente, sono state respinte.

Io ... comunque ho preso un brannen 14 senza la testata ... ad esempio ...

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Ho avuto modo di parlare lungamente con un famoso e apprezzato costruttore di testate che mi raccontava quanti anni di lavoro ci vogliono per ideare un modello che possa funzionare ed essere vincente sul mercato.

I grossi marchi di flauti non hanno la possibilità di investire così tante energie nella progettazione di una testata (i prezzi salirebbero esponenzialmente) e, stante le richieste di flautisti sempre più esigenti, preferiscono ormai vendere strumenti con testate generiche o vendere flauti che ne siano privi.

Per testate generiche non intendo pezzi di metallo dal suono osceno ... ci sono flautisti che usano testate di serie e suonano in maniera invidiabile.

Lo stesso costruttore di testate mi raccontava anche di tante richieste ricevute dai grossi marchi per avere il calco dei suoi manufatti ... richieste che, ovviamente, sono state respinte.

Io ... comunque ho preso un brannen 14 senza la testata ... ad esempio ...

...e poi? che testata c'hai messo?

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una Faulisi 14

immagino che il costruttore con il quale hai parlato sia proprio Salvatore F.?!! :) comunque io di queste testate non ne ho sentito parlare bene, qualcuno sostiene che abbiano problemi di intonazione etc..... ne ho provato una 14 k su un brannen e non mi ha entusiasmato per nulla... mentre con la sua testata era un altra cosa... boh anche io da quasi ignorante credo che il flauto nasca con la SUA testata etc... proprio per sfruttare al massimo le caratteristiche che quel flauto offre.

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immagino che il costruttore con il quale hai parlato sia proprio Salvatore F.?!! :) comunque io di queste testate non ne ho sentito parlare bene, qualcuno sostiene che abbiano problemi di intonazione etc..... ne ho provato una 14 k su un brannen e non mi ha entusiasmato per nulla... mentre con la sua testata era un altra cosa... boh anche io da quasi ignorante credo che il flauto nasca con la SUA testata etc... proprio per sfruttare al massimo le caratteristiche che quel flauto offre.

Non c'è mai una regola ... io credo che ognuno debba provare tutto il possibile per fare la scelta che gli sia più congeniale. Alcuni poi suonano benissimo con qualsiasi tubo che abbia l'aspetto di un flauto.

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Non c'è mai una regola ... io credo che ognuno debba provare tutto il possibile per fare la scelta che gli sia più congeniale. Alcuni poi suonano benissimo con qualsiasi tubo che abbia l'aspetto di un flauto.

Quoto!

E poi... se dobbiamo guardare l'organologia, il discorso del flauto "tutto d'un pezzo" poteva aver senso tanto tempo addietro quando era davvero ricavato da un unico pezzo di legno. :ninja:

Quando fu introdotto lo smembramento in più pezzi per migliorare l'intonazione, la trasportabilità, la possibilità di cambiare SOLO quel che effettivamente si rompe.. le cose sono cambiate ovviamente.

E poi non siamo di certo gli unici "fiati" ad "assemblare": pensiamo ai bocchini in cristallo per clarinetti, o quelli per sax... insomma ci mettono poco loro a unire "pezzi diversi". ;)

Guardate qui che si sono inventati per gli ottoni:

kellymouth.jpg

Però una bella testata blu trasparente sarebbe davvero spettacolare! :o ..così vedo dove si deposita la saliva! :ph34r::ph34r:

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