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Eduard Hanslick

François Couperin

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Ultimamente mi sto interessando a questo autore.

Intanto medito seriamente di accaparrarmi questo

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Ne leggo bene in giro. Immagino sia suonato col clavicembalo (o arpicordo).

Inoltre volevo far notare come questo adorabile e celeberrimo brano non riesca a trovare una sua "pace ritmica" definitiva. Ognuno lo suona un po' come vuole.

http://www.youtube.com/watch?v=UZXzuIsxb64

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Guest zeitnote

Christophe Rousset ha fissato in disco alcune esecuzioni di riferimento del grande musicista di corte d'Oltralpe:

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Fulgido esempio di come stile italiano e stile francese possano convivere "in armonia".

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Farei una domandina a chi ne sa più di me in quanto a clavicembalisti odierni: se dovessi mettermi in testa (e me lo sono messo in testa eccome :laughingsmiley: ) di comprare l'integrale dei Pièces de clavecin, in quale registrazione sarebbe meglio investire il capital?

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Io ho un cd Apex con alcuni brani suonati da Baumont, non so se vengono da una qualche integrale. Personalmente è musica che non mi interessa granchè, quel cd mi basta e avanza.

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Non ho ancora affrontato l'importante opera per clavicembalo di Couprin: ho molto apprezzato invece i Concerts Royaux e Les Nations.

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Fondamentale, direi questo:

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Sono quattro suite di danze molto eleganti, non distanti dalla forma tradizionale, precedute da preludi al contrario molto liberi nella composizione. L'organico strumentale non è indicato dall'autore, ma può essere dedotto dai nomi dei virtuosi che partecipavano ai pomeriggi reali. Savall riesce a mantenere e a trasmettere lo spirito di ogni breve frammento, mostrando la consueta sensibilità per i tempi, conferendogli, con la pacatezza che gli conosciamo, il giusto respiro, mantenendone sempre quella leggera tensione che tiene vivo e interessante l'ascolto. Ottimo l'audio e curatissima la veste editoriale, come da tradizione Alia Vox.

Il compact è stato registrato nell'abbazia benedettina di Saint-Michel en Tiérache. L'Abbazia, supportata dal dipartimento dell'Aisne, dà vita ogni anno tra giugno e luglio ad un importante festival di musica barocca (http://www.abbaye-saintmichel.com/festival.html), che vede Jordi Savall tra gli ospiti più assidui, oltre ad altri grandi interpreti di questo repertorio. Detto tra le righe, si fa fatica ad immaginare altrettante vitali attività in Italia, dove i fondi per la cultura e gli enti locali vengono costantemente tagliati.

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Altro ottimo CD dedicato a Couperin, a mio parere, è questo:

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Incisione della MIRARE (gruppo Harmonia Mundi) di alcune opere di rara esecuzione di François Couperin, affidate a Philippe Pierlot in quartetto con Emmanuel Balssa (viola da gamba), Eduardo Egüez (tiorba e chitarra) e Pierre Hantaï (clavicembalo). Vale la pena di citare tutti gli interpreti perchè è raro ascoltare un ensemble così raffinato ed equilibrato. Il compact comprende le due suite che compongono i Pieces de violes avec la basse chifrée pubblicati nel 1728, tra gli ultimi lavori di Couperin, cui si aggiungono due concerti i cui numeri sono trascrizioni, alcune dello stesso Pierlot, di brani tratti dai livres de clavecin. Lettura energica, forte e sottilmente violenta, capace di riempire di vita una musica altrimenti ristretta negli stereotipi di grazia ed eleganza.

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On 2/9/2011 at 11:42, ~Conte Rofrano~ dice:

Farei una domandina a chi ne sa più di me in quanto a clavicembalisti odierni: se dovessi mettermi in testa (e me lo sono messo in testa eccome :laughingsmiley: ) di comprare l'integrale dei Pièces de clavecin, in quale registrazione sarebbe meglio investire il capital?

L'integrale dell'opera clavicembalistica di Francois Couperin incisa da Christoph Rousset è fuori catalogo (io ho trovato solo un doppio CD con una selezione di brani) , ma è in corso d'opera una integrale da parte di Davitt Moroney per l'etichetta americana Plectra, siamo arrivati al terzo libro dei 'pieces' (su un totale di quattro) ..... io la trovo molto ben riuscita, realizzata su strumenti dal suono magnifico e registrata in modo impeccabile  :   per adesso la mia edizione (integrale) di riferimento è quella ,oltretutto molto economica, di Olivier Baumont (10 CD Erato/Warner).

Poi , se andiamo sui CD singoli con selezioni dai vari libri, la scelta è davvero vasta ( consiglio Skip Sempè, Pierre Hantai, e la bravissima Blandine Verlet per l'etichetta Apartè)        ---------   P.S.  Ovviamente il tutto è  IMHO  !!

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3 ore fa, vinbrulé dice:

L'integrale dell'opera clavicembalistica di Francois Couperin incisa da Christoph Rousset è fuori catalogo (io ho trovato solo un doppio CD con una selezione di brani) , ma è in corso d'opera una integrale da parte di Davitt Moroney per l'etichetta americana Plectra, siamo arrivati al terzo libro dei 'pieces' (su un totale di quattro) ..... io la trovo molto ben riuscita, realizzata su strumenti dal suono magnifico e registrata in modo impeccabile  :   per adesso la mia edizione (integrale) di riferimento è quella ,oltretutto molto economica, di Olivier Baumont (10 CD Erato/Warner).

Poi , se andiamo sui CD singoli con selezioni dai vari libri, la scelta è davvero vasta ( consiglio Skip Sempè, Pierre Hantai, e la bravissima Blandine Verlet per l'etichetta Apartè)        ---------   P.S.  Ovviamente il tutto è  IMHO  !!

Grazie per i suggerimenti, condivisibili. E benvenuto.
Ti invito però a presentarti nel thread deputato. :cat_evil:

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Forse non si tratta di un intervento gradito ai cembalisti e a chi preferisce, in generale, le registrazioni con strumenti d'epoca, ma devo ammettere che il Couperin di Marcelle Meyer mi intriga e non poco. Oltre a lei e a Sokolov c'è qualche altro pianista che si è dedicato con una certa attenzione a questo repertorio?

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Ospite
13 minuti fa, Michel dice:

Forse non si tratta di un intervento gradito ai cembalisti e a chi preferisce, in generale, le registrazioni con strumenti d'epoca, ma devo ammettere che il Couperin di Marcelle Meyer mi intriga e non poco. Oltre a lei e a Sokolov c'è qualche altro pianista che si è dedicato con una certa attenzione a questo repertorio?

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Questo è un bel disco.

Poi c’è l’onmisuonatrice Hewitt

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46 minuti fa, zeitnote dice:

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Questo è un bel disco.

Poi c’è l’onmisuonatrice Hewitt

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Non conoscevo questo Iddo Bar-Shaï, meglio recuperare. Grazie, @zeitnote

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1 ora fa, Michel dice:

Forse non si tratta di un intervento gradito ai cembalisti e a chi preferisce, in generale, le registrazioni con strumenti d'epoca, ma devo ammettere che il Couperin di Marcelle Meyer mi intriga e non poco. Oltre a lei e a Sokolov c'è qualche altro pianista che si è dedicato con una certa attenzione a questo repertorio?

Macchettefrega di hip, hop, cilindri a cera o musica liquida. Se le musica che ascolti ti da soddisfazione, tu goditela, no? Io sono per il superamento dello scisma, sono post-pipponista :lol:. Sarà che a una certa età non si butta via niente e io ho deciso di applicarlo anche alla musica :rofl:.

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15 minuti fa, hurdy-gurdy dice:

Macchettefrega di hip, hop, cilindri a cera o musica liquida. Se le musica che ascolti ti da soddisfazione, tu goditela, no? Io sono per il superamento dello scisma, sono post-pipponista :lol:. Sarà che a una certa età non si butta via niente e io ho deciso di applicarlo anche alla musica :rofl:.

Sì, me la godo. Ho soltanto cercato di allontanare le possibili critiche di chi non ammette l'uso del pianoforte nel repertorio barocco. :)

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17 minuti fa, Michel dice:

Sì, me la godo. Ho soltanto cercato di allontanare le possibili critiche di chi non ammette l'uso del pianoforte nel repertorio barocco. :)

Guarda, con Marcelle Meyer e Sokolov in questo repertorio sfondi una porta aperta. Ci faremo una ragione dei talebani del cembalo. Come a tavola ci sono quelli che per principio non mangiano certe prelibatezze (non mi riferisco, beninteso, a osservanze religiose per cui ho il massimo rispetto) e li guardi pensando a quello che si perdono...e alla dose in più che potrà finire nel tuo piatto :D

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24 minuti fa, giobar dice:

Guarda, con Marcelle Meyer e Sokolov in questo repertorio sfondi una porta aperta. Ci faremo una ragione dei talebani del cembalo. Come a tavola ci sono quelli che per principio non mangiano certe prelibatezze (non mi riferisco, beninteso, a osservanze religiose per cui ho il massimo rispetto) e li guardi pensando a quello che si perdono...e alla dose in più che potrà finire nel tuo piatto :D

Sì, ce ne faremo una ragione. :D

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Aggiungo che, fra i pianisti couperinisti, non è da buttar via nemmeno Alexandre Tharaud, pianista che mi piace molto e che in questo repertorio (compreso Rameau) ha una leggerezza e un'eleganza affascinanti.

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Ultimamente tutte le volte che si parla di tradizione c'è la premessa anti-hip... Se vi piace tanto il 700 in chiave romantica che senso ha la difesa preventiva? Come a volersi giustificare... Mi da tanto di quelli che amano i cinepanettoni ma siccome si vergognano hanno bisogno di spalare merda sui film impegnati. Se divertono non c'è niente di male no? L'atteggiamento di difesa è tipico delle minoranze che vanno controcorrente, mentre a me pare che la retorica dell'emozione sia viva, diffusa e prevalente... Come se la DC per legittimarsi avesse avuto bisogno di screditare i radicali, piuttosto assurdo :D ... la tradizione per definizione è sacra e immutabile, così si autoconserva e autodifende... quindi, di che vi preoccupate? -_-

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Ospite
6 ore fa, Majaniello dice:

Ultimamente tutte le volte che si parla di tradizione c'è la premessa anti-hip... Se vi piace tanto il 700 in chiave romantica che senso ha la difesa preventiva? Come a volersi giustificare... Mi da tanto di quelli che amano i cinepanettoni ma siccome si vergognano hanno bisogno di spalare merda sui film impegnati. Se divertono non c'è niente di male no? L'atteggiamento di difesa è tipico delle minoranze che vanno controcorrente, mentre a me pare che la retorica dell'emozione sia viva, diffusa e prevalente... Come se la DC per legittimarsi avesse avuto bisogno di screditare i radicali, piuttosto assurdo :D ... la tradizione per definizione è sacra e immutabile, così si autoconserva e autodifende... quindi, di che vi preoccupate? -_-

In fondo non è che una variante della logica amico/nemico, inveterato (e forse inevitabile) modus di costruzione identitaria. Io sono me, perché disprezzo te.

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2 ore fa, zeitnote dice:

In fondo non è che una variante della logica amico/nemico, inveterato (e forse inevitabile) modus di costruzione identitaria. Io sono me, perché disprezzo te.

Figurati, non è che non comprendo il meccanismo in sè, anche a me diverte impallinare i santoni, ma è chiaro che lo faccio per rappresentare con maggiore forza un punto di vista alternativo al mainstream (quantomeno a quello dominante nel contesto in cui scrivo), il mainstream invece, essendo istituzionalizzato, dovrebbe essere già forte di suo. Insomma, possibile che un paio di talebani hipparoli siano considerati così pericolosi? cosa possono i miei pipponi contro il battere all'unisono di cento cuori? :cat_lol:

Va bene, voglio rimanere in topic... non demonizzo a prescindere la musica cembalistica eseguita al piano (Bach ad esempio), faccio però notare che musiche come quelle di Couperin vivono grazie ad un campionario di effetti pensati per uno strumento in particolare... certo, trilli e mordenti si possono pure eseguire al piano, ma anche Debussy si può eseguire al cembalo, solo che le suggestioni della sua musica vanno a farsi benedire su uno strumento che non sia il pianoforte. 

Perchè allora questo gusto è duro a morire? Nessuno lo dice, ma la verità è che autori come Couperin sono noiosi per gran parte del pubblico (eccetto per voi che mi leggete), mascherarli da autori romantici è anche un modo per apprezzarli.

13 ore fa, giobar dice:

Guarda, con Marcelle Meyer e Sokolov in questo repertorio sfondi una porta aperta. Ci faremo una ragione dei talebani del cembalo. Come a tavola ci sono quelli che per principio non mangiano certe prelibatezze (non mi riferisco, beninteso, a osservanze religiose per cui ho il massimo rispetto) e li guardi pensando a quello che si perdono...e alla dose in più che potrà finire nel tuo piatto :D

giobar ma non metti in conto che certe prelibatezze magari possano non essere considerate tali da tutti i palati? parti dal presupposto che sia solo una questione di principio. Che poi il gusto si strutturi anche attraverso una certa educazione alimentare è fuori di dubbio, ma non ci vedo nulla di male, non dimentichiamo che certe indicazioni sulla carta hanno un loro senso anche in bocca: si suggerisce di bere il vino bianco sul pesce non perchè sia filologico ma perchè il bianco esalta il sapore del piatto al contrario di altre bevande che tenderebbero a coprirlo o confonderlo, poi uno è libero di berci sopra anche una cedrata e di trovare il mix prelibato, ci mancasse.

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Fare Couperin al pianoforte oggi è molto insidioso: il mordente del clavicembalo, la differenza dei registri, lo slancio che può dare alle danze, la capacità che ha di rendere i grandi gesti d'improvvisazione che questa musica porta inevitabilmente con se, non sempre, anzi quasi mai, si appalesano in interpretazioni al pianforte moderno che mi soddifano. Recentemente ho sentito questo:

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E' una buona traduzione moderna (usa uno Yamaha) dello stile antico e lo sbarbatone russo non rischia mai di appesantire il discorso guidandoci persuasivo nei meandri della polifonia astratta e speculativa di Couperin. E' pur sempre un Couperin "romantico" ma con un certo gusto. Fermo restando che io preferisco il cembalo senza ombra di dubbio. Da Hentai alla Rannou, dalla Verlet a Heiller ce ne è per tutti i gusti.

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2 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Non ho mai sentito nulla di François Couperin suonato al pianoforte, l'idea non mi dispiace e devo dire che mi state tentando... :)

Effettivamente chi è cresciuto nutrendosi di musica del periodo classico e romantico (con qualche incursione in avanti fino a Stravinsky, o indietro fino a Bach) può avere difficoltà ad avvicinarsi ad autori come i Couperin , zio e nipote, e altri dello stesso ambito.  Io questa difficoltà inizialmente l'ho sperimentata: per quanto riguarda Francois Couperin ho voluto tastare il terreno,come si suol dire, buttandomi sulle registrazioni al pianoforte di Angela Hewitt .  Mi sono piaciute, ho preso coraggio e ho cominciato a mordicchiare qua e là nelle proposte cembalistiche che il mercato offriva , anche facendomi guidare da consigli di conoscenti e da letture di recensioni ( in primis la defunta Penguin Guide to Classical Music ) ..... insomma,per farla breve, ora non riesco più ad ascoltare queste fantastiche musiche eseguite sul pianoforte !!!!

Mi sono fatto tentare recentemente dal CD citato qua sopra da Ives (ma questo Couperin è Louis , lo zio di Francois !! ).......ebbene, ho dovuto toglierlo quasi subito dal lettore e riporlo nell'apposito mobiletto dove tengo i dischi da 'recuperare' e rivalutare,se possibile,in un secondo tempo.  Ed è molto probabile che questo accada.  Rimane il fatto però che questa musica è stata concepita per il clavicembalo, su questo non ci piove.  Ci sono fortunatamente splendidi strumenti d'epoca magistralmente restaurati, o copie moderne di strumenti d'epoca, e interpreti ben preparati  che si accostano ai vari repertori con saggezza ed equilibrio. 

Comunque la Hewitt è bravissima e vale sicuramente la pena di ascoltarla (di F.Couperin ha inciso diversi cd, non uno solo,io ho il vol.3 )

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8 ore fa, Majaniello dice:

giobar ma non metti in conto che certe prelibatezze magari possano non essere considerate tali da tutti i palati? parti dal presupposto che sia solo una questione di principio. Che poi il gusto si strutturi anche attraverso una certa educazione alimentare è fuori di dubbio, ma non ci vedo nulla di male, non dimentichiamo che certe indicazioni sulla carta hanno un loro senso anche in bocca: si suggerisce di bere il vino bianco sul pesce non perchè sia filologico ma perchè il bianco esalta il sapore del piatto al contrario di altre bevande che tenderebbero a coprirlo o confonderlo, poi uno è libero di berci sopra anche una cedrata e di trovare il mix prelibato, ci mancasse.

Certo, a volte non è una questione di principio. Ma molto spesso lo è. Non ti sei mai trovato a tavola con persone che si comportano come bambini capricciosi: "questo non mi piace", "ma l'hai mai provato?", "no, perché non mi piace". Credimi, da genitore esperto ti dico che in genere i bambini sono più ragionevoli. Poi, è chiaro che su un piano generale hai ragione, ma mi chiedo che senso abbia privarsi di una bella esperienza d'ascolto in ossequio a un dogma. Sappiamo tutti che Couperin scrisse la sua musica non potendo nemmeno immaginare il suono di uno Steiway o di un Fazioli, ma su questi strumenti la sua musica "rende" altrettanto bene, in modo diverso da quello schiettamente filologico, ma "rende". E io non sono anti-hip per principio.

Quanto alla cedrata: piccolo aneddoto. Qualche anno fa, giro dell'Irlanda in auto. Tappa per mangiare in un sobborgo di Dublino. Un'insegna fa capire che c'è una piccola trattoria italiana e dopo quindici giorni di "cucina" irlandese scatta la nostalgia. Siamo una dozzina e il gentilissimo ristoratore, compaesano di uno del nostro gruppetto, ci regala gli spaghetti. Mentre attendiamo che ce li serva, un irnadese rubizzo nel tavolo a fianco consuma il suo fiero pasto: insalatona di cetrioli accompagnata da un enorme boccale di...latte! :wacko:

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