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Fryderyk Franciszek Chopin


Pollini
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Mi pare un po' strano che ancora non si sia approfondito per nulla questo compositore polacco. Partendo dal lato personale, sono rimasto affascinato dal suo utilizzo dell'armonia classica: fondamentalmente il suo 'vocabolario' armonico, pur ricchissimo, riesce sempre a rimanere fluido e naturale, non appare mai sforzato nonostante i tortuosi 'giri' accordali. Debussy soleva sostenere che la grandezza di Chopin stesse nel fatto che avesse scoperto tutta la Musica del futuro col solo utilizzo del pianoforte. Ed effettivamente spesso le sue opere danno un senso di sospensione tonale quasi impressionistica: dietro a quanto spesso giudicato come 'melenso' o 'sdolcinato' si stava già schiudendo la strada verso 'griglie' tonali sempre più ampie. Di conseguenza, penso sia giusto prendere in considerazione anche l'Arte del polacco quale parte integrante del cammino della Musica Classica europea.

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sei un pianista (leggi: bestia) U_U

:thumbsdown_anim: :thumbsdown_anim:

Ora per punizione vatti a studiare la Sonata per violoncello di Chopin :sarcastic_hand: :sarcastic_hand: !

Comunque vorrei ricordare la peculiarità di Chopin nel contesto romantico: mentre la tendenza generale era quella di dilatare l'organico e di scrivere lavori su scala sempre più vasta, il polacco operò quasi solo sul pianoforte (strumento del quale fu anche geniale didatta) e su scala talora aforistica. Insomma, il polo opposto dell'altro compositore romantico per eccellenza, Wagner. Eppure, a volte un Preludio od una Mazurka di pochi minuti (ed anche meno...) nelle sue mani riuscivano a raccogliere interi mondi, non meno di quanto si potesse fare con un'Opera lirica.

Curiosità: Chopin fu uno dei primi a sostenere che la struttura della tastiera del pianoforte fosse adatta all'esecuzione di tonalità con molte alterazioni in chiave. Non a caso, molto spesso scriveva con 3 o più alterazioni in chiave. Era anche una questione di 'affetti', però senza dubbio la grande 'ergonomicità' di molti suoi pezzi (che paiono tagliati su misura della mano) è dovuta anche a ciò.

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Curiosità: Chopin fu uno dei primi a sostenere che la struttura della tastiera del pianoforte fosse adatta all'esecuzione di tonalità con molte alterazioni in chiave. Non a caso, molto spesso scriveva con 3 o più alterazioni in chiave. Era anche una questione di 'affetti', però senza dubbio la grande 'ergonomicità' di molti suoi pezzi (che paiono tagliati su misura della mano) è dovuta anche a ciò.

Eh, ma si sa che i tasti neri son più facili da beccare di quelli bianchi!

E' di questo che si sta parlando, giusto?

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  • 1 month later...

Sono anni che tengo d'occhio questo cofano

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E non riesco a decidermi. Il fatto è che alcuni brani sono eseguiti su un pianoforte d'epoca. E io odio i brani eseguiti su un pianoforte d'epoca.

Ho l'analogo cofanetto con le sonate di Schubert ed lo trovo di buona qualità. Se non fosse che alcuni brani sono eseguiti su un pianoforte d'epoca.

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E io odio i brani eseguiti su un pianoforte d'epoca.

ti capisco, io pure!! Ho una versione del Concerto "Imperatore" di Beethoven con tutti strumenti d'epoca e fa piangere (quel pianoforte sembra quasi un clavicembalo :confused02: )...

Se non sbaglio c'è un cofanetto di Chopin suonato da Pollini in versione economica...o almeno qui a Roma

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  • 1 year later...
Guest Lenny

Non amo molto quei concerti, comunque ci sono tante validissime incisioni: Zimerman/Giulini (DG); Argerich/Dutoit (EMI); Perahia/Mehta (Sony) e quella "storica" (ma con audio precario) di Rubinstein (RCA).

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Quali sono secondo voi le esecuzioni di riferimento dei Concerti per pianoforte?

Oltre a quelle giustamente ricordate da Lenny, segnalo almeno:

per entrambi i concerti quella Arrau-Inbal, quella del tredicenne (!) Kissin con Kitaenko, quella particolarissima di Zimerman pianista e direttore di un'orchestra fatta da amici suoi e quella recentissima di Blechacz con Semkov;

per il primo concerto, almeno Pollini-Klecki e Gilels-Kondrashin.

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