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chiuso-dure/aperto-morbide ??


Pee Wee
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Di questo argomento se ne è parlato a iosa, di quando in quando. Non ho trovato una discussione organica. Se sbaglio che i mods mi spostino, previe le mie scuse.

LA regola generale è: bocchino chiuso, ance dure. Bocchino aperto, ance morbide.

Anch'io mi sono supinamente adeguato a questa regola e, dopo un bel po' di tempo, mi sono venuti alcuni dubbi.

Gli esempi famosi sono moltissimi che derogano a questa regola, ma non li starò ad indicare.

Mi sembra, però, interessante la tendenza attuale dei musicisti classici di abbinare un'ancia dura (3,5-4) ad un bocchino medio-aperto (CArbonare, Meloni)

Dopo aver suonato per molto tempo con dei Pomarico emerald e ebony 1 oppure 0, ho provato a recuperare un vecchio cristallo n. 2 (medio-chiuso) e la sorpresa è stata di trovare che da un suono stupendamente scuro e malleabile sia con ance dure, sia con ance morbide.

Da appassionato di bocchini chiusi, ora Vi pongo alcune domande:

1. avete mai provato l'accoppiata aperto/ance dure? Mi sembra che alcuni qui siano passati a questa sponda. Cosa ci trovate in più? Io trovo molto bello il suono, ma molto difficoltosa la "gestione" dello stesso. Ad es., trovo molto difficile lo staccato e suonare per molto tempo

2. medio/medio (che non mi sembra vada di moda) lo trovate così scandaloso? Dopo un po'ì di tempo, sto incominciando a rivalutarlo.

3. aperto/ance morbide. E' davvero un'accoppiata che da un suono così aperto e "sguaiato"? Per quel poco che posso capire, con alcuni accorgimenti tale accoppiata non è automatica.

4. Quanto influisce la moda su questi parametri?

Grazie per le vostre opinioni sul punto.

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Premettendo, a mio parere, che la moda influisca non poco sulle scelte dei clarinettisti, credo che ciascuno debba trovare il proprio compromesso ideale. Quando si diplomò mio padre, nel lontano 1972, usava un bocchino di cristallo aperto (Coutry 3) con ance morbidissime (1,5-2), ti assicuro che il suono è sempre stato meraviglioso: pulito, rotondo e pieno, estremamente lirico. Io uso un B45. con ance del 3 e mi trovo a meraviglia. Mi sembra evidente che sia necessario un controllo dell'imboccatura e dell'emissione maggiore, data l'estrema sensibilità dell'accoppiata, nonché cambiare l'ancia più frequentemente. Se l'ancia è buona e la sua posizione corretta il suono non esce sguaiato. Ho provato la coppia aperto/dure per tutta la vita ma senza alcun esito anche dopo parecchio allenamento. Non fa per me! Poi, e forse dico una corbelleria, c'è chi, al di là dello studio "matto e disperatissimo", ha una disposizione particolare al controllo del suono, ottenendo anche con imboccature deboli una bella definizione e assenza di paperineggiamenti.

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Io penso che questo discorso sia troppo soggettivo per rispondere in maniera adeguata. Io per esempio ho cambiato molte volte idea a tal proposito. Ultimamente suono con un bocchino abbastanza chiuso (un M13 lira) e ance numero 4. Prima di fare questa scelta però ho usato sia bocchini in cristallo aperti con ance morbide che bocchini in ebanite sempre aperti con ance dure. Penso che ogni clarinettista sia sempre alla ricerca di una combinazione tra ancia e bocchino che possa dargli dei risultati migliori e per questo motivo esistono tante scuole di pensiero. Molti riescono a trovare delle combinazioni vincenti, ma attenzione a non cadere nell'errrore di pensare che vadano bene per tutti.

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salve

ho fatto un sacco di tentativi ed ho imboccature le più disparate ed ho innamoramenti improvvisi per le aperte,poi le chiuse,ance morbide e dure ......e devo dire che il suono più bello e più facile,ricco di armonici,ce l'ho con un bocchino abbastanza chiuso di ebano e con un altro di cristallo piuttosto chiuso....ancia 3.5.....ma proiezione deludente:il suono è corto,cade subito,poi,stessa ancia,bocchino d'ebanite chiusissimo ed il suono non si ferma mai,va lontanissimo...ma la qalità è dozzinale. C'ho ragionato un pò ed ho comprato ance di gradazione dal 2.5 al 5 e mi sono spolmonato a soffiare e,soffia che ti soffio,è venuto fuori che il bocchino con tutta quella proiezione andava via via morendo mano a mano che salivo con la durezza dell'ancia e quelli col suono più bello aumentavano la proiezione calando la forza dell'ancia e peggioravano il suono.

ho scoperto che l'acqua bollente scotta,lo so,chiedo venia....insomma ogni imboccatura vuole la sua ancia,mentre fino ad ora usavo la stessa per tutte le imboccature.

dimenticavo:muto anche il modo di soffiare a seconda dell'accoppiata ancia bochino.

Come vedete non ho certezze nemmeno per me,figuriamoci per gli altri....

Buon divertimento

il nero :SHABLON_padonak_01:

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Ciao, Nero :declare:

Temevamo ti fossi perso in qualche oscuro meandro stradale

Come vedete non ho certezze nemmeno per me,figuriamoci per gli altri....

Meno male che, invece, ti sei perso nei misteri delle imboccature, come tutti noi, taluno consapevole, altri meno :laughingsmiley:

Tutti e tre i vostri interventi sono estremamente utili ed interessanti, almeno per me che non capisco niente (ma questo, si sa, ormai).

Aggiungerei qualcosa:

- secondo Clerici (pomarico) una volta alla Scala suonavano con ance 1,5-2 (e mi parrebbe fonte assai affidabile);

- oggi alcuni musicisti si sono indirizzati verso il super-aperto: Puntin, Van Spendonck, Bok (nel basso, ecc.);

- alcuni che suonano ancora molto chiuso, usano ance molto morbide (Feidman);

- altri, come già detto, pur usando bocchini medio aperti, usano ance medio dure.

Per dovere di cronaca, dovrei anche aggiungere che parlare di gradazione di ance di venti anni fa non ha alcun senso oggi, visto che anche le ance sono cambiate (si sa, non esistono più le gambe delle Kessler, il pane ha un sapore differente, non ci sono più le mezze stagioni, ecc.).

Quindi: come si può, seriamente sostenere che il materiale di un bocchino è superiore/inferiore a quello di un altro, oppure che un abbinamento ancia/bocchino vale più di un altro?

Eppure, stando a quanto mi viene riferito, nei Conservatori, si vive ancora di queste fisime (non sempre, temo, disinteressantamente. Non parliamo poi dei brand dei clarinetti, per piacere).

Ancora si creano dei partiti dei Guelfi e dei Ghibellini su queste cose.

Il soggettivismo (invocato dal buon Maestro) non sarebbe una magnifica verità conclamata?

Oppure, se preferite: non è che varie forme espressive richiedano forme espessive differenti?

Io che sono un ottimista, alla fine, preferisco quest'ultima alternativa.

Ciao a tutti e grazie

pee wee

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Ciao, Nero :declare:

Temevamo ti fossi perso in qualche oscuro meandro stradale

Meno male che, invece, ti sei perso nei misteri delle imboccature, come tutti noi, taluno consapevole, altri meno :laughingsmiley:

Tutti e tre i vostri interventi sono estremamente utili ed interessanti, almeno per me che non capisco niente (ma questo, si sa, ormai).

Aggiungerei qualcosa:

- secondo Clerici (pomarico) una volta alla Scala suonavano con ance 1,5-2 (e mi parrebbe fonte assai affidabile);

- oggi alcuni musicisti si sono indirizzati verso il super-aperto: Puntin, Van Spendonck, Bok (nel basso, ecc.);

- alcuni che suonano ancora molto chiuso, usano ance molto morbide (Feidman);

- altri, come già detto, pur usando bocchini medio aperti, usano ance medio dure.

Per dovere di cronaca, dovrei anche aggiungere che parlare di gradazione di ance di venti anni fa non ha alcun senso oggi, visto che anche le ance sono cambiate (si sa, non esistono più le gambe delle Kessler, il pane ha un sapore differente, non ci sono più le mezze stagioni, ecc.).

Quindi: come si può, seriamente sostenere che il materiale di un bocchino è superiore/inferiore a quello di un altro, oppure che un abbinamento ancia/bocchino vale più di un altro?

Eppure, stando a quanto mi viene riferito, nei Conservatori, si vive ancora di queste fisime (non sempre, temo, disinteressantamente. Non parliamo poi dei brand dei clarinetti, per piacere).

Ancora si creano dei partiti dei Guelfi e dei Ghibellini su queste cose.

Il soggettivismo (invocato dal buon Maestro) non sarebbe una magnifica verità conclamata?

Oppure, se preferite: non è che varie forme espressive richiedano forme espessive differenti?

Io che sono un ottimista, alla fine, preferisco quest'ultima alternativa.

Ciao a tutti e grazie

pee wee

Ciò che dice Clerici è verissimo, non solo alla Scala era così. Il mio ex maestro per tanti anni ha suonato con ance numero 2 in orchestra, e con bocchini di cristallo molto aperti, poi è passato ad ance 3,5 e b45.

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Oppure, se preferite: non è che varie forme espressive richiedano forme espessive differenti?

Questa è la chiave.

A mio parere il buon clarinettista dovrebbe saper utilizzare combinazioni diverse a seconda di ciò che deve suonare e di dove si trova a suonarlo.

Nella mia (poca) esperienza se devo suonare preciso e veloce (magari con parecchio staccato) preferisco un bocchino un po' più chiuso con un'ancia un po' più dura, se devo "cantare" preferisco un bocchino un po' più aperto e un'ancia conseguentemente un po' più tenera.

Bocchino aperto con ancia dura per me non funziona, perché mi spreme e non mi permette di arrivare in fondo alle frasi lunghe.

Ma d'altra parte un mio amico che suona nel mio gruppo usa un pomarico modificato con un'apertura di oltre 1,50 con ance del 4 e suona bene lo stesso... e Feidman pare che usi un Pomarico 1 con ance dell'1, ma per i miei gusti, nonostante tutta la sua bravura espressiva, ha un suonaccio...

Il suono poi non è detto che debba per forza essere scurissimo per essere bello, mi pare che il suono extra-scuro sia la moda del momento, ma sta producendo legioni di suoni-clone...

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Ciao. Mi permetto di inserirmi anch'io in questa conversazione...

Io uso un bocchino B45. La durezza delle ance per me varia a seconda di cosa devo suonare e quanto devo suonare. E' un fatto ormai risaputo che in un pacchetto di ance ci sono grosso modo 3 "range" di durezza. Io uso sempre ance 3,5 ma cambio il "range" di durezza a seconda di ciò che devo fare.

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Questa è la chiave.

A mio parere il buon clarinettista dovrebbe saper utilizzare combinazioni diverse a seconda di ciò che deve suonare e di dove si trova a suonarlo.

Nella mia (poca) esperienza se devo suonare preciso e veloce (magari con parecchio staccato) preferisco un bocchino un po' più chiuso con un'ancia un po' più dura, se devo "cantare" preferisco un bocchino un po' più aperto e un'ancia conseguentemente un po' più tenera.

Bocchino aperto con ancia dura per me non funziona, perché mi spreme e non mi permette di arrivare in fondo alle frasi lunghe.

Ma d'altra parte un mio amico che suona nel mio gruppo usa un pomarico modificato con un'apertura di oltre 1,50 con ance del 4 e suona bene lo stesso... e Feidman pare che usi un Pomarico 1 con ance dell'1, ma per i miei gusti, nonostante tutta la sua bravura espressiva, ha un suonaccio...

Il suono poi non è detto che debba per forza essere scurissimo per essere bello, mi pare che il suono extra-scuro sia la moda del momento, ma sta producendo legioni di suoni-clone...

il suono di Feidman non è un " suonaccio" anzi è il piu' bel suono del mondo per il genere klezmer , è difficilissimo saper fare quegli effetti tipici della tradizione ebraico/ mediorientale , egli vuole ottenere quel suono specifico quando suona quel genere che lo ha reso il piu' grande clarinettista del genere e famoso appunto per questo. Ti assicuro che egli sa suonare anche nel genere classico e con il suono standard comune a tutti , noi tutti invece abbiamo problemi a fare quello che sa fare lui.

ciao

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Feidman, in effetti, ha anche inciso il k 622 e, a mio avviso, lo ha anche eseguito molto bene.

HA inciso anche con il basso la trascrizione del concerto di bloch per violoncello e, anche questa, è una magnifica esecuzione.

Anche nel caso di MOzart (secondo quanto mi è stato detto) ha mantenuto la sua solita accoppiata bocchino Pomarico Emerald-ancia n. 1 ed ha ottenuto un suono notevole.

ciao a tutti

pee wee

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