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Arnold Schoenberg


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31 minutes ago, Majakovskij said:

ringrazio tutti, post utilissimo come sempre! e mi pare che tutto sommato su molti interpreti/edizioni ci sia anche una certa convergenza di gusti...

credo sia dovuto al repertorio tutto sommato limitato delle registrazioni. Gli esecutori che se ne sono occupati, però, sono stati spesso davvero bravi o sono stati dei grandi. In fondo, a parte Notte Trasfigurata, la Sinfonia da camera n.1, i Gurrelieder e qualcosa per pianoforte, non è che ci sia poi chi sa cosa in disco. E' quanto si esegue di più e che il pubblico capisce meglio.

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6 minutes ago, Madiel said:

credo sia dovuto al repertorio tutto sommato limitato delle registrazioni. Gli esecutori che se ne sono occupati, però, sono stati spesso davvero bravi o sono stati dei grandi. In fondo, a parte Notte Trasfigurata, la Sinfonia da camera n.1, i Gurrelieder e qualcosa per pianoforte, non è che ci sia poi chi sa cosa in disco. E' quanto si esegue di più e che il pubblico capisce meglio.

eppure è alla fine dei conti un gigante superstoricizzato, parliamo di musica di 100 anni fa! come poteva essere Verdi per mio nonno... stiamo ancora messi così male?

Comunque per ora mi faccio andar bene le opere vocali/corali di Pierino, che mi pare di capire sono globalmente buone e senza tante alternative, e mi attrezzo pian piano sul resto.

PS: stupito di trovare il Moses di Solti in cima a tutte le classifiche, immagino per la tensione drammatica che Giorgino riesce a creare.

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18 minutes ago, Majakovskij said:

eppure è alla fine dei conti un gigante superstoricizzato, parliamo di musica di 100 anni fa! come poteva essere Verdi per mio nonno... stiamo ancora messi così male?

Comunque per ora mi faccio andar bene le opere vocali/corali di Pierino, che mi pare di capire sono globalmente buone e senza tante alternative, e mi attrezzo pian piano sul resto.

PS: stupito di trovare il Moses di Solti in cima a tutte le classifiche, immagino per la tensione drammatica che Giorgino riesce a creare.

se vedi il repertorio di incisioni di concorrenti come Stravinsky, Bartok e Hindemith (che scrissero tutti tanto come Schoenberg), alla fine lui resta in coda. Nel caso di Hindemith e Bartok ci sono pure diverse integrali di singoli gruppi di opere. Di diversi lavori di Schoenberg non ci sono alternative credibili. Pensa ai magnifici Lieder per voce e grande orchestra op.22, ancora oggi dopo quarant'anni (o giù di lì) rimane valida la solita versione di Boulez - che neppure è di riferimento. Per contro c'è il solito insignificante Craft e forse qualcos'altro di ancor meno significativo che mi sfugge. Trovo assurdo che oggi, nel 2015, sono costretto a indicare come unico riferimento diverse incisioni del 1973 !

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21 hours ago, Majakovskij said:

eppure è alla fine dei conti un gigante superstoricizzato, parliamo di musica di 100 anni fa! come poteva essere Verdi per mio nonno... stiamo ancora messi così male?

Comunque per ora mi faccio andar bene le opere vocali/corali di Pierino, che mi pare di capire sono globalmente buone e senza tante alternative, e mi attrezzo pian piano sul resto.

PS: stupito di trovare il Moses di Solti in cima a tutte le classifiche, immagino per la tensione drammatica che Giorgino riesce a creare.

Io ricordo che ne ascoltai un po' del Moses di Solti, ma non mi piacque. Mi sembrava che certe spigolosità fossero scollegate, nel senso che era come se ci fosse una musica novecentesca con qualche strumento che sembrava andare per fatti suoi. Kegel mi sembra più "compatto" da questo punto di vista.

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ho appena acquistato questo

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Dagli ascolti fatti oggi mi sembrano ottime esecuzioni, chiare e pulite. Tra l'altro, sono pure tre rarità pubblicate insieme. Mi sento di consigliare il cd.

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12 ore fa, Madiel dice:

ho appena acquistato questo

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Dagli ascolti fatti oggi mi sembrano ottime esecuzioni, chiare e pulite. Tra l'altro, sono pure tre rarità pubblicate insieme. Mi sento di consigliare il cd.

Tra l'altro, che bella che era queste serie Entartete Musik. C'erano un sacco di bellezze. Forse anche Jonny spielt auf di Krenek che è una vita che voglio ascoltarla. Chiusa parentesi.

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9 ore fa, giordanoted dice:

Tra l'altro, che bella che era queste serie Entartete Musik. C'erano un sacco di bellezze. Forse anche Jonny spielt auf di Krenek che è una vita che voglio ascoltarla. Chiusa parentesi.

anche io sono un estimatore della serie, ne possiedo diversi numeri originali. Stavo cercando questo di Schoenberg da un po', sono riuscito a comprarlo usato su amazon. Adesso sto tenendo d'occhio un altro paio di dischi, ma senza fortuna: prezzi proibitivi (e spesso esagerati anche per l'usato).

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Le incisioni di Rattle sono eccellenti: limpide, dettagliate, con massimo risalto di tutte le voci senza rinunziare al pathos. Ho ascoltato le Variazioni di Solti, scolpite nella medesima foggia del suo Moses, grande forza dunque, precisione, un lettura opposta a quella di Karajan ma del pari indispensabile. E' possibile sentire la registrazione su Spotify nel recente cofanetto 'Decca Sound'. Le edizioni discografiche disponibili del Pierrot sono tutte di alto livello, si tratta, come si sa, di un'opera ineffabile, espressionista, ma i piccoli ventuno quadri hanno una compiutezza formale che non va oscurata e la memorabile scrittura vocale di Schoenberg riflette ed esalta l'incertezza cosciente della creazione: sono lieder? è cabaret? questo è l'incerto dominio delle interpreti, Boulez ha colto voci di non comune proprietà e precisione in Yvonne Minton, Marianne Pousser e Christine Schafer (la mia preferita delle tre) capaci di restituire tutto il ventaglio espressivo della composizione non allontanandosi mai dalla cornice musicale, quindi sempre legata al canto lirico, pollice verso invece (sorry Mad ;) ) per Mary Thomas che a mio avviso confeziona un Pierrot paradigma di come NON dovrebbe essere reso, oltre infatti a confondere l'opera con Façade di Walton, esacerbando in maniera caricaturale il grottesco, il teatrale, l'urlato dei poemi di Giraud, mostra anche una voce anziana e malferma nell'intonazione, un vero peccato perchè il disco contiene invece una bellissima Serenata op.24 diretta sempre da Atherton.  

 

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14 ore fa, miaskovsky dice:

 E' possibile sentire la registrazione su Spotify nel recente cofanetto 'Decca Sound'. Le edizioni discografiche disponibili del Pierrot sono tutte di alto livello, si tratta, come si sa, di un'opera ineffabile, espressionista, ma i piccoli ventuno quadri hanno una compiutezza formale che non va oscurata e la memorabile scrittura vocale di Schoenberg riflette ed esalta l'incertezza cosciente della creazione: sono lieder? è cabaret? questo è l'incerto dominio delle interpreti, Boulez ha colto voci di non comune proprietà e precisione in Yvonne Minton, Marianne Pousser e Christine Schafer (la mia preferita delle tre) capaci di restituire tutto il ventaglio espressivo della composizione non allontanandosi mai dalla cornice musicale, quindi sempre legata al canto lirico, pollice verso invece (sorry Mad ;) ) per Mary Thomas che a mio avviso confeziona un Pierrot paradigma di come NON dovrebbe essere reso, oltre infatti a confondere l'opera con Façade di Walton, esacerbando in maniera caricaturale il grottesco, il teatrale, l'urlato dei poemi di Giraud, mostra anche una voce anziana e malferma nell'intonazione, un vero peccato perchè il disco contiene invece una bellissima Serenata op.24 diretta sempre da Atherton.  

 

beh, basta decidersi: tu stesso scrivi che la linea vocale del Pierrot è libera, ogni interpretazione sarebbe di conseguenza autorizzata. In più aggiungi che è espressionista e, implicitamente (?), antiborghese. In più scrivi che esiste una corsia preferenziale di come eseguirlo. Queste incogruenze unite a quanto scrivi in seguito fanno cadere tutto il tuo discorso. La partitura sta un passo avanti ai valori puramente musicali annotati, il cantante è messo alla prova e deve andare oltre. Questo passo ulteriore riguarda proprio il contenuto dei testi. In pratica, preferisci un Pierrot ridotto a cartolina in stile francese (così concepito non è molto lontano dalle chansons di Poulenc), sterilizzato dalla carne, dal sangue e dalla violenza, dal grottesco e dalle esagerazioni che sono presenti nel testo. Uno Schoenberg parruccone e trombone quello di Boulez, che non graffia mai, troppo vicino a quel decadentismo borghese francese che l'autore detestava. Per una volta che si era liberato del suo intellettualismo e che si faceva portare dall'istinto, lo rimetti in catene ! Più o meno è la mia sensazione sentendo l'incolore, asessuata, voce della Minton. Più monocorde di così! La correttezza vocale e strumentale, o per meglio dire la costrizione espressiva, la musica ridotta ad atomi stravinskyani. Insomma, Boulez è tutto meno che Schoenberg! Non ho capito che cosa c'entri Walton, ma va bene lo stesso -_- Per farla breve: completamente in disaccordo sulla tua critica vocale all'edizione Atherton. Anzi, ancora meglio, sottolineo: mai stato così in disaccordo su una valutazione esecutiva e ancor di più sull'esegesi del testo musicale.

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1 ora fa, miaskovsky dice:

Boulez ha colto voci di non comune proprietà e precisione in Yvonne Minton, Marianne Pousser e Christine Schafer (la mia preferita delle tre)

 

Per la cronaca, è disponibile anche la prima incisione di Boulez, con Helga Pilarczyk e l'Ensemble du Domaine Musical. E' un disco a suo modo importante perché fu il primo LP pubblicato nel 1962 dalla neonata etichetta Wergo. Io lo possiedo, sempre in LP, nella riedizione che ne fece negli anni 70 la RCA nella gloriosa serie LineaTre, ma ammetto di non ricordarne granché, dato che non lo ascolto da molti anni e ora ho il giradischi rotto. Ricordo solo che ai primi ascolti il pezzo mi fece una grande impressione, ma ho ascoltato altre versioni troppo tempo dopo per poter fare un confronto. Comunque, è stato ripubblicato in CD dalla Wergo.

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  • 4 weeks later...
On 3/12/2015, 22:01:51, Madiel dice:

beh, basta decidersi: tu stesso scrivi che la linea vocale del Pierrot è libera, ogni interpretazione sarebbe di conseguenza autorizzata. In più aggiungi che è espressionista e, implicitamente (?), antiborghese. In più scrivi che esiste una corsia preferenziale di come eseguirlo. Queste incogruenze unite a quanto scrivi in seguito fanno cadere tutto il tuo discorso. La partitura sta un passo avanti ai valori puramente musicali annotati, il cantante è messo alla prova e deve andare oltre. Questo passo ulteriore riguarda proprio il contenuto dei testi. In pratica, preferisci un Pierrot ridotto a cartolina in stile francese (così concepito non è molto lontano dalle chansons di Poulenc), sterilizzato dalla carne, dal sangue e dalla violenza, dal grottesco e dalle esagerazioni che sono presenti nel testo. Uno Schoenberg parruccone e trombone quello di Boulez, che non graffia mai, troppo vicino a quel decadentismo borghese francese che l'autore detestava. Per una volta che si era liberato del suo intellettualismo e che si faceva portare dall'istinto, lo rimetti in catene ! Più o meno è la mia sensazione sentendo l'incolore, asessuata, voce della Minton. Più monocorde di così! La correttezza vocale e strumentale, o per meglio dire la costrizione espressiva, la musica ridotta ad atomi stravinskyani. Insomma, Boulez è tutto meno che Schoenberg! Non ho capito che cosa c'entri Walton, ma va bene lo stesso -_- Per farla breve: completamente in disaccordo sulla tua critica vocale all'edizione Atherton. Anzi, ancora meglio, sottolineo: mai stato così in disaccordo su una valutazione esecutiva e ancor di più sull'esegesi del testo musicale.

Nono non ho scritto affatto che è libera, bensì che la novità della scrittura del Pierrot  (che non è soltanto ritmica) va assolutamente interpretata in senso "lirico" però con massima esaltazione del testo, anche la Mary Thomas canta ma canta male, con una voce anziana, pronuncia incerta e come ho scritto indugia troppo sul versante grottesco-caricaturale con suonacci ed isterie al punto da rammentarmi le facezie del Facade. :) Nulla da dire sulla parte strumentale e sulla realizzazione che ne dà Atherton, l'interprete però rovina tutto.

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  • 1 month later...

Vorrei avvicinarmi al Moses und Aron, stavo quindi cercando un'edizione in CD.

Ho letto nelle pagine precedenti che quella di Solti è la migliore, ma è praticamente introvabile.

Questa qualcuno la conosce?

 

51fcjHK6ocL._PJautoripBadge,BottomRight,

 

 

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  • 4 years later...

Incongruo. Ma oggi si vede di peggio, tipo la Winterreise in scena con le coreografie da balletto. Protagonisti: Keenlyside e sua moglie ballerina e coreografa. Plausi del Giudici di turno e di altri intellettualoidi, sconcerto mio.

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