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Anton Bruckner


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1 ora fa, giordanoted dice:

Sì, ma ora lo recupero, una hurwitzata di tali proporzioni non posso perdermela.

Come scrive su quella caricatura di sito dove si è fatto la dubbia fama: TERRIFIC!

10.23 del filmato sulla Quinta.

:cat_lol:

Al netto del personaggio, che può non piacere come tutti, a me non dispiace, è uno che non si prende sul serio e soprattutto è stato un musicista, quindi conosce tecnicamente la materia e va dritto al sodo, senza troppi giri di parole. I suoi rilievi sono sempre fatti con la partitura alla mano. Alcune sue crociate come quella sul povero Norrington mi sembrano prive di senso, comunque. Mi è capitato di leggere estratti più seri e articolati dai suoi libri e sono sempre interessanti.

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1 ora fa, Ives dice:

10.23 del filmato sulla Quinta.

:cat_lol:

Al netto del personaggio, che può non piacere come tutti, a me non dispiace, è uno che non si prende sul serio e soprattutto è stato un musicista, quindi conosce tecnicamente la materia e va dritto al sodo, senza troppi giri di parole. I suoi rilievi sono sempre fatti con la partitura alla mano. Alcune sue crociate come quella sul povero Norrington mi sembrano prive di senso, comunque. Mi è capitato di leggere estratti più seri e articolati dai suoi libri e sono sempre interessanti.

Guarda tutto si può seguire, vedere, figuriamoci... di là dal gioco delle simpatie o antipatie (a me non sta antipatico, mi fa anche un po' tenerezza, confesso). Però, davvero, la sua competenza tecnica mi sembra largamente esagerata (non basta aver suonato o cantato - a che livello poi? - per essere tecnicamente competenti, una partitura bisogna saperla analizzare, spiegarne le correlazioni ecc. non basta dire: qui c'è un diminuendo, là il tempo è 3/4 mentre si ascolta un'incisione), lui non fa altro che tirarla fuori, questa sua presunta e indeterminata conoscenza della musica, come avviene nel momento pietoso (e lì, appunto, mi ha intenerito, e ho pensato, subito qualcuno da lui a dargli tutto l'affetto che non ha avuto da piccolo né forse ora) in cui fa vedere al pubblico - o meraviglia! - addirittura le partiture delle 3 versioni della Terza di Bruckner - una mostra che capirei in un adolescente smanioso di passare per primo della classe, non in un critico serio. Ma appunto, Hurwitz non è un critico, come non lo è il famigerato Lebrecht, sono "personaggi", e si comportano da tali. Con tutto il loro repertorio stucchevole di battute - quel tema ricorda i Flintstones, i Carmina Burana sono solo un brano brillante eccitante senza nessuna profondità (avrà mai visto, Hurwitz, Salò di Pasolini, e la pregnanza con cui Morricone piazza un brano dei Carmina a commento delle atrocità consumate dai protagonisti del film?) quell'altro direttore doveva essere ubriaco ecc.

Una "critica" così non serve a niente se non a incrementare quel Moloch al quale tutti ci consegniamo, cioè l'istupidimento globale per cui, anche la musica sinfonica, è diventato affare da discoli e da cialtroncelli spiritosi. Io mi diverto a vedere il video dove Hurwitz mi dice "qual è il peggior Sacre du printemps mai inciso" ma lo faccio come quando vado su youtube a cercare uno sketch di Guzzanti o Crozza. Anzi, devo dire, Hurwitz fa più ridere di questi.

Ora mi vedo il consiglio della "migliore quarta di Mahler mai incisa". Scommetto che la mia preferita: Bruno Walter, Wiener, dal vivo a Salisburgo 1950 (etichetta Orfeo) non c'è. 

p.s.

Mi sono fermato nell'ascolto al punto in cui riferisce delle accuse a Levine per molestie mentre parlava di una sua esecuzione; inutile dire che il riferimento torbido era tanto gratuito quanto preparato. come volevasi dimostrare. ripugnante. non mi diverte neanche più, lo lascio alla sua miseria.

 

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2 ore fa, giordanoted dice:

Ora mi vedo il consiglio della "migliore quarta di Mahler mai incisa". Scommetto che la mia preferita: Bruno Walter, Wiener, dal vivo a Salisburgo 1950 (etichetta Orfeo) non c'è. 

p.s.

Mi sono fermato nell'ascolto al punto in cui riferisce delle accuse a Levine per molestie mentre parlava di una sua esecuzione; inutile dire che il riferimento torbido era tanto gratuito quanto preparato. come volevasi dimostrare. ripugnante. non mi diverte neanche più, lo lascio alla sua miseria.

 

Là il problema non è tanto Hurwitz, che è americano, ma il fatto che negli Stati Uniti per quelle accuse abbiano distrutto non solo la carriera, ma anche l'immagine di Levine, tanto che anche di fronte a un suo disco qualunque americano medio non pensa a lui come a un grande direttore d'orchestra, ma a un depravato...

Chiudiamo l'off topic con un altro piccolo off topic: bellissima quella Quarta, io poi amo Walter, ma avrei scommesso che preferissi quella di Klemperer.

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Detto che il box di Kubelik della Sony a una ventina di euro con tutte le sinfonie di Schumann, le ultime di Mozart e la Terza e la Quarta di Bruckner è senza dubbio conveniente, ecco la Terza diretta da Kubelik della Audite a cui mi riferivo io:

 

Screenshot-2020-06-05-Anton-Bruckner-Sym

 

A differenza di quella contenuta nel box Sony, che è una registrazione in studio del 1980, questo è un live di dieci anni prima e la qualità audio è superiore. Su JPC la danno a quattordici euro.

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On 5/5/2020 at 14:02, giordanoted dice:

Be' questo è interessante, visto che non è un nome che ricorre spesso nelle preferenze. Ti va di dirci cosa ti piace? 

Mi sono ricordato di essermi dimenticato di questa richiesta, così stasera ho preso il cofanetto e, essendomi reso conto qualche tempo fa che contiene anche la sinfonia nr 0, ho ascoltato proprio quella, non senza essermi goduto prima il Te Deum contenuto nello stesso CD.

La 0 è una sinfonia che non conosco in modo molto approfondito, me la ricordavo meno interessante e "riuscita". 

Venendo alla direzione, questo Bruckner intanto è inciso (dal vivo) in una chiesa, il che aiuta molto il suono che evidentemente deve correre ed espandersi nelle famose e tipiche pause che pause sono, ma silenzio non sono.

È un Bruckner "generico", senza nulla di particolare. È un male? Assolutamente no. Quante volte ho apprezzato maggiormente una composizione perché eseguita da un buon professionista che fa il suo mestiere meglio che può, mettendosi al servizio dell'opera e non mettendo l'opera al suo servizio? Tante. Da questo Bruckner viene fuori la musica di Bruckner, non una possibile visione della musica di Bruckner che, non lo nego, può far esplodere e infiammare quel che nello spartito effettivamente c'è o si può trovare, ma che può anche portare fuori strada.

 

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Andrò a sentirmi anche Paternostro.

Intanto pollice alzato per Rosbaud e ho rivalutato anche Gielen: un Bruckner "terreno" ma con delle impennate notevoli e moltissimi chiaroscuri, peccato che nella sua integrale siano incluse solo le prime versioni della Quarta e dell'Ottava, che non sono all'altezza delle successive.

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  • 5 months later...

Bruckner, Settima sinfonia

Wiener Philharmoniker, Karl Böhm.

Finalmente ho ascoltato questa Settima, da secoli nella economica serie Galleria della DG, che però non ho mai acquistato perché, pensando a Bruckner, non è Karletto il primo nome che mi venga in mente.

Però, che dire? Hurwitz si spertica ad esempio per la Settima di Barenboim a Chicago, ma a un ascolto comparato (su Spotify) Karletto vince di gran lunga. Molto più naturale, spontaneo, poetico, mentre Barenboim ha sicuramente dalla sua un'orchestra formidabile, però la sensazione è quella di una freddezza ragionieristica o ingegneristica (o inserite voi una professione a caso che renda l'idea di non implicare grande fantasia, ma soprattutto calcolo e controllo).

Per la cronaca, la mia Settima preferita rimane il canto del cigno di Karajan con i Wiener, ma ce ne sono tante altre ottime, come Jochum/Staatskapelle (la preferita di Hurwitzone nostro) o Celibidache/Stuttgart.

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2 minuti fa, giordanoted dice:

Bruckner, Settima sinfonia

Wiener Philharmoniker, Karl Böhm.

Però, che dire? Hurwitz si spertica ad esempio per la Settima di Barenboim a Chicago, ma a un ascolto comparato (su Spotify) Karletto vince di gran lunga. Molto più naturale, spontaneo, poetico, mentre Barenboim ha sicuramente dalla sua un'orchestra formidabile, però la sensazione è quella di una freddezza ragionieristica o ingegneristica (o inserite a voi una professione a caso che renda l'idea di non implicare grande fantasia, ma soprattutto calcolo e controllo).

Sono d'accordo con te, è un gran bel sentire. Fa parte di quelle incisioni che più o meno tutti conoscono o hanno sentito nominare, ma che raramente si prendono a riferimento. Peccato, perché sono dischi che si meriterebbero un po' più di giustizia.

Tra l'altro, in rete ho letto cose ottime su questo live:

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...che però, mea culpa, non ho ancora avuto occasione di ascoltare. Le mie aspettative, in ogni caso, sono molto alte, visto che dal vivo Bohm spesso ci ha lasciato gloriose testimonianze (in primis la Nona schubertiana con la Staatskapelle di Dresda - anche quella relegata alla serie Galleria DGG - che riesce a staccare di diverse lunghezze la sua precedente, e comunque buona, registrazione in studio con i Berliner).

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5 minuti fa, Snorlax dice:

Sono d'accordo con te, è un gran bel sentire. Fa parte di quelle incisioni che più o meno tutti conoscono o hanno sentito nominare, ma che raramente si prendono a riferimento. Peccato, perché sono dischi che si meriterebbero un po' più di giustizia.

Tra l'altro, in rete ho letto cose ottime su questo live:

71qOFiSKuSL._AC_SL1050_.jpg

...che però, mea culpa, non ho ancora avuto occasione di ascoltare. Le mie aspettative, in ogni caso, sono molto alte, visto che dal vivo Bohm spesso ci ha lasciato gloriose testimonianze (in primis la Nona schubertiana con la Staatskapelle di Dresda - anche quella relegata alla serie Galleria DGG - che riesce a staccare di diverse lunghezze la sua precedente, e comunque buona, registrazione in studio con i Berliner).

Neanche io conosco questo live, con Karletto c'è sempre da esplorare, non delude quasi mai, può non collocarsi sempre ai vertici della discografia (penso alla sua Alpensinfonie, che non mi sembra all'altezza di Karajan o altri, ma è anche vero che la tecnica di registrazione era più primitiva), tuttavia è raro trovare una mela marcia nelle sue registrazioni, o se ce ne sono io fortunatamente non ne ho incontrate! Ad esempio ora mi incuriosisce molto la Nona di Schubert che segnali.

 

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14 minuti fa, giordanoted dice:

Neanche io conosco questo live, con Karletto c'è sempre da esplorare, non delude quasi mai, può non collocarsi sempre ai vertici della discografia (penso alla sua Alpensinfonie, che non mi sembra all'altezza di Karajan o altri, ma è anche vero che la tecnica di registrazione era più primitiva), tuttavia è raro trovare una mela marcia nelle sue registrazioni, o se ce ne sono io fortunatamente non ne ho incontrate! Ad esempio ora mi incuriosisce molto la Nona di Schubert che segnali.

 

Cercando sul Tubo, mi pare che Profil abbia recuperato presso gli archivi della Radio della DDR la registrazione completa di quel concerto, tutto schubertiano, di cui DGG credo abbia stampato solo La Grande:

...senti che slancio, che energia, roba da saltare sulla sedia. Pazzesco il suono degli ottoni, in un'orchestra lasciata quasi senza briglie dal direttore austriaco. Particolarità: ho notato che Bohm nel finale del primo movimento fa raddoppiare alle trombe il tema, soluzione che io trovo efficacissima, ma che magari può disturbare i fedelissimi della parola scritta (in partitura avrebbero solamente un terzinato puntato, da quel che ricordo).

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9 minuti fa, Ives dice:

Continua l'integrale DG affidata a Andris Nelsons: "purtroppo" direte voi...🥱😁

Fa anche altre integrali, purtroppo... :girl_wacko:

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1 ora fa, Ives dice:

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Continua l'integrale DG affidata a Andris Nelsons: "purtroppo" direte voi...🥱😁

Immortalato mentre portava fuori la spazzatura...

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33 minuti fa, Majaniello dice:

Immortalato mentre portava fuori la spazzatura...

No, il cane a far pipì (che gli è scappato)....

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On 16/11/2020 at 14:18, Madiel dice:

Fa anche altre integrali, purtroppo... :girl_wacko:

Esatto. Ha diretto anche un integrale di Beethoven.... 

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10 minuti fa, Ives dice:

E anche Shostakovich, che forse è quello che gli riesce meglio o meno peggio.

Io propendo per il peggio :girl_wacko:

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Povero Nelsons, siate buoni con lui oggi... è il suo quarantaduesimo compleanno!

Io non sarei proprio così severo: è vero che il suo Bruckner nulla aggiunge alla storia interpretativa di questo compositore, ma tutto sommato si fa ascoltare senza troppo stridor di denti. Il suo Beethoven non lo conosco affatto, in Shostakovich è alterno, ho sentito un'ottima Undicesima ad esempio. Mi permetto di ricordare - perchè a sua volta me l'aveva segnalato @Ives se non erro - un'ottimo ciclo sinfonico brahmsiano, a capo della sua attuale orchestra, i gloriosi bostonians.

Dai, c'è ben di peggio in giro... (ora sicuramente mi farete una telefonatissima battuta su Thielemann)

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12 minuti fa, Snorlax dice:

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Povero Nelsons, siate buoni con lui oggi... è il suo quarantaduesimo compleanno!

Io non sarei proprio così severo: è vero che il suo Bruckner nulla aggiunge alla storia interpretativa di questo compositore, ma tutto sommato si fa ascoltare senza troppo stridor di denti. Il suo Beethoven non lo conosco affatto, in Shostakovich è alterno, ho sentito un'ottima Undicesima ad esempio. Mi permetto di ricordare - perchè a sua volta me l'aveva segnalato @Ives se non erro - un'ottimo ciclo sinfonico brahmsiano, a capo della sua attuale orchestra, i gloriosi bostonians.

Dai, c'è ben di peggio in giro... (ora sicuramente mi farete una telefonatissima battuta su Thielemann)

Non sono così kattivo, fosse per me tirerei lo sciacquone per entrambi! :D Però devi ammettere che è singolare come questi due prendano così tanti bidoni pur dirigendo grandissime orchestre :rofl: Un talento proprio raro :cat_lol:

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1 ora fa, Madiel dice:

Non sono così kattivo, fosse per me tirerei lo sciacquone per entrambi! :D Però devi ammettere che è singolare come questi due prendano così tanti bidoni pur dirigendo grandissime orchestre :rofl: Un talento proprio raro :cat_lol:

Mah, non li liquiderei così velocemente, perché forse il discorso è un filino più complesso. Credo che il problema fondamentale è che questi direttori - come tanti altri - si sono inseriti nel solco della tradizione - uso il corsivo per evidenziare l'ambivalenza di questo termine - senza sapersi rinnovare. Non li chiamerei nemmeno continuatori, perché, da ultimo sono semplicemente dei ripetitori. Certi di loro sono più dotati, altri meno, ma certo non ci si possono aspettare tante sorprese. Credo che sia ancor più difficile rinnovare una tradizione che voltare del tutto pagina. Sperando di non continuare a far la figura del co**ione, io apprezzo Thielemann perché, nel bene o nel male, è quello che ha azzardato di più nelle sue interpretazioni, rischiando anche risultati catastrofici. Tuttavia ho notato che ultimamente - come ho già detto - pure lui si è normalizzato sfornando letture sufficientemente trombone, ma senza alcuna peculiarità.

Ora, facendo finta d'aver compreso cosa sia questa famigerata tradizione - perché anche la definizione di questo termine non è cosa da poco - bisogna capire se essa è giunta ad uno scacco, per cui è necessario, per l'appunto, voltare pagina, o se essa può sopravvivere rinnovandosi, e non ripetendosi come un morto che cammina.

Probabilmente ad un approfondimento di un discorso del genere andrebbe dedicato come minimo una tesi dottorale, e forse pure lo studio di una vita, perché anche solo stabilire i presupposti su cui costruire il ragionamento non è affatto semplice.

In ogni caso io posso dire di essere spesso d'accordo con un amico di questo Forum, che apparentemente ha idee opposte alle mie: credo che uno degli ultimi riformatori di questa tradizione - ho sempre un certo che ad usare tale parola - sia stato Harnoncourt, che in un nuovo gioco tra prassi ed estetica, è riuscito a comunicare qualcosa di nuovo, pur ponendosi nella continuità.

Qui mi fermo, perché sennò sarebbe un discorso che si potrebbe portare avanti fino agli ultimi giorni di questo Forum.

EDIT: per creare meno problemi, in luogo di "tradizione" si potrebbe usare semplicisticamente il termine meno impegnativo e più generico di "passato". 

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On 18/11/2020 at 17:11, Snorlax dice:

Mi permetto di ricordare - perchè a sua volta me l'aveva segnalato @Ives se non erro - un'ottimo ciclo sinfonico brahmsiano, a capo della sua attuale orchestra, i gloriosi bostonians.

Vero, bellissimo: maturità, equilibrio, suono cristallino, plasticità di fraseggio esemplari e con dinamiche variatissime e sempre coerenti col disegno formale e il carattere delle sinfonie. L'approccio è sicuramente molto tradizionale. I Bostonians suonano divinamente bene! Si trova tranquillamente su Spotify.

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Notare come il nome del music director sia scritto piccolino, mentre è stampato bello grande e in giallo il nome dell'orchestra, povero Andris 😆

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36 minuti fa, Ives dice:

Notare come il nome del music director sia scritto piccolino, mentre è stampato bello grande e in giallo il nome dell'orchestra, povero Andris 😆

E il nome del compositore in grande! ma allora non hanno imparato niente....:

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La giusta gerarchia.

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4 ore fa, Majaniello dice:

E il nome del compositore in grande! ma allora non hanno imparato niente....:

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La giusta gerarchia.

È un po' come negli highlights sulla Juventus del canale YT di Serie A: anche se i bianconeri perdono o vincono con gol di Bernardeschi, comunque in copertina và Cristiano Ronaldo :D

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