Vai al contenuto

Anton Bruckner


Recommended Posts

20 minuti fa, Florestan dice:

Un direttore che invece ha cambiato molto le sue scelte interpretative e non solo in Bruckner è proprio Haitink: anche qui concordo, le sue ultime letture bruckneriane (soprattutto la Sesta con la BRSO e la Nona con la London Symphony) sono generalmente migliori della sua prima integrale con il Concertgebouw, che a me non procura i fastidi che mi procurano altri in questo repertorio, ma neppure grandi entusiasmi.

Pienamente d'accordo, e aggiungo che la maggiore profondità rispetto alle edizioni olandesi (che pure mi dicono di più a paragone del suo quasi contemporaneo Mahler, anch'esso surclassato da successive esibizioni) si respira anche nei non notissimi e generalmente snobbati remake effettuati dalla Philips coi Wiener Philharmoniker negli anni Ottanta.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
  • Risposte 1,9k
  • Created
  • Ultima Risposta

Top Posters In This Topic

37 minuti fa, Florestan dice:

Devo recuperare quella Nona di Mehta, allora. Confesso che non è un direttore che mi piaccia molto in generale, in Bruckner poi non l'ho mai sentito, ma se ci sono un'opera e un direttore che immaginavo lontanissimi, questi sono proprio la Nona e Mehta...

Hai ragione, Wand non è un direttore che abbia cambiato di molto la cifra delle sue interpretazioni, fuorché nell'Adagio della Nona: e non è una questione di tempi assoluti, ma di relazioni interne fra i vari momenti tematici. Io ho indicato il live di Monaco, che è del 1998, come uno dei miei riferimenti, anche per l'eccellenza dell'orchestra, ma anche la registrazione di Lubecca di cinque anni prima con la NDR è un'ottima scelta.

Un direttore che invece ha cambiato molto le sue scelte interpretative e non solo in Bruckner è proprio Haitink: anche qui concordo, le sue ultime letture bruckneriane (soprattutto la Sesta con la BRSO e la Nona con la London Symphony) sono generalmente migliori della sua prima integrale con il Concertgebouw, che a me non procura i fastidi che mi procurano altri in questo repertorio, ma neppure grandi entusiasmi.

 

Mehta si presentava davanti ai Wiener e davanti a Bruckner con tutta l'esuberanza di un giovane artista di talento. Poteva venirne fuori un assoluto disastro, e invece proprio un'opera così ardua e epocale come la Nona bruckneriana è riuscita a convogliare nel suo seno tutta questa esuberanza, portando ad un risultato non solo persuasivo, ma anche indimenticabile. Fu il suo esordio in Decca e, per quel che riguarda il compositore austriaco, Mehta non toccherà mai più quelle vette.

Una rettifica, parlando della Nona di Wand, non intendo quella incisa live a Lubecca nell'88, ma quella successiva, direttamente da Amburgo, ossia questa:

R-11323254-1514222580-2899.jpeg.jpg

 

Per quel che riguarda Haitink, ripeto, quella vecchia integrale non mi ha mai convinto: l'ho sempre trovata sbrigativa, superficiale, grigiastra, persino poco rifinita rispetto agli standard di questo direttore. Come dici tu, meglio il vecchio Haitink. Io mi sono trovato bene con i live colla Staatskapelle di Dresda (che ho lasciato comunque fuori dalla mia lista, per ovvie questioni di spazio):

hrAqP3M.jpg

712S18T1GiL._SL1200_.jpg

 

 

 

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Possiedo mi pare una sola 0, diretta da Haitink, cofanetto con la royal concertgebouw, che non mi ha mai detto nulla, sono andato a prenderlo per esaminarlo, ricordo di aver approfittato compulsivamente di una serie di forti sconti in un grande negozio fisico che non esiste nemmeno più, prezzo pieno (c'è ancora l'etichetta) 87,90 euro, quando cultura, arte e bellezza erano una cosa per ricchi.

Ho ascoltato questo ciclo, quindi, molto tempo fa, e ricordo un Bruckner scialbo, spento, eccessivamente dolce senza essere particolarmente lirico. Potrei essermi sbagliato. Come diceva giustamente qualcuno poco sopra, nel dare giudizi di questo tipo conta molto (forse troppo) lo stato psicologico (o psichico?) del momento, e mi chiedo se tutta la pletora di incisioni consigliate in queste pagine deriva da una attenta analisi delle esecuzioni in oggetto, frutto di ascolti ripetuti, oppure è frutto dell'impressione del dato momento contingente.

Io, per dire, ero rimasto folgorato dalla nona di Bernstein, la riascoltai successivamente e non mi disse proprio nulla.

Pero vi posso dire che adoro il Bruckner di Paternostro.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ricordavo l'anno di quell'incisione di Wand, ma non il luogo: è registrata infatti ad Amburgo, non a Lubecca. A volte capita di sbagliare per troppa sicurezza.

La Sesta di Haitink con la Staatskapelle Dresden è assolutamente allo stesso livello del suo live più recente con la BRSO (del resto parliamo di due fra le maggiori orchestre bruckneriane al mondo...)

L'Haitink del Bruckner con i Wiener io non l'ho dimenticato certo, tant'è vero che ho inserito la sua Terza di quel miniciclo fra i miei riferimenti per la seconda versione.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A mio avviso, un grande, anzi, grandissimo bruckneriano è stato Heinz Rögner (1929-2001) che svolse il grosso della sua carriera in incarichi prestigiosi, soprattutto nelle compagini radiofoniche, nell'ex Germania Est.

Il suo approccio si caratterizza per un'asciuttezza nervosa, tesa, al tempo stesso esaltata, ma rifuggente da enfasi e turgori. La costruzione del dramma insito nelle partiture bruckneriane è calibrata magistralmente. Le sue orchestre suonano sempre aggressive, taglienti, all'attacco, ma disciplinate e compatte. È un Bruckner che può turbare; anche i passaggi lirici (vedi qui il secondo tema del primo movimento) sono comunque intrisi di smania spasmodica.

Ascoltare per credere

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
37 minuti fa, giordanoted dice:

A mio avviso, un grande, anzi, grandissimo bruckneriano è stato Heinz Rögner (1929-2001) che svolse il grosso della sua carriera in incarichi prestigiosi, soprattutto nelle compagini radiofoniche, nell'ex Germania Est.

Il suo approccio si caratterizza per un'asciuttezza nervosa, tesa, al tempo stesso esaltata, ma rifuggente da enfasi e turgori. La costruzione del dramma insito nelle partiture bruckneriane è calibrata magistralmente. Le sue orchestre suonano sempre aggressive, taglienti, all'attacco, ma disciplinate e compatte. È un Bruckner che può turbare; anche i passaggi lirici (vedi qui il secondo tema del primo movimento) sono comunque intrisi di smania spasmodica.

Ascoltare per credere

 

Ecco, io invece Rogner nel Bruckner sinfonico l'ho sempre mal digerito. E' un tipo di ruvidezza che non mi ha mai convinto. A questo punto, meglio in ambito sacro, come qui:

614UKZFPR4L._SX425_.jpg

 

Poi, se faccio il confronto con altri interpreti della ex Germania democratica, non solo i citati Abendroth, Konwitschny e K. Sanderling, ma anche Suitner e Kegel a me paiono distaccarlo di diverse misure. Un altro sopravvalutato è Masur, che con una orchestra come quella del Gewandhaus di Lipsia è riuscito a incidere l'integrale più opaca della storia, in cui le singole esecuzioni spaziano dal decente (qualcosina appena si salva) all'inutile. Ho provato a riscoltarla qualche mese fa, tentando di eliminare ogni pregiudizio  - mi pare proprio in seguito ad una tua suggestione - ma niente, è stato un cavar sangue dalle rape. Però mi piace il fatto che siamo una combriccola così eterogenea! ^_^B)

Se proprio devo ascoltare qualcosa di fuori dal coro - sempre rimanendo in ambito tedesco orientale - guardo a Bongartz, che, se ben ricordo, mi fece scoprire @Wittelsbach qualche settimana dopo il mio ingresso in Forum:

51TecIGrk9L._SX466_.jpg

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A parte i due Kurt, Sanderling e Masur, credo di aver ascoltato molto poco altri interpreti bruckneriani della Germania Est: appena lo farò, dirò le mie impressioni.

Il paragone fra Sanderling e Masur non si pone, nel senso che il primo mi sembra su un altro livello e non solo in Bruckner. Però a Masur darei un'altra chance con altre incisioni più recenti della sua integrale, nella quale mi sembra peraltro di ricordare anche qualche problema di registrazione.

Qualche giorno fa mi sono ascoltato di nuovo la Nona diretta da Skrowaczewski con l'Orchestra Sinfonica della Radio di Francoforte.

A mio modesto parere, semplicemente magnifica:

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
20 minuti fa, Florestan dice:

@Snorlax

L'esibizione di Wand con la NDR a Lubecca è questa  (altra perla), ed è del 2001:

Veramente degno di nota il canale Youtube dell'Orchestra della NDR, che diffonde un buon numero di riprese di concerti di ieri e di oggi, spesso eccellenti e in ottima risoluzione. Di Wand si trova di tutto un po', ma questa Nona ancora mi mancava, deve essere un'aggiunta tutto sommato recente. Rimedierò! :rolleyes:;)

Io comunque, quando citavo quella di Lubecca, mi riferivo a quella più antica, captata nella eccezionale acustica del Duomo. Eccola qua:

81tFYIX3fGL._SL1267_.jpg

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Snorlax dice:

Veramente degno di nota il canale Youtube dell'Orchestra della NDR, che diffonde un buon numero di riprese di concerti di ieri e di oggi, spesso eccellenti e in ottima risoluzione. Di Wand si trova di tutto un po', ma questa Nona ancora mi mancava, deve essere un'aggiunta tutto sommato recente. Rimedierò! :rolleyes:;)

Io comunque, quando citavo quella di Lubecca, mi riferivo a quella più antica, captata nella eccezionale acustica del Duomo. Eccola qua:

81tFYIX3fGL._SL1267_.jpg

 

Questa è veramente una fra le più belle None di sempre, con quell'acustica magica e quel senso di occasione che certe esibizioni hanno misteriosamente, e che si avverte fin dalle prime note. 

Anche questa è su Youtube:

Questo invece è il live di Wand con i Filarmonici di Monaco nel 1998, lettura più tormentata con un'orchestra magnifica (gli archi...):

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Risentendo la Nona di Wand nella cattedrale di Lubecca nel 1988 e quella del 2001 nella sala da concerti, si sente immediatamente che nelle letture più tarde (Berlino e Monaco nel 1998 comprese) il direttore tedesco nel primo movimento rallenta sensibilmente soprattutto la terza area tematica nell'sposizione, mentre non sono altrettanto rilevanti i mutamenti di tempo delle altre due. In particolare la prima area tematica nelle ultime letture di Wand diventa moderatamente più lenta, la seconda anche e con più cambi di tempo interni (da essenzialmente lirica diventa di carattere lirico-drammatico), la terza invece diventa molto più lenta (mi sembra rallentata quasi della metà), il che significa che il "terzo tema" perde ogni aspetto marziale e minaccioso e diventa un'intensa marcia funebre, in cui per dirla con Manzoni "davanti al volto tremendo di Dio (alla morte) si stenta a lodare, ringraziare non si osa, ma si sente che si dovrebbe". Siamo ancora alla fine dell'esposizione del primo movimento e tante cose sono cambiate in pochi anni nell'interpretazione dello stesso direttore... 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sentita la Nona di Bruckner con Mehta e i Wiener, ristampata e rimasterizzata nella collana Decca Legends:

Screenshot-2020-05-08-Spotify-Web-Player

Purtroppo confermo le perplessità che ho con questo direttore: tanto suono, tanta enfasi, ma lo spirito del pezzo per come lo intendo io mi sembra davvero lontano. Se voglio ascoltare una Nona "retorica", ascolto Bernstein sempre con i Wiener, o Barenboim con i Chicago, i Berliner o la Staatskapelle di Berlino, con una perferenza per il primo: Bernstein, pur ammettendo lui stesso la sua distanza spirituale con il mondo bruckneriano, faceva funzionare la "retorica" meglio di chiunque altro.

Non per nulla alle letture "tragiche" di Jochum o Furtwangler e dall'altro lato a quella "antiromantica" di Klemperer (sto semplificando parecchio, ovviamente), preferisco la Nona di Walter...

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
7 minuti fa, Florestan dice:

Sentita la Nona di Bruckner con Mehta e i Wiener, ristampata e rimasterizzata nella collana Decca Legends:

Screenshot-2020-05-08-Spotify-Web-Player

Purtroppo confermo le perplessità che ho con questo direttore: tanto suono, tanta enfasi, ma lo spirito del pezzo per come lo intendo io mi sembra davvero lontano. Se voglio ascoltare una Nona "retorica", ascolto Bernstein sempre con i Wiener, o Barenboim con i Chicago, i Berliner o la Staatskapelle di Berlino, con una perferenza per il primo: Bernstein, pur ammettendo lui stesso la sua distanza spirituale con il mondo bruckneriano, faceva funzionare la "retorica" meglio di chiunque altro.

Non per nulla alle letture "tragiche" di Jochum o Furtwangler e dall'altro lato a quella "antiromantica" di Klemperer (sto semplificando parecchio, ovviamente), preferisco la Nona di Walter...

Concordo. Questa Nona, che acquistai sull'onda di recensioni positive, ha per me una fama superiore ai suoi meriti. Nessun dubbio che sia suonata benissimo e captata altrettanto bene, ma non si discosta da una buona esecuzione nel solco tradizionale. La ascoltai una volta e mai più. Ne ebbi l'impressione di una impotente esteriorità.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 5/5/2020 at 19:48, Florestan dice:

Il paragone fra Sanderling e Masur non si pone, nel senso che il primo mi sembra su un altro livello e non solo in Bruckner. Però a Masur darei un'altra chance con altre incisioni più recenti della sua integrale, nella quale mi sembra peraltro di ricordare anche qualche problema di registrazione.

A parte Bruckner, a me Masur sembra invecchiato ancora peggio. Qualche interesse si trova nelle incisioni anni '70 - vedi Mendelssohn ad esempio, ma anche Schumann, per quanto non sia proprio my cup of tea - poi il grigiore assoluto. Confermo che l'integrale bruckneriana ha pure seri problemi di registrazione, soprattutto in alcune sinfonie - gli ottoni sono spesso lontani o inudibili, un bel problema per un compositore come il Nostro - e il suono è in generale opaco e sgranato. Insomma se ne può benissimo fare a meno.

 

On 7/5/2020 at 00:47, Florestan dice:

Questa è veramente una fra le più belle None di sempre, con quell'acustica magica e quel senso di occasione che certe esibizioni hanno misteriosamente, e che si avverte fin dalle prime note. 

Anche questa è su Youtube:

Questo invece è il live di Wand con i Filarmonici di Monaco nel 1998, lettura più tormentata con un'orchestra magnifica (gli archi...):

 

Conosco molto bene, fortunatamente le ho tutte su supporto discografico. Confermo la grandezza della registrazione con i Munchner - io nella lista ho inserito quella con la NDR, ma ero fortemente indeciso - che ha dalla sua pure un'orchestra in stato di grazia, specialmente gli ottoni, con un sezione dei corni veramente da record. Adesso è da un po' che non l'ascolto, ma ricordo di essermi impressionato la prima volta per il climax tellurico del terzo movimento. Raramente una dissonanza mi ha fatto accapponare la pelle come in quella incisione. In ogni caso, tutto quello che è contenuto in questo cofanetto...

71ztz671HeL._AC_SX679_.jpg

...è su livelli di assoluta eccellenza, sicuramente sono presenti tra le migliori testimonianze interpretative del direttore tedesco. Per chi non l'avesse, ne consiglio caldamente l'acquisto! ^_^;)

 

18 ore fa, Florestan dice:

Risentendo la Nona di Wand nella cattedrale di Lubecca nel 1988 e quella del 2001 nella sala da concerti, si sente immediatamente che nelle letture più tarde (Berlino e Monaco nel 1998 comprese) il direttore tedesco nel primo movimento rallenta sensibilmente soprattutto la terza area tematica nell'sposizione, mentre non sono altrettanto rilevanti i mutamenti di tempo delle altre due. In particolare la prima area tematica nelle ultime letture di Wand diventa moderatamente più lenta, la seconda anche e con più cambi di tempo interni (da essenzialmente lirica diventa di carattere lirico-drammatico), la terza invece diventa molto più lenta (mi sembra rallentata quasi della metà), il che significa che il "terzo tema" perde ogni aspetto marziale e minaccioso e diventa un'intensa marcia funebre, in cui per dirla con Manzoni "davanti al volto tremendo di Dio (alla morte) si stenta a lodare, ringraziare non si osa, ma si sente che si dovrebbe". Siamo ancora alla fine dell'esposizione del primo movimento e tante cose sono cambiate in pochi anni nell'interpretazione dello stesso direttore... 

Grazie per la disamina formale Florestan, molto interessante. :thank_you2: Credo che fino al momento della morte Wand stesse ancora lavorando su questa sinfonia, verso la quale il rapporto era meno consolidato e più "tormentato" rispetto alle altre. Si nota di come stesse cercando nuove vie, dato che i cambiamenti, rispetto a letture di anni addietro, sono abbastanza notevoli...

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 8/5/2020 at 12:09, Florestan dice:

Sentita la Nona di Bruckner con Mehta e i Wiener, ristampata e rimasterizzata nella collana Decca Legends:

Screenshot-2020-05-08-Spotify-Web-Player

Purtroppo confermo le perplessità che ho con questo direttore: tanto suono, tanta enfasi, ma lo spirito del pezzo per come lo intendo io mi sembra davvero lontano. Se voglio ascoltare una Nona "retorica", ascolto Bernstein sempre con i Wiener, o Barenboim con i Chicago, i Berliner o la Staatskapelle di Berlino, con una perferenza per il primo: Bernstein, pur ammettendo lui stesso la sua distanza spirituale con il mondo bruckneriano, faceva funzionare la "retorica" meglio di chiunque altro.

Non per nulla alle letture "tragiche" di Jochum o Furtwangler e dall'altro lato a quella "antiromantica" di Klemperer (sto semplificando parecchio, ovviamente), preferisco la Nona di Walter...

 

On 8/5/2020 at 12:19, giordanoted dice:

Concordo. Questa Nona, che acquistai sull'onda di recensioni positive, ha per me una fama superiore ai suoi meriti. Nessun dubbio che sia suonata benissimo e captata altrettanto bene, ma non si discosta da una buona esecuzione nel solco tradizionale. La ascoltai una volta e mai più. Ne ebbi l'impressione di una impotente esteriorità.

 

Amici, confesso che mi trovo in profondo disaccordo con entrambi. E va bene così, è giusto che vi sia un po' di eterogeneità, e magari, del disaccordo, altrimenti che noia! ;)

Al contrario di voi, a me piace molto l'incisione di Mehta, perché la trovo una lettura completamente genuina, priva di risapute sovrastrutture o di pretese profondità. L'allora giovane direttore indiano - appena ventinovenne - affronta il gigantesco torso bruckneriano con tutta l'esuberanza che quell'età può avere, ed è proprio tale esuberanza a diventare la cifra interpretativa della sua lettura, che è estroversa - ma nient'affatto esteriore - ricca di contrasti, persino elettrizzante nelle sue sonorità. Dunque nessuna presunzione del solito misticismo bruckneriano et similia, ma, al contrario, una lettura diretta e abbacinante, come i colori degli ottoni della Filarmonica di Vienna, qui di una potenza rara a sentirsi. E' una Nona, come già dicevo, scolpita a ferro e fuoco, piena di passione, quasi carnale, materica, praticamente priva di qualsiasi alone spirituale. Nel rigoglio dei venti/trent'anni Mehta non bara, e fa semplicemente quello che può fare meglio: fa sé stesso, dando così alla luce una grandissima prova interpretativa. Io spesso sono stato convinto che certi capolavori vadano masticati lungamente, per anni, per decenni, prima di essere eseguiti: Mehta, forse, costituisce l'eccezione a questa mia convinzione. D'altronde pure Furtone nostro aveva esordito nel mondo della direzione proprio col canto del cigno bruckneriano! :rolleyes:

Peccato che Mehta non sia più riuscito a bissare questa esperienza, scadendo - mi riferisco a Bruckner ma non solo - spesso nella routine, talvolta anche di cattivo artigianato.

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mehta... In tema di invecchiamento nefasto, lui sì che è invecchiato malissimo: intendo riferirmi a com’è oggi, un routinario di lusso, spesso a rimorchio di eventi di dubbio gusto e carrozzoni bocelliani. Che malinconico ancorché dorato crepuscolo per simile talento!

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Per carità, è assolutamente giusto e comprensibile che ognuno abbia i suoi gusti.

Ma, parlando di "matericità" e anche di una certa carnalità, per me sia Furtwangler che Jochum nella Nona, ognuno a suo modo, ne hanno a fiumi: in particolare Jochum con i Berliner riesce a raggiungere esiti vertiginosi pur senza dimenticare l'afflato spirituale che in quella sinfonia a mio modo di vedere non può essere dimenticato.

Prendiamo ad esempio il "primo tema" del primo movimento: non è un dramma che si svolge sotto i nostri occhi, non è un gesto potente che prelude ad uno svolgimento, non è una catastrofe. E' piuttosto qualcosa di irrevocabile che è già successo, e una buona esecuzione deve tener conto e riuscire a trasmettere quel senso di ineluttabilità, quel carattere inevitabile e passato che ha la musica e che contrasta con il presente del "secondo tema", dove qualcosa invece si svolge sotto i nostri occhi, mentre già si presagisce il futuro o meglio, l'atemporalità del "terzo tema". Tutto il primo movimento, prima della spettrale Totentanz dello Scherzo e della meditazione sull'orlo dell'abisso dell'Adagio, si basa sulle relazioni fra tutto questo, e quando di tutto questo non sento ombra in un'esecuzione, non ci ritorno più; può darsi dunque che abbia già ascoltato quella Nona di Mehta come tante altre (ne ho ascoltate davvero tantissime), ma quelle di cui conservo un ricordo sono solo le esecuzioni che mi hanno restituito un senso, quello che ho provato a spiegare qui molto grosso modo e che la musica invece esprime pienamente senza nessun bisogno di parole: a patto che ci sia un interprete che il senso "essenziale" che la musica già possiede e che comprende tutte le letture possibili, lo restituisca in uno dei modi possibili affini a quel senso principale.

Mi rendo conto di essere stato tutt'altro che chiaro, e me ne scuso.

Aspetto con ansia il saggio su Karajan di @giordanoted

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
13 ore fa, Florestan dice:

Ma, parlando di "matericità" e anche di una certa carnalità, per me sia Furtwangler che Jochum nella Nona, ognuno a suo modo, ne hanno a fiumi: in particolare Jochum con i Berliner riesce a raggiungere esiti vertiginosi pur senza dimenticare l'afflato spirituale che in quella sinfonia a mio modo di vedere non può essere dimenticato.

Allora tieniti alla larga da questo boxino:

418074.jpg

Ecco, Rosbaud è mille miglia lontano dalle mie references, però trovo affascinanti le sue letture moderniste, talvolta persino irritanti nella loro sfacciata lucidità. Sicuramente è un direttore che ha saputo dire una parola nuova riguardante l'interpretazione bruckneriana, facendo tabula rasa di tutto il coté mistico-spirituale. Operazione controversa, forse non del tutto convincente, eppure quando si parla di un giocatore di serie A come Rosbaud, si percepisce fin dal primo ascolto non solo un sicuro approfondimento del testo scritto, ma anche il riportare la musica del Nostro in un chiaro disegno estetico. Di nuovo, come l'essere aristotelico, pure Bruckner si dice in molti modi.

Poi, evidentemente, se devo ascoltarmi Bruckner mi rivolgo ai consolidati Dei (pure diversissimi tra loro) come Furtwangler, Jochum, Wand, Giulini etc. - una chance allo scapigliato Mehta continuo a dargliela!:rolleyes: - tuttavia, di fronte ad una visione così schietta e senza compromessi come quella di Rosbaud, mi tolgo il cappello! :thank_you2:

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

4 e 8 le ha incise con la Los Angeles Philharmonic, disponibili a breve nel box dedicato:

61pVIpuX2FL._SX522_.jpg

La 8 successivamente registrata in Israele con la IPO in questo insolito alfa-omega:

500x500.jpg

Coi Wiener anche questo:

MI0002965823.jpg?partner=allrovi.com

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
5 minuti fa, Ives dice:

 

 

La 8 successivamente registrata in Israele con la IPO in questo insolito alfa-omega:

500x500.jpg

 

Questo lo acquistai. Una ciofeca. L'ho perso in uno dei traslochi. Ragazzi, non voglio essere maleducato, ma se dobbiamo parlare di Bruckner, lasciamo perdere Mehta per favore. Preso atto che c'è quella Nona giovanile che, ad alcuni, risulta pregevole, non c'è molto altro da dire sul resto. Lasciamolo a Puccini, Zubin.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
16 ore fa, Snorlax dice:

Allora tieniti alla larga da questo boxino:

418074.jpg

Ecco, Rosbaud è mille miglia lontano dalle mie references, però trovo affascinanti le sue letture moderniste, talvolta persino irritanti nella loro sfacciata lucidità. Sicuramente è un direttore che ha saputo dire una parola nuova riguardante l'interpretazione bruckneriana, facendo tabula rasa di tutto il coté mistico-spirituale. Operazione controversa, forse non del tutto convincente, eppure quando si parla di un giocatore di serie A come Rosbaud, si percepisce fin dal primo ascolto non solo un sicuro approfondimento del testo scritto, ma anche il riportare la musica del Nostro in un chiaro disegno estetico. Di nuovo, come l'essere aristotelico, pure Bruckner si dice in molti modi.

Poi, evidentemente, se devo ascoltarmi Bruckner mi rivolgo ai consolidati Dei (pure diversissimi tra loro) come Furtwangler, Jochum, Wand, Giulini etc. - una chance allo scapigliato Mehta continuo a dargliela!:rolleyes: - tuttavia, di fronte ad una visione così schietta e senza compromessi come quella di Rosbaud, mi tolgo il cappello! :thank_you2:

 

Ecco, vedo che a ragion veduta credevo di non essere stato chiaro.

Rosbaud ha fatto benissimo a tentare di riportare Bruckner nell'alveo della pura forma musicale, disinteressandosi delle sottolineature metafisiche e religiose. E' una strada possibile, forse anche auspicabile, di fronte a esagerazioni nell'altro senso (non ho pronunciato Celibidache...)

Ma non è questo il senso che ha la Nona di Bruckner. La Nona di Bruckner ha un senso che può essere espresso solo con la musica, ed è spirituale in questo senso: che poi sia dedicata al buon Dio e nella partitura siano citati passi tratti da composizioni religiose ci dice molto sull'Uomo Bruckner e sullo stato d'animo in cui compose questa sinfonia, ma non molto della sinfonia stessa. Del resto non credo che della Settima qualcuno abbia pensato che sia un'opera con contenuti "politici" o comunque connessi al suo dedicatario, Ludwig II, e mi rendo conto che sto un po' estremizzando. L'importante è per esempio far risaltare la differenza fondamentale del contenuto tematico dell'esposizione del primo movimento rispetto allo stesso contenuto nella ripresa, dove il passato irrevocabile del "primo tema" diventa tremendo presente, il presente del "secondo tema" si fa mero ricordo e l'atemporalità futura del "terzo tema" si trasforma in imminenza e immanenza. Tutto questo può essere espresso in molti modi, ma non in tutti i modi: e Rosbaud trova il modo più sobrio per esprimere comunque questo senso musicale. Un modo che non mi pare così diverso dalla mirabile Nona di Schuricht con i Wiener, a parte l'eccellenza dell'orchestra e la qualità della registrazione, e detto anche che di certo del cofanetto di Rosbaud (che ho ascoltato e apprezzo) non è certo la Nona a figurare fra gli esiti migliori.

Spero di aver chiarito meglio ciò che intendevo e mi riprometto qualche altra impressione di ascolto delle registrazioni che mi hanno colpito, della Nona e di altre sinfonie del nostro Bruckner.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, giordanoted dice:

Questo lo acquistai. Una ciofeca. L'ho perso in uno dei traslochi. Ragazzi, non voglio essere maleducato, ma se dobbiamo parlare di Bruckner, lasciamo perdere Mehta per favore. Preso atto che c'è quella Nona giovanile che, ad alcuni, risulta pregevole, non c'è molto altro da dire sul resto. Lasciamolo a Puccini, Zubin.

In effetti, "puzzava" di ciofeca quel disco, pur non avendolo mai sentito.

Ma gli esperti bruckneriani che dicono di questa integrale Pentatone?

714e6NrGMLL._SL1500_.jpg

Con la vecchia orchestra di Ansermet, storicamente votata al repertorio francese...

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Unisciti alla conversazione

Puoi rispondere adesso e registrarti subito dopo. Se hai un account, ACCEDI.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.


×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy