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orecchio assoluto


Violin
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Io non ho l'orecchio assoluto, però ad esempio ci sono degli accordi o note che mi capita di riconoscere subito senza alcun problema perchè mi ricordano pezzi che ho ascoltato e riascoltato.

Tipo i do# dell'inizio della rapsodia ungherese di liszt.

Ciao, ho capito.

A me viene spontaneo prendere come riferimento il primo pezzo di Mozart che ho suonato, in cui le prime 3 note sono DO, MI e SOL. L'ho suonato tante volte in varie scale, ma quelle 3 note stanno sempre lì al loro posto nella mia memoria.

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[...]Quando ascolto le note di un brano, e come se io sentissi parlare una persona, e ogni nota che ascolto mi dice lei stessa che è un re, un mi etc.
Perché il tuo cervello ha creato un'associazione molto forte fra i suoni e la loro denominazione musicale in una scala di DO maggiore.
Se prendiamo in considerazione la tastiera del pianoforte, dei dodici suoni che formano la scala cromatica, io sento le note in questo modo:

do, do#, re, mib, mi, fa, fa#, sol, lab, la, sib, si.

Quando memorizzo la musica di un pezzo, e lo suono, anche se una nota in brano è scritta come reb, io la canto in mente come do#, perchè il suono del pianoforte mi dice che quella nota è do# (a livello di accordatura).

Per esempio, prendiamo la sonata di Chopin n.2, per me l'inizio non è reb sib do reb sib, ma do# sib do do# sib.

Come dicevo prima, accade per via della tua associazione fra suoni e denominazioni delle note nell'ambito della scala di DO maggiore. Dovresti allenare il tuo cervello ad essere più flessibile, ma ovviamente non è affatto facile.
La sintesi è che se lo strumento è accordato mezzotono sotto, vado in crisi, e il pezzo lo devo pensare mezzo tono sotto perchè se no nn riesco a suonarlo.
Così però puoi accordare gli strumenti ad orecchio, ed accorgerti subito quando uno è stonato. ;) Certo che se uno per ragioni tecniche lo deve accordare diversamente, allora è un problema.
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Forse parli proprio della sinestesia: in questo caso non è una malattia, anzi, è diffusissima tra i musicisti.
Non è una malattia, qui si parla di sinestesia.

Ho letto "Nell’Ottocento era indice di una forma deviante, una sindrome, genetica o acquisita, che caratterizza un numero ristretto di persone. Da molti considerata come una patologia. " :scratch_one-s_head: Su Wiki invece "Si presenta a volte in concomitanza con altre affezioni come il mancinismo, l'allochiria (confusione della mano destra con la sinistra), scarso senso dell'orientamento, dislessia, deficit dell'attenzione e, scarsamente, autismo."

Insomma, anche a me ad esempio piace associare VOLONTARIAMENTE il colore verde al Fa... ma non è che se sento un Fa la mia vista viene pervasa dal colore verde altrimenti sarebbe alquanto problematico un conflitto visivo-uditivo. ;)

Quando ascolto le note di un brano, e come se io sentissi parlare una persona, e ogni nota che ascolto mi dice lei stessa che è un re, un mi etc.

Come fai per gli accordi? :worried_anim: E i quarti di tono??

Dimenticavo... e i battimenti? (oltre alla sensazione -trapano nell'orecchio?!-)

Per esempio, prendiamo la sonata di Chopin n.2, per me l'inizio non è reb sib do reb sib, ma do# sib do do# sib.

Io lo faccio per comodità invece, nel senso che talvolta trascrivo la stessa parte mischiando bemolli e diesis... e sono stata tacciata di eresia perché così vogliono le regole armoniche. <_<

Eppure non ho l'orecchio assoluto... anche per me è questione di allenamento come dice Miccantino.

:shiftyeyes_anim:

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Ho letto "Nell’Ottocento era indice di una forma deviante, una sindrome, genetica o acquisita, che caratterizza un numero ristretto di persone. Da molti considerata come una patologia. " :scratch_one-s_head: Su Wiki invece "Si presenta a volte in concomitanza con altre affezioni come il mancinismo, l'allochiria (confusione della mano destra con la sinistra), scarso senso dell'orientamento, dislessia, deficit dell'attenzione e, scarsamente, autismo."

Insomma, anche a me ad esempio piace associare VOLONTARIAMENTE il colore verde al Fa... ma non è che se sento un Fa la mia vista viene pervasa dal colore verde altrimenti sarebbe alquanto problematico un conflitto visivo-uditivo. ;)

Ricordo un sondaggio di qualche anno fa in un forum musicale in cui parecchi confermarono di avere questa "abilità". Al tempo non l'avevo, oggi, dopo molti e molti ascolti musicali ho fatto tesoro di questa cosa, se sento una melodia particolarmente coinvolgente deve avere un colore.

Qualche esempio personale: la melodia che accompagna Pierino in "Pierino ed il lupo" suona verde così come dei pezzi orchestrali allegri di Mozart, l'album "Rio" dei Duran Duran suona arancione, giallo e rosso, "Merry Christmas mr Lawrence" di Sakamoto suona bianco, blu e azzuro, la "Sonata al chiaro di luna" di Beethoven blu, nero e giallo (di fatto lo immagino suonare il piano in una stanza buia al chiaro di luna) ecc. ecc.

A questo si legano anche immagini, calore e freddezza, a volte perfino odori! Credo sia questo a dare l'anima a certi pezzi, ciò che li rende davvero umani ed espressivi.

Da qui l'idea di sfruttare questa cosa per riconoscere le singole note.

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Ricordo un sondaggio di qualche anno fa in un forum musicale in cui parecchi confermarono di avere questa "abilità". Al tempo non l'avevo, oggi, dopo molti e molti ascolti musicali ho fatto tesoro di questa cosa, se sento una melodia particolarmente coinvolgente deve avere un colore.

Qualche esempio personale: la melodia che accompagna Pierino in "Pierino ed il lupo" suona verde così come dei pezzi orchestrali allegri di Mozart, l'album "Rio" dei Duran Duran suona arancione, giallo e rosso, "Merry Christmas mr Lawrence" di Sakamoto suona bianco, blu e azzuro, la "Sonata al chiaro di luna" di Beethoven blu, nero e giallo (di fatto lo immagino suonare il piano in una stanza buia al chiaro di luna) ecc. ecc.

A questo si legano anche immagini, calore e freddezza, a volte perfino odori! Credo sia questo a dare l'anima a certi pezzi, ciò che li rende davvero umani ed espressivi.

Da qui l'idea di sfruttare questa cosa per riconoscere le singole note.

Io quando ascolto la melodia iniziale di "Pierino e il lupo" non vedo semplicemente il colore verde... Vedo proprio tutta la scena: alberi, prati, sole, nuvole, ruscelli, uccelli che cinguettano, pierino che passeggia fischiettando felice, ecc.

Diciamo che quelle particolari successioni di note, eseguite in un certo modo e con determinati strumenti, possono evocare dentro di sè delle sensazioni molto forti. Ma sono convinto che la singola nota, presa singolarmente, non evochi nessuna sensazione particolare, a meno che non la si associ ad un pezzo musicale che ci sta a cuore (ma anche qui la vedo dura, se non si prende almeno una successione di 3 note).

Comunque rimangono delle percezioni molto soggettive.

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Io quando ascolto la melodia iniziale di "Pierino e il lupo" non vedo semplicemente il colore verde... Vedo proprio tutta la scena: alberi, prati, sole, nuvole, ruscelli, uccelli che cinguettano, pierino che passeggia fischiettando felice, ecc.

Anche io. ;)

Certo, per focalizzare al meglio i dettagli ci vorrebbe qualche aiuto diciamo... chimico. :P

Diciamo che quelle particolari successioni di note, eseguite in un certo modo e con determinati strumenti, possono evocare dentro di sè delle sensazioni molto forti. Ma sono convinto che la singola nota, presa singolarmente, non evochi nessuna sensazione particolare, a meno che non la si associ ad un pezzo musicale che ci sta a cuore (ma anche qui la vedo dura, se non si prende almeno una successione di 3 note).

Comunque rimangono delle percezioni molto soggettive.

E per ora sono parzialmente d'accordo: almeno nel mio caso una singola nota richiama varie cose, in modo molto labile. Devo ripetere l'esperimento qualche altra volta e trovare dei riferimenti fissi. Magari anche solo 4 note potrebbero andare bene, purchè sia impossibile sbagliarle, poi potrei sfruttare l'orecchio relativo (per me non è un problema alzare di un tono o semitono) e ricavarsi le note circostanti.

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Ciao, innanzitutto ti ringrazio per la risposta, ti sei spiegato benissimo.

Mi stai dicendo delle cose nuove: innanzitutto che anche tra orecchi assoluti ci sono delle differenze.

Inoltre hai un modo "diretto" di riconoscere le note, anche particolare vista la faccenda delle alterazioni.

Sarebbe interessante capire come mai sei arrivato a sentirle così, il perchè le note DO, MI, FA, LA, SI sono in un certo senso "privilegiate" o meglio ancora perchè RE e SOL non lo sono. Magari è l'impostazione data da qualche maestro, forse RE e SOL "ti piacciono di meno", ecc. ecc.

Suoni altri strumenti oltre al piano?

il clavicembalo, ma è sempre uno strumento a tastiera e quindi non fa testo.

Cmq, per risp alla tua domanda, ho scoperto di avere l'orecchio assoluto per caso, perchè quando ero al primo anno e memorizzavo i pezzi a memoria, quando l'insegnante mi faceva fare la verifica scritta, ho scritto le note sempre così, quindi non ti saprei dire perchè di una certa impostazione. Una spiegazione che posso darti è che quando mio padre suona il volino, per esempio, riesco a sentire la differenza fra re# e mib (cioè sento il cambiamento di voce della nota), quindi mi verrebbe da pensare che il sistema temperato col quale è accordato il pianoforte, mi fa sentire le note così come l'ho descritte nel precedente intervento.

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il clavicembalo, ma è sempre uno strumento a tastiera e quindi non fa testo.

Cmq, per risp alla tua domanda, ho scoperto di avere l'orecchio assoluto per caso, perchè quando ero al primo anno e memorizzavo i pezzi a memoria, quando l'insegnante mi faceva fare la verifica scritta, ho scritto le note sempre così, quindi non ti saprei dire perchè di una certa impostazione. Una spiegazione che posso darti è che quando mio padre suona il volino, per esempio, riesco a sentire la differenza fra re# e mib (cioè sento il cambiamento di voce della nota), quindi mi verrebbe da pensare che il sistema temperato col quale è accordato il pianoforte, mi fa sentire le note così come l'ho descritte nel precedente intervento.

Beh, se hai un padre violinista ci sta che tu abbia l'orecchio assoluto, di fatto sei stato educato a distinguere le note, magari incosapevolmente.

Anche il fatto che imparavi i pezzi a memoria è una particolarità, forse è la causa o forse solo una delle conseguenze dell'orecchio assoluto.

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il clavicembalo, ma è sempre uno strumento a tastiera e quindi non fa testo.

[..]Una spiegazione che posso darti è che quando mio padre suona il volino, per esempio, riesco a sentire la differenza fra re# e mib (cioè sento il cambiamento di voce della nota), quindi mi verrebbe da pensare che il sistema temperato col quale è accordato il pianoforte, mi fa sentire le note così come l'ho descritte nel precedente intervento.

Per me abbiamo centrato in problema... non vorrei scommetterci, ma l'incidenza orecchio assoluto- strumento è proprio con quelli a tastiera. Perché?

Bé, nella mia ignoranza non mi sembra che il pianoforte (a meno che scordato di suo o nel tempo) abbia questa gran differenza di intonazione da un minuto all'altro. Negli strumenti a fiato invece (flauto soprattutto :D) ci sono 20 intonazioni diverse per la stessa nota.... nella stessa ora di esercizi puoi intonare diversamente mille e mille volte... inoltre ci sono altri fattori che non ti fanno apprezzare sempre le stesse note.

Ecco spiegato l'arcano, in tali situazioni uno come fa??? :)

Se volete smentire la tesi elencate almeno 5 persone dotate di orecchio assoluto che non abbiano mai toccato un pianoforte...

In fondo penso sia come con la lingua: uno impara a riconoscere una A da una B a furia di sentirlo. :D

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Che discussione interessnte!

anche io mi sono posta un sacco di domande al riguado, ma penso che al di là della distinzione generale orecchio assoluto/relativo il modo di percepire le note sia diverso da persona a persona!

A me capita una cosa strana. Ho l'orecchio assoluto, ma mentre con il pianoforte individuo le note con grande facilità, con altri strumenti mi trovo in difficoltà se le note sono molto basse o molto acute, e non riesco ad individuarle separatamente al di fuori di una melodia.

E' una cosa molto strana o capita anche a qualcuno di voi?

Questo mi ha portato a pensare che è un fatto di memoria uditiva, perchè con timbri più familiari è immediato mentre con timbri meno familiari non lo è sempre. Cmq è una cosa molto istintiva e difficile da spiegare, io sentendo il suono sento insieme il nome della nota.

Ma alla fine penso che sia una cosa di carattere generale. Cioè alcune persone potrebbero avere più facilità a memorizzare i valori delle cose, piuttosto i rapporti tra esse o viceversa. Nel nostro caso: per alcuni è più facile memorizzare gli Hz piuttosto che i rapporti tra Hz...(va bè chiaramente a livello inconscio, non è che uno individua il numero di oscillazioni al secondo ;-))

Inoltre ho notato che mentre col pianoforte la nota è inequivolmente quella, col violino la individuo subito, ma senza confrontarla con le altre è più difficile dire in modo assoluto se è intonata o no dato che ci sono distanze molto più piccole di semitoni(a differenza del pianoforte).

Ad esempio anche una corda vuota, la nota la sento subito e capisco anche se è accordato più o meno. ma per vedere se la corda è ben accordata sento sempre la necessità di confrontarla con le altre e verificare,

Per quanto riguarda l'associare suoni a colori, mi capita anche quello, ma penso dipenda dal fatto che quando avevo tre anni mi hanno insegnato così a leggere e riconoscere le note! infatti ancora le associo agli stessi colori che mi hanno insegnato da piccola!

(do viola, re rosso, mi marrone, fa giallo, sol verde, la azzurro, si nero :-))

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Che discussione interessnte!

anche io mi sono posta un sacco di domande al riguado, ma penso che al di là della distinzione generale orecchio assoluto/relativo il modo di percepire le note sia diverso da persona a persona!

A me capita una cosa strana. Ho l'orecchio assoluto, ma mentre con il pianoforte individuo le note con grande facilità, con altri strumenti mi trovo in difficoltà se le note sono molto basse o molto acute, e non riesco ad individuarle separatamente al di fuori di una melodia.

E' una cosa molto strana o capita anche a qualcuno di voi?

Questo mi ha portato a pensare che è un fatto di memoria uditiva, perchè con timbri più familiari è immediato mentre con timbri meno familiari non lo è sempre. Cmq è una cosa molto istintiva e difficile da spiegare, io sentendo il suono sento insieme il nome della nota.

Ma alla fine penso che sia una cosa di carattere generale. Cioè alcune persone potrebbero avere più facilità a memorizzare i valori delle cose, piuttosto i rapporti tra esse o viceversa. Nel nostro caso: per alcuni è più facile memorizzare gli Hz piuttosto che i rapporti tra Hz...(va bè chiaramente a livello inconscio, non è che uno individua il numero di oscillazioni al secondo ;-))

Inoltre ho notato che mentre col pianoforte la nota è inequivolmente quella, col violino la individuo subito, ma senza confrontarla con le altre è più difficile dire in modo assoluto se è intonata o no dato che ci sono distanze molto più piccole di semitoni(a differenza del pianoforte).

Ad esempio anche una corda vuota, la nota la sento subito e capisco anche se è accordato più o meno. ma per vedere se la corda è ben accordata sento sempre la necessità di confrontarla con le altre e verificare,

Per quanto riguarda l'associare suoni a colori, mi capita anche quello, ma penso dipenda dal fatto che quando avevo tre anni mi hanno insegnato così a leggere e riconoscere le note! infatti ancora le associo agli stessi colori che mi hanno insegnato da piccola!

(do viola, re rosso, mi marrone, fa giallo, sol verde, la azzurro, si nero :-))

Ciao, ti ringrazio per le informazioni. Ancora una volta viene fuori il fatto che l'orecchio assoluto ha varie sfumature.

Hai anche detto che ti hanno insegnato ad associare quelle note ad un colore: ma i colori ti sono stati "imposti" oppure sono stati scelti cercando di adattarsi a come li vedevi tu?

Quelli che hai scritto sono tutti molto diveri fra loro, manca ad esempio l'arancione (che si potrebbe confondere con giallo e rosso), il blu (che è simile all'azzurro), il bianco (con il giallo) e così via, quindi mi sembra che siano delle "convenzioni" per imparare a distinguere le note, non la traduzione del suono in colore.

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Bè quando avevo 3 anni facevo musica all'asilo, quindi hanno scelto dei colori convenzionali per insegnare le note a tutti quanti i bambini insieme. Non si sono mai soffermati a vedere se le note venivano davvero percepite così da ogni singola persona.. noi leggevamo i colori su un cartellone(figurati al posto delle note avevano messo dei fiori colorati!) e dovevamo premere la nota su una tastiera dove c'era un adesivo dello stesso colore..penso che sia un metodo usato frequentemente con i bambini piccoli! cmq si, ci sono state "imposte".

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Ciao a tutti,

secondo voi è possibile imparare a riconoscere le note?

Ogni tanto ne sento parlare e sembra quasi che chi è in grado di farlo sia in possesso di un'arte per pochi.

A me per iniziare basterebbe saper distinguere una nota "naturale" dall'equivalente # o b.

Al conservatorio qualcosa ero in grado di fare ma adesso non ci riesco proprio.

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Ciao a tutti,

secondo voi è possibile imparare a riconoscere le note?

Ogni tanto ne sento parlare e sembra quasi che chi è in grado di farlo sia in possesso di un'arte per pochi.

A me per iniziare basterebbe saper distinguere una nota "naturale" dall'equivalente # o b.

Al conservatorio qualcosa ero in grado di fare ma adesso non ci riesco proprio.

Ci sono dei corsi di educazione all'orecchio, però mi dicono che se non hai l'orecchio assoluto è quasi inutile :( .

In ogni caso non ci credo, con tanto esercizio si puo fare tanto.

Io sono una frana in questo, però spesso riconosco note alterate e tonalità con bemolli perchè mi danno l'impressione di qualcosa di più misterioso, tetro, orientaleggiante.

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Se non si ha l'orecchio assoluto si può lavorare per sviluppare almeno l'orecchio relativo, io ho fatto così: mi sono trovata una nota di partenza, ossia una nota che riuscissi a cantare facilmente e che fosse stabile di intonazione per me, nel mio caso era il sol sotto il do centrale, da quella io mi trovo tutte le altre basandomi su scale e arpeggi, non so se ti posso essere stata utile, spero di si, lascio comunque spazio ad altre strategie :laughingsmiley:

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Ciao, occasionalmente ho modo di esprimere qualche considerazione da modesto dilettante.

La questione è sicuramente complessa, mia personalissima opinione è che innanzitutto quanto più si sente meglio, meglio è , e infine che è meglio sentire tanto.

Mi viene da aggiungere che bisognerebbe applicarsi attentamente.

Ogni orecchio può essere meglio allenato.

Dal punto di vista prettamente tecnico, non mi sembra che riconoscere l'esatta altezza di una nota, lo privilegi da chi riconosce esattamente gli intervalli (precisi) tra le note.

Forse che per riconoscere gli intervalli non si riconoscono le note?

Se mi è permesso un approccio un po' psicologico, non mi sembra affatto il caso di stabilire catergorie di merito o altro, perchè sembrerebbe troppo chiaramente o una scusante o vanagloria

Ciao

Francesco

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  • 1 month later...

vorrei capire una cosa sull'orecchio assoluto, quando uno che ce l'ha sente una nota riesce ad identificarla dicendo anche il nome, ma per poter dire il nome della nota non bisogna avere ben in mente la corrispondenza suono, nome della nota? altrimenti come fate a dire che ad esempio quella nota è un si se non sapete che a quel suono è associato il nome di si. Cerco di spiegarmi meglio, ad esempio io quando sento una nota non so dargli un nome però penso di non esserne capace perchè non so qual'è il corrispondente nome, cioè non conosco il suono delle note...meglio ancora, so che ne note sono do ,re mi fa ecc ma conosco solo il loro nome, non il suono. Se io suono un la, so che sto suonando un la perchè riconosco la corda e la posizione delle dita, non dal suono...so che magari sono strano io però in generale come discorso mi sembra plausibile...

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beh se tu studi da tempo è ovvio che il tuo orecchio si allena a distinguere i suoni, di conseguenza avrai anche tu un orecchio assoluto. Tranne che sei,o che eri, un bambino prodigio, allora li è tutto un'altro discorso.. :smile_anim:

mmm...ne sei sicuro? perchè leggendo la discussione mi pare di aver capito che l'orecchio assoluto non si può ottenere con lo studio ma bisogna avercelo fin da bambini. Quello che si può fare con lo studio è avere un buon orecchio relativo..

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vorrei capire una cosa sull'orecchio assoluto, quando uno che ce l'ha sente una nota riesce ad identificarla dicendo anche il nome, ma per poter dire il nome della nota non bisogna avere ben in mente la corrispondenza suono, nome della nota? altrimenti come fate a dire che ad esempio quella nota è un si se non sapete che a quel suono è associato il nome di si. Cerco di spiegarmi meglio, ad esempio io quando sento una nota non so dargli un nome però penso di non esserne capace perchè non so qual'è il corrispondente nome, cioè non conosco il suono delle note...meglio ancora, so che ne note sono do ,re mi fa ecc ma conosco solo il loro nome, non il suono. Se io suono un la, so che sto suonando un la perchè riconosco la corda e la posizione delle dita, non dal suono...so che magari sono strano io però in generale come discorso mi sembra plausibile...

Il nome delle note sono delle convenzioni in fondo, chi ha l'orecchio assoluto riconosce proprio il suono e a questo associa poi il nome convenzionale :laughingsmiley: e lo riconosce a prescindere dalla vista della posizione che vede, anzi non ha proprio bisogno di vedere...

Ti racconto un aneddoto che riguarda un giovane violinista che conosco molto bene: lui cominciò a studiare il violino con la madre che è anche violinista verso i 5 anni, all'inizio molto sporadicamente poi verso i 6 anni e mezzo la madre che non aveva mai tempo si decise a fargli delle lezioni più regolari, però il rapporto tra loro si stava deteriorando perchè lei era molto esigente per cui pensò di farlo entrare in Conservatorio per fargli avere un Maestro che fosse per lui una guida

Ora il ragazzino aveva 7 anni e l'età minima per entrare erano i 9 anni così la madre lo mise sotto a studiare perchè pensava che se non avesse dimostrato di essere in gamba non l'avrebbero preso in considerazione e lui fece un'ammissione con 12 studi, tutti diversi per tipo di difficoltà, tratti da Sitt 2° e 3° volume, Kayser, Mazas, Kreutzer, tutte le scale di Flesch, e Concerto in La m di Vivaldi...poi pensò: ma vuoi vedere che magari gli fanno i test attitudinali per il ritmo e l'orecchio? allora dissa al figlio: girati che ti suono due note e tu mi devi dire quale delle due è la più alta e iniziò a suonargli un intervallo abbastanza grande, dal momento che il figlio rispondeva esattamente la madre riduceva sempre più l'intervallo, un po' indispettita dal fatto che lui non ne sbagliava uno pensò: adesso ti sistemo io! gli suonò un do e un do diesis, quindi una distanza di semitono ma evidentemente anche il ragazzino era abbastanza esasperato da questa insistenza della madre su questo "gioco" e spazientito le disse: a mà! il do diesis!!!

questo per dirti che cosa significa avere l'orecchio assoluto... :laughingsmiley:

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