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orecchio assoluto


Violin
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Torno a non capire la distinzione fatta da alcuni fra orecchio assoluto e orecchio relativo.

Secondo me, la cosa è molto semplice: il nostro cervello lavora per associazioni. Le informazioni sono maggiormente ricordate quante più associazioni abbiamo memorizzate verso di esse e quanto più spesso ripeschiamo tali informazioni dalla nostra scatoletta neuronale.

Esempio: gran parte di noi si ricordano il proprio numero di telefono, il codice fiscale e informazioni similari. Tuttavia, se cerchiamo di memorizzare un numero di 10 cifre qualsiasi, come ad esempio, 3925823841, tale numero riusciremo a memorizzarlo per un po', ma poi, dopo 10 minuti passati a fare tutt'altro, già non ci ricorderemo più un tubo (se non forse qualche cifra). Tuttavia, se riuscissimo ad associare delle altre informazioni a quel numero (ad esempio, dividendolo in gruppetti di cifre ai quali associamo dei significati particolari, tipo giorno della propria data di nascita, mese di una ricorrenza, ecc.) allora riusciremmo facilmente a ricordare il numero per un tempo notevolmente più lungo.

Un altro metodo per ricordare è quello che io chiamo a "forza bruta", consistente nel ripetere e ripetere e ripetere quella cosa da memorizzare, fino a "stamparsela a fuoco" nel cervello. Dopodiché basterà effettuare un richiamino, di tanto in tanto, per riuscirsela a ricordare anche per sempre. E' quello che avviene naturalmente con la memorizzazione del proprio numero di telefono.

Ora, perché tutto ciò dovrebbe essere diverso per il suono e le note? Infatti per me è esattamente la stessa cosa. Memorizzare delle battute o interi brani musicali, così come associare una parola (o, perché no, anche un colore) ad una singola nota di una frequenza precisa, è sempre lo stesso discorso.

Se per "orecchio assoluto" voi intendete una persona che è stata in grado di effettuare associazione PAROLA<->NOTA in tempi brevissimi rispetto al normale (tipo che a 10 anni, o anche prima, già era in grado di farlo), allora secondo me questo è semplicemente un caso di persona dotata di una "formidabile" memoria associativa, particolarmente predisposta alle associazioni con i suoni e, quindi, maggiormente facilitata in ciò rispetto alle capacità standard. Ma ciò non toglie che con lo studio costante si possa ottenere esattamente lo stesso risultato, semplicemente mettendoci un po' più di tempo, perché si pratica praticamente il secondo metodo di memorizzazione su esposto, ovvero, il metodo a forza bruta (che può richiedere un tempo più o meno lungo, a seconda delle proprie capacità associative e di concentrazione). ;)

In conclusione, per me non esiste l'orecchio assoluto o relativo, ma esiste una differente predisposizione di ognuno di noi ad effettuare, più o meno facilmente, certi tipi di associazioni fra informazioni di natura differente.

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Torno a non capire la distinzione fatta da alcuni fra orecchio assoluto e orecchio relativo.

Secondo me, la cosa è molto semplice: il nostro cervello lavora per associazioni. Le informazioni sono maggiormente ricordate quante più associazioni abbiamo memorizzate verso di esse e quanto più spesso ripeschiamo tali informazioni dalla nostra scatoletta neuronale.

Esempio: gran parte di noi si ricordano il proprio numero di telefono, il codice fiscale e informazioni similari. Tuttavia, se cerchiamo di memorizzare un numero di 10 cifre qualsiasi, come ad esempio, 3925823841, tale numero riusciremo a memorizzarlo per un po', ma poi, dopo 10 minuti passati a fare tutt'altro, già non ci ricorderemo più un tubo (se non forse qualche cifra). Tuttavia, se riuscissimo ad associare delle altre informazioni a quel numero (ad esempio, dividendolo in gruppetti di cifre ai quali associamo dei significati particolari, tipo giorno della propria data di nascita, mese di una ricorrenza, ecc.) allora riusciremmo facilmente a ricordare il numero per un tempo notevolmente più lungo.

Un altro metodo per ricordare è quello che io chiamo a "forza bruta", consistente nel ripetere e ripetere e ripetere quella cosa da memorizzare, fino a "stamparsela a fuoco" nel cervello. Dopodiché basterà effettuare un richiamino, di tanto in tanto, per riuscirsela a ricordare anche per sempre. E' quello che avviene naturalmente con la memorizzazione del proprio numero di telefono.

Ora, perché tutto ciò dovrebbe essere diverso per il suono e le note? Infatti per me è esattamente la stessa cosa. Memorizzare delle battute o interi brani musicali, così come associare una parola (o, perché no, anche un colore) ad una singola nota di una frequenza precisa, è sempre lo stesso discorso.

Se per "orecchio assoluto" voi intendete una persona che è stata in grado di effettuare associazione PAROLA<->NOTA in tempi brevissimi rispetto al normale (tipo che a 10 anni, o anche prima, già era in grado di farlo), allora secondo me questo è semplicemente un caso di persona dotata di una "formidabile" memoria associativa, particolarmente predisposta alle associazioni con i suoni e, quindi, maggiormente facilitata in ciò rispetto alle capacità standard. Ma ciò non toglie che con lo studio costante si possa ottenere esattamente lo stesso risultato, semplicemente mettendoci un po' più di tempo, perché si pratica praticamente il secondo metodo di memorizzazione su esposto, ovvero, il metodo a forza bruta (che può richiedere un tempo più o meno lungo, a seconda delle proprie capacità associative e di concentrazione). ;)

In conclusione, per me non esiste l'orecchio assoluto o relativo, ma esiste una differente predisposizione di ognuno di noi ad effettuare, più o meno facilmente, certi tipi di associazioni fra informazioni di natura differente.

la tua ipotesi di capacità associativa è interessante, l'unica cosa è che chi ha l'orecchio assoluto non ha bisogno di fare il minimo esercizio riconosce i suoni e basta ma sono d'accordo con te che se ci si mette d'impegno si può riuscire a riconoscere i suoni mettendoli a confronto con dei suoni standard e quindi si parla di orecchio relativo

l'unica cosa che mi chiedo in fondo a questa discussione è: è così importante avere l'orecchio assoluto? secondo me no, l'importante è non essere sordi se si vuole fare i musicisti, di Beethoven ce n'è stato già uno!!! :laughingsmiley:

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Guest Fede_Rinhos
secondo me no, l'importante è non essere sordi se si vuole fare i musicisti, di Beethoven ce n'è stato già uno!!! :laughingsmiley:

tu lo dici scherzando, ma io ne approfitto per far notare una cosa interessante. Di musicisti sordi ce ne sono tanti, e leggevo in un libro che addirittura Direttori d'orchestra sordi ce ne sono stati tanti anche di illustri (vedi un certo Furtwangler) ma di ciechi, mai! Questo farebbe pensare che i grandi direttori d'orchestra dirigono veramente con gli occhi (un po' alla Karajan) piuttosto che ascoltando sul serio quello che suonava l'orchestra :D

fine OT

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tu lo dici scherzando, ma io ne approfitto per far notare una cosa interessante. Di musicisti sordi ce ne sono tanti, e leggevo in un libro che addirittura Direttori d'orchestra sordi ce ne sono stati tanti anche di illustri (vedi un certo Furtwangler) ma di ciechi, mai! Questo farebbe pensare che i grandi direttori d'orchestra dirigono veramente con gli occhi (un po' alla Karajan) piuttosto che ascoltando sul serio quello che suonava l'orchestra :D

fine OT

onestamente non capisco come ci possa essere un direttore sordo: come fa a capire se l'orchestra fa veramente il pianissimo che chiede? se il suono che esce è della qualità che lui desidera? io posso immaginare più facilmente un direttore cieco che sordo perchè una volta che conosce la disposizione dell'orchestra può dare le indicazioni che ritiene opportune ma se è sordo per lui deve essere tanto difficile esprimersi, Beethoven è stato un genio per questo...

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tu lo dici scherzando, ma io ne approfitto per far notare una cosa interessante. Di musicisti sordi ce ne sono tanti, e leggevo in un libro che addirittura Direttori d'orchestra sordi ce ne sono stati tanti anche di illustri (vedi un certo Furtwangler) ma di ciechi, mai! Questo farebbe pensare che i grandi direttori d'orchestra dirigono veramente con gli occhi (un po' alla Karajan) piuttosto che ascoltando sul serio quello che suonava l'orchestra :D

fine OT

Ma Furtwängler non era sordo. Direttori del tutto sordi direi proprio che non ce ne possano essere. Altri musicisti sì, basti pensare ad Evelyn Glennie.

Piuttosto, eccoti qui un direttore d'orchestra cieco: Luigi Mariani.

29_09p.jpg

Ne ho in mente anche un altro, ma non riesco a ricordarne il nome.

Edit: nel frattempo è spuntato anche questo: Gabriel Bergogna

4.jpg

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la scala a temperamento equabile divide l'ottava ottenuta con il normale rapporto 2:1 in dodici semitoni uguali. Il temperamento naturale è quello usato credo fino al XVIII secolo, che stabiliva l'altezza delle note per quinte (è detto anche temperamento Pitagorico). Le quinte giuste con il rapporto 3:2 tuttavia risultano piu' ampie rispetto alle quinte ottenute da 7 semitoni equabili. risultato, i toni nel temperamento naturale non sono uguali, e quindi una tonalità poteva risultare molto diversa da un'altra anche senza l'orecchio assoluto. Però questa è una questione aperta

...non ho capito molto bene...

però visto che qui se fai un OT ti uccidono meglio lasciar perdere! si potrebbe aprire un'interessante discussione in un altra parte. mi piacerebbe davvero capire qualcosa di questa questione che ho letto e riletto mille volte in mille modi e non mi è mai stata chiara.

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  • 2 weeks later...
mmm...ne sei sicuro? perchè leggendo la discussione mi pare di aver capito che l'orecchio assoluto non si può ottenere con lo studio ma bisogna avercelo fin da bambini. Quello che si può fare con lo studio è avere un buon orecchio relativo..

beh secondo me è anche questione di studio..

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  • 2 weeks later...

Io ho l'orecchio assoluto... riesco ad accordare gli strumenti a corda senza note di riferimento, e, come qualcuno ha detto precedentemente, anche io quando ascolto qualcosa sento lo scandire delle note (e anchio credo ke sia uno strazio :D)

però è utilissimo... a solfeggio non ho mai sbagliato un dettato o un solfeggio cantato grazie a questo dono... (in compenso in setticlavio faccio davvero cagare hahahahahaha)

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Salve a tutti, secondo me l'orecchio assoluto è una dote innata. C'è una bella differenza dall'arrivare (con lo studio) a riconoscere una nota, magari sul proprio strumento, magari cantandosi gli intervalli per 10 minuti, all'intuire immediatamente la frequenza del suono del martello pneumatico giù in strada, o nel non poter fare a meno di pensare ai nomi di tutte le note mentre si ascolta un pezzo... Chiunque con un orecchio relativo ben allenato può arrivare a riconoscere le note pensandoci, ma la capacità di farlo intuitivamente per me o ce l'hai o non ce l'hai. Quanto al fatto che c'è una maggior percentuale di "orecchi assoluti" tra i musicisti che tra i profani, non potrebbe essere semplicemente perchè chi lo possiede è più facile che intraprenda questa strada, essendo facilitato (per certi aspetti)? Del resto, chi non è musicista forse non arriva nemmeno a riconoscere di avere questa capacità, non avendo mai associato i nomi delle note alle loro frequenze...

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Guest Fede_Rinhos
onestamente non capisco come ci possa essere un direttore sordo: come fa a capire se l'orchestra fa veramente il pianissimo che chiede? se il suono che esce è della qualità che lui desidera? io posso immaginare più facilmente un direttore cieco che sordo perchè una volta che conosce la disposizione dell'orchestra può dare le indicazioni che ritiene opportune ma se è sordo per lui deve essere tanto difficile esprimersi, Beethoven è stato un genio per questo...

Ma Furtwängler non era sordo. Direttori del tutto sordi direi proprio che non ce ne possano essere. Altri musicisti sì, basti pensare ad Evelyn Glennie.

rispondo a entrambe dopo essermi documentato: non solo Furtwaengler alla fine della sua carriera era diventato quasi del tutto sordo, ma successe lo stesso a Igor Markevitch. C'è un aneddoto che riporta che Markevitch una volta chiese al fagotto di suonare un po' piu' piano, quando in realtà il fagotto non stava suonando perché aveva problemi con lo strumento. :D

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rispondo a entrambe dopo essermi documentato: non solo Furtwaengler alla fine della sua carriera era diventato quasi del tutto sordo, ma successe lo stesso a Igor Markevitch. C'è un aneddoto che riporta che Markevitch una volta chiese al fagotto di suonare un po' piu' piano, quando in realtà il fagotto non stava suonando perché aveva problemi con lo strumento. :D

Fonti?

Di Furt in là con gli anni ci sono video di prove, interviste, ecc. in cui si può benissimo vedere e sentire come interagiva con l'orchestra, e non da sordo. Su Markevitch non saprei, ma già da quanto racconti si evince ciò che è ovvio, e cioè che un direttore sordo non è nemmeno in grado di capire se uno strumento stia suonando o no, e quindi che dirige... :scratch_one-s_head:

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Guest Fede_Rinhos
Fonti?

Di Furt in là con gli anni ci sono video di prove, interviste, ecc. in cui si può benissimo vedere e sentire come interagiva con l'orchestra, e non da sordo. Su Markevitch non saprei, ma già da quanto racconti si evince ciò che è ovvio, e cioè che un direttore sordo non è nemmeno in grado di capire se uno strumento stia suonando o no, e quindi che dirige... :scratch_one-s_head:

A. Zignani: S.P.A.S.M.O., il quiz della musica. Non sarà un'enciclopedia ma si spera che non si inventino le cose a casaccio :scratch_one-s_head:

inoltre:

Furtwängler's final years were unhappy. In 1952, a course of the antibiotic streptomycin damaged the nerves in his ears, leaving him deaf. Attempts to compensate for his hearing loss with onstage loudspeakers were ineffective. In 1954 he conducted his last concert and died after another bout of pneumonia.

http://www.geocities.com/immortalbruckner/furtwangler.html

(Markevitch) Avoiding semaphore-like signals, his stick technique was exemplarily clear, his two hands totally independent of each other, allowing his players to read and understand his meaning with total ease. This was always his trump card, so that even in old age, when he was almost completely deaf, he continued to conduct, obtaining his results by means of the clearest of gestures and maintaining overall control with the aid of his eyes, just as Bruno Walter had done.

http://www2.deutschegrammophon.com/webseri...&objRank=47

inoltre, le ultime due righe del paragrafo sopra dice quello che dissi tempo fa, ossia che i grandi direttori in realtà dirigono con gli occhi :)

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Guest Fede_Rinhos
Su Markevitch non saprei, ma già da quanto racconti si evince ciò che è ovvio, e cioè che un direttore sordo non è nemmeno in grado di capire se uno strumento stia suonando o no, e quindi che dirige... :scratch_one-s_head:

be', forse non è piu' in grado di concertare, ma di dirigere perché no? e poi non sai cosa si fa pur di calcare la scena :D

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A. Zignani: S.P.A.S.M.O., il quiz della musica. Non sarà un'enciclopedia ma si spera che non si inventino le cose a casaccio :scratch_one-s_head:

inoltre:

Furtwängler's final years were unhappy. In 1952, a course of the antibiotic streptomycin damaged the nerves in his ears, leaving him deaf. Attempts to compensate for his hearing loss with onstage loudspeakers were ineffective. In 1954 he conducted his last concert and died after another bout of pneumonia.

http://www.geocities.com/immortalbruckner/furtwangler.html

(Markevitch) Avoiding semaphore-like signals, his stick technique was exemplarily clear, his two hands totally independent of each other, allowing his players to read and understand his meaning with total ease. This was always his trump card, so that even in old age, when he was almost completely deaf, he continued to conduct, obtaining his results by means of the clearest of gestures and maintaining overall control with the aid of his eyes, just as Bruno Walter had done.

http://www2.deutschegrammophon.com/webseri...&objRank=47

Grazie! :) Rimango un po' scettica per le questioni già dette, ma può essere che le registrazioni che ho in mente (c'è qualcosa anche sul tubo) siano di poco anteriori alla malattia. Ho visto parecchie interviste, anche alla moglie o a musicisti che hanno suonato con lui o collaboratori, e mai nessuno aveva fatto cenno alla sua sordità.

inoltre, le ultime due righe del paragrafo sopra dice quello che dissi tempo fa, ossia che i grandi direttori in realtà dirigono con gli occhi :)

Ma certamente! Anche con gli occhi... :P

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  • 2 years later...

l'orecchio assoluto di fatto non serve a niente.

Se a me viene dato un Do ,e riesco a ricordarmelo,posso capire che nota sia o che tonalità sto ascoltando. Non è orecchio assoluto. Ma nei dettati una volta identificato il punto di riferimento le altre note le capisco spontaneamente. Insomma,l'orecchio relativo è quello veramente utile,l'assoluto è solo una scocciatura,pensi troppo alle note che alla musica,così mi è stato detto da alcuni che hanno l'orecchio assoluto. E' stato un dono di Dio che Beethoven lo abbia avuto,ma l'unico compositore a cui abbia fatto veramente comodo è stato lui...

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l'orecchio assoluto di fatto non serve a niente.

Se a me viene dato un Do ,e riesco a ricordarmelo,posso capire che nota sia o che tonalità sto ascoltando. Non è orecchio assoluto. Ma nei dettati una volta identificato il punto di riferimento le altre note le capisco spontaneamente. Insomma,l'orecchio relativo è quello veramente utile,l'assoluto è solo una scocciatura,pensi troppo alle note che alla musica,così mi è stato detto da alcuni che hanno l'orecchio assoluto. E' stato un dono di Dio che Beethoven lo abbia avuto,ma l'unico compositore a cui abbia fatto veramente comodo è stato lui...

Concordo, l'orecchio assoluto è una tortura. Mi trovo spesso a riconoscere una nota (di solito negli stacchetti dei programmi televisivi) e poi vado al piano per vedere se ci ho indovinato. Tempo fa, per fare un esempio, una cantante al festival stonava perchè non riusciva a prendere alcune note acute. Mia moglie mi ha chiesto:- Lo senti come stona?

Le ho risposto istintivamente che non avrebbe dovuto scegliere la tonalità di REm. Poi al piano ho scoperto che avevo ragione sulla tonalità. Potrei fare centinaia di questi esempi. Non è bello avere questo dono, le note ti torturano sempre, è come se parlassero e ti martellassero il cervello, inoltre non puoi fare a meno di ascoltarle!

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Concordo, l'orecchio assoluto è una tortura. Mi trovo spesso a riconoscere una nota (di solito negli stacchetti dei programmi televisivi) e poi vado al piano per vedere se ci ho indovinato. Tempo fa, per fare un esempio, una cantante al festival stonava perchè non riusciva a prendere alcune note acute. Mia moglie mi ha chiesto:- Lo senti come stona?

Le ho risposto istintivamente che non avrebbe dovuto

scegliere la tonalità di REm. Poi al piano ho scoperto che avevo ragione sulla tonalità. Potrei fare centinaia di questi esempi. Non è bello avere questo dono, le note ti torturano sempre, è come se parlassero e ti martellassero il cervello, inoltre non puoi fare a meno di ascoltarle!

A me avere l'orecchio assoluto non dispiace ... Mi ha aiutato molto in solfeggio!! :)

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  • 4 months later...

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