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artifex

Figaro L'Aria della Contessa di Trombetta, Bianchini e Newman

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Si, si , si ... Avtifex ha vagione ... siamo movbosi, movbosi, movbosi ...

In realtà l'unico "vero" mago qui è lui ... Artifex, senza il quale la trattazione sulle panzane dei Trombini non sarebbe mai stata portata a compimento.

Un caro saluto a tutti!

NR

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E' inutile comunque girarci intorno. Molte di queste dissonanze sono state utilizzate da moltissimi

compositori dal '600 im poi e ovviamente nessuno si sognerebbe di parlare di "plagi". Oddio ho detto

"nessuno".... Trombetta e Bianchini l'hanno fatto per attribuire a Lucchesi il Figaro o quantomeno per

toglierne la paternità a Mozart. E questo è terrificante e vergognoso allo stesso tempo.

Il buon Riccati analizzando i duetti di Handel e Bononcini scopriva alcuni passaggi armonici che, dal punto

di vista della Scuola, potevano essere interpretati come rivolti di 9a, 11a e 13a. Tutti copioni, anche

Handel e Bononcini che - come è risaputo - erano allievi del Vallotti. Sempre il Riccati ci cita un esempio

di prassi "continuistica" in uso nel recitativo secco. Il basso che rimane fermo (....pedale?) e sopra un

passaggio armonia consonante-dissonante-consonante:

2iau7vo.jpg

Per maggiore chiarezza ho messo in fondo le funzioni armoniche. Questo (quello di mezzo) non è un accordo

della Scuola di Padova, non è un rivolto di undicesima.

Ce lo dice la "prassi" continuistica e ce lo dice lo stesso Riccati che tale passaggio "era frequente". Nei post precedenti ho menzionato de Majo e il suo "Accresca pietoso" (in sol minore). Migliore esempio non potevo trovare.

Accostatosi poscia il P. Vallotti al cembalo, e veduta sul lettorino una composizione del P. Martini, osservò in essa un rivolto di nona, e lo avvertì che anch'egli usava quei rivolti, che poco innanzi avea condannati. E' vero, rispose il P. Martini, ma ho sbagliato, e presa la penna in mano, mutò incontanente il passo. La natura l'avea condotto a valersi della nona rivoltata, e la prevenzione lo indusse a cangiare il passo.

(da una lettera del Riccati).

...continua

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E' il tempo di tirare delle conclusioni.

1. La scuola di Padova sta destando interesse perchè i fondatori (Calegari e Vallotti) anticiparono - e la

cosa è documentata - le intuizioni/teorie di Rameau. Il loro lavoro non ebbe però la fortuna di essere

stampato e quindi la sua diffusione restò limitata. Attualmente c'è chi specula su questa straordinaria

attività.

2. Se applichiamo solo le numeriche agli accordi (e quindi tralasciando l'esame del contesto) di qualsiasi composizione di qualsiasi compositore possiamo trovare accordi della "Scuola di Padova".

Questo accade perchè la dissonanza è un mezzo espressivo usatissimo. Questi espedienti armonici furono in uso

fin dai polifonisti del Cinquecento. E poi ci sono esempi anche in compositori da hit-parade come Handel e

Bach. E mai nessuno ha avuto la follia di accusare di plagio questi autori.

3. La complessità della pratica armonica del Vallotti risultò per quei tempi (all'inizio del Classicismo)

fuori moda. La sua musica "dava origine a suoni troppo complessi e densi per essere compatibili con la grazia

affettata del classicismo allora emergente in Italia, classicismo che favoriva trasparenti tessiture musicali

animate da ben regolate armonie e articolate su largamente accettati e razionali precetti di contrappunto"

(Hansell). Infatti:

4. Il Vallotti mitigò le sue composizioni con revisioni atte a dare un impatto sonoro più leggero (anni 1740-

60). Chi aderì alle sue teorie se ne servì con moderazione.

5. Le dissonanze di 9a, 11a e 13a divennero dissonanze autonome e di uso comune nell'Ottocento. Precursori di

questi accordi sono tutti i compositori dal '500 in poi. Le licenze, con il tempo, diventano consuetudini.

6. Gli accordi citati nel libro "Figaro l'aria della contessa" sono faziosamente ed erroneamente attribuiti

alla Scuola di Padova e alle loro "avanguardie". Di notevole rilevanza infatti è l'assenza totale di analisi

di questi agglomerati sonori giudicati, però, fondamentali per sottrarre a Mozart la paternità del Figaro.

E questo è un punto critico fondamentale: assoluta incompetenza nell'analizzare eventi armonici. Il ridicolo

si raggiunge nella descrizione del "secondo accordo": c’è anche un accordo vallottiano, una settima

sul quarto grado (battuta 84) RE-FA-DO#. Non hanno inserito manco le numeriche e gli accordi vallottiani

(Barbieri) per il confronto. E infatti mancano gli esempi di riferimento. Chi ha in mano partiture di Luchesi

perchè non pubblica stralci di queste avanguardie? Perchè? Perchè non hanno indagato?

Bè, adesso pubblico io un accordo (senza possibilità di fraintendimento) vallottiano con il caratteristico

MARCHIO della scuola padovana - accordo 3-4-5-6 - così finalmente se ne fa un cavolo di esempio concreto.

Sabbatini, Messa per i defonti con stromenti non obbligati, Padova 1803:

rssd1g.jpg

Riferimenti bibliografici:

Polymath of the Baroque: Agostino Steffani and His Music - COLIN TIMMS - OXFORD UNIVERSITY PRESS 2003

Calegari, Vallotti, Riccati e le teorie armoniche di Rameau: priorità, concordanze,contrasti - Patrizio Barbieri - RIVISTA ITALIANA DI MUSICOLOGIA Vol. XXVI, 1991 - n. 2

Canone infinito: lineamenti di teoria della musica - Azzaroni Loris - CLUEB 2001

Manuale di Armonia - Diether del la Motte - LA NUOVA ITALIA EDITRICE 1988

Scienza e musica nella Marca del Settecento: Giordano Riccati e Giuseppe Tartini - GIORGIO T. BAGNI -

Cassamarca (1998) 12, XII, 1, 68-72

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