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Come componete


Guest Piccinesco
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Guest Piccinesco

So che c'è già la discussione su "Cosa state componendo", ma ritengo interessante anche sapere in che modo si compone, ad esempio ultimamente uso sempre meno il pianoforte per comporre, quello che mi viene in mente lo scrivo subito senza guardare se il tutto corrisponde alla posizione corretta sul piano, poi la controllo in seguito, e sembra che pian piano sto "affinando" la capacità di ascoltare ciò che ho dentro senza dover ricorrere al piano per controllare la posizione, è importante questo aspetto, poi se prima ( 1998/2001 )scrivevo usando sempre il piano, pezzi prevalentemente solisti, sono passato nel 2003 a comporre al pc ( sempre con un approccio antico se si può dire, scrivendo in partitura tutta la strumentazione utilizzata, anche quella elettronica ), poi da quest' anno sono tornato alla scrittura a mano, che ritengo in assoluto la più bella, e la più soddisfacente, anche se sono perennemente insoddisfatto.

Poi come luogo sto nella mia stanza, che purtroppo non concede una visuale su panorami di grande respiro, ho tutti palazzi davanti a me, mentre quando cominciai a scrivere, nel 1995/96 mi trovavo da mia nonna, davanti alla finestra con alcune colline come panorama, cosa che mi infondeva pace e tranquillità, ciò di cui ho bisogno e non posso avere ora.

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Guest Piccinesco

Bè ancora adesso applico un minimo questo, cioè ad orecchio, perchè anche se alcune volte mi riesce di trovare subito o in parte le note che ho in mente, quando devo trovare dei passaggi vado a sensazione, il tutto relazionato a quello che c' è in precedenza ovvio sennò, però quello che per me è logico anche in minima parte non lo è per chi sa che un determinato passaggio deve o può risolversi in un altro modo, io sono cosciente di questo, ma preferisco che quello che si ascolta dia qualcosa, che rimanga della sensazione invece di procedere come un architetto e ritrovarsi un pezzo sterile, succede, in pratica chi sa muovere le voci ha un arma in più, ma deve anche avere la capacità di farlo a prescindere da ciò che conosce, perchè altrimenti rimane vincolato a questo, come io stesso non riesco ad andare oltre perchè ho tante idee ma riesco a svilupparle in modo difficoltoso, perchè comincio a scrivere, poi dopo qualche battuta è come se prendo un vicolo cieco, prevale l' istinto, come mi sento in quel momento ( sempre con un filo conduttore nel pezzo, che evidentemente concepisco solo io, proprio perchè vivo delle sensazioni personali, come tutti del resto, ed è difficile rimanere razionali nella scrittura ).

Non c'è ancora omogeneità nella scrittura, ma questo si impara.

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un determinato passaggio deve o può risolversi in un altro modo, io sono cosciente di questo, ma preferisco che quello che si ascolta dia qualcosa, che rimanga della sensazione invece di procedere come un architetto e ritrovarsi un pezzo sterile, succede, in pratica chi sa muovere le voci ha un arma in più, ma deve anche avere la capacità di farlo a prescindere da ciò che conosce, perchè altrimenti rimane vincolato a questo,

dipende comunque da cosa si sta componendo eh.... è chiaro k una composizione in stile severo ha determinate regole da rispettare rispetto ad un'altra composizione di altro periodo storico.... Dipende poi se si tratta di composizione libera o di una composizione ispirata ad un epoca specifica che comunque, anche la libera deve avere una determinata logica messa a puntino dall'esperienza del soffermarsi nel studiare i vari stili del passato.

La fantasia e l'orecchio sono giusti mezzi da possedere, supportati però dallo studio della composizione!... anche l'orecchio ha i suoi limiti: una persona non potrà mai mettersi in testa, neppure se si tratta del piu grande genio mondiale (a mio parere), di scrivere una sinfonia per grand'orchestra senza padroneggiare l'armonia, il contrappunto, l'arte della fuga, che può aprire nuove strade a volte sebbene venga raramente manifestata, e l'orchestrazione... è chiaro k la sinfonia in questione non potrà mai essere definità tale, bensì si tratterà di una cacofonia! perchè è come se un individuo pretendesse di scrivere un romanzo portandosi dietro nel corso degli anni lacune insanabili di grammatica e sintassi...

Cmq scrivo a tavolino e poi controllo al pianoforte o all'organo.

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Guest Piccinesco

Vero, infatti ho un pezzo che ho intitolato Sinfonia n°1 ma in realtà ha solo il tema iniziale adatto ad essere sviluppato, in seguito è un susseguirsi di atmosfere diverse con alcuni collegamenti tra questo tema ed il resto, ma devo riscriverla appunto per dargli una fisionomia chiara e decisa, ci vorrà tempo.

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io in genere scrivo al pianoforte,poi una volta fatta una copia o una bozza provvisoria, la trascrivo con Finale.

Bè ancora adesso applico un minimo questo, cioè ad orecchio, perchè anche se alcune volte mi riesce di trovare subito o in parte le note che ho in mente, quando devo trovare dei passaggi vado a sensazione, il tutto relazionato a quello che c' è in precedenza ovvio sennò, però quello che per me è logico anche in minima parte non lo è per chi sa che un determinato passaggio deve o può risolversi in un altro modo, io sono cosciente di questo, ma preferisco che quello che si ascolta dia qualcosa, che rimanga della sensazione invece di procedere come un architetto e ritrovarsi un pezzo sterile, succede, in pratica chi sa muovere le voci ha un arma in più, ma deve anche avere la capacità di farlo a prescindere da ciò che conosce, perchè altrimenti rimane vincolato a questo, come io stesso non riesco ad andare oltre perchè ho tante idee ma riesco a svilupparle in modo difficoltoso, perchè comincio a scrivere, poi dopo qualche battuta è come se prendo un vicolo cieco, prevale l' istinto, come mi sento in quel momento ( sempre con un filo conduttore nel pezzo, che evidentemente concepisco solo io, proprio perchè vivo delle sensazioni personali, come tutti del resto, ed è difficile rimanere razionali nella scrittura ).

Non c'è ancora omogeneità nella scrittura, ma questo si impara.

non esiste arte senza tecnica.

ps.attenzione a non aprire troppi topic sulla composizione...i moderatori potrebbero decidere finalmente di fare una sezione tutta per noi.. :sarcastic_hand:

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Guest Fede_Rinhos

io dipende moltissimo dal pezzo che scrivo. ad esempio, se è un brano per violino solo, sicuramente scrivo a tavolino, poiché so già come suona sul violino e ne concepisco già la difficoltà. Invece se è per pianoforte lo suono al pianoforte...

al pianoforte controllo poi l'efficacia di armonie non convenzionali, che a tavolino non si riesce a capirne bene la sonorità.

quanto alle idee, mi vengono quando passeggio (come a Mahler :D )

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Guest Piccinesco

Io direi non esiste la composizione nel senso più stretto ( e forse romantico )senza l' istinto , la tecnica è al servizio di quest' ultima e non prettamente al contrario, ad esempio io non ho tecnica pianistica ( il che mi rende difficile scrivere certi passaggi che immagino, e sono fattibili, non scrivo cose impossibili )ma se voglio scrivere per più strumeni posso farlo, non necessariamente bisogna studiare orchestrazione per avere una certa sensibilità nel concepire un pezzo per più strumenti e bilanciarne l' utilizzo, chiarisco, qui parlo di creatività ma ho detto comunque che ho iniziato a studiare teoria e quant' altro mi possa essere utile per superare i miei limiti, am il punto su cui mi soffermo è questo, in altri forum ho avuto discussioni su come si approccia a questo argomento, e spesso si risponde con frasi un pò preparate tipo", bisogna solo studiare", "non ci si improvvisa "ecc, alcune in parte discutibili, altre condivisibili, ma noto che quelle ( le chiamo cosi ) senza via di scampo sono pronunciati soprattutto da chi ha avuto un educazione musicale fin da piccolo, cioè non ha prima intrapreso la composizione per necessità o voglia di espressione ( liberamente e senza condizionamenti ) , solo in una fase successiva della vita l' ha avvicinata direttamente approcciando sui libri, capitemi bene, non sto dicendo che è sbagliato, sto dicendo che per come la sto vivendo io lo studio mi sta aprendo altre possibilità, e facilitando il modo in cui compongo, assieme ad un' "ispirazione" abbastanza costante, e qui il percorso è al contrario, ma con ampie possibilità di miglioramento soprattutto per un inclinazione naturale alla composizione, di solito invece si ha una visione quasi sistematica del procedere alla composizione, rigida ( e qui non è un discorso da ragazzino ), senza troppi abbandoni all' istinto( visto da molti qusi come una cosa da evitare ), in un forum precisando che non ho scritto pezzi in una forma ben definita, quindi liberi e senza seguire regole ( un orrore in pratica per chi non conscepisce la scrittura seppur contrastata ma almeno veritiera di stati d' animo che evidentemente sono anch'è essi contrastanti ), mi è stato detto"non c'è forma, qui potrebbe essere un B, ma non si ripresenta il tema iniziale, questo strumento non ha senso qui, perchè non è preparato", ma avevo forse detto di aver scritto una sinfonia ( tanto per fare un esempio ) con tanto di tema, sviluppo, ponte ecc?No, ecco li non l' ho accettata la critica, perchè ( e questo è importante ) non è stata una critica incondizionata, dettata dal proprio sentire, dalla propria personalità, dal proprio gusto, dalla propria identità, è stata fatta sulla base di ciò che si è studiato ( infatti alla fine la risposta è stata "non sono stato io a dirlo"), senza parametri personali, quello che voglio portare alla luce è che vorrei sia pareri che giudizi, ed anche sensazioni personali, usando la propria testa senza questo tipo di condizionamenti, e mi sembra sempre più difficile, perchè è naturale che se si è avuta una certa esperienza sin da piccoli si ritiene giusta quella, ma al contrario di chi come portavoce insiste sempre e solo sul "è cosi e basta" ritengo di aver una concezione che mi faccia comprendere ( anche se non ho gli studi necessari per fare delle analisi specifiche )se un pezzo è un capolavoro, se ha del potenziale, questo senza avere quei parametri di cui parlavo, ed è significativo della sensibilità che ognuno di noi ha, capite il senso?

E' imbarazzante e abbastanza irritante a volte sentirsi dire" è cosi, se vuoi scrivere bisogna soltanto studiare"( detto a uno che lo sta facendo da solo perchè non può permettersi un docente )liquidando tutto ciò che fa ascoltare con" questa musica non ha senso", solo e sottolineo quel solo, questa persona evidentemente ( a prescindere dal suo livello culturale nell' ambito musicale ) perchè non trova dei punti di riferimento che si ricollegano al suo vissuto, ( e penso sia cosi ) tanto programmatico quanto seguito a dovere da chi lo ha sostenuto ), ma al tempo stesso privo almeno in parte di quella sostanziale caratteristica che ognuno di noi ha bisogno, il saper dare un parere, un giudizio basandosi unicamente sulle proprie sensazioni, anche semplicemente( e dopo aver ottenuto un giudizio tecnico )sapere come trova un lavoro questa persona, ecco questo intendevo dire ( sono andato un pò oltre ma riscontro spesso questo modo di fare ), e guarda caso, e non è una fortuita coincidenza ( visto che in molti, ma qui non parlo di nessuno, mi riferisco ad esperienze passate con altre persone ), chi ha avvicinato la composizione prima del suo studio ha riscontrato ( ok sono pareri, ma almeno vengono del proprio io )cose positive ed altrettante negative da migliorare, ma senza liquidare il tutto con "cosi non va bene e basta" ( e non so bene in quanti casi, conoscendo la composizione ma senza comporre, cosa che per me ha grande importanza, perchè se la conosci e non componi è un vantaggio sterile, lo saprai fare, tecnicamente, ma cosa metti di tuo, oltre al fatto che forse non comporrai mai ), un ragazzo poco più grande di me poi mi fece notare una cosa interessante, ascoltati alcuni suoi pezzi gli dissi che soprattutto 2 mi avevano lasciato un impressione migliore, indovinate quali?

Proprio quelli scritti nel periodo prima dello studio della composizione, questo vuol dire che come chi ha un bagaglio tecnico che lo sostiene sa riconoscere finezze anche in pezzi che emotivamente non suscitano un gran che, ma come lavori sono impeccabili, chi concepisce al contrario e più instintivamente queste cose sa cogliere magari un potenziale, uno spunto di bellezza o cosa interessante, da poter eventualmente migliorare con lo studio.

Quest' anno ho comprato 400 euro di libri, e ne sono contento, sia sulla composizione, che sull' armonia, che su una specifica descrizione di alcuni, strumenti, questo per colmare le lacune che ho e sentirmi più sicuro quando scrivo, qualcosa già si vede, ma se avessi potuto farlo 10 anni fa quando ero più motivato sarebbe stato meglio, frase per chiudere di una che si occupava del reparto musica classica alla ricordi a Roma, non dico dove però, volevo lasciargli un cd con dei pezzi per pianoforte e appena ( lei era diplomata ) le ho detto, non ho ancora iniziato gli studi ma ho scritto questi pezzi mi ha risposto "no, non lo accetto, prima si studia poi isi può pensare di scrivere qualcosa", devo ammettere che mi manca la padronanza di molte cose e in parte le do ragione, ma censurare cosi, a priori qualcosa mi ha dato l' impressione di gelosia o non accettazione di un modo di fare alternativo al suo, che non è detto sia giusto, è un altro modo di concepire.

Il senso di distacco voluto a volte lo sento perchè io ammetto di avere dei limiti, proprio per non avere delle conoscenze tecnico/teoriche ( ma che non precludono un atteggiamento curioso, e non per forza come si sostiene sbagliato verso la scrittura per uno strumento, anzi, di soltio succede che limito le possibilità esecutive anzichè portarle al limite, e penso sia una cosa positiva, perchè chi in realtà non sa scrivere proprio scrive cose non eseguibili, e comunque chi lo fa se ne è cosciente è segno di lucidità in quello che si fa ), ma difficilmente che al contrario le ha potrà ammettere che senza non avrebbe avuto lo spunto per comporre, a volte è cosi, come il contrario, e quell' aria di superiorità ( uso questo termine solo per fare l' esempio, non è rivolto a nessuno in particolare, almeno qui in questo forum ), per delle cose acquisite poi e non concepite in seguito ad un proprio crescere, spesso danno fastidio, perchè non trovo nulla di cui vantarsi per aver studiato o per l' avere certe conoscenze, ma molti se ne vantano, dimenticando in parte che è un bagaglio, non è parte di se nel vero senso della parola, cambia il senso e non di poco.

Qualcuno ha presente termini come "trito e ritrito"?

Perchè li usa solo chi ha avuto un certo percorso formativo?

Non potrebbe usare termini come "sentito e risentito" ad esempio, termini più semplici, ma almeno il significato è simile.

Ecco li si nota un cenno di propensione alla superiorità che lede solamente a chi ne fa uso.

E' affascinante comunque intraprendere la scrittura per ogni tipo di strumento, lo dico nonostante abbia da mesi una crisi emotiva, però sono affascinato da questo, ma non mi dilungo altrmenti scrivo 2000 pagine.

Non volevo scrivere cosi a lungo, e non ho avuto intenzione di parlare appositamente di me, ma ho dovuto fare esempi per far capire meglio ( spero ) cosa intendessi, grazie.

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Al pianoforte (però di solito metto come timbro il clavicembalo, dà un bel tocco retrò), con carta pentagrammata, matita, gomma e temperino. Le idee mi vengono nei momenti più disparati, appena me ne viene una la trascrivo al pianoforte, su un taccuino a parte. Poi provo a svilupparla. Quinte ed ottave parallele cerco di evitarle...

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per Piccinesco : capisco (in parte) il tuo discorso e apprezzo il fatto che hai comprato molti libri e cerchi insomma di capirci di piu'.ma..leggendo quello che hai scritto c'e il rischio che tutto sia lecito e allora chiunque si possa improvissare compositore o musicista(cosa che purtroppo accade)...questo non vuol dire essere "scolastici" e cmq per trasgredire le "regole" bisogna prima padroneggiarle ma anche avendo tutto il talento di questo mondo, se non si ha tecnica non si fara' mai nulla(e questo vale anche per lo strumento)e si rimarra' sempre in uno stato semi-dilettantesco...come gia' ho scritto in qualche altro post,non esiste un solo compositore della storia della musica occidentale che non abbia tecnica (chi piu' raffinata chi meno)e questo vale anche se si vuole affrontare seriamente il Jazz,la musica leggera ecc.

l'istinto da solo non va da nessuna parte se non si hanno i mezzi per aiutarlo(ah poi vabbe c'e gente che ha una tecnica strepistosa,ma magari musicalmente sono" aridi ", ma e' un altra questione)

se poi ritieni "imbarazzante e irritante" sentiriti dire di studiare...beh che dirti..nessuno e' obbligato a fare musica!

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io dipende moltissimo dal pezzo che scrivo...

Concordo,

dipende molto dal brano che si sta componenedo, ma anche per "cosa" si sta componendo..

Di solito attendo l'ispirazione, non curandomi di quanto tempo passa prima del suo avvento, ovviamente le grandi emozioni ne veicolano e ne favoriscono la comparsa (amore, sofferenza, gioia, etc..).

Se devo invece comporre una colonna sonora, bhè, ho bisogno delle immagini, dei tempi, di capire il contesto e i personaggi per poterli rappresentare musicalmente al meglio. Questo è un modo di comporre "forzato", hai dei tempi da rispettare, compromessi col regista e quant'altro.

Sui materiali diciamo che prediligo ancora foglio e matita (rigorosamente a lume di candele), ma il computer e relativo studio di registrazione a volte oggi sono indispensabili.

Un saluto a tutti. :happystrange:

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Guest Piccinesco

Per compositore1980:

Hai ragione, ho avuto un esempio di vita studiando seppur per poco tempo le invenzioni a 2 voci di Bach qualche anno fa, ne ho scritte alcune anche io avendo appreso almeno in parte ciò che avevo studiato, e quell' esperienza mi ha fatto comprendere quanto lo studio potesse darmi una mano, perchè realmente le cose poi le scrivi in modo automatico ( non sempre ) applicando le regole che hai studiato, e conoscendole ( d' accordissimo con te )le puoi infrangere, interpretare, essendono cosciente, e da una sensazione di più ampia libertà, rispetto alla libertà un pò cirscoscritta del comporre a istinto, l' uso del termine "irritante"più che altro l'ho utilizzato collegandomi ad un utente di un altro forum che continua a dire questo, cioè studiare e basta, ( non dicendo comunque che esiste solo lo studio, ma è il solo mezzo per superare tutte le difficoltà ), dicendo di conoscere ( e gli credo, non ho problemi, perchè non dovrei )la composizione ma non scrivendo nulla, dicendo che comunque non è detto che non saprebbe comporre, ma allora componi no, visto che nel momento in cui si parla di ispirazione ( che so essere una piccola percentuale nel processo compositivo di un pezzo ), e di istinto passa all' attacca dicendo questo non va bene ecc, era solo per dire questo, capisci fa un certo effetto non avere pareri personali, prettamente personali all' ascolto di un pezzo, in pratica anche se apprezzo un' analisi accurata di un pezzo se lo faccio ascoltare, certe persone dicono"non è musica perchè non ha forma, non ha senso", non si abbassano letteralmente ad esprimere un giudizio semplice come il "mi piace, ci vedo qualcosa di particolare, di interessante, non mi piace"( fermo restando che è sempre meglio un' analisi attenta, che non necessariamente deve contenere termini tecnici ), pensa che uno mi ha detto( studia composizione e pianoforte non so da quanto tempo "il pezzo non ha un esposizione, un ponte, uno sviluppo ecc, sembra un esercizietto di stile, e non è neanche un pezzo per pianoforte", questo mi fa pensare ( avendo ascoltato i pezzi per piano di questa persona, che sono prettamente minimalisti, caratterizzati da alcune sequenze di note ripetute per minuti e minuti )che come ho tentato di far comprendere"una volta ( ma non tutti ) dentro il gergo tecnico, dentro il vivere musica in quel modo"si acquisisce un modo di porsi troppo rigido che non penso faccia pienamente parte della persona, è quasi un compiacimento.

Nonostante abbia spiegato al meglio ( anche se di solito nei discorsi che faccio succede la stessa cosa che avviene nella musica che scrivo, c'è un continuo cambiamento di argomento, ma sempre tenendo a mente ed a vista il principio, capisco che è contrastante e poco lineare, ma questo è come mi sento, e come mi sento si riflette nella musica )quello che intendevo dire hai visto che c'è comunque il rischio di far passare tutto per lecito?

E' quello che avviene spesso quando affronto questi argomenti, questo delinea anche un altro tipo di pregiudizio, da parte mia c'è sempre stato quello verso lo studio ( forzato e proposto a tutti i costi, soprattutto per colpa di persone sbagliate che ho incontrato nella vita che me lo hanno fatto disprezzare a volte, ma come si spiega che sto studiando anche se 1 ora ogni 3/4 settimane da solo?Nessuno mi forza, e lo faccio con piacere, solamente non ho più lo stimolo di prima e lo stress mi distrugge ), da parte di altri tirando fuori significati da quello che scrivo diversi da quelli che intendo far capire.

Dico questo perchè penso sia un esempio lampante, sto studiando, alcune cose sono più chiare, ma quando compongo vedo che alla fine faccio come voglio, anche se in alcuni frangenti mi è d' aiuto ciò che ho appreso, e lo sarà sempre più con l' approfondimento, io sto studiando più per rispetto per la musica e necessità di capirla più che per il fatto che mi si dica serve, c'è da dire che non tutti sono fortunati e possono permettersi lezioni continue per anni, e non tutti hanno una vita serena, purtroppo faccio parte sia della 1a che della 2a categoria, quindi immagina anche lontanamente come posso assorbire ora, a 30 anni dei concetti che se appresi da piccolo li vedi automatici e spontanei, devo fare uno sforzo triplo, ma lo faccio con piacere.

Sto usando delle matite e delle gomme di quando andavo alle elementari addirittura, ed è bello proprio per questo, una parte di te che "torna" e crea un legame tra quello che eri e sei ora, tutto per la musica.

Il pc lo sto boicottando con immenso piacere, anzi forse venderò le librerie di suoni che ho, è sufficiente un foglio di carta e la matita, non c'è bisogno d' altro.

Grazie per le risposte.

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Al pc andando a orecchio. Comunque ora più o meno so che note mettere per avere quello che voglio (prima le provavo tutte finchè non trovavo quella giusta :lol:).

Anch'io! B) ..in genere...

Vorrei solo la carta e la penna (eh sì, con la matita rischio di impiastricciare tutto come i bimbi :wacko:) ma ho un pessimo solfeggio alle spalle.. :lol:

Da un paio d'anni uso un taccuino* piccolo, copertina nera, di quelli da viaggio insomma con i fogli pentagrammati.. moleskine si chiamano no? :scratch_one-s_head:

Annoto temi, accordi, improvvisazioni del momento, commenti (alcuni dei quali ricevuti su questo forum :wub: ), concerti, pensieri compositivi e pure sogni in materia ecc..

Uso di solito la pianola, o il flauto traverso, oppure appunto direttamente il pc di notte.

* la cosa curiosa è che in prima pagina c'è.. in case of loss, as a reward avevo messo 5 euro all'inizio.. -_-' valutavo poco il mio lavoro! :ph34r:

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  • 3 weeks later...

io neanche so spiegare come compongo sinceramente..forse perche ho solo un anno di studio di pianoforte e solfeggio alle spalle..e quindi di teoria e di annotazone musicale so poco e forse quasi niente..ma nonostante tutto avvolte sento un qualcosa dentro che mi fa sedere li avanti il piano e mi fa suonare suonare e suonare..

poi e l orecchio a decidere se qualcosa che ho suonato e adatta per qualche piccolo pezzo per piano o per qualche piccola sinfonia..alcuni giorni ci sto 2 ore piene a provare cose nuove ma il mio orecchio rifiuta tutto e quindi tempo perso potrei dire... e da qui si capisce che e tutta questione di istinto ..e qui deve entrare lo studio..

pensate che scrivo scrivo scrivo ma mi devo far suonare tutto bene dal mio maestro per con solo un anno alle spalle non so suonare quello che scrivo anche perche non scrivo cose abbastanza semplici..

ma cmq oltre a qualche battuta di rilievo che ancora devo sviluppare non ho mai accettato appieno il mio lavoro di composizione..faccio una cosa oggi domani non mi piace piu ..e quindi resta inconpleto tutto..

devo trovare una soluzuione a questo piano piano..

la composione senza saper solfeggiare bene e senza saper suonare cose complicate al piano..e poco e niente secondo me.. spero che in futuro tutto si sistemera..

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Io non studio composizione , ma di solito quando mi siedo al piano mi viene naturale comporre...anche una stupidata che sia!!!!!!! Non faccio niente ... o meglio.... non penso a niente!!! E le mani si muovono da sole sui tasti del pianoforte!!! Poi quando non è all'improvviso , ma so che devo mettermi al piano e comporre uso molto spesso lo schemino di Allevi :P perchè da quando lo utilizzato per il mio nome n'è uscito fuori 1 capolavoro!!!

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Io non studio composizione , ma di solito quando mi siedo al piano mi viene naturale comporre...anche una stupidata che sia!!!!!!! Non faccio niente ... o meglio.... non penso a niente!!! E le mani si muovono da sole sui tasti del pianoforte!!! Poi quando non è all'improvviso , ma so che devo mettermi al piano e comporre uso molto spesso lo schemino di Allevi :P perchè da quando lo utilizzato per il mio nome n'è uscito fuori 1 capolavoro!!!

Schemino di Allevi? :|

Che roba è? :ph34r_anim:

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Ho installato Finale e lo sto trovando comodo, quasi quasi abbandono carta e matita... Sentire i propri pezzi in tempo reale è molto bello, però come si fanno a scrivere più voci su un solo pentagramma :ph34r: :ph34r: ?

nella sezione generale trovi il topic sui programmi per scrivere musica e troverai molte risposte utili.

cmq devi utilizzare la funzione "layers" o livelli. ad ogni livello corrisponde un colore,per poi poter distinguere le varie voci sul pentagramma (ovviamente i colori si vedono solo sullo schermo..non vengono stampati :P )

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nella sezione generale trovi il topic sui programmi per scrivere musica e troverai molte risposte utili.

cmq devi utilizzare la funzione "layers" o livelli. ad ogni livello corrisponde un colore,per poi poter distinguere le varie voci sul pentagramma (ovviamente i colori si vedono solo sullo schermo..non vengono stampati :P )

Grazie 1000 ;) ;) !

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per Piccinesco : capisco (in parte) il tuo discorso e apprezzo il fatto che hai comprato molti libri e cerchi insomma di capirci di piu'.ma..leggendo quello che hai scritto c'e il rischio che tutto sia lecito e allora chiunque si possa improvissare compositore o musicista(cosa che purtroppo accade)...questo non vuol dire essere "scolastici" e cmq per trasgredire le "regole" bisogna prima padroneggiarle ma anche avendo tutto il talento di questo mondo, se non si ha tecnica non si fara' mai nulla(e questo vale anche per lo strumento)e si rimarra' sempre in uno stato semi-dilettantesco...come gia' ho scritto in qualche altro post,non esiste un solo compositore della storia della musica occidentale che non abbia tecnica (chi piu' raffinata chi meno)e questo vale anche se si vuole affrontare seriamente il Jazz,la musica leggera ecc.

l'istinto da solo non va da nessuna parte se non si hanno i mezzi per aiutarlo(ah poi vabbe c'e gente che ha una tecnica strepistosa,ma magari musicalmente sono" aridi ", ma e' un altra questione)

se poi ritieni "imbarazzante e irritante" sentiriti dire di studiare...beh che dirti..nessuno e' obbligato a fare musica!

Concordo con lei maestro.

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Guest Piccinesco

Non l' avevo detto prima ma l' ultima parte della frase "nessuno è obbligato a fare musica" è un bel pò maliziosa, come se uno che compone senza basarsi completamente su elementi acquisiti con lo studio non scriva affatto musica, un pò pesantina come affermazione, troppa sicurezza, non mi piace questo modo di intendere la composizione, troppe volte lo sento dire, e per questo non vuol dire che sia giusto cosi, più che altro è una credenza, una posizione acquisita da chi vede nello studio l' unica via possibile per comporre "musica"appunto, il resto chissà cos'è ( scritta da persone che sanno cosa stanno facendo e non buttando qua e la 2 note ), comunque chiudo qui, perchè come al solito si alimenterebbe una polemica che mi vedrebbe da solo, e ripeto, sono una persona che quando può, non c'è bisogno di spiegare le motivazioni e gli impedimenti personali, cerca di approfondire la conoscenza della teoria, e non ripudia lo studio asolutamente, forse se si leggesse più attentamente quello che uno scrive non si creerebbero questi fraintendimenti.

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