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Mahler


Leoncavallo
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On 13/5/2022 at 23:10, il viandante del sud dice:

Una domanda: un noto mensile pubblica questo mese la Nona Sinfonia di Mahler diretta da Ivan Fischer con la Budapest Festival Orchestra. Io ho solo la Nona diretta da Walter nel 1938 e cercavo un'edizione moderna, questa la consigliate?

Per rispondere alla tua domanda, ammesso che tu non abbia già comprato la rivista in questione :D, trovo Ivan Fischer un grande direttore del repertorio romantico, uno dei pochi contemporanei che si possa dire "con personalità", immediatamente riconoscibile. Mi riferisco non a questa registrazione in particolare, che non conosco, ma ad altre da me ascoltate e citate nel forum in questi anni. Non credo sia un grande modernista, il suo Bartok ad esempio non sempre lo capisco e lo apprezzo, mi suona troppo "morbido" e arbitrario... per dire che se cerchi una nona interpretata come estremo atto del romanticismo può essere il tuo uomo, se la pensi come sinfonia di transizione tra '800 e '900 probabilmente ci sono nomi più interessanti (quelli citati e altri). Per quel che vale, lo conferma il giudizio di Hurwizzone nostro, che la pone sulla direttrice romantica no-pippefilosofiche di Walter e Masur. La rece:

Cita

Ivan Fischer conducts a lovely, impulsive Mahler Ninth. The performance comes as something of a relief after his tepid reading of the Fifth, but here, happily, he’s back on form. Interpretively, his vision of the work recalls Bruno Walter’s, or more recently, Kurt Masur’s underrated New York recording. He gets through the piece in about 75 minutes, and although tempos are swift there’s no suggestion that the piece is being underplayed at any point. The big climaxes in the first movement, the finale, and at the end of the Rondo: Burleske all have plenty of impact. Fischer keeps the brass under control throughout, but this only makes those moments when they really cut loose all the more powerful.

Throughout the first movement, Fischer shows a really impressive control of tension. Those mostly quiet interludes between the loud outbursts are full of atmospheric dread. This music has to evoke death, not imitate it literally, as many other versions unfortunately do. The three dances in the second movement have plenty of individual character, with some excellent contributions from the Hungarian woodwinds. Fischer handles the central section of the Rondo: Burleske particularly smartly. Mahler only marks it “Etwas gehalten” (“Somewhat sustained”), for all that it’s often played adagio molto, and Fischer’s approach vindicates Mahler’s directions–it often happens in these cases.

The finale is gorgeous: flowing, expressive, with wonderfully transparent string playing that really lets the music’s polyphony breathe and sing. It has become common to stretch this music out to the breaking point, 30 minutes or more, but Fischer’s 22 makes perfect sense, and it’s how many of us came to know the music in the hands of Walter, Bernstein (Sony), Haitink, and Solti. “Refreshing” isn’t exactly a term that comes to mind on hearing this great Adagio, but that’s how the performance comes across. Perhaps “fulfilling” is the better term, because the music moves forward to its sweetly sad conclusion in a single, inevitable arch. Channel Classics provides its usual superb SACD sonics, making this a Mahler Ninth that’s not to be missed. -- David Hurwitz

 

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1 ora fa, superburp dice:

Anche lui, ma quei tre aggettivi per me calzano perfettamente per Barbirolli. Viceversa non sono un estimatore della nona di Karajan.

E' solo storica quella di Barbirolli, per il resto c'è di meglio!

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On 14/5/2022 at 00:49, Florestan dice:

Buona, va' tranquillo.

 

On 14/5/2022 at 13:32, glenngould dice:

Da te, collezionista incallito, non mi sarei mai aspettato una sola edizione della Nona! :cat_lol:

In ogni caso, oltre a quella di Fischer, puoi provare con la classica di Karajan, con Bernstein (NYP) e Gielen

 

On 14/5/2022 at 23:12, superburp dice:

E Barbirolli!

 

20 ore fa, Madiel dice:

:wacko:

Potevi citare Klemperer, la sua 9a è storica, bellissima e ben registrata. 

 

9 ore fa, Majaniello dice:

Per rispondere alla tua domanda, ammesso che tu non abbia già comprato la rivista in questione :D, trovo Ivan Fischer un grande direttore del repertorio romantico, uno dei pochi contemporanei che si possa dire "con personalità", immediatamente riconoscibile. Mi riferisco non a questa registrazione in particolare, che non conosco, ma ad altre da me ascoltate e citate nel forum in questi anni. Non credo sia un grande modernista, il suo Bartok ad esempio non sempre lo capisco e lo apprezzo, mi suona troppo "morbido" e arbitrario... per dire che se cerchi una nona interpretata come estremo atto del romanticismo può essere il tuo uomo, se la pensi come sinfonia di transizione tra '800 e '900 probabilmente ci sono nomi più interessanti (quelli citati e altri). Per quel che vale, lo conferma il giudizio di Hurwizzone nostro, che la pone sulla direttrice romantica no-pippefilosofiche di Walter e Masur. La rece:

 

Grazie a tutti innanzitutto!

@Glenn Gould a essere sincero ho pochissime doppie o triple edizioni di una stessa opera e questo perché:

1) mancanza di spazio

2) e, correlata al punto 1, preferenza nell'acquisire repertorio nuovo, che manca in discoteca

So che magari qualcuno storcerà il naso, ma di una composizione cerco sempre di trovare la migliore interpretazione e di solito mi faccio bastare un'edizione soltanto, parlo di cd, poi ovviamente su youtube o in radio (ma questo più raramente) la situazione è diversa.

@Majaniello caro Maja, grazie della tua chiave di lettura e relativo consiglio. Da (tardo)romantico con moderata inclinazione al modernismo (in questi ultimi anni mi sono avvicinato in maniera più frequente alla musica moderna rispetto agli esordi, quando proprio non riuscivo a digerirla) direi che questa registrazione di Fischer potrebbe davvero fare al caso mio.

Di questo compositore ho i pezzi giovanili di Bartok per piano e orchestra, ma non ricordo adesso l'interpretazione. Di sicuro l'approccio che tu indicavi probabilmente a questi pezzi si addice meglio.

 

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Il Mahler di Fischer (Ivan) è generalmente molto buono, con una predilezione appunto per l'aspetto tardoromantico. Meno personali le letture del fratello Adam, ma si vede che entrambi conoscono bene il compositore e sanno come dirigerlo.

Se dovessi scegliere una sola Nona in disco sarei in difficoltà, tante sono le ottime interpretazioni di questo lavoro: certo, non vorrei rinunciare né a Klemperer né a Bernstein né a Haitink. Ma non me la sentirei neppure di lasciar fuori Gielen, Walter e Kubelik.

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